mercoledì 6 aprile 2022

Lesboparrucchiera assatanata

Sono Sonia l'immobiliarista, vi ricordate di me? Bene! Durante la lunga permanenza negli Stati Uniti, legai sempre il piacere agli affari. Dopo il bollente triangolo con la coppietta, puntai l'obiettivo successivo: Mary la parrucchiera, proprietaria di un lussuoso salone a New York. Anche qui il capo voleva 'mettere radici' ma gli eventi presero una piega leggermente diversa. Pensai che il miglior modo per approcciare con la proprietaria del locale fosse andare a sistemare i capelli da lei. Colsi subito un interesse di Mary nei miei confronti. Era un orario morto, tipo le tre del pomeriggio. Mandò via alcuni dipendenti ancora presenti lì per restare da sola con la sottoscritta. Dopo shampoo e messa in piega, le proposi di entrare in società con la mia azienda. Lei accettò, però, inaspettatamente, pose due condizioni non trattabili: mai con un uomo e la mia disponibilità intima totale. Mary è una bellissima ragazza, non c'è che dire, ed è pure una lesbicona al 200%. Mi strinse le tettone, mi spogliò nuda. Voleva che fossi sua e sottolineò questo desiderio leccandomi ardentemente la figa. A quel punto, presi un'iniziativa personale, non potevo permettere che l'affare saltasse per cui affermai di diventare io stessa la sua socia, indipendentemente dall'azienda che rappresento. Non mollò la figa un attimo e leccò come una matta per interminabili minuti fino a condurmi beatamente all'orgasmo. Poi fui io a leccare la sua fichetta e a farla venire. Sembrava una lesbicata così dolce, quasi innocente. Ma sottovalutai il lato oscuro della parrucchiera assatanata. Si rese perfettamente conto che, a differenza sua, adoravo il cazzo e che ne avevo presi svariati nella vita, e così, in preda ad una sorta di raptus da lesbicona convinta, pensò bene di punirmi. Senza troppe cerimonie, infilò la sua mano nella mia vagina utilizzandola a mò di cazzo per scoparmi. Nella sua testa, non troppo normale, credeva di allargare la figa al punto che non avrei più provato piacere con gli uomini e nemmeno questi ultimi goduto, trovandola esageratamente dilatata. A parte il fatto che c'è sempre il buco del culo, e va bhè, ma poi avrebbe dovuto usare qualcosa in più delle mani per ottenere risultati del genere. Ad ogni modo, la maniaca del fisting, piazzò la mano dentro la mia vagina procurandomi piacere in svariate posizioni, non ultima quella a pecorina. Si sentì paga soltanto quando arrivai al profondo orgasmo. Solo allora sfilò la sua mano, intrisa di liquido, dalla mia tormentata vagina. Fortunatamente il Capo non ebbe nulla da ridire riguardo alla mia iniziativa personale sugli affari. Disse che infondo me l'ero meritata quella gratificazione assumendo una compartecipazione autonoma con un'altra società. L'unico problema è che, se frequento troppo Mary, rischio davvero che la figa, prima o poi, me la sfondi!

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