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lunedì 26 ottobre 2026

La mia vita rocambolesca

Mi chiamo Adriana. Non avrei mai immaginato di vivere delle trasgressioni incredibili. Se siete curiosi, approfondite pure i dettagli.

martedì 20 ottobre 2026

Insegnamenti preziosi

Sono Lucia. A volte le situazioni prendono una piega decisamente trasgressiva. Volete saperne di più? Leggete il racconto completo.  

lunedì 19 ottobre 2026

Dal giardino al divano

Mi chiamo Laura. Ho sempre avuto la passione per le donne, una pulsione sfociata maggiormente dopo il divorzio. Non potevo certo lasciarmi sfuggire un bocconcino prelibato come Marica la moretta, la nuova vicina. Per sedurla, la condussi in giardino, il posto dove, con il favore del Sole, si risvegliano splendidamente i sensi. Sapevo che con Marica, frequentatrice assidua di uomini, avrei dovuto lavorarci un pò per scioglierla ma, in realtà, non fu neanche difficilissimo, a dirla tutta. Un discorsetto ben calibrato e un bacio in bocca piazzato in modo sensuale e deciso, aprirono la strada al rapporto saffico. Frugai le sue mutandine coi guanti, poi la pelle intima scoperta. Lei si intrigò. Stuzzicata dal mio seno, alla fine volle assaggiarlo, insieme ai capezzoli. Ormai eravamo entrambe calde al punto giusto. Continuai a baciarla, intanto le strofinavo il clitoride col guanto per farla eccitare sempre più. Adoro far godere le femmine. Mi portai, amorevolmente, con la lingua tra le sue cosce, assaggiando finalmente quella fregna saporita. Lei godette come una matta ma non riuscì ad arrivare fino in fondo. Ci pensai io, poco dopo, sditalinandola con dedizione col guanto, dopo averle abbassato le mutandine a metà cosce, mentre stava in piedi. L'orgasmo giunse pieno ed appagante.       

saffiche

venerdì 16 ottobre 2026

Complicità vegetali

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giovedì 15 ottobre 2026

Inconfessabili epiloghi tra conoscenti

Mi chiamo Monica. Di mestiere sono parrucchiera. Oltre a lavorare nel locale, mi reco anche a casa delle clienti più pigre che, alle volte, non hanno voglia o tempo di venire nel negozio. Questo mi dà l'opportunità di conoscere svariate donne, aspetto decisamente positivo, dal momento che sono tendenzialmente lesbica. Con Wanda nacque subito una simpatia. Divenni brevemente la confidente del suo matrimonio in crisi. Poi, ad un certo punto, arrivò la rottura definitiva. Wanda stava parecchio giù, ribadiva di continuo il suo fallimento, anche se, in fin dei conti, la colpa era del marito infedele. Quel giorno stavamo dialogando a casa sua, sedute sul letto. Avrei dovuto sistemarle i capelli ma capì che deisderava maggiormente sfogarsi per il suo fallimento coniugale. Fu lì che colsi l'occasione per instradarla verso le gioie saffiche. Non era facile convertire una etero atavica del genere ma il bisogno di attenzioni la rese estremamente vulnerabile alle avances. Cercai di sedurla pian piano, attraverso i discorsi, facendola convincere che frequentare uomini non è un obbligo. Un pò dovetti "spingere" ma non tanto, giusto una leccata di capezzoli per scioglierla. Quando le accarezzai il sedere, era ormai visibilmente eccitata. La invogliai a ricambiare. Wanda mi passò la lingua sulle natiche con libidine. Spalancando le cosce, le feci chiaramente intendere di essere pienamente disponibile. Spinta dalla curiosità, la donna mi leccò splendidamente tra le cosce ed io andai proprio in estasi fino a raggiungere un profondo orgasmo. Poi tirai fuori i giocattoli erotici vibranti, per coinvolgerla ancora di più. Resasi conto di non essere la prima donna sedotta, Wanda mi chiese che intenzioni avessi e io la traquillizzai affermando che con lei sarebbe stata una relazione seria. In realtà parlai così per renderla serena, dal momento che non sono una tipa troppo fedele. Ma questo la fece aprire ulteriormente e così arrivai a baciarla in bocca a lungo. Il lingua a lingua è una situazione intima davvero piacevole e stimolante che non avviene proprio con tutti. Dopo la limonata, mi resi conto che lei era ancora carica e così ci pensai io a calmarla a colpi di lingua in patata portati magistralmente dal basso. Wanda arrivò magnificamente all'amplesso ammettendo di non essersi mai sentita così troia in camera da letto. Queste si che sono soddisfazioni, vi pare? Eheh!       


mercoledì 14 ottobre 2026

Presa dall'amica

Mi chiamo Sonia. Superata una certa età, cominciai a provare una forte curiosità per le persone del mio sesso. In particolare, stravedevo per un'amica di nome Vanessa. Sapevo che un approccio diretto sarebbe stato disastroso, conoscendola, ed essendo consapevole del suo interesse smisurato per gli uomini. Per sondare in qualche modo il terreno, inventai la scusa di essere appassionata alla fotografia e la convinsi a posare insieme in lingerie. In pratica, ognuna avrebbe scattato foto all'altra. In quel frangente, cercai di capire cosa stesse combinando in quel periodo. Mi disse che stava frequentando un tizio, un certo Carlos, con cui, ovviamente scopava. Anche lei chiese di me. Risposi che ero uscita a cena con una persona, un paio di volte, senza tuttavia arrivare al dunque. D'istinto, replicò che, magari, il tipo che stavo frequentando era gay ed espresse il concetto in modo un pò dispregiativo. A quel punto, colsi la palla al balzo per affermare le mie idee sostenendo che non c'è nulla di male nell'attrazione tra due uomini, così come non c'è nulla di sbagliato nella complicità erotico sentimentale tra due donne. Vanessa storse il naso, evidentemente non la pensava come me, almeno sulla carta. Le chiesi in che rapporto stesse col tizio e lei spiegò di andarci solo a letto. E così, mi venne la brillante illuminazione di proporle un triangolo. Voglio dire, se per lei, quella con Carlos, non era una storia seria, ci si poteva pure divertire a tre. In tal modo, avrei avuto una ghiotta occasione di interagire con lei, oltre che con l'uomo, naturalmente. Vanessa, inizialmente, non approvò affatto. Io l'assecondai e mi mostrai rassegnata e rinunciataria all'idea. D'improvviso, mi disse che avrebbe inviato alcune mie foto a Carlos e che avremmo potuto organizzare qualcosa nel caso in cui gli fossi piaciuta. Passarono alcuni giorni. Evidentemente, i due parlarono del triangolo, molto probabilmente anche durante l'intimità. Fatto sta che Vanessa si decise e mi invtò a casa sua dove, peraltro, si trovava anche Carlos. Lui cominciò a scopare lei ma io ne approfittai subito per allungare le mani dalle parti della fichetta di Vanessa (oltre a massaggiare le palle del maschio). Mandai segnali sempre più chiari e forti alla mia amica, dal momento che, mentre scopavano, le massaggiai vigorosamente le tettone. Mi resi subito conto di piacere a Carlos che fu pronto a scoparmi a pecorina: un momento perfetto per leccare la fica tanto desiderata di Vanessa. Nell'eccitazione generale, con la passera già ampiamente lubrificata dallo struscio precedente del pisello, la donna non oppose praticamente resistenza e spalancò le cosce. Io mi fiondai a slinguazzare la fregna con ardore crescente. A quel punto, le ambiguità andarono a farsi benedire. Vanessa si rese perfettamente conto della situazione, di quanto Carlos fosse preso da me e da quanto io fossi intrigata da lei. Credo che non mi sarei mai fermata. L'avrei fatta venire a colpi di lingua se Carlos, ad un tratto, non mi avesse afferrata per scoparmi a missionaria con foga. Vanessa, presa da varie sensazioni, tra cui stupore, eccitazione, trasgressione e un fondo di rabbia per il mio comportamento non proprio sincero, mi spalancò le gambe mentre lui mi fotteva di gran carriera. Io ne approfittai per leccarle le tette. Ad un certo punto, finì in una sorta di mezzo 69 con lei, dato che Vanessa spompinava Carlos mentre io, dal basso, leccavo la sua fica. Dopo di ciò, lui, beato tra le donne, se la impalò a candela mentre leccava la passera alla sottoscitta. Lei arrivò all'orgasmo mentre scopava ed io ci giunsi leccata da lui, guardando lei che andava sù e giù lungo il palo. Carlos ci mostrò senza esitazioni i suoi bisogni impellenti, schizzando copiosamente sulle tettone di entrambe. Dopo gli amplessi, io e Vanessa avemmo modo di chiarirci anche se lei, per ora, non accetta ancora di stare da sola con me intimamente.       

sexy

martedì 13 ottobre 2026

Quando seducemmo la vicina matura

Mi chiamo Oriana. Sono una biondina pepata. Mi piacciono le ragazze. In quel periodo avevo conosciuto Emanuela all'Università. Emma, una vicina matura, abitava al piano di sopra. Spesso andavo a trovarla e scambiavamo quattro chiacchiere. La trovavo simpatica e dialogavamo piuttosto bene, nonostante l'evidente differenza di età. Quando raccontai di Emma ad Emanuela, storse un pò il naso. Forse le dava un pò fastidio il rapporto amichevole che si era creatotra me e la pensionata. Tempo dopo, Emanuela, con sguardo malizioso, si avvicinò e mi disse: "Ma lo sai che potremmo divertirci con questa tua conoscente?". Non capì subito le sue intenzioni, poi mi spiegò che avremmo potuto "spingere" per un rapporto a tre. Al principio ero scettica, sinceramente, e ciò per due motivi, essenzialmente: sia per l'età della signora, piuttosto lontana dalla nostra, sia perchè presumevo il suo orientamento eterosessuale. Ma Emanuela insisteva, diceva che sarebbe stata una trasgressione magnifica e, alla fine, mi convinse a provare. Un giorno, mi presentai da Emma in compagnia di Emanuela spiegandole che si trattava della mia ragazza. Ad Emma non avevo detto di essere attratta dalle donne e tantomeno di avere una girlfriend. Emma cadde un pò dalle nuvole ma non si scompose tantissimo, anzi, ci disse: "Fate come se foste a casa vostra!". Io ed Emanuela, ci dirigemmo in camera da letto, pronte a sbaciucchiarci. Volutamente, per tenere un atteggiamento provocatorio, lasciammo la porta spalancata in modo che la padrona di casa potesse guardarci. Ad un tratto, Emma si avvicinò all'ingresso della stanza chiedendo se gradissimo qualcosa da mangiare e da bere. Risposi di no e le feci cenno di avvicinarsi. A quel punto, rompemmo il ghiaccio definitivamente. Io ed Emanuela ci piazzammo ai lati della donna levandole, pian piano, la giacchetta che portava. Le sbaciucchiammo in tandem il viso. Baciai Emma mentre Emanuela, con disinvoltura estrema, le leccò le tette. Poi ci scambiammo di modo che Emanuela la baciasse e io le leccassi le tette. Chissà che astinenza secolare aveva Emma. Pian piano si sciolse e giocò amorevolmente con noi. Le leccate di fica fioccavano e sembrava che la signora, in calze autoreggenti, si trovasse perfettamente a suo agio. Emma, ormai infoiata, fece arrivare Emanuela all'orgasmo ed anche me. Poco dopo, messa a pecorina, la matura raggiunse a sua volta l'amplesso grazie al mio estenuante ditalino che la fece sbrodolare mentre Emanuela le accarezzava compiaciuta le natiche.         

in tre

giovedì 8 ottobre 2026

Amica mia carissima

Mi chiamo Claudia. Dopo il divorzio, avevo accarezzato parecchio l'idea di interagire intimamente con una donna ma non si era mai presentata l'occasione giusta. In realtà, pensavo di provare con un'estranea, per sentirmi più tranquilla. Poi, però, mi focalizzai su Veronica, la mia migliore amica. Sapevo che sarebbe stato difficile perchè Veronica non mi aveva mai nemmeno lontanamente accennato ad un qualche interesse per le persone del proprio sesso. Non dimenticherò mai quel pomeriggio magnifico a casa mia. Ero al corrente dei suo matrimonio non particolarmente felice e delle "divagazioni" imperdonabili del coniuge. Ma, quella volta, Veronica apparve più sconfortata del solito. Ipotizzai che fosse il momento adatto per instradarla su nuovi percorsi. Lentamente, portai il discorso sulla possibilità di essere felici anche senza uomini riferendomi a donne che già agivano in quel senso. Veronica non si aspettava una piega simile. Dopotutto, ci conosciamo da anni. Abbiamo mangiato dallo stesso piatto, bevuto dallo stesso bicchiere, è vero... ma altre interazioni sono decisamente più intime. D'altronde, una donna in cerca di attenzioni, nonchè in astinenza sessuale, può diventare molto disponibile. Parliamoci chiaro: i ditalini non appagano come il contatto con un'altra persona. Forse fu per quello che trovai terreno fertile. Venne abbastanza naturale sbaciucchiarsi, accarezzarsi il corpo. La svolta arrivò quando, con disinvoltura, allungai la mano nelle sue mutandine. Riscontrai la fichetta bagnata e cominciai a sditalinarla. Veronica ci stette, le piaceva parecchio essere sgrillettata. Pretesi che lei mi sfilasse le mutande, cosa che avvenne puntualmente, mentre me ne stavo a pecorina. Il contatto tra noi divenne sempre più caliente: io le accarezzavo la fica e lei mi leccava i capezzoli. Poi facemmo lo stesso, a parti invertite: io le leccavo il seno mentre lei piazzò il suo dito medio nella mia vagina. Spalancai le cosce e lasciai che mi leccasse la passera, poi io ricambiai. Fu una fase preliminare decisamente bollente. A quel punto, ci mettemmo una di fianco all'altra trastullandoci coi dildo. Era estremamente piacevole ma ognuna si strusciava il clitoride con il toy per conto proprio. Spinta dall'eccitazione profonda, invogliai ed esortai la mia amica a penetrarci con quegli oggetti a vicenda, per aumentare ulteriormente l'appagamento. Devo dire che fu semplicemente fantastico: Veronica poggiò la gamba destra sulla mia sinistra e intanto l'una sfondava la fregna dell'altra, e viceversa, il tutto a ritmo sempre più incalzante, finche raggiungemmo entrambe l'orgasmo profondo. Dopo essere venute, suggellammo quel pomeriggio paradisiaco con un bacio mozzafiato. Veronica sembrava non aver ancora realizzato pienamente riguardo all'accaduto. Ad ogni modo, si ricompose, e dopo essersi completamente rivestita, mi salutò e andò via. A quel punto, subentrò Erica, la cameriera. La ragazza, in disparte, si era goduta tutto lo spettacolino saffico. In effetti, Erica non doveva essere lì perchè quello era il suo giorno libero, tuttavia avevo completamente dimenticato che si era presa di festa il giorno seguente e dunque credevo, erroneamente, di essere rimasta sola in casa. Erica non apparve affatto scandalizzata, anzi, scoprendo il mio interesse per le donne, affermò, alludendo a sè stessa, che potevo trovare di meglio (ossia una figa più giovane e tettona) rispetto a Veronica. Bhè, dopo lo strip che improvvisò e le grosse poppe che esibì e mi pose davanti agli occhi senza alcuna vergogna, non potetti far altro che godermi tanta grazia. Quel giorno fu davvero indimenticabile, ve lo garantisco! Una doppietta straordinaria: prima la mia amica e poi la giovane cameriera strafiga. Niente male, vi pare? Ma del magnifico siparietto con Erica è meglio lasciare Veronica all'oscuro.

lesbo

giovedì 10 settembre 2026

La miglior amica del mio fidanzato

A volte si assumono dei comportamenti discutibili ma l'attrazione, in fin dei conti, ha dei meccanisimi e delle regole che la ragione ed il buonsenso, purtroppo, non conoscono... Mi chiamo Serena. Ero fidanzata con Roger da poco meno di un mese quando conobbi Claudia (la sua miglior amica, una donna più grande di me) ed il compagno Samuel... 

lesbiche

martedì 8 settembre 2026

Tre dolci porcelline

Mi chiamo Ulma, sono bionda e ho un debole per le ragazze. Anche ad Amanda la moretta piacciono le femmine ed è più estroversa della sottoscritta. Quel giorno, a casa di Amanda, era presente anche Silvia la rossa, un'altra giovincella che si dichiarava etero convinta. Amanda cominciò a sedurre Silvia mentre stavano sedute sul divano ed io, poco dopo, intrigata dalla situazione, mi avvicinai maliziosamente. Amanda si mise a baciare e leccare il collo di Silvia, poi la bacio. Mi aggiunsi al duo: mentre Amanda le leccava i capezzoli di Silvia, io frugavo con la mano tra le cosce di quest'ultima, da sopra agli indumenti. E' ovvio che la rossa avrebbe presto ceduto, con tutte queste sollecitazioni intime. Amanda leccò i capezzoli di Silvia, poi si spostò sulla sua fica deliziandola a colpi suadenti di lingua. Intanto, io accarezzavo da dietro i seni della rossa ormai sedotta. Loro due si baciarono ancora, poi Amanda venne a slinguazzare la mia patata. L'intesa a tre divenne più focosa: la rossa stava stesa e mi leccava la passera dal basso. Amanda mi baciava e intanto strusciava la sua patata contro quella di Silvia. La rossa proseguì a leccarmi dal basso procurandomi l'orgasmo, mentre slinguazzavo i capezzoli della mora. Dopo di ciò, indicai a Silvia di leccare insieme le fessure della mora (quasi a volerla ringraziare di aver innescato il triangolo saffico). Sostanzialmente, Amanda e Silvia stavano a 69, con la mora sopra. La rossa leccava dal basso la fregna della mora mentre io mi concentravo sul buco del culo di Amanda. Sollecitata a quel modo, Amanda arrivò all'orgasmo mentre slinguazzava la passera di Silvia che godette a sua volta...


lunedì 7 settembre 2026

La svolta inaspettata

A volte, certe intimità proibite, possono nascere per puro caso e risultare decisamente appaganti...  

venerdì 4 settembre 2026

Autostop fruttuoso per due damigelle

Nei tempi in cui viviamo, ricorrere all'autostop presenta sempre dei rischi. Mi chiamo Claudia. Io e la mia amica Fiorenza perdemmo l'autobus e il successivo sarebbe passato di lì dopo due ore. E allora decidemmo di alzare il pollice, nella speranza che qualcuno di buona volontà si fermasse per offrirci uno strappo fino a casa...  

sesso

mercoledì 2 settembre 2026

Matrimonio sfumato

Mi chiamo Silvia. Mia cugina Alessandra aveva un'amica che si doveva sposare di nome Valentina (detta Vale). A quanto pare, quest'ultima, cercava una damigella d'onore. Alessandra propose me a Valentina per quel compito e la promessa sposa accettò. Ebbi poco tempo per conoscere realmente Vale. Arrivò il fatidico giorno e, clamorosamente, Enrico, lo sposo, non si presentò. Non fornì nemmeno una giustificazione di persona ma incaricò un amico di riportare la decisione a distanza. Fui io a raccogliere la telefonata e rimasi sbalordita, oltre che spiazzata. La coppia non sarebbe mai giunta all'altare ed io non sapevo proprio come calmare la povera Valentina, in preda ad evidenti crisi di panico. Si preoccupava di sfigurare davanti ai suoi, di essere giudicata incapace di tenersi un uomo. Era davvero a pezzi! Ci trovavamo in quella camera sedute sul lettone, io e lei. Vi confesso che ho sempre avuto un debole per le spose, pur amando notevolmente il cazzo. Cercai di rassicurarla, spiegai che ci stavo io con lei... La sua tristezza sarebbe calata difficilmente, se non l'avessi baciata in bocca con passione. Lei, in cerca disperata di attenzioni, corrispose il bacio. Ci presi gusto, l'accarezzai sulle mutandine, poi gliele tolsi, le allargai le gambe e cominciai a leccarle con cura la figa. Valentina non si aspettava certo di ricevere le avances dalla damigella d'onore ma ci stette. Dopo avergliela leccata, passai le dita sulla sua fregna bagnata e lei, in preda all'eccitazione profonda, squirtò di brutto. Vale mi leccò i seni, piazzò due dita nella mia figa agitandole dentro e fuori con decisione ed io venni. Quando ripresi a leccarla, ormai fuori controllo, squirtò nuovamente. Poi me la leccò in una posizione incredibile che sembrava di lotta wrestling. Successivamente, in un gioco reciproco orchestrato con i piedi, le stuzzicai la passera mentre lei me li passava sui seni. Ci mettemmo, poi, nella posizione del 69 ma la leccai solo io, dal basso, procurandole ulteriore piacere. A quel punto, la stesi sul letto, a pancia in alto, ed io mi piazzai sopra dettando il ritmo della strofinata tra la mia bernarda e la sua in una girandola di emozioni senza limiti. L'orgasmo pieno, al quale giungemmo, appagò entrambe. Finimmo distese sul letto col fiatone assaporando il magico momento di intimità. Ma lei era decisa a scoprire cosa avesse combinato Enrico, per cui si vestì e lo raggiunse nel suo appartamento dove lo beccò nel preciso momento in cui lui, in compagnia di una ragazza esotica, le stava schizzando copiosamente in bocca, presumibilmente in seguito ad un rapporto sessuale. L'uomo confermò di non volersi sposare scatenando le inevitabili ire di Valentina. Ma forse, la promessa sposa, si sarebbe adirata ancor di più, se io non l'avessi calmata prima...              

fottute

lunedì 31 agosto 2026

Invaghita dell'amica della madre

Mi chiamo Claudia. Sono una ragazza lesbica fortemente attratta dalle donne mature. Mia madre Lucia, una tipa piuttosto avvenente, dopo la separazione, provò ad instaurare relazioni con altri uomini. In realtà, spesso, le frequentazioni, si riducevano a mere esperienze di breve durata, finalizzate all'appagamento sessuale. Doriana, detta "Dory" era la miglior amica di Lucia. Io ero fortemente attratta dalla Dory. Mentre mia madre era alle prese con l'ultimo dei suoi spasimanti, approfittai per andare a trovare Doriana. Una volta lì, cominciai a sedurla nel mezzo di una conversazione. Doriana era delusa dell'egoismo di mia madre che, per pensare agli uomini, l'aveva un pò accantonata. Tra l'altro, scoprì che c'era stato un episodio intimo tra le due (sembra che Dory le avesse fatto "compagnia" durante una sbronza). Doriana, non molto ricercata dai maschi, in quel periodo, desiderosa di attenzioni, cedette al mio mirato corteggiamento. Ci baciammo intensamente, trovammo il contatto fisico. Dopo che lei mi accarezzò il seno, si rilassò notevolmente ed io fui pronta a sgrillettarla da sopra alle mutandine, mentre le leccavo il seno. Le calai minigonna e mutandine ma, proprio in quel momento, sopraggiunse mia madre. Evidentemente si era preoccupata, non vedendomi in giro. Lucia possedeva una copia delle chiavi di casa di Doriana, che le aveva lasciato in caso di evenienze varie. La mia genitrice restò piuttosto sorpresa e sconcertata, vedendo che interagivo con la sua amica. Dissi a Doriana di voler continuare, nonostante l'invadente presenza di mia madre. Ormai nude, proseguimmo a baciarci sotto lo sguardo basito di Lucia. Infondo, mia madre doveva rendersi conto di aver sbagliato a snobbare i sentimenti di Doriana ed io ero pronta a consolare quest'ultima fino in fondo e senza alcuna forma di ripensamento.         

sesso

venerdì 21 agosto 2026

La doccia fornisce ispirazione

Mi chiamo Emma. Io e la mia amica Rachele eravamo solite giocare a Tennis fittando dei campetti. Nel servizio era incluso l'uso di spogliatoi, bagni e docce. Quel giorno, dopo aver finito di giocare, piuttosto sudate, ci recammo verso le docce. Lì notammo due ragazze nude (evidentemente avevano terminato una partita su un altro campo della struttura poco prima di noi) che, invece di lavarsi semplicemente, si dedicavano ad attività ben più piacevoli. Nella fattispecie, una biondina si mise a sedurre l'altra. La spinse contro le mattonelle della doccia e intanto la baciava e la sditalinava focosamente. Io e Rachele, che spiavamo da dietro al muro, restammo stupefatte. Alla fine, la ragazza sedotta, arrivò all'orgasmo mentre la biondina continuava imperterrita a limonarla. Un brivido mi percosse tutta e, attivata dalla libidine, proposi a Rachele di emularle non appena se ne fossero andate via. Rachele mi guardò perplessa affermando che si trattava di un'idea balorda. Tuttavia, quando le chiesi come si sentisse, mi rispose di essere eccitata ma che non avrebbe mai preso iniziative. Fu a quel punto che, d'istinto, replicai che ci avrei pensato io a rompere il ghiaccio. Quando le sconosciute si rivestirono e lasciarono le docce, ci andammo io e Rachele e, prendendo spunto da quelle due di prima, mi calai nei panni della biondina (del resto sono bionda anch'io!) e cominciai a baciare Rachele sotto il piacevole tepore dell'acqua calda, poi allungai la mano maliziosamente tra le sue gambe. Come andò a finire ve lo lascio immaginare... Le due ragazze che ci precedettero rappresentarono davvero una notevole fonte di ispirazione.


giovedì 20 agosto 2026

Coinquiline complici

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mercoledì 19 agosto 2026

Il fidanzato feticista non la soddisfa

Mi chiamo Erica. Mia madre Sara ha sempre criticato i ragazzi che frequentavo, compreso l'ultimo, Raul, con cui andai a convivere. Alla lunga, tuttavia, sono costretta a darle ragione. Se volete scoprire perchè, leggete il racconto. 

sesso


giovedì 13 agosto 2026

Massaggi più approfonditi

Mi chiamo Sandy. Non avrei mai creduto di vivere un'esperienza trasgressiva con le mie amiche. Mi piacevano i ragazzi, anche se in quel periodo non ero fidanzata. Notai un notevole feeling tra Marica e Indy la riccia. Un giorno, mi trovavo insieme a loro a casa di Marica. Guardavamo la TV. Poi, io andai in bagno. Quando tornai non stavano più in salotto. Le ritrovai in camera da letto. Marica, stesa a pancia sotto, senza vestiti, si stava facendo massaggiare da Indy (in lingerie) sopra il lettone. Quando chiesi cosa stessero combinando, chiarirono che si trattava di un semplice massaggio. Mi parve curioso vedere la disinvoltura con cui interagivano e Marica col culetto di fuori. Le due, maliziosamente, chiesero se volessi provare a farmi massaggiare ma io, inizialmente, risposi di no. Avevo addosso una maglia e una gonna jeans. Loro, con abilità, mi trascinarono sul letto e, in tandem, mi tolsero i vestiti, non solo la maglia ma pure la gonna. Mi fecero posizionare a pancia sotto. Indy si mise sopra di me, poggiando il sedere verso il fondo della mia schiena mentre Marica, dall'altro lato, mi massaggiava polpacci e piedi. Sembrava effettivamente piacevole al punto che, con una sorta di battuta, affermai che potevano aprirsi un Centro Massaggi. Chiaramente, ero ignara delle loro reali intenzioni seduttorie. Dissero che avrei potuto vivere un'esperienza magica, che saremmo passate allo step successivo ma io, ingenua, continuavo a non capire. Mi resi conto della situazione solo quando Indy cominciò a leccarmi minuziosamente tra le cosce. I freni inibitori calarono di colpo. Nel frattempo, Marica ne approfittò per baciarmi. Forse a freddo mi sarebbe dispiaciuto ma, nell'eccitazione, accolsi la sua lingua e limonammo. Mi ritrovai a slinguazzare la fica di Indy dal basso. In principio ero scettica ma poi ci provai sempre più gusto. Intanto, Marica leccava la mia. Indy ebbe un orgasmo intenso. Fu emozionante vederla venire e osservarle durante un bacio. La chicca finale, la classica ciliegina sulla torta, arrivò quando Marica, infoiata, pose le sue cosce tra le mie per guidarmi in una proverbiale strofinata tra passere (il tutto mentre Indy le succhiava i capezzoli). Mi scopò con foga e, alla fine, ce ne venimmo tutte e due, sotto lo sguardo compiaciuto di Indy. Quella fu la volta indimenticabile in cui le mie amiche mi fecero scoprire il sesso lesbo, iniziandomi ai piaceri ad esso connessi.        


martedì 11 agosto 2026

Seduzione con sexy toys

Mi chiamo Monica. Sono una donna attraente, che non passa inosservata. Per questo motivo, non ho mai avuto difficoltà a trovare uomini con cui divertirmi. Ma, alle volte, nella vita, accadono situazioni strane, insolite. Conoscevo Grazia da parecchio, non potevo certo immaginare che quella biondina avesse una cotta per la sottoscritta. Ci provò mentre stavamo a casa sua. A nulla valse dirle che vado dietro agli uomini. Grazia sembrava determinata. Affermò che, ogni tanto, ci vuole una variazione dall'ordinario. Mi baciò sul viso, adorò le mie tettone. Ben presto mi ritrovai a cosce spalancate sul divano, con lei che mi leccava la figa con ardore e precisione. Finì per cedere al piacere. La ragazza, non contenta abbastanza, rincarò la dose tirando fuori un giocattolo erotico particolare, vibrante, chiamato hitachi. Con quello mi stuzzicò il clitoride ed io godetti parecchio. Contraccambiai le attenzioni usando l'oggetto sulle labbra bagnate della sua patata. Poi proseguì a darle piacere con la lingua. Immaginavo che lo desiderasse più di ogni altra cosa. Presa dalla trasgressione, afferrai un dildo bluastro che tengo nella borsa (e che talvolta uso per stemperare la tensione) per penetrarla a lungo con quello. Forse è più grezzo del suo ma vi assicuro che risulta altrettanto efficace. Glielo sparai nella fregna portandola al piacere profondo. Fu però sua l'ultima parola, con un dildo classico che le servì per penetrarmi adeguatamente alla pecorina, offrendomi l'ennesimo amplesso della giornata. Dopo quell'esperienza, cercai di evitare Grazia e risposi vagamente ai suoi insistenti messaggi che miravano a rivederci. Nonostante la situazione mi fosse piaciuta, non volevo che diventasse la norma. Ma si sa che, il destino, è il peggior nemico dell'uomo, e anche della donna. Dopo diversi mesi, mi recai in un Centro Massaggi ma tutti i massaggiatori uomini erano impegnati. Comparve una donna, tale Carmen, col viso provocante che spiegò di essere disponibile. E così accettai. Già dall'inizio, notai qualcosa di strano, dal momento che si spogliò anche lei, oltre a me, sostenendo che lo faceva per mettere il cliente a proprio agio e che tra massaggiatore e utente non deve sussistere distanza per trovare l'intesa. L'intesa o, se preferite, l'armonia, furono le sue mani che accarezzavano dappertutto, principalmente fianchi e seni, ma che non disdegnarono di arrivare a sfiorare pure la vagina. Probabilmente, la spinsi io ad osare così tanto, raccontandole di amare gli uomini ma che, in una circostanza remota, avevo ceduto alla "corte" di un'amica. Probabilmente, ciò la fece sentire autorizzata a provarci. Alla fine, mi ritrovai a pecorina, con questa donna dietro di me, praticamente un'estranea, che mi scopava senza pietà la fregna con un dildo. Le sue infilate si protrassero per tutta la restante durata del massaggio. La porca mi stuzzicava anche verbalmente e godette quando riuscì a farmi ammettere di essere una troia. Sbrodolai in preda all'orgasmo come una puttana, alla scadenza dell'ora del massaggio.                 



venerdì 7 agosto 2026

Adattabile ai compromessi

Mi chiamo Claudia, sono una ragazza lesbica. Come studentessa, nonchè cameriera part time, non è che navigo nell'oro. Mi riesce difficile perfino regolare in tempo l'importo del fitto. Ma, nella vita, bisogna essere estrose ed avere delle idee per risolvere i problemi. 

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