A volte si assumono dei comportamenti discutibili ma l'attrazione, in fin dei conti, ha dei meccanisimi e delle regole che la ragione ed il buonsenso, purtroppo, non conoscono... Mi chiamo Serena. Ero fidanzata con Roger da poco meno di un mese quando conobbi Claudia (la sua miglior amica, una donna più grande di me) ed il compagno Samuel...
giovedì 10 settembre 2026
martedì 8 settembre 2026
Tre dolci porcelline
Mi chiamo Ulma, sono bionda e ho un debole per le ragazze. Anche ad Amanda la moretta piacciono le femmine ed è più estroversa della sottoscritta. Quel giorno, a casa di Amanda, era presente anche Silvia la rossa, un'altra giovincella che si dichiarava etero convinta. Amanda cominciò a sedurre Silvia mentre stavano sedute sul divano ed io, poco dopo, intrigata dalla situazione, mi avvicinai maliziosamente. Amanda si mise a baciare e leccare il collo di Silvia, poi la bacio. Mi aggiunsi al duo: mentre Amanda le leccava i capezzoli di Silvia, io frugavo con la mano tra le cosce di quest'ultima, da sopra agli indumenti. E' ovvio che la rossa avrebbe presto ceduto, con tutte queste sollecitazioni intime. Amanda leccò i capezzoli di Silvia, poi si spostò sulla sua fica deliziandola a colpi suadenti di lingua. Intanto, io accarezzavo da dietro i seni della rossa ormai sedotta. Loro due si baciarono ancora, poi Amanda venne a slinguazzare la mia patata. L'intesa a tre divenne più focosa: la rossa stava stesa e mi leccava la passera dal basso. Amanda mi baciava e intanto strusciava la sua patata contro quella di Silvia. La rossa proseguì a leccarmi dal basso procurandomi l'orgasmo, mentre slinguazzavo i capezzoli della mora. Dopo di ciò, indicai a Silvia di leccare insieme le fessure della mora (quasi a volerla ringraziare di aver innescato il triangolo saffico). Sostanzialmente, Amanda e Silvia stavano a 69, con la mora sopra. La rossa leccava dal basso la fregna della mora mentre io mi concentravo sul buco del culo di Amanda. Sollecitata a quel modo, Amanda arrivò all'orgasmo mentre slinguazzava la passera di Silvia che godette a sua volta...
lunedì 7 settembre 2026
Il sogno proibito del mio ex ragazzo
Sono Laura. Ero innamorata di Gino, un simpatico biondino con cui convivevo. Forse proprio questo mio trasporto mi impediva di valutare la relazione di coppia con obiettività. Insomma, a letto non era uno stallone ma mi piaceva lo stesso stare con lui. Finchè, un giorno, il ragazzo espresse il desiderio di confidarsi e ammise di essere più portato verso il genere maschile, rispetto a quello femminile, mettiamola così. Al momento rimasi spiazzata ma poi pensai che, come coppia, potevamo condividere certe fantasie erotiche insieme. Gli chiesi chi o cosa lo ispirasse maggiormente e lui indicò una preferenza per gli uomini di colore. In quell'occasione ci masturbammo entrambi, uno di fronte all'altra, godendo e venendo intensamente. Pensai che quella fantasia si potesse anche realizzare. L'occasione arrivò di sera nel parco, quando incrociammo un uomo avvenente che stava facendo stretching su una panchina prima di correre per i sentieri della boscaglia. Lo fermammo e attaccamo bottone invitandolo a casa nostra. L'uomo, di nome Norman, rimase un pò sorpreso di questo strano approccio ma accettò di buon grado. Una volta giunti nell'abitazione, bevemmo qualcosa insieme e il clima divenne subito caldo. Evidentemente, Gino covava da mesi questo desiderio nascosto per cui si fiondò sul pene dell'ospite prendendolo in bocca con passione. Un pò lo ciucciai anch'io ma lasciai maggiormente l'iniziativa al mio compagno che sembrava non volesse mai finire di spompinare. Norman, seppur amante delle donne, apprezzò quelle attenzioni tanto è vero che il suo pene divenne sempre più duro. Porto sempre le calze col reggicalze sotto il pantalone e non disdegno mai di mettere i tacchi. Mi misi così a pecorina, offrendo entrambi i buchi. Gino fece lo stesso, giacendo accanto alla sottoscritta. Norman, probabilmente intrigato a mille dal lavoro impeccabile di bocca di Gino, eseguito con maestria fino a porchi istanti prima, si fiondò direttamente sul mio ragazzo, infilandogli il pene dentro al culo, dopodichè cominciò a stantuffare con foga. Accanto a loro, osservavo con libidine il mio boyfriend che si lasciava sfondare il culo dallo sconosciuto, realizzando così il suo sogno proibito da tempo coltivato. La pecorina si trasformò in trenino, sempre a pecorina, con Gino che continuava a prenderlo nel culo ma che, nel frattempo, leccava il mio. Poi, mi girai pancia sopra. Gino mi leccò la figa mentre Norman, imperterrito, proseguiva a incularlo. Continuarono a scopare di fianco, con intensità. Io ciucciavo il pisello di Gino che andò letteralmente in estasi. Il ritmo degli affondi, piazzati nel sedere, aumentò vertiginosamente finchè il mio compagno mi spruzzò in bocca in preda ad un bollente orgasmo. Norman provò ad "assaggiare" pure la mia fica ficcandomi l'uccello nella patata ma giusto per pochi minuti. Appena il cazzo scivolò casualmente fuori, venne raccolo prontamente dalla bocca del mio lui che non vedeva l'ora di tornare a spompinare. Dopo di ciò, io e il mio ragazzo ci inginocchiammo per leccare insieme la cappella di quell'uomo fino al raggiungimento dell'eiaculazione. La sborra fioccò in bocca ad entrambi ponendo fine a quella notte di trasgressione. Con quell'esperienza, che in find dei conti piacque anche alla sottoscritta, credevo di aver reso felice il mio partner. E difatti lui mi ringraziò per averlo aiutato a realizzare il suo sogno proibito. Solo che aggiunse di essere troppo preso da Norman e di voler iniziare una storia con lui chiudendo quella con me. D'istinto reagì affermando: "Ma che cazzo!" e Gino spiegò che il pisello era proprio l'elemento cardine che lo proiettava inevitabilmente verso l'altra sponda, nella fattispecie, in direzione di quell'intrigante e aitante uomo di colore... Morale della favola? A essere disponibili e altruisti ci si rimette sempre...
I segreti proibiti della Comitiva
Mi chiamo Valery. Io e la mia amica Sonia facevamo parte di una Comitiva. Finchè si esce per andare al cinema o a mangiare la pizza o il panino, non si conoscono veramente a fondo le persone. Il gruppo comprendeva due sole donne e diversi maschi giovani più uno maturo. Per il proprio compleanno, uno dei ragazzi organizzò una festicciola a casa sua e invitò il resto della Comitiva. Dopo aver bevuto qualche drink, la situazione degenerò. Di certo, io e Sonia non potevamo mai lontanamente immaginare la piega che potesse seguire. I maschi sembravano interessati a scambiarsi roventi effusioni principalmente tra loro considerando noi donne come una sorta di "contorno". Il biondino dai capelli corti, che compiva gli anni, Mirko, si comportò da vera puttanella, sempre pronto a segare a succhiare i cazzi degli amici. A un certo punto, vidi che un altro se lo ingroppava a candela. Io e la mia amica ci guardammo in faccia stupite ma anche divertite e intrigate dall'anomala situazione. Lei posò una mano di incoraggiamento sulla spalla di Mirko, ormai trapanato a dovere. Intanto, l'uomo adulto si segava osservando compiaciuto la scena. Ad un tratto, quattro dei ragazzi, coinvolti sostanzialmente in un'orgia (compreso il festeggiato) schizzarono quasi contemporanemante mentre l'uomo maturo, eccitatissimo, in preda ad un'impellente sega, eiaculò sulla mia coscia...
La svolta inaspettata
A volte, certe intimità proibite, possono nascere per puro caso e risultare decisamente appaganti...
venerdì 4 settembre 2026
Autostop fruttuoso per due damigelle
Nei tempi in cui viviamo, ricorrere all'autostop presenta sempre dei rischi. Mi chiamo Claudia. Io e la mia amica Fiorenza perdemmo l'autobus e il successivo sarebbe passato di lì dopo due ore. E allora decidemmo di alzare il pollice, nella speranza che qualcuno di buona volontà si fermasse per offrirci uno strappo fino a casa...
giovedì 3 settembre 2026
Madre devota
Mi chiamo Laura. Inizialmente, ero una donna sposata con due figli, Roberto e Alessia. Dopo la separazione, decisi di darmi alla pazza gioia vivendo con un pò di sano egoismo e leggerezza l'intimità in un periodo di grande spensieratezza. Tuttavia, non venni certo meno al ruolo imprescindibile di madre. Infatti, cercai di trovare, il più possibile, l'armonia con loro due... Se vi intriga questa storia, leggete pure il seguito.
mercoledì 2 settembre 2026
Matrimonio sfumato
Mi chiamo Silvia. Mia cugina Alessandra aveva un'amica che si doveva sposare di nome Valentina (detta Vale). A quanto pare, quest'ultima, cercava una damigella d'onore. Alessandra propose me a Valentina per quel compito e la promessa sposa accettò. Ebbi poco tempo per conoscere realmente Vale. Arrivò il fatidico giorno e, clamorosamente, Enrico, lo sposo, non si presentò. Non fornì nemmeno una giustificazione di persona ma incaricò un amico di riportare la decisione a distanza. Fui io a raccogliere la telefonata e rimasi sbalordita, oltre che spiazzata. La coppia non sarebbe mai giunta all'altare ed io non sapevo proprio come calmare la povera Valentina, in preda ad evidenti crisi di panico. Si preoccupava di sfigurare davanti ai suoi, di essere giudicata incapace di tenersi un uomo. Era davvero a pezzi! Ci trovavamo in quella camera sedute sul lettone, io e lei. Vi confesso che ho sempre avuto un debole per le spose, pur amando notevolmente il cazzo. Cercai di rassicurarla, spiegai che ci stavo io con lei... La sua tristezza sarebbe calata difficilmente, se non l'avessi baciata in bocca con passione. Lei, in cerca disperata di attenzioni, corrispose il bacio. Ci presi gusto, l'accarezzai sulle mutandine, poi gliele tolsi, le allargai le gambe e cominciai a leccarle con cura la figa. Valentina non si aspettava certo di ricevere le avances dalla damigella d'onore ma ci stette. Dopo avergliela leccata, passai le dita sulla sua fregna bagnata e lei, in preda all'eccitazione profonda, squirtò di brutto. Vale mi leccò i seni, piazzò due dita nella mia figa agitandole dentro e fuori con decisione ed io venni. Quando ripresi a leccarla, ormai fuori controllo, squirtò nuovamente. Poi me la leccò in una posizione incredibile che sembrava di lotta wrestling. Successivamente, in un gioco reciproco orchestrato con i piedi, le stuzzicai la passera mentre lei me li passava sui seni. Ci mettemmo, poi, nella posizione del 69 ma la leccai solo io, dal basso, procurandole ulteriore piacere. A quel punto, la stesi sul letto, a pancia in alto, ed io mi piazzai sopra dettando il ritmo della strofinata tra la mia bernarda e la sua in una girandola di emozioni senza limiti. L'orgasmo pieno, al quale giungemmo, appagò entrambe. Finimmo distese sul letto col fiatone assaporando il magico momento di intimità. Ma lei era decisa a scoprire cosa avesse combinato Enrico, per cui si vestì e lo raggiunse nel suo appartamento dove lo beccò nel preciso momento in cui lui, in compagnia di una ragazza esotica, le stava schizzando copiosamente in bocca, presumibilmente in seguito ad un rapporto sessuale. L'uomo confermò di non volersi sposare scatenando le inevitabili ire di Valentina. Ma forse, la promessa sposa, si sarebbe adirata ancor di più, se io non l'avessi calmata prima...
Un maschione di tutto rispetto
L'uomo delle foto è davvero prestante. Un tipo così può rendere le femmine estremamente felici e soddisfatte. Muscoloso più che mai, anche nella zona calda, si lascia guardare in tutto il suo splendore per la gioia delle donne etero eccitate e degli uomini gay e bisex vogliosi. La signorina che gli è accanto sta già assaporando "l'articolo" dopo averlo legegrmente smanettato...
lunedì 31 agosto 2026
Invaghita dell'amica della madre
Mi chiamo Claudia. Sono una ragazza lesbica fortemente attratta dalle donne mature. Mia madre Lucia, una tipa piuttosto avvenente, dopo la separazione, provò ad instaurare relazioni con altri uomini. In realtà, spesso, le frequentazioni, si riducevano a mere esperienze di breve durata, finalizzate all'appagamento sessuale. Doriana, detta "Dory" era la miglior amica di Lucia. Io ero fortemente attratta dalla Dory. Mentre mia madre era alle prese con l'ultimo dei suoi spasimanti, approfittai per andare a trovare Doriana. Una volta lì, cominciai a sedurla nel mezzo di una conversazione. Doriana era delusa dell'egoismo di mia madre che, per pensare agli uomini, l'aveva un pò accantonata. Tra l'altro, scoprì che c'era stato un episodio intimo tra le due (sembra che Dory le avesse fatto "compagnia" durante una sbronza). Doriana, non molto ricercata dai maschi, in quel periodo, desiderosa di attenzioni, cedette al mio mirato corteggiamento. Ci baciammo intensamente, trovammo il contatto fisico. Dopo che lei mi accarezzò il seno, si rilassò notevolmente ed io fui pronta a sgrillettarla da sopra alle mutandine, mentre le leccavo il seno. Le calai minigonna e mutandine ma, proprio in quel momento, sopraggiunse mia madre. Evidentemente si era preoccupata, non vedendomi in giro. Lucia possedeva una copia delle chiavi di casa di Doriana, che le aveva lasciato in caso di evenienze varie. La mia genitrice restò piuttosto sorpresa e sconcertata, vedendo che interagivo con la sua amica. Dissi a Doriana di voler continuare, nonostante l'invadente presenza di mia madre. Ormai nude, proseguimmo a baciarci sotto lo sguardo basito di Lucia. Infondo, mia madre doveva rendersi conto di aver sbagliato a snobbare i sentimenti di Doriana ed io ero pronta a consolare quest'ultima fino in fondo e senza alcuna forma di ripensamento.
venerdì 21 agosto 2026
La doccia fornisce ispirazione
Mi chiamo Emma. Io e la mia amica Rachele eravamo solite giocare a Tennis fittando dei campetti. Nel servizio era incluso l'uso di spogliatoi, bagni e docce. Quel giorno, dopo aver finito di giocare, piuttosto sudate, ci recammo verso le docce. Lì notammo due ragazze nude (evidentemente avevano terminato una partita su un altro campo della struttura poco prima di noi) che, invece di lavarsi semplicemente, si dedicavano ad attività ben più piacevoli. Nella fattispecie, una biondina si mise a sedurre l'altra. La spinse contro le mattonelle della doccia e intanto la baciava e la sditalinava focosamente. Io e Rachele, che spiavamo da dietro al muro, restammo stupefatte. Alla fine, la ragazza sedotta, arrivò all'orgasmo mentre la biondina continuava imperterrita a limonarla. Un brivido mi percosse tutta e, attivata dalla libidine, proposi a Rachele di emularle non appena se ne fossero andate via. Rachele mi guardò perplessa affermando che si trattava di un'idea balorda. Tuttavia, quando le chiesi come si sentisse, mi rispose di essere eccitata ma che non avrebbe mai preso iniziative. Fu a quel punto che, d'istinto, replicai che ci avrei pensato io a rompere il ghiaccio. Quando le sconosciute si rivestirono e lasciarono le docce, ci andammo io e Rachele e, prendendo spunto da quelle due di prima, mi calai nei panni della biondina (del resto sono bionda anch'io!) e cominciai a baciare Rachele sotto il piacevole tepore dell'acqua calda, poi allungai la mano maliziosamente tra le sue gambe. Come andò a finire ve lo lascio immaginare... Le due ragazze che ci precedettero rappresentarono davvero una notevole fonte di ispirazione.
La casalinga seduce il giovane elettricista
Mi chiamo Flavia. Dopo il divorzio da mio marito Gustavo, mi ritrovai sola. Non sono una venere ma, ogni donna, più o meno avvenente, ha le sue esigenze. Non disdegnavo di indossare regolarmente tacchi e autoreggenti per farmi trovare sexy da chiunque venisse a casa. Quel giorno si bruciò una presa di corrente e così dovetti contattare una ditta di riparazioni. A casa si presentò un giovane elettricista di nome Antonio. Mi spiegò che il problema richiedeva più tempo del previsto per essere risolto. Risposi che non avevo fretta, che poteva fare con comodo. Notai un gonfiore tra le sue gambe, nella tuta. Mi avvicinai al tipo e accarezzai il punto nevralgico. Domandai se l'erezione fosse dovuta alla sottoscritta. Replicò che gli capitavano così, spontaneamente, che io non c'entravo. Non ero nel suo target essendo una donna matura e, oltretutto, una cliente. Non mi arresi di certo. Mi chianai, lo tirai fuori dalla tuta e, inginocchiata, lo presi in bocca. A furia di spompinare, lui cominciò ad eccitarsi, ancor di più quando, da gran troia, iniziai a leccargli accuratamente le palle. Glielo presi tra le tette, dopodichè cominciammo splendidamente a scopare. Trombammo a missionaria, a candela e di fianco per buona parte della mattinata. Desideravo portarlo all'orgasmo oralmente e così passai la lingua sulla sua cappella, prima di imboccare con gusto il pene. Ma la lieta sorpresa giunse quando lui affermò che potevamo venircene insieme e cominciò a sgrillettare la passera infilando ad alternanza il dito dentro mentre io glielo smanettavo. Mi piacque tanto che la mia fica esplose di piacere. Solo pochi istanti dopo, il suo bel cazzo eiaculò copiosamente sul mio seno. Fu un'esperienza appagante per entrambi. Il ragazzo era talmente sfinito, dopo la lunga maratona, che non riuscì ad occuparsi del lavoro. Al Capo disse che non poteva proseguire per la mancanza di alcuni componenti (che invece già aveva ma che finse di acquistare in seguito). L'impianto lo riparò alcuni giorni dopo e, stavolta, io non lo disturbai mentre sostituiva gli elementi bruciati. Posso sempre far saltare qualche presa in modo da rivederlo e assaporare nuovamente il suo cazzo!
giovedì 20 agosto 2026
Coinquiline complici
In tre nella vasca
Sono Giulia. Verso la fine di quella vacanza estiva, accadde un episodio particolare. Mi trovavo nella vasca da bagno. Simone, il mio ragazzo, tornò dalla spiaggia in compagnia del suo amico Mariano. Entrarono insieme nella toilette dove io, ovviamente ero nuda in acqua. Tra i due c'era complicità, evidentemente. Simone espose il pensiero dell'amico il quale sosteneva che ero troppo bella per stare con un uomo solo. Mariano prese la palla al balzo affermando che certe gioie vanno condivise. Notai la loro eccitazione. Mariano provò a giustificarla spiegando che era dovuta all'acqua calda del mare, io replicai che, probabilmente, andava attribuita a qualche avvenente donna in topless, presente in spiaggia. Si proposero in maniera audace, ma io pensai che poteva essere l'occasione buona per godermi due cazzi senza sensi di colpa. E così cominciai a smanettarli entrambi. Leccai il pisello al mio ragazzo. Poi, lui mi ingroppò, mentre segavo il manico dell'altro. Baciai e segai Mariano, mentre Simone mi penetrava in figa da dietro. Mi sedetti a cavalcioni sulla minchia di Mariano e intanto sbocchinavo Simone. E poi ci fu il clou, la doppia penetrazione. Simone me lo piazzò nel culo mentre Mariano mi spanava la fica. Poi, lo presi nel culo dall'amico del mio ragazzo mentre Simone, eccitatissimo, si segava osservando la scena. Simone cominciò ad eiaculare sulla mia lingua mentre il suo amico mi venne in faccia. Alla fine svuotai completamente i coglioni di entrambi accarezzandoli con le mani.
mercoledì 19 agosto 2026
Il fidanzato feticista non la soddisfa
Mi chiamo Erica. Mia madre Sara ha sempre criticato i ragazzi che frequentavo, compreso l'ultimo, Raul, con cui andai a convivere. Alla lunga, tuttavia, sono costretta a darle ragione. Se volete scoprire perchè, leggete il racconto.
Falso amico
Il mio nome è Susan. Non sono esattamente una madre modello, ho diversi scheletri nell'armadio: se volete conoscerne alcuni, accomodatevi pure!
martedì 18 agosto 2026
Un segreto tenuto nascosto per anni
giovedì 13 agosto 2026
Massaggi più approfonditi
Mi chiamo Sandy. Non avrei mai creduto di vivere un'esperienza trasgressiva con le mie amiche. Mi piacevano i ragazzi, anche se in quel periodo non ero fidanzata. Notai un notevole feeling tra Marica e Indy la riccia. Un giorno, mi trovavo insieme a loro a casa di Marica. Guardavamo la TV. Poi, io andai in bagno. Quando tornai non stavano più in salotto. Le ritrovai in camera da letto. Marica, stesa a pancia sotto, senza vestiti, si stava facendo massaggiare da Indy (in lingerie) sopra il lettone. Quando chiesi cosa stessero combinando, chiarirono che si trattava di un semplice massaggio. Mi parve curioso vedere la disinvoltura con cui interagivano e Marica col culetto di fuori. Le due, maliziosamente, chiesero se volessi provare a farmi massaggiare ma io, inizialmente, risposi di no. Avevo addosso una maglia e una gonna jeans. Loro, con abilità, mi trascinarono sul letto e, in tandem, mi tolsero i vestiti, non solo la maglia ma pure la gonna. Mi fecero posizionare a pancia sotto. Indy si mise sopra di me, poggiando il sedere verso il fondo della mia schiena mentre Marica, dall'altro lato, mi massaggiava polpacci e piedi. Sembrava effettivamente piacevole al punto che, con una sorta di battuta, affermai che potevano aprirsi un Centro Massaggi. Chiaramente, ero ignara delle loro reali intenzioni seduttorie. Dissero che avrei potuto vivere un'esperienza magica, che saremmo passate allo step successivo ma io, ingenua, continuavo a non capire. Mi resi conto della situazione solo quando Indy cominciò a leccarmi minuziosamente tra le cosce. I freni inibitori calarono di colpo. Nel frattempo, Marica ne approfittò per baciarmi. Forse a freddo mi sarebbe dispiaciuto ma, nell'eccitazione, accolsi la sua lingua e limonammo. Mi ritrovai a slinguazzare la fica di Indy dal basso. In principio ero scettica ma poi ci provai sempre più gusto. Intanto, Marica leccava la mia. Indy ebbe un orgasmo intenso. Fu emozionante vederla venire e osservarle durante un bacio. La chicca finale, la classica ciliegina sulla torta, arrivò quando Marica, infoiata, pose le sue cosce tra le mie per guidarmi in una proverbiale strofinata tra passere (il tutto mentre Indy le succhiava i capezzoli). Mi scopò con foga e, alla fine, ce ne venimmo tutte e due, sotto lo sguardo compiaciuto di Indy. Quella fu la volta indimenticabile in cui le mie amiche mi fecero scoprire il sesso lesbo, iniziandomi ai piaceri ad esso connessi.
mercoledì 12 agosto 2026
La commessa del sexy shop
Mi chiamo Michela. In quel periodo ero particolarmente euforica e così decisi, per la prima volta, di trasgredire recandomi in un sexy shop. Incuriosita, afferrai un piccolo articolo e, dopo aver sbottonato il jeans, cominciai a darmi piacere. La procace commesa mora se ne accorse (in seguito seppi che si chiamava Morena). Invece di incazzarsi perchè stavo usando un prodotto in vendita, si avvicinò lentamente, mi baciò e mi accarezzò il sedere. Poi ripetette il gesto anche da dietro. Seppure non fossi mai stata con una donna prima d'allora, mi sentì presa da una scarica di adrenalina pazzesca. La donna usò su di me quell'articolo, mentre stavo a pecorina col jeans abbassato, spingendolo dolcemente nella fregna che cominciò a colare di brutto. Dopo avermi tolto del tutto l'indumento, continuò a masturbarmi con l'oggetto finchè arrivai all'orgasmo. Accesa dal desiderio, accarezzai, baciai e succhiai le sue splendide tettone. Poi, spostai la mano tra le sue gambe. Mi chiese ce avessi intenzione di fare e io risposi concretamente con i fatti, piazziandole, con vigore, l'indice e il medio della mano sinistra nella bernarda. E' vero che ci sono i giocattoli ma le dita funzionano ancora alla grande. Continuai a deliziarla alla pecorina finchè la sua fregna cominciò a colare abbondantemente in preda all'orgasmo. Non mi sono mai più recata in un sexy shop, dopo quella volta, ma riconosco che con la commessa fu un'esperienza davvero indimenticabile.
martedì 11 agosto 2026
Seduzione con sexy toys
Mi chiamo Monica. Sono una donna attraente, che non passa inosservata. Per questo motivo, non ho mai avuto difficoltà a trovare uomini con cui divertirmi. Ma, alle volte, nella vita, accadono situazioni strane, insolite. Conoscevo Grazia da parecchio, non potevo certo immaginare che quella biondina avesse una cotta per la sottoscritta. Ci provò mentre stavamo a casa sua. A nulla valse dirle che vado dietro agli uomini. Grazia sembrava determinata. Affermò che, ogni tanto, ci vuole una variazione dall'ordinario. Mi baciò sul viso, adorò le mie tettone. Ben presto mi ritrovai a cosce spalancate sul divano, con lei che mi leccava la figa con ardore e precisione. Finì per cedere al piacere. La ragazza, non contenta abbastanza, rincarò la dose tirando fuori un giocattolo erotico particolare, vibrante, chiamato hitachi. Con quello mi stuzzicò il clitoride ed io godetti parecchio. Contraccambiai le attenzioni usando l'oggetto sulle labbra bagnate della sua patata. Poi proseguì a darle piacere con la lingua. Immaginavo che lo desiderasse più di ogni altra cosa. Presa dalla trasgressione, afferrai un dildo bluastro che tengo nella borsa (e che talvolta uso per stemperare la tensione) per penetrarla a lungo con quello. Forse è più grezzo del suo ma vi assicuro che risulta altrettanto efficace. Glielo sparai nella fregna portandola al piacere profondo. Fu però sua l'ultima parola, con un dildo classico che le servì per penetrarmi adeguatamente alla pecorina, offrendomi l'ennesimo amplesso della giornata. Dopo quell'esperienza, cercai di evitare Grazia e risposi vagamente ai suoi insistenti messaggi che miravano a rivederci. Nonostante la situazione mi fosse piaciuta, non volevo che diventasse la norma. Ma si sa che, il destino, è il peggior nemico dell'uomo, e anche della donna. Dopo diversi mesi, mi recai in un Centro Massaggi ma tutti i massaggiatori uomini erano impegnati. Comparve una donna, tale Carmen, col viso provocante che spiegò di essere disponibile. E così accettai. Già dall'inizio, notai qualcosa di strano, dal momento che si spogliò anche lei, oltre a me, sostenendo che lo faceva per mettere il cliente a proprio agio e che tra massaggiatore e utente non deve sussistere distanza per trovare l'intesa. L'intesa o, se preferite, l'armonia, furono le sue mani che accarezzavano dappertutto, principalmente fianchi e seni, ma che non disdegnarono di arrivare a sfiorare pure la vagina. Probabilmente, la spinsi io ad osare così tanto, raccontandole di amare gli uomini ma che, in una circostanza remota, avevo ceduto alla "corte" di un'amica. Probabilmente, ciò la fece sentire autorizzata a provarci. Alla fine, mi ritrovai a pecorina, con questa donna dietro di me, praticamente un'estranea, che mi scopava senza pietà la fregna con un dildo. Le sue infilate si protrassero per tutta la restante durata del massaggio. La porca mi stuzzicava anche verbalmente e godette quando riuscì a farmi ammettere di essere una troia. Sbrodolai in preda all'orgasmo come una puttana, alla scadenza dell'ora del massaggio.
lunedì 10 agosto 2026
Tutti matti per il massaggiatore estroso
Questa storia riguarda una comunità che viene leggermente sconvolta dall'arrivo di un imprenditore/massaggiatore pimpante di mezza età che, una volta aperto un Centro Benessere nel cuore della cittadina, riesce, con i suoi modi e metodi raffinati, a sedurre la maggior parte dei soggetti maschili presenti in zona, scatenando lo stupore, il disappunto e lo sconcerto da parte delle residenti. Queste ultime, infatti, vedono, molto di frequente, i propri partner cedere inevitabilmente alle lusinghe e alle attenzioni dell'esperto "conquistatore".
Comportamenti poco idonei
Mi chiamo Luca. Ciò che ho fatto è sicuramente discutibile e criticabile ma, alle volte, sono proprio le situazioni più torbide ad offrire maggiori emozioni e soddisfazioni.
venerdì 7 agosto 2026
Adattabile ai compromessi
Mi chiamo Claudia, sono una ragazza lesbica. Come studentessa, nonchè cameriera part time, non è che navigo nell'oro. Mi riesce difficile perfino regolare in tempo l'importo del fitto. Ma, nella vita, bisogna essere estrose ed avere delle idee per risolvere i problemi.
Un amore fuori dall'ordinario
A volte certe situazioni è meglio che restino segrete perchè potrebbero risultare troppo compromettenti...
Le passioni segrete del mio compagno
Mi chiamo Rosy. Forse fui fin troppo ingenua a non capire subito i vizi del mio ragazzo, Paul. E pensare che trovavo perfino positivo il suo interesse smodato per la palestra e la forma fisica. Già avrei dovuto mangiare la foglia quando iniziò a mostrarmi foto di uomini con pettorali e addominali scolpiti. Ma pensavo rappresentassero semplicemente un modello di ispirazione a cui lui voleva giungere, come, del resto, lasciò intendere. La mattina, di solito, lavoro in ufficio. I sospetti su Paul iniziarono quando, un giorno, mi ritirai a casa verso l'ora di pranzo e avvertì un odore forte di maschio. Lui spiegò di essersi allenato e che, di lì a poco, sarebbe andato sotto la doccia. Restai dubbiosa perchè conosco bene la sua essenza e la percepì, in quella circostanza, mescolata a quella di un altro soggetto maschile. Ma lasciai stare. Passarono alcuni giorni. Dovevo andare in fondo alla situazione, e così presi un permesso di qualche giorno in ufficio. Fingevo di uscire ma poi rientravo dopo poco per tenerlo sotto controllo. I primi due giorni, non accadde nulla. Ma, il terzo giorno, ebbi la sorpresa. Lo beccai mentre interagiva in gruppo con altri tre uomini, presumibilmente conoscenti della palestra. Erano tutti nudi e "giocavano" sul divano con passione tra: pompini, baci, leccate di culo. Mi adirai, in un primo momento, poi decisi di trarre piacere dalla situazione. E così, a loro insaputa, mi spogliai e tirai fuori un giocattolino erotico per stimolare la figa mentre i quattro si davano da fare. Il culmine arrivò quando il mio ragazzo, ed un altro bel tipo coi capelli legati, che chiamerò "codino", si misero a leccare e succhiare insieme la fava di un terzo elemento (che chiamerò fortunello) che, a sua volta, spompinava il quarto. Quando il "fortunello" schizzò copiosamente, stuzzicato dai colpi di lingua degli altri due, arrivai anch'io all'orgasmo. Godetti intensamente mentre i porcellini Paul e "codino" gustavano la sborra calda dell'amico. Il fortunello, naturalmente, accolse, poco dopo, il seme del quarto elemento del gruppo. In quella circostanza giocarono in quel modo "soft", tra virgolette. Ma sono più che certa che il mio compagno lo prende, abbondantemente, pure nel culo.
mercoledì 5 agosto 2026
Inutili gelosie
Mi chiamo Claudia. Ammetto di essere gelosa in modo ossessivo nei confronti di mio marito Carlo. Quella donna bionda, di nome Vanessa, che si aggirava nell'ufficio del mio coniuge, mi turbava decisamente. Con lui aprì l'argomento perfino nell'intimità. Non sopportavo minimamente l'idea che lei potesse, in qualche modo, provarci e sedurlo. Nel contempo, però, provavo qualcosa di eccitante, di morboso, in questa vicenda, senza riuscire a darmi una spiegazione precisa. Decisi di affrontare quella donna, pronta a cantargliene quattro, come si suol dire, ma mi trovai di fronte ad uno scenario completamente diverso e imprevedibile. L'obiettivo di Vanessa non era mio marito ma la sottoscritta! Caddi davvero dalle nuvole. Mi sentì frastornata e lusingata. Ma, onestamente, non le credetti al 100%. Pensai che, per verificare appieno che mi stesse raccontando la verità, l'unico modo fosse starci. Era la prima volta che mi rapportavo ad una donna. Leccai il suo corpo notevole, dai seni alla figa e ci provai sempre più gusto. Usai pure le dita, conducendola gradualmente all'orgasmo profondo. Poi fu lei a mostrarmi quanto fosse brava ed esperta con le donne, non mollandomi nemmeno un secondo, tra attenzioni dispensate con la lingua e le dita. Ero sua e le regalai i miei sughetti intimi che lei accolse golosamente in bocca. Mio marito ci sorprese abbracciate e si stupì della mia gelosia, che era culminata, invece, in un rapporto lesbo tra signore. In parte si incazzò ma, dall'altro lato, si eccitò e si segò con l'intento di schizzarmi sul sedere. Eiaculò sotto lo sguardo divertito della bionda...
martedì 4 agosto 2026
La postina affezionata
Il postino suona sempre due volte. In questo caso, sarebbe più opportuno dire: "La postina castiga sempre due volte!". Mi chiamo Emanuela. Sono una ragazza che ama le donne e, per lavoro, consegno la posta. Avevo adocchiato da tempo quell'abitazione dove vivevano una mia coetanea, di nome Anna e sua madre Amalia. Numerose volte mi ero recata lì a recapitare la posta. La ragazza mi piaceva parecchio, una tipa un pò altolocata ma molto sensuale e interessante. Decisi di farmi avanti, approfittando dell'assenza della madre. L'approccio fu insolito ma efficace. Consegnai dei fiori con una lettera ad Anna, senza aggiungere altro. La giovincella pensò subito che glieli mandava qualche suo ex. Poi, però, lesse il biglietto di accompagnamento che chiariva che erano da parte di "Manu". Anna affermò di non aver mai frequentato nessuno con quel diminutivo, nè con il nome esteso Manuel o Emanuele. A quel punto, specificai che i fiori li avevo presi io per lei, dal momento che Manu stava per Emanuela. Anna cadde dalle nuvole. Apprezzò il gesto ma precisò di essere attratta dai maschietti, per cui non vedeva un senso in quell'iniziativa. Vista l'avversione apparente per il lesbo percepita, cercai di convincerla blandamente a parole spiegando che, se non si ha esperienza diretta di una certa situazione, non si può affermare con certezza se quella tal cosa possa piacere o meno. Dopodichè, passai ai fatti, baciandola in bocca. L'astinenza sessuale di Anna, che non andava da un pò coi ragazzi, giocò decisamente a mio favore per cui lei si sciolse e finì per leccarmi le tette e la figa. L'appetito vien mangiando! Ci prese sempre più gusto ed io beneficiai di un ricco e appagante orgasmo. Poi, venne il mio turno. Gliela leccai partendo dal basso, e lì le addentai pure un pò il clitoride, oltre a slinguazzare. Completai il servizio mentre se ne stava mezza distesa sul letto, accarezzandosi il seno per il piacere che provava. La bella Anna arrivò all'orgasmo. Sublimai il tutto con un caldo bacio. Proprio in quel frangente, però, tornò la signora Amalia all'improvviso. La donna restò a dir poco sorpresa e turbata dalla vicenda. Al momento, agì d'istinto. Invece di subire esclusivamente le lamentele e il disappunto della signora, passai furbescamente al contrattacco. Con la scusa di voler chiarire la situazione, avanzai dei complimenti nei confronti della donna matura separata che, evidentemente, da tempo non riceveva apprezzamenti da parte degli uomini. Anna non credette alle sue orecchie e ai suoi occhi, vedendo che ci stavo provando pure con la madre. Il discorso con la signora si prolungò in modo intrigante: la convinsi a mostrarsi, ad esporre la sua bellezza senza timori. Mi ritrovai la bella mora in tacchi, autoreggenti e tettone al vento che tentava maldestramente di nascondere con le mani. La voglia, combinata con l'astinenza sessuale, prevalse, come spesso avviene, su ogni cosa. La donna tolse prima le mutande. Poi, le suggerì, con tono deciso, di restare completamente nuda. A quel punto, per me concludere fu semplice come battere un calcio di rigore a porta vuota. Le leccai la fica dal basso senza tregua (sotto lo sguardo basito e attento di Anna), fino a portarla ad un profondissimo ed appagante amplesso. Bhè, quel giorno fui proprio fortunata, lo ammetto, visto che, in quella casa, riuscì a farmi sia la madre che la figlia: una doppietta memorabile!
lunedì 3 agosto 2026
Complicità estrema tra giovincelle
mercoledì 29 luglio 2026
Materassi all'essenza naturale maschile
Mi chiamo Cinzia Leone. Sono la proprietaria di una fabbrica di materassi. Non ho mai visto Sandro e Carlo, due miei dipendenti, troppo presi dalle donne ma pensavo che ciò fosse dovuto all'eccessivo impegno per il lavoro che non gli lasciava troppo tempo per le distrazioni. Scoprì, in seguito, che la verità era tutt'altra. Un pomeriggio, Sandro mi avviso' di trattenersi, insieme a Carlo, oltre il normale orario di servizio per sistemare al meglio il deposito. Presi atto della situazione rispondendo che sarei restata anche io in ditta per sbrigare alcune pratiche al computer. Dopo circa un'oretta, decisi di scendere al piano inferiore, dove si trova il locale deposito, per controllare cosa stessero combinando quei due. Non mi sarei certo aspettata di beccarli nudi, nel bel mezzo di un rapporto sessuale, durante il quale Sandro inculava Carlo con passione alla pecorina. Intuì che, precedentemente, c'erano stati dei preliminari, ovviamente. Temettero di essere licenziati in tronco ma sono una donna di mentalità piuttosto aperta e mi rendo conto che, il benessere dei dipendenti, passa anche per degli svaghi. Ma, in quel frangente, i carichi lavorativi venivano leggermente penalizzati per cui dovevo ricevere, in qualche modo, un vantaggio dalla situazione. E così suggerì loro di continuare a scopare. Non avevo mai osservato dal vivo due uomini che fottono (solo qualche volta sul web, per curiosità). I magazzinieri si tranquillizzarono e proseguirono mentre io mi spogliai e mi sedetti per stare più comoda, ammirandoli all'opera. Inutile precisare che utilizzarono uno dei materassi per trombare e che, al momento topico dell'eiaculazione, la sborra di entrambi finì per bagnare inevitabilmente l'oggetto della mia attività. Al momento l'epilogo mi innervosi' (il seme sul materasso avrebbe potuto rendere invendibile lo stesso). Pregai i due di rivestirsi e di iniziare a lavorare seriamente al turno straordinario. Andai in bagno a sfogare la tensione con un ditalino. Poi, mi rivestì e tornai in Ufficio. Nei giorni seguenti, dato "l'imprevisto", il deposito non era organizzato al meglio. La segretaria, Valentina, me lo fece notare sottolineando le mancanze dei magazzinieri e suggerendo che avrei dovuto prendere provvedimenti nei confronti degli stessi. Ma io la tranquillizzai e spiegai che, ogni tanto, per rendere in maniera ottimale, i dipendenti hanno bisogno di staccare la spina, di concedersi uno svago intimo. Valentina capì che li avevo sorpresi in deposito in compagnia di donne. La segretaria cadde dalle nuvole, quando specificai di averli colti a trombare tra di loro. Successivamente, vennero venduti dei materassi con la "firma" intima di quei due. Pensai che si verificasse un mezzo disastro ma, in realtà, mi resi conto che i clienti apprezzarono il particolare profumo. Nel momento in cui mi chiesero spiegazioni sull'odore proveniente dal materasso, improvvisai sostenendo che si trattava di essenza di vaniglia. Molti clienti chiesero di acquistare materassi con quell'odore e le vendite si raddoppiarono all'improvviso! Bhe, per continuare a produrli, è necessario che io lasci più spazi a quei due da soli in deposito. I materassi all'essenza di vaniglia vanno forte ma solo io, loro e Valentina, sappiamo che gli oggetti dell'attività sono "farciti" con essenza naturale di cazzo, ovvero la doppia dose di sborra!
sabato 18 luglio 2026
Chimica pedestre
Mi chiamo Mary. Vi confesso che, con la fantasia, con l'immaginazione, avevo spesso pensato di rapportarmi intimamente ad una donna ma non c'era mai stato alcun "riscontro" pratico. Non volevo compiere il primo passo perchè, in caso di rifiuto, ossia del classico due di picche, sarei incappata in una figuraccia. Fortunatamente, non ebbi bisogno di provarci con qualcuna. Fu la mia amica Serena, inaspettatamente, a eseguire la prima mossa. Quel pomeriggio estivo, stavamo chiacchierando, come spesso accadeva, sul divano rosso a casa mia, quando lei tirò fuori, all'improvviso, apprezzamenti pesanti sulla sottoscritta, degni di un camionista! Poi, iniziò a leccarmi i piedi. Sollevata dai problemi dell'approccio iniziale, mi sentì incoraggiata a percorrere la nuova strada... Serena mi leccò subito i piedi con ardore. Ricambiai adeguatamente. Poi, lei mi stuzzicò ponendo i suoi piedi prima sulle mie tettone, poi tra le mie cosce. Ero davvero eccitata, al punto da superare ogni eventuale esitazione e leccarle focosamente la fica. Ad un tratto, incrociammo le gambe, così le passere si strusciarono mentre ci leccavamo i piedi a vicenda. Il finale fu con l'Hitachi, un toy vibrante. Lo usai prima io, sulla sua fregna, fino a portarla all'orgasmo. Poi, fu lei a passarmelo sulla topa a pecorina, mentre mi leccava un piede. L'orgasmo giunse sontuoso. Il pomeriggio lo trascorremmo molto meglio del solito, non c'è che dire, e calmammo notevolmente i nostri bollori.
Il lato oscuro di Sara
Questa è una storia particolare. Mi chiamo Sara. Le persone non si conoscono mai veramente fino in fondo, forse nemmeno di noi stessi sappiamo tutte le sfumature del carattere. Ognuno ha un lato oscuro che, prima o poi, si può attivare, magari grazie alle persone adatte (come ad esempio, il mio incontro con madame Clara), e generare percorsi inimmaginabili... se non avete un gran senso del pudore, lanciatevi in questo torbido racconto e scoprite il mio lato dark.









































.jpg)














