Mi chiamo Renata. Il vicino maturo, molto più grande di età della sottoscritta, mi corteggiava ormai da diversi mesi. Sapevo che i fiori, gli inviti a cena, ed altro, erano dei finti approcci romantici. Rodrigo non puntava ad una relazione seria ma solo ad andare a letto e di sicuro era un uomo vizioso. Dopo averlo respinto più volte, decisi di farlo venire a casa mia, curiosa delle sue fantasie sessuali. Dopo baci, seghe e pompini, mi accorsi che era particolarmente sensibile nella zona posteriore. Gli leccai il culo, poi ci infilai un dito. Il tizio gradiva parecchio per cui le dita passarono a due e aggiunsi il pompino. Rodrigo andò in estasi. Lo rigirai a pecorina e lì continuai a fistarlo perbene nell'ano finchè esplose schizzando sui peli della fica. A quel punto, mi tolsi lo sfizio del pissing, riversando il liquido giallo caldo e copioso nella sua bocca. Ovviamente, Rodrigo lo accolse e bevve tutto. Il digestivo lo offre la casa!
lunedì 15 giugno 2026
lunedì 20 aprile 2026
Le indicazioni preziose della dottoressa
Mi chiamo Elvira. Vivevo un rapporto malsano col fidanzato ma una dottoressa riuscì, stranamente, a farmi tornare il sorriso.
mercoledì 24 dicembre 2025
In nome dei vecchi tempi
martedì 16 dicembre 2025
Da un ufficio all'altro
Sono Eva. Da un ufficio all'altro la situazione cambiò ma non poi così tanto. Nel primo ufficio il Capo era un uomo, Eric, completamente invaghito della sottoscritta. Scopavamo regolarmente. Per lui fu drammatico il mio spostamento, da parte della dirigenza, nell'ufficio di madame Miranda. Gli regalai un'ultima memorabile scopata, prima di essere sostituita. Il rimpiazzo non sarebbe stato di sicuro alla mia altezza e si vociferava che non si trattasse nemmeno di una donna! Povero Eric, destinato a masturbarsi tra le scartoffie, o al massimo a farselo ciucciare da un maschietto collaboratore di buona volontà. Ma torniamo a me. Conoscevo la fama di pervertita di Miranda, la bella biondina. Quando arrivai nella sua stanza mi fece subito vestire da cameriera per innalzare la sua eccitazione. Impiegammo poco a conoscerci più a fondo. Giocherellava con una penna sulle mutande, da lì mi avvicinai e partì il gioco erotico. La leccai prima sopra le mutande, poi le tolsi, gliele ficcai in bocca e la leccai a carne nuda, sulla patata. Miranda gemeva, sapevo che era la troia adatta per spingersi oltre e infatti, poco dopo, non ebbe nulla da ridire, se non in positivo, del getto di piscia che le riversai addosso senza ritegno. Ce le leccammo a vicenda e anche lei si prese la licenza e la confidenza di urinarmi addosso. Ma io le regalai anche una seconda copiosa dose. Tra pisciate e leccate, all'orgasmo ci arrivammo entrambe, naturalmente.
giovedì 23 ottobre 2025
Venditrice viziosa
Sono Claudia. Il mio è un lavoro particolare: vendo giocattoli erotici a domicilio. Di solito non accadeva nulla di particolare quando mi recavo a casa di ragazze e signore. Sembrava un'attività non diversa rispetto alla commercializzazione di altri prodotti come le creme di bellezza, etc... In realtà, stavo attraversando un periodo di crisi, di scarse vendite e ciò era decisamente frustrante. Un giorno accadde davvero qualcosa di molto trasgressivo, perverso e particolare. Quella signora bionda matura un po' in carne, Teresa, aveva, in effetti, uno sguardo da zoccola ma credevo che il suo atteggiamento dipendesse solo dall'interesse di conoscere a fondo vari prodotti. Tuttavia, quando tirò fuori un bel mazzetto di soldi, affermando di cercare piena soddisfazione, mi trovai leggermente spiazzata. Disse che avrebbe acquistato tutti gli oggetti che portavo nella valigetta ma pretese una prova concreta che fossero validi e cominciò morbidamente a stuzzicarmi. Mi sbottonò la camicetta, disse che dovevo levare le mutandine. Mi invogliò ad un lingua a lingua del tutto inaspettato al quale, peraltro, non riuscì a sottrarmi. Superò la mia titubanza infilandomi diversi soldi nel reggiseno. Ordinò di spalancare le cosce. Poi, prese un dildo nero dei miei e me lo piazzò senza pietà dentro la patata. Non mi ero mai trovata in una situazione simile. Oltretutto, certe cose intime le facevo con gli uomini, mai mi sarei immaginata lontanamente di venir spanata a quel modo da una cliente, tra l'altro non bellissima, ma, in compenso, molto porca. Confesso che mi sentì davvero una gran troia. Godevo come una maiala a farmi penetrare sul divano di casa sua. E quella vocina, maliziosa e beffarda al tempo stesso, condiva il tutto, sentenziando puntuale: "Allora funzionano davvero bene questi gingilli!". Mi stavo praticamente prostituendo pur di vendere e la cosa mi turbava ed eccitava contemporaneamente. Mi spanava e limonava. Poi volle che le leccassi le tettone. Mi infilzò con lo strap-on a pecorina facendomi urlare di piacere e me lo diede pure a candela. Quando mi leccò la figa, esplosi di piacere. Pretese di essere contraccambiata. Infilai la lingua nella sua vulva e, da inesperta, cominciai a leccare con impegno. Dai suoi lamenti, capì che stavo andando bene. Non voleva assolutamente che mi fermassi ed io l'accontentai: slinguazzai fino al suo orgasmo che arrivò tempestoso, quando venne rovesciò la testa all'indietro per l'intensità dell'amplesso raggiunto. Usammo un altro dei miei oggetti per spararcelo nelle aperture figali e, sostanzialmente, ci fottemmo le passere a vicenda fino a godere. Mi sentì davvero sporca ma anche una gran porca! Teresa mi propose di far visita ad una sua amica che avrebbe pagato bene. Sapevo di aver varcato il confine della serietà di una venditrice e che stavo diventando una specie di mignotta per donne mature e bisognose di attenzioni ma non riuscivo a contenere queste perverse pulsioni. Finì per andare a far visita all'amica di Teresa, la signora Marica. A quest'ultima piaceva di più fare l'amore, anzichè usare in modo ossessivo gli oggetti, anche se mi fece provare una sua diavoleria elettronica dove andai sù e giù mentre il cazzo finto mi penetrava. La fistai, lei me la leccò, poi finimmo a strofinarcele in maniera bollente fino a raggiungere profondi orgasmi. Con Marica fu eccitante, fisicamente somigliava a Teresa ma era leggermente più dolce. La signora pagò bene la "compagnia" ma senza acquistare prodotti precisando che potevo andare a trovarla quando desideravo. Mi suggerì anche di rivelare al mio uomo i rapporti che intrattenevo con le donne. Sapevo che Carlo non averbbe capito. Mi confidai durante una scopata, l'ultima tra noi. Mi diede della troia lesbica e non lo potevo sopportare, soprattutto non potevo sopportare i suoi modi da cafone. Fu davvero l'ultima volta che lo vidi, dopo aver chiavato ed essermi fatta schizzare abbondantemente sul sedere. In quel contesto particolare, pensai subito alla mia miglior amica, Vanessa, che non vedevo da un pò. Avevo intenzione di farmela. Conoscendo il suo interesse per le confidenze, le dissi che avrei raccontato le ultime novità. Ci incontrammo qualche giorno dopo a casa sua e le spiegai tutta la situazione che stavo vivendo, comprese le esperienze con le donne mature, ovviamente. Lei, nel clima confidenziale, mi rivelò di avere fantasie verso le donne ma piuttosto blande, rivolte peraltro a cantanti e attrici famose. Colsi la palla al balzo, mi avvicinai a lei e le pisciai sulla gonna rossa, un gesto torbido che non si sarebbe mai aspettato. Le leccai il seno, sditalinandola. Poi, le leccai la figa. A quel punto, Vanessa si sciolse e ricambiò. Afferrai uno dei dildo che vendo e le penetrai la passera con l'oggetto fino a farla arrivare. E così, anche l'amicizia con Vanessa è cambiata. Ora non ci confidiamo soltanto ma passiamo alla pratica tra di noi. Nel frattempo ripresi l'attività. Mi recai a casa di un'altra bionda tettona matura in carne (ormai era diventato il mio prototipo lavorativo) tale Jessica. A causa del seno prorompente, era assediata dagli uomini e cercava un periodo di tranquillità con la masturbazione solitaria tramite giocattoli erotici. Non fu difficile coinvolgerla nell'intimità: le leccai i capezzoli in primis, poi passai alla sua prugna. Seppur meravigliata per il mio comportamento insolito, si sciolse. A quel punto, le venne più facile contraccambiare e leccarmi la patata. Me ne venni. Poi, passai a completare il suo appagamento: le leccai prima abbondantemente la fregna dal basso, poi utilizzai uno dei miei articoli per spanarla come si deve, sia a pancia sopra che alla pecorina. Naturalmente, se ne venne poco dopo urlando di piacere. Sganciò i soldi e io le sorrisi per la soddisfazione promettendo di farle provare nuovi eccitanti prodotti in seguito. Bhè, il lavoro procede a gonfie vele.
lunedì 30 giugno 2025
L'idraulico risolve le perdite della signora
martedì 24 giugno 2025
Attrazione incestuosa tra padre e figlia
lunedì 17 marzo 2025
Le lamentele della cliente
Mi chiamo Monia. Lavoravo come segretaria in un Centro massaggi. Dato l'elevato volume di richieste, spesso non era possibile accontentare tutti. La signorina Lucia arrivò in sede particolarmente alterata e si lamentò di non riuscire a prendere un appuntamento. Ma la sua incazzatura si trasformò presto in desiderio sessuale al punto che mi sbattè sul divano e mi limonò. Eccitata dal fatto che non portassi neanche le mutandine, mi leccò la figa ed io cominciai ed eccitarmi sul serio. Lucia era sfacciata mi riempiva di parolacce e intanto mi pisciò addosso. Anche io ricambiai. La maialona mi leccò la figa ed io ricambiai con le dita. Continuò ad urinarmi addosso e a fistarmi. Per fortuna, in quel frangente, non c'era nessuno nella struttura, essendo lo stacco della pausa pranzo. Lucia tirò fuori pure un dildo e mi infilzò, poi se lo mise dentro lei, pretendendo che, nel frattempo, le urinassi addosso. Ma il cliente ha sempre ragione e bisognava aiutarla, sicchè glielo spinsi dentro io il dildo, per agevolare il suo orgasmo.
mercoledì 5 febbraio 2025
La cameriera porta scompiglio
venerdì 24 gennaio 2025
Trasgressioni bollenti tra commessa e cliente
Mi chiamo Ilaria. Ognuno ha le proprie debolezze, i propri vizi. Sono ossessionata dalle scarpe femminili coi tacchi e mi piacciono le donne. Fin qui potrebbe anche passare, al limite. Il fatto è che provo una forte eccitazione quando entro nei negozi che vendono tali calzature. L'orario era abbastanza morto, verso le tre del pomeriggio. C'era solo una commessa bionda, molto carina, che stava lavorando sul portatile. Fui attratta da delle scarpe dorate, le provai, poi provai un desiderio irresistibile di urinarci dentro. Lo feci senza alcun pudore. Temevo che la commessa mi potesse sgridare invece, con sorpresa, la maiala aveva le mie stesse fantasie. Si avvicinò e usò la scarpa dove avevo fatto pipì come calice per bere. Il suo gesto mi eccitò di brutto. La esortai a riempire del liquido giallo pure le sue stesse scarpe, delle calzature nere. Lo fece senza esitare. E stavolta fui io ad usarle come bicchiere. La bionda (in seguito disse di chiamarsi Claudia) mi calò le mutandine. Mi ritrovai nuda al suo cospetto. Dopodichè le pisciai addosso. Anche lei si spogliò. L'aiutai a togliere le mutandine. Dopodichè mi urinò all'altezza della fica. A quel punto, mi strinse le chiappe da dietro e mi slinguazzò con passione la passera. Fu stupendo, venni in brevissimo tempo e intensamente. Naturalmente, ricambiai prendendomi cura del suo clitoride fino all'orgasmo. Non paga, scaricai ancora abbondante pioggia dorata sul suo seno. Ci ritrovammo con le mutandine fradice e il pavimento allagato ma felici di aver goduto. Provai a corteggiarla ma disse di tenere un uomo. Tuttavia, si dimostrò disponibile a futuri incontri nel negozio. Bhè, non vedo l'ora di andarla a trovare di nuovo e non certo per comprare le scarpe.
mercoledì 15 maggio 2024
Pissing senza freni
Mi chiamo Sonia. Se sono diventata piuttosto maiala è sicuramente grazie alla mia amica bionda Vanessa. La sua maialaggine si manifestò in maniera acuta a casa sua. Io stavo cercando di studiare quando lei si avvicinò con un contenitore pieno di panna montata. Bhè, mi disse che sarebbe servito a risvegliare i miei sensi. Intanto mi toccava le tette leccandomi il viso. Quando le suggerì che poteva sfogarsi con un uomo, mi rispose di non averlo e ribadì che nemmeno io stavo con qualcuno. Mi ritrovai con il suo dito in bocca pieno di panna che finì pure su un capezzolo. Mi baciò il culo a pecorina. Poi, mi leccò la figa a missionaria, invogliandomi ad urinare nella sua bocca. Dopo di ciò, ci mettemmo ad urinare entrambe sul tavolo della cucina allagandolo. E pisciavamo pure una contro l'altra come due cretine. Vanessa gradì che la spanassi col dildo e glielo piazzai nella patata. Lei, invece, preferì usare un dildo anale nel mio culo. Me lo infilò a pecorina, poi lo presi da sola a candela mentre lei mi leccava il viso, da gran troietta. Dopo, Vanessa cominciò ad urinarmi addosso, intimandomi di bere. Mi bagnai completamente. A quel punto si mise a leccare la sua urina dalle mie tette. Quando concludemmo la bizzarra esperienza, il tavolo era diventato ormai un autentico mare del piscio di entrambe. Aiutai Vanessa a pulirlo, in attessa della prossima avventura.
venerdì 17 novembre 2023
Conclamata prostituta da Ufficio
Mi chiamo Jenny. I miei poveri genitori mi avevano messo in guardia dalle insidie che la vita e certe persone possono presentare. Ma poi, purtroppo, passarono a miglior vita e così dovetti affrontare completamente da sola tutte le avversità, senza la possibilità di ricevere un consiglio al momento giusto. Bando alle chiacchiere, cominciamo questo racconto che mi vide protagonista nell'ambiente lavorativo. Sono una ragazza carina e faccio gola agli uomini arrapati. In realtà, non credevo di riscuotere successo anche tra le fila del gentil sesso! Entrando nello specifico, fino ad un certo punto ero riuscita a svolgere la mia mansione di segretaria senza particolari disagi, compromessi o palpitazioni di alcun genere. Ma la situazione idilliaca e tranquilla non poteva perdurare con un direttore d'Azienda pervertito come il dottore, di origini statunitensi, Josh Gordon. Sapevo che molte impiegate avevano ceduto alle sue avances ma io fingevo di non capire i suoi sorrisetti e cercavo di andare avanti per la mia strada, considerando che, all'epoca, stavo pure con un ragazzo. Gordon, giorno dopo giorno, marcava sempre più il territorio come un cane segugio che, presto o tardi, vuole arrivare allo scopo. Anche Anna, la nuova segretaria, giunta da noi da pochi mesi, me lo fece notare. Diceva che Gordon non vedeva l'ora di fottermi e, indubbiamente, non le si poteva dar torto. Cosa raccontare poi di lei? La ragazza si mostrava dolce ed amichevole ma nascondeva qualcosa, come un interesse piuttosto evidente nei miei confronti. Ad ogni modo, mettiamola da parte per un attimo e torniamo al datore. Gordon non tardò a farsi vivo nel mio ufficio con intenzioni "belliche". Sapevo di non poter dire di no al mio boss, altrimenti sarei finita per strada. Quando le sue avances si fecero più determinate, dovetti soltanto aprire le gambe, adornate dalle mitiche calze autoreggenti, e lasciare che il porco mi leccasse la fica, con ditalino incorporato. Bisogna essere di legno per non gradire certe stimolazioni. Mi bagnai tutta cosicchè fu più facile prendergli quel grosso cazzo in bocca. Quanto gli piaceva essere spompinato. Sperai, solo per qualche per attimo, che mi godesse in bocca, in modo che dopo sarei stata lasciata in pace. E invece no: quel superdotato non sarebbe mai venuto così facilmente! Anzi, cominciò a chiavarmi in tutte le posizioni e, inoltre, pretese pure che concedessi il buco del culo. Nemmeno al fidanzato davo il sedere, anche perchè non aveva neppure il coraggio di chiederlo per paura di un rifiuto. Ma Gordon, persona di potere, uomo d'affari, il sedere se lo prese di forza. Mi ritrovai spanata analmente dal suo cazzone per un tempo interminabile. Alla fine, il maialone mi schizzò sulla figa. Poi propose una breve pausa a base di caffè, giusto il tempo di rifiatare. Sentivo caldo, tolsi pure le autoreggenti. Gordon disse di avere ancora voglia e ricominciò a scoparmi senza batter ciglio: mi sfondò a pecorina, a candela, prevalentemente nel culo, ormai utilizzato a piacimento come una seconda figa. Godetti ancora e anche lui giunse all'orgasmo, sborrandomi in bocca. Assaporai il seme sentendomi una mignotta senza vergogna, esattamente come lui mi dipingeva. Ci fu anche la sorpresina, oltre al dessert a base di sperma. Poco dopo arrivò, beffarda, la sontuosa pisciata calda nella mia bocca che colò, in parte, lungo tutto il corpo a "consacrarmi", definitivamente, come conclamata prostituta da ufficio. Il tempo era praticamente volato, scopando dalle 9 del mattino. Da un'occhiata all'orologio, notai che le lancette segnavano addirittura le 5 del pomeriggio! Il Capo, soddisfatto, andò via. Mi rivestì in fretta. A quel punto sentì la voce di Anna provenire dall'uscio della porta. Le spiegai che mi ero intrattenuta sessualmente con il Capo. Lei, curiosa, voleva conoscere i dettagli ma io la invitai ad andare a casa. Le avrei raccontato l'accaduto soltanto il giorno seguente. Recuperai le forze con una buona dormita, poi, il mattino seguente mi ripresentai, come di consueto, in ufficio. Gordon andò fuori città per un impegno per cui, avendo campo libero, Anna si chiuse subito nel mio Ufficio. La voglia che nutriva nei miei confronti si rivelò persino maggiore della curiosità. Non si trattenne dal piazzarmi la lingua in bocca. E così ebbi la conferma della sua omosessualità. Interagimmo intimamente mentre le raccontavo delle porcate vissute col Capo. Anna, supereccitata, mi leccò la figa piazzando, di atnto in tanto, pure due belle dita dentro. Godetti, lo ammetto. Pur non essendo particolarmente ferrata sulla complicità erotica tra donne, devo riconoscere che trovai un certo stimolo a giocare con lei, anche perchè Anna è davvero molto carina. Le leccai la passera e le infilai le dita dentro la vagina, più o meno come lei aveva approcciato con me. In più, non resistetti al desiderio, dal forte sapore sadico, di spanargliela con un grosso dildo. Gongolavo nel vederla ansimare e non la mollai finchè non ravvisai l'orgasmo delinearsi sul suo volto, ormai stravolto dal piacere profondo. Anna, non del tutto paga, si riservò il piacere perverso di sfondarmi il culo con quel grosso fallo. Del resto, se ne aveva approfittato il direttore, perchè non poteva divertirsi pure lei? Chiaramente, la stantuffata anale mi procurò una sbrodolata paurosa nella figa. Quei due mitici giorni, prima con lui e poi con lei, furono i più intensi, a livello erotico, che ricordi in quel dannato ufficio! In realtà, dopo quelle esperienze, non vidi più nessuno dei due. Un incidente d'auto mi tenne bloccata a lungo a casa con una fastidiosa frattura alla gamba sinistra. Ma so che per Anna vi furono esaltanti novità. Magari sarà proprio lei a raccontarvi questi nuovi risvolti goderecci.
mercoledì 9 agosto 2023
Sottomessa dall'amante del marito
Mi chiamo Monica. Mia madre me lo diceva sempre di essere autonoma, di non basarmi su altre persone. Ma io sono una stupida e non mi sono cautelata a dovere. Quando sposai Mario, alcuni anni fa, credevo erroneamente di aver trovato la serenità. Cosa c'è di meglio di farsi mantenere da un uomo benestante? All'inizio andò tutto a meraviglia, compresa l'intesa sessuale. Dopo qualche tempo iniziarono i problemi. Mario cominciò a stufarsi della solita scopata coniugale e decise di guardarsi intorno. Dall'alto della sua posizione di imprenditore ricco, non gli fu difficile conquistare le attenzioni di giovani ragazze. Alcune erano sue segretarie, altre, invece, tipe conosciute in giro. Ingoiai la pillola amara di quelle scappatelle, nonostante mi mortificassero come donna. Accettai che andasse in giro a scopare pur di mantenere quel notevole tenore di vita. Ma a tutto c'è un limite, o forse no. La situazione precipitò quando lui perse la testa per Valentina, una giovane troia biondina. Accecato dalle attenzioni di quella ragazza, me la impose dentro casa! Spesso restavo da sola con lei e non andavamo affatto d'accordo. Ma, alla fine, dovetti convenire che aveva lei il coltello dalla parte del manico. Valentina espresse il suo pensiero fin troppo chiaramente. Non avrei ricavato nulla a remarle contro, se non finire miseramente per strada. Non si accontentò di essere la fiamma di mio marito, voleva umiliarmi, sottomettermi senza pietà. Ed io, mio malgrado, dovetti abbassare la testa, farmi comandare da una ragazza che potrebbe quasi essere mia figlia! Prima di tutto ciò, non avevo mai pensato lontanamente di rapportarmi intimamente ad una donna. Ma a Valentina la fica piace eccome e mi rese, inevitabilmente, la sua troia matura di compagnia. Si, avete capito bene, ci sono stata con la mia rivale e continuo a cedere sessualmente per poter campare dignitosamente. Finché l'accontento posso restare nella casa, almeno come cameriera: mangiare, bere e dormire gratis, mettiamola così. Se devo essere sincera, non mi dispiace nemmeno lesbicare con lei, in fin dei conti, dal momento che quella puttana mi fa pure godere come una maiala. Se volete conoscere i dettagli di questo torbido "legame", osservate pure le foto...
lunedì 29 maggio 2023
Pissing Gym
Non è sempre facile trovare persone con cui condividere gli stessi interessi e passioni e ciò, naturalmente, vale anche per il sesso. Mi chiamo Giulia. Mi recavo spesso in palestra. Adocchiai un ragazzo di nome Tony e gli feci capire che ci sarei stata. Si avvicinò e mi leccò la figa. Poi gli feci un pompino. All'impovviso mi urinò in bocca affermando che quella era la sua grande passione. In realtà è anche la mia per cui non ebbi difficoltà a bere. Poi mi chiavò ma intnto io urinavo felice. Proseguì a pecorina intervallando la scopata a grandi pisciate sul mio copro a mò di doccia calda. Alla fine presi un calice per raccogliere la pipì e berla comodamente. Non ricordo che lui abbia sborrato ma di sicuro mi riempì di piscio!
mercoledì 12 aprile 2023
Scopata ovunque
Mi chiamo Julia. Smarrire la strada nel bosco fu la migliore esperienza che potesse accadermi, anche se con qualche patema d'animo incluso. Eh già, perché, a furia di camminare, mi ritrovai di fronte ad un bel maschione selvaggio senza scrupoli che mi consolò a suon di colpi di cazzo. Non immaginavo che fosse un gran pervertito. Gli succhiai il pisello, poi cominciammo a scopare su una panchina e, successivamente, nei pressi di un albero. Gli piaceva portarmi ovunque. Sentivo tanta porcaggine in lui e forse mi piaceva per questo. Mi castigò perfino sulla tazza del cesso e dentro una sorta di pozza enorme d'acqua. Alla fine mi trascinò dentro casa per ripassarmi a missionaria, a pecora e di lato, sul tavolo della cucina. Gli succhiai nuovamente il cazzo. Lui lo affondò ancora nella figa avanzando precisazioni sul mio ruolo di semplice oggetto per godere. Im qualche modo, uscì fuori il suo lato inquietante ma per fortuna era solo un gran maiale e non certo un serial killer. Esplose a fiume nella mia bocca. Finalmente la sua foga si placò e il cazzo divenne morbido. Prima che andassi via, pretese una 'foto ricordo' in cui, tutta nuda, urinavo indecentemente sul tavolo della cucina. Compresi che, in seguito, si sarebbe masturbato proprio su quello scatto.
mercoledì 29 marzo 2023
Lesbo urina hot
Sono Miriana, una ragazza lesbica amante del pissing. Dopo alcune esperienze vissute con amiche e conoscenti varie, decisi di provare un tipo di approccio diverso e cercai una girl affine alle mie esigenze sessuali su internet. Incappai in Manuela, un bel pezzo di ragazza. Mi invitò subito a casa sua ed io accettai. Indossava un bodystocking da paura. Tra di noi fu attrazione fatale: mi leccò subito la figa ed anch'io la sua. Non resistetti al picere di urinarle addosso e lei ricambiò con la medesima moneta. Ci scopammo a vicenda con un dildo ma lei introdusse nel gioco anche una sorta di cilindro di vetro che consentiva di condividere perversamente le pisciate. Credo che, in fin dei conti, la rete non sia poi così male per conoscere persone. Eh già!
mercoledì 19 ottobre 2022
Il cazzo del barista come alternativa
Mi chiamo Lia. La storia che mi accingo a raccontare è accaduta questa estate. Dopo la fine della relazione con il mio ex, avevo una gran voglia di conoscere gente nuova e flirtare. In vacanza notai due ragazzi biondi molto carini di viso. Mi piacevano entrambi. Superficialmente pensai di far colpo su entrambi e di potermi divertire un po' con l'uno e un po' con l'altro. Al solo pensiero mi si bagnava la fica. Ma l'impatto con la realtà fu decisamente diverso. Li beccai insieme nudi in una zona isolata su un lettino. Uno succhiava i piedi all'altro. Ingenuamente pensai che fosse un modo per rilassarsi. Ma poco dopo mi resi conto che, in realtà, interagivano sessualmente tra loro. Uno, più sottomesso, leccava e succhiava il cazzo dell'altro. Il dominante inculò l'amico a candela. Mi fece uno strano effetto vederli in quel modo. Il passivo venne e poi si lasciò sborrare nel culo. Non contento, il dominante mise l'altro a pecora urinandogli copiosamente tra le natiche in un chiaro gioco di gay pissing. Mi spogliai nella speranza di attirare la loro attenzione ed entrare in un eventuale triangolo ma fu del tutto inutile dal momento che la fica non era tra le loro priorità. A quel punto mi venne in mente il barista, Claudio, uno che ci provava dall'inizio della vacanza. Era figo, muscoloso e anche un po' presuntuoso, a dir la verità. Non mi intrigava come i Biondini ma la fica assetata reclamava qualcuno che la riempisse con la fava. E così andai spedita da lui. Si meravigliò di vedermi, dopo essere stato più volte respinto. Non persi tempo, dopo una rapida sega, mi spogliai e lasciai che mi scopasse tutta con il suo cazzone duro. Trombai a pecorina, a candela, a missionaria. Finalmente un bel cazzo mi spanava tutta. Durante la scopata gli raccontai dei Biondini. Forse ciò lo fece sentire come un ripiego ma la voglia di fottere era senz'altro maggiore di quella di polemizzare. Mi schizzò copiosamente in faccia scaricando tutto il seme che teneva addensato nei coglioni. Meno male va, in tal modo rimediai alla grande ad una vacanza potenzialmente disastrosa.
lunedì 17 ottobre 2022
Violentato nei boschi
Mi chiamo Melissa. Nella maggioranza dei casi sono tendenzialmente i maschi a molestare le femmine. Ma esistono sempre delle eccezioni. Il mio ex ragazzo, Leonardo, amava le escursioni nei boschi. Fu proprio durante una di queste passeggiate che incontrò la persona sbagliata. Si trattava di un suo coetaneo totalmente fuori di testa, con la passione perversa per i ragazzi. Stordito a tradimento, spogliato del tutto e legato mani e piedi a dei pali di legno, Leo si trovò impossibilitato a reagire. Il losco figuro pretese un appagante pompino dal povero Leo. Pur di salvarsi la vita, il mio ragazzo succhiò con dedizione l'uccello del suo aguzzino voglioso. Ad un certo punto il maniaco godette schizzando in faccia a Leo. Non pago, lo irrorò abbondantemente di piscio sul viso e sul corpo. Leo credette che l'incubo fosse finito ma lo attendeva ancora il gran finale, ossia di essere brutalmente inculato a pecorina. Il bastardo, al culmine di una prolungata scopata, eiaculò nel culo del "prigioniero". Dopo aver fatto i suoi comodi, il malintenzionato sparì lasciando Leonardo a terra sfinito. Lo sventurato riuscì finalmente a liberarsi e a tornare a casa ma ormai il suo cervello era alquanto scosso. Tenne dentro questo segreto per un pò, poi finì per sbottonarsi e raccontarmi tutto ciò che era accaduto nei minimi dettagli. Dopo questo trauma, credo che gli ci vorrà un pò di tempo per riavvicinarsi nuovamente al sesso e riapprezzarlo appieno anche se, dal suo racconto, percepì che, sotto sotto, quell'esperienza insolita non gli dispiacque completamente...
venerdì 14 ottobre 2022
I nostri figli gay e noi lesbiche
Mi chiamo Rosaria. Alma è la mia migliore amica da anni. Si può affermare che io e lei abbiamo vissuto un percorso parallelo dal momento che ci separammo entrambe dai nostri rispettivi mariti. Mio figlio Riccardo ed il suo, di nome Claudio, coetanei, legarono particolarmente. Io e Alma eravamo contente di ciò e non ci aspettavamo che il loro rapporto si evlovesse in modo diverso rispetto ad una semplice amicizia. Fui io ad accorgermi di questo, quando li beccai insieme a fare sesso. Claudio inculava mio figlio di brutto a candela e a missionaria riservandogli, alla fine, oltre alla sborra nel sedere, un "trattamento" a base di pissing facciale. Raccontai ad Alma ciò che avevo visto. Pure lei cadde dalle nuvole. Decidemmo di incontrarci di nuovo nei giorni successivi a casa sua per parlare con calma di ciò che stava accadendo ai nostri figli. Ero dubbiosa sulla possibilità di intervenire nel rapporto tra i ragazzi o lasciar correre. Alma sosteneva che non essendoci, da ambo le parti, figure paterne pressanti, eventualmente omofobe, si potevano lasciare i ragazzi ai loro desideri. Poi, però, la mia amica bruna, spostò abilmente il discorso su di noi che avevamo diritto a vivere nuove esperienze dopo le rispettive separazioni. Inoltre affermava che, come separate con figli, rischiavamo di finire solo usate per una botta e via e poi scaricate dagli uomini e che pochi si sarebbero dedicati ad una relazione seria. Le sue parole propendevano dunque per una lesbicata tra amiche di vecchia data. In effetti, non aveva tutti i torti. Inoltre, queste effusioni avrebbero giovato ad entrambe anche per assorbire meglio l'impatto di sapere di avere dei figli gay. Insomma, una bella distrazione tra ladies! Ci baciammo, poi io le leccai il culo e spinsi il dildo dentro la sua fica. Alma godette e seppe ricambiare perfino meglio di me. Mi tenne col dildo nella figa e la lingua nel culo per un'eternità procurandomi orgasmi ripetuti. La porca mi leccava pure l'orecchio mentre io sbrodolavo a raffica. Bhè, credo che, tutto sommato, la mia amica abbia avuto un'ottima idea!
mercoledì 12 ottobre 2022
Fisarmonica e pissing
Mi chiamo Marika. Non sono una santarellina, adoro il sesso, soprattutto nelle sue forme più trasgressive. Però mi piace tanto anche la musica e desideravo suonare uno strumento. Mi concentrai sulla fisarmonica ma incontravo difficoltà. Sperai nell'aiuto di Elio, un amico di mio fratello, ma capì ben presto che con lui avrei condiviso ben altre passioni decisamente torbide. Fu lui ad iniziare. Stavo cercando di suonare, lui fece finta di darmi una mano ma, poco dopo, tirò giù la zip del pantalone e cominciò ad urinare all'impazzata, e senza alcuna vergogna, sui miei vestiti. Ben presto finimmo mezzi nudi a baciarci mentre io gli segavo il cazzo. Eccitata, cominciai anch'io ad urinare. Poi gli succhiai un pò il cazzo proseguendo a segarlo con i piedi. Gli piaceva quell'avvolgente massaggio! Gasato mi urinò in bocca senza riserve. Bevvi volentieri il suo piscio caldo. Poi cavalcai il suo cazzo a candela beccandomelo tutto nel culo. Eh si, il giovanotto prediligeva il secondo canale! Pisciai liberamente mentre mi inculava. Poi gli leccai la punta del cazzo prima di riceverlo nuovamente dentro il culo. Ad un certo punto, mentre stavamo scopando a pecorina, lui sfilò il pene con l'intento preciso di urinare nel mio culo. Prontamente "risposi" con un getto di piscio che gli allagò il cazzo. Si sorprese piacevolmente vedendomi così troia, complice e partecipe dei giochetti zozzi. Ormai stava per godere. Bastò leccargli la parte inferiore della cappella affinchè il cazzo esplodesse con copiosi schizzi di sborra che annaffiarono il mio viso e finirono in gran parte nella mia bocca oltre a colare giù per le tette. Gli riservai una sorpresina finale urinando sul suo cazzo mentre lo abbracciavo. Bhè, Elio è proprio un porcello stronzetto ma io sono adeguatamente troia per tenergli egregiamente testa...
































