Mi chiamo Jeff. Già da qualche settimana avevo rotto la relazione con la mia compagna e mi sentivo nervoso e frustrato. Per motivi di lavoro, mi ritrovai a pernottare in un Hotel fatiscente di nome "Blue Star"...
Certe persone hanno fantasie fuori dall'ordinario: c'è chi le realizza e chi no! Uomini che desiderano l'amante, o stare con 2 donne, o con un trans, oppure con un uomo, etc... E donne amanti delle trasgressioni: rendere cornuto il partner con uno o più uomini, o magari andare con un'altra donna per una lesbicata da sempre sognata. La domanda è: faresti mai quello che non faresti mai? Il sottile confine tra la normalità e la libidine. Rilassati, libera la mente e godi Visitatore!
Mi chiamo Jeff. Già da qualche settimana avevo rotto la relazione con la mia compagna e mi sentivo nervoso e frustrato. Per motivi di lavoro, mi ritrovai a pernottare in un Hotel fatiscente di nome "Blue Star"...
Mi chiamo Adriana. Non avrei mai immaginato di vivere delle trasgressioni incredibili. Se siete curiosi, approfondite pure i dettagli.
La vita è sempre più cara e ciò, purtroppo, riguarda ogni settore, compreso uno importante, come quello sanitario. Alle volte, una persona, ha bisogno di ricevere cure adeguate, che si rivelano spesso esageratamente costose. In tal caso, forme di pagamento alternative possono far comodo e risolvere rapidamente il problema...
Sono Lucia. A volte le situazioni prendono una piega decisamente trasgressiva. Volete saperne di più? Leggete il racconto completo.
Mi chiamo Donatella. Non potevo certo immaginare che il mio ragazzo, Walter, ed il suo amico e collega di lavoro, Stefano, se la intendessero. Non a tutti ma magari, a molte persone, sarà capitato di beccare il partner in compagnia di qualcun altro. E pensare che avevo sempre temuto le ragazze! Quel giorno, Walter mi spiegò che, lui ed il suo friend, dovevano lavorare a lungo per recuperare, agendo da casa, grosse quantità di pratiche arretrate. A quel punto, per lasciarli tranquilli, misi più commissioni in cantiere e, alla fine, mi recai pure dal parrucchiere per la messa in piega. Solo che dimenticai che il lunedì, solitamente, è il giorno di chiusura di tali tipi di esercizi. E così ritornai a casa un pò prima del previsto, giusto in tempo per beccare entrambi nudi sul letto con Walter che dondolava sù e giù sul cazzone duro dell'amico. Rimasi a dir poco perplessa, anche se, di norma, non sono una ragazza che si scandalizza facilmente. All'inizio, lasciai che proseguissero e spiai. Dopo la candela, arrivò la missionaria. Lasciai che mi scoprissero. Stefano affermò che potevo anche restare a guardare. Quasi quasi mi ero mezza abituata a quella situazione di sicuro malsana ma che reputavo possibile ed intrigante, tutto sommato, non essendovi, peraltro, altre donne di mezzo. Walter arrivò dopo essere stato scopato, nell'ultima fase, focosamente a pecorina. Fu qui che pensai di poter avere un rapporto intimo con Stefano, visto che il mio ragazzo si era palesemente mostrato come un gay passivo. Sinceramente, vista la vicenda, gliel'avrei data ma Stefano, già pago della trombata, pensò bene di sfogare semplicemente la libidine nella mia bocca. Restai a dir poco frastornata e stupita, col seme del maschio tra le labbra...
Mi chiamo Laura. Ho sempre avuto la passione per le donne, una pulsione sfociata maggiormente dopo il divorzio. Non potevo certo lasciarmi sfuggire un bocconcino prelibato come Marica la moretta, la nuova vicina. Per sedurla, la condussi in giardino, il posto dove, con il favore del Sole, si risvegliano splendidamente i sensi. Sapevo che con Marica, frequentatrice assidua di uomini, avrei dovuto lavorarci un pò per scioglierla ma, in realtà, non fu neanche difficilissimo, a dirla tutta. Un discorsetto ben calibrato e un bacio in bocca piazzato in modo sensuale e deciso, aprirono la strada al rapporto saffico. Frugai le sue mutandine coi guanti, poi la pelle intima scoperta. Lei si intrigò. Stuzzicata dal mio seno, alla fine volle assaggiarlo, insieme ai capezzoli. Ormai eravamo entrambe calde al punto giusto. Continuai a baciarla, intanto le strofinavo il clitoride col guanto per farla eccitare sempre più. Adoro far godere le femmine. Mi portai, amorevolmente, con la lingua tra le sue cosce, assaggiando finalmente quella fregna saporita. Lei godette come una matta ma non riuscì ad arrivare fino in fondo. Ci pensai io, poco dopo, sditalinandola con dedizione col guanto, dopo averle abbassato le mutandine a metà cosce, mentre stava in piedi. L'orgasmo giunse pieno ed appagante.
Mi chiamo Monica. Di mestiere sono parrucchiera. Oltre a lavorare nel locale, mi reco anche a casa delle clienti più pigre che, alle volte, non hanno voglia o tempo di venire nel negozio. Questo mi dà l'opportunità di conoscere svariate donne, aspetto decisamente positivo, dal momento che sono tendenzialmente lesbica. Con Wanda nacque subito una simpatia. Divenni brevemente la confidente del suo matrimonio in crisi. Poi, ad un certo punto, arrivò la rottura definitiva. Wanda stava parecchio giù, ribadiva di continuo il suo fallimento, anche se, in fin dei conti, la colpa era del marito infedele. Quel giorno stavamo dialogando a casa sua, sedute sul letto. Avrei dovuto sistemarle i capelli ma capì che deisderava maggiormente sfogarsi per il suo fallimento coniugale. Fu lì che colsi l'occasione per instradarla verso le gioie saffiche. Non era facile convertire una etero atavica del genere ma il bisogno di attenzioni la rese estremamente vulnerabile alle avances. Cercai di sedurla pian piano, attraverso i discorsi, facendola convincere che frequentare uomini non è un obbligo. Un pò dovetti "spingere" ma non tanto, giusto una leccata di capezzoli per scioglierla. Quando le accarezzai il sedere, era ormai visibilmente eccitata. La invogliai a ricambiare. Wanda mi passò la lingua sulle natiche con libidine. Spalancando le cosce, le feci chiaramente intendere di essere pienamente disponibile. Spinta dalla curiosità, la donna mi leccò splendidamente tra le cosce ed io andai proprio in estasi fino a raggiungere un profondo orgasmo. Poi tirai fuori i giocattoli erotici vibranti, per coinvolgerla ancora di più. Resasi conto di non essere la prima donna sedotta, Wanda mi chiese che intenzioni avessi e io la traquillizzai affermando che con lei sarebbe stata una relazione seria. In realtà parlai così per renderla serena, dal momento che non sono una tipa troppo fedele. Ma questo la fece aprire ulteriormente e così arrivai a baciarla in bocca a lungo. Il lingua a lingua è una situazione intima davvero piacevole e stimolante che non avviene proprio con tutti. Dopo la limonata, mi resi conto che lei era ancora carica e così ci pensai io a calmarla a colpi di lingua in patata portati magistralmente dal basso. Wanda arrivò magnificamente all'amplesso ammettendo di non essersi mai sentita così troia in camera da letto. Queste si che sono soddisfazioni, vi pare? Eheh!
Mi chiamo Sonia. Superata una certa età, cominciai a provare una forte curiosità per le persone del mio sesso. In particolare, stravedevo per un'amica di nome Vanessa. Sapevo che un approccio diretto sarebbe stato disastroso, conoscendola, ed essendo consapevole del suo interesse smisurato per gli uomini. Per sondare in qualche modo il terreno, inventai la scusa di essere appassionata alla fotografia e la convinsi a posare insieme in lingerie. In pratica, ognuna avrebbe scattato foto all'altra. In quel frangente, cercai di capire cosa stesse combinando in quel periodo. Mi disse che stava frequentando un tizio, un certo Carlos, con cui, ovviamente scopava. Anche lei chiese di me. Risposi che ero uscita a cena con una persona, un paio di volte, senza tuttavia arrivare al dunque. D'istinto, replicò che, magari, il tipo che stavo frequentando era gay ed espresse il concetto in modo un pò dispregiativo. A quel punto, colsi la palla al balzo per affermare le mie idee sostenendo che non c'è nulla di male nell'attrazione tra due uomini, così come non c'è nulla di sbagliato nella complicità erotico sentimentale tra due donne. Vanessa storse il naso, evidentemente non la pensava come me, almeno sulla carta. Le chiesi in che rapporto stesse col tizio e lei spiegò di andarci solo a letto. E così, mi venne la brillante illuminazione di proporle un triangolo. Voglio dire, se per lei, quella con Carlos, non era una storia seria, ci si poteva pure divertire a tre. In tal modo, avrei avuto una ghiotta occasione di interagire con lei, oltre che con l'uomo, naturalmente. Vanessa, inizialmente, non approvò affatto. Io l'assecondai e mi mostrai rassegnata e rinunciataria all'idea. D'improvviso, mi disse che avrebbe inviato alcune mie foto a Carlos e che avremmo potuto organizzare qualcosa nel caso in cui gli fossi piaciuta. Passarono alcuni giorni. Evidentemente, i due parlarono del triangolo, molto probabilmente anche durante l'intimità. Fatto sta che Vanessa si decise e mi invtò a casa sua dove, peraltro, si trovava anche Carlos. Lui cominciò a scopare lei ma io ne approfittai subito per allungare le mani dalle parti della fichetta di Vanessa (oltre a massaggiare le palle del maschio). Mandai segnali sempre più chiari e forti alla mia amica, dal momento che, mentre scopavano, le massaggiai vigorosamente le tettone. Mi resi subito conto di piacere a Carlos che fu pronto a scoparmi a pecorina: un momento perfetto per leccare la fica tanto desiderata di Vanessa. Nell'eccitazione generale, con la passera già ampiamente lubrificata dallo struscio precedente del pisello, la donna non oppose praticamente resistenza e spalancò le cosce. Io mi fiondai a slinguazzare la fregna con ardore crescente. A quel punto, le ambiguità andarono a farsi benedire. Vanessa si rese perfettamente conto della situazione, di quanto Carlos fosse preso da me e da quanto io fossi intrigata da lei. Credo che non mi sarei mai fermata. L'avrei fatta venire a colpi di lingua se Carlos, ad un tratto, non mi avesse afferrata per scoparmi a missionaria con foga. Vanessa, presa da varie sensazioni, tra cui stupore, eccitazione, trasgressione e un fondo di rabbia per il mio comportamento non proprio sincero, mi spalancò le gambe mentre lui mi fotteva di gran carriera. Io ne approfittai per leccarle le tette. Ad un certo punto, finì in una sorta di mezzo 69 con lei, dato che Vanessa spompinava Carlos mentre io, dal basso, leccavo la sua fica. Dopo di ciò, lui, beato tra le donne, se la impalò a candela mentre leccava la passera alla sottoscitta. Lei arrivò all'orgasmo mentre scopava ed io ci giunsi leccata da lui, guardando lei che andava sù e giù lungo il palo. Carlos ci mostrò senza esitazioni i suoi bisogni impellenti, schizzando copiosamente sulle tettone di entrambe. Dopo gli amplessi, io e Vanessa avemmo modo di chiarirci anche se lei, per ora, non accetta ancora di stare da sola con me intimamente.
Mi chiamo Oriana. Sono una biondina pepata. Mi piacciono le ragazze. In quel periodo avevo conosciuto Emanuela all'Università. Emma, una vicina matura, abitava al piano di sopra. Spesso andavo a trovarla e scambiavamo quattro chiacchiere. La trovavo simpatica e dialogavamo piuttosto bene, nonostante l'evidente differenza di età. Quando raccontai di Emma ad Emanuela, storse un pò il naso. Forse le dava un pò fastidio il rapporto amichevole che si era creatotra me e la pensionata. Tempo dopo, Emanuela, con sguardo malizioso, si avvicinò e mi disse: "Ma lo sai che potremmo divertirci con questa tua conoscente?". Non capì subito le sue intenzioni, poi mi spiegò che avremmo potuto "spingere" per un rapporto a tre. Al principio ero scettica, sinceramente, e ciò per due motivi, essenzialmente: sia per l'età della signora, piuttosto lontana dalla nostra, sia perchè presumevo il suo orientamento eterosessuale. Ma Emanuela insisteva, diceva che sarebbe stata una trasgressione magnifica e, alla fine, mi convinse a provare. Un giorno, mi presentai da Emma in compagnia di Emanuela spiegandole che si trattava della mia ragazza. Ad Emma non avevo detto di essere attratta dalle donne e tantomeno di avere una girlfriend. Emma cadde un pò dalle nuvole ma non si scompose tantissimo, anzi, ci disse: "Fate come se foste a casa vostra!". Io ed Emanuela, ci dirigemmo in camera da letto, pronte a sbaciucchiarci. Volutamente, per tenere un atteggiamento provocatorio, lasciammo la porta spalancata in modo che la padrona di casa potesse guardarci. Ad un tratto, Emma si avvicinò all'ingresso della stanza chiedendo se gradissimo qualcosa da mangiare e da bere. Risposi di no e le feci cenno di avvicinarsi. A quel punto, rompemmo il ghiaccio definitivamente. Io ed Emanuela ci piazzammo ai lati della donna levandole, pian piano, la giacchetta che portava. Le sbaciucchiammo in tandem il viso. Baciai Emma mentre Emanuela, con disinvoltura estrema, le leccò le tette. Poi ci scambiammo di modo che Emanuela la baciasse e io le leccassi le tette. Chissà che astinenza secolare aveva Emma. Pian piano si sciolse e giocò amorevolmente con noi. Le leccate di fica fioccavano e sembrava che la signora, in calze autoreggenti, si trovasse perfettamente a suo agio. Emma, ormai infoiata, fece arrivare Emanuela all'orgasmo ed anche me. Poco dopo, messa a pecorina, la matura raggiunse a sua volta l'amplesso grazie al mio estenuante ditalino che la fece sbrodolare mentre Emanuela le accarezzava compiaciuta le natiche.
Mi chiamo Claudia. Dopo il divorzio, avevo accarezzato parecchio l'idea di interagire intimamente con una donna ma non si era mai presentata l'occasione giusta. In realtà, pensavo di provare con un'estranea, per sentirmi più tranquilla. Poi, però, mi focalizzai su Veronica, la mia migliore amica. Sapevo che sarebbe stato difficile perchè Veronica non mi aveva mai nemmeno lontanamente accennato ad un qualche interesse per le persone del proprio sesso. Non dimenticherò mai quel pomeriggio magnifico a casa mia. Ero al corrente dei suo matrimonio non particolarmente felice e delle "divagazioni" imperdonabili del coniuge. Ma, quella volta, Veronica apparve più sconfortata del solito. Ipotizzai che fosse il momento adatto per instradarla su nuovi percorsi. Lentamente, portai il discorso sulla possibilità di essere felici anche senza uomini riferendomi a donne che già agivano in quel senso. Veronica non si aspettava una piega simile. Dopotutto, ci conosciamo da anni. Abbiamo mangiato dallo stesso piatto, bevuto dallo stesso bicchiere, è vero... ma altre interazioni sono decisamente più intime. D'altronde, una donna in cerca di attenzioni, nonchè in astinenza sessuale, può diventare molto disponibile. Parliamoci chiaro: i ditalini non appagano come il contatto con un'altra persona. Forse fu per quello che trovai terreno fertile. Venne abbastanza naturale sbaciucchiarsi, accarezzarsi il corpo. La svolta arrivò quando, con disinvoltura, allungai la mano nelle sue mutandine. Riscontrai la fichetta bagnata e cominciai a sditalinarla. Veronica ci stette, le piaceva parecchio essere sgrillettata. Pretesi che lei mi sfilasse le mutande, cosa che avvenne puntualmente, mentre me ne stavo a pecorina. Il contatto tra noi divenne sempre più caliente: io le accarezzavo la fica e lei mi leccava i capezzoli. Poi facemmo lo stesso, a parti invertite: io le leccavo il seno mentre lei piazzò il suo dito medio nella mia vagina. Spalancai le cosce e lasciai che mi leccasse la passera, poi io ricambiai. Fu una fase preliminare decisamente bollente. A quel punto, ci mettemmo una di fianco all'altra trastullandoci coi dildo. Era estremamente piacevole ma ognuna si strusciava il clitoride con il toy per conto proprio. Spinta dall'eccitazione profonda, invogliai ed esortai la mia amica a penetrarci con quegli oggetti a vicenda, per aumentare ulteriormente l'appagamento. Devo dire che fu semplicemente fantastico: Veronica poggiò la gamba destra sulla mia sinistra e intanto l'una sfondava la fregna dell'altra, e viceversa, il tutto a ritmo sempre più incalzante, finche raggiungemmo entrambe l'orgasmo profondo. Dopo essere venute, suggellammo quel pomeriggio paradisiaco con un bacio mozzafiato. Veronica sembrava non aver ancora realizzato pienamente riguardo all'accaduto. Ad ogni modo, si ricompose, e dopo essersi completamente rivestita, mi salutò e andò via. A quel punto, subentrò Erica, la cameriera. La ragazza, in disparte, si era goduta tutto lo spettacolino saffico. In effetti, Erica non doveva essere lì perchè quello era il suo giorno libero, tuttavia avevo completamente dimenticato che si era presa di festa il giorno seguente e dunque credevo, erroneamente, di essere rimasta sola in casa. Erica non apparve affatto scandalizzata, anzi, scoprendo il mio interesse per le donne, affermò, alludendo a sè stessa, che potevo trovare di meglio (ossia una figa più giovane e tettona) rispetto a Veronica. Bhè, dopo lo strip che improvvisò e le grosse poppe che esibì e mi pose davanti agli occhi senza alcuna vergogna, non potetti far altro che godermi tanta grazia. Quel giorno fu davvero indimenticabile, ve lo garantisco! Una doppietta straordinaria: prima la mia amica e poi la giovane cameriera strafiga. Niente male, vi pare? Ma del magnifico siparietto con Erica è meglio lasciare Veronica all'oscuro.
A volte si assumono dei comportamenti discutibili ma l'attrazione, in fin dei conti, ha dei meccanisimi e delle regole che la ragione ed il buonsenso, purtroppo, non conoscono... Mi chiamo Serena. Ero fidanzata con Roger da poco meno di un mese quando conobbi Claudia (la sua miglior amica, una donna più grande di me) ed il compagno Samuel...
Mi chiamo Valery. Io e la mia amica Sonia facevamo parte di una Comitiva. Finchè si esce per andare al cinema o a mangiare la pizza o il panino, non si conoscono veramente a fondo le persone. Il gruppo comprendeva due sole donne e diversi maschi giovani più uno maturo. Per il proprio compleanno, uno dei ragazzi organizzò una festicciola a casa sua e invitò il resto della Comitiva. Dopo aver bevuto qualche drink, la situazione degenerò. Di certo, io e Sonia non potevamo mai lontanamente immaginare la piega che potesse seguire. I maschi sembravano interessati a scambiarsi roventi effusioni principalmente tra loro considerando noi donne come una sorta di "contorno". Il biondino dai capelli corti, che compiva gli anni, Mirko, si comportò da vera puttanella, sempre pronto a segare a succhiare i cazzi degli amici. A un certo punto, vidi che un altro se lo ingroppava a candela. Io e la mia amica ci guardammo in faccia stupite ma anche divertite e intrigate dall'anomala situazione. Lei posò una mano di incoraggiamento sulla spalla di Mirko, ormai trapanato a dovere. Intanto, l'uomo adulto si segava osservando compiaciuto la scena. Ad un tratto, quattro dei ragazzi, coinvolti sostanzialmente in un'orgia (compreso il festeggiato) schizzarono quasi contemporanemante mentre l'uomo maturo, eccitatissimo, in preda ad un'impellente sega, eiaculò sulla mia coscia...
A volte, certe intimità proibite, possono nascere per puro caso e risultare decisamente appaganti...
Nei tempi in cui viviamo, ricorrere all'autostop presenta sempre dei rischi. Mi chiamo Claudia. Io e la mia amica Fiorenza perdemmo l'autobus e il successivo sarebbe passato di lì dopo due ore. E allora decidemmo di alzare il pollice, nella speranza che qualcuno di buona volontà si fermasse per offrirci uno strappo fino a casa...
Mi chiamo Laura. Inizialmente, ero una donna sposata con due figli, Roberto e Alessia. Dopo la separazione, decisi di darmi alla pazza gioia vivendo con un pò di sano egoismo e leggerezza l'intimità in un periodo di grande spensieratezza. Tuttavia, non venni certo meno al ruolo imprescindibile di madre. Infatti, cercai di trovare, il più possibile, l'armonia con loro due... Se vi intriga questa storia, leggete pure il seguito.
Mi chiamo Flavia. Dopo il divorzio da mio marito Gustavo, mi ritrovai sola. Non sono una venere ma, ogni donna, più o meno avvenente, ha le sue esigenze. Non disdegnavo di indossare regolarmente tacchi e autoreggenti per farmi trovare sexy da chiunque venisse a casa. Quel giorno si bruciò una presa di corrente e così dovetti contattare una ditta di riparazioni. A casa si presentò un giovane elettricista di nome Antonio. Mi spiegò che il problema richiedeva più tempo del previsto per essere risolto. Risposi che non avevo fretta, che poteva fare con comodo. Notai un gonfiore tra le sue gambe, nella tuta. Mi avvicinai al tipo e accarezzai il punto nevralgico. Domandai se l'erezione fosse dovuta alla sottoscritta. Replicò che gli capitavano così, spontaneamente, che io non c'entravo. Non ero nel suo target essendo una donna matura e, oltretutto, una cliente. Non mi arresi di certo. Mi chianai, lo tirai fuori dalla tuta e, inginocchiata, lo presi in bocca. A furia di spompinare, lui cominciò ad eccitarsi, ancor di più quando, da gran troia, iniziai a leccargli accuratamente le palle. Glielo presi tra le tette, dopodichè cominciammo splendidamente a scopare. Trombammo a missionaria, a candela e di fianco per buona parte della mattinata. Desideravo portarlo all'orgasmo oralmente e così passai la lingua sulla sua cappella, prima di imboccare con gusto il pene. Ma la lieta sorpresa giunse quando lui affermò che potevamo venircene insieme e cominciò a sgrillettare la passera infilando ad alternanza il dito dentro mentre io glielo smanettavo. Mi piacque tanto che la mia fica esplose di piacere. Solo pochi istanti dopo, il suo bel cazzo eiaculò copiosamente sul mio seno. Fu un'esperienza appagante per entrambi. Il ragazzo era talmente sfinito, dopo la lunga maratona, che non riuscì ad occuparsi del lavoro. Al Capo disse che non poteva proseguire per la mancanza di alcuni componenti (che invece già aveva ma che finse di acquistare in seguito). L'impianto lo riparò alcuni giorni dopo e, stavolta, io non lo disturbai mentre sostituiva gli elementi bruciati. Posso sempre far saltare qualche presa in modo da rivederlo e assaporare nuovamente il suo cazzo!