lunedì 18 settembre 2023

Puttanelle cibernetiche

Mi chiamo Monica. Tempo fa scopavo con un tipo di nome Adam. Dopo un po' instaurammo una relazione. Durante una trombata rivelò di avere una figlia di nome Alessandra e di essere preoccupato per lei. A detta del padre, la ragazza, maniaca dei selfie, trascorreva diverse ore su internet in modalità oscure al genitore. Rassicurai Adam spiegando che avrei raddrizzato la giovane. Un giorno, camminando nel corridoio della casa di Adam, sentì Alessandra interagire virtualmente con un uomo in preda all'orgasmo. Entrai in camera della ragazza e la trovai a cosce aperte che si scattava un selfie. Mi mostrò foto di eiaculazioni di sconosciuti sul cellulare. Capì ben presto che offriva sesso in cam in cambio di soldi, per dirlo con eleganza, o, in modo più esplicito, faceva la puttana sul web. Mi convinse a provare insieme a lei, con la prospettiva dei facili guadagni. Ero scettica ma curiosa. Sul video comparvero due ragazzi che cercavano compagnia, due suoi nuovi "amici". Eccitati, cominciarono a toccarsi tra loro. Alessandra disse che io e lei potevamo interagire mentre quei tipi facevano altrettanto, una sorta di gioco erotico a distanza guardandosi a vicenda. La situazione mi intrigo' ma io e lei ci muovevamo a ritmo più lento rispetto ai maschi che, troppo eccitati, persero del tutto il controllo succhiandosi l'uccello a turno con foga e finendo perfino a 69. I monelli sborrarono prima che io cominciassi a leccare la fica di lei. Ormai svuotati, nel corpo e nella mente, non avevano più interesse a proseguire il collegamento per cui Alessandra li salutò. Senza la presenza di occhi indiscreti, seppur virtuali, mi sentì più tranquilla, rilassata e pronta a giocare con quella monella. E così cominciai a leccarle la fichetta e pure il culo. Invece di allontanarla dalle porcate del web, come avrebbe desiderato il padre e come promesso dalla sottoscritta, mi lasciai trascinare in un mondo torbido pieno di vizi. Poi fu lei a leccarmi la figa e pure i piedi. Aveva un bel piercing alla lingua, la troietta. Anche io adorai i suoi piedini adornati dalle calze. Ben scaldate, ci strofinammo le passere a vicenda. Le leccate a turno proseguirono, lei si soffermava sulla fica, io più volentieri sul culo. Ci ritrovammo di nuovo a strusciare le sorche e stavolta sbrodolammo l'una nell'altra in preda ad intensi orgasmi. Al padre raccontai che Alessandra non faceva nulla di male su internet. Intanto io e lei ci facevamo pagare da maschi arrapati per eseguire succulenti Lesbo show. Ma quelli più intensi li viviamo privatamente, con la webcam spenta.

































0 commenti:

Posta un commento