Sono Lucia. A volte le situazioni prendono una piega decisamente trasgressiva. Volete saperne di più? Leggete il racconto completo.
Certe persone hanno fantasie fuori dall'ordinario: c'è chi le realizza e chi no! Uomini che desiderano l'amante, o stare con 2 donne, o con un trans, oppure con un uomo, etc... E donne amanti delle trasgressioni: rendere cornuto il partner con uno o più uomini, o magari andare con un'altra donna per una lesbicata da sempre sognata. La domanda è: faresti mai quello che non faresti mai? Il sottile confine tra la normalità e la libidine. Rilassati, libera la mente e godi Visitatore!
Sono Lucia. A volte le situazioni prendono una piega decisamente trasgressiva. Volete saperne di più? Leggete il racconto completo.
Mi chiamo Donatella. Non potevo certo immaginare che il mio ragazzo, Walter, ed il suo amico e collega di lavoro, Stefano, se la intendessero. Non a tutti ma magari, a molte persone, sarà capitato di beccare il partner in compagnia di qualcun altro. E pensare che avevo sempre temuto le ragazze! Quel giorno, Walter mi spiegò che, lui ed il suo friend, dovevano lavorare a lungo per recuperare, agendo da casa, grosse quantità di pratiche arretrate. A quel punto, per lasciarli tranquilli, misi più commissioni in cantiere e, alla fine, mi recai pure dal parrucchiere per la messa in piega. Solo che dimenticai che il lunedì, solitamente, è il giorno di chiusura di tali tipi di esercizi. E così ritornai a casa un pò prima del previsto, giusto in tempo per beccare entrambi nudi sul letto con Walter che dondolava sù e giù sul cazzone duro dell'amico. Rimasi a dir poco perplessa, anche se, di norma, non sono una ragazza che si scandalizza facilmente. All'inizio, lasciai che proseguissero e spiai. Dopo la candela, arrivò la missionaria. Lasciai che mi scoprissero. Stefano affermò che potevo anche restare a guardare. Quasi quasi mi ero mezza abituata a quella situazione di sicuro malsana ma che reputavo possibile ed intrigante, tutto sommato, non essendovi, peraltro, altre donne di mezzo. Walter arrivò dopo essere stato scopato, nell'ultima fase, focosamente a pecorina. Fu qui che pensai di poter avere un rapporto intimo con Stefano, visto che il mio ragazzo si era palesemente mostrato come un gay passivo. Sinceramente, vista la vicenda, gliel'avrei data ma Stefano, già pago della trombata, pensò bene di sfogare semplicemente la libidine nella mia bocca. Restai a dir poco frastornata e stupita, col seme del maschio tra le labbra...
Mi chiamo Oriana. Sono una biondina pepata. Mi piacciono le ragazze. In quel periodo avevo conosciuto Emanuela all'Università. Emma, una vicina matura, abitava al piano di sopra. Spesso andavo a trovarla e scambiavamo quattro chiacchiere. La trovavo simpatica e dialogavamo piuttosto bene, nonostante l'evidente differenza di età. Quando raccontai di Emma ad Emanuela, storse un pò il naso. Forse le dava un pò fastidio il rapporto amichevole che si era creatotra me e la pensionata. Tempo dopo, Emanuela, con sguardo malizioso, si avvicinò e mi disse: "Ma lo sai che potremmo divertirci con questa tua conoscente?". Non capì subito le sue intenzioni, poi mi spiegò che avremmo potuto "spingere" per un rapporto a tre. Al principio ero scettica, sinceramente, e ciò per due motivi, essenzialmente: sia per l'età della signora, piuttosto lontana dalla nostra, sia perchè presumevo il suo orientamento eterosessuale. Ma Emanuela insisteva, diceva che sarebbe stata una trasgressione magnifica e, alla fine, mi convinse a provare. Un giorno, mi presentai da Emma in compagnia di Emanuela spiegandole che si trattava della mia ragazza. Ad Emma non avevo detto di essere attratta dalle donne e tantomeno di avere una girlfriend. Emma cadde un pò dalle nuvole ma non si scompose tantissimo, anzi, ci disse: "Fate come se foste a casa vostra!". Io ed Emanuela, ci dirigemmo in camera da letto, pronte a sbaciucchiarci. Volutamente, per tenere un atteggiamento provocatorio, lasciammo la porta spalancata in modo che la padrona di casa potesse guardarci. Ad un tratto, Emma si avvicinò all'ingresso della stanza chiedendo se gradissimo qualcosa da mangiare e da bere. Risposi di no e le feci cenno di avvicinarsi. A quel punto, rompemmo il ghiaccio definitivamente. Io ed Emanuela ci piazzammo ai lati della donna levandole, pian piano, la giacchetta che portava. Le sbaciucchiammo in tandem il viso. Baciai Emma mentre Emanuela, con disinvoltura estrema, le leccò le tette. Poi ci scambiammo di modo che Emanuela la baciasse e io le leccassi le tette. Chissà che astinenza secolare aveva Emma. Pian piano si sciolse e giocò amorevolmente con noi. Le leccate di fica fioccavano e sembrava che la signora, in calze autoreggenti, si trovasse perfettamente a suo agio. Emma, ormai infoiata, fece arrivare Emanuela all'orgasmo ed anche me. Poco dopo, messa a pecorina, la matura raggiunse a sua volta l'amplesso grazie al mio estenuante ditalino che la fece sbrodolare mentre Emanuela le accarezzava compiaciuta le natiche.
A volte, all'interno di un'Azienda, per scalare la carriera, è necessario seguire delle strategie. In questa storia particolare, i personaggi, di dubbia moralità, seguono abbastanza la filosofia secondo la quale "Il fine giustifica i mezzi" per giungere all'obiettivo.
Mi chiamo Ulma, sono bionda e ho un debole per le ragazze. Anche ad Amanda la moretta piacciono le femmine ed è più estroversa della sottoscritta. Quel giorno, a casa di Amanda, era presente anche Silvia la rossa, un'altra giovincella che si dichiarava etero convinta. Amanda cominciò a sedurre Silvia mentre stavano sedute sul divano ed io, poco dopo, intrigata dalla situazione, mi avvicinai maliziosamente. Amanda si mise a baciare e leccare il collo di Silvia, poi la bacio. Mi aggiunsi al duo: mentre Amanda le leccava i capezzoli di Silvia, io frugavo con la mano tra le cosce di quest'ultima, da sopra agli indumenti. E' ovvio che la rossa avrebbe presto ceduto, con tutte queste sollecitazioni intime. Amanda leccò i capezzoli di Silvia, poi si spostò sulla sua fica deliziandola a colpi suadenti di lingua. Intanto, io accarezzavo da dietro i seni della rossa ormai sedotta. Loro due si baciarono ancora, poi Amanda venne a slinguazzare la mia patata. L'intesa a tre divenne più focosa: la rossa stava stesa e mi leccava la passera dal basso. Amanda mi baciava e intanto strusciava la sua patata contro quella di Silvia. La rossa proseguì a leccarmi dal basso procurandomi l'orgasmo, mentre slinguazzavo i capezzoli della mora. Dopo di ciò, indicai a Silvia di leccare insieme le fessure della mora (quasi a volerla ringraziare di aver innescato il triangolo saffico). Sostanzialmente, Amanda e Silvia stavano a 69, con la mora sopra. La rossa leccava dal basso la fregna della mora mentre io mi concentravo sul buco del culo di Amanda. Sollecitata a quel modo, Amanda arrivò all'orgasmo mentre slinguazzava la passera di Silvia che godette a sua volta...
Questa storia riguarda una comunità che viene leggermente sconvolta dall'arrivo di un imprenditore/massaggiatore pimpante di mezza età che, una volta aperto un Centro Benessere nel cuore della cittadina, riesce, con i suoi modi e metodi raffinati, a sedurre la maggior parte dei soggetti maschili presenti in zona, scatenando lo stupore, il disappunto e lo sconcerto da parte delle residenti. Queste ultime, infatti, vedono, molto di frequente, i propri partner cedere inevitabilmente alle lusinghe e alle attenzioni dell'esperto "conquistatore".
Mi chiamo Cinzia Leone. Sono la proprietaria di una fabbrica di materassi. Non ho mai visto Sandro e Carlo, due miei dipendenti, troppo presi dalle donne ma pensavo che ciò fosse dovuto all'eccessivo impegno per il lavoro che non gli lasciava troppo tempo per le distrazioni. Scoprì, in seguito, che la verità era tutt'altra. Un pomeriggio, Sandro mi avviso' di trattenersi, insieme a Carlo, oltre il normale orario di servizio per sistemare al meglio il deposito. Presi atto della situazione rispondendo che sarei restata anche io in ditta per sbrigare alcune pratiche al computer. Dopo circa un'oretta, decisi di scendere al piano inferiore, dove si trova il locale deposito, per controllare cosa stessero combinando quei due. Non mi sarei certo aspettata di beccarli nudi, nel bel mezzo di un rapporto sessuale, durante il quale Sandro inculava Carlo con passione alla pecorina. Intuì che, precedentemente, c'erano stati dei preliminari, ovviamente. Temettero di essere licenziati in tronco ma sono una donna di mentalità piuttosto aperta e mi rendo conto che, il benessere dei dipendenti, passa anche per degli svaghi. Ma, in quel frangente, i carichi lavorativi venivano leggermente penalizzati per cui dovevo ricevere, in qualche modo, un vantaggio dalla situazione. E così suggerì loro di continuare a scopare. Non avevo mai osservato dal vivo due uomini che fottono (solo qualche volta sul web, per curiosità). I magazzinieri si tranquillizzarono e proseguirono mentre io mi spogliai e mi sedetti per stare più comoda, ammirandoli all'opera. Inutile precisare che utilizzarono uno dei materassi per trombare e che, al momento topico dell'eiaculazione, la sborra di entrambi finì per bagnare inevitabilmente l'oggetto della mia attività. Al momento l'epilogo mi innervosi' (il seme sul materasso avrebbe potuto rendere invendibile lo stesso). Pregai i due di rivestirsi e di iniziare a lavorare seriamente al turno straordinario. Andai in bagno a sfogare la tensione con un ditalino. Poi, mi rivestì e tornai in Ufficio. Nei giorni seguenti, dato "l'imprevisto", il deposito non era organizzato al meglio. La segretaria, Valentina, me lo fece notare sottolineando le mancanze dei magazzinieri e suggerendo che avrei dovuto prendere provvedimenti nei confronti degli stessi. Ma io la tranquillizzai e spiegai che, ogni tanto, per rendere in maniera ottimale, i dipendenti hanno bisogno di staccare la spina, di concedersi uno svago intimo. Valentina capì che li avevo sorpresi in deposito in compagnia di donne. La segretaria cadde dalle nuvole, quando specificai di averli colti a trombare tra di loro. Successivamente, vennero venduti dei materassi con la "firma" intima di quei due. Pensai che si verificasse un mezzo disastro ma, in realtà, mi resi conto che i clienti apprezzarono il particolare profumo. Nel momento in cui mi chiesero spiegazioni sull'odore proveniente dal materasso, improvvisai sostenendo che si trattava di essenza di vaniglia. Molti clienti chiesero di acquistare materassi con quell'odore e le vendite si raddoppiarono all'improvviso! Bhe, per continuare a produrli, è necessario che io lasci più spazi a quei due da soli in deposito. I materassi all'essenza di vaniglia vanno forte ma solo io, loro e Valentina, sappiamo che gli oggetti dell'attività sono "farciti" con essenza naturale di cazzo, ovvero la doppia dose di sborra!
Questa storia ruota intorno a quattro personaggi cardine: la proprietaria di un appartamento, la sig.ra Luna, sua figlia Daniela, la cameriera, Sara, ed Erica, l'amica di Luna. Leggi il racconto a fondo pagina.
Mi chiamo Chiara. Io e la mia amica Simona, donne mature, entrambe vedove, ci recavamo spesso dal parrucchiere insieme. Fu lì che conoscemmo due giovani shampiste... Sembravano molto simpatiche. Si trattava di una semplice amicizia ma divenne qualcosa di più quando ci proposero un incontro a casa di Simona. Pensavamo che volessero fare solo due chiacchiere ma, quando si presentarono, capimmo subito che puntavano al sesso. Andavano matte per le donne mature non più tanto corteggiate dagli uomini. Finimmo sui divani a lesbicare a coppiette. Io e Simona non lo avevamo mai fatto con donne ma l'astinenza gioca brutti scherzi. Non ci sembrava vero di ricevere certe attenzioni. A me toccò la bionda. Le leccate di fica e di culo fioccarono. Io e Simona tenemmo testa alle ninfe per un pò, dopodichè loro, focose il triplo rispetto a noi, presero il sopravvento e ci leccarono senza tregua per ore regalandoci orgasmi reitarati. Sentivo godere la mia amica che, a sua volta, udiva me. Quando andarono via eravamo sfinite ma felici. Ne parlai con una giovane vicina, una conoscente di nome Marta, e finì splendidamente a lesbicare anche con lei. Le parrucchiere sparirono e Marta mi disse che potevamo vederci solo ogni tanto, dato che aveva il ragazzo. Bhè, mi consigliò di provare con Simona per combattere la solitudine e trovare comunque il piacere. A questo punto, l'idea non sembra per niente malvagia...
Mi chiamo Lorenzo. Lorena è mia moglie. Da tempo avevo in mente uno scambio di coppia con dei nostri amici, Demy e Claudio. Insistevo da mesi con Lorena per realizzare questa fantasia e lo stesso faceva Claudio con Demy. Ma le donne non cedevano finchè, ad un tratto, Lorena mi rispose che lo scambio sarebbe avvenuto ma diversamente, non in modo classico ma nella versione omosessuale: lei con Demy ed io con Claudio. Solo il pensiero mi dette il voltastomaco ma finì per accettare. Io e Claudio pensammo che per le donne fosse più facile. Noi avevamo in programma di guardare la TV mentre loro interagivano in camera da letto bevendo vino rosso. Il pensiero che quelle due si stessero divertendo e noi no mi contrariò al punto che, preso da uno spunto di follia, decisi di succhiarlo a Claudio e, in realtà, mi piacque un botto ricevere il randello in bocca. Notai che anche lui godeva, in preda a una splendida erezione. A quel punto, rompemmo il ghiaccio del tutto: limonammo, ci segammo a vicenda, me lo succhiò pure lui, gli leccai il culo. Eravamo ormai caldi. Stavamo impiedi quando mi prese da dietro mentre mi baciava. Sentì l'uccello affondare nel culo e persi i sensi. Non sapevamo che, nel frattempo, le ragazze avevano già goduto e ci stavano spiando. Mi misi a cavalcioni sopra di lui e beccai il randello senza pietà. Ad un tratto, lui mi segò e schizzai all'impazzata, poi mi schizzò copiosamente in faccia e in bocca. Non avevo mai provato un'eccitazione così forte. Le ragazze osservarono la scena mezze sconvolte. Bhè, alla fine questo scambio anomalo si rivelò meglio del previsto e credo che, ripetere l'esperienza non sia affatto male...
Sono Claudia. Al mio amico gay Franz confidai di avere due operai in casa e lui mi chiese subito se fossero attraenti. Mi chiese anche se ci sarei eventualmente andata a letto. Gli risposi di si ma lui prospettò l'ipotesi che potessero essere omosessuali. Non diedi troppo peso a quelle parole ma, quando rientrai nell'appartamento, constatai di persona che il mio amico aveva piena ragione. Dall'altra stanza chiamai gli operai chiedendo se avessero concluso i lavori e loro risposero che avrebbero terminato a breve. Intanto, si percepiva un insolito silenzio. Dubbiosa, spiai dietro la porta della stanza dove stavano e li beccai in piena intimità. Quello stempiato stava spompinando l'altro e poi gli leccò pure il buco del culo. Si misero a chiavare a breve. Osservai tutta la scena basita ma, al tempo stesso, profondamente incuriosita. Dopo un'infornata a pecorina e il seguito a candela, i loro cazzi cominciarono a spruzzare all'impazzata in preda all'orgasmo intenso. Mi sentivo bella carica e un pò adirata con Franz, che aveva indovinato la previsione. Con la scusa di un massaggio in piscina, colsi l'occasione per fargli una sega e poi un focoso pompino. Nonostante il suo scetticismo, schizzò parecchio ed io accolsì il nettare copioso in bocca. Chissà... magari, in futuro, riuscirò pure a scoparci. Sarebbe proprio una gran figata!
Mi chiamo Laura. Ho sempre diffidato degli uomini (tanto è vero che sono divorziata) tanto più degli amministratori di Comdominio. Quei preventivi gonfiati per le ristrutturazioni dell'edificio sapevano di truffa. Aldo, l'amministratore in carica, spingeva per far approvare un preventivo di ben 200.000 euro, manco fossero destinati al rifacimento di Palazzo Reale! Io e la mia vicina Margherita (una bella moretta separata) ci opponevamo fortemente. Ma a lei Aldo non piace per nulla, per cui toccò a me occuparmi di lui. Dovevo farlo ragionare. Sapevo che con un buon approccio sessuale, avrebbe rallentato con questa smania dei lavori a tutti i costi. Lo accolsi in salotto, poi gli feci cenno di seguirmi in cucina, dove, tolto il vestito, mi mostrai in autoreggenti. Un bel pompino lo gasò a mille. Mi saltò addosso e mi leccò la figa. Poi scopammo. Mi misi sopra di lui a cavalcioni. Dopo un altro pompino, mi lasciai penetrare a pecorina. Ma Aldo non sembrava del tutto convinto, continuava a parlare dell'importanza dei lavori. A quel punto, per fargli cambiare idea definitivamente, gli leccai il buco del culo. Eccitatissimo, mi sborrò a fiume sulla pancia. Mi promise che, almeno a breve, i lavori non sarebbero iniziati. Entusiasta per la vittoria parziale, pretesi un premio da Margherita, visto che mi ero sbrigata la faccenda da sola. Mi piaceva quella donna, volevo lesbicarci e ci riuscì pienamente. Ci leccammo per tutto il pomeriggio con fisting inclusi. Ebbi e procurai orgasmi meravigliosi. Bhè, Margherita si preoccupa per il futuro ma le ho già spiegato che so come gestire Aldo. Anzi, la prossima volta, se si dovessere ripresentare l'occasione, gli ficcherò un bel dildo nel culo visto che, in quella zona, sembra provare un notevole piacere.
Sono Karen. Le trasgressioni sono dietro l'angolo. Mai avrei immaginato che il mio matrimonio potesse subire una notevole metamorfosi.
Sono Monica. Negli ultimi tempi, provavo maggior interesse per le donne rispetto agli uomini. In particolare, mi intrigava una mia amica sexy di nome Maria. Non ci vedevamo da un pò. Quando la incontrai di nuovo, pensai ad una tattica di seduzione. In quei giorni stavo leggendo un libro riguardante un amore saffico. Le proposi divenire a casa mia per darmi un'opinione del testo senza specificare l'argomento. Mi feci trovare in tiro con autoreggenti nere e scarpe rosse col tacco. Le preparai una cena appetitosa e bevemmo qualche buon bicchiere di vino in compagnia. Dopo di ciò, le chiesi di leggere alcuni passaggi del libro che, oggettivamente, erano eccitanti. Da lì scattò il bacio appassionato. Maria è molto ricercata dagli uomini ma, in quel momento, l'adrenalina prevalse favorendo la trasgressione. Ben presto i nostri corpi giunsero a contatto con reciproca adorazione delle tette. Ormai l'eccitazione era a mille. Spalancai le cosce sul letto lasciando che mi leccasse perbene. Con la lingua nel culo, a pecorina, andai proprio in estasi. L'orgasmo arrivò sontuoso. Poi, però passai io all'azione, godendomi appieno quel corpo stupendo desiderato a lungo. Le leccai prima le tette, poi la figa e il culo fino a farla venire. Ma mi sentivo ancora carica, così fui lei, generosamente, a soddisfarmi fistandomi energicamente con le dita fino all'amplesso. So che di solito scopa con gli uomini ma le ho già proprosto il bis. Bhè, ormai l'ho viziata, non accetta di andare subito al dunque. Vuole venire a casa mia solo se le preparo una cenetta coi fiocchi e leggiamo insieme qualche libro, prima di spostarci in camera da letto...
Da che mondo è mondo, ognuno cerca di tirare l'acqua al proprio mulino. Io, in questo scenario, potendo oltretutto contare su un fisico notevole, non sono da meno. Se vi interessano le fasi della mia nuova vita trasgressiva, accadute dopo la fine del matrimonio, leggete pure il racconto e godetevi le immagini.
Mi chiamo Elisa. Questa è una storia decisamente turbolenta dove ci sono ben pochi limiti. Vi basti sapere che mio marito si chiama Ubaldo, mio figlio Paolo, la mia amica, Fabiana, suo marito Eugenio. Scopri i dettagli leggendo il racconto completo.
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Mi chiamo Amanda. Sono proprietaria di un Bar. Quando assunsi Luca come barista, non potetti fare a meno di essere attratta dal suo aspetto fisico. Tuttavia, mi mantenni professionale, aspettai che ci provasse lui e non ci volle molto perchè questo accadesse. La scopata nel locale fu meravigliosa. Durante il sesso, gli chiesi come mai fosse single e lui mi rispose di avere una madre tremendamente gelosa, tale Rosaria (evidentemente si era attaccata di più al figlio dopo la separazione dal marito). Sul momento sottovalutai il problema ma pagai il prezzo della mia analisi superficiale in seguito, dopo che cominciammo a frequentarci. Una volta stavamo facendo sesso a casa sua quando, all'improvviso, rientrò Rosaria. Volevo parlarle, chiarire che stavo seriamente frequentando il figlio ma lui disse di nascondermi. Rosaria sentì l'odore di un'altra donna, capì che ero stata lì anche se non sapeva che mi ero nascosta. Rosaria si rivelò morbosissima nei confronti del figlio, continuava a ripetere che doveva troncare le frequentazioni con altre femmine, che lei avrebbe pensato a tutto, non solo a lavare, cucinare e stirare, ma pure al sesso! Ero incredula per il modo in cui lo provocò sbattendogli il bel culo tonico in faccia che lui opportunamente leccò senza vergogna. Nel momento in cui Rosaria cominciò a sbocchinare, capì che era disposta a tutto pur di tenere il figlio avvinghiato a sè. I due cominciarono a scopare focosamente. Non si può dire che non fosse una bella donna, insomma, nulla di anomalo a parte un incesto grande quanto una casa. Lui, non contento la penetrò pure nel culo e lei, zoccola, se lo prese tutto il manico, da gran maiala e pur di far contento il figlio. Mi facevano schifo ma ammetto che mi eccitava vederli scopare con tanto affiatamento. Quando lui le schizzò copiosamente nel culo, non potetti fare a meno di darmi pace cavalcando un fallo che tenevo nella borsa per "emergenze". Rosaria mi disse di non provare rancore, voleva tenermi buona affinchè io non licenziassi il figlio. Sul momento ero così nervosa da non volerlo più rivedere ma poi pensai che sarei stata troppo cattiva a vendicarmi così. Infondo l'amore percorre strane vie e, a volte, per quanto strano, si diffonde morbosamente anche tra genitori e figli. Col tempo mi passerà la delusione. Dopotutto, quei due sono fatti per stare insieme e, non mi meraviglierei se un giorno mi volessero come testimone di nozze!