Mi chiamo Mara. In genere, la domenica, alcuni colleghi di mio marito venivano a pranzo da noi. Si trattava di 4 o 5 uomini arrapati che mi desideravano ma io potevo offrire solo da mangiare, data la presenza del mio coniuge, Armando. Tempo dopo, decisi di invitare a casa uno di loro, Elio, il più carino, quando non c'era mio marito. Naturalmente mi feci trovare in tacchi e autoreggenti, pronta per essere scopata. Ci volle poco perchè Elio si fiondasse a leccarmi la passera, dopo alcune toccatine. Ed io ricambiai con un succulento pompino. Dopodichè, gli leccai pure il buco del culo e il cazzo da dietro. Successivamente, iniziammo a scopare. Lo presi in tutte le posizioni, ma univocamente nel culo. Era bellissimo sentire il suo cazzo che mi penetrava tutta. In una situazione di tale intimità, Elio mi ribadì di quanto fossero eccitati lui e i suoi amici quando venivano a pranzo la domenica, fantasticando di scoparmi. Gli risposi che ci avrei pensato io, se non ci fosse stato mio marito. Elio, mentre stava quasi per venire, mi confidò che lui e i colleghi, quando andavano via da casa mia, si sfogavano tra di loro. Penso che quella confessione bollente amplificò l'orgasmo di entrambi. Mi schizzò copiosamente nel buco del culo. Elio, in quel frangente, non se la sentì di descrivere i dettagli intimi dei rapporti coi colleghi, anche se credo che in seguito intenda farlo. Quello che intuì è che di sicuro non si limitavano ad un blando scambio di seghe. A mia nipote Enrica raccontai della scopata con Elio. La intrigai talmente che riuscì a coinvolgerla in una focosa lesbicata a base di baci, leccate di fica, dildo, e colossali reciproche pisciate sui seni nella vasca da bagno.
alcuni giorni prima, a casa della donna, si presenta il signor Elio...



















































0 commenti:
Posta un commento