mercoledì 25 febbraio 2026

Complicità indecente tra madri perverse

Mi Chiamo Teresa. Tutto cominciò con mio figlio Paolo che non riusciva a trovare le ragazze. Era così eccitato che, un giorno, mentre stavamo in cucina, decise di provarci con la sottoscritta. Mi baciò in bocca ed io mi lasciai trasportare. Dovevo recarmi al lavoro ma non ci andai. Glielo smanettai, poi lui mi penetrò con foga a pecorina. Non mi sembrava vero. Mi ero negata a colleghi adulti d'ufficio per poi darla a mio figlio. Continuò a scoparmi a missionaria. Poi a cavalcioni, su una sedia della cucina. Bella troia nuda in tacchi che mi facevo sbattere come una zoccola. Gli leccai la cappella, prima di prendere un'altra sublime dose di cazzo. Paolo non si contenne, mi schizzò copiosamente nella vagina mentre stavamo all'impiedi. E dopo ci baciammo con passione. Ero sconvolta ed eccitata al tempo stesso. Ne parlai con una giovane amica di nome Giovanna. Mi disse che sbagliavo, che dovevo consultare una specialista. Intanto mi venne voglia e la spogliai. Finimmo per fare sesso. Oltre a leccarcele, ci stuzzicammo pure accuratamente con il dildo. Ce ne venimmo entrambe, ovviamente. Ma decisi di andare comunque dalla psicologa. Le perversioni mi divoravano ma non potevo farne a meno. Conobbi Magda, la terapista. Quando le raccontai la storia incestuosa lei mi disse di smettere tale pratica. Tuttavia, notai invidia e malizia nel suo sguardo. Capì che predicava bene e razzolava male. Mi offrì del vino rosso, lo bevemmo insieme. Cominciai a provocarla, intuendo che ci sarebbe stata. Dopo il preambolo preliminare iniziale, ci ritrovammo nude e riuscì agevolmente a leccarle perbene la patata sul divano mentre lei di tanto in tanto rispondeva con le dita nella mia fica. La feci venire a furia di leccate. Poi, lei ricambiò di lingua e di dildo. Mi fece godere. Anche io le diedi una ripassata col dildo, dopodiché avallai la mia proposta indecente. Le chiesi se le sarebbe piaciuto andare col figlio ed emulare le mie gesta. All'inizio, ipocritamente, nego' di avere questo desiderio, poi lo ammise ma si domandava come tutto ciò potesse avvenire. Le illustrai il mio piano. Avrei agganciato il figlio. Una volta portato in albergo, gli avrei proposto un gioco erotico bendandolo. Al momento opportuno sarebbe saltata fuori lei, pronta ad interagire con l'ignaro ragazzo. Magda, adornata dalle autoreggenti, cominciò a sbocchinare da paura il figlio bendato, baciandogli pure le palle. Mauro, il giovanotto, era in estasi, dispensava apprezzamenti pensando che fossi io a praticargli il servizietto e non la madre. Infoiato, lo mise nella figa materna ma non mancò certo di piazzarglielo pure nel culo. Magda godeva alternando al piacere qualche smorfia di dolore ad accogliere il grosso randello tra le chiappe. Lui le disse che si trattava della migliore chiavata della sua vita. A sentire quelle parole mi si sbrodolo' la passera, anche perché ricollegai subito l'esperienza analoga avuta con mio figlio. Magda andava su e giù come una puttana in calore. Tolsi la benda a Mauro proprio nel finale, quando lui le aveva già piazzato l'uccello tra le labbra, pronto a eiaculare. Troppo tardi per tirarsi indietro! Sconvolto, spruzzo' a fiume nella bocca materna che accolse tutto il caldo seme. Sfogai l'eccitazione penetrandomi col dildo. Mauro ci dette delle malate e scappò via. Magda mi ringraziò per averla aiutata. La rassicurai spiegando che il figlio, prima o poi, l'avrebbe cercata per replicare. E infatti, qualche tempo dopo, il ragazzo cerco' di nuove le grazie materne. Quando vado a trovarla parliamo dei rapporti intimi coi nostri figli e poi lesbichiamo. Non è riuscita a curarmi affatto, anzi, sono io che ho reso pervertita e troia pure lei. Ma credo che le stia bene così.




































 

Tempo prima della seduta psicologica...




































Dopo la seduta psicologica le due donne attuano un piano in complicità...















0 commenti:

Posta un commento