venerdì 1 marzo 2024

Penetrazioni alternative per consorte

Mi chiamo Lina. Come ogni donna, ho le mie esigenze sessuali. Tuttavia, mio marito Ettore, dopo alcuni anni di matrimonio, cominciò a soffrire di problemi intimi. In altre parole, non riusciva a mantenere l'erezione a sufficienza per penetrare la figa in modo soddisfacente. Questo mi portò, saltuariamente, a tradirlo. Sapevo del suo disagio ma non potevo trattenere i miei impulsi. Non immaginavo, però, la svolta che avrebbe preso la situazione. Un giorno, notai un ragazzo che giocava a pallone davanti al mio giardino. Gli feci cenno di entrare per offrirgli qualcosa da bere. Si rese subito conto della mia estrema disponibilità e, audacemente, sollevò il mio vestito. Non portavo le mutandine, per si trovò subito dinanzi alla passera pelosa che mi leccò insieme alle ascelle. Gli leccai la punta del cazzo che apparve già durissimo. Fui penetrata con foga a candela da quel palo enorme, poi di fianco e, infine, a pecorina, prima che mi sborrasse copiosamente sul pelo figale. Intuì che stava rientrando mio marito per cui suggerì al ragazzo di sparire. In realtà, Ettore scorse comunque una sagoma che si allontanava per cui capì che avevo appena finito di trombare. D'altra parte, lo sperma del giovane, scorreva ancora dalla fica. Ettore la accarezzò, ci mise le dita dentro e poi tutta la mano. Disse che non era il caso che lo tradissi e che, piuttosto, esistono metodi alternativi. Lì per lì credevo che gli bruciasse meno farmi scopare da un suo amico, invece no, si trattava di tutt'altro. Mi porse un dildo enorme che aveva acquistato invitandomi a piantarlo nella passera. Poi mi penetrò lui con un altro oggetto nero, mentre teneva le dita nel mio culo. Ecco il metodo che aveva escogitato: sfondarmi i buchi con mani e oggetti di vario tipo per sopperire al suo problema. Nella foga, mi andò anche bene così! L'esperienza proseguì con un doppio dildo che mi riempiva contemporaneamente i buchi. Devo ammettere che colai in modo copiosissimo. La ciliegina sulla torta fu una sorta di marchingegno, una specie di cazzo elettronico sul quale mi fece sedere sopra. Il fallo vibrava freneticamente nel culo donandomi sensazioni di assoluto piacere. Inutile dire che raggiunsi un bel pò di orgasmi. Ad un certo punto, Ettore ammise di essere venuto. Notai la vistosa macchia nei suoi pantaloni e gli diedi, sarcasticamente, del frocio impotente. D'istinto gli proposi di provare quel bigolo elettrico nel sedere, infondo sarebbe potuto piacere anche a lui. Mi guardò sorpreso ma credo che un pensierino a riguardo lo stia facendo.       













 
Più tardi...




















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