I momenti di crisi di una donna separata, in cerca di attenzioni, possono sfociare in percorsi inimmaginabili...
mercoledì 29 aprile 2026
La vicina mi fece riflettere
Il collega maturo della madre
Mi chiamo Elsa. Dopo la separazione da mio marito, cercai, invano, un compagno di vita adatto a me. In realtà, Ben, il mio collega di lavoro, un uomo prestante e villoso, sembrava il tipo giusto ma mi ci volle poco per accorgermi che era gay. Insomma, non sono brutta ma lui non mi guardava mai con interesse il seno, il sedere o le gambe. Però eravamo molto amici e spesso lo invitavo a casa mia. Fu qui che conobbe mio figlio Simone. Non immaginavo che a Simone piacessero gli uomini maturi. Mio figlio, un pomeriggio, finì nella camera degli ospiti, dove riposava Ben e accadde il patatrac. Mi trovai a sbirciare dietro la porta e vidi che si spompinavano a turno. Peccato che Ben volesse donare il suo grosso uccello a mio figlio e non alla sottoscritta. D'altronde, i gusti sono gusti! Sapevo che Ben avrebbe inculato Simone, cosa che accadde puntualmente. Fu così che mio figlio perse la verginità. Vi confesso che mi ritrovai pure con la fica bagnata, vedendoli fottere e venire. Mio figlio non voleva ammettere il suo orientamento ma io feci in modo che si sbottonasse. Insomma, sapevo che lui e Ben, in camera da letto non avevano semplicemente parlato come semplici amici e poi trovai pure delle foto compromettenti sul pc di Simone: accurate collezioni di uomini maturi col pisello di fuori. Bhè, a quel punto, Simone dovette ammettere la verità. Ben rende felice mio figlio e chissà quanti altri ragazzi mentre io dovrò cercare qualcuno che apprezzi ancora la passera.
martedì 28 aprile 2026
Colazione ricca
Nessuna gelosia
Sono Cristina. Quando non ci sono gelosie, è facile scivolare nelle trasgressioni. Io e Mauro, il mio ex, non ci lasciammo per via di un litigio ma perchè lui dovette spostarsi fuori per motivi di lavoro. Intanto, iniziai una nuova relazione con Roberto. Non immaginavo che Mauro tornasse all'improvviso dagli Stati Uniti e si proponesse in modo del tutto singolare. Quando gli mostrai le foto del mio attuale compagno, avallò apprezzamenti nei suoi confronti. Maliziosamente, pensai di prendere la palla al balzo per dar vita ad una trasgressione niente male. A Mauro piaceva Roberto ma non potevo spingerlo direttamente tra le braccia del mio boyfriend. Ci voleva uno stratagemma per sfumare e stemperare al meglio quell'incontro. E così, proposi a Robbie un pompino bendato, solo che ad adoperare la bocca fu Mauro. Vi lascio immaginare la sorpresa di Roberto, una volta sbendato. Ma ormai l'eccitazione era salita nell'atmosfera. Mauro limonò Roberto per non dargli troppo tempo per riflettere mentre io agivo di bocca col mio attuale tipo. Roberto si eccitò notevolmente arrivando a leccare magnificamente le palle di Mauro mentre io usavo la bocca sull'asta dell'ex. In men che non si dica, Mauro finì a candela, impalato sul pisello di Roberto. Fu una vera figata, lo ammetto! Godevano entrambi tantissimo e proseguirono la scopata a pecorina mentre Mauro me la leccava. Sorprendentemente, a Roberto non dispiacque che finissi dritta sull'uccello di Maurito. La complciità era nettamente più forte della gelosia. Poi, accolsi il pene di Robbie in vagina. E, alla fine, schizzarono entrambi copiosamente. Non fu difficile proporre una relazione a tre che entrambi accettarono di buon grado. Il triangolo accontenta tutti. Io posso disporre delle attenzioni intime di due ragazzi che, peraltro, amano stare anche splendidamente tra di loro: meglio di così! Di gelosia neanche l'ombra!
Una cameriera come complice
Sono Carmen. Svolgendo il lavoro di cameriera presso un'abitazione, entrai in confidenza con Corrado, il simpatico figlio dei proprietari. Mi accorsi subito che non era particolarmente portato per le donne. Di solito, invitava a casa il suo amico Simone e giocavano insieme ai videogiochi. Gli sguardi e i sorrisi tra loro erano complici ma Corrado non si decideva a compiere il primo passo nei confronti dell'amico. Alcune mie parole lo incoraggiarono in tal senso. Mi ritrovai sul divano, seduta tra loro, nudi, a stimolargli gli uccelli con una lenta sega. Poco dopo si baciarono mentre se lo smanettavano a vicenda. Che carini! Simone spompinò Corrado, poi si diedero il cambio ed io cercai di insegnare qualcosa a Corrado sul sesso orale. Simone, in seguito, scopò Corrado a pecorina e a me non diede alcuna "ripassata" dato che gli piacciono solo i maschi (non rientravo tra i suoi buchi preferiti!). Al termine della sensuale ingroppata, fu bello vedere l'ospite schizzare nel culo di Corrado che, a sua volta godette eiaculando all'impazzata.
lunedì 27 aprile 2026
Due è meglio di una
A volte, nella vita, ci vuole fortuna. Probabilmente, molti vorrebbero trovarsi nella mia situazione privilegiata...
Generosità interessata
Mi chiamo Serena. Mi sembrava strano che l'amica Gloria mi avesse offerto una vacanza da sogno di un mese senza pretendere nulla in cambio. Quando arrivammo in quel luogo paradisiaco, ma senza molti uomini avvenenti presenti, cominciai a lamentarmi. Ma lei mi ricordò, anche attraverso l'uso del dildo, che ci si può divertire in modi alternativi. Mentre prendevamo il Sole, sdraiate sui lettini, mi diede una dimostrazione pratica avvelendosi di dildo e lingua ed io andai proprio in estasi. Il ditalino a pecorina, completò la mia venuta. Come non essere riconoscente a Gloria?
Euforico per il nuovo lavoro
Mi chiamo Robbie. Il mio modo di concepire l'amore può essere criticabile ma, infondo, non è sbagliato condividere le gioie migliori con le persone più care. L'euforia per essere stato ingaggiato come meccanico presso un'importante Officina, mi portò letteralmente a strafare...
venerdì 24 aprile 2026
Non solo fitness
Sono Rosy. Dopo un lungo fidanzamento, cominciai ad attraversare un periodo di confusione e così decisi di mollare il mio fidanzato Tony...
Pensionato arzillo
Mi chiamo Luana. Non è sempre facile mantenere uno standard economico adeguato per andare avanti dignitosamente. Talvolta si può incappare in inevitabili compromessi...
giovedì 23 aprile 2026
Delizia anale
Sono Giulia. In ambito sessuale, le fantasie erotiche possono essere davvero molteplici, specie per le persone estrose. Come per il cibo, è questione di gusti e non tutti i "commensali" prediligono la stessa "dieta". Il rapporto anale è una di quelle pratiche che a certi soggetti piace tanto, ad altri meno e ad altri ancora per niente. Io appartenevo alla terza categoria. Nonostante le insistenze del mio ragazzo, mi rifiutavo di riceverlo dietro per non sentire dolore. Fu la mia amica a farmi cambiare idea quando mi chiese di farle compagnia mentre si lasciava esplorare, per la prima volta, a livello rettale. Segai solo il tipo, per il resto fui complice, osservai mentre lui la inculava. Sembravano entrambi molto felici dell'esperienza. Questa visione mi rese più possibilista, nonostante continuassi a negarla al mio boyfriend. Poi, un giorno, mentre facevamo sesso, dopo un pompino preliminare e una scopata in figa a candela, avvenne la svolta. Lui, a sorpresa, spostò il pene dalla passera e lo infilò, senza convenevoli, dritto nel mio culo. Ci fu un attimo di sgomento. Si era andato a prendere quel godimento che gli avevo negato per troppo tempo. Sentì un certo dolore ma altrettanto piacere. Lui affermò che mi sarei abituata e mi consigliò di toccarmi durante il rapporto. E' esattamente ciò che feci. Me lo diede pure alla pecorina. Sditalinandomi, venni. Lui mi schizzò copiosamente addosso farcendo il seno di sborra calda. Il mio ragazzo, felice, disse che avremmo dovuto farlo sempre così. Da allora non lo prendo più nella fica ma solo dietro.
mercoledì 22 aprile 2026
La casa allagata
Mi chiamo Karen. Quando ci si trova in difficoltà, si è costretti a chiedere aiuto. Improvvisamente, mi ritrovai con la casa allagata. Quella notte non avrei potuto rimanere lì e così chiesi l'ospitalità dei condomini ma, per svariate ragioni, si rifiutarono tutti, ad eccezione di una, la tipa del piano di sopra, Wanda, che mi accolse a braccia aperte. Avevo capito di piacerle ma l'emergenza mi esortava ad accettare comunque l'invito. La sigorina cucinava anche bene, tra l'altro. Dopo cena, finimmo a parlare in camera da letto e lì mi ritrovai, come immaginavo, le sue mani addosso. Per me si trattò di una situazione anomala, dal momento che non ero mai stata con le donne. Non ebbi tanto tempo per pensare, dato che Wanda iniziò subito a leccarmi il seno dispensando apprezzamenti sullo stesso. In men che non si dica, mi ritrovai a gambe aperte sul letto, con lei che mi leccava sapientemente la fica. Ovviamente me ne venni. Mi chiese di ricambiare ed io ero impacciata. Feci del mio meglio, con lei che mi spingeva la testa contro la passera rovente. Dopo di ciò, decise di provare su di me uno dei suoi dildo. Mi ci fece impalare sopra muovendomi per i fianchi su e giù. La notte è lunga e Wanda si rivelò insaziabile e mi portò nei meandri più oscuri del piacere. Mi addormentai sfinita. La mattina seguente avevo delle occhiaie spaventose, frutto dei trascorsi notturni. Bhè, non so se sperare che mi si allaghi di nuovo la casa o meno. Se accadrà, ci penserà di sicuro Wanda ad ospitarmi con tutti i convenevoli...
martedì 21 aprile 2026
Senza alcun limite
Mi chiamo Elisa. Questa è una storia decisamente turbolenta dove ci sono ben pochi limiti. Vi basti sapere che mio marito si chiama Ubaldo, mio figlio Paolo, la mia amica, Fabiana, suo marito Eugenio. Scopri i dettagli leggendo il racconto completo.
Leggi racconto completo
lunedì 20 aprile 2026
Le indicazioni preziose della dottoressa
Mi chiamo Elvira. Vivevo un rapporto malsano col fidanzato ma una dottoressa riuscì, stranamente, a farmi tornare il sorriso.
Una colossale beffa
Mi chiamo Vittoria. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio! Non rinnego i momenti di piacere trasgressivo vissuti, anche se li pagai a carissimo prezzo. Oltre alla sottoscritta, i personaggi cardine di questa storia sono due: Charles, il mio ragazzo (o dovrei dire ex ragazzo?) e Valeria, quella che reputavo la mia miglior amica.
venerdì 17 aprile 2026
Massaggio proibito
Mi chiamo Eleonora. Da tempo desideravo ricevere un massaggio ma non mi recavo nei Centri specializzati per via della gelosia del mio fidanzato. Quando un'amica mi dette il nominativo di una brava professionista, Giada, mi decisi ad andarci. Gioele sarebbe stato tranquillo, sapendomi in compagnia di una donna ed io avrei finalmente ricevuto sollievo ai muscoli. Rimasi colpita nel momento in cui incontrai Giada, un'avvenente fanciulla dalla carnagione scura e dal fascino esotico. Mi stesi sul lettino. Dopo pochi minuti, lei mi accarezzò il seno e, successivamente, mi baciò in bocca mentre mi sditalinava. Mi leccò perfino il collo ed io andai fuori di testa. Mi pose il suo bellissimo seno all'altezza del viso, incitandomi a leccare ed io leccai i capezzoli. Quelle tette eran sode, favolose. Si spogliò del tutto e mi mostrò il suo culo meraviglioso. Anche la donna più etero lo avrebbe apprezzato notevolmente. Si mise sopra di me in modo che stessimo nella posizione del 69 e volle essere leccata. Con grande emozione, feci saettare la lingua nella sua adorabile e sugosa vulva conferendole piacere. Poi lei si chinò in modo che effettivamente praticassimo il 69 dispensandoci godimento a vicenda. Raggiungemmo intensi orgasmi. Al mio ragazzo raccontai che la tipa che mi aveva massaggiato era figa mentre gli praticavo un feetjob e lui avallò l'ipotesi della lesbicata. Negai e rispose che lui si faceva i film. Poi, curiosa, chiesi se, nel caso, gli avesse dato fastidio un'esperienza saffica e lui replicò che sarebbe stato certamente meglio di un tradimento con un uomo. Maliziosamente, risposi che ci avrei pensato ad un'eventualità simile e lui non seppe mai che la lesbicata c'era già stata.
Corteggiando la migliore amica
Mi chiamo Lorena. Amanda è una mia cara amica. Di solito, il Sabato, usciamo in comitiva, insieme ad altri ragazzi. In poche parole, siamo le uniche girl del gruppo formato da 10 persone. Non facciamo niente di particolare, andiamo a mangiare la pizza o il panino da qualche parte. Una sera capitò che mi sentì accarezzare la gamba, presumibilmente da un piede. Erroneamente, credetti che si trattava del tipo che sedeva di fronte a me a cena, tale Lorenzo. Solo dopo scoprì che era stata Amanda. Me lo disse lei quando ci trovavamo a casa sua. Disse anche che i suoi non c'erano e che dunque stavamo da sole. Sostanzialmente ci provò e ci riuscì anche. Non mi ero mai data ad una donna ma la sua determinazione, la sua convinzione e anche dolcezza, mi fecero letteralmente capitolare. Ci baciammo e da lì la natura seguì il suo corso. Ci amammo sopra il divano di casa sua. Non è che ero così brava a leccare la patata ma feci del mio meglio ottenendo apprezzabili risultati. Poi, lei si concentrò su di me e mi portò a godere come una matta fino all'orgasmo. Amanda dice che dobbiamo continuare a frequentare i ragazzi della comitiva per non dare nell'occhio. Sia i miei genitori che i suoi non vedrebbero tanto di buon occhio la situazione. Entrambe le famiglie vorrebbero vederci sposate con un uomo...
giovedì 16 aprile 2026
Un amore particolare
Gli amori, a volte, fioriscono in modo particolare, anche tra persone che mai ti aspetteresti. E nulla può impedire che ciò avvenga, se l'impulso delle parti è orientato nella stessa direzione. Questo è uno di quei casi, un esempio in cui i taboo possono essere sfatati e sciogliersi di colpo come neve al Sole. Mi chiamo Fiorenza. Per mia madre Laura, la separazione fu un duro colpo da assorbire ma io trovai il modo di consolarla ed entrambe fummo molto felici del punto di complicità al quale giungemmo.
Leggi il testo integrale del racconto
La madre calda della mia compagna di Scuola
Mi chiamo Antonia. Ho sempre avuto interesse per le dame più grandi. Fui lieta di essere invitata a cena dalla mia compagna di classe, Gisella, perchè sua madre Mirella è una vera gnocca. A tavola le lanciai occhiate da maestra del flirt e lei se ne accorse. Notai anche una certa freddezza coniugale aleggiante nell'aria che mi incoraggiò a portare avanti i miei impulsi. In seguito, la madre della mia amica ci venne ad augurare la buonanotte nella stanza della figlia. Con Gisella parliamo abbastanza apertamente. Le confermai di essere presa dalla mamma ma lei, logicamente, mi rispose che, essendo sposata, non me l'avrebbe mai data. Aspettai che Gisella si addormentasse, poi mi diressi, convinta, nella camera da letto dei suoi genitori. Fortuna volle che riscontrai il miglior scenario possibile. Mirella, dopo aver evidentemente dato il due di picche al marito, si stava toccando da sola. Un'occasione imperdibile. L'istinto mi portò a leccargliela. Giustamente, la donna spiegò, a bassa voce, che, per precauzione, avremmo dovuto spostarci. Una volta in salotto, fummo finalmente libere di spassarcela. Mi fistò con le dita, poi io gliela leccai dal basso. Dopodichè finimmo in un bollentissimo 69. Alla fine ce le strofinammo e godemmo come matte in una sensazionale scopata al femminile. Dopo gli orgasmi, le ho perfino chiesto se posso andarla a trovare mentre il marito è al lavoro. Mi ha sorriso maliziosamente.
mercoledì 15 aprile 2026
Una figlia disponibile
Mi chiamo Sara. Rimasi sorpresa quando beccai vari video porno sul portatile di mio padre. Alfio si lamentava che mia madre lo trascurava per andare a divertirsi con i ragazzi. Mi disse che potevo aiutarlo a star bene. Cominciò ad accarezzarmi il seno, le mutandine. Sapevo che tutto ciò è sbagliato ma, diamine, è anziano infondo. Volevo solo renderlo felice. Lasciai che mi accarezzasse la figa, che me la leccasse un pò. Poi gli sbottonai il pantalone e glielo presi in bocca. Sapevo che lo desiderava tanto. Colsi la gioia indescrivibile nei suoi occhi, ancor più quando lo cavalcai. Il suo cazzo non tanto grande divenne durissimo per l'occasione. Continuammo a pecorina. Era eccitato parecchio, eiaculò abbastanza velocemente bagnandomi dolcemente il seno. Disse di essere orgoglioso di me e quelle parole mi gratificarono, pur sentendomi una peccatrice. Questo resta il nostro piccolo segreto.
Conteso in famiglia
Mi chiamo Corinne. Dopo la separazione dei miei, vivevo con mia madre Rosanna. Con lei non andavo d'accordo, anche perchè non ammetteva che portassi ragazzi a casa. Perse la pazienza definitivamente quando invitai un tizio che, per segarsi, mi fece rimanere col sedere di fuori. Mia madre se ne accorse e mi spedì dritta da mio padre, in castigo. Ma con Lorenzo fu bellissimo. Mio padre mi introdusse nella sua vita lavorativa. Diventai segretaria d'ufficio e la sera mi portava alle cene con i soci spacciandomi per la sua nuova fiamma. In realtà, disse che era una strategia di marketing. Se avesse detto che ero la figlia, lo avrebbero preso per sfigato. Ma a casa sua accadde la magia, mi innamorai di lui. Finimmo per baciarci. Poi lui mi regalò un completino intimo che volle vedermi indossato. Quando mi accarezzò il seno, persi del tutto la testa e facemmo l'amore. Mi leccò deliziosamente la figa, io replicai leccando la cappella e poi me lo feci mettere a candela e a pecorina, dove entrambi raggiungemmo l'estasi. Mia madre, all'oscuro di tutto, non si rassegnava. Alla lunga riuscì a coinvolgerlo e lui se la scopò. Li beccai mentre lei, felice, andava sù e giù sul pisello. Credevo di essere speciale, unica, invece Lorenzo infila il cazzo dove gli pare. Comunque, mia madre non saprà mai che io e lui siamo stati a letto insieme. Sono furiosa ma se smette di vedere Rosanna sono disposta a dargliela di nuovo! La nostra è una sorta di disputa familiare semiocculta.
Quando la trasgressione aiuta il rapporto
La prima volta non si dimentica facilmente
Mi chiamo Clara. Credevo che Daniele fosse il ragazzo giusto per me. Tuttavia, mi lasciò un dubbio una sua confidenza. Mi raccontò che, la sua prima esperienza, un annetto prima, era avvenuta con un ragazzo di nome Marco e non con una ragazza. Ammise che gli era piaciuto tanto ma che poi lui e l'altro si erano persi di vista, soprattutto per timore del giudizio dei rispettivi genitori. Quando mi trovai a parlare con la mia amica Alessandra, e le narrai l'episodio, mi disse, sorprendentemente, che il suo ragazzo le aveva raccontato di aver vissuto una storia simile. Chiesi il nome del ragazzo e lei mi rispose: Marco. Non poteva essere una coincidenza. Ad ogni modo, entrambe valutammo che si trattasse di un pregresso finito nell'oblio, di una loro storia morta e sepolta. Purtroppo non era così. Tempo dopo, sorpresi Daniele, in piena eiaculazione, mentre affondava l'uccello nel sedere di Marco. Il passivo, a sua volta, se ne stava venendo urlando di piacere. Mi risparmiai, peraltro, i preliminari a base di seghe e bocchini ai quali non assistetti ma che di sicuro ci furono. A quel punto mi resi conto che quel flirt non apparteneva solo al passato. Quando Alessandra mi vide sconvolta le dissi che quei due avevano avuto un ritorno di fiamma!
Lo studente preferito del prof
Sono Marika. Jason, il mio compagno, è un docente di matematica. Insieme ci troviamo bene a dialogare ma lui non è mai stato un maschio Alfa con le donne. La sua passione sono gli allievi della Scuola, i maschietti, specie quelli con un rendimento scarso, più facili da sedurre. Sapevo che, prima o poi, avrebbe portato a casa qualcuno. Un giorno, si presentò in compagnia di un ragazzo e, francamente, non mi dispiacque affatto. Jason non vedeva l'ora di sbocchinare Marco, poi ci pensai io a lavorare di bocca, mentre loro si baciavano, da brave puttanelle. Saltai in groppa al giovanotto e finalmente presi una abbondante dose di cazzo nella patata. Mi mancava da tempo una trombata del genere. Poi, il professore riservò all'allievo un'altra succulenta dose di chinotto. In seguito, mentre Jason dava i bacetti sul viso al giovanotto io agivo di mano. Marco ebbe una copiosa eiaculazione e di sicuro si ritroverà un bel voto in pagella: 10 e lode!
martedì 14 aprile 2026
Oltre ogni taboo
Sono Elena. In questo complesso racconto è necessario partire obbligatoriamente dal principio. Mio padre Fulvio mollò mia mia madre Miranda per un'altra donna lasciandoci in un mare di debiti. Fu solo grazie alle virtù di mio fratello maggiore Ennio che io e lei non finimmo per strada a chiedere l'elemosina. Ennio è un grande imprenditore. A differenza di mio padre, i soldi li guadagna, e tanti, non li perde. Quando Ennio ci provò con la sottoscritta, non ero al corrente del fatto che mia madre fosse già stata tanto disponibile con lui. Era difficile dirgli di no, dal momento che mi riempiva di regali costosi e attenzioni da mesi (molto più di quanto facessero i miei coetanei spasimanti). Insomma, voleva essere ricambiato perbene ed io finì per starci. Mi faceva strano, di certo non si può parlare di vicenda normale, ma lui mi sapeva prendere molto bene, nel vero senso della parola. La prima volta che ci andai, dopo averlo ciucciato accuratamente, mi coinvolse in una prolungata scopata, dove sentì il suo cazzo duro e grosso pervadermi fino in fondo, a candela e a pecorina. Mi schizzò copiosamente in bocca. Mi sentivo speciale, unica, anche se, ad un tratto non ce la feci più a tenere il segreto dentro e mi confidai con mia madre. Non l'avessi mai fatto perchè, a quel punto, lei mi disse la verità. Ero semplicemente subentrata dopo di lei, un rapporto incestuoso al quale ne seguiva un altro. Miranda mi spiegò che il livello di richiesta, da parte dell'uomo di casa, si era alzato, che ci voleva entrambe, contemporaneamente. Conduceva lui il gioco, perchè in cambio ci faceva fare la bella vita. E così, facemmo sesso a tre. Lui soddisfò prima mia madre, promettendole regali succulenti, poi passò alla sottoscritta. Quello stallone sembrava non finire mai la sborra, ce ne diede in quantità industriale. Eravamo sue, senza se e senza ma. Finì per concedergli pure il culo, nei giorni seguenti, per ottenere regali sempre più accattivanti, ambiti e preziosi. Ma Ennio non si accontentava mai. Rese mia madre una segretaria a tutti gli effetti e le diede l'incarico di trovarne altre due di supporto. Mia madre propose due sue amiche piuttosto disinibite. Bhè, so che in ufficio, al termine di un colloquio improbabile, Ennio scopò con tutte e tre, dopo amorevoli pompini di gruppo ma so che la sua preferita resta sempre mia madre. Ennio, dall'alto della sua posizione, può avere chiunque, tutte le femmine che desidera, ma io e Miranda cerchiamo sempre di agire al meglio, di essere all'altezza, in modo da restare nella sue grazie e continuare a godere di una felice e appagante esistenza.
lunedì 13 aprile 2026
Il mio ex mi prese in parola
Aiutini tra vicine
Mi chiamo Mia. Sono una donna sposata ma mio marito Ettore mi trascura nell'intimità. E' dedito al lavoro, va sempre di fretta e non ha tempo per soddisfarmi per cui sono costretta a ricorrere a pratiche di autoerotimo con l'ausilio di dildo. Quella mattina stavo proprio cercando di appagarmi in solitaria quando venni interrotta bruscamente, sul più bello, dal suono stridente del campanello della porta. Era Erica, la mia bella e giovane vicina mora del piano di sopra. Voleva fare quattro chiacchiere, si sentiva sola. Fu inevitabile condividere la delusione per le rispettive relazioni poco soddisfacenti che intrattenevamo. A quel punto, mi venne l'idea brillante e trasgressiva di coinvolgere Erica in una lesbicata. Non avevo mai pensato ad un'opzione simile, almeno non tanto, fino ad allora ma la voglia mi spinse ad osare. Erica, incuriosita mi seguì in camera da letto e lì facemmo davvero scintille. Da un semplice ed appassionato bacio tra ladies, ci ritrovammo ad interagire intimamente. Gliela leccai, le leccai perfino l'ano, usai le dita nella fica. Sembrava veramente un sogno vedere quella ragazza bellissima godere a causa delle mie stimolazioni. Arrivò beatamente all'orgasmo. Quando fu il suo turno, giunse per me un momento speciale di pura libidine. Erica mi riservò appaganti attenzioni, ci seppe fare alla grande, mi stuzzicò in tutti i modi, perfino meglio di come avevo fatto io con lei. Verso la fine, a pecorina, mi fece toccare il Cielo con un dito, come si suol dire, e venire in un orgasmo profondissimo. Dopo aver fatto sesso con lei, penso seriamente di voler cambiare "parrocchia". Fortuna che abitiamo vicine! Intanto, le ho proposto una cena a quattro per far conoscere il suo ragazzo a mio marito. Credo proprio che quei due abbiano qualcosa in comune. Mio marito e il suo boyfriend andrebbero bene insieme, visto che entrambi non ci sanno fare con le donne!
sabato 11 aprile 2026
Marta e Sara
Mi chiamo Marta. Ero pedicurista in un Centro. Fu lì che conobbi la signora Sara. Diventammo amiche e decidemmo di frequentarci al di fuori della struttura. Andavo a trovarla nella sua bellissima villa fuori città. Parlavamo, prendevamo il caffè insieme. Mi piaceva la sua compagnia. Mi raccontava spesso del suo matrimonio in crisi, del marito che la trascurava. Un giorno, d'inverno, faceva freddino fuori al giardino e lei suggerì di rientrare in casa. Col tepore del calorifero si stava fin troppo bene, al calduccio, il che spinse Sara a togliere il vestito e a invogliarmi a fare lo stesso. Restammo entrambe in mutande e reggiseno. Sara mi disse che ero l'unica che poteva consolarla dai tormenti che viveva e così finimmo in camera da letto. Nonostante non fossi mai andata con le donne, bisognava riconoscere che Sara è una bionda prorompente che piacerebbe a qualsiasi uomo e, probabilmente, anche ad alcune femmine. Ci leccammo le tette a vicenda. Poi, lei volle farmi sentire il dildo nella passera. Non mi sarei mai aspettata di fare certe cose con lei. Di sicuro, in due è più eccitante usare il dildo. Stare a pecorina a prenderlo mi fece godere notevolmente. Riservai a lei lo stesso trattamento e, alla fine, risultammo entrambe molto felici. Di sicuro è un piacevole dessert, dopo il caffè e i biscottini. Una pratica che è bello rinnovare ogni volta che la vado a trovare.




















































