lunedì 4 marzo 2019

La calda amante di mio marito defunto

Mi chiamo Ginevra. A dire il vero non sono mai stata, storicamente, una fanatica del sesso. Sposai Giacomo e pensavo di aver trovato la felicità. Ma a un certo punto cominciai a vederlo distante. Insospettita gli controllai il telefono scoprendo le foto sexy di una bionda misteriosa. Approfondì le ricerche e appurai che si chiamava Marika. Un odio profondo crebbe giorno dopo giorno verso quella donna che, di fatto, scopava con mio marito. Poi, inaspettatamente, accadde la disgrazia: Giacomo, in viaggio per lavoro, ebbe un incidente d'auto mortale. Mi crollò il mondo addosso e non bastarono certo varie sedute di psicologia a rimettermi sù. Odiavo Marika sempre più ritenendola, ingiustamente, la causa della morte del mio amato. La conoscevo solo attraverso qualche foto, così mi prese la curiosità di seguirla per sapere di più di lei. A quanto pare non sembrava troppo turbata per la morte di Giacomo e la osservai vestita molto sexy, con immancabili calze a rete nere, accompagnata sempre da uomini diversi. "Che gran troia!" mormorai. Ci pensai sù molto finchè decisi di volerla conoscere sul serio. Un giorno mi presentai dinanzi a lei sfacciatamente e le dissi:"Ciao, io sono Ginevra, la moglie dell'uomo che ti scopavi...". Marika mi guardò perplessa, mi chiese:"Mica ce l'hai con me?". Le risposi falsamente:"Ma no figurati, è solo che vorrei conoscerti meglio, dato che ha frequentato anche te...". Mi rispose:"Ah, ho capito... sei una nostalgica, vuoic he ti dica qualcosa su di lui?". Risposi:"Qualcosa del genere, perchè non vieni da me uno di questi giorni?". Marika accettò l'invito. Dopo aver bevuto un caffè, la portai in camera da letto e la invitai a spogliarsi un pò con una scusa. Io feci lo stesso. La scusa era:"Vorrei vedere chi è più sexy di noi due...". In realtà lei lo era molto piu di me, in vita mia non mi ero mai sognata di mettere le calze a rete, tanto per dire. Avercela lì davanti mi dava delle possibilità. In un primo momento, presa dalla gelosia retroattiva, pensai di spaccarle qualche vaso in testa, ma più la guardavo e più mi intrigava. Non mi ero mai sognata di fare qualcosa con una donna ma, contravvenendo ad ogni regola e freno inibitorio, presa quasi da un raptus, le slinguazzai il collo appoggiando la mano sulle sue mutandine. Marika non era certo una novellina in fatto di sesso e sembrò accogliere di buon grado quella sorta di provocazione. Mi piazzò la lingua in bocca ed io accolsi quel bacio. A quanto pare il "buon" Giacomo le parlava di me. Sembrò quasi goderci a tirar fuori delle malignità riguardo al fatto che lui si eccitava molto di più con lei. L'avrei quasi strozzata ma cambiai decisamente idea quando cominciò a fare apprezzamenti su di me. Disse che infondo ero carina e che magari Giacomo non ci aveva saputo fare. Mi sentì rivalutata di colpo e lasciai che lei mi accarezzasse il sedere mentre stavo tutta nuda a pecorina sotto i suoi sguardi e commenti di apprezzamento. Cominciai davvero a bagnarmi e persi il controllo quando mi infilò due dita nella figa e la lingua nel culo (tra l'altro aveva il piercing che sentivo lambire le mie carni intime). La lasciai fare per un pò, poi mi alzai di scatto col desiderio di leccare la sua fica. Marika non fece difficoltà ad aprire le gambe ed io mi impegnai per farla godere. Non la mollai finchè arrivò palesemente all'orgasmo, una venuta che sublimai slinguazzandole il culo. Dopodichè fui sua. Con due dita nella patata e le leccate di clitoride col piercing raggiunsi anch'io l'estasi più profonda. Mi piacque così tanto da chiederle di metterci insieme e lei non disse di no. Chi l'avrebbe mai detto che la mia odiata nemica sarebbe diventata la mia amante? E' proprio vero che odio e amore sono sentimenti separati da un filo sottilissimo...


lunedì 18 febbraio 2019

Sorelle ritrovate

Mi chiamo Mara. A pensarci vebe ho sempre avuto un debole per mia sorella Dora. Fin da piccole, da adolescenti, gli uomini rivolgevano più attenzioni a lei che a me. Eh si, Dora, la bionda alla Marilyn. Ero invidiosa di Dora ma, sotto sotto, mi piaceva. Poi io andai a lavorare presso una ditta come segretaria, lei si spostò fuori città per studiare all'Università e ci perdemmo di vista. Ci sentivamo ogni tanto con qualche sms ma niente di più. Qualche anno dopo mi disse di avere una relazione con un tizio mentre io scopavo ogni tanto quà e là con vari ragazzi. La svolta si ebbe quando ricevetti una sua telefonata improvvisa. Era a pezzi, in lacrime, dato che il tipo l'aveva lasciata. Passò qualche mese ed io mi spostai ad abitare in un appartamento da sola. Fu a quel punto che invitai Dora da me per consolarla. Era bella come sempre, forse di più, anche se depressa. Durante la cena esternò tutta la frustrazione per la sua storia ormai conclusa, asserendo addirittura di volerla fare finita con la vita. Le diedi un calmante ed andammo a dormire. Il giorno dopo entrai nella stanza dove aveva dormito. La trovai che si stava provando un vestito rosso, aveva leggermente le tette di fuori e le autoreggenti, oltre ai tacchi. Fu a quel punto che pensai seriamente di voler far sesso con lei. Dopo averle spiegato quanto tenessi a lei ed aver capito che era vogliosa almeno quanto me, decisi di scoprire le tette offrendole alla sua calda lingua. Dora, più che mai in astinenza, si fiondò sui miei capezzoli leccandoli amorevolmente. Poi mi spinse sul letto e limonammo da paura. Se aveva qualche timore o dubbio, per il fatto che siamo sorelle ed entrambe donne, si sciolse del tutto quando le leccai intensamente la figa. Poi fu lei a leccare la mia, mandandomi in estasi. Ci frugammo le passere, prima lei sù di me, poi io sù di lei. Un'amorevole scopata tra donne che ci fece esplodere di piacere saffico. Il 69 conclusivo fu la ciliegina sulla torta nonchè il raggiungimento del contemporaneo splendido duplice amplesso. Da quel momento Dora restò a casa mia e divenne la mia amante segreta. Quando rientro da lavoro la trovo puntualmente tutta calda a letto pronta a raggiungere il piacere con i giochi saffico-incestuosi. Ai nostri genitori dico che vive con me e che è fidanzata con un uomo. Infondo chi sospetterebbe mai di una bollente tresca tra sorelle?


giovedì 7 febbraio 2019

Io e Giuliana

Mi chiamo Laura. Conosco Giuliana da alcuni anni. Siamo diventate amiche in fretta condividendo la passione per lo shopping. Penso che siamo entrambe belle ragazze ma con caratteri un pò diversi. Quando usciamo per comprare la lingerie gli uomini ci guardano solo che io stò più sulle mie, anche perchè sono fidanzata, mentre lei è più aggressiva. Questo suo atteggiamento spesso fà scappare gli uomini. Ma concentriamoci sul periodo in cui tra di noi si creò una complicità morbosa. La mattina il mio uomo non c'è e lei veniva spesso a trovarmi. Un giorno, mentre prendevamo il caffè mi disse:"Senti Laura, perchè non mi racconti cosa fai col tuo compagno a letto, infondo siamo donne e amiche no? Mica c'è problema?". Non mi aspettavo una richiesta simile, le risposi:"Bhè, ma sono cose private, forse non è il caso, ma perchè vuoi saperlo?". Giuliana rispose:"Senti Laura stò in astinenza, così almeno mi emoziono un pò...". All'inizio non ero molto convinta ma poi mi lasciai andare a raccontare quello che facevo a letto con lui con tanto di dettagli. Giuliana sembrava gradire molto quelle confidenze e me lo dimostrava passandosi spesso la lingua sulle labbra. Pensavo che più o meno rimanessimo a quel livello, ma il gioco andò sempre più avanti. Un giorno si presentò a casa in tacchi alti, con una minigonna mozzafiato e un rossetto color rosso sgargiante. Le chiesi:"Scusa Giuly ti devi scopare qualcuno?" e lei rispose:"Ma no no figurati...". Mi chiese di raccontare ancora i dettagli intimi del mio rapporto ed io lo feci. Stavamo sedute una di fronte all'altra. Man mano che raccontavo la vidi sempre più eccitata finchè, a un tratto, con disinvoltura, chiese:"Ti spiace?", pochi istanti dopo si alzò la minigonna, si calò le mutandine e, a gambe aperte, cominciò a toccarsi davanti a me dicendo:"continua, non ti fermare". Proseguì il racconto con difficoltà imbarazzata da ciò che lei faceva davanti ai miei occhi. La situazione mi imbarazzava molto ma nel contempo mi eccitava. Alla fine del racconto aumentò il ritmo del ditalino e se ne venne davanti a me urlando di piacere. Poi mi diede un bacio sul viso, si ricompose, disse:"Grazie cara, e andò via". Controllando nelle mutandine mi accorsi di essere bagnata e la cosa mi sconvolse e mi intrigò. La sera, mentre scopavo col mio compagno ripensavo a lei che si toccava. In qualche modo quella donna mi aveva turbata, ma la situazione avrebbe degenerato ben oltre di lì a poco. Passò circa una settimana, durante la quale lei non si fece proprio sentire. Poi, all'improvviso, una mattina, bussò alla porta. Le chiesi:"Come và tutto bene? Vuoi sentire ancora racconti?". Lei mi guardò e disse:"No no, tranquilla, oggi no". Stavamo parlando del più e del meno quando lei mi mise le mani addosso, scoprendo il mio seno. Ormai i racconti non le bastavano più, voleva fare sesso e aveva scelto me, una donna. Era così vogliosa che non potetti respingerla. In men che non si dica mi mise la lingua in bocca con passione. Poi mi leccò anche i capezzoli. Pian piano mi stava seducendo e probabilmente quel gioco piaceva anche a me. Mi ritroviai stesa sotto di lei a limonare e cominciai a perdere il controllo. Mi invitò ad accarezzarle le tette, ero eccitata e sotto choc al tempo stesso. Poi mi disse chiaramente di volere la mia patata. Si avventò sulla fregna ed io spalancai le cosce ed accolsi la sua lingua inarrestabile carica di desiderio represso. Leccava alla grande e mi fece davvero godere. E così finimmo a 69 a slinguazzarcele a vicenda, io stavo sotto e lei sopra. A quel punto il fatto che eravamo due donne non mi frenava più, volevo solo godere e far godere. Dopo esser venuta volevo che anche lei raggiungesse l'orgasmo e così gliela leccai freneticamente e, mentre era sul punto di venire, le piazziai anche la lingua nel culo. Fu così che la portai splendidamente all'amplesso. Devo ringraziare Giuliana per avermi indirizzata verso un nuovo modo di godere. Adesso quando viene a trovarmi non c'è più bisogno che le racconti le storie: dopo il solito caffè andiamo direttamente a letto!


martedì 5 febbraio 2019

La bocca del conoscente sul mio pene

Mi chiamo Gianni. Con Simona convivevo, tutto procedeva a gonfie vele e facevamo delle gran belle scopate. Poi, un giorno, lei si ingelosì perchè scoprì che chattavo con un'altra e se ne andò via sbattendo la porta. L'ansia mi prese, non sapevo proprio con chi sfogare l'eccitazione dopo oltre 15 giorni di astinenza. Tra l'altro quella con cui chattavo non era disponibile ad incontri per cui restai fregato, come si suol dire, da ambo le parti. Un giorno, per distrarmi, invitai un conoscente a casa per vedere una partita di calcio. In realtà non mi resi conto che questo tizio, di nome Paolo, era più interessato a me che alla partita. Quando gli raccontai di Simona lui sorrise e mi disse:"Tranquillo, ci sono anche altri modi per divertirsi". Risposi:"Scusa, ma quali altri modi?". Lui suggerì:"Tu chiudi gli occhi e lo scoprirai". I misteri mi hanno sempre affascinato e così feci come lui diceva. In men che non si dica mi ritrovai con la patta sbottonata e la sua bocca sul mio cazzo! Aprì gli occhi di scatto e dissi:"Paolo, ma che stai facendo?", lui sorrise e spiegò:"Non sò questa Simona quanto ci sapesse fare ma ti assicuro che la mia bocca non è da meno" e riprese a leccare e succhiare il cazzo con disinvoltura. In realtà non pensavo che Paolo fosse gay e la cosa mi faceva un pò schifo, a freddo, ma non di certo a caldo! Il mio cazzo era desideroso di attenzioni e quella bocca, seppur maschile, mi stava letteralmente facendo impazzire di piacere. Eravamo sul più bello quando Simona, tutta sexy, credendo di fare una sorpresa, irruppe nella casa. Accidenti! mi ero dimenticato che aveva ancora una copia delle chiavi dell'abitazione. Nel corridoio la sentì proferire sensualmente queste parole:"Il mio donnaiolo vuol farsi perdonare?". Ma quando giunse nella stanza, e mi trovò col cazzo in bocca a Paolo, il suo sguardo divenne dapprima di ghiaccio, poi esclamò:"Ma bene! Dopo appena due settimane ti trovo già con un'altra persona... e nemmeno di sesso femminile! Da presunto don Giovanni a finocchio! Che svolta!" e, con tono adirato e sarcastico, aggiunse:"Già che ci sei, perchè non glielo metti pure nel culo! Vedrai che ti piace...". A quel punto mi prese il panico e mi si ammosciò il cazzo. Avrei potuto ricucire lo strappo con Simona e invece l'avevo appena persa definitivamente. Ma Paolo sembrava immune al trambusto della situazione e suggerì:"Forse dovresti seguire il consiglio di quella donna...". Dopodichè si spogliò e si mise a pecora sul divano. A guardare quel culo il cazzo mi si fece di nuovo duro e pensai che, infondo, un buco vale l'altro. E così ingroppai Paolo, glielo ficcai tutto dentro e sfogai così la voglia repressa. Simona osservò un pò l'inizio di quella scopata commentando che io e lui stavamo bene insieme. Poi girò i tacchi, sbattette la porta e se ne andò. Dopo una prolungata stantuffata, gli inondai l'ano di sborra ed anche lui se ne venne. Finalmente mi sentì rilassato e non pensai più a Simona. Ci rivestimmo e Paolo, prima di andar via mi disse:"Dovremmo guardarle più spesso le partite insieme, non credi?", gli risposi sorridente:"Molto volentieri". 


lunedì 4 febbraio 2019

Il collega sposato

Mi chiamo Marco. Non sono mai stato particolarmente incline sessualmente verso le donne preferendo nettamente gli uomini. Qualche tempo fa lavoravo in azienda e presi una cotta per un aiutante collega sposato di nome Giulio. Eravamo amici, lui sapeva della mia omosessualità ma, ovviamente, non ci sarebbe mai stato essendo donnaiolo di natura. Oltre alla bella moglie Claudia, se la faceva con un'altra. Ma un bel giorno la Dea bendata mi sorrise. Giulio mi telefonò, notai subito la sua aria ansiosa e preoccupata. Mi disse:"Ascolta Marco, credo che stavolta Claudia abbia capito che ho un'altra, devi aiutarmi!", risposi:"Non capisco, in che modo?". Giulio spiegò:"Ti piaccio no? E allora devi venire a letto con me, è la tua occasione. Preferisco un rapporto gay alle urla di mia moglie se mi trova con un'altra". Perplesso chiesi:"Scusa ma comunque ti troverebbe con un'altra persona no?". Mi rispose:"Si, certo, ma lei è ossessionata dalla gelosia verso le donne, infatti una volta mi disse...accetterei di più se lo fai con un uomo...". Le perplessità rimasero ma non era il caso di lasciarsi sfuggire la ghiotta, forse irripetibile occasione. Mi recai da Giulio, ci spogliammo e cominciai a stuzzicarlo con le mani. La moglie arrivò di lì a poco e ci trovò, come si suol dire, con le mani in pasta. Claudia restò parecchio sorpresa, non si aspettava certo di trovare il marito con un ragazzo ma, alla fine, considerò la situazione un male minore, l'importante per lei era che non ci fossero di mezzo altre donne. E così decise di "farci compagnia" in quel gioco tra maschietti. Imboccai il cazzo di Giulio sotto lo sguardo attento di Claudia. Eh si, Claudia me lo lasciò succhiare perbene e a lungo. A quanto pare ci stava prendendo gusto anche lei. La signora si mise a leccare il culo del marito e io quello della signora. Poi fu Giulio ad imboccare il mio cazzo, trasmettendomi enorme piacere, davanti alla donna incuriosita. E arrivò il fatidico momento della trombata: lui steso ed io sopra a candela. Ero in estasi, avevo sognato a lungo di essere scopato da lui. Ma anche lei ci mise del suo ciucciandomi l'uccello. In quel momento godetti davvero parecchio. Continuò ad ingropparmi a pecorina ma lei spalancò le cosce per essere leccata ed io non potetti certo rifiutare di slinguazzare la bernarda della dama. Poi però ripresi in bocca il mio articolo preferito, il cazzo di lui. Intanto Claudia mi osservava con eccitazione. Poi all'improvviso disse che voleva darmela. Ero talmente eccitato che andava bene anche la fica in quel momento e così me la scopai facendola godere anche parecchio. Mentre lei spompinava lui, io e Giulio ci unimmo in un favoloso lingua a lingua carico di passione. Fu il preludio agli amplessi. Schizzai in faccia a Claudia mentre Giulio mi riempiva di sborra in viso e sul petto. Dopo quel triangolo Giulio mi guarda con occhi diversi e in ufficio, di tanto in tanto, gli faccio dei bei bocchini e mi faccio scopare volentieri sulla scrivania. Intanto Claudia mi invia dei messaggi bollenti, dice che le piaccio, che l'ho emozionata. Sono lusingato ma la mia priorità è il cazzo e ora che Giulio me lo dà me lo tengo ben stretto...        


mercoledì 23 gennaio 2019

Il mio ex preferiva gli uomini

La ragazza bionda della foto sono io, Lorena. Voglio raccontarvi della relazione con il mio ultimo fidanzato. Conobbi Leo grazie all'autostop. Per alcuni mesi le cose andarono bene. Scopavamo piuttosto di frequente e lui sembrava molto preso da me. Poi, però, iniziai a notare qualcosa che non andava. Trascorreva quasi tutto il tempo a casa del suo collega, nonchè miglior amico, Livio sostenendo di farlo per motivi di lavoro. Questa situazione non mi convinceva così decisi di confidarmi con una mia amica brasiliana, Renata, che legge anche le carte. Le raccontai la situazione, lei mi guardò, mescolò le carte e poi disse:"Possibile che non lo capisci? Il tuo ragazzo vuole andare a letto con l'amico. Mi esce chiaro!". Lì per lì mi venne da ridere e risposi:"Ma dai, è assurdo! Sei sicura? E poi scusa, anche volendo, ma che fanno due uomini?". Renata mi guardò e sorrise spiegando:"Ma come sei ingenua! Non lo sai che oggi è diffusissimo, è trendy! Che fanno? Te lo dico io che fanno: si succhiano il cazzo, se lo mettono in culo, ecco che fanno, sei contenta?". Restai un pò frastornata, le risposi:"Secondo me ti sbagli". Mi rispose:"Vedrai se mi sbaglio!" mentre me ne andavo. Renata mi aveva ormai messo la pulce nell'orecchio e generato il lecito dubbio. Per me non era possibile una cosa del genere, forse perchè non avevo mai considerato realmente il raggiungimento del piacere tra uomini. Ancor meno lo pensavo del mio ragazzo: perchè andare da un uomo piuttosto che farlo con una ragazza sexy come me? Dovevo fugare i dubbi e così iniziai ad indagare. Chiesi a Leo:"Scusa ma dovete lavorare ancora per molto tu e Livio?". Lui mi rispose:"Credo proprio di si, anzi, mi sà che dormo da lui per un pò così ci troviamo subito pronti al mattino. Mi ha dato perfino una copia delle sue chiavi di casa per agevolarmi". Risposi:"Pensa un pò! Ma che amico!". Tutto ciò aumentò i miei sospetti ma approfittai per copiare a mia volta quella chiave prima che lui se ne andasse. Aspettai qualche giorno, poi decisi di introdurmi a tarda sera furtivamente nell'abitazione di Livio in modo da spiare quel che facevano e scoprì la verità. Appena mi introdussi nel corridoio sentì ansimare dalla camera da letto. Mi avvicinai e, attraverso la porta socchiusa, scorsi loro due nudi intenti a fare sesso. La mia amica aveva proprio ragione! Ma volevo osservarlo con i miei occhi e lo vidi eccome! Leo, il mio ragazzo, era praticamente la donna. Oltre a succhiare il cazzo, se lo faceva mettere anche nel culo. Da un lato rimasi sconvolta a guardare ciò che facevano, dall'altro lato, per una sorta di libidine inconscia mi piaceva osservare. Rabbia, desiderio e frustrazione si mescolarono torbidamente nel mio cervello. Vedere Leo schizzato nel culo dall'altro fu assistere all'apice della porcata e ammetto di essermi pure bagnata. Si baciavano in bocca come due fidanzatini, non ci potevo credere. Forse avrei accettato tutto ma la cosa che mi fece più male fu quando Leo, durante il rapporto, ammise di non eccitarsi con me. Fu così che, presa dalla rabbia, spalancai la porta e, alzando la voce esordì così:"Non ti faccio rizzare l'uccello vero? Eh certo perchè al signorino piace prenderlo nel culo! Sapete che vi dico? Siete due stronzi oltre che froci". Sbattetti la porta e andai via. Si, lo sò, mi pento di averlo fatto, fu un momento di rabbia. Dopotutto loro stanno bene così. Le sfuriate servono davvero a poco dato che Livio mi ha inviato pure una denuncia per violazione di domicilio. Solo grazie alla mediazione di Leo, l'ha poi ritirata. E' proprio vero, le carte di Renata non sbagliano mai!               


lunedì 14 gennaio 2019

Farcita a doppio insieme al mio amico

Mi chiamo David. Diego è il mio migliore amico. Ci conosciamo dalle scuole medie. Gli voglio bene e penso che difficilmente direi di no a qualsiasi sua richiesta. Lo scorso anno mi fidanzai con Giulia, una gran gnocca mora. Diego invece era single e si invaghì pazzamente di Giulia. Stavo con lei da un paio di mesi quando Diego mi chiese apertamente:"Dai David fammela scopare mi piace troppo". Gli sorrisi e risposi:"Guarda, per me non ci sarebbero problemi ma io non sono Giulia. Vai da lei e chiediglielo se hai le palle...". Mi disse:"Ma no, come cazzo faccio!!!". Stufo della sua ossessione e del fatto che mi martellava di continuo per averla, gli proposi:"Facciamo così, esci con noi, magari gli sei simpatico e te la dà...". Iniziammo ad uscire in tre per andare a mangiare la pizza, un panino o per vedere un film al cinema. Infondo a Giulia Diego era simpatico. Tuttavia, quando le spiegai che da lei voleva più dell'amicizia, essendone follemente invaghito, Giulia mi guardò in modo strano e commentò:"Ma dico, ti sembra normale che dovrei andare a letto con il tuo miglior amico per tirarlo su di morale? Fammi capire sto insieme a te o a lui! Ah! Questa poi! Non gliela darò mai!". Lasciai stare e riportai a Diego ciò che mi aveva detto Giulia precisando:"Mi sà che proprio non vuole mio caro...". A quel punto Diego spiegò:"Tranquillo David, ho un'idea! Se Maometto non và alla montagna allora sarà la montagna a venire da Maometto!". Risposi:"Cos'hai in mente? Che diavolo pensi di fare?". Mi propose:"Allora David, tu devi solo farmi nascondere a casa tua mentre fai l'amore con lei. Ma ti dico io in che posizione: tu steso sul divano che le scopi la figa e lei sopra di te. Così io arriverò furtivamente e le scoperò il culo. Vedrai ce la faremo insieme, sarà stupendo". L'idea mi sembrò un pò pazza e ardita, sul momento, ma mi convinse, gli riposi:"Va bene grande stratega, facciamo come dici tu, spero solo che non ci mandi entrambi affanculo come dovrebbe...". Il momento topico arrivò. Diego era nascosto, come d'accordo, nel cesso. Avevo da poco iniziato a penetrare Giulia nella fica. L'atmosfera era molto piacevole ma fu interrotta da qualche rumore che insospettì Giulia. Pensai tra me e me:"Quel coglione potrebbe stare più attento accidenti!" E mi veniva quasi da ridere, ma non potevo farlo davanti a Giulia. Anzi dovevo sostenere la parte e lo feci dicendo che magari era stato il gatto. All'improvviso Diego arrivò tutto nudo alle spalle di Giulia e con disinvoltura puntò il culo col suo cazzo duro e glielo piazzò dentro. La "povera" e ignara Giulia ebbe un sussulto e si rese presto conto che l'altro era Diego, il mio temerario amico. Giulia fece un pò di storie ma alla fine prendere due cazzi insieme che la riempivano tutta le piaceva eccome. Diego si tolse anche la soddisfazione di prenderla un pò in giro dopo il suo chiaro rifiuto di alcuni giorni prima dicendole:"Bhè, Giulia, visto che eri così ostinata a non darmi la fica ho pensato di prendere il tuo bel culo, sono uno che si accontenta infondo...". Giulia in quel frangente avrebbe voluto ammazzarlo e gli rispose"Stronzo!", poi aggiunse:"Siete due maiali, degni amici". Ma io proseguì:"Degni amici anche di scopate!" e poi fu solo silenzio e godimento con i nostri cazzi che la massaggiavano tutta e il suo viso stravolto dal piacere. Fu proprio una splendida doppia cavalcata di piacere e alla fine omaggiammo la signorina con abbondanti schizzi di sborra, una buona dose le farcì amorevolmente il culo e la fica. Il resto dello sperma glielo demmo in bocca e sulle tette. Fù davvero fantastico, spero proprio che l'esperienza si possa ripetere quanto prima...