Mi chiamo Maria Grazia. Non mi sarei mai aspettata che accadessero certe situazioni particolari. Notai subito il legame stretto di amicizia tra Paolo, il mio ragazzo e Giacomo. Naturalmente, credevo che si trattasse solo di una simpatia reciproca. Un bel giorno, mi allontanai per andare dall'estetista. Quando ritornai, Paolo, con aria piuttosto seria, disse di volermi parlare. Mi raccontò che lui e il suo amico, andando su internet, avevano visto dei video porno gay e che Giacomo, eccitato, lo aveva baciato per almeno 5 minuti. La vicenda mi intrigò e, per nulla scandalizzata o presa da forme di gelosia, li spinsi a proseguire l'esperienza con la mia complicità. Mi resi conto che, infondo, lo volevano entrambi ed attendevano solo il mio benestare che, ovviamente, non mancò. Paolo smanettò il pisello dell'amico per un pò. Poi, porsi il pene di Paolo in bocca a Giacomo in modo che lo succhiasse perbene. Un'altra ciucciata la detti io. Incitai Paolo a ricambiare il servizietto dell'amico e così pure il mio ragazzo assaporò la minchia. Paolo, ormai caldo e duro, lo mise nel culo a pecorina a Giacomo che, intanto, me la leccava. Paolo proseguì a fottere l'amico di fianco mentre io ciucciavo quest'ultimo. Dopo di ciò, venni impalata dal mio fidanzato a candela. Ad un tratto, però, Giacomo afferrò con la bocca il cazzo di Paolo, non appena uscì fuori dalla fica e lo succhiò con foga. Mi sedetti su Giacomo e detti anche a lui l'opportunità di entrare nella fica. Nel frattempo, ciucciavo il pene di Paolo e Giacomo gli leccava accuratamente le palle. L'epilogo fu ricco di sborra che entrambi mi schizzarono in prossimità delle tette sfogando pienamente la libidine. Bhè, da allora, il sesso di coppia si è trasformato costantemente in un triangolo.
giovedì 16 gennaio 2025
Curiosità fatale
mercoledì 15 gennaio 2025
Mamma le fa scappare tutte
Mi chiamo Mirko. Mia madre Laura è una donna affascinante, anche se, precedentemente, non la guardavo da questo punto di vista, proprio per lo strettissimo legame di parentela. Dopo la separazione da mio padre Aldo, Laura divenne ancora più morbosa e possessiva nei miei confronti raggiungendo livelli indicibili. Addiritura, parlava direttamente con le ragazze che frequentavo allo scopo di impaurirle e allontanarle dal sottosritto. Ero furioso perchè, grazie a lei, non riuscivo più a rimediare una scopata. Arrivai quasi ad odiarla ma, un bel giorno, cambiò tutto. Mi portò in camera da letto con una scusa, provare ad aggiustare la radio rotta. Le risposi che m'importava poco della radio, lamentandomi per il suo comportamento che aveva prodotto, di fatto, l'allontanamento delle ragazze che mi piacevano. Ma lei cominciò a dire che, insieme, avremmo trovato una soluzione. LE sue parole non mi tranquillizzarono, almeno finchè non vidi che era disposta a tutto pur di rendermi felice ed appagare le mie voglie. Si inginocchiò e mi sbottonò il pantalone di punto in bianco. Rimasi frastornato, ancor più quando, con disinvoltura, me lo prese in bocca. Sembrava una situazione surreale con lei inginocchiata a propinarmi un gustoso pompino. Al principio mi mostrai contrario ma, provare piacere, cambia gli stati d'animo e così la lasciai fare. A quel punto ero molto eccitato. Mi venne naturale spogliarla, toglierle il reggiseno, leccarle e succhiarle i capezzoli e poi levarle pure le mutandine, dato che avevo una gran voglia di fottere. E lei non si tirò certo indietro! Quella mattina la trombai a lungo e in svariate posizioni. La montai a pecora, con lei sopra di me, a missionaria, di fianco. Insomma, la stantuffai di brutto, resomi conto che ci stava eccome, nonostante fosse la mia genitrice. Godette come una porca e più di una volta. Io, a un certo punto, le schizzai copiosamente sul seno. Svuotai i coglioni alla grande, lo ammetto. Il nostro rapporto divenne sempre più intimo, torbido. Mi disse che mi aveva spiato mentre mi masturbavo sui video porno, chissà se si era toccata pure lei. Questo, ad ogni modo, mi spinse a chiederle di guardarli insieme. All'inizio fece qualche storia, disse che bastava lei ma riuscì a convincerla. Così adesso mi fa dei grandi pompini, mentre guardo le immagini e poi naturalmente scopiamo. La notte ci dormo assieme, infondo è ciò che voleva lei, sostituirsi alle ragazze. Insomma, non poteva andarmi meglio: cucina, lava, stira e me la fotto pure! Se lo raccontassi ai miei amici sarebbero invidiosi, sò bene che ad alcuni di loro piacerebbe vivere una vicenda analoga alla mia ma che, comunque, non capita così spesso e così facilmente. Se mio padre sapesse la situazione, rabbrividirebbe all'istante. Naturalmente, ci siamo dati un rapporto esclusivo: io non penso alle ragazze e sto attento che a lei non si avvicinini uomini per farsela. Eh già, adesso le sue fessure sono solo mie!
martedì 14 gennaio 2025
Il commercialista perverso
Mi chiamo Claudia. Sono un'imprenditrice. Questa incredibile storia riguarda essenzialmente me, Paolo, il mio ragazzo, e il commercialista, il signor Emilio Rossi. Con i tempi che corrono, ma sicuramente anche prima, lo Stato è sempre pronto a sgraffignare soldi attraverso ogni situazione possibile e si sa che le tasse sono un incubo, specialmente in Italia. Un'amica mi consigliò il dr. Rossi, mi disse, testuali parole: "Affidati a lui. E' bravissimo ma qualcosa ci rimetti" ma senza arrivare a specificare cosa. Quando Emilio venne a trovarmi la prima volta in ufficio, pensai che ci volesse provare con la sottoscritta. Sono una donna piacente, mi aspetto sempre questi retroscena. E invece Rossi non puntò a quello, disse che mi avrebbe fatto risparmiare tanti soldi se io fossi andata da lui il giorno seguente e, cosa strana, glissò sul suo onorario mettendolo in secondo piano. Purtroppo, però, presa dal lavoro, non potevo liberarmi in quella data, così pensai di incaricare il mio ragazzo. Gli raccomandai di essere totalmente disponibile con Rossi per la risoluzione dei problemi. Non potevo lontanamente immaginare cosa sarebbe successo. Il mio ragazzo tornò sconvolto ma disse che era tutto ok, che avremmo pagato pochissime tasse e nulla a Rossi. Dubbiosa, contattai il commercialista. Quando venne a trovarmi in ufficio, restai letteralmente basita da ciò che mi raccontò. In poche parole, l'onorario era stato pagato in natura dal mio ragazzo in un bollente rapporto omosessuale. Sul principio la situazione mi fece schifo, anche se, economicamente, mi era andata di lusso. Mi adirai, dissi a Rossi che gliel'avrei fatta pagare. Ci rivedemmo una seconda volta, in teoria per chiarire. Ma lì scademmo decisamente nella perversione, dal momento che io sostenevo che non mi interessassero i dettagli di ciò che aveva combinato con Paolo ma lui insistette per raccontarmeli ed io, alla fine, fui curiosa di conoscerli, dato che il mio ragazzo, avvolto dalla vergogna, non me li avrebbe mai rivelati. Li espresse con disinvoltura, spiegando di averlo coinvolto sfruttando le preoccupazioni lavorative e da lì Paolo gli aveva propinato un pompino. Dopodichè, Rossi aveva leccato a fondo il sedere del mio lui, cosa che io, onestamente, non riuscirei mai a fare! Ciliegina sulla torta, la scopata, ovviamente, sia a pecorina che a missionaria, condita da una copiosa schizzata di sborra in bocca e in faccia. Apprendere in quel modo diretto, che il mio ragazzo aveva succhiato l'uccello, era stato sverginato, inculato a dovere, ricevendo pure il seme in bocca, la sborra di un altro uomo, mi sconvolse parecchio, da un lato, ma dall'altro, scoprì di essere eccitata. Quel figlio di puttana di Rossi mi aveva intrigata. Sull'adrenalina, provai anche a dargli il culo, visto che questo lo attizzava, ma lui specificò di gradire esclusivamente quello dei maschi, ahimè! Fu una delle poche volte che presi un due di picche dagli uomini, nella vita. Insomma, Rossi era propenso a continuare la collaborazione per la gestione economica dell'Azienda, a patto di chiudersi nel suo Ufficio con Paolo. Si sa che, alle volte, si creano certe abitudini. Non impedisco al mio ragazzo di incontrare Rossi, so perfettamente che hanno rapporti intimi, ma me lo faccio piacere anche perchè mi conviene, dal punto di vista finanziario. Insomma, la vita è fatta di compromessi, indubbiamente, e, in alcuni casi, sono davvero zozzi. Ho scoperto a mie spese, quello che intendeva la mia amica perchè, di sicuro, Emilio si sarà trombato pure il suo ragazzo!
Calda zia
Mi chiamo Piero. Vi confesso che non mi andava tanto bene con le ragazze per cui mi imbottivo di porno su internet. Purtroppo, a un certo punto, mia madre se ne accorse limitandomi l'uso del computer. Per tale motivo, approfittai della disponibilità della sorella di mia madre, zia Teresa, per accedere al web. In realtà, mi sarei limitato solo all'utilizzo del suo pc, niente di più, soltanto che, un giorno, Teresa mi provocò e, di fronte ad una donna così sexy, con le tettone stratosferiche, persi letteralmente la testa, nonostante si trattasse di mia zia. Sono un ragazzino, infondo, ma dispongo di un gran cazzo. La zia, donna di mondo, me lo prese bene in bocca. Mi sembrò di sognare a ricevere un succulento e caldo pompino da lei. Mi piacque così tanto il movimento della lingua sulla cappella che le sborrai in bocca nel giro di pochi minuti. Se credi che una persona non sia accessibile, non la consideri da quel punto di vista ma, dopo quel lieto "imprevisto", cominciai a pensare a lei h24, fremevo per vederla di nuovo. E così, un bel giorno, mi ripresentai da lei, con intenzioni "belliche". La porcona mi provocò leccando e mangiando le fragole, con ampia esposizione della sua passera. Pensai che fosse giunta l'ora di scoparla. Me la ritrovai addosso a cavalcioni, poi le diedi una bella ripassata a pecorina e, infine, le trapanai il culo a candela in un'escalation estasiante. Schizzai copiosamente nella sua bocca. Il seme, abbondante, bagnò pure le tettone. Fu davvero la giornata più bella della mia vita anche se, questa gioia inattesa, era destinata a terminare a breve. Mi sentì troppo sicuro, in grado di poterla gestire a piacimento, quasi come se fosse la mia ragazza ma, purtroppo, con certe donne particolarmente sexy, troie e imprevedibili, c'è ben poco da fare e le certezze te le tolgono in un attimo. Dalla gioia acuta passai alla delusione in men che non si dica. L'ultima volta che ci incontrammo, ovvero che mi recai a casa sua, volle mettere la situazione in chiaro specificando che ci eravamo solo divertiti ma che lei aveva i suoi svaghi. Si spogliò e affermò che potevo segarmela, prima che arrivassero i suoi "amici". Deluso profondamente, mi smanettai lo stesso, dinanzi alle sue grazie. Poco dopo arrivarono due ragazzi neri di colore, poco più grandi di me che le dettero la mazza in tandem. Sia lei che loro, dissero che potevo andar via ma io, da perdente cuckold, restai un pò a guardare mentre prendeva, come niente fosse, il cazzo nero in bocca e pure nel culo contemporaneamente. Non sapendo bene cosa dire, date le circostanze, espressi il mio apprezzamento nei confronti dei fisici dei tipi. Uno di loro, forse, equivocò il complimento e chiese se lo volessi prendere pure io nel culo. Bhè, declinai l'offerta. Non lo presi dietro fisicamente ma di sicuro figurativamente si, dal momento che dovetti rinunciare alle preziose e inebrianti attenzioni di mia zia. Teresa ha tanti maschietti che le ruotano intorno e si diverte a fare inzuppare il biscotto a turno a vari. E io, infondo, sono solo il nipote sfigato che, tuttavia, ebbe il suo innegabile momento di gloria. Quando mia madre Elisa chiede notizie della sorella, e perchè non vado più a trovarla, le rispondo: "A parte che è tanto impegnata ma poi ha proprio l'aria da puttana!". Elisa replica: "Ricordati che stai parlando di tua zia! E comunque cosa ti fa supporre questo, hai visto qualcosa che non sò, per caso?" e io, ogni volta, rispondo: "No, no è solo una mia impressione, tutto qui!".
lunedì 13 gennaio 2025
venerdì 10 gennaio 2025
Cameriera ambiziosa
Mi chiamo Samyra. Sono una ragazza esotica che cerca di apparire bianca lisciandosi i capelli e usando, a volte, il trucco pure sul corpo per schiarire la pelle. Sono nata povera per cui ho dovuto sempre lottare, lavorare duro e subire continue umiliazioni. La svolta accadde quando venni assunta come cameriera di una facoltosa famiglia, i Drumond. Cominciamo col parlare di Valentina, la figlia del padrone, il sig. Berry. La ragazza, una modella palesemente lesbica, frequentava delle amiche piuttosto stronze e razziste. Un giorno, quando vennero a casa, si divertirono ad insultarmi in ogni modo. Non mi aspettavo, tuttavia, che Valentina mi difendesse a spada tratta mettendole perentoriamente alla porta! Quel pomeriggio eravamo da sole. Valentina pretese che mi vestissi da camerierina sexy con tanto di calze a rete bianche ed io l'accontentai. Insomma, non ci voleva certo un indovino per capire che voleva fare sesso ma infondo se lo meritava dopo aver preso le mie parti nei confronti delle sue amiche. Finimmo a baciarci, accarezzarci e leccarci a turno la figa, il tutto con l'ausilio del dildo. Verso la fine del rapporto, glielo ficcai pure dentro al culo facendola urlare di piacere, prima di usufruirne a mia volta nell'ano. Valentina spingeva per una storia lesbo segreta (il padre non avrebbe mai acconsentito ad un legame tra la figlia e una cameriera) ma l'opzione fu annullata dall'improvvisa comparsa sulla scena di Roberto, il figlio maschio di Berry, spesso assente per lavoro e occupato a gestire affari negli Stati Uniti. Mi ricattò senza mezzi termini. Se non gliel'avessi data, avrebbe raccontato al padre della tresca lesbica con la sorella ed io sarei stata cacciata. Inoltre, a quanto pare, il Padre e, in parte, il figlio avevano maggior peso sulle decisioni economiche della famiglia. In poche parole, Valentina contava poco, usufruiva solo, limitatamente, delle carte di credito del papà. Dovetti, in buona sostanza, sottostare al ricatto. Limonai col giovane che mi chiavò a candela. Poi lo spompinai adeguatamente, prima che mi schizzasse il seme in bocca. Quando uscì dalla camera da letto, mi beccò Valentina. Non potetti trovare giustificazioni idonee, capì che avevo appena scopato col fratello. Del resto, odoravo ancora di sborra. Sentitasi evidentemente tradita, la rampolla di famiglia tornò a consolarsi dalle sue amichette snob e si lasciò di nuovo coinvolgere in triangoli amorosi tra femmine. Stanca di ricoprire il ruolo di cameriera, pensai che fosse giunto il momento adatto per il salto di qualità. Roberto si assentò nuovamente per parecchio tempo per cui decisi di sedurre il vecchio Berry. Gli manifestai l'intenzione di diventare segretaria nella sua azienda. Berry apparve dubbioso all'idea, reputandomi senza esperienza nel settore, per cui decisi di fugare le sue riserve mostrando il corpo nudo. Di fronte alla piacevole visione, Berry si sciolse. Lavorai il suo pisello concentrandomi sulla cappella e poi passai ad imboccarlo. Con soddisfazione notai che il pene divenne duro a sufficienza per entrare nella figa a candela. Da adeguata monella, andai sù e giù a ritmo crescente, poi completai il servizio smanettandolo. La sborra schizzò fuori copiosa insieme al suo urlo orgasmico di piacere. Di sicuro non provava da parecchio certe emozioni forti con giovani fanciulle. Pago della venuta, mi assunse come segretaria. Incrociai subito Barbara, l'affascinante collega bionda che ricopriva il medesimo ruolo da alcuni anni. Capì che mi avrebbe ostacolato, per cui feci la prima mossa mettendo le cose in chiaro. Le raccontai tutto, compresa la trombata col titolare della società. Comprese chiaramente che la tenevo, come si suol dire, per le palle. Al primo problema, sarei andata dal Capo a screditarla fino al licenziamento. Il primo incontro con lei, si concluse in una eccitante lesbicata. La donna recepì di doversi sottomettere. Preliminari a parte, ricordo bene il brivido di quella esaltante strofinata tra passere che condusse entrambe all'amplesso profondo. Proseguì l'opera di sottomissione nei confronti della bionda. Pensai a lei come ad una persona che esegue i miei ordini. Due clienti dotati, uno bianco, l'altro di colore, dovevano sottoscrivere un importante contratto. Per firmare con maggior entusiasmo, diciamo così, richiesero la compagnia di due ragazze. Io mandai soltanto Barbara, lasciandole il lavoro "sporco", in pratica, dopo averle fatto fare uno spogliarello per il mio piacere. Poco dopo, quei due se la ritrovarono in una vasca, nella stanza accanto, pronta a soddisfare le loro voglie più libidinose. Babarella se la cavò bene a succhiare e prendere le grosse fave dei clienti che se la ingropparono anche in doppia penetrazione facendola urlare di piacere. Naturalmente, io osservai tutta la scena dal buco della serratura e provai un piacere sconfinato, non solo per le immagini arrapanti che scrutavo ma anche perchè vedevo lei sottomessa completamente al mio volere. Non vi nascondo che questo connubio di elementi, mi fece bagnare parecchio la fica. Quando la riempirono di sborra in bocca, provai un'estasi incredbile e dovetti toccarmi per sfogare il desiderio impellente. Poco dopo, Barbara tornò nuda da me chiedendo se fosse stata brava. Le risposi di si. Lei ribattè di volere un bonus. L'accontentai con un pagamento in natura. Dapprima le leccai la patata, ancora intrisa del sapore di quei cazzi, dopodichè la spanai fottendola con lo strap-on, un cazzo che resta sempre magicamente duro. La trombai proseguendo la sottomissione assicurandomi che pendesse dalle mie labbra. Ci baciammo mentre se ne venne. Bhè, da cameriera di basso rango a segretaria di alto livello, ho compiuto proprio un bel balzo, non c'è che dire. Peccato che, da ragazzina impaurita e succube, sono diventata un'emerita stronza arrivista. Come si suol dire, se sei incudine statti ma quando diventi martello colpisci ed io colpisco forte, forse troppo. Di cosa posso lamentarmi adesso? Guadagno bene e ho un'assistente che comando a bacchetta e che svolge per me il lavoro "sporco".
mercoledì 8 gennaio 2025
Zia Giada
Mi chiamo Corinne. Mia madre Ada mi esortò ad andare a trovare sua sorella, ossia mia zia Giada. Non la vedevo da tempo. Pensai che fosse una buona occasione per fare sesso. Sono da sempre una porcellina bisex, adoro il cazzo ma non disdegno certamente la passera. E così, accettai di buon grado la proposta di mia madre. Presi l'autobus e scesi in prossimità dell'abitazione della mia parente, dopodichè bussai alla porta. Zia Giada fu sorpresa di vedermi, dopo alcuni anni e senza alcun preavviso. Una volta dentro casa, ci sedemmo sul divano a parlare. Mi offrì il caffè e i dolcetti. Con lei partì con un approccio diretto: non mi andava di perdere tempo in chiacchiere inutili evocando, magari, i vecchi tempi. Le chiesi semplicemente se scopasse con uomini. Dalle sue risposte, mi resi subito conto che stava messa male. Insomma, la zia non vedeva il pisello da tempo. Fu così che trovai terreno fertile per sedurla e convincerla che, volendo, si può godere anche senza i maschi. La baciai sul divano. da lì venne tutto facile e naturale. Apprezzò il mio corpo nudo, poi si spogliò anche lei. Una volta comode, senza i vestiti addosso, la zia arrapata mi leccò il clitoride a lungo aiutandosi con le dita che mi sparava dritte nella figa bagnata. Godetti enormemente ed arrivai beatamente all'orgasmo. Poi, naturalmente, venne il mio turno di ricambiare. La portai all'orgasmo esattamente nello stesso modo: lingua sul clitoride e due dita nella passera mosse dentro e fuori ad alta velocità. L'esito fu analogo, soltanto che la zia, già infoiata a mille, arrivò nel giro di un paio di minuti, sbrodolando a go go. Da quel giorno, passai a farle visita almeno una volta a settimana: la domenica pomeriggio era l'ideale per fare le maiale. Mia madre non deve sapere nulla di tutto ciò, ovviamente, sia ben chiaro!
martedì 7 gennaio 2025
Dame troppo costose
Mi chiamo Roger. Io e i miei amici siamo soliti rivolgerci a delle professioniste di lusso del sesso. In particolare, ci recavamo da un'affascinante signora di nome Eva. Generalmente, stavamo in tre con lei ed era un autentico sballo. Quella donna sa veramente come svuotare i testicoli agli uomini. Non ci andavo sempre con gli stessi amici. Una volta portai con me un ragazzo che gradiva che fossero presenti due donne. L'amica di Eva, Diana, era un vero splendore. Con due femmine del genere, accessoriate in calze e reggicalze, sarebbe stato impossibile non eccitarsi, godere e venire alla grande, tra scopate e goduriosi pompini. Peccato che i costi di certi servizi sono estremamente elevati. Riuscì a "tamponare" le richieste di Eva, convincendola ad un pagamento rateizzato. Ma, mi resi ben presto conto, di non riuscire ad adempiere agli impegni presi in modo adeguato. Dovevamo ancora finire di saldare il precedente, prima di giocare con le due dame. Dopo colossali ed estasianti venute, Eva ci riportò alla triste realtà. Non voleva più saperne di pagamenti incompleti. Ce lo spiegò chiaro e tondo: senza serietà nelle transazioni, non avremmo potuto più incontrare nè lei, nè la sua splendida amica. In poche parole, affermò che potevamo arrangiarci da soli. E' un pò di tempo che non riusciamo a venire a capo della situazione e che siamo costretti a guardare mestamente le partite di calcio invece di usufruire delle attenzioni meravigliose di quelle donne. Bhè, se continua così, l'astinenza acuta mi potrebbe davvero far considerare seriamente l'ipotesi suggerita da Eva, ossia di "giocare" con i miei amici, ammesso che loro siano d'accordo.
La figa bollente della sorella
Mi chiamo Anna. Di tanto in tanto, frequentavo dei ragazzi sperando di trovare quello giusto con cui perdere la verginità. Ogni volta, ricevevo le raccomandazioni da parte di mio fratello Francesco di non darla facilmente. Bhè, lui predicava bene ma razzolava male, dato che, di solito, mi spiava mentre stavo nuda in bagno. Dopo l'ennesima uscita negativa con un tipo che pensava più a far bella figura con gli amici che a me, tornai a casa più delusa del solito. Immancabilmente, sentivo la presenza di Francesco che mi osservava cercando di non farsi notare. Quel giorno, i miei genitori non c'erano. Francesco gironzolava nei pressi della mia camera da letto. Lo mandai via una volta ma poi tornò mentre non avevo nemmeno finito di vestirmi. Mi supplicò per ricevere una sega. Pensai che non fosse così grave. Ma da quello poi spinse per farselo leccare. Disse che tra noi potevamo sperimentare a piacere senza problemi. Un pò di voglia, onestamente la tenevo pure io, per cui gli leccai il pisello mandandolo in visibilio. Non avevo esperienza ma cercai di fare del mio meglio. Naturalmente, ciò non gli abstò, insistette affinchè andassimo fino in fondo e, alla fine, mi prese prima a pecorina e poi a candela. Me lo mise in topa e, trattandosi di mio fratello, fu una situazione davvero sconcia ma non per questo poco eccitante, anche se mi portavo dentro varie paure. Quando mi penetrò a missionaria venni e lui arrivò all'orgasmo schizzando copiosamente sulla figa. Per la verità, una parte del seme, entrò anche dentro con rischio di incintamento annesso. Proprio in quel momento, rientrarono i miei e ci trovarono, come si suol dire, con le mani nella marmellata. Mio padre andò su tutte le furie, se la prese soprattutto con Francesco. Per fortuna, mia madre, rispolverando le sue arti da pompinara provetta, riuscì a calmarlo a suon di succhiate e lo riportò alla serenità conducendolo all'orgasmo. Bhè, adesso Francesco è costretto a frequentare altre ragazze ma sò che non ha dimenticato quel giorno in cui la sorellina lo ha guidato al piacere.
venerdì 3 gennaio 2025
Daddy for boy
Capodanno coi fiocchi
Questa è la storia di tre amiche. Sono Sara, la meno etero delle tre. Rossana, per la fine dell'anno, organizzò una serata particolare. Non volle dire a me e a Nadia di cosa si trattasse nello specifico, per cui dovemmo mantenere la curiosità fino a quel momento. Tutto mi sarei aspettata ma non che organizzasse una sorta di gloryhole casalingo. Dietro un grosso cartone forato, da cui usciva il pene, si trovava Alfio, un amico del cugino. Ammetto di essere particolarmente presa dalle mia amiche, ben oltre l'amicizia e dunque non feci i salti di gioia per quell'idea sui generis. Tuttavia, non considerai nell'immediato che, in un modo o nell'altro, potesse tornarmi utile. Loro due si fiondarono subito sul grosso pene a succhiarlo e leccarlo. Poi brindammo e questo ci sciolse tutte ulteriormente. Rossana fu la prima a prenderlo, bhè, all'organizzatrice spettava il primo "assaggio". Ne approfittai per palpare le tette delicate della padrona di casa. Ciò naturalmente non sfuggì a Nadia che, almeno teoricamente, non è troppo propensa all'intimità al femminile. Fu proprio Nadia a beccarsi il palo per seconda e non fu certo un semplice assaggio, dato che Alfio se la trombò per parecchio. Io ne approfittai per leccare le tette della bella Nadia e notai una certa complciità da parte di Rossana che, a quanto pare, al pari della sottoscritta, non disdegnava le femmine. Morale della favola: mentre Nadia veniva impalata a candela, io e Rossana le leccavamo i capezzoli. Quando si girò dall'altro lato, ne approfittammo per palparle abbondantemente lo splendido culetto. Bhè, sapete come sono le amiche, a volte? Un pò stronze! Non potevo certo restare l'unica a non prendere la fava. Mi adagiarono loro sul pisello dell'ospite che mi penetrò adeguatamente. Mi piacciono le donne, è vero, ma gradì quel bastone duro nella patata, lo ammetto. L'ultimo "giro di giostra" se lo fece Rossana. Vedendola disponibile in quel senso, ne approfittai per baciarla mentre prendeva il palo e lei corrispose. Quel bacio, del tutto imprevisto, stupì Nadia che ormai ci considera, a torto o a ragione, entrambe lesbiche. Bhè, poco importa. Quello che conta è che quella sera fu davvero molto eccitante e che godemmo tutte parecchio: un buon inizio per il nuovo anno!
Rinchiuse e felici
Poco puntuale col fitto
Salve, mi chiamo Gardena. Iris, la proprietaria della casa, aveva ragione ad essere adirata con la sottoscritta, dal momento che non versavo il fitto da ben tre mesi. Un giorno si presentò a ricordarmelo indossando la minigonna senza le mutandine. Aveva sempre tenuto un atteggiamento esuberante, imbottita di profumo all'inverosimile, tuttavia, pensavo che le piacessero i maschi, in tutta onestà. Dalle sue parole, credevo che intendesse sbattermi fuori casa ma mi lasciò una via discutibile d'uscita. Badate bene, non vado fiera di ciò che feci ma, alle volte, per andare avanti, bisogna accettare dei compromessi. Insomma, per farla breve, la porcona richiese la liquidazione delle rate in natura! Mi scoprì subito le tette, poi mi invitò ad accarezzarle il culo sodo. Alla fine della fiera, una mano di quà, una mano di là, l'eccitazione prese il sopravvento. Iris aprì le gambe per farsela leccare. Mi sapeva di nuovo, di strano, non di spiacevole. Avevo sempre ciucciato cazzi, fino ad allora, ma, per restare nella casa, andava bene pure un assaggio di passera. Iris ardeva dal desiderio: mi sfilò le mutandine, poi, da esperta lesbicona, cominciò a far saettare divinamente la lingua sul mio clitoride donandomi sensazioni di idilliaco piacere. Arrivai beatamente all'orgasmo. Poi, fui io ad adorare la sua fessura, prima nella posizione magica del 69, poi davanti. Ci detti dentro pure con le dita, fino a farla sbrodolare. Devo dire che fu una sensazione gratificante: non avevo mai fatto venire una donna, prima di quella volta. Naturalmente, dopo quella sorta di "intesa", chiamiamola così, Iris fu decisamente tollerante, non chiedeva nemmeno più le rate del fitto, ero io a corrisponderle di tanto in tanto, con molto comodo. Bhè, che padrona di casa adorabile!
giovedì 2 gennaio 2025
Etero convertita dalle amiche
Salve da Martina. A volte capita che, ciò che subisci, poi lo riversi sugli altri. Io e Veronica avevamo deliberatamente chiuso con gli uomini dopo aver vissuto le nostre rispettive vicende. Ci venne in mente di "convertire" al lesbo la nostra comune amica di nome Adele. Non è mai facile far cambiare "parrocchia" ad una persona etero ma noi eravamo convinte di poterci riuscire. Una sera ci recammo a casa sua vestite un pò da mignotte, con tanto di autoreggenti e tacchi. Nella sua camera da letto, cominciammo a parlarle dell'amore saffico e le raccontammo le nostre disavventure con gli uomini. Non mancammo di palpeggiarla da sopra ai vestiti, naturalmente. Adele, dubbiosa, si ritirò in bagno per lavarsi i denti. Bisogna battere il ferro finchè è caldo. Veronica pensò bene di andarla a stuzzicare e provocare con le mutandine calate all'altezza delle ginocchia. Dopodichè, si sedette con disinvoltura a pisciare. Dopodichè subentrai io. Cominciammo a spogliarla e io le feci un ditalino mentre le leccavo i capezzoli. Adele, ancora spaesata e incredula, iniziò a capitolare. Veronica se la portò sotto la doccia palpandole con passione il seno anche da dietro. Arrivai pure io, naturalmente e non disdegnai di carezzarle le tette. Accarezzai Veronica da dietro e intanto invitammo Adele a leccare la fica di Veronica. Adele era impacciata, girava con la lingua nelle vicinanze del clitoride, senza affondare i colpi decisivi, forse per l'imbarazzo dovuto all'inesperienza. Quel siparietto fu eccitante comunque e Veronica si eccitò come una matta, pur non essendo stata leccata a dovere. Decidemmo di dar tregua alla "principessina" e la notte trascorse in modo tranquillo. Ma il mattino seguente, a colazione, tornammo alla carica. Palpammo il seno della nostra amica impacciata mentre teneva il toast in bocca. Da lì fu un'escalation: Veronica la sciolse leccandole la fica. E così finalmente Adele si lasciò andare perbene e mi leccò deliziosamente la spacca. Me la ritrovai piacevolmente addosso infoiata, mentre Veronica le leccava le natiche. Dagli e dagli, prima o poi si finisce per stare al gioco. Compiaciute, io e Veronica ci baciammo mentre Adele mi leccava stupendamente la fica. Godetti di brutto. Poi leccai io a Veronica. Continuai a farlo mentre loro si scambiarono un bacio intenso. Poi, a pecorina, portai Veronica all'orgasmo. Adele, già mezza sbrodolata, ricevette le ultime "attenzioni digitali" da Veronica e godette a sua volta. Quel giorno, la nostra amica entrò ufficialmente nel club saffico.
Violate oltremodo
Mi chiamo Martina. Tempo fa, credevo di aver trovato la persona giusta per un rapporto stabile e duraturo ma mi sbagliavo. Si trattava di un uomo più grande che appariva estremamente romantico, di nome Helmut. In realtà, pagai a caro prezzo la mia valutazione superficiale. Ci trovavamo in una camera d'albergo quando lui, ad un certo punto, uscì affermando di dover espletare alcune commissioni. Vedendo che non tornava, lo contattai al cellulare. Mi tranquillizzò asserendo che sarebbe rientrato di lì a poco. Peccato che, nel frattempo, entrò in camera uno sconosciuto (solo dopo scoprì che i due erano soci). Il tizio, un tale di nome Riccardo, spiegò di vantare un credito sostanzioso nei confronti del mio compagno e mi intimò di sbocchinare. Dinanzi a un tipo molto più forte di me, fui costretta a obbedire e a ciucciare la notevole mazza, dopodichè, lui mi leccò la figa. In quel frangente, ritornò Helmut con in mano dei fiori ridicoli, quasi a voler giustificare l'assurdo gesto di avermi lasciata "in pasto" ad un altro. Riccardo mi chiavò a pecora, pure nel culo, mentre l'altro tirò fuori il pisello per essere leccato. Mi ritrovai tra due fuochi. Poi, i due si scambiarono posizione, sicchè sbocchinai l'ospite mentre Helmut mi fotteva la figa. Andò avanti così, per un pò. Poi, fui inculata dall'ospite a candela mentre succhiavo il palo di Helmut. Insomma, si divertirono con me come si fa con una puttana, altro che rapporto serio. Alla fine, presi la loro sborra in faccia e venni ulteriormente umiliata, dal momento che Riccardo, per la volta successiva, chiese di cambiare ragazza, dato che si annoiava di scopare sempre con la stessa. Mi resi conto che si trattava di un loro modus operandi. Praticamente, Helmut chiedeva soldi in prestito e ripagava Riccardo "fornendogli" femmine per rapporti a tre. Ero turbata, dopo questa disavventura, ma la povera amica mia, Veronica, mi raccontò di aver subito di molto peggio, essendo stata praticamente trombata da 8 uomini insieme, 4 bianchi e 4 neri che avevano fatto con lei i loro porci comodi, incluso penetrarla coi piedi dopo aver sborrato nelle fessure. La delusione per gli uomini ci accomunava. Fu in questo contesto che ci venne spontanea una reciproca consolazione intima.
Veronica...




























