martedì 31 marzo 2026

I racconti coinvolgenti dell'amica

Mi chiamo Sandra. Dopo la separazione, non avevo avuto tante storielle con uomini e spesso ero in evidentissima astinenza di cazzo. Ma la mia amica Magda, un'insegnante, mi allietava con i racconti delle sue avventure erotiche ricche di dettagli, non ultima quella avvenuta con un uomo sposato che se l'era perfino inculata prima di essere stato beccato dalla moglie. Di solito mi bagnavo durante l'ascolto e poi mi masturbavo quando lei andava via da casa mia. Quel giorno commisi una leggerezza. Ero così vogliosa, dopo aver sentito certi particolari piccanti, che mi toccai freneticamente mentre Magda stava in bagno. Non riuscì a finire la pratica autoerotica. Me la ritrovai praticamente addosso. Avevo cercato di ricompormi in fretta ma lei si era già accorta di tutto. A quel punto iniziò a sedurmi. Mi pareva strano, in tanti anni di amicizia, non mi aveva mai confidato di essere bisex, nonchè attratta dalla sottoscritta. La libidine favorì la trasgressione. Mi baciò, mi sditalinò, mi palpò le tette e mi diede una ripassata col dildo che tirò fuori all'improvviso. Ero nelle sue mani, a cosce aperte sul divano mentre me la sfondava perbene. Non avevo mai fatto nulla con le donne, prima di allora. Sbrodolai e venni a dismisura. Non sapevo fare praticamente nulla con le donne. Riuscì a malapena a toccarla nelle mutandine ma lei venne lo stesso, spinta dall'eccitazione della situazione, mentre limonavamo e ognuna si sgrillettava per conto proprio. Io arrivai tre volte. A quel punto, mi chiese se volessi ascoltare, oltre alle sue avventure con gli uomini, pure quelle vissute con le donne, molte delle quali con le madri dei suoi alunni. Dopo l'esperienza lesbo ero un pò traumatizzata, non la chiamai per un mese. Poi, però, cominciai a sentire la mancanza dei suoi racconti e così la invitai di nuovo a casa. Infrangemmo anche quel tabù, ascoltai le sue storie con le donne, oltre a quelle con gli uomini. Mi sentivo sempre più porca e sporca, proprio quello che lei desiderava per saltarmi addosso e farmi tutto ciò che desiderava. Ormai ero sua, senza freni, senza limiti. Non solo mi scopò con vari dildo e strapon ma mi fece pure "assaggiare" la sua pioggia dorata. Spesso mi chiedo perchè con lei mi eccito così tanto. Probabilmente, in questi anni, mi ha scopato il cervello con quelle storie, per poi fottermi a dovere anche fisicamente...       

 

L'amica racconta della relazione, avvenuta tempo addietro, con un uomo sposato...


Improbabili segretarie

Mi chiamo Viviana. Di solito, piaccio molto agli uomini. Anche a lavoro, in una società che si occupa di sicurezza, dove sono impiegata come segretaria, me ne venivano dietro in parecchi di maschietti. Ma mai mi sarei immaginata di ricvere le avances da Francine, la mia collega. Come segretarie siamo entrambe scarse. Francine cercava aiuto per una pratica ma io sono più incapace di lei. Ad ogni modo, finimmo per intavolare altri generi di pratiche, decisamente più piacevoli. Fu prima lei a leccarmi la figa con dedizione, poi io ricambiai e finimmo a strofinarcele sulla scrivania come due zoccolette. Don Perry, il Capo, adirato per la pratica sbagliata, andò su tutte le furie ma io riuscì a calmarlo con un pompino e concedendogli la fica. E lo convinsi a non licenziare nè me nè la mia collega. Presi tanta sborra in faccia. Don Perry è molto più ragionevole dopo l'eiaculazione.  


lunedì 30 marzo 2026

La ragazza di mio fratello

Mi chiamo Alessandra. Mio fratello Paolo non sapeva che sono lesbica. Quando mi portò a conoscere la sua nuova ragazza, Ornella, gli dissi che aveva una faccia da zoccola ma lo feci solo per sviare i sospetti. Entrai in camera loro quando lei cercava di sedurlo. Lui si incazzò, pretendeva giustamente privacy. PErò doveva recarsi al lavoro e così io ebbi campo libero per approcciare la ragazza. La portai in camera mia e, una volta lì, la iniziai alle gioie del lesbo. Dopo averle leccato capezzoli e figa, lasciai che lei ricambiasse leccandomela dal basso. Poi la coinvolsi in un magnifico 69 e, per concludere, una proverbiale strofinata di passere. Mio fratello, al rientro, ci sorprese proprio così e il suo uccello diventò durissimo, tra lo stupore e l'eccitazione. Ci pensò Ornella a calmarlo, facendolo schizzare con le mani, mentre io tolsi il disturbo dopo aver ottenuto ciò che desideravo.  


giovedì 26 marzo 2026

Cotto della sorella sexy

Mi chiamo Elena. Mio fratello Marco mi parlava sempre delle sue storie con le ragazze ed io, a volte, gli davo dei consigli. Mi raccontò anche di Gisella, l'ultima girlfriend, affermando di non essere abbastanza coinvolto e di preferire le more ed io gli suggerì di mollarla. Mai potevo immaginare di essere io la sua donna ideale. Rimanevamo spesso a casa da soli. Un giorno si approcciò a me riempendomi di complimenti. Manifestava pulsioni sbagliate ma sapevo che era sincero. Cedetti. Ci ritrovammo sul letto. Mi succhiò e leccò il seno, poi ci baciammo e dopo glielo presi in bocca. Mi leccò il culo a pecorina infilando le dita nella fica e poi mi chiavò a pecorina. Poi, mi misi a cavalcioni su di lui. Fu bellissimo ma, sentendomi in colpa, pronunciai qualche parola a favore di Gisella, affermando che ha begli occhi. Lui mi rispose che sta scarsa a tette e che per scoparsela pensava a me. Godevo ma mi sentivo palesemente sporca, consapevole dell'atto incestuoso. A missionaria mi dette gli ultimi colpi e poi mi spruzzò copiosamente in bocca. Più tardi arrivò mia madre Ambra. Aveva incrociato Gisella per strada sconvolta. E quindi cominciò con il terzo grado, insospettita dalla situazione. Cercai di rimanere sul vago e spiegai che Marco era rimasto a casa. Ad Ambra suonava strana questa improvvisa ventata di generosità, di altruismo, per farmi compagnia rinunciando perfino al tanto amato incontro di calcetto. Mamma chiese se Marco mi avesse importunata in qualche modo ma io risposi che mi considera una suora e che avevamo semplicemente sorbito un caffè insieme. Non credo che mia madre l'abbia bevuta, non mi ci vede proprio come suora. Eh si, non assomiglio proprio a suor Elena! Quello che non sapevo è che, mentre incestavo con mio fratello, Gisella ci aveva spiati e aveva filmato tutto. Adesso ci ricatta. Dice che, se non la smetto di andare a letto con mio fratello, gira il video a mia madre! Bhè, per evitare un colossale sputtanamento, mio fratello sarà costretto a dedicarsi a lei, ovvero a scoparsi solo ed esclusivamente la biondina senza tette, che gli garbi o no.



Le relazioni extra dell'immobiliarista

Mi chiamo Diana. Lavoro per conto di un'Agenzia immobiliare. In quel periodo, gli affari non andavano bene, il mercato immobiliare sembrava decisamente fermo, anche se il Capo insisteva che io ed il mio collega, Gervaso, portassimo le trattative a termine. Un giorno, all'appuntamento per vedere una casa lussuosa si presentò una bionda mozzafiato, tale Miranda, ma molto saccente. Da una parola all'altra, la conversazione sfociò nella lite con annesse parolacce. Caddi nella provocazione e stavamo quasi per finire alle mani. Fortunatamente andò via, o almeno credevo che avesse lasciato l'abitazione. Intanto, Gervaso, che non era entrato minimamente nella discussione, cercò di consolarmi. Sapevo che aveva un debole per me e così finì per cedere e fargli un pompino, nonostante sia sposata. Dopo la pompa, mi chiavò a candela e a cavalcioni. A quel punto, mi accorsi che la bionda non era andata via e ci stava spiando. La situazione mi intrigò e arrapò più che mai. Colloquiando con Gervaso le mandavo dei messaggi sulla sua bellezza e su eventuali scuse che mi sarei premunita di porgere. Scopai pure a missionaria, mentre lei continuava ad osservare attentamente. Gervaso, ad un certo punto, mi schizzò in bocca. Gli dissi di rivestirsi e andar via mentre io me la sarei presa con comodo. Rimasi da sola con Miranda. Chiarimmo la lite ma ormai c'era più spazio per la trasgressione. Tutte e due ci toccammo guardandoci negli occhi. Miranda mi fece capire chiaramente di voler essere leccata ed io le proposi di raggiungere lo spazio esterno dell'abitazione, ovvero il terrazzo. Una volta lì, le slinguazzai la patata dal basso mentre mi sditalinavo ed entrambe venimmo in modo pazzesco. Una volta a casa, scopai con mio marito Ennio, un tipo particolarmente geloso. Credeva di avere l'esclusiva ma io ormai mi stavo abituando ad andare con altre persone e mi piaceva un botto. Ennio era geloso di Gervaso, per cui gli dissi che il mio collega era gay, per tenerlo buono. In realtà, in seguito, sono peggiorata. Ho cominciato a scopare con i clienti. Però il Capo è contento, da quando la do sul lavoro, gli affari stanno procedendo a gonfie vele!      


mercoledì 25 marzo 2026

Rischio d'incintamento

Mi chiamo Marco. Enrico, il mio miglior amico, è gay. Gli sono sempre piaciuto ma eravamo sempre restati nei limiti dell'amicizia. Tutto cambiò quando Enrico dichiarò apertamente a mia madre i sentimenti che provava per il sottoscritto. Mia madre Clelia non aspettava altro perchè mi diceva sempre di non incintare ragazze. Preferiva che me la facessi con un ragazzo per evitare gravidanze indesiderate. E così Clelia fece in modo che io ed Enrico avessimo un rapporto sessuale in modo che diventassimo fidanzatini. Ci fece spogliare nudi e poi Enrico cominciò sapientemente a sbocchinarmi. Confesso che la situazione mi intrigava. Le donne mi piacciono ma Enrico spompina davvero molto bene. Dopo l'estenuante lavoro di bocca, Enrico si mise sopra di me a candela e scopammo. Mia madre, superesexy in tacchi e autoreggenti, ci incitava, solo che si eccitò al punto da voler essere scopata dal sottoscritto (solo io potevo essere efficace dal momento che Enrico ha un cazzo minuscolo). Prima me lo succhiò e poi mi invitò a metterglielo dentro a pecorina, beccandolo successivamente pure nella posizione a candela. Non mi sembrava vero potermi fottere una gran fica come mia madre, seppur in un contesto dal netto sapore incestuoso. Dopo di ciò, Enrico riprese a spompinarmi, io godetti e lui ricevette lo sperma in bocca. Mia madre, oltretutto, compiaciuta, glielo passava tra le labbra con le dita. Il triangolo fu grandioso. Tuttavia, quando mi trovavo da solo a casa con Clelia ripensavo a quel fuori programma delizioso tra madre e figlio. Le proposi così di replicare e scopare di nuovo. Lei, una tipa sempre eccitata, non seppe dirmi di no. Fu fantastico chiavarla. Ero sicuro di non metterla incinta, anche perchè, dopo averla splendidamente fottuta in svariate posizioni, le venni in bocca. Solo che, in parte, avevo eiaculato pure nella passera. E così Clelia rimase incinta ma, ovviamente, farà finta che il figlio l'ha concepito con mio padre. Avrò un fratellino che, in realtà, è mio figlio!  


Relazioni clandestine

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

martedì 24 marzo 2026

A lavoro nulla di nuovo

Mi chiamo Elena. E pensare che il mio compagno, Carlo, era inizialmente geloso di Emanuela, la mia collega lesbica d'ufficio. Sapevo di piacerle, ma non aveva mai avuto l'occasione perfetta per provarci. Un giorno, mi disse che avevo sbagliato una pratica importantissima e lì mi si gelò il sangue. Rischiavo il licenziamento in tronco ma lei mi offrì una via d'uscita. Al suo livello di gestione, poteva ancora modificare i dati prima che li leggesse il datore di lavoro ma, in cambio, avrei dovuto dargliela. Non avevo scelta e un pò, la situazione, onestamente, mi intrigava. Dopo i baci preliminari, cominciò a leccarmi le gambe sul divano, per poi passare egregiamente alla fica. Ero completamente persa nei suoi giri di lingua che fecero colare la figa fino all'orgasmo profondo. Natualmente, dovetti ricambiare. Da dilettante, ci misi tutto l'impegno possibile. Più andavo avanti, più lo trovavo intrigante, anche perchè sentivo il piacere che provava la mia collega. Ad un certo punto, mi spinse la testa contro la sua topa incitandomi a non fermarmi. Continuai a slinguazzare finchè arrivò pure lei all'orgasmo. Dopodichè ci baciammo con passione per parecchio tempo. Giorni dopo, il sig. Thomas, il Capo, volle complimentarsi personalmente per il lavoro svolto. Diedi meriti anche ad Emanuela e lui affermò che, da quel momento in poi, io e lei avremmo lavorato sempre insieme, fianco a fianco, a stretto contatto (per Emanuela strettissimo!). Dopo di ciò mi parlò di aumento di stipendio e lì dovetti per forza starci, tanto per cambiare. Ad Emanuela certi giochini non avrebbe certo potuto chiederli. Mi leccò la figa con veemenza, poi gli leccai il cazzo prima di lasciarmi chiavare a pecora, a missionaria e farmi schizzare copiosamente sulla pancia. Ad Emanuela raccontai il tutto. Mi diede della puttana ma le sta bene anche così, infondo lavoriamo a stretto contatto, poco importa che, di tanto in tanto, la dia pure al Capo. E Carlo? Bhè, a lui non posso dire la verità, dopo diverso tempo che stiamo insieme. Bhè, da quando ha saputo dell'aumento di stipendio, la sua gelosia si è spostata da Emanuela al datore. Qualche dubbio ce l'ha che ci sia andata a letto ma io continuo falsamente a ripetergli che la gratificazione economica l'ho ottenuta semplicemente per meriti.     


venerdì 20 marzo 2026

Bocchino bendato

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

giovedì 19 marzo 2026

Stanche degli uomini

Mi chiamo Tania. Ero stufa di essere usata dagli uomini, non ultimo il mio Capo che mi ricattava sessualmente per tenermi al lavoro. Quel porco me lo metteva perfino nel culo. Ma la mia amica Veronica non se la passava meglio. Per affrontare economicamente una ristrutturazione, si era messa in ginocchio a spompinare per poi lasciarsi sbattere a pecorina e prendere la sborra addosso. Quasi per scherzo, dissi a Veronica che magari avremmo potuto fare a meno degli uomini e lei mi prese sul serio. Scattò il bacio e da lì cominciammo amorevolmente a lesbicare. Leccarci le fiche a turno fu davvero grandioso e lì scoprimmo che potevamo realmente fare a meno degli uomini.   


La preferita della zia

Mi chiamo Sara. Mia zia Viviana possiede una villetta molto carina con piscina. Dopo il divorzio dal marito, mi invitò a prendere il Sole e io ci andai. A un certo punto, lei uscì. Me ne stavo in topless a prendere il Sole sfogliando una rivista erotica. Quando Viviana rientrò si accorse che stavo leggendo quelle pagine che classificò come zozzerie. Pensai, erroneamente, che fosse una bigotta. Più tardi, sentì il bisogno di usre la vasca da bagno per togliermi il cloro di dosso. Fu a quel punto che mi accorsi che la zia mi stava spiando e intanto si faceva un bel ditalino. Feci finta di nulla. Disse di raggiungerla in camera da letto quando avevo finito ed io riposi di si. Una volta lì, la trovai nuda e mi saltò letteralmente addosso. Credeva di imbarazzarmi ma non più di tanto, non sono mica una novellina e certi giochini con le amiche già li faccio da un pò. Certo, non mi era mai capitato con una signora matura. Mi leccò la fica, poi io ricambiai alla grande. Finimmo pure a 69 e gli orgasmi non si contavano. Alla fine, mi masturbò definitivamente con le dita ed io mi scaricai del tutto. Quando dice: "Vieni a trovarmi quando vuoi!" penso che a venire vengo di sicuro.  


martedì 17 marzo 2026

Consolato dalla figlia

Mi chiamo Ugo. Mia moglie Luisa ed io non andavamo più d'accordo da tempo. Lei mi tradì e mi umiliò pure. Si scopò i suoi due bei giovani segretari davanti a me e a nostra figlia Sofia prendendo fiumi di sborra in faccia e in bocca. Stavo male ma Sofia faceva di tutto per tirarmi su con amorevoli parole. Finchè, un giorno, quando le dissi che non avrei mai trovato un'altra donna, ci pensò lei a guarire le mie angosce definitivamente. Mi baciò, mi succhiò il cazzo. Disse che, quando andava con i ragazzi, pensava soltanto a me. Mi sentì rivalutato come uomo. Me la scopai addirittura e lì andai proprio in estasi. La trombai a candela e infine a pecorina. Proprio in quel momento, sopraggiunse quella rompiscatole di mia moglie. Non se l'aspettava certo una situazione del genere. Luisa sostiene che Sofia è l'unica che può darmela perchè è da sempre innamorata di me. Fu una soddisfazione schizzare in bocca a mia figlia mentre Luisa guardava turbata e, perchè no, anche un pò eccitata. Così capirà, una buona volta, che sono più uomo di quello che sembra!   


Il mio ragazzo pompinaro e io lesbico

Mi chiamo Vanessa. Erica, un'amica, organizzò una serata a quattro con altri due suoi amici. Non compresi a fondo il motivo per cui l'avesse fatto. Poi, conversando, mi resi conto che voleva farmi distrarre da eventi che mi avrebbero dato un dispiacere. Erica, infatti, aveva visto il mio ragazzo spompinare e bere il nettare di altri due ragazzi nello spogliatoio della palestra. I due tizi intendevano chiavare ma io mi raffreddai, dopo quella notizia e la pregai di mandarli via. Quando rimanemmo da sole, Erica ci provò. Del resto, le avevo mandato la serata a monte e non avrebbe preso il cazzo. Non ero in vena di un rapporto completo ma la sditalinai sul divano per sfogare il nervosismo e per calmarla. Erica se ne venne, dopodichè bevemmo un drink e se ne andò. In seguito, raccontai la situazione ad un'altra amica bionda di nome Marla. Non sapevo che fosse del tutto lesbica. I suoi modi mi indussero ad andarci a letto e fu davvero stupendo. Ormai avevo dimenticato del tutto il mio ragazzo. Quando incontrai Erica, lei mi disse che quel ditalino le era piaciuto e che voleva approfondire ma io le diedi il due di picche, dal momento che mi intrattenevo già con la bionda.  


Feeling con la vicina matura

Mi chiamo Emma. Fin da piccola sono stata una ragazza un pò particolare. Non mi garbavano tanto i giochi per le femmine e preferivo quelli dei maschi. Crescendo, il mio interesse per le donne crebbe sempre di più. Ebbi dei flirt con coetanee a Scuola ma non mi appagavano tanto. Tuto cambiò quando conobbi la signora Fulvia, una vicina molto più grande di me di età. Con lei nacque una bella amicizia e grande complicità, al punto che mi raccontava, nei dettagli, le sue avventure con gli uomini. Fu così che, un giorno, decisi di provarci. Per lei si trattava di un'esperienza nuova, dato che nella vita aveva visto soltanto cazzi. Quando la baciai si sciolse e finalmente cominciammo a lesbicare. Mi leccò i capezzoli, la figa, si muoveva bene per essere una neofita. Io fui più focosa nell'approccio, soprattutto quando la fistai a pecorina. Continuai a farlo anche mentre stava davanti, sempre con due dita, e intanto le leccavo le tettone. Una accanto all'altra, ci masturbammo da sole per raggiungere il pieno orgasmo. 


lunedì 16 marzo 2026

La figa accogliente di mia sorella Loredana

Mi chiamo Fabio. Mia sorella Loredana è una gran gnocca. Avrei sempre voluto farmela ma lei non me lo permetteva, dato il rapporto di parentela. Quando andò a convivere con il compagno, non mi restò che segarmi spiando mia madre Teresa che, nonostante l'avanzare dell'età, è pur sempre una bella donna. La fortuna mi sorrise quando Lory rimase incinta e il partner non voleva scoparsela. Fu li che mi chiese aiuto per appagare le sue voglie e io non potevo certamente rifiutarmi. Fu stupendo farmi leccare il cazzo da lei e potermela chiavare in santa pace riempiendola di sborra nella fica. Dopo la gravidanza, pensavo che la giostra fosse finita invece, sorprendentemente, Lory tornò da me in grande spolvero con tanto di stivali e calze autoreggenti a rete. Col compagno la situazione non era migliorata, nonostante la presenza del nascituro, per cui avremmo potuto bissare con un'altra grandissima fottuta. Lory si superò, mi fece una sega spagnola con quelle tettone da sballo, oltre al pompino. E poi giù dentro col cazzo duro nella topa a sfondarla tutta, fino in fondo, in modo prolungato. Arrivai con un mare di sborra che le inondò la fregna. Eravamo entrambi in estasi. Sul più bello ci beccò mia madre Teresa che restò un po' sconvolta, osservando la scena. Lory, d'istinto, forse per distogliere l'attenzione da sé stessa, disse che mi segavo su Teresa e quest'ultima restò lusingata. Mamma mandò via Loredana dicendo di volermi parlare in privato e cominciò a toccarsi. Vidi un'altra grandissima opportunità e le proposi una leccata di fica che lei accolse spalancando le cosce. Non mi sembrava vero che la fortuna girasse così bene. Farla venire a colpi di lingua fu stupendo. Non me la sono ancora scopata, perché lei è titubante, dato che la trasgressione è forte, ma conto di castigarla presto. Sarebbe un'incredibile doppietta riuscirci con entrambe le donne di famiglia, diciamo così. Una cosa è certa, Loredana l'ho spanata perbene, ed è già un grandissimo risultato.


Inimmaginabili complicità

Mi chiamo Marika. Cominciamo dalla mia situazione matrimoniale. Mio marito Fernando scopava già da un pò con la segretaria di nome Assunta. Lo scoprì solo quando me la portò a casa con l'intento di innescare un triangolo. Avrei dovuto mandarli a quel paese ma, già da un pezzo, tenevo una fantasia sulle donne e così pensai che quella donna potesse essere la mia prima volta. Leccammo insieme il cazzo di mio marito e lui se la trombò parecchio. Anch'io venni scopata. Il bello fu che interagimmo tra donne. Lei mi leccò ma con moderazione mentre io sembravo assatanata. Sono sicura di averla fatta venire almeno un paio di volte con la lingua. Dopo la sborrata sui suoi capezzoli e, in parte, sulla mia schiena, Assunta mi parlò in privato rimarcando il fatto che mi aveva vista particolarmente portata per le donne. Aggiunse di non avere lo stesso tipo di propensione e mi suggerì di cercare un'amica adatta. Lei intanto continuava a scoparsi mio marito. Pensai subito a Margareth. Le raccontai la mia storia e lei mi parlò della sua. Mi disse che il marito, Franco, si era portato un collega di lavoro a casa di nome Ennio e che avevano scopato in tre. Margareth precisò che tra i due c'era qualcosa e che l'avevano usata principalmente per avvicinarsi l'uno all'altro tramite sfregate di cappella in bocca alla donna e doppia penetrazione in figa volta allo strofinio tra cazzi. Probabilmente, ad entrambe erano piaciute le trasgressioni ma non avevamo stima dei nostri rispettivi mariti che avevano voluto inserire altre persone nel rapporto di coppia. Quando le feci capire che potevamo farlo tra noi, Margaret non fu subito convinta ma, quando cominciammo a scaldarci, l'imbarazzo andò via e lesbicammo magnificamente. Quando lo raccontai ad Assunta, creai la curiosità in lei. La mora, più grande di me di età, insistette per osservarci durante il rapporto saffico. Le dissi di si. Margareth storse il naso ma, alla fine, acconsentì, che la nostra spettatrice rimanesse a guardare. Assunta si eccitò parecchio nel vederci giocare. Da lì mi venne in mente un'idea con cui avrei potuto avere entrambe tutte per me. Proposi ad Assunta un accordo: in qualità di segretaria, avrebbe dovuto organizzare un incontro a tre tra mio marito e il marito di Margareth e il suo amico, spacciandolo per una riunione di affari. Due gay su tre possono influenzare il presunto terzo etero, ossia mio marito. Gli uomini finirono per ingropparsi a vicenda e Assunta scattò le foto delle loro gesta e le portò a vedere a me e a Margareth. E' giusto che i nostri mariti traditori paghino il prezzo della loro ingordigia e si soddisfino tra uomini mentre io sono felice di godermi la mia vecchia amica in una veste diversa e di averne conosciuta una nuova.       


venerdì 13 marzo 2026

Suocera diavoletta amante perfetta

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

giovedì 12 marzo 2026

Grossi dubbi sull'orientamento

Mi chiamo Mia, sono una ragazza di origine asiatica. Due cari amici mi confidarono di non essere più sicuri di essere attratti dalle donne. Sono fidanzata ma mi sarei spogliata per testare il loro orientamento e cercare, in qualche modo, di aiutarli. L'esperimento si concluse in una maniera che non mi sarei mai aspettata. Mi resi ben presto conto che, le loro erezioni, non erano dovute alla mia presenza ma piuttosto agli sguardi reciproci tra loro rivolti, in particolare, alle parti intime. A quel punto, non mi restò che incoraggiarli a "coccolarsi" a vicenda. Oltre al sesso orale, ebbero un rapporto completo con tanto di eiaculazione. Non mi era mai capitata una situazione simile. E pensare che il mio ragazzo era geloso di quei due. Gli raccontai l'episodio mentre stavamo scopando. Fu così contento che non mi ronzassero intorno che ebbe una venuta precoce allagandomi la fica di seme. Ma le sue critiche nei confronti dei miei amici e del loro orientamento mi lasciano pensare che il mio compagno non sia poi del tutto immune da certe pulsioni. Come si suol dire: chi disprezza vuol comprare!


I segreti vengono a galla

Mi chiamo Claudia. Avete mai tenuto dentro un segreto a lungo? Bhè, io si. Nonostante adori il cazzo, fui turbata da un'esperienza con una collega d'ufficio, Ivana. Durante un turno di lavoro straordinario, di sera, lei portò una bottiglia di vino rosso e poi ordinammo le pizze. Conoscevo la sua fama di seduttrice di femmine ma mi sentivo inattaccabile, una etero convinta e quasi volli sfidarla a mie spese. La tipa reggeva l'alcol molto meglio di me e, dopo un pò, le fu facile sollevarmi la gonna e farmi un ditalino. Quando mi eccitai, aprì un pò la bocca e lei mi limonò. Non contenta, usò pure la mia scarpa per scoparmi. Facendo dentro e fuori con il tacco, mi portò all'orgasmo intenso. Non paga, venne a casa mia a leccarmela e disse che dovevo starci altrimenti avrebbe spifferato tutto a mio marito. Allora il matrimonio andava bene e dovetti accettare le sue richieste. Probabilmente voleva rendermi lesbica ma, dopo un pò, venne trasferita ed io respirai. Intanto, il rapporto con mio marito si incrinò. A Marika, una nuova giovane amica, chiesi la cortesia di prestarmi la sua casa per portarci gli uomini. Avevo voglia di evadere dalle mura matrimoniali e spassarmela. Fu bellissimo, conobbi vari tipi, bei ragazzi, uomini di colore, tutti dotati e pronti a darmi i loro bei cazzi in bocca e nella fica. Non sapevo che, intanto, Marika mi stesse spiando. A quanto pare, la ragazza era interessata a me più che ai maschi nudi. Finimmo per dialogare, per diventare complici, confidenti, finchè, ad un certo punto, andai a letto con lei. Non era pressante come Ivana, con lei fu davvero bello godere, lo devo ammettere. Bhè, probabilmente era destino che finissi con le donne! Magari, dove non è riuscita Ivana, ce la sta facendo Marika a portarmi sull'altra sponda. Di sicuro mi vuole a casa sua non certo per ricevere uomini ma piuttosto per stare con lei.


mercoledì 11 marzo 2026

Attratto dallo zio

Mi chiamo Anita. Luca è il mio miglior amico. Fu con me che fece coming out rivelando di essere omosessuale. Ma poi decise di confidarsi ulteriormente e mi raccontò di essere fortemente attratto da un familiare, lo zio Ubaldo, fratello della madre. E non è che l'uomo non fosse intrigato dalle avances del nipote ma pensava alle difficoltà dovute dal grado stretto di parentela, nonché la differenza notevole di età. Decisi di aiutarlo. Ho degli amici gay molto convincenti che sono riusciti a far scopare tra loro perfino ragazzi etero. Suggerì a Luca di invitare lo zio da me, poi chiamai quegli amici. In breve furono tutti nudi con lo zio disteso. Luca, incitato dagli altri tre, riuscì a succhiare il pisello dello zio, poi quei ragazzi aiutarono il mio amichetto a cavalcare l'uomo adulto. Luca era in estasi con il cazzo dello zio nel culo e anche l'uomo godeva parecchio. Ad un certo punto, dopo un prolungato su e giù, Ubaldo schizzò copiosamente nel sedere del nipote. Io e gli altri suggerimmo a Luca di limonare lo zio, in modo che l'esperienza risultasse più completa ed appagante. Gli altri ragazzi, intanto, non contennero l'eccitazione e, a turno, incularono il sig. Ubaldo ma questa, ovviamente, è un'altra storia.


Il mattino dopo il festino

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

Il compagno crossdresser

Mi chiamo Valentina. Jerry, il mio compagno, ha sempre avuto un rapporto complice col suo amico Andrea, tanto è vero che io, per scherzo, una volta, dissi: "Vi dovreste fidanzare!". In realtà, non potevo immaginare che i due avessero pianificato una trasgressione talmente accurata da indossare indumenti femminili per poi farlo tra di loro. Quando, un bel giorno, rientrai a casa da lavoro, li trovai insieme sul lettone appassionatamente a 69 che si succhiavano il cazzo a vicenda. Jerry indossava delle calze autoreggenti a rete con tanto di reggicalze mentre Andrea, oltre alle calze, al reggicalze e alle scarpe nere col tacco, si era premunito di mettere la parrucca bionda e un reggiseno rosso. Sembra che spompinarsi l'uccello a vicenda, vestiti da donne, li eccitasse da matti. Assistetti alla loro intera ed intensa performance. Il mio compagno venne per primo, in bocca ad Andrea, mentre stavano ancora a 69. L'amico arrivò all'orgasmo poco dopo essersi sollevato col busto e Jerry bevve tutta la cremina. Aspettai che si ricomponessero e che Andrea andasse via per parlare da sola con Jerry. Ovviamente, non poteva negare ciò che avevo visto e mi chiese di accettarlo. Era dura assecondare, dal momento che sapevo che non si trattava di un'esperienza isolata ma che lo avrebbero sicuramente rifatto a breve. Turbata, andai dallo psicologo e glielo raccontai. Avevo bisogno di attenzioni e le trovai in quell'uomo. Il dr. Rosso seppe scoparmi alla grande, dopo che gli feci un pompino e che lui mi leccò la fica. La sborra in bocca mi rimise di buon umore. Bhè, adesso che ho trovato la giusta terapia, posso anche acconsentire alle divagazioni particolari del mio compagno, tanto anch'io ho qualcuno con cui sfogare.   


martedì 10 marzo 2026

Guardarla ti costa caro

Mi chiamo Ada. Sono una donna che non passa inosservata. Per un ragazzo gay come mio figlio Rino, avere una madre del genere può essere un vantaggio. Di solito, usava sempre la stessa tecnica per approcciare con i compagni di classe: mostrargli le mie foto in cambio di sesso. E, a quanto pare, il giochetto riusciva piuttosto bene. Rino era insaziabile, non si accontentava solo dei compagni di classe ma allargò il giro a quelli di altre sezioni della Scuola. Era irrefrenabile, se li scopava quasi tutti. Io vedevo quando lo faceva con quelli che si portava a casa. Ad un certo punto, la Preside della Scuola volle vedermi. Alba avrebbe dovuto denunciare perchè Rino si scopava, oltre ai ragazzi, pure i professori nei cessi della Scuola. Ma Alba era attratta da me, sarebbe stata disposta al silenzio pur di interagire con la sottoscritta. Le mie foto, che pure lei aveva osservato, le erano rimaste impresse. Nella Presidenza avvenne un lungo flirt che portò ad un epilogo lesbo. Lei si spogliò, si tolse le mutande e volle essere slinguazzata da me. La denuncia non partì, mio figlio continuò i suoi giochini con i ragazzi e con i professori. Questi ultimi, poi, non avevano nemmeno bisogno di guardare le mie foto per farsi sbattere. Ed io, ogni tanto, vado a trovare Alba per assicurarmi che tenga la bocca chiusa. Sicuramente sarà così, terrà la bocca chiusa finchè terra le cosce aperte per farsi rovistare dalla mia lingua.  



Ci pensa lui al mio ex insistente

Mi chiamo Mara. Può succedere che le persone non accettino la fine di una relazione e che una delle due parti, di solito l'uomo, diventi particolarmente insistente. Mi capitò questa situazione con un ragazzo di nome Tommaso. In realtà, non sapevo bene come gestirla, come liberarmene, e così mi consultai con Pamela, la mia amica e collega d'ufficio, chiedendo consigli. Si offrì spontaneamente di andarci a parlare lei con l'ex ma pensai che fosse meglio che lo affrontasse un uomo e così chiesi l'aiuto del mio miglior amico, Mario. Lo considero un vero amico, dal momento che con me non ci ha mai provato. Scoprì solo dopo il perchè. Mario si mise subito a disposizione. Mario incontrò Tommaso a breve. Pochi giorni dopo, trovai il mio ex completamente cambiato, non più pieno di livore per la fine della relazione ma prodigo di parole dolci. Ringraziai Mario ma proprio non riuscivo a capire come aveva fatto. E così chiesi spiegazioni. Dopo un pò di tentennamenti, Mario rivelò che aveva "addolcito" il mio ex con un bel cazzo nel culo e tanta sborra in bocca. E quindi mi fu chiaro perchè Mario non è affatto interessato alla sottoscritta. Loro due continuarono ad interagire per parecchio ed io mi sentì molto sollevata. Pamela mi ricorda sempre: "Te l'avevo detto che Mario è gay!".   


Doppiamente incestuosa

Mi chiamo Simona. Mia madre Serena si innamorò di un altro uomo ed io rimasi a casa da sola con mio padre Ugo. Cercai di essere una brava casalinga: lavavo, cucinavo, stiravo. Insomma, sgobbavo per aiutarlo in modo che lui fosse fiero di me. Ma sono carina e lui desiderava il sesso. Provai a sostituirmi a mia madre anche nella sfera intima. A Ugo non parve vero di ricevere certe attenzioni. Facevo pompini ovunque: in cucina, sul letto, perfino nella vasca da bagno. E poi mi facevo scopare nella fica ma anche nel culo. Mi prendevo delle notevoli schizzate di sborra addosso. Sapevo che questa situazione non era tanto normale. Mentre le mie amiche frequentavano coetanei, io mi preoccupavo dell'appagamento di mio padre. Più che la figlia, entravo nel ruolo della casalinga puttana. Dana, una vicina saffica, se ne accorse. Per non lasciarle spifferare tutto in giro, lasciai che mi sditalinasse e che mi leccasse culo e fica. Ma quella vipera, a un certo punto, per umiliarmi, andò a raccontare lo stesso dell'incesto a mia madre! Pensavo che Serena mi demolisse, invece fu comprensiva come mai mi sarei aspettata. Mi elogio' per aver cercato di rendere felice mio padre. Le confidai che non riuscivo a reggere il peso della situazione. Infondo sono solo una ragazza, non una donna navigata. Finì per fare l'amore con mia madre e fu davvero stupendo. Serena dice che posso andare a trovarla quando voglio. Bhe', in verità, amo entrambi i miei genitori ma a mio padre non dico che vado a trovare Serena. Le mie uscite le giustifico dicendo che vado a casa di un'amica. Spero che mio padre non incontri mai un'altra e che Serena molli il compagno (anche se la vedo difficile) in modo che possa avere i genitori in esclusiva tutti per me.



lunedì 9 marzo 2026

Dilemma Anale

Mi chiamo Adriana. Molti uomini hanno la fissa del rapporto anale, l'irrefrenabile e irrinunciabile desiderio di metterlo nel culo. E questa cerchia comprende mio marito Giorgio. Nelle fasi iniziali del matrimonio, lo avevo sempre assecondato pur di renderlo felice, nonostante provassi più dolore che piacere nel ricevere il randello dietro. Quando cominciai a rifiutarmi, lui divenne furioso, oltre che insoddisfatto e minacciò più volte di lasciarmi. Improvvisamente, si avvicinò notevolmente al figlio di una mia conoscente, tale Livio. Riuscì a sedurre il ragazzo per ottenere ciò che più desiderava, un rapporto anale completo. Naturalmente, prima ci furono i preliminari tra di loro e poi il piatto forte, con la sfondata di culo. Inizialmente restai sconvolta dalla situazione, mi sentì delusa, tradita e umiliata come donna. Ma mi resi conto ben presto che la presenza di Livio rappresentava un elemento positivo per il mio matrimonio. Giorgio mi scopava la figa e poi, in altri giorni, appagava del tutto le sue voglie violando il sedere del giovanotto. Tutto sommato la vita procedeva a gonfie vele ma, quando la madre del ragazzo, venne a sapere della tresca tra il figlio e mio marito, storse ovviamente il naso. Dovetti per forza andarci a parlare per cercare di spiegare e calmarla. Non volevo che quell'equilibrio ritrovato si spezzasse. Gloria me ne disse di tutti i colori, che come donna non valevo nulla, che non avevo dignità e che, per soddisfare i vizi torbidi di mio marito, assecondavo uno schifo simile rendendo, inevitabilmente, il figlio sempre più ricchione. Ascoltai il suo giusto sfogo e pensai che, l'unico modo per farla ragionare, fosse approcciarla fisicamente in modo da rilassarla. Non avevo mai fatto sesso con una donna pur provando una certa curiosità in merito. Inoltre, amo le sfide e quella poteva essere un'occasione interessante. Diventare amica, ovvero amica di sesso, avrebbe fatto allentarle la pressione sul rapporto tra Giorgio e il figlio. A Gloria piaceva essere stuzzicata. Dopo i baci e le leccate di capezzoli, le leccai pure la figa mandandola in estasi. Ma in serbo per lei avevo pure una trombata con lo strap-on che lei non disdegnò di accettare. Ma la mia vera predisposizione è verso il pisello. Quando Gloria mi parlò di Hector, il giovane  figo che frequentava dopo la separazione dal marito, feci subito un pensierino. Hector, al pari di Giorgio, adorava i rapporti anali ma con un giovane così rampante avrei concesso tutto. Dopo i preliminari, mi scopò la figa, poi pretese il culo. Il suo cazzo era ben più grosso di quello di mio marito ma, con un tipo del genere, l'adrenalina erotica era superiore a qualsiasi cosa. Mi lasciai spanare il culo da quel missile, il tutto davanti alla povera Gloria che ci rimase davvero male. Di sicuro fu traumetizzante vedere il compagno spanarmi, riversando, infine, sulle fessure, litri di sperma. Non volevo lasciarla così scontenta e demoralizzata così pensai di farle leccare il seme dalle mie fessure. Gloria non si rifiutò, desiderava un contatto con la sottoscritta, con quell'amica sincera che avrebbe voluto, ma che, in realtà, si era rivelata piuttosto egoista e sfrontata. Bhè, Gloria ha capito di essere portata per le donne ed io non voglio abbandonarla. Tuttavia, il cazzo di Hector me lo becco tutto io, pure nel culo!   


venerdì 6 marzo 2026

Il mio progressivo percorso saffico

Mi chiamo Alma. Scoprì l'universo femminile quasi per caso, o meglio, per l'infedeltà del mio partner. Jerry mi diede appuntamento in Hotel. Quando arrivai, mi stesi sul letto ma non immaginavo che lui stesse in bagno a fottersi un'altra donna, più grande di me, di nome Sandra. Il porco portava avanti due relazioni. Quando uscì dalla toilette, riuscì a scopare anche me, sebbene quel profumo da donna che teneva addosso mi insospettì. Lui disse che, ultimamente, ogni tanto li metteva. Pensai che gli piacessero gli uomini ma ero fuori strada e, comunque lo avrei tollerato di più rispetto ad amanti donne. Dopo avermi scopata e schizzata sulla pancia, vidi l'altra comparire dal bagno. Aveva assistito a tutta la scena, la spiona. All'inizio ci prendemmo a parolacce. Poi capì di piacerle. Disse che era inutile farsi la guerra, e su questo aveva ragione. Aggiunse che dovevo calmarmi e che ci avrebbe pensato lei. Un pò mi lusingavano le sue attenzioni, un pò ero sconvolta. Fatto sta che finì per farmi leccare la fica da lei, che si aiutò pure con un dildo per farmi godere, mentre quel porco si segava guardandoci. La donna mi lasciò il suo numero, voleva che ci rivedessimo. Intanto io mi rivestì e mandai lui al Diavolo uscendo dalla stanza. Raccontai la storia a due mie amiche bionde, Barbara e Simona. Credevo fossero sincere, disinteressate. Ma il massaggio che mi proposero era solo per ottenermi fisicamente e ci riuscirono. Mi ritrovai una che mi baciava e l'altra che me la leccava. Per il piacere che provavo, ci stetti. Naturalmente si diedero il cambio in modo che anche l'altra mi leccasse. E Poi mi portarono all'amplesso con un ditalino. Simona si strusciò sopra di me, mentre Barbara pretese che gliela leccassi. Non sono una provetta leccatrice di patate ma un pò gliela leccai. Alla fine, Barbara mi limonò mentre Simona sentenziava che ormai dovevo cambiare sponda. Frequentandole, persi totalmente il desiderio di conoscere uomini. Sandra mi ricontattò e, ogni tanto, me la faccio leccare anche da lei. Mi ripete spesso che abbiamo fatto un affare a liberarci di Jerry e non posso darle torto. Sandra è simpatica ma non voglio presentarle Barbara e Simona, ho paura che si possano verificare gelosia. Per ora preferisco tenere le amicizie separate.     


Una cameriera per amica

Mi chiamo Diana. Il mio compagno, ultimamente, non mi dava soddisfazione. Quando alloggiammo in Albergo ero pronta a risvegliare la passione ma lui si addormentò come un coglione. Così, indossate le cuffie per sentire la musica, cominciai, in piena notte, ad occhi chiusi, a masturbarmi con un toy. In tuto questo, non mi accorsi che, nel frattempo, era entrata Rosa, una delle cameriere. Quando la vidi andai su tutte le furie e minacciai di rivolgermi alla Direzione. Ma lei mi supplicò di non farlo. Approfittando del fatto che il mio compagno si era allontanato per andare a bere al bar, pensai che potesse appagare lei le mie voglie. Così la spinsi sul letto e cominciai a leccargliela. Rosa sospirò e godette profondamente, incredula di poter ricevere un trattamento del genere, dopo il mio sfogo rabbioso. Le leccai pure il buco del culo e poi ce le strofinammo focosamente. Mentre mi stava leccando dal basso, tornò il mio compagno che ebbe una reazione furiosa, nel vedere la scena. Ma io decisi di allontanarlo e di tenere lei per il resto della notte. 


L'amica giusta

Sono Sonia. Quel periodo avevo una gran voglia di scopare, tanto per cambiare. Vestita di rosso, mi misi anche le calze e il reggicalze nella speranza di beccare qualcuno. Esternai la mia voglia alla mia amica Marta. Saremmo dovute uscire a rimorchiare uomini ma lei disse che potevamo pure restare a casa. E aggiunse che, due amiche troie, possono eventualmente fare a meno degli uomini. A quel punto capì che voleva lesbicare. Solitamente mi piace il cazzo ma mi parve una buona occasione, considerando che è una gran bella donna. Così le leccai le tette, la fistai, le leccai la fica e, dulcis in fundo, la spanai col dildo fino al suo orgasmo. Ma Marta non è egoista, seppe ricambiare alla grande. Dopo avermi leccata perbene, pure nel culo, mi spanò con un fallo fino all'amplesso. Bhè, che grande amica! 



Le cameriere fannullone dell'Hotel

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

Lesbian masquerade party

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

giovedì 5 marzo 2026

Madri improbabili

Mi chiamo Irina. Amalia è la mia miglior amica. Insieme abbiamo molto in comune, come per esempio aver distrutto i nostri rispettivi matrimoni. Abbiamo entrambe tradito in modo seriale fino a determinare la rottura dei legami. Io ho un figlio, Paolo e pure lei, Massimo. Amalia criticava l'eccessivo consumo di materiale per adulti da parte del figlio. Quando mi trovai a casa loro finimmo per interagire in un triangolo. Al ragazzo piacevamo entrambe ed era molto carico. Durante i preliminari leccò sopra le mie mutandine e anche su quelle di Amalia, poi passò ai reggiseni. Il clima era piuttosto rovente. Sbocchinammo entrambe, e con gran gusto! Io fui chiavata per prima. Probabilmente, Amalia non se la sentiva tanto, dato il legame di parentela. Ma quando le dissi che ne valeva la pena, si alsciò andare e il figlio non aspettava altro per trombarsela. Amalia fu scopata a candela, a cavalcioni, di fianco, e perfino alla pecorina. Massimo le schizzò sulle tette e io leccai da lì il seme. Dopo di ciò Amalia mi incitò ad emularla. Non ero convinta ma, quando andai a casa, finsi di aver dimenticato l'accappatoio, in modo che Paolo mi guardasse nuda sotto la doccia. E dopo ci ritrovammo sul letto. Lo stimolai con un pompino, poi lui mi leccò la fica, prima di fottermi adeguatamente. Mi sborrò a fiume sulle tette. Estasiata, lo raccontai ad Amalia. A quel punto eravamo due nuovo similmente pervertite. Bhè, non siamo certo un buon esempio di mogli ma diamo tutto per i figli, proprio tutto!   


Fisting lesson

Mi chiamo Giada. Il mio ragazzo e mio fratello si preoccupavano che potessi fare brutti incontri con uomini ad una Convention lavorativa. Mio fratello rassicurò il mio fidanzato che, dopo l'evento, avrei dormito con una collega, Sandra. La bionda sembrava una tipa tranquilla, anche se apparve subito interessata alla sottoscritta. Si propose in modo dolce per cui, nonostante la mancanza di esperienza intima con donne, mi lasciai sedurre. I preliminari furono relativamente soft con baci, leccate di capezzoli, fino ad intense leccate di fica. La parte hard arrivò quando lei decise di esplorarmi prima con 4 dita e poi infilando l'intera mano nella vagina. Divenni un lago, nessuno mi aveva mai fatto una roba del genere. Iniziò a missionaria per poi proseguire alla pecorina. Venni a ripetizione con fiumi di liquido. Sandra, con delle pause, andò avanti così per tutta la notte. La mattina seguente non avevo nemmeno la forza di alzarmi dal letto e dovetti fingere con mio fratello e col mio ragazzo che non era accaduto nulla di particolare. Bhè, ad ogni modo, non feci un brutto incontro ma devastante sicuramente si: fu un'autentica lezione di fisting!   



mercoledì 4 marzo 2026

I vizi torbidi di mio marito

Mi chiamo Ilenia. Si sa che i matrimoni, alla lunga, possono stancare, anche nell'intimità. Ma mio marito Enrico sa bene come rinnovare l'interesse e il desiderio erotico. Divenne un'abitudine consolidata quella di farmi portare a casa ragazzi che mi scopassero. Le prime volte rimase solo a guardare ma poi volle entrare nel gioco. Gli piace guardare mentre mi scopano ma non disdegna di succhiare e segare i cazzi dei giovanotti di turno finchè non sborrano copiosamente. Enrico adora improvvisarsi una sorta di master mascherato che sembra solo uno a cui piace concedere la moglie agli altri ma in cambio adora spolpare a fondo la fava dell'ospite fino all'uscita del nettare prelibato.   



Il mio ragazzo effemminato

Mi chiamo Erica. A Luca, il mio ragazzo, i maschi non sono mai dispiaciuti. Era da un pò che volevo coinvolgerlo in un gioco a 3. Quando vide le foto del mio amico Walter e le apprezzò, capì di aver trovato la persona giusta. Accadde d'inverno, in un posto isolato, innevato. In quella casetta abbandonata saremmo stati al sicuro, lontani da occhi indiscreti. A turno, io e Luca, inginocchiati, cominciammo a spompinare Walter. A Walter piaceva osservare e segarsi mentre Luca me la leccava da dietro. Walter mi chiavò a pecora. Poi, io e Luca riprendemmo a succhiare il cazzo di Walter, lui la cappella e io le palle. Continuai un altro pò da sola. Poi, Luca espresse la sua fantasia di farsi venire sul sedere. Abbassai bene pantaloni e mutande di Luca, in modo che Walter potesse annaffiargli perbene le natiche. Dopo poco, lo sperma annaffiò le chiappe di Luca. Quando raccontai l'esperienza alla mia amica Marica, finimmo per lesbicare.  


Posseduta egregiamente dal figlio

Mi chiamo Marcel. Forse a molti piacerebbe farlo con la propria madre e a molti altri no, di sicuro è una questione di gusti e di tabù, eventualmente da sfatare. Ho sempre avuto un debole per mia madre Viviana ma me ne accorsi maggiormente quando andai a fare un viaggio in Grecia. Lì non mancò la figa, di ogni genere. Tuttavia, non vedevo l'ora di tornare a casa, Mia madre mi mancava terribilmente. In realtà notai che era curiosa e, soprattutto, gelosa. Volle guardare i volti delle ragazze con cui ero stato. A vederla in autoreggenti mi si rizzò il cazzo, dovetti segarmi da sopra al jeans senza farmene accorgere e sborrai. Qualche giorno dopo riprendemmo l'argomento, le spiegai che avevo bisogno di una vera donna e lei pensò che parlassi di mia zia (sua sorella). Invece, mi riferivo proprio a Viviana. Lei rimase lusingata dei miei apprezzamenti e mi baciò d'istinto. Sapevo che saremmo giunti ad un punto di non ritorno. Portava i collant bianchi quel giorno. La baciavo e l'accarezzavo tra le cosce. Pian piano la spogliai e lei, rimasta nuda, mi fece un bellissimo pompino. Io le leccai la figa e poi cominciammo a scopare a pecorina proseguendo a candela e a cavalcioni. Non vedevo l'ora di schizzarle in bocca e lo feci senza alcuna pietà riempendola di caldo sperma che lei assaporò interamente prima di mandarlo giù.   



Dal triangolo alla lesbicata

Mi chiamo Anna. Qualche tempo fa frequentavo due uomini maturi e scopavamo a tre. In realtà, mi resi conto che, tra questi due, sussisteva una certa attrazione reciproca che riuscivano a malapena a nascondere. Un giorno, li trovai stesi sul letto uno di fianco all'altro e capì che per loro era giunto il momento di provare la trasgressione al maschile. Così li incitai e li lasciai da soli. Raccontai tutto ad un'amica ma lei mi condusse in una proverbiale lesbicata dove ce le leccammo a turno.