lunedì 12 novembre 2018

Lui, lei e la cameriera

Caterina mi fece proprio un bel lavoretto, non c'è che dire. Avevo appena goduto quando sentì il rumore della porta di casa che si apriva. Mia moglie Carla era appena tornata dallo shopping. Non feci in tempo a nasconderle l'accaduto. Stavo col cazzo di fuori e Caterina mezza nuda con la mia sborra che le colava dalla bocca. Carla mi guardò con aria incazzata e sentenziò:"Bravo! Adesso te la fai con la cameriera! Cos'è con lei ti si drizza e con me no?". A quel punto le risposi per le rime:"Magari qualcun'altro già se la faceva da prima con la cameriera...". Carla capì che sapevo non parlò più per alcuni secondi. Poi, rivolgendosi alla Cat, disse:"Caterina per oggi và a casa, io e mio marito dobbiamo parlare". Carla, un pò perplessa, esclamò:...E così ti piace la cameriera". Risposi:"Perchè a te no?". Carla rispose:"Bhè, per forza, senza un vero uomo, qualcosa dovevo pur fare no?". Approfittai del mio momento personale di euforia per proporre:"Bhè, ma adesso sono rinato. Infondo dobbiamo un pò entrambi a lei questo ritrovato entusiasmo. Che ne diresti se lo facessimo in tre?". Carla mi guardò con gli occhi sgranati, poi rispose:"Questa poi! Ma sei proprio un maiale! Hai una bella moglie e non ti eccita, poi ti gasi con la cameriera e ora, udite udite, vuoi fartele tutte e due!". Cercai di stemperare i toni:"Ma vedi cara, alle volte i rapporti hanno bisogno di novità, di una ventata di aria fresca per rigenerarsi, capisci?". Carla mi guardò perplessa:"Certo che hai una bella faccia tosta! E naturalmente dovrei dirlo io a Caterina, immagino". Risposi:"Bhè, visto che siete così intime...". Carla sospirò, poi propose:"E va bene, proviamo così, ma con calma. Lasciamo passare qualche giorno, non vorrei che Caterina si considerasse usata". Passò più di qualche giorno, quasi un mese. Pensavo che ormai mia moglie avesse cambiato idea finchè, una sera, al ritorno dal lavoro, trovai entrambe le fanciulle in atteggiamento inequivocabile, disponibili a giocare, e lì pensai giustamente di aver vinto al lotto. Eh già, perchè questa è una delle fantasie sognate da molti uomini, quella di stare con due donne contemporaneamente. Mia moglie mi mise subito la lingua in bocca e, poco dopo, Caterina fece lo stesso. Poi Caterina ingoiò letteralmente il pene mentre mi baciavo con Carla. Sembrava davvero di stare in paradiso, chiunque avrebbe perso i sensi, ed io non feci certo eccezione. Quelle maiale lavoravano il pisello in tandem a meraviglia regalandomi briose sensazioni di assoluto piacere. Chiavai Caterina con foga, poi fu la volta di igroppare quella porcella di mia moglie mentre l'audace cameriera mi slinguazzava amorevolmente le palle. A furia di colpi di cazzo reiterati nella patata, la bella consorte raggiunse l'orgasmo. Ripresi a fottere Caterina a pecorina mentre mia moglie mi baciava il petto. Ormai incapace di resistere, preso dal godimento sfrenato, schizzai tutto ciò che avevo in corpo nella fregna accogliente della domestica che se ne venne a sua volta raggiungendo l'amplesso da gran troia. Tutto fantastico, direte voi, e invece no! Al momento fu indubbiamente una goduria pazzesca ma la sorpresa amara era dietro l'angolo. Non avevo ancora finito di assaporare del tutto quel divino amplesso quando mia moglie, gelida, sentenziò:"Bene, in realtà volevo farti un regalo ma d'addio! Spero ti sia piaciuto. Questo triangolo non cambia la sostanza delle cose e cioè che da solo con me non ti ecciti granchè e che ormai io e Caterina abbiamo una relazione amorosa saffica stabile da mesi. Inoltre sei poco presente a causa del lavoro, lei invece è una partner ideale, servizievole, sempre disponibile...". Bhè, dal momento che la padrona di casa è lei dovetti fare le valige e andarmene alla svelta. Di lì a breve sarebbe arrivata la richiesta di separazione. Che dire, mi sentì come Pirro, una vittoria bella ma quasi inutile. Pagai quel triangolo a caro prezzo. Sentendomi ferito e sconfitto entrai davvero in depressione e decisi così di contattare uno psicoterapeuta per uscire da quello stato di angoscia e sconforto in cui versavo. FINE TERZA PARTE. 


giovedì 8 novembre 2018

Beccate a lesbicare lo fanno eccitare

Seguito della signora con cameriera. La storia prosegue dal punto di vista di Enrico, il marito di Carla. Salve a tutti, mi chiamo Enrico. Pur avendo una bella moglie non riuscivo a soddisfarla negli ultimi tempi. Preso dallo stress lavorativo, e dalla routine di coppia, non la desideravo più come una volta. Avrei dovuto aspettarmi le corna, dato che lei è davvero sexy, ma non pensavo proprio di riceverle in modo così originale. A casa ci stavo poco ma un giorno rientrai prima da lavoro e ciò che vidi fu davvero sensazionale. Aprì la porta di casa e avvertì un insolito silenzio. Mi incamminai per il corridoio fino a raggiungere la cucina. Già si udivano dei lamenti di piacere da dietro alla porta. La aprì lentamente e sgranai gli occhi quando vidi la nostra cameriera di fiducia, Caterina, avvinghiata a mia moglie! Erano praticamente entrambe nude, a parte i tacchi. Carla stava sopra e Caterina sotto, nella posizione del 69. Caterina leccava la figa di mia moglie con foga e Carla gemeva di piacere. Una miriade di sensazioni attraversarono il mio cervello. E le domande che mi posi furono tante. Da quanto andava avanti questa storia? Mia moglie era lesbica? Fui tentato di intervenire, di far sentire la mia presenza affinchè smettessero. Ma poi la curiosità prevalse su tutto. In silenzio continuai a guardarle finchè Carla arrivò all'orgasmo gemendo come non lo ricordavo più da tempo. Mi ritrovai eccitato, col cazzo dritto. Mentre Carla slinguazzava la figa della cameriera, per farla godere a sua volta, misi una mano nelle mutande e cominciai a menarmelo di brutto. Pian piano anche Caterina se ne venne. Si stavano sbaciucchiando come due tenere amanti dopo aver fatto l'amore, quando il mio cazzo cominciò a schizzare copiosamente all'impazzata. Feci fatica a contenere la voce, sospirando solo intensamente pago dell'amplesso. Mi allontanai silenziosamente e uscì di casa perdendo una mezzoretta per strada in modo che loro due si ricomponessero. Poi ritornai a casa, entrai in cucina e le trovai vestite e sorridenti. Carla mi disse:"Ciao caro, giusto in tempo per la cena". Risposi con voce tremante:"Già...". Durante la cena mia moglie fece finta di interessarsi alla mia giornata lavorativa. In realtà il suo viso sprizzava di gioia dopo aver combinato quel poco con Caterina. La cameriera invece aveva un'atteggiamento più sobrio, mi guardava in modo strano accennando un sorriso quasi a volersi scusare dell'accaduto credendo che io non sapessi nulla. Lasciai passare alcuni giorni, intanto la scena che avevo visto, degna di un porno lesbo d'elite (del resto sono entrambe belle donne) continuava a riproporsi nel mio cervello. Nei giorni seguenti feci attenzione a tornare a casa il più tardi possibile per non trovarle durante i loro giochetti. Mi erano piaciute ma non volevo rivederle così ancora. Un pò mi bruciavano le corna di mia moglie, seppur realizzate con una donna. Ma con Carla non avevo il coraggio di parlare e così aspettai il momento opportuno per farlo con Caterina. Quel giorno mia moglie era uscita a comprarsi dei vestiti e a casa c'eravamo solo io e Caterina che stava pulendo. La pregai di interrompere i servizi domestici, la feci sedere vicino a me sul divano e le parlai. Le dissi:"Caterina, io non me la sento troppo di parlare con mia moglie per cui vorrei farlo con te". Caterina fu gentile, rispose:"Certo signor Enrico, non si preoccupi, mi dica...". Proseguì:"Ecco, vedi, io e Carla ultimamente non facciamo granchè a letto. Lei è una bella donna ma io proprio non ci riesco. Non sò se sia per via dello stress, della routine di coppia...". Caterina rispose:"Sono cose che possono succedere, non si preoccupi, magari poi le cose andranno meglio...". Continuai:"Vedi Caterina, il fatto è che io credevo di non provare più l'eccitazione ma... la verità è che... quando ho visto voi due, perchè sò quello che fate, mi si è indurito il pisello di brutto...". Caterina arrossì tremendamente, poi disse:"Oh cavolo! Ma allora ci ha scoperte!". La cameriera tentò di giustificarsi:"Comunque sig. Enrico per la verità è stata sua moglie a cominciare e, se proprio vuole saperla tutta, mi ha dato l'out-out: o ci stavo o mi licenziava! Che potevo fare?". Restai preplesso, poi risposi:"Ah cavolo! Chi se l'aspettava da Carla, ma comunque infondo me lo merito. Se una donna del genere non la scopi regolarmente, và a finire che i pericoli sono dietro l'angolo". Poi guardai fisso in viso Caterina e le dissi:"Comunque mi fa piacere che ti prendi cura di lei, sembra che tu la faccia felice. Ma ora che ne diresti di dare un pizzico di felicità anche a me, al tuo amato padrone... o non ti piacciono più gli uomini?". Caterina rimase un pò imbarazzata ma io la misi di fronte al fatto compiuto e tirai fuori il cazzo, poi le spiegai:"Sai, sono curioso se è piu dolce la bocca di mia moglie, che non sento ormai da tempo sulla cappella, o la tua...". Caterina capì dove volevo arrivare, mi sorrise con uno sguardo da troia, poi si chinò e me lo cominciò a leccare divinamente. Poco dopo me lo prese splendidamente in bocca. Mi sentivo di nuovo vivo ed eccitatissimo. Caterina mi propinò un favoloso e prolungato bocchino. Godetti notevolmente e le scaricai in bocca un torrente di sperma. FINE SECODNA PARTE.              

Enrico vede le donne di casa all'opera e in lui si riaccende il desiderio che da tempo mancava...




martedì 6 novembre 2018

Cameriera e signora in duetto lesbo

Il mio nome è Caterina. Lavoro da alcuni anni come cameriera presso l'abitazione di una giovane coppia facoltosa. Lui, il signor Enrico, non c'è quasi mai, dato che è molto occupato con il lavoro. La moglie, la signora Carla, è una bella donna molto affascinante un pò snob, con la puzza sotto il naso. In realtà mi sono sempre trovata bene in quella casa, inoltre la paga è ottima. Inizialmente non avevo grande confidenza con la sig.ra Carla dato che lei impiegava la maggior parte del tempo a giocare a carte con le sue altolocate e, oserei dire, antipatiche, amiche oppure facendo shopping. Quando c'erano le amiche io servivo da bere a tutte, altrimenti restavo da sola a casa. Fu proprio restando da sola che un giorno resi più sexy la mia immagine di cameriera indossando calze e reggicalze. Lo feci, autoriprendendomi col cellulare, per poi mostrarlo al mio ragazzo che, come la maggior parte degli uomini, ama certi completini. Combinazione volle che, un giorno, miss Carla rientrò nettamente in anticipo dallo shopping esclamando il classico:"Dannazione! Proprio oggi doveva star chiusa la boutique!" e mi trovò conciata da camerierina sexy. Restò sorpresa. Le spiegai:"Signora mi scusi, è un outfit per il mio ragazzo". Lei sorrise e disse:"Stai bene così, Caterina, se vuoi puoi restarci. Una nota di sensualità in casa non è sgradita, e poi il tuo ragazzo sarà felice di ammirarti in varie pose". Maliziosamente aggiunse:"Se vuoi, posso scattarti anch'io qualche foto". Quella frase mi imbarazzò moltissimo e dissi subito di no ma lei, con sottile dolcezza insistette in un modo tale che mi fu difficile dire di no. I giorni seguenti, vestita in quel modo, sopra il letto, mi fece fare delle pose sexy, alcune decisamente sconce, tipo a pecorina etc... Le mostrai al mio ragazzo che ovviamente ne fu entusiasta. Naturalmente spiegai di averle realizzate da sola con l'aiuto dell'autoscatto. In seguito ringraziai Carla raccontandole dei commenti positivi ricevuti dal mio boyfriend. Il tempo passò e la confidenza tra me e lei aumentò sempre più. Carla arrivò a confidarsi sostenendo che a volte si stufava delle amiche. Ad un certo punto ridusse sia le partite a carte, sia le uscite per shopping. Avevo la chiara e netta sensazione che volesse restare più tempo in mia compagnia. Poi, una mattina, all'improvviso, accadde tutto. Stavo pulendo con l'aspirapolvere ed ero vestita nel solito modo che ho descritto prima. Lei mi si avvicinò, indossava un vestitino bianco. Si lamentò del rumore ed io mi infastidì convinta che avesse intenzione di scatenare una polemica, ma mi sbagliavo. Mi sorprese da dietro appoggiando le sue mani sul mio seno da sopra al vestito e disse che non dovevo più pulire ma che piuttosto avremmo fatto un gioco insieme. Francamente caddi dalle nuvole. Ma lei cominciò a chiarire la situazione piazzandomi spudoratamente la lingua in bocca. Non me l'aspettavo proprio quel bacio così passionale ed improvviso. Notai la sua eccitazione ancor di più quando mi leccò i capezzoli. Cominciai a capire di più quando mi parlò del suo rapporto di coppia in crisi. In pratica lui, preso dallo stress lavorativo e dalla routine, non si eccitava più e dunque, da tempo, non scopavano più. Ma ciò non chiariva tutto dal momento che lei, così bella, avrebbe potuto trovare vari altri uomini per soddisfarsi. E invece no! Alla fine disse che secondo lei, bene o male, gli uomini sono tutti stronzi e che aveva pensato a me per il sesso, che io, in qualche modo, l'avevo ispirata. In sostanza si trattava di una proposta indecente alla quale stavo per tirarmi indietro ma lei, furba, aveva il suo asso nella manica. Velatamente, anzi nemmeno tanto, mi ricattò sul lavoro. Potevo dire di no, è vero, ma lo avrei inevitabilmente perso. E allora che fare? Scegliere l'opzione più facile, cedere, starci. Mi ritrovai a leccarle la figa. Non solo per me, ma anche per lei era la prima volta con una donna. Poi fu lei a farmi divaricare le cosce e a slinguazzarmi il clitoride. Quel torbido gioco si stava facendo molto interessante ed eccitante. Ci baciammo. Lei voleva proseguire ma voleva allo stesso tempo capire se io ci fossi stata solo per il lavoro o meno. In realtà mi aveva eccitata ed ammisi palesemente che non ci stavo solo per il lavoro accendendo così la gioia nel suo sguardo. Ci leccammo a turno le tette. Poi mi fece stendere sul letto, si mise sopra di me con la fica all'altezza della bocca in modo tale che io potessi leccargliela. La signora pretendeva un lavoro accurato ed io, nell'eccitazione, mi dedicai totalmente alla sua calda e sugosa vagina. Poi, messa a pecora, ricevetti le sue calde e focose slinguazzate che mi fecero letteralmente trasalire di piacere. Poi mi afferrò per il tacco sinistro in modo che il mio corpo indietreggiasse quel tanto affinchè andassimo magicamente nella posizione mitica del 69. Le leccai la fica mentre lei leccava la mia aiutandosi anche magistralmente con le dita. Ad un certo punto, in preda all'imminente orgasmo, inarcai la schiena all'indietro e lasciai che lei mi slinguazzasse perbene all'impazzata dandomi il "colpo di grazia". Mi sbrodolai di piacere allagandole la bocca di liquido figale che lei bevve fino all'ultima goccia. Intanto la sgrillettai freneticamente con le dita della mano sinistra fino a sentirla venire a sua volta. Sospirò in modo profondo mentre le mie dita si inzuppavano del suo liquido caldo e copioso. Fu questa la nostra prima meravigliosa lesbicata. Ero appagata ma un pò sconvolta di ciò che avevo fatto con lei. Non dissi nulla al mio ragazzo e, a casa di Carla, io e lei non parlammo per diversi giorni della cosa. Finchè il desiderio tornò a impossessarsi prepotentemente di lei che coinvolse nuovamente me con la complicità del solito lettone. Pian piano quelle leccate di fica cominciarono a diventare una droga irrinunciabile. Tuttavia avevo decisamente paura che il marito di Carla prima o poi ci scoprisse. Ma il seguito di questa storia ve lo racconterò un'altra volta. FINE PRIMA PARTE.


domenica 28 ottobre 2018

Io Sissy della mia lei

Mi chiamo Arthur. Sapevo che non sarebbe stato facile avere una storia con una donna sexy, più grande e perversa di me, come Johanna. La conobbi per caso, ad una festa, e me ne innamorai subito. I primi tempi della relazione furono abbastanza tranquilli ma poi, per una serie di circostanze, tutto degenerò improvvisamente. Diciamo la verità, a letto non sono un granchè e lei me lo faceva puntualmente notare. Mi diceva:"Non puoi soddisfare una come me". Ci restavo male, lo ammetto. Ma un giorno mi disse:"Tranquillo, la tua scarsa virilità non è un problema e mi spinse a guardare insieme a lei degli uomini nudi sul computer portatile. Ad un certo punto si soffermò su uno e disse:"ecco, questo è il tipo giusto, inviterò lui a casa...". D'istinto risposi: "Ma ti sei bevuta il cervello? Non vorrai farlo mica in tre?". Lei sorrise e rispose:"Tranquillo, tu sarai la mia sissy". Non ci capì molto all'inizio e nemmeno pensavo che facesse sul serio ma quando quel tizio si presentò a casa dovetti ricredermi e subire la situazione. Mi convinse a mettere un untimo femminile. Quel tipo si chiamava Thomas. Devo ammettere che era un figo, inoltre aveva un gran bel cazzo. Johanna disse che anch'io lo avevo guardato su internet. La cosa mi imbarazzò aumentandomi però l'eccitazione e andai dritto verso ciò che lei voleva, ossia un contatto tra me e lui. Non di certo una stretta di mano ma qualcosa di molto più intimo. E' evidente che era lui l'uomo tra i due. Imbarazzato e sottomesso dalla mia perversa ragazza, mi inginocchiai e presi quella grossa fava in bocca. Lei intanto mi accarezzava i capelli con aria soddisfatta. Col passare dei minuti incominciò a piacermi la situazione ed evidentemente anche a lui dato che sentì il suo randello indurirsi enormemente nella mia bocca. Intanto lei lo baciava dicendogli che io ero timido. Lei fu così troia da farmi continuare molto a lungo finchè lui, in preda all'orgasmo, esplose di piacere nella mia bocca. Accolsi una quantità enorme di sperma e sentì lei che gli diceva:"Visto che brava la mia principessina?". Quello fu un preambolo, un caldo antipasto. Sò bene che lei vuole rivederlo per farsi scopare come una troia davanti a me. Chissà che col tempo Johanna non mi convinca a prendere il cazzo del bel Thomas non solo nella bocca... 


Lei è più troia di me!

Mi chiamo Elena. Io e Katia ci conosciamo da un pezzo, fin dai tempi delle scuole medie. Di ragazzi ne abbiamo avuti tanti negli anni, sia io che lei, cambiati altrettanti e di scopate ne abbiamo fatte in quantità industriale. In altre parole, non si può certo dire che siamo due tipe perbene. Ma Katia è rimasta sempre la stessa, sempre convinta sugli uomini. Mentre io, col passare del tempo, iniziai ad avere dei dubbi. Ad un certo punto mi annoiavo quasi di uscire con gli uomini e fu lì che compresi di avere pulsioni differenti. Mano mano che i miei pensieri si allontanavano dagli uomini, cominciai a provare una forte curiosità, chiamiamola così, verso le persone del mio sesso, le donne. Amiche, conoscenti, sconosciute incrociate per strada, cominciarono ad apparire ai miei occhi in modo totalmente diverso rispetto a prima. Mi resi conto che mi facevano effetto dal punto di vista sessuale. Turbata da questo mio cambiamento decisi di starmene un pò da sola a riflettere. Poi, un giorno, incontrai per caso Katia alla fermata del pulman. Non ci sentivamo da un pò, ognuna presa dalla propria vita, dal lavoro etc... Dopo i solitio discorsi di circostanza....come stai come va...etc..., il mio sguardo si posò in modo insistente su di lei. Era sempre stata bella infondo, ma la trovai divina quel giorno. Katia percepì qualcosa di strano, ma non volevo rovinare tutto, così dissi semplicemente che non mi sentivo molto bene in quei giorni. Ci salutammo con quel classico..."dai fatti sentire". Non persi tempo, la chiamai dopo pochi giorni, invitandola al bar per un caffè. Katia accettò. Mi confidò di avere una sorta di scopamico ed io restai quasi delusa da ciò. Katmia lesse il dispiacere sul mio volto e chiese:"Elena, c'è qualcosa che non và? Non è che ti trovi in qualche guaio? Posso aiutarti se hai bisogno di soldi...". La rassicurai, le dissi:"No, Katia, è tutto a posto, è solo che mi andava tanto di rivederti". Sorrise e rispose:"Guarda che ha fatto piacere anche a me". Poi non riuscì a trattenere una frase, le dissi:"...non è che adesso che hai lo scopamico non ci vediamo più?". Nella mia voce tremante traspariva quasi una nota di tristezza. Katia rispose:"No, dai, il tempo lo trovo...". Poi mi feci coraggio e chiesi:"Senti, se ti fà piacere, potrei venirti a trovare?" e lei:"Si, certo, chiamami e ci organizziamo". Finalmente andai a casa sua, decisa a sedurla, e a confessare il mio segreto. Bussai alla porta lei mi aprì e ci mettemmo a parlare sul divano. Ma più la guardavo, più mi sentivo fremere dentro ed ero incapace di trattenermi. Così mi spostai dietro di lei, le palpai il grosso seno, prima sopra la maglietta, poi sulle tettone nude. Fu allora che Katia cominciò a capire la situazione e i miei gusti sessuali. Ma non ebbe troppo tempo per pensare perchè mi fiondai con la bocca sui suoi capezzoli leccandoli stupendamente. Ci baciammo e le dissi chiaramente che la desideravo e che l'averi voluta a qualsiasi condizione. E qui entrò in gioco la sua perversa puttaneria, superiore alla mia. Prese il cellulare ed invio un sms al suo "amichetto" che in pochi minuti arrivò e bussò alla porta. In pratica ci sarebbe stata con me se io fossi stata con lui. Per me si trattava di un perfetto sconosciuto, inoltre da mesi non frequentavo più uomini in quel senso. Fui tentata di andar via, ma avrei fatto qualsiasi cosa per ottenere lei, le sue attenzioni, e non più solo come amica, da amante stavolta. Ma nella vita tutto ha un prezzo. Feci un respiro profondo. Poi, incitata da lei, iniziai a fare una sega spagnola al tipo, peraltro dotato. Infondo ho anche io delle belle tette. Poi, non senza imbarazzo, presi la fava in bocca e iniziai a spompinare il grosso uccello. Ci pensò Katia a togliermi ogni forma di disagio. La puttanella venne anche lei a leccare e così mi sentì meno sola e più motivata. Con due lingue che stuzzicavano insieme la cappella il tipo cominciò ad eccitarsi davvero. Katia incitò Raul (così si chiamava) a scoparmi e lui nn se lo fece ripetere due volte. Mi prese a missionaria, poi a candela, con Katia che mi stava vicino. Vi starete chiedendo, ma ti piaceva? Bhè, ragazzi, lesbica si, ma di legno no. Quel tipo mi fece godere, ed il tutto era addolcito dall'amorevole presenza della mia amichetta troia. Katia si mise a leccarmi i capezzoli mentre Raul mi scopava, e lì me ne venni di brutto. Anche Raul era eccitatissimo e pronto ad esplodere in un bollente orgasmo. Lo fece inondandomi il viso e il corpo di sborra mentre lo segavo. Una parte di seme bagnò anche Katia che intanto, soddisfatta degli eventi, mi sditalinava. Le diedi ciò che voleva, e non mi dispiacque poi tanto. Chissà se manterrà la promessa. Spero proprio di si. L'ideale sarebbe se fossimo solo noi due, come una bella coppietta. Ma... male che vada sono anche disposta a dividerla con Raul. Sono "vegetariana", è vero, ma per amore di Katia posso sempre introdurre un pò di carne nell'alimentazione...



giovedì 11 ottobre 2018

Evoluzione sessuale e dintorni

I monologhi di Eva. Col passare del tempo la società è radicalmente mutata nel suo insieme e dunque anche nella sfera erotica. Nell'arco di 30-40 anni l'evoluzione tecnologica ha apportato dei cambiamenti enormi nel modo di vivere influenzando notevolmente vari aspetti della nostra esistenza, non ultimo quello sessuale. Se negli anni '80 di notte si cercava il momento osè guardando la commedia sexy all'italiana e si leggevano i giornaletti porno, attualmente siamo di fronte ad uno scenario totalmente diverso. Esiste internet, esistono le chat, i social network, esistono le ragazze in webcam, esistono i cellulari, le messaggistiche istantanee. Attraverso un computer siamo in grado di comunicare non solo con persone del nostro paese ma, volendo, anche con quelle che vivono all'estero. Sono dunque aumentate le possibilità di dialogo, di conoscenza e di sesso, sia virtuale che, eventualmente, reale. Avvalendosi di una relativa tranquillità, ossia stando dietro un computer, uomini e donne possono interagire con altre persone e dare sfogo alle proprie fantasie sessuali. Prima probabilmente eravamo inibiti anche dalla tecnologia primitiva, ora invece diventa quasi tutto possibile. I tabù sono praticamente caduti in blocco. Ci sono i selfie, e con essi una voglia frenetica di apparire, di mostrarsi nudi e non e magari di figurare più belli e sexy degli altri. Fare colpo, avere i like, i commenti positivi, è diventata quasi una "droga" irrinunciabile che ormai nemmeno i vip riescono ad evitare, anzi, probabilmente loro la alimentano, ci giocano più delle persone normali su tutto ciò al fne di ottenere visibilità, che si traduce spesso in ulteriore ribalta e soldi. Dunque viviamo in un'epoca strana, fatta di continue allusioni sessuali, più e meno esplicite: nelle pubblicità, nelle chat, sui telefoni, dappertutto. Eh già, siamo praticamente schiavi del sistema, un sistema al quale è quasi impossibile sottrarsi. E in questo tran tran scateniamo i nostri desideri più proibiti, dato che i freni inibitori sono ormai andati a farsi benedire. Ma non ci sono solo donne che cercano uomini e uomini che cercano donne, eh no! Sarebbe troppo semplice e scontato. Mi capita di parlare con persone di ogni genere e spesso conosco donne che cercano donne e, soprattutto, uomini che cercano uomini. Di professione non faccio la psicologa ma, alle volte, un pò mi ci sento. Spesso mi domando, e la risposta non è così semplice... Perchè si cerca il sesso uguale? Alcuni rapporti di coppia classici sono alla frutta? Non appagano abbastanza? Forse di base siamo dei viziati. Magari una volta non c'era da mangiare, non esistevano 300 merendine e yogurt, per dire. Non c'era la predisposizione mentale per cercare altro. Nel benessere si alimenta il vizio, è ovvio! Molti uomini, sposati e non, mi hanno confidato di avere fantasie omosessuali, alcuni di metterle in pratica. Non si trovano caratterialmente con le loro compagne, godono poco o addirittura non riescono ad eccitarsi. Prima o poi arrivano alla conclusione di volere un'intimità più appagante, rilassata e senza rischi di incintamenti, e dunque: quale miglior soluzione di godere tra uomini, ci sarà tanto sperma ma non feconderà, il tutto magari senza il vincolo di una relazione opprimente: orgasmi in relax! Ma, d'altra parte, anche le donne possono fare un ragionamento analogo. Single, oppure sposate, fidanzate, magari stanche di subire le corna dal partner desideroso di nuove avventure, di fanciulle più giovani e fresche, magari un pò ochette talvolta, ma con il culo e le tette sodi adatti a far alzare bene il pisello. E allora cosa fa questa donna tradita, si cerca un altro? Si, certo, ma poi si rende conto che gli uomini sono quasi tutti uguali e allora? Scopata e abbandonata? Nuove corna? E allora anche lei comincia a fare uno sforzo con la fantasia... "E se provassi con una donna?". Un'amica, una conoscente, l'amica lesbica dell'amica, ma si, alla fine capita sempre un'occasione. Ed ecco che và a finire tra donne. Lei vuol essere coccolata, dopotutto: quando riceve affetto magari riesce anche a fare a meno del cazzo (e poi ci sono quelli finti, in abbondanza su internet, nei sexy shop...). Ed ecco uno scenario inquietante profilarsi all'orizzonte: donne con donne (alquanto) e uomini con uomini (ancor più). Qualcuno sostiene addirittura che questi siano i primi segnali della fine del mondo. Certo, portando tale tendenza all'estremo limite, bisogna osservare che, se fosse sempre e solo così, diminuirebbero drasticamente i bambini, nessuno farebbe più sesso per procreare e dunque figli (due uomini o due donne godrebbero di sicuro ma senza produrre fecondazioni). Bhè, io credo che le tante coppie etero al mondo mantengano ancora un margine di relativa sicurezza e dunque l'equilibrio nel pianeta, ma è innegabile che il trend dell'epoca è l'omosessualità, è fin troppo evidente: un pò si nasce, un pò si diventa durante il corso della vita, un pò è più bello, più trasgressivo, più eccitante, più intrigante (forse) rispetto al sesso etero o magari il sesso è bello tutto, in ogni salsa. Sarà vero? Sarà falso? Guardate i vip: attori, cantanti, presentatori, calciatori, sportivi vari: tra questi ve ne sono una miriade di gay, sia uomini che donne e ce ne sono tanti anche tra i non-vip. Se gli uomini spesso sono così sottomessi e/o "femminilizzati" forse è anche un pò colpa delle donne che sono diventate sempre più autoritarie, indipendenti ed egoiste e che, spesso, non hanno voglia di sacrificarsi in un rapporto di coppia; pensano a sè stesse, ai soldi, ai divertimenti, al lavoro magari, o a passare da un letto all'altro semplicemente per fare carriera. In poche parole sono ingestibili e l'uomo sembra incapace di relazionarvisi in modo adeguato finendo per subirle, o peggio, per aggredirle fisicamente, cosa sbagliata. Eh si, non c'è dubbio che oggi è la donna il sesso forte con tutte le conseguenze, positive e negative, che ciò comporta... Ma gli stalloni ci sono sempre in giro e il tipo della foto sembra essere immune alla "gayte" mentre è intento a castigare il posteriore della bella gnocca di turno...ihihi...

domenica 7 ottobre 2018

Il segreto bollente del mio amico

Mi chiamo Lia, ho vent'anni e sono lesbica. Peppe, mio coetaneo e miglior amico, è un vero maialino. Non pensavo che potesse spingersi tanto oltre. E' fidanzato con Barbara, una mia cara amica. Lei è carina, seppur un pò timida ma lui è talmente porcellino che arriva a metterglielo perfino nel culo! Fin qui nulla di anomalo, o quasi. Situazioni all'interno della coppia, penserete voi, dunque tutto regolare. Ma a Peppe Barbara non basta, è evidente e vi spiego perchè. Siamo migliori amici, confidenti, è vero ma, di tanto in tanto, lui ama masturbarsi davanti a me asserendo che toccarsi davanti ad una lesbica lo fa letteralmente impazzire. Sono una tipa open mind e mi piace quasi tutto a livello erotico però, questo suo comportamento, è davvero singolare seppur devo ammettere che presenta dei risvolti decisamente eccitanti. Ma veniamo al top della trasgressione: ad una festa Peppe si superò davvero lasciandomi, a dir poco, senza parole. Adocchiò due ragazzi un pò più giovani di lui, i classici tipi alle prime esperienze ed impacciati con le donne. Bastava guardarli in faccia per capire che non avevano mai interagito con ragazze e che, molto probabilmente, andavano avanti a seghette sui film porno. Due "prede" ideali per Peppe. Ad un certo punto il mio amico li incitò a bere qualcosa poi, dopo una chiacchierata, riuscì magistralmente a condurli in una stanza più appartata rispetto al resto della casa. Incuriosita seguì il "terzetto" e ciò che vidi mi fece davvero sgranare gli occhi. Peppe, inginocchiato, teneva i cazzi dei ragazzi tra le mani e li segava lentamente. Poi, quando iniziarono a farsi più duri, si mise a spompinarli entrambi con incredibile dedizione. Un'imboccata di qua e una di là e i due tipi iniziarono a gemere di piacere. Il lavoretto orale doppio proseguì gagliardo e a lungo. Peppe si muoveva molto bene di bocca e li portò pian piano deliziosamente all'orgasmo. Come "premio" ricevette copiosi getti di sperma in bocca che assaporò ad occhi chiusi prima di deglutire. Osservando la scena pensai: che gran porco! E mi ritrovai parecchio bagnata nelle mutandine al punto da dovermi toccare la fica per placare l'eccitazione. Nei giorni seguenti ammisi di averlo spiato in quell'occasione della festa e lui confessò di non saper resistere al piacere di ricevere una bella sborrata calda in bocca (in questo caso una dose doppia!). Bhè, ma se si parla di sborra, è inevitabile accostare il discorso a ciò che la produce, ossia il cazzo! Se gli piace lo sperma allora evidentemente gli piace pure il gusto del cazzo. E dunque? Il mio caro amichetto è gay? Chissà... Magari è "solo" bisex. Di sicuro è un grandissimo porcello, su questo mi sà che non vi è dubbio, non trovate?



Ad una festa, trovata una stanza in disparte, l'amico di Lia ha le idee chiare su come giocare con altri due ragazzi più giovani di lui sotto lo sguardo sorpreso, curioso e, perchè no, eccitato, di lei...