lunedì 4 aprile 2022

Antonella e Nunzia: l'approccio

Mi chiamo Antonella. Posso sicuramente affermare che Nunzia è la mia migliore amica. Non avrei mai immaginato che, a un certo punto della vita, il nostro rapporto prendesse una piega del tutto particolare e inaspettata. A volte gli eventi si combinano in una maniera tale da favorire certi sviluppi impensabili. Ma entriamo nei dettagli della vicenda in questione. In quel periodo, circa due anni fa, io e Nunzia ci incontravamo meno spesso del solito e ci sentivamo poco. Tuttavia, conoscevo la sua anomala situazione familiare. Sapevo del figlio omosessuale e che lei, per fare accettare tutto ciò al marito, aveva spinto quest'ultimo tra le braccia di un uomo. Intanto io credevo, erroneamente, di aver trovato il fidanzato giusto. Ma un bel giorno, quando iniziammo a scopare, restai profondamente delusa. L'atmosfera sembrava perfetta. Gli leccai il cazzo con dedizione e poi lui me lo infilò dentro la figa. Ero al settimo Cielo se lui non avesse proferito le parole sbagliate al momento sbagliato che pesarono dentro di me come un macigno. Cominciò a fare apprezzamenti su Nunzia insistendo sulla possibilità di un rapporto a tre. Pensate un po' che porcellino! Sono cose da dirsi ad una donna innamorata? In quel frangente godevo troppo per smettere di colpo di fare sesso. Continuai ma provai un senso di schifo profondo affiancato al piacere. Avevo riposto in lui tutte le attenzioni, come poteva pensare alla mia migliore amica durante la nostra intimità e ripagarmi in tal modo? È vero, Nunzia è stupenda, però non si doveva assolutamente permettere! Continuava a ripetere il suo nome... Bastardo! Diceva: "Se ci fosse Nunzia", "Che bella Nunzia", "Lo darei anche a lei...", frasi del genere, del tutto a sproposito. La conosceva di vista e già aveva in mente di farsela! Porco! Raggiunsi un orgasmo amaro. Quando ricevetti la sua sborra copiosa in faccia, mi senti' virtualmente cornuta e sporca per avergli consentito di trattarmi in quel modo irrispettoso. Non diedi luogo ad una scenata ma sparì rapidamente dalla sua vita. Ero delusa, amareggiata da tutto ciò, e perfino un po' depressa. Mi vergognavo di raccontare l'accaduto a Nunzia. Anzi, per un po' di giorni la odiai, anche se non era colpa sua. Lei, ignara di tutto, non aveva fatto nulla. Il Natale si avvicinava e con esso la prospettiva poco allettante di trascorrerlo da sola. Mi feci coraggio, presi in mano il telefono, e la contattai. Fu lei a confidarsi per prima. Ribadì la sua situazione familiare con marito e figlio gay e lei che si concedeva al datore di lavoro. Ma era un po' triste, insoddisfatta, orfana di un vero amore. Senza entrare nei dettagli, le accennai che avevo rotto col fidanzato. Lei, quasi sempre ottimista di carattere, propose subito: "Bhe, visto che siamo entrambe da sole, vieni a casa mia durante i giorni di Natale, così almeno ci faremo compagnia". Ci pensai su qualche secondo, poi le risposi di si. Infondo Nunzia rappresentava, inconsapevolmente, l'origine dei miei problemi e la fine della storia che intrattenevo con quell'uomo. Probabilmente vedendola, standole a contatto, avrei metabolizzato i dispiaceri realizzando finalmente che quel tipo era solo un coglione e che Nunzia era esente da colpe. Alla vigilia andai a casa sua. Bussai alla porta. Mi accolse con il suo tipico sorriso raggiante e ci abbracciammo calorosamente. Mi disse: "Stai benissimo, come sei bella!". Le risposi, quasi d'istinto, "tu di più". Ci sedemmo sul divano, lei preparò il caffè e iniziammo a dialogare. Ribadì per l'ennesima volta la sua situazione familiare. Poi, finalmente, trovai il coraggio di parlare anch'io, spiegando che, involontariamente, c'entrava lei con la rottura del mio fidanzamento. Rimase sorpresa e cercò di rincuorarmi sostenendo che quell'uomo era stato uno stupido a non aver considerato di avere accanto una bellissima donna come me e che ciò gli sarebbe potuto senz'altro bastare. Mi senti' notevolmente gratificata sentendo proferire da lei quelle parole, ossia di venir considerata bella. Si creò un'atmosfera incantevole tra di noi. Improvvisamente percepì di non esser più sola e notai anche lei di ottimo umore. Si delinearono così le premesse per una situazione proibita. D'altra parte, non è detto che l'anima gemella debba necessariamente corrispondere ad una persona di sesso opposto al proprio. Nunzia stava sfornando dei biscotti quando cominciò a stuzzicarmi. Diceva di non esser più ferma nelle sue convinzioni sessuali come in passato. Il figlio le aveva involontariamente mostrato la realtà sotto una luce differente, quella dell'attrazione erotica tra persone simili. Una prospettiva alla quale anche il marito era finito per adeguarsi. Nunzia affermò che tra donne poteva succedere la stessa identica cosa. Si sà come vanno queste cose: una casa libera, due persone sole, la possibilità di lasciarsi andare... Ci ritrovammo ben presto a limonare, poi lei mi leccò i capezzoli. Proseguì infilandomi due dita nella figa ed io raggiunsi l'orgasmo bollente in men che non si dica. A quel punto fremevo dal desiderio di ricambiare. Le leccai la figa depilatissima e poi infilai, a mia volta, due dita dentro la sua vagina sugosa. Se ne venne dolcemente mentre mi stringeva con forza una tetta. Ci baciammo con passione dichiarando ognuna l'amore verso l'altra. Quella notte, ed altre, avrei condiviso il letto con lei... e non certo per dormire, naturalmente. Guardate un pò.     

Nunzia










Successivamente, durante le vacanze natalizie...

















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