Mi chiamo Loredana. Sono una segretaria. Ho un fidanzato ma non sono particolarmente presa da lui. La mia fissa è per il Capo, un bellissimo uomo di colore di nome Harry King. Sfortunatamente, King ama gli uomini, non le donne. Un giorno, per festeggiare i risultati ottenuti dall'Azienda, chiamò in privato me e il collega, il sig. Brando, attribuendoci gran parte del merito dei successi. Ci gratificò con un aumento di stipendio ma a lui diede, in più, un "bonus" in natura. King pretese che io rimanessi a guardare mentre loro due scopavano, sostanzialmente. Non nego che osservarli fosse eccitante ma avrei preferito godermi io il cazzo del padrone. King disse di considerarmi come una sorella, chiedeva il mio supporto anche per opinioni intime, come valutare il sedere di Brando! Assistetti alla loro chiavata condita da sborra senza poter assaporare l'essenza del maschio. Alla fine avevo le mutandine fradice e mi era rimasto il desiderio del corpo di quell'uomo sexy che avrei leccato dappertutto, prima di trombare. Scaricai le mie frustrazioni su Monica, una cara amica, le raccontai della vicenda dell'Ufficio. Ma, probabilmente, scelsi la persona sbagliata dal momento che, da tempo, la ragazza, ha una cotta per me. Lei è lesbica e ha sempre cercato invano di sedurmi. Ma quella volta, tra le chiacchiere, lo scherzo e le provocazioni, le cose andarono diversamente. Capì che era decisa a riuscirci quando mi piazzò con decisione una mano sul sedere, spiegando come si comporterebbe un vero maschio etero, non certo il mio Capo. Poi finimmo sul letto a fare le cretine. Ci togliemmo le scarpe. Poi lei lanciò una sorta di sfida tra tette. Le scoprì io per prima. Mi sorpresi guardando le sue, belle grosse, più delle mie. Ci ritrovammo stese sul letto in collant con le gambe incrociate che si toccavano, al pari delle tette. Vi confesso che, in quella situazione, mi bagnai. Monica intuì che poteva essere la volta buona. Disse che mi avrebbe abbassato i collant e leccato la fica. Ci furono attimi di silenzio, di sussurri profondi. Non credevo che l'avrebbe fatto davvero, che potesse osare tanto ma quelle parole dirette, sfacciate, mi intrigarono non poco. La furbetta alimentò una sorta di bluff, finse di rinunciare, disse: "Va bhè, ci hai creduto, ihih! Scherzavo!". Pensai che non facesse nulla. Quando mi ero quasi tranquillizzata, si alzò di scattò, mi calò i collant con un gesto deciso, mi divaricò le gambe e lì compresi come sarebbe finita. Mi leccò la Bernarda senza pietà fino all'orgasmo che giunse intenso e profondo. Tenevo la bocca aperta mentre godevo. Ne approfitto' per mettermi la lingua in bocca e baciarmi a lungo. Poi sentenziò soddisfatta: "Finalmente me l'hai data. Sai di buono sia sotto che sopra". Arrossì per la vergogna. Adesso sono più vicina al Capo, capisco cosa si prova a stare con persone del proprio sesso. Non credo che Monica si accontenterà di una sola volta, dopotutto abbiamo misteriosamente rotto il ghiaccio.
Siamo tornati insieme a voi...!!!
-
*il fantastico mondo del LYCRA!*
*Il cazzo di Andreas... amico del BLOG! Niente male....*
*lo vorrei tutto in gola...!!*
*da uno come lui mi ...
2 giorni fa











































0 commenti:
Posta un commento