Mi chiamo Jeff. Già da qualche settimana avevo rotto la relazione con la mia compagna e mi sentivo nervoso e frustrato. Per motivi di lavoro, mi ritrovai a pernottare in un Hotel fatiscente di nome "Blue Star"...
Certe persone hanno fantasie fuori dall'ordinario: c'è chi le realizza e chi no! Uomini che desiderano l'amante, o stare con 2 donne, o con un trans, oppure con un uomo, etc... E donne amanti delle trasgressioni: rendere cornuto il partner con uno o più uomini, o magari andare con un'altra donna per una lesbicata da sempre sognata. La domanda è: faresti mai quello che non faresti mai? Il sottile confine tra la normalità e la libidine. Rilassati, libera la mente e godi Visitatore!
Mi chiamo Jeff. Già da qualche settimana avevo rotto la relazione con la mia compagna e mi sentivo nervoso e frustrato. Per motivi di lavoro, mi ritrovai a pernottare in un Hotel fatiscente di nome "Blue Star"...
Mi chiamo Max. Ero invaghito della mia collega d'ufficio Rosanna. Provai a corteggiarla per circa un anno senza ottenere risultati finchè arrivò, in conclusione, la doccia gelata di un no secco, il classico due di picche. In realtà, dire che ci restai male, è un eufemismo. Quello stesso giorno, pensai di andare a cena fuori con un altro collega, Paolo, a mangiare la pizza, ignaro di ciò che mi aspettasse. Dopo aver mangiato, ci mettemmo a dialogare in auto bevendo qualche birra. Naturalmente, scaricai su di lui la frustrazione per le delusioni ricevute da Rosanna. Paolo sembrò capirmi, iniziò a dire che delle donne non c'è quasi mai da fidarsi. Infondo, non fu sgradevole confidarmi con lui e il tempo passò in fretta. Ad un tratto, lui propose di spostarci con l'auto in una zona diversa, più periferica. Lo assecondai. Ci ritrovammo in un luogo di campagna. Ormai appariva già la luce del Sole. Non c'era anima viva. Lui affermò che si trattava di un posto perfetto ma non riuscivo a capire per cosa. Me ne accorsi poco dopo, quando allungò una mano tra le mie gambe, ababssò la zip del pantalone, e tirò fuori l'uccello. Rimasi incredulo, sorpreso. Non pensavo che Paolo fosse gay! Lo smanettò con cura. Ci sapeva fare eccome! Leccò la cappella e le palle con estrema dedizione, sbocchinando poi con gusto. Era la prima volta che interagivo fisicamente con un uomo. Ebbi un'erezione pazzesca alla quale stentavo a credere. Non pago della trasgressione, espressi il desiderio torbido di ammirare il suo sedere per trovare maggiore ispirazione. Aveva un culetto niente male. Accarezzai le natiche, poi mi segai ammirandolo mentre lui se ne stava piegato col jeans calato a metà gambe. Poi si ricompose e mi segò senza sosta finchè sborrai dolcemente e in abbondanza sul suo viso ricoprendolo letteralmente di sborra bollente. Dopo di ciò, lo riaccompagnai a casa e io tornai nella mia abitazione. Avemmo giusto un'oretta di tempo per fare una doccia e presentarci al lavoro. Lui puntò dritto nel suo Ufficio. Io mi recai, preso dall'abitudine di farle visita ogni mattina, in quello di Rosanna. Ero palesemente sconvolto. Non volevo confidarmi con Rosanna, specie dopo quel due di picche ma lei disse che restavamo comunque amici, oltre che colleghi di lavoro. Si insospettì del mio atteggiamento strano, diverso dal solito e cominciò a fare domande. Finì per raccontarle della serata con Paolo. Non avrei voluto menzionare cosa fosse accaduto dopo la cena ma, alla fine, le parlai del rapporto orale con tutti i dettagli. Non so se lei volesse provocarmi o altro, fatto sta che cominciò a spogliarsi affermando che era quasi decisa a darmela. Le risposi che era un pò tardi per ripensarci. Intanto, Paolo, dalla stanza accanto, mi chiamava a gran voce dicendo di stare lontano da lei. Rosanna era mezza nuda davanti a me e provocava di brutto, disse che avrei potuto scoparla sulla scrivania, magari. Ma io proprio non me la sentì, in ufficio, con la paura che, da un momento all'altro, potesse sopraggiungere il Capo. Le dissi che era meglio rimanere amici, magari. Persi la mia ghiotta occasione con lei, che mi diede pesantemente del finocchio, ovviamente, e poi si rivestì. Paolo, intanto, aveva preso i biglietti del cinema per quella sera e, probabilmente, mi avrebbe concesso pure il buco del culo... Rosanna, con sorriso sarcastico, mi disse: "Vai da lui, non vorrai mica farlo attendere, dopo che è stato così premuroso da invitarti al cinema a spese sue...". E così, passai con Paolo due sere di seguito...
A volte, all'interno di un'Azienda, per scalare la carriera, è necessario seguire delle strategie. In questa storia particolare, i personaggi, di dubbia moralità, seguono abbastanza la filosofia secondo la quale "Il fine giustifica i mezzi" per giungere all'obiettivo.
Sono Laura. Ero innamorata di Gino, un simpatico biondino con cui convivevo. Forse proprio questo mio trasporto mi impediva di valutare la relazione di coppia con obiettività. Insomma, a letto non era uno stallone ma mi piaceva lo stesso stare con lui. Finchè, un giorno, il ragazzo espresse il desiderio di confidarsi e ammise di essere più portato verso il genere maschile, rispetto a quello femminile, mettiamola così. Al momento rimasi spiazzata ma poi pensai che, come coppia, potevamo condividere certe fantasie erotiche insieme. Gli chiesi chi o cosa lo ispirasse maggiormente e lui indicò una preferenza per gli uomini di colore. In quell'occasione ci masturbammo entrambi, uno di fronte all'altra, godendo e venendo intensamente. Pensai che quella fantasia si potesse anche realizzare. L'occasione arrivò di sera nel parco, quando incrociammo un uomo avvenente che stava facendo stretching su una panchina prima di correre per i sentieri della boscaglia. Lo fermammo e attaccamo bottone invitandolo a casa nostra. L'uomo, di nome Norman, rimase un pò sorpreso di questo strano approccio ma accettò di buon grado. Una volta giunti nell'abitazione, bevemmo qualcosa insieme e il clima divenne subito caldo. Evidentemente, Gino covava da mesi questo desiderio nascosto per cui si fiondò sul pene dell'ospite prendendolo in bocca con passione. Un pò lo ciucciai anch'io ma lasciai maggiormente l'iniziativa al mio compagno che sembrava non volesse mai finire di spompinare. Norman, seppur amante delle donne, apprezzò quelle attenzioni tanto è vero che il suo pene divenne sempre più duro. Porto sempre le calze col reggicalze sotto il pantalone e non disdegno mai di mettere i tacchi. Mi misi così a pecorina, offrendo entrambi i buchi. Gino fece lo stesso, giacendo accanto alla sottoscritta. Norman, probabilmente intrigato a mille dal lavoro impeccabile di bocca di Gino, eseguito con maestria fino a porchi istanti prima, si fiondò direttamente sul mio ragazzo, infilandogli il pene dentro al culo, dopodichè cominciò a stantuffare con foga. Accanto a loro, osservavo con libidine il mio boyfriend che si lasciava sfondare il culo dallo sconosciuto, realizzando così il suo sogno proibito da tempo coltivato. La pecorina si trasformò in trenino, sempre a pecorina, con Gino che continuava a prenderlo nel culo ma che, nel frattempo, leccava il mio. Poi, mi girai pancia sopra. Gino mi leccò la figa mentre Norman, imperterrito, proseguiva a incularlo. Continuarono a scopare di fianco, con intensità. Io ciucciavo il pisello di Gino che andò letteralmente in estasi. Il ritmo degli affondi, piazzati nel sedere, aumentò vertiginosamente finchè il mio compagno mi spruzzò in bocca in preda ad un bollente orgasmo. Norman provò ad "assaggiare" pure la mia fica ficcandomi l'uccello nella patata ma giusto per pochi minuti. Appena il cazzo scivolò casualmente fuori, venne raccolo prontamente dalla bocca del mio lui che non vedeva l'ora di tornare a spompinare. Dopo di ciò, io e il mio ragazzo ci inginocchiammo per leccare insieme la cappella di quell'uomo fino al raggiungimento dell'eiaculazione. La sborra fioccò in bocca ad entrambi ponendo fine a quella notte di trasgressione. Con quell'esperienza, che in find dei conti piacque anche alla sottoscritta, credevo di aver reso felice il mio partner. E difatti lui mi ringraziò per averlo aiutato a realizzare il suo sogno proibito. Solo che aggiunse di essere troppo preso da Norman e di voler iniziare una storia con lui chiudendo quella con me. D'istinto reagì affermando: "Ma che cazzo!" e Gino spiegò che il pisello era proprio l'elemento cardine che lo proiettava inevitabilmente verso l'altra sponda, nella fattispecie, in direzione di quell'intrigante e aitante uomo di colore... Morale della favola? A essere disponibili e altruisti ci si rimette sempre...
Mi chiamo Valery. Io e la mia amica Sonia facevamo parte di una Comitiva. Finchè si esce per andare al cinema o a mangiare la pizza o il panino, non si conoscono veramente a fondo le persone. Il gruppo comprendeva due sole donne e diversi maschi giovani più uno maturo. Per il proprio compleanno, uno dei ragazzi organizzò una festicciola a casa sua e invitò il resto della Comitiva. Dopo aver bevuto qualche drink, la situazione degenerò. Di certo, io e Sonia non potevamo mai lontanamente immaginare la piega che potesse seguire. I maschi sembravano interessati a scambiarsi roventi effusioni principalmente tra loro considerando noi donne come una sorta di "contorno". Il biondino dai capelli corti, che compiva gli anni, Mirko, si comportò da vera puttanella, sempre pronto a segare a succhiare i cazzi degli amici. A un certo punto, vidi che un altro se lo ingroppava a candela. Io e la mia amica ci guardammo in faccia stupite ma anche divertite e intrigate dall'anomala situazione. Lei posò una mano di incoraggiamento sulla spalla di Mirko, ormai trapanato a dovere. Intanto, l'uomo adulto si segava osservando compiaciuto la scena. Ad un tratto, quattro dei ragazzi, coinvolti sostanzialmente in un'orgia (compreso il festeggiato) schizzarono quasi contemporanemante mentre l'uomo maturo, eccitatissimo, in preda ad un'impellente sega, eiaculò sulla mia coscia...
Nei tempi in cui viviamo, ricorrere all'autostop presenta sempre dei rischi. Mi chiamo Claudia. Io e la mia amica Fiorenza perdemmo l'autobus e il successivo sarebbe passato di lì dopo due ore. E allora decidemmo di alzare il pollice, nella speranza che qualcuno di buona volontà si fermasse per offrirci uno strappo fino a casa...
L'uomo delle foto è davvero prestante. Un tipo così può rendere le femmine estremamente felici e soddisfatte. Muscoloso più che mai, anche nella zona calda, si lascia guardare in tutto il suo splendore per la gioia delle donne etero eccitate e degli uomini gay e bisex vogliosi. La signorina che gli è accanto sta già assaporando "l'articolo" dopo averlo legegrmente smanettato...
Sono Giulia. Verso la fine di quella vacanza estiva, accadde un episodio particolare. Mi trovavo nella vasca da bagno. Simone, il mio ragazzo, tornò dalla spiaggia in compagnia del suo amico Mariano. Entrarono insieme nella toilette dove io, ovviamente ero nuda in acqua. Tra i due c'era complicità, evidentemente. Simone espose il pensiero dell'amico il quale sosteneva che ero troppo bella per stare con un uomo solo. Mariano prese la palla al balzo affermando che certe gioie vanno condivise. Notai la loro eccitazione. Mariano provò a giustificarla spiegando che era dovuta all'acqua calda del mare, io replicai che, probabilmente, andava attribuita a qualche avvenente donna in topless, presente in spiaggia. Si proposero in maniera audace, ma io pensai che poteva essere l'occasione buona per godermi due cazzi senza sensi di colpa. E così cominciai a smanettarli entrambi. Leccai il pisello al mio ragazzo. Poi, lui mi ingroppò, mentre segavo il manico dell'altro. Baciai e segai Mariano, mentre Simone mi penetrava in figa da dietro. Mi sedetti a cavalcioni sulla minchia di Mariano e intanto sbocchinavo Simone. E poi ci fu il clou, la doppia penetrazione. Simone me lo piazzò nel culo mentre Mariano mi spanava la fica. Poi, lo presi nel culo dall'amico del mio ragazzo mentre Simone, eccitatissimo, si segava osservando la scena. Simone cominciò ad eiaculare sulla mia lingua mentre il suo amico mi venne in faccia. Alla fine svuotai completamente i coglioni di entrambi accarezzandoli con le mani.
Questa storia riguarda una comunità che viene leggermente sconvolta dall'arrivo di un imprenditore/massaggiatore pimpante di mezza età che, una volta aperto un Centro Benessere nel cuore della cittadina, riesce, con i suoi modi e metodi raffinati, a sedurre la maggior parte dei soggetti maschili presenti in zona, scatenando lo stupore, il disappunto e lo sconcerto da parte delle residenti. Queste ultime, infatti, vedono, molto di frequente, i propri partner cedere inevitabilmente alle lusinghe e alle attenzioni dell'esperto "conquistatore".
Se si è di mentalità aperta, in teoria, ogni occasione può essere buona per vivere un'esperienza sessuale...
Sono Magda. Non avrei mai immaginato lontanamente che questa vicenda divenisse tanto contorta. Eppure, tutto partì da una richiesta piuttosto banale e infantile da parte di mio figlio. Voleva che mi fingessi la sua ragazza ad una festa per impressionare gli amici, nulla di più... Ma, a volte, il confine tra l'immaginario ed il reale è rappresentato da una linea sottile e sconfinare non è impossibile.
Mi chiamo Mario. io e il mio amico Luigi decidemmo di trascorrere un fine settimana diverso dal solito visitando un borgo medievale fuori città ed invitammo due nostre amiche molto carine, Marina e Fiona. Il Sabato sera arrivammo in quel luogo e mangiammo una pizza tutti insieme. Non ci provammo nemmeno con quelle due, a dire il vero. Dopodichè andammo a dormire in Hotel. Io finì in stanza con Luigi e Marina con Fiona. La notte trascorse serena ma, il mattino seguente, al risveglio, sia io che Luigi, che avevamo dormito uno accanto all'altro, scoprimmo di essere notevolmente eccitati e cominciammo a segarci istintivamente ognuno per conto proprio (anche se le nostre gambe erano a contatto tra loro, la mia destra con la sua sinistra). La voglia era talmente tanta da far perdere ogni inibizione per cui, a un certo punto, iniziammo a toccarceli a vicenda godendo come pazzi. Continuammo così finchè i nostri cazzi esplosero di piacere schizzando a fiume. Proprio in quel momento, la porta si aprì e comparve Marina che, vedendo la scena, rimase senza parole. La pregammo di non rivelare la verità a Fiona, in modo che l'episodio a cui aveva appena assisitito restasse segreto. Bhè, probabilmente per lei fu una doccia fredda ma credo che non le dispiacque poi tanto, dal momento che, poco dopo, dalla finestra della camera da letto, la vedemmo sditalinarsi sulle scale della struttura.
Mi chiamo Marianna. Mi considerano la più carina della Scuola. Capì di piacere a Lorenzo, uno studente, ma ad una donna piace essere corteggiata a lungo, alle volte. In tal caso fu una pessima idea perchè, nel frattempo, un altro ragazzo, di nome Saverio, palesemente gay, ebbe tutto il tempo di approcciare Lorenzo. Quando le mie amiche mi dissero che Saverio, molto probabilmente, aveva già ampiamente soddisfatto oralmente Lorenzo, fino a berne il succo, caddi dalle nuvole e le credetti a metà. Incuriosita dalla vicenda, decisi di invitare Lorenzo a casa mia. Si presentò in compagnia di Saverio e lì cominciai ad avere la conferma che le mie amiche avessero ragione. Il colmo arrivò nel momento in cui, Saverio, per mostrarmi quanto fosse importante il loro legame, saltò a cavalcioni dell'amico lasciandosi penetrare a candela dal pisello in erezione. Non avevo mai visto due ragazzi trombare: fu sconvolgente! Non credo che quest'episodio lo racconterò alle amiche, non vorrei che mi ridessero dietro tutto l'anno scolastico!
Mi chiamo Alberto. Andrea era il mio miglior amico e compagno di Scuola. Quando ci vedevamo, parlavamo spesso delle ragazze e delle donne che conoscevamo ma le nostre restavano solo fantasie. Timorosi di ricevere il classico due di picche, non tentavamo mai l'approccio con il gentil sesso. La prima volta è un momento importante, la mia fu del tutto singolare e inaspettata. Quel pomeriggio, in auto, eravamo particolarmente euforici. Dopo aver bevuto una birra, ci guardammo insistentemente negli occhi e, a quel punto, scattò il bacio. Devo ammettere che il lingua a lingua era decisamente piacevole e durò parecchio. Sembra che nessuno dei due volesse smettere, che ci avessimo preso dannatamente gusto. Ebbi una forte erezione e anche lui. Misi una mano tra le sue gambe e Andrea fece lo stesso. Ce li accarezzammo da sopra al pantalone, mentre continuavamo a baciarci. L'eccitazione permise di superare ogni senso del pudore. Convinti di essere in un luogo tranquillo, lontano da occhi indiscreti, ci spogliammo. Contiuammo a baciarci mentre lui mi segava. Poi, cominciò a succhiarmelo. Lì andai proprio in estasi. Non avrei mai immaginato che potessero accadere cose del genere ma mi piaceva. Gasato, ricambiai e glielo presi in bocca a mia volta. A quel punto, la voglia era tanta, troppa, incontenibile. Con decisione e disinvoltura, lui me lo infilò nel culo. Non sapevamo che una nostra conoscente, una studentessa della Scuola, tale Marina, ci stesse spiando. Andrea lo infilò dentro tutto facendomi godere parecchio. Alla fine, ci segammo schizzandoci a vicenda sui cazzi. Non credevo di poter vivere un'esperienza simile, trasgressiva ed intensa quantomai. Nei giorni seguenti, Marina sparse la voce di averci visti in inequivocabili atteggiamenti per cui perdemmo definitivamente ogni chance di approccio con le regazze. Ma poco male perchè, la soluzione per fare sesso, l'avevamo trovata eccome e la portammo avanti per tutto il periodo scolastico.
A volte le pulsioni prendono il sopravvento scatenando le trasgressioni più estreme. Ma, se c'è una forte attrazione tra determinate persone, è difficile resistere ai piaceri bollenti della carne...