giovedì 24 agosto 2023

Torbide pratiche di divorzio

Mi chiamo Giulia. Sono stata sposata un decennio con Ettore. Lui è un uomo dotato e mi ha sempre scopata alla grande, lo ammetto. Ma le storie possono finire per svariati motivi. Arrivammo a litigare un po' troppo spesso per via delle carenti risorse economiche e così tra noi si creò una certa distanza. Inoltre, guardandomi intorno, notai un tipo elegante di nome Mario. Capì subito che era un uomo benestante e così cominciai a frequentarlo assiduamente. A letto era piuttosto scarso, aveva un cazzo modesto e godeva in pochi minuti. A volte bastava addirittura agitarlo un po' con la manina per soddisfarlo. Ma i soldi mi facevano gola. Puntavo a condurre una vita agiata fatta di viaggi, vacanze, vestiti costosi, gioielli. Fu così che prospettai il divorzio a mio marito. Non la prese affatto bene ma promise di firmare lo stesso i documenti. Ormai abitavo a casa di Mario. Fu lì che invitai Ettore per la definizione delle pratiche. Mario, per motivi di lavoro, quel giorno non era presente per cui mi ritrovai da sola con mio marito. Guardò le carte, poi spiegò che avrebbe firmato solo se gliel'avessi data per l'ultima volta. Conosco Ettore, so che, quando si impunta, non c'è nulla da fare e così decisi di cedere al ricatto. Infondo nessuno l'avrebbe mai saputo, o almeno così credevo. Riprovai vecchie inebrianti sensazioni, quel gustoso cazzo in bocca che ormai non assaporavo più da mesi. Lui stuzzicava, provocava in ogni modo, scherniva il rivale. Avevo pure le autoreggenti, che Mario adorava. Ettore credette che le avessi indossate per lui e si arrapo' ancora di più. Mi tempestò di domande, alla fine dovetti ammettere che Mario, a letto, non mi faceva nemmeno godere. Ettore si gaso', mi diede giustamente della puttana, affermando che volevo lasciarlo solo per soldi. Mi sentì davvero una troia, decisamente vulnerabile. A quel punto Ettore tirò fuori la proposta indecente. Avremmo divorziato come previsto ma poi sarei diventata la sua amante pronta ad essere sfondata in ogni dove. Inoltre, ci saremmo spartiti i soldi di Mario. Che allettante prospettiva ricca di cazzo e danari! Ettore non si accontentò di una pompa, me lo mise dapprima nella figa e poi anche nel culo ripetutamente. L'idea torbida di Ettore mi convinse sempre più. Dopo averlo preso abbondantemente tra le natiche, gli propinai una pompa focosa. Ettore mi schizzò copiosamente in bocca. A quel punto, però, inaspettatamente, comparve Mario che, purtroppo, ci aveva spiati tirandosi una sega. L'uomo, deluso, non volle più saperne di me e così persi l'opportunità di diventare ricca. Mi resta solo il gran cazzo di Ettore, come premio di consolazione.   





















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