lunedì 17 aprile 2023

Lo spasimante del mio amante

Mi chiamo Vanessa. Sono una segretaria. Intrecciai una relazione clandestina con il sig. Richard, il mio datore di lavoro, un uomo sposato. Tutto procedeva a gonfie vele, fottevamo regolarmente nel luogo di lavoro. All'improvviso, però, cominciarono ad arrivare bigliettini sospetti in ufficio con tanto di cuoricini. Pensavo che si trattasse di una donna. Solo tempo dopo scoprì che l'autore di quei messaggi era un uomo. Il tizio si presentò addirittura in ufficio senza nascondere il suo interesse per il capo. Richard rimase intrigato dalla determinazione di quell'individuo e, preso dalla libidine indotta dal desiderio di trasgredire, mi chiese cosa pensassi della situazione. Si presentò così lo scenario per un rapporto a tre. Il tizio, di nome Valerio, aveva effettivamente un bel culo. Richard pensò bene di iniziare a violarlo con due dita. Poi affondò dentro con il cazzo, mentre Valerio, inculato, mi leccava la figa. Ci scappò un trenino a candela sul divano: Richard inculava Valerio che, a sua volta, mi scopava la figa. Richard mi alzò una gamba e mi scopo' mentre succhiavo il cazzo dell'ospite. Richard mi trombo' a missionaria e intanto succhiava il cazzo di Valerio. Mi sorprese vederlo col pisello in bocca ma, evidentemente, faceva parte del gioco. Richard scopo' l'uomo a missionaria e intanto lo segava pure. Valerio, nel frattempo, mi leccava la fica. Nella tipica posizione del 69, messa sopra, succhiai il pene di Valerio ma lui, invece di dedicarsi alla passera, lecco' la cappella del Capo. Richard non riuscì più a trattenere il piacere e venne in bocca all'ospite. Gli schizzi copiosi di sperma inondarono perfino le mie tettone. Da quella volta, Valerio viene spesso a trovarci in ufficio per cui sono costretta a dividere la mazza del capo con l'altro uomo. Tuttavia, non mi dispiace affatto dal momento che facciamo delle belle godute in tre.
















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