Mi chiamo Max. Ero invaghito della mia collega d'ufficio Rosanna. Provai a corteggiarla per circa un anno senza ottenere risultati finchè arrivò, in conclusione, la doccia gelata di un no secco, il classico due di picche. In realtà, dire che ci restai male, è un eufemismo. Quello stesso giorno, pensai di andare a cena fuori con un altro collega, Paolo, a mangiare la pizza, ignaro di ciò che mi aspettasse. Dopo aver mangiato, ci mettemmo a dialogare in auto bevendo qualche birra. Naturalmente, scaricai su di lui la frustrazione per le delusioni ricevute da Rosanna. Paolo sembrò capirmi, iniziò a dire che delle donne non c'è quasi mai da fidarsi. Infondo, non fu sgradevole confidarmi con lui e il tempo passò in fretta. Ad un tratto, lui propose di spostarci con l'auto in una zona diversa, più periferica. Lo assecondai. Ci ritrovammo in un luogo di campagna. Ormai appariva già la luce del Sole. Non c'era anima viva. Lui affermò che si trattava di un posto perfetto ma non riuscivo a capire per cosa. Me ne accorsi poco dopo, quando allungò una mano tra le mie gambe, ababssò la zip del pantalone, e tirò fuori l'uccello. Rimasi incredulo, sorpreso. Non pensavo che Paolo fosse gay! Lo smanettò con cura. Ci sapeva fare eccome! Leccò la cappella e le palle con estrema dedizione, sbocchinando poi con gusto. Era la prima volta che interagivo fisicamente con un uomo. Ebbi un'erezione pazzesca alla quale stentavo a credere. Non pago della trasgressione, espressi il desiderio torbido di ammirare il suo sedere per trovare maggiore ispirazione. Aveva un culetto niente male. Accarezzai le natiche, poi mi segai ammirandolo mentre lui se ne stava piegato col jeans calato a metà gambe. Poi si ricompose e mi segò senza sosta finchè sborrai dolcemente e in abbondanza sul suo viso ricoprendolo letteralmente di sborra bollente. Dopo di ciò, lo riaccompagnai a casa e io tornai nella mia abitazione. Avemmo giusto un'oretta di tempo per fare una doccia e presentarci al lavoro. Lui puntò dritto nel suo Ufficio. Io mi recai, preso dall'abitudine di farle visita ogni mattina, in quello di Rosanna. Ero palesemente sconvolto. Non volevo confidarmi con Rosanna, specie dopo quel due di picche ma lei disse che restavamo comunque amici, oltre che colleghi di lavoro. Si insospettì del mio atteggiamento strano, diverso dal solito e cominciò a fare domande. Finì per raccontarle della serata con Paolo. Non avrei voluto menzionare cosa fosse accaduto dopo la cena ma, alla fine, le parlai del rapporto orale con tutti i dettagli. Non so se lei volesse provocarmi o altro, fatto sta che cominciò a spogliarsi affermando che era quasi decisa a darmela. Le risposi che era un pò tardi per ripensarci. Intanto, Paolo, dalla stanza accanto, mi chiamava a gran voce dicendo di stare lontano da lei. Rosanna era mezza nuda davanti a me e provocava di brutto, disse che avrei potuto scoparla sulla scrivania, magari. Ma io proprio non me la sentì, in ufficio, con la paura che, da un momento all'altro, potesse sopraggiungere il Capo. Le dissi che era meglio rimanere amici, magari. Persi la mia ghiotta occasione con lei, che mi diede pesantemente del finocchio, ovviamente, e poi si rivestì. Paolo, intanto, aveva preso i biglietti del cinema per quella sera e, probabilmente, mi avrebbe concesso pure il buco del culo... Rosanna, con sorriso sarcastico, mi disse: "Vai da lui, non vorrai mica farlo attendere, dopo che è stato così premuroso da invitarti al cinema a spese sue...". E così, passai con Paolo due sere di seguito...
mercoledì 21 ottobre 2026
lunedì 7 settembre 2026
Il sogno proibito del mio ex ragazzo
Sono Laura. Ero innamorata di Gino, un simpatico biondino con cui convivevo. Forse proprio questo mio trasporto mi impediva di valutare la relazione di coppia con obiettività. Insomma, a letto non era uno stallone ma mi piaceva lo stesso stare con lui. Finchè, un giorno, il ragazzo espresse il desiderio di confidarsi e ammise di essere più portato verso il genere maschile, rispetto a quello femminile, mettiamola così. Al momento rimasi spiazzata ma poi pensai che, come coppia, potevamo condividere certe fantasie erotiche insieme. Gli chiesi chi o cosa lo ispirasse maggiormente e lui indicò una preferenza per gli uomini di colore. In quell'occasione ci masturbammo entrambi, uno di fronte all'altra, godendo e venendo intensamente. Pensai che quella fantasia si potesse anche realizzare. L'occasione arrivò di sera nel parco, quando incrociammo un uomo avvenente che stava facendo stretching su una panchina prima di correre per i sentieri della boscaglia. Lo fermammo e attaccamo bottone invitandolo a casa nostra. L'uomo, di nome Norman, rimase un pò sorpreso di questo strano approccio ma accettò di buon grado. Una volta giunti nell'abitazione, bevemmo qualcosa insieme e il clima divenne subito caldo. Evidentemente, Gino covava da mesi questo desiderio nascosto per cui si fiondò sul pene dell'ospite prendendolo in bocca con passione. Un pò lo ciucciai anch'io ma lasciai maggiormente l'iniziativa al mio compagno che sembrava non volesse mai finire di spompinare. Norman, seppur amante delle donne, apprezzò quelle attenzioni tanto è vero che il suo pene divenne sempre più duro. Porto sempre le calze col reggicalze sotto il pantalone e non disdegno mai di mettere i tacchi. Mi misi così a pecorina, offrendo entrambi i buchi. Gino fece lo stesso, giacendo accanto alla sottoscritta. Norman, probabilmente intrigato a mille dal lavoro impeccabile di bocca di Gino, eseguito con maestria fino a porchi istanti prima, si fiondò direttamente sul mio ragazzo, infilandogli il pene dentro al culo, dopodichè cominciò a stantuffare con foga. Accanto a loro, osservavo con libidine il mio boyfriend che si lasciava sfondare il culo dallo sconosciuto, realizzando così il suo sogno proibito da tempo coltivato. La pecorina si trasformò in trenino, sempre a pecorina, con Gino che continuava a prenderlo nel culo ma che, nel frattempo, leccava il mio. Poi, mi girai pancia sopra. Gino mi leccò la figa mentre Norman, imperterrito, proseguiva a incularlo. Continuarono a scopare di fianco, con intensità. Io ciucciavo il pisello di Gino che andò letteralmente in estasi. Il ritmo degli affondi, piazzati nel sedere, aumentò vertiginosamente finchè il mio compagno mi spruzzò in bocca in preda ad un bollente orgasmo. Norman provò ad "assaggiare" pure la mia fica ficcandomi l'uccello nella patata ma giusto per pochi minuti. Appena il cazzo scivolò casualmente fuori, venne raccolo prontamente dalla bocca del mio lui che non vedeva l'ora di tornare a spompinare. Dopo di ciò, io e il mio ragazzo ci inginocchiammo per leccare insieme la cappella di quell'uomo fino al raggiungimento dell'eiaculazione. La sborra fioccò in bocca ad entrambi ponendo fine a quella notte di trasgressione. Con quell'esperienza, che in find dei conti piacque anche alla sottoscritta, credevo di aver reso felice il mio partner. E difatti lui mi ringraziò per averlo aiutato a realizzare il suo sogno proibito. Solo che aggiunse di essere troppo preso da Norman e di voler iniziare una storia con lui chiudendo quella con me. D'istinto reagì affermando: "Ma che cazzo!" e Gino spiegò che il pisello era proprio l'elemento cardine che lo proiettava inevitabilmente verso l'altra sponda, nella fattispecie, in direzione di quell'intrigante e aitante uomo di colore... Morale della favola? A essere disponibili e altruisti ci si rimette sempre...
martedì 11 agosto 2026
Seduzione con sexy toys
Mi chiamo Monica. Sono una donna attraente, che non passa inosservata. Per questo motivo, non ho mai avuto difficoltà a trovare uomini con cui divertirmi. Ma, alle volte, nella vita, accadono situazioni strane, insolite. Conoscevo Grazia da parecchio, non potevo certo immaginare che quella biondina avesse una cotta per la sottoscritta. Ci provò mentre stavamo a casa sua. A nulla valse dirle che vado dietro agli uomini. Grazia sembrava determinata. Affermò che, ogni tanto, ci vuole una variazione dall'ordinario. Mi baciò sul viso, adorò le mie tettone. Ben presto mi ritrovai a cosce spalancate sul divano, con lei che mi leccava la figa con ardore e precisione. Finì per cedere al piacere. La ragazza, non contenta abbastanza, rincarò la dose tirando fuori un giocattolo erotico particolare, vibrante, chiamato hitachi. Con quello mi stuzzicò il clitoride ed io godetti parecchio. Contraccambiai le attenzioni usando l'oggetto sulle labbra bagnate della sua patata. Poi proseguì a darle piacere con la lingua. Immaginavo che lo desiderasse più di ogni altra cosa. Presa dalla trasgressione, afferrai un dildo bluastro che tengo nella borsa (e che talvolta uso per stemperare la tensione) per penetrarla a lungo con quello. Forse è più grezzo del suo ma vi assicuro che risulta altrettanto efficace. Glielo sparai nella fregna portandola al piacere profondo. Fu però sua l'ultima parola, con un dildo classico che le servì per penetrarmi adeguatamente alla pecorina, offrendomi l'ennesimo amplesso della giornata. Dopo quell'esperienza, cercai di evitare Grazia e risposi vagamente ai suoi insistenti messaggi che miravano a rivederci. Nonostante la situazione mi fosse piaciuta, non volevo che diventasse la norma. Ma si sa che, il destino, è il peggior nemico dell'uomo, e anche della donna. Dopo diversi mesi, mi recai in un Centro Massaggi ma tutti i massaggiatori uomini erano impegnati. Comparve una donna, tale Carmen, col viso provocante che spiegò di essere disponibile. E così accettai. Già dall'inizio, notai qualcosa di strano, dal momento che si spogliò anche lei, oltre a me, sostenendo che lo faceva per mettere il cliente a proprio agio e che tra massaggiatore e utente non deve sussistere distanza per trovare l'intesa. L'intesa o, se preferite, l'armonia, furono le sue mani che accarezzavano dappertutto, principalmente fianchi e seni, ma che non disdegnarono di arrivare a sfiorare pure la vagina. Probabilmente, la spinsi io ad osare così tanto, raccontandole di amare gli uomini ma che, in una circostanza remota, avevo ceduto alla "corte" di un'amica. Probabilmente, ciò la fece sentire autorizzata a provarci. Alla fine, mi ritrovai a pecorina, con questa donna dietro di me, praticamente un'estranea, che mi scopava senza pietà la fregna con un dildo. Le sue infilate si protrassero per tutta la restante durata del massaggio. La porca mi stuzzicava anche verbalmente e godette quando riuscì a farmi ammettere di essere una troia. Sbrodolai in preda all'orgasmo come una puttana, alla scadenza dell'ora del massaggio.
domenica 5 luglio 2026
Retrò love
Mi chiamo Lucia. Probabilmente, le persone non si conoscono mai fino in fondo. Di mia nonna Amalia mi rimase il ricordo di una donna affettuosa ma anche forte, rigida, determinata, tutta d'un pezzo (io la ebbi accanto quando non era più giovanissima). Questa visione di lei restò dentro di me fin quando non trovai una piccola chiave che apriva il suo diario segreto. E lì si scoprirono gli altarini, come si suol dire. Racconti precisi, corredati da foto, descrivevano una persona totalmente diversa, disinibita, aperta all'amore incondizionato. In particolare, appresi che, Amalia, aveva avuto una storia con un'amica di nome Laura. Nel diario, oltre ai baci, alle leccate di fica, veniva menzionato anche un dildo, un pò rudimentale, si intende, rispetto a quelli odierni, con cui Amalia soddisfava l'amica non solo affondando nella fica ma anche nel buco del culo. Queste esternazioni scritte mi hanno meravigliata non poco e, leggendole, mi sono ritrovata di colpo completamente bagnata. Forse da allora ad oggi non è cambiato poi tanto, nella sessualità, a parte il fatto che, le signore di una volta, lasciavano crescere il pelo sulla passera senza pensare minimamente di raderlo...
La sventola della porta accanto
Mi chiamo Marco. Ho la passione per i computer e le consolle. Sono il classico nerd, insomma e ho poco a che fare con le mie coetanee. Di solito invitavo a casa tre amici per giocare e fare le sfide. Non vi nascondo, tuttavia, che, molto spesso, quando terminavamo le partite, sfogavamo la voglia sessuale toccandoci a vicenda. Poi la situazione andò un pò più in là. Nella ricerca di un maggiore appagamento, arrivammo ad usare la bocca dividendoci a coppie sui divani nell'atto di eccitanti 69. Tutto questo, prima che conoscessi Milena. Lei è una donna più grande di me, di professione Hostess di volo. Si era trasferita da poco nel mio palazzo, proprio sul mio stesso pianerottolo. Quella donna è un vero spettacolo. Ma, inizialmente, non ci conoscevamo molto, solo a livello di buongiorno e buonasera, ma niente di più. Quella sera dovevano venire i miei amici ma era rimasto a corto di coca cola. Così decisi di bussarla. Milena non disponeva di una bottiglia di coca cola ma fece di tutto per trattenermi, affinchè restassi in sua compagnia. Milena era curiosa, a lei dissi tutta la verità, compresa la mia amicizia fin troppo intima con gli amici. Quello splendore di femmina in autoreggenti e reggicalze mi turbò notevolmente. Ebbi l'erezione. Milena spompinava da paura e mi fece pure una sorta di strip. Afferrandomi per la camicia, mi indusse a ricambiarla ed io le leccai la figa. Dopodichè iniziammo a scopare davvero in tutte le posizioni. Pecorina, candela, missionaria, una meglio dell'altra. Affondai il cazzo nella passera di quella dea bionda. Proprio a missionaria, ci baciammo pure, finchè arrivai all'eiaculazione e schizzai copiosamente nella sua bocca. Milena è una donna molto disinibita disse che avrebbe potuto pensare a soddisfare anche i miei amici ma io le dissi di no. Non so come ho trovato una gnocca del genere, mi secca dividerla con gli amici. Milena mi chiese se fossi geloso e io risposi di no ma, in realtà, lo sono eccome!
mercoledì 17 giugno 2026
Provando la lingerie
Sono Sandy. Io e la mia amica Brunella stavamo provando della lingerie molto sexy. Quando mi mostrai eccitata, lei trovò subito il modo di calmare i miei bollori, prima a colpi di lingua nella patata e poi grazie ad un dildo che mi piazzò sia nella fica che nel culo. Devo ammettere che godetti da impazzire...
lunedì 8 giugno 2026
Amiche di vecchia data
Mi chiamo Mary. Io e Lorenza siamo amiche da una vita. Negli ultimi tempi, ci accomunava una sorte negativa in ambito matrimoniale. Mio marito pensava più a provarci con le giovincelle mentre pare che il coniuge di Lorenza fosse passato addirittura pesantemente all'altra sponda. Quel pomeriggio primaverile, ci ritrovammo insieme a casa sua e finimmo per sederci sul letto a dialogare delle nostre sventure. Eravamo entrambe vestite sexy, profumate, con minigonna, tacchi e immancabili calze autoreggenti. Ironicamente parlavamo di sposarci tra di noi. Di sicuro sussisteva una grande complicità tra noi. Tira e molla e volli che si levasse la camicetta per vedere il reggiseno: era blu, davvero stupendo. Si originò una sorta di spogliarello di coppia che ci portò mezze nude sul letto. Ammirai il suo seno e finì per leccarlo. Ormai, senza mutandine poteva accadere di tutto nell'euforia dell'eccitazione. E infatti ne approfittai per sditalinarla dolcemente. Godette parecchio. Rincarai la dose usando la lingua sul clitoride ed ebbe un secondo orgasmo profondo. A quel punto, fu lei a leccare me e a portarmi all'amplesso intenso. Finimmo a baciarci in bocca lingua a lingua senza più inibizioni, soddisfatte di aver goduto da matte, seppur con qualche perplessità, soprattutto da parte sua. Raccontai l'episodio ad alcune amiche. Erano in cinque e ascoltarono con attenzione. Alcune disapprovarono il mio comportamento ma erano tutte estremamente curiose di conoscere i dettagli.
Complicità torbida di coppia
Mi chiamo Erica. Io e mio marito Gustavo siamo sempre stati complici. Lui non mi ha mai nascosto la sua bisessualità. Per questo mi venne in mente un giochino particolare nel momento in cui un giovane collega d'ufficio iniziò a corteggiarmi in modo insistente. Invitai Giorgio, il collega, a casa lasciandogli credere che fossi sola e soprattutto che gliel'avrei data. Lo provocai in lingerie. Sul più bello arrivò mio marito (con cui mi ero precedentemente accordata) imprivvisando una finta scenata di gelosia. A quel punto, Giorgio andò nel panico. Furbescamente, suggerì a Giorgio: "Dillo a mio marito che sei gay, che stavamo solo parlando!". Gustavo replicò: "Voglio proprio vedere se è gay!" e cominciò a smanettarlo. Ovviamente a Giorgio conveniva assecondare la situazione per calmare le acque. Il cazzo andò in erezione. Gustavo affermò: "Non ne sono del tutto convinto, ci vuole un test più ampio" e lo baciò in bocca. Non contento, cominciò a succhiargli il cazzo. Giorgio divenne rosso in volto dall'imbarazzo. Si vergognava di farsi ciucciare l'uccello da un uomo, per giunta davanti a una donna. Ma Gustavo non si fermò e proseguì il lavoretto dando piacere al ragazzo fino all'orgasmo dell'ospite e ricevendo in bocca la cremina calda. Gustavo sentenziò: "Bhe', si, credo che il tuo collega sia effettivamente omosessuale". Dopo quella volta, Giorgio, quando mi incrocia in ufficio, abbassa lo sguardo per la vergogna ma so che quella volta ha goduto, e anche parecchio.
Disposto a tutto
Sono Elio. Premetto che per, buona parte della vita, sono stato sposato e andato a letto solo con mia moglie. Dopo la sua morte, provai nuove esperienze. Per un uomo non più giovanissimo come me, incontrare una ragazza pimpante e bella come Rosanna fu una botta di vita e, ovviamente, non potevo pretendere certo l'esclusiva nel rapporto. Per restare con lei, avrei dovuto sottostare ai suoi desideri trasgressivi, come compiacere i suoi amanti. La prima volta accadde con un fusto di colore, Nick. Lei mi suggerì di succhiargli il cazzo per mandarlo in erezione. Mi sembrava strano ma non volevo deluderla e così presi il manico tra le labbra e succhiai. Pian piano cominciai anche a provarci gusto. Poi lui trombò lei con passione nella fica e nel culo facendola godere parecchio, come io mai avrei saputo fare, e, alla fine, io ripresi a spompinare il palo duro ricevendo in bocca la crema del maschio. Lei osservò la scena soddisfatta. Fu solo una delle tante volte che lo ciucciai. Inoltre, so che lei si diverte anche con un'amica ma lì non ha mai voluto coinvolgermi.
lunedì 18 maggio 2026
Un docente senza scrupoli
lunedì 11 maggio 2026
Il peggiore dei tabù
L'attrazione prescinde dalla ragione, è un impulso, spesso irrefrenabile, che porta a desiderare una certa persona, non importa se questa persona sarebbe meglio lasciarla stare, per svariati motivi. In fondo al post potrete leggere la mia storia altamente trasgressiva.
martedì 5 maggio 2026
Una nuova vita per la dama
Da che mondo è mondo, ognuno cerca di tirare l'acqua al proprio mulino. Io, in questo scenario, potendo oltretutto contare su un fisico notevole, non sono da meno. Se vi interessano le fasi della mia nuova vita trasgressiva, accadute dopo la fine del matrimonio, leggete pure il racconto e godetevi le immagini.
venerdì 10 aprile 2026
Doppietta sensazionale
Sono Cristina. Il titolo non fa riferimento alla performance di un calciatore ma ad un ragazzo che, furbescamente, riuscì ad andare a letto sia con me che con mia madre Elsa. A quale uomo non piacerebbe divertirsi con due donne nello stesso periodo? Addirittura madre e figlia, per giunta, meglio ancora! Conoscevo Tommy da un pò e me ne ero invaghita. Per gratificarlo, lo raccomandai a mia madre perchè lo assumesse nella sua Azienda. Tommy è carino ma poco affidabile, me ne accorsi a mie spese in seguito. Si imbottiva di riviste pornografiche. Quando entrai nella stanza dove lavorava, lo trovai lì a leggerle. Colsi la palla al balzo affermando che potevo pensarci io al suo piacere e così lasciai che mi accarezzasse le tettone, il culo e che mi leccasse la figa. Poi lo segai, gli feci una sega spagnola e lo spompinai ma lui disse che era meglio continuare in un luogo più tranquillo, ovvero a casa sua. Una volta lì, proseguì a leccargli sia il cazzo che le palle e Tommy mi scopò di brutto. Godevo come una matta ma ero felice, reputandolo già il mio boyfriend. Mi schizzò a fiume in bocca e pure sul seno. Ma la gioia durò poco perchè, qualche giorno dopo, lo sorpresi mentre faceva sesso con mia madre! Fu umiliante trovare Elsa piena di sborra in bocca, dopo che avevano trombato tutta la mattina in ufficio. Ero furiosa, me la presi anche con mia madre. Quando la rabbia passò e riuscì a parlare con calma con la mia genitrice, mi resi conto che, in realtà, Tommy aveva preso in giro entrambe. A mia madre aveva detto di non essere interessato a me, dopo avermi trombata, per poterla approcciare, per cui Elsa si era sentita libera da vincoli. Sapere che mia madre gli aveva concesso pure il culo, non mi rallegrò. Bhè, Tommy è sparito dalla circolazione, fece bene a darsela a gambe, mai mettersi contro donne adirate. Però a volte ci manca, dopotutto ha fatto vivere ad entrambe dei momenti di puro indescrivibile piacere.
venerdì 3 aprile 2026
La cognata calda di Corrado
Mi chiamo Erica. Sono sempre stata diversa da mia sorella maggiore Rosaria. Lei è caldissima con gli uomini mentre io ho delle difficoltà. Ciò nonostante, convolai a nozze con Corrado che, probabilmente, in me vide solo la bellezza. L'intimità di coppia lasciava un pò a desiderare perchè, oltretutto, io difficilmente prendevo l'iniziativa. Rosaria gli girava intorno da tempo, lo provocava in tutti i modi finchè lui, ad un certo punto, cedette e se la scopò ed io vidi tutta la scena. Trasgressione pesante: l'uomo che scopa con la cognata, la sorella della moglie. Anche se non sono una wife perfetta, le corna bruciano eccome. Disperata, messaggiai Fiorella, un'amica. Non pensavo che si precipitasse da me con l'intento di sedurmi. Non volevo diventare lesbica ma lei ci seppe proprio fare. Non solo mi leccò ma mi infilzò ripetutamente col dildo e poi con lo strap-on. Fiorella mi suggerì di non discutere più con mio marito ma io gli parlai anche se la situazione non cambiò sostanzialmente.
martedì 31 marzo 2026
I racconti coinvolgenti dell'amica
Mi chiamo Sandra. Dopo la separazione, non avevo avuto tante storielle con uomini e spesso ero in evidentissima astinenza di cazzo. Ma la mia amica Magda, un'insegnante, mi allietava con i racconti delle sue avventure erotiche ricche di dettagli, non ultima quella avvenuta con un uomo sposato che se l'era perfino inculata prima di essere stato beccato dalla moglie. Di solito mi bagnavo durante l'ascolto e poi mi masturbavo quando lei andava via da casa mia. Quel giorno commisi una leggerezza. Ero così vogliosa, dopo aver sentito certi particolari piccanti, che mi toccai freneticamente mentre Magda stava in bagno. Non riuscì a finire la pratica autoerotica. Me la ritrovai praticamente addosso. Avevo cercato di ricompormi in fretta ma lei si era già accorta di tutto. A quel punto iniziò a sedurmi. Mi pareva strano, in tanti anni di amicizia, non mi aveva mai confidato di essere bisex, nonchè attratta dalla sottoscritta. La libidine favorì la trasgressione. Mi baciò, mi sditalinò, mi palpò le tette e mi diede una ripassata col dildo che tirò fuori all'improvviso. Ero nelle sue mani, a cosce aperte sul divano mentre me la sfondava perbene. Non avevo mai fatto nulla con le donne, prima di allora. Sbrodolai e venni a dismisura. Non sapevo fare praticamente nulla con le donne. Riuscì a malapena a toccarla nelle mutandine ma lei venne lo stesso, spinta dall'eccitazione della situazione, mentre limonavamo e ognuna si sgrillettava per conto proprio. Io arrivai tre volte. A quel punto, mi chiese se volessi ascoltare, oltre alle sue avventure con gli uomini, pure quelle vissute con le donne, molte delle quali con le madri dei suoi alunni. Dopo l'esperienza lesbo ero un pò traumatizzata, non la chiamai per un mese. Poi, però, cominciai a sentire la mancanza dei suoi racconti e così la invitai di nuovo a casa. Infrangemmo anche quel tabù, ascoltai le sue storie con le donne, oltre a quelle con gli uomini. Mi sentivo sempre più porca e sporca, proprio quello che lei desiderava per saltarmi addosso e farmi tutto ciò che desiderava. Ormai ero sua, senza freni, senza limiti. Non solo mi scopò con vari dildo e strapon ma mi fece pure "assaggiare" la sua pioggia dorata. Spesso mi chiedo perchè con lei mi eccito così tanto. Probabilmente, in questi anni, mi ha scopato il cervello con quelle storie, per poi fottermi a dovere anche fisicamente...
L'amica racconta della relazione, avvenuta tempo addietro, con un uomo sposato...
mercoledì 11 marzo 2026
Il compagno crossdresser
Mi chiamo Valentina. Jerry, il mio compagno, ha sempre avuto un rapporto complice col suo amico Andrea, tanto è vero che io, per scherzo, una volta, dissi: "Vi dovreste fidanzare!". In realtà, non potevo immaginare che i due avessero pianificato una trasgressione talmente accurata da indossare indumenti femminili per poi farlo tra di loro. Quando, un bel giorno, rientrai a casa da lavoro, li trovai insieme sul lettone appassionatamente a 69 che si succhiavano il cazzo a vicenda. Jerry indossava delle calze autoreggenti a rete con tanto di reggicalze mentre Andrea, oltre alle calze, al reggicalze e alle scarpe nere col tacco, si era premunito di mettere la parrucca bionda e un reggiseno rosso. Sembra che spompinarsi l'uccello a vicenda, vestiti da donne, li eccitasse da matti. Assistetti alla loro intera ed intensa performance. Il mio compagno venne per primo, in bocca ad Andrea, mentre stavano ancora a 69. L'amico arrivò all'orgasmo poco dopo essersi sollevato col busto e Jerry bevve tutta la cremina. Aspettai che si ricomponessero e che Andrea andasse via per parlare da sola con Jerry. Ovviamente, non poteva negare ciò che avevo visto e mi chiese di accettarlo. Era dura assecondare, dal momento che sapevo che non si trattava di un'esperienza isolata ma che lo avrebbero sicuramente rifatto a breve. Turbata, andai dallo psicologo e glielo raccontai. Avevo bisogno di attenzioni e le trovai in quell'uomo. Il dr. Rosso seppe scoparmi alla grande, dopo che gli feci un pompino e che lui mi leccò la fica. La sborra in bocca mi rimise di buon umore. Bhè, adesso che ho trovato la giusta terapia, posso anche acconsentire alle divagazioni particolari del mio compagno, tanto anch'io ho qualcuno con cui sfogare.
venerdì 6 marzo 2026
L'amica giusta
Sono Sonia. Quel periodo avevo una gran voglia di scopare, tanto per cambiare. Vestita di rosso, mi misi anche le calze e il reggicalze nella speranza di beccare qualcuno. Esternai la mia voglia alla mia amica Marta. Saremmo dovute uscire a rimorchiare uomini ma lei disse che potevamo pure restare a casa. E aggiunse che, due amiche troie, possono eventualmente fare a meno degli uomini. A quel punto capì che voleva lesbicare. Solitamente mi piace il cazzo ma mi parve una buona occasione, considerando che è una gran bella donna. Così le leccai le tette, la fistai, le leccai la fica e, dulcis in fundo, la spanai col dildo fino al suo orgasmo. Ma Marta non è egoista, seppe ricambiare alla grande. Dopo avermi leccata perbene, pure nel culo, mi spanò con un fallo fino all'amplesso. Bhè, che grande amica!
venerdì 13 febbraio 2026
Un viaggio inaspettato
Mi chiamo Marina. Sono impiegata in un'Agenzia di viaggi. Mi capita spesso di ricevere avances da uomini ma non mi era mai capitato di essere attenzionata da una femmina. Quella giovane cliente, mia coetanea, non voleva spendere troppo per viaggiare. In realtà, da come mi guardava, capì presto che desiderava altri tipi di servizi. Le donne non mi sono mai dispiaciute per cui pensai di stare al gioco. Ci baciammo, poi io le fistai la figa. Lei mi leccò il buco del culo, oltre ad infilare le dita nella fregna. Eravamo entrambe belle bagnate. Le reciproche attenzioni combinate di lingua e dita proseguirono inesorabili. Fu prima lei a raggiungere l'orgasmo, poi io la seguì a ruota sbrodolando a fiume, inondandole tutta la mano. Alla fine ci baciammo di nuovo compiaciute. E' proprio vero, i viaggi gratuiti sono i migliori!
giovedì 5 febbraio 2026
Una pensione da sogno
Mi chiamo Katia. Per sbrigare una commissione fuori città alloggiai in una pensione di provincia. Contavo di restare due o tre giorni al massimo ma la situazione mi spinse a soggiornare per più tempo. Tutto merito della proprietaria, Amalia, una bruna alta e piuttosto avvenente che portava le lenti. Fu proprio lei, appena arrivai, a spiegare che il thè sarebbe stato servito in camera poco dopo. In realtà, presa dall'eccitazione, pensai a trastullarmi col giocattolo erotico appena entrai nella stanza e persi del tutto la cognizione del tempo. Amalia spuntò all'improvviso col vassoio in mano e l'imbarazzo fu totale, compresa la figura di merda. Stizzita la pregai di uscire fuori ma poi, maliziosamente, chiesi scusa sperando che tornasse. Amalia prese la palla al balzo, non solo tornò indietro ma afferrò il toy per piazzarmelo nella figa! Di solito lo usavo da sola, non mi era mai capitato che qualcun altro, tantomeno una donna mezza sconosciuta, si prendesse tale confidenza. Sulle ali dell'eccitazione, tuttavia, le toccai le tette, rifatte ma bene. Lei continuò a masturbarmi con l'oggetto e si prese anche la licenza di mettermi la lingua in bocca. Mi sentivo troia, non avevo mai fatto certe cose con persone del mio sesso. Amalia continuò a masturbarmi col dispositivo elettronico vibrante fino all'orgasmo. Poi, me la piazzò in faccia, mentre stavo distesa sul letto. Pretendeva di essere leccata ma io mi facevo qualche problema, essendo nuova a certe pratica. Ma, alla fine, le misi la lingua nella spacca per il suo piacere. Lei ricambiò leccandomi natiche e fica. Introiata dalla situazione, presi la teiera e versai il liquido ancora un pò caldo sulle sue tette e le leccai. Poi le bagnai pure il culo e la fica e le leccai il culo. Alla fine, ci baciammo soddisfatte. I giorni passarono in fretta ma la situazione mi piaceva troppo per non prolungare il soggiorno fino ad un mese. Vi lascio immaginare le porcate che facemmo durante quel periodo. Vi basti pensare che, non paga della routine giornaliera, la notte la facevo dormire assieme a me. Dormire, si fa per dire!
martedì 3 febbraio 2026
La mia amica all'improvviso
Mi chiamo Erika. Tra me e Irene non era mai accaduto nulla di particolare di intimo ma un giorno si presentò gagliarda nel mio ufficio in tacchi autoreggenti e reggicalze e mi palpò il culo mentre stavo a telefono. Poi mi suggerì di leccarle le tette. Capì che stava gasata e stetti al gioco. Dopo averle leccato il seno, spalancò le cosce e me la mise in faccia. Insomma, voleva essere slinguazzata ed io l'accontentai dandoci dentro di lingua. Poi, venne il suo turno, ammirò il mio sedere, mi leccò il buco del culo e mi morse un orecchio. Io replicai leccandole l'ano a mia volta. Posso dire che quel giorno raggiungemmo entrambe l'orgasmo e, da quel momento in poi, il nostro rapporto di pura e semplice amicizia si trasformò in un legame assai più torbido.








































