martedì 14 aprile 2026

Oltre ogni taboo

Sono Elena. In questo complesso racconto è necessario partire obbligatoriamente dal principio. Mio padre Fulvio mollò mia mia madre Miranda per un'altra donna lasciandoci in un mare di debiti. Fu solo grazie alle virtù di mio fratello maggiore Ennio che io e lei non finimmo per strada a chiedere l'elemosina. Ennio è un grande imprenditore. A differenza di mio padre, i soldi li guadagna, e tanti, non li perde. Quando Ennio ci provò con la sottoscritta, non ero al corrente del fatto che mia madre fosse già stata tanto disponibile con lui. Era difficile dirgli di no, dal momento che mi riempiva di regali costosi e attenzioni da mesi (molto più di quanto facessero i miei coetanei spasimanti). Insomma, voleva essere ricambiato perbene ed io finì per starci. Mi faceva strano, di certo non si può parlare di vicenda normale, ma lui mi sapeva prendere molto bene, nel vero senso della parola. La prima volta che ci andai, dopo averlo ciucciato accuratamente, mi coinvolse in una prolungata scopata, dove sentì il suo cazzo duro e grosso pervadermi fino in fondo, a candela e a pecorina. Mi schizzò copiosamente in bocca. Mi sentivo speciale, unica, anche se, ad un tratto non ce la feci più a tenere il segreto dentro e mi confidai con mia madre. Non l'avessi mai fatto perchè, a quel punto, lei mi disse la verità. Ero semplicemente subentrata dopo di lei, un rapporto incestuoso al quale ne seguiva un altro. Miranda mi spiegò che il livello di richiesta, da parte dell'uomo di casa, si era alzato, che ci voleva entrambe, contemporaneamente. Conduceva lui il gioco, perchè in cambio ci faceva fare la bella vita. E così, facemmo sesso a tre. Lui soddisfò prima mia madre, promettendole regali succulenti, poi passò alla sottoscritta. Quello stallone sembrava non finire mai la sborra, ce ne diede in quantità industriale. Eravamo sue, senza se e senza ma. Finì per concedergli pure il culo, nei giorni seguenti, per ottenere regali sempre più accattivanti, ambiti e preziosi. Ma Ennio non si accontentava mai. Rese mia madre una segretaria a tutti gli effetti e le diede l'incarico di trovarne altre due di supporto. Mia madre propose due sue amiche piuttosto disinibite. Bhè, so che in ufficio, al termine di un colloquio improbabile, Ennio scopò con tutte e tre, dopo amorevoli pompini di gruppo ma so che la sua preferita resta sempre mia madre. Ennio, dall'alto della sua posizione, può avere chiunque, tutte le femmine che desidera, ma io e Miranda cerchiamo sempre di agire al meglio, di essere all'altezza, in modo da restare nella sue grazie e continuare a godere di una felice e appagante esistenza.      


lunedì 13 aprile 2026

Il mio ex mi prese in parola

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Aiutini tra vicine

Mi chiamo Mia. Sono una donna sposata ma mio marito Ettore mi trascura nell'intimità. E' dedito al lavoro, va sempre di fretta e non ha tempo per soddisfarmi per cui sono costretta a ricorrere a pratiche di autoerotimo con l'ausilio di dildo. Quella mattina stavo proprio cercando di appagarmi in solitaria quando venni interrotta bruscamente, sul più bello, dal suono stridente del campanello della porta. Era Erica, la mia bella e giovane vicina mora del piano di sopra. Voleva fare quattro chiacchiere, si sentiva sola. Fu inevitabile condividere la delusione per le rispettive relazioni poco soddisfacenti che intrattenevamo. A quel punto, mi venne l'idea brillante e trasgressiva di coinvolgere Erica in una lesbicata. Non avevo mai pensato ad un'opzione simile, almeno non tanto, fino ad allora ma la voglia mi spinse ad osare. Erica, incuriosita mi seguì in camera da letto e lì facemmo davvero scintille. Da un semplice ed appassionato bacio tra ladies, ci ritrovammo ad interagire intimamente. Gliela leccai, le leccai perfino l'ano, usai le dita nella fica. Sembrava veramente un sogno vedere quella ragazza bellissima godere a causa delle mie stimolazioni. Arrivò beatamente all'orgasmo. Quando fu il suo turno, giunse per me un momento speciale di pura libidine. Erica mi riservò appaganti attenzioni, ci seppe fare alla grande, mi stuzzicò in tutti i modi, perfino meglio di come avevo fatto io con lei. Verso la fine, a pecorina, mi fece toccare il Cielo con un dito, come si suol dire, e venire in un orgasmo profondissimo. Dopo aver fatto sesso con lei, penso seriamente di voler cambiare "parrocchia". Fortuna che abitiamo vicine! Intanto, le ho proposto una cena a quattro per far conoscere il suo ragazzo a mio marito. Credo proprio che quei due abbiano qualcosa in comune. Mio marito e il suo boyfriend andrebbero bene insieme, visto che entrambi non ci sanno fare con le donne!    



sabato 11 aprile 2026

Marta e Sara

Mi chiamo Marta. Ero pedicurista in un Centro. Fu lì che conobbi la signora Sara. Diventammo amiche e decidemmo di frequentarci al di fuori della struttura. Andavo a trovarla nella sua bellissima villa fuori città. Parlavamo, prendevamo il caffè insieme. Mi piaceva la sua compagnia. Mi raccontava spesso del suo matrimonio in crisi, del marito che la trascurava. Un giorno, d'inverno, faceva freddino fuori al giardino e lei suggerì di rientrare in casa. Col tepore del calorifero si stava fin troppo bene, al calduccio, il che spinse Sara a togliere il vestito e a invogliarmi a fare lo stesso. Restammo entrambe in mutande e reggiseno. Sara mi disse che ero l'unica che poteva consolarla dai tormenti che viveva e così finimmo in camera da letto. Nonostante non fossi mai andata con le donne, bisognava riconoscere che Sara è una bionda prorompente che piacerebbe a qualsiasi uomo e, probabilmente, anche ad alcune femmine. Ci leccammo le tette a vicenda. Poi, lei volle farmi sentire il dildo nella passera. Non mi sarei mai aspettata di fare certe cose con lei. Di sicuro, in due è più eccitante usare il dildo. Stare a pecorina a prenderlo mi fece godere notevolmente. Riservai a lei lo stesso trattamento e, alla fine, risultammo entrambe molto felici. Di sicuro è un piacevole dessert, dopo il caffè e i biscottini. Una pratica che è bello rinnovare ogni volta che la vado a trovare.



venerdì 10 aprile 2026

La vacanza che non ti aspetti

Mi chiamo Mara. Finalmente arrivò l'estate. Credevo che, insieme alle mie amiche, avrei vissuto una vacanza straordinaria all'insegna del divertimento e delle conquiste di ragazzi. Quando arrivammo nella struttura di quell'Isola paradisiaca, notammo tre ragazzi e un uomo più grande e cominciammo a fantasticare su possibili incontri erotici. Stese sui lettini a prendere il Sole, cercavamo di assumere pose provocanti per farci notare. Ci mettemmo anche in topless, tutte quante, e facemmo sfoggio dei nostri sederi. Non vi nascondo che, sopra quei lettini, ci eccitammo un bel pò. Con le fiche bagnate, sognavamo qualcuno che ci appagasse ma ciò non sarebbe mai accaduto. Quei tizi ci ignorarono del tutto. Il perchè lo scoprì io una sera, o meglio, una notte, a tarda ora. Erano le tre quando mi affacciai alla finestrella che da sulla piscina e notai quei tipi dentro l'acqua. Non facevano semplicemente un bagno notturno ma, più che altro, sesso tra uomini senza inibizioni. Il maturo era la star, l'elemento trascinante del gruppo che incitava i tre ragazzi. Assistetti a ciò che non avevo mai visto, un sexy show tutto al maschile: seghe, pompini, leccate estenuanti di culo e pure scopate. Il porcone maturo sembrava assetato di sborra: dopo che due ragazzi avevano finito di scopare, si fiondò prima sul pisello dell'attivo, per succhiarlo e poi sul culo di quello che aveva ricevuto la venuta per ripulirlo a colpi di lingua. Dai loro discorsi capì che lo avrebbero rifatto tutte le sere. Vi confesso che, dopo aver guardato, mi ritrovai umida e mi dovetti toccare. Vidi quello "spettacolino privato" tutte le notti del periodo della vacanza. Alle mie amiche non raccontai nulla, non mi avrebbero creduto. Verso la fine della vacanza, stavamo tutte eccitate a mille, non avendo potuto soddisfarci. Non vi nascondo che, negli ultimi giorni, stesa sul lettino a prendere il Sole, mi sono arrivate le dita nel costume e le ho messe pure io, a dire il vero. In qualche modo dovevamo pur sfogare. Bhè, ma questo è un segreto. Agli amici, per vantarci, raccontammo di aver fatto grandi conquiste.


Doppietta sensazionale

Sono Cristina. Il titolo non fa riferimento alla performance di un calciatore ma ad un ragazzo che, furbescamente, riuscì ad andare a letto sia con me che con mia madre Elsa. A quale uomo non piacerebbe divertirsi con due donne nello stesso periodo? Addirittura madre e figlia, per giunta, meglio ancora! Conoscevo Tommy da un pò e me ne ero invaghita. Per gratificarlo, lo raccomandai a mia madre perchè lo assumesse nella sua Azienda. Tommy è carino ma poco affidabile, me ne accorsi a mie spese in seguito. Si imbottiva di riviste pornografiche. Quando entrai nella stanza dove lavorava, lo trovai lì a leggerle. Colsi la palla al balzo affermando che potevo pensarci io al suo piacere e così lasciai che mi accarezzasse le tettone, il culo e che mi leccasse la figa. Poi lo segai, gli feci una sega spagnola e lo spompinai ma lui disse che era meglio continuare in un luogo più tranquillo, ovvero a casa sua. Una volta lì, proseguì a leccargli sia il cazzo che le palle e Tommy mi scopò di brutto. Godevo come una matta ma ero felice, reputandolo già il mio boyfriend. Mi schizzò a fiume in bocca e pure sul seno. Ma la gioia durò poco perchè, qualche giorno dopo, lo sorpresi mentre faceva sesso con mia madre! Fu umiliante trovare Elsa piena di sborra in bocca, dopo che avevano trombato tutta la mattina in ufficio. Ero furiosa, me la presi anche con mia madre. Quando la rabbia passò e riuscì a parlare con calma con la mia genitrice, mi resi conto che, in realtà, Tommy aveva preso in giro entrambe. A mia madre aveva detto di non essere interessato a me, dopo avermi trombata, per poterla approcciare, per cui Elsa si era sentita libera da vincoli. Sapere che mia madre gli aveva concesso pure il culo, non mi rallegrò. Bhè, Tommy è sparito dalla circolazione, fece bene a darsela a gambe, mai mettersi contro donne adirate. Però a volte ci manca, dopotutto ha fatto vivere ad entrambe dei momenti di puro indescrivibile piacere.    


giovedì 9 aprile 2026

Amori tra simili

Mi chiamo Loredana. Sono una segretaria. Ho un fidanzato ma non sono particolarmente presa da lui. La mia fissa è per il Capo, un bellissimo uomo di colore di nome Harry King. Sfortunatamente, King ama gli uomini, non le donne. Un giorno, per festeggiare i risultati ottenuti dall'Azienda, chiamò in privato me e il collega, il sig. Brando, attribuendoci gran parte del merito dei successi. Ci gratificò con un aumento di stipendio ma a lui diede, in più, un "bonus" in natura. King pretese che io rimanessi a guardare mentre loro due scopavano, sostanzialmente. Non nego che osservarli fosse eccitante ma avrei preferito godermi io il cazzo del padrone. King disse di considerarmi come una sorella, chiedeva il mio supporto anche per opinioni intime, come valutare il sedere di Brando! Assistetti alla loro chiavata condita da sborra senza poter assaporare l'essenza del maschio. Alla fine avevo le mutandine fradice e mi era rimasto il desiderio del corpo di quell'uomo sexy che avrei leccato dappertutto, prima di trombare. Scaricai le mie frustrazioni su Monica, una cara amica, le raccontai della vicenda dell'Ufficio. Ma, probabilmente, scelsi la persona sbagliata dal momento che, da tempo, la ragazza, ha una cotta per me. Lei è lesbica e ha sempre cercato invano di sedurmi. Ma quella volta, tra le chiacchiere, lo scherzo e le provocazioni, le cose andarono diversamente. Capì che era decisa a riuscirci quando mi piazzò con decisione una mano sul sedere, spiegando come si comporterebbe un vero maschio etero, non certo il mio Capo. Poi finimmo sul letto a fare le cretine. Ci togliemmo le scarpe. Poi lei lanciò una sorta di sfida tra tette. Le scoprì io per prima. Mi sorpresi guardando le sue, belle grosse, più delle mie. Ci ritrovammo stese sul letto in collant con le gambe incrociate che si toccavano, al pari delle tette. Vi confesso che, in quella situazione, mi bagnai. Monica intuì che poteva essere la volta buona. Disse che mi avrebbe abbassato i collant e leccato la fica. Ci furono attimi di silenzio, di sussurri profondi. Non credevo che l'avrebbe fatto davvero, che potesse osare tanto ma quelle parole dirette, sfacciate, mi intrigarono non poco. La furbetta alimentò una sorta di bluff, finse di rinunciare, disse: "Va bhè, ci hai creduto, ihih! Scherzavo!". Pensai che non facesse nulla. Quando mi ero quasi tranquillizzata, si alzò di scattò, mi calò i collant con un gesto deciso, mi divaricò le gambe e lì compresi come sarebbe finita. Mi leccò la Bernarda senza pietà fino all'orgasmo che giunse intenso e profondo. Tenevo la bocca aperta mentre godevo. Ne approfitto' per mettermi la lingua in bocca e baciarmi a lungo. Poi sentenziò soddisfatta: "Finalmente me l'hai data. Sai di buono sia sotto che sopra". Arrossì per la vergogna. Adesso sono più vicina al Capo, capisco cosa si prova a stare con persone del proprio sesso. Non credo che Monica si accontenterà di una sola volta, dopotutto abbiamo misteriosamente rotto il ghiaccio.



Confidenza intima tra colleghe d'ufficio

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Spirale viziosa per la cameriera

Il mio nome è Linda. Sono una cameriera. Talvolta possono nascere dei meccanismi viziosi che alimentano il piacere in modo perverso. Pur essendo una ragazza avvenente, e nonostante gli apprezzamenti e le avances degli uomini, avevo sempre e solo pensato a lavorare mantenendo una serietà professionale. Fu Luca, il figlio della signora presso cui svolgevo le mie mansioni, a proiettarmi verso la trasgressione. All'inizio sembrava quasi un gentiluomo, diceva che sono bella come una fotomodella. Poi, prevalse il suo lato impulsivo, animalesco. Mi guardava con interesse, mi desiderava. Mi parve brutto dirgli di no, considerando l'influenza che esercitava sulle decisioni della madre. Mi piaceva lavorare in quel posto, dopotutto. Pensai che, se per una volta avessi fatto la monella, nonostante fossi impegnata con Gervaso, non sarebbe stato poi così grave. Inginocchiarsi e succhiare è quella pratica che rende felici gli uomini, incluso Luca. Iniziai leggermente scettica ma poi ci provai decisamente gusto a ciucciare quella gran fava. Mi prese prima da dietro, mentre mi appoggiavo alla ringhiera delle scale. Sentì il manico pervadermi tutta. Poi si stese sul pavimento ed io cavalcai l'asta bollente. Andammo avanti così tutta la mattinata. Poi mi diede una ripassata di fianco. In preda al piacere profondo, venni più volte. Lui arrivò all'orgasmo schizzandomi copiosamente in bocca. Il seme colò fino alle tettone. Feci l'amore vestita da camerierina, l'uniforme di servizio. Poi lui volle che mi spogliassi. Adorava guardarmi nuda dopo l'amplesso. Quell'uomo aveva il potere di rendermi un pò regina e un pò puttana. Sapeva della relazione e pretese che informassi il mio compagno dell'accaduto. Era l'ultima cosa che avrei voluto fare ma pendo dalle labbra di Luca. Aggiornai Gervaso della situazione, ovvero dell'infedeltà, mentre lo masturbavo con la mano e poi lo spompinai. Gervaso sembrò reagire male ma ci godette e finì per eiacularmi in bocca. Quando riportai la notizia a Luca, sorrise compiaciuto. Addirittura, insistette perchè portassi avanti entrambe le relazioni, mentre io Gervaso lo avrei mollato. Luca ci gode nel ruolo dell'amante e se ci gode lui, va bene anche a me. Bhè, speriamo solo che la madre di Luca non scopra la tresca. L'altro giorno ci è mancato poco che non ci beccasse a scopare. Come si suol dire, sto con un piede in due scarpe ma, in fin dei conti, non è poi così male avere due uomini.         



mercoledì 8 aprile 2026

Matriarcato

Mi chiamo Mirella. La nostra famiglia è composta da Mia madre Assia, una venere, mio padre Carlo e mia sorella Simona. Io sono la secondogenita. Mia madre Assia è un tornado, in tutti i sensi. Lei ama il sesso e lo farebbe sempre e con chiunque. Un patatrac accadde a Pasqua quando Simona portò a casa il suo nuovo fidanzato. Assia lo provocò subito e, forte del fisico statuario, riuscì a sedurlo. Quando Carlo e Simona si allontanarono, Assia ne approfittò per scoparci. Quando papà e Simona tornarono, la trovarono piena di sborra in bocca e sulle tette, coi biscotti sul petto, e fu talmente ironica da affermare che la crema ci sta bene coi pasticcini. Onestamente, anch'io ce l'avevo con lei, ero arrivata quasi ad odiarla ma Assia seppe trovare il modo di addolcirmi quando venne in camera mia e, mi vergogno a dirlo, finimmo meravigliosamente a letto insieme. Lei sa sempre come risolvere i problemi e lo fa ogni volta nel medesimo modo, con il sesso. Simona è un osso duro ma sono convinta che prima o poi capitolerà anche lei, finirà preda delle pregevoli attenzioni di Mamma. Papà poi pende dalle labbra della moglie. Assia ha una dose d'amore per tutti, pure per l'ormai ex ragazzo di Simona, sono convinta che continuerà a frequentarlo fuori casa. Eh già, lei non si perde mai nulla. A me ha detto di non chiudere la porta a chiave e di certo seguirò il suggerimento, non voglio perdermi le sue visite a sorpresa. Lei è stata la persona con cui ho fatto l'amore per la prima volta e non intendo certo rinunciare al seguito...     



Morbosità materna fatale

Mi chiamo Amanda. Sono proprietaria di un Bar. Quando assunsi Luca come barista, non potetti fare a meno di essere attratta dal suo aspetto fisico. Tuttavia, mi mantenni professionale, aspettai che ci provasse lui e non ci volle molto perchè questo accadesse. La scopata nel locale fu meravigliosa. Durante il sesso, gli chiesi come mai fosse single e lui mi rispose di avere una madre tremendamente gelosa, tale Rosaria (evidentemente si era attaccata di più al figlio dopo la separazione dal marito). Sul momento sottovalutai il problema ma pagai il prezzo della mia analisi superficiale in seguito, dopo che cominciammo a frequentarci. Una volta stavamo facendo sesso a casa sua quando, all'improvviso, rientrò Rosaria. Volevo parlarle, chiarire che stavo seriamente frequentando il figlio ma lui disse di nascondermi. Rosaria sentì l'odore di un'altra donna, capì che ero stata lì anche se non sapeva che mi ero nascosta. Rosaria si rivelò morbosissima nei confronti del figlio, continuava a ripetere che doveva troncare le frequentazioni con altre femmine, che lei avrebbe pensato a tutto, non solo a lavare, cucinare e stirare, ma pure al sesso! Ero incredula per il modo in cui lo provocò sbattendogli il bel culo tonico in faccia che lui opportunamente leccò senza vergogna. Nel momento in cui Rosaria cominciò a sbocchinare, capì che era disposta a tutto pur di tenere il figlio avvinghiato a sè. I due cominciarono a scopare focosamente. Non si può dire che non fosse una bella donna, insomma, nulla di anomalo a parte un incesto grande quanto una casa. Lui, non contento la penetrò pure nel culo e lei, zoccola, se lo prese tutto il manico, da gran maiala e pur di far contento il figlio. Mi facevano schifo ma ammetto che mi eccitava vederli scopare con tanto affiatamento. Quando lui le schizzò copiosamente nel culo, non potetti fare a meno di darmi pace cavalcando un fallo che tenevo nella borsa per "emergenze". Rosaria mi disse di non provare rancore, voleva tenermi buona affinchè io non licenziassi il figlio. Sul momento ero così nervosa da non volerlo più rivedere ma poi pensai che sarei stata troppo cattiva a vendicarmi così. Infondo l'amore percorre strane vie e, a volte, per quanto strano, si diffonde morbosamente anche tra genitori e figli. Col tempo mi passerà la delusione. Dopotutto, quei due sono fatti per stare insieme e, non mi meraviglierei se un giorno mi volessero come testimone di nozze!



martedì 7 aprile 2026

Terapia d'urto

Mi chiamo Vesna, sono una psicologa un pò puttanella. E' capitato più volte di avere rapporti intimi con i pazienti. In particolare, ricordo quel simpatico uomo di colore di nome Roger. Era venuto da me dopo che la fidanzata lo aveva tradito e poi mollato. Roger non aveva superato la delusione, il trauma per la fine della relazione. Mi raccontò che, nel frattempo, si faceva consolare da un amico, a livello orale. La sfida era interessante: sedurre un uomo confuso, omosessuale latente. Ricorsi a tutte le mie arti provocatorie per smuoverlo. Vestita sexy in minigonna, calze e tacchi, avrei fatto eccitare pure una mummia! Mi contorcevo sul tavolo, scoprivo il sedere, mi passavo la penna sulle labbra come la più navigata delle zoccole, modestamente. Roger si emozionò ma dovetti rincarare la dose per eccitarlo sul serio. Con disinvoltura, gli infilai la lingua in bocca cercando la sua. Gli sbottonai il pantalone. Poi, mi misi a pecora lasciando che lui mi abbassasse la mini e scoprisse le mie grazie. Ormai eccitato, mi leccò la figa. Io replicai con un bel bocchino, dopodichè cominciammo a scopare in tutte le posizioni. Mi schizzò copiosamente in bocca e sul seno. Credetti di aver riattivato il suo lato etero e lo feci, in effetti, almeno temporaneamente. Successivamente, mi disse che non se la sentiva di abbandonare l'amico, quello che nel momento di difficoltà gli era stato vicino. A quel punto lo esortai ad avere un rapporto completo con l'altro. Del resto, avevo già assaggiato il suo magnifico cazzo. Poco importava se non fosse pronto per le donne. Con le spycam, ripresi tutto e mostrai orgogliosa le foto e i video alla mia amica decennale Simona. Lei ammirò gli scatti quasi con invidia. Quel giorno rivelò tutto l'interesse che aveva per me, da sempre abilmente nascosto. Simona è una donna sposata ma, a quanto pare, il marito non l'apprezzava più tanto. Si creava dei complessi per il seno piccolo e per il viso non proprio spettacolare ma vi assicuro che ha delle gran belle gambe. Fu lei a prendere l'iniziativa, a sollevarmi il vestito. Poi, ci fu una sorta di strip parallelo dove finimmo per spogliarci entrambe. Lei teneva una bella lingerie addosso, con tanto di calze e reggicalze, oltre ai tacchi. Dopo esserci leccate il seno, fui io a slinguazzarle per prima la figa e la portai all'orgasmo con le dita. Poi toccò a lei, la sua prima volta con le donne. Usò lingua e dita contemporaneamente procurandomi un gradevolissimo amplesso. Da allora ci vediamo più di frequente, pranziamo spesso insieme e poi veniamo a prendere il caffè al mio studio quando non ci sono clienti. Insieme digeriamo proprio bene. Il marito ha notato che la moglie resta spesso a pranzo fuori ma non si lamenta più di tanto.    


sabato 4 aprile 2026

Lei si sacrifica per il figlio

Mi chiamo Raffaella. Non sapevo che a mio figlio Diego piacessero i ragazzi. Ma fin qui, la vicenda non rappresentava un problema. Di ciò me ne accorsi quando lo sorpresi a spompinare un amico, o presunto tale, Eric. In seguito, però, Diego, preoccupato, venne a chiedermi aiuto relativamente ai risvolti di questa situazione. Praticamente, Eric si lasciava spompinare in cambio della visione delle mie foto intime. Insomma, non una bella cosa ma, volendo, poteva ancora passare. Il timore maggiore nasceva, tuttavia, dal fatto che Eric voleva sputtanare mio figlio in tutta la Scuola diffondendo la notizia della sua omosessualità con tanto di documentazione fotografica annessa che immortalava mio figlio a sucare la minchia. Solo un incontro con la sottoscritta avrebbe potuto frenarlo dal prendere questa spregevole iniziativa. Sapevo che, a parole, difficilmente avrei distolto Eric dall'agire e così dovetti cedere sessualmente. Arrivai davanti casa sua in auto. Mi pregò di seguirlo nell'abitazione e, una volta  lì, dovetti subito chinare il capo sulla prestante fava e succhiare. Si divertiva a darmi della mignotta. Non sono certo una santarellina, in più, una madre si sottopone a qualsiasi cosa per salvare il figlio. Il divampare di una notizia del genere nell'Istituto avrebbe gettato mio figlio in una profonda depressione. Continuai, dunque, a succhiare. Poi Eric volle che mi toccasi da sola. Gli piaceva guardarmi, a gambe aperte, in tacchi e autoreggenti, che mi sgrillettavo. Mi chiese perfino cosa mi ispirasse, gli risposi alcuni attori famosi. Disse di continuare. Gira e gira le dita, me ne venni davanti a lui. Mi sentì tremendamente zoccola. Ancor più quando lui si avvicinò e infilò la mazza dura nella patata lubrificata. Mi fottette perbene a cosce larghe a missionaria. Lo disprezzavo ma mi fece godere come una porca e venire abbondantemente. Del resto, anche lui eiaculò pienamente nella passera. A mio figlio raccontai la verità: che l'avevo concessa per risolvere il problema. Eric mantenne la parola data ma, ovviamente, bisogna accettare i compromessi. La situazione è cambiata, oserei dire in peggio, in questo modo: ora mio figlio Diego spompina Eric che, nel frattempo, mi guarda mentre indosso la lingerie e dopo mi castiga. Eric non ha più bisogno delle mie foto, ormai, dato che mi può ottenere in carne ed ossa.     


venerdì 3 aprile 2026

La cognata calda di Corrado

Mi chiamo Erica. Sono sempre stata diversa da mia sorella maggiore Rosaria. Lei è caldissima con gli uomini mentre io ho delle difficoltà. Ciò nonostante, convolai a nozze con Corrado che, probabilmente, in me vide solo la bellezza. L'intimità di coppia lasciava un pò a desiderare perchè, oltretutto, io difficilmente prendevo l'iniziativa. Rosaria gli girava intorno da tempo, lo provocava in tutti i modi finchè lui, ad un certo punto, cedette e se la scopò ed io vidi tutta la scena. Trasgressione pesante: l'uomo che scopa con la cognata, la sorella della moglie. Anche se non sono una wife perfetta, le corna bruciano eccome. Disperata, messaggiai Fiorella, un'amica. Non pensavo che si precipitasse da me con l'intento di sedurmi. Non volevo diventare lesbica ma lei ci seppe proprio fare. Non solo mi leccò ma mi infilzò ripetutamente col dildo e poi con lo strap-on. Fiorella mi suggerì di non discutere più con mio marito ma io gli parlai anche se la situazione non cambiò sostanzialmente. 



Irrinunciabile voglia cuckold

Mi chiamo Francesca. Ho vissuto per anni un matrimonio tranquillo, forse fin troppo e non mi sarei mai sognata di tradire il coniuge di mia inziativa. Non mi aspettavo che, un bel giorno, mio marito Ugo mi proponesse una trasgressione piuttosto forte. Lo eccitava da matti l'idea di vedermi a letto con un altro, preferibilmente un ragazzo attraente, giovane e dotato. Credevo che rimanessero fantasie, parole. E invece no! Mi mise di fronte al fatto compiuto quando invitò a casa Paul, il figlio di un suo amico. Era davvero affascinante. Non sono mica di legno e poi, col benestare di mio marito, non mi sentivo nemmeno troppo in colpa. Ugo si sedette col suo cappello da cowboy, mentre io e Paul, a letto, facemmo scintille. Paul mi mise le mani sul culo, da sopra al vestito. Eccitata, cominciai a prendergli il cazzo in bocca. Mio marito era in estasi. Mi accorsi che non distoglieva gli occhi dal ragazzo, nondimeno dal suo cazzo ormai in erezione grazie alla mia lingua. Nuda in tacchi (non li porto altissimi), saltai a cavalcioni sul pisello del ragazzo e me lo presi tutto dentro. Paul, arrapato, mi stringeva le chiappe. Poi passammo a pecorina. Intanto Ugo aveva una vistosa macchia nei pantaloni, capì che avrebbe eiaculato solo a guardare. Paul mi stantuffò a dovere, e mi diede una grande ripassata pure a missionaria. Raggiungevo orgasmi continui. L'intensità della scopata era notevole, finimmo per baciarci in bocca, dopodichè lui, in preda all'orgasmo, mi schizzò a fiume in faccia, facendomi sentire una bella troia. Paul, accortosi di piacere a Ugo, propose un nuovo incontro in cui se lo sarebbe inchiappettato ed io avrei ricoperto il ruolo di spettatrice. L'iniziativa a sorpresa dell'ospite ha messo in crisi mio marito, si vergogna di vivere un rapporto omosessuale completo, specie davanti alla moglie. Forse dovrei incoraggiarlo come lui ha fatto con me. Non so se mi piacerebbe fare la spettatrice ma non nascondo che un pò di curiosità ce l'ho nel vedere come fottono due uomini. Potrei osservare o, al peggio, se proprio non me la dovessi sentire, uscire dalla stanza per garantirgli la privacy. In ogni, chissà! Mai dire mai!    


Trasgressioni di San Valentino

Mi chiamo Miriam. Ero una ragazza piuttosto tranquilla ma ci fu un San Valentino che mi fece decisamente cambiare. Dovrebbe essere la festa degli innamorati ma per me rappresentò l'inizio di una spirale di perversioni. Del resto, la mia relazione con Peter era diventata piatta. Ci pensò la mia amica Angela ad accendere la miccia. Si presentò a casa mia il giorno di San Valentino con una bellissima collana. Apprezzai il pensiero ma non capivo il motivo. Ci volle poco a scoprirlo. Mi desiderava e si propose in modo così intrigante che finimmo per andare a letto insieme. A Peter dissi una scusa, che non mi sentivo bene. Non me la sentivo di vederlo, dopo essere stata con Angela. In più, il giorno seguente, dopo aver raccontato la storia alla mia collega Kate, una donna un pò più grande di me, risvegliai le sue voglie. Kate non potette fare a meno di leccarmi la patata ed io di ricevere la sua calda lingua. Successivamente, incontrai Peter. Eccitata dalla situazione, cominciai a stuzzicarlo durante l'intimità. Dopo un girovagare di discorsi, gli dissi che lo avevo tradito con le donne ma lasciandogli dubbi, dal momento che specificai che ciò era accaduto durante un sogno, di cui faceva parte anche la collana di Angela. Bhè, combinazione volle che lui notò quella collana su un tavolo e ciò gli tolse ogni ambiguità residua. Si innervosì e se ne andò. Mentre correva via, sbattendo la porta, gli suggerì che poteva fare altrettanto. In ogni caso, mi dispiaceva della discussione per cui mi recai al suo ufficio per chiarire e lì lo trovai in compagnia del collega in inequivocabili atteggiamenti. Insomma, dopo le reciproche leccate di cazzo, se lo prese nel culo. A quel punto, mi sentì finalmente libera di parlargli senza filtri. Gli feci capire che sarebbe stato meglio per entrambi vivere una relazione aperta e colsì la palla al balzo per comunicargli l'intenzione di provare con altri uomini. Volevo il suo incoraggiamento e lo ebbi. E così, mi diedi subito da fare agganciando un distinto signore e portandomelo a letto. Devo dire che fu una bellissima chiavata ma quel tipo, mr. Ronson, rimase intrigato dalla mia storia e da ciò che aveva combinato Peter per cui mi chiese di contattarlo. Ronson non voleva dare la mazza solo a me ma anche a lui ed io non potevo che essere felice di vederli scopare ma questa è un'altra storia.           




mercoledì 1 aprile 2026

Irrefrenabile desiderio di passera

Mi chiamo Morena. Le donne mi sono sempre piaciute. Ma questa pulsione aumentò notevolmente quando scoprì che mio marito Fulvio era diventato omosessuale. Ammise le sue tendenze dopo che lo beccai ad interagire intimemante con gli amici mentre fingevano di seguire le partite di calcio. Si aprì uno scenario interessante quando Frida, la bella amica di mia figlia Laura, mi confidò che quest'ultima preferiva le donne. Frida era un pò snob, un pò altezzosa, parlò di mia figlia quasi con disprezzo ma sapevo che, sotto sotto, pure a lei piacevano le femmine. La approcciai, le misi le mani sul culo e da li la portai a lesbicare. Ce le leccammo a vicenda e ce le strofinammo pure. L'incontro con Frida mi diede l'ispirazione per provarci con mia figlia. Pregai Frida di spingere Laura a confidarsi con me, riguardo alle tendenze saffiche. Volevo che Laura compisse il primo passo, che si fidasse di me. Quando finalmente lo fece, fui pronta a mostrarmi dolce e tollerante, la madre che comprende perfettamente le esigenze della figlia, non una che giudica. E così, io e Laura, sul lettone, demmo vita ad una fantastica lesbicata incestuosa senza alcun limite. Ce le leccammo e ci strofinammo fino a gridare in preda all'amplesso. Laura, dopo, qualche problema se lo pose, considerando il rapporto stretto di parentela. Inoltre, temeva il giudizio del padre. Le rivelai, così, dell'omosessualità di Fulvio e questo la stupì parecchio ma, in qualche modo la rassicurò. Il padre non avrebbe mai potuto giudicare la figlia, essendo caduto, per primo, in peccati trasgressivi analoghi. Mi piaceva incestare con mia figlia ma non mi bastava. Sono una tipa che ama variare. Contattai Frida e le proposi un triangolo insieme alla mia amica parrucchiera, Anna, una ragazza molto carina con cui avevo fatto amicizia. Io ed Anna eravamo diventate intime dialogando quando andavo a sistemare i capelli. Sapeva di mio marito e della mia bisessualità. Lei, d'altra parte, mi confidò di essere attratta dalle donne. Con lei ruppi il ghiaccio io, facendole i ditalini nel negozio, quando rimanevamo da sole. Io ed Anna arrivammo a casa di Frida e lì accaddero i fuochi d'artificio. Nonostante Frida e Anna fossero due tipe un po' diverse, caratterialmente,tra loro scattò una bella chimica. I lecca lecca a tre dilagarono a profusione. Personalmente raggiunsi l'apice quando mi ritrovai le loro lingue che mi rovistavano contemporaneamente il culo e la figa (Frida l'ano e Anna la fica). Esplosi davvero di piacere felice di averle scelte come partner sessuali (Belle, giovani e troie!). Bhe', Anna ha proposto a Frida di andare a fare la messa in piega da lei ma credo che sia più portata per la lingua in sorca!    


Il mio ex preferisce il cugino

Mi chiamo Miranda. Io e il mio fidanzato, Enzo, ci eravamo lasciati dopo una relazione durata 3 anni perchè lui diceva che lo opprimevo troppo. Intendevo ricucire il rapporto per cui, a un certo punto, andai a trovarlo a sorpresa indossando un completino sexy rosso sperando vivamente di riconquistarlo (entrai facilmente nella sua abitazione perchè possedevo ancora una copia delle chiavi). Sfortunatamente, la sorpresa la fece lui a me. Lo trovai in compagnia di un ragazzo più giovane. Dai loro discorsi, capì che si trattava del cugino, Marco, palesemente omosessuale. Nascosta assistetti ai loro approcci intimi. Il giovanotto sbocchinava bene e dopo se lo prese pesantemente nel culo, dapprima a pecorina e poi a candela. Marco raccontava a Enzo che aveva soddisfatto molti coetanei, specie a Scuola, ragazzi che avevano difficoltà con le donne alle quali lui aveva brillantemente sopperito mettendoci la bocca e pure il culo. E, praticamente, stava facendo lo stesso con Enzo. Marco ammise di preferire i maschi più grandi, per cui si trovava nella situazione ideale. Onestamente, data l'intensità del loro rapporto, seppur infastidita di essere stata rimpiazzata, mi eccitai a guardare mentre scopavano e fui costretta pure a toccarmi. Enzo sborrò nel culo del giovane parente, dopo averlo montato a dovere. Marco, a sua volta, eiaculò copiosamente mentre si segava focosamente. Avrei voluto irrompere e fare una scenata ma pensai di andar via in silenzio. Di sicuro, il rapporto che intendono mantenere segreto per me non è un mistero, dato che li ho beccati e non è detto che, in seguito, non possa arrivare a sputtanarli per ripicca.