Mi chiamo Claudia. Sono una ragazza lesbica fortemente attratta dalle donne mature. Mia madre Lucia, una tipa piuttosto avvenente, dopo la separazione, provò ad instaurare relazioni con altri uomini. In realtà, spesso, le frequentazioni, si riducevano a mere esperienze di breve durata, finalizzate all'appagamento sessuale. Doriana, detta "Dory" era la miglior amica di Lucia. Io ero fortemente attratta dalla Dory. Mentre mia madre era alle prese con l'ultimo dei suoi spasimanti, approfittai per andare a trovare Doriana. Una volta lì, cominciai a sedurla nel mezzo di una conversazione. Doriana era delusa dell'egoismo di mia madre che, per pensare agli uomini, l'aveva un pò accantonata. Tra l'altro, scoprì che c'era stato un episodio intimo tra le due (sembra che Dory le avesse fatto "compagnia" durante una sbronza). Doriana, non molto ricercata dai maschi, in quel periodo, desiderosa di attenzioni, cedette al mio mirato corteggiamento. Ci baciammo intensamente, trovammo il contatto fisico. Dopo che lei mi accarezzò il seno, si rilassò notevolmente ed io fui pronta a sgrillettarla da sopra alle mutandine, mentre le leccavo il seno. Le calai minigonna e mutandine ma, proprio in quel momento, sopraggiunse mia madre. Evidentemente si era preoccupata, non vedendomi in giro. Lucia possedeva una copia delle chiavi di casa di Doriana, che le aveva lasciato in caso di evenienze varie. La mia genitrice restò piuttosto sorpresa e sconcertata, vedendo che interagivo con la sua amica. Dissi a Doriana di voler continuare, nonostante l'invadente presenza di mia madre. Ormai nude, proseguimmo a baciarci sotto lo sguardo basito di Lucia. Infondo, mia madre doveva rendersi conto di aver sbagliato a snobbare i sentimenti di Doriana ed io ero pronta a consolare quest'ultima fino in fondo e senza alcuna forma di ripensamento.
lunedì 31 agosto 2026
venerdì 21 agosto 2026
La doccia fornisce ispirazione
Mi chiamo Emma. Io e la mia amica Rachele eravamo solite giocare a Tennis fittando dei campetti. Nel servizio era incluso l'uso di spogliatoi, bagni e docce. Quel giorno, dopo aver finito di giocare, piuttosto sudate, ci recammo verso le docce. Lì notammo due ragazze nude (evidentemente avevano terminato una partita su un altro campo della struttura poco prima di noi) che, invece di lavarsi semplicemente, si dedicavano ad attività ben più piacevoli. Nella fattispecie, una biondina si mise a sedurre l'altra. La spinse contro le mattonelle della doccia e intanto la baciava e la sditalinava focosamente. Io e Rachele, che spiavamo da dietro al muro, restammo stupefatte. Alla fine, la ragazza sedotta, arrivò all'orgasmo mentre la biondina continuava imperterrita a limonarla. Un brivido mi percosse tutta e, attivata dalla libidine, proposi a Rachele di emularle non appena se ne fossero andate via. Rachele mi guardò perplessa affermando che si trattava di un'idea balorda. Tuttavia, quando le chiesi come si sentisse, mi rispose di essere eccitata ma che non avrebbe mai preso iniziative. Fu a quel punto che, d'istinto, replicai che ci avrei pensato io a rompere il ghiaccio. Quando le sconosciute si rivestirono e lasciarono le docce, ci andammo io e Rachele e, prendendo spunto da quelle due di prima, mi calai nei panni della biondina (del resto sono bionda anch'io!) e cominciai a baciare Rachele sotto il piacevole tepore dell'acqua calda, poi allungai la mano maliziosamente tra le sue gambe. Come andò a finire ve lo lascio immaginare... Le due ragazze che ci precedettero rappresentarono davvero una notevole fonte di ispirazione.
La casalinga seduce il giovane elettricista
Mi chiamo Flavia. Dopo il divorzio da mio marito Gustavo, mi ritrovai sola. Non sono una venere ma, ogni donna, più o meno avvenente, ha le sue esigenze. Non disdegnavo di indossare regolarmente tacchi e autoreggenti per farmi trovare sexy da chiunque venisse a casa. Quel giorno si bruciò una presa di corrente e così dovetti contattare una ditta di riparazioni. A casa si presentò un giovane elettricista di nome Antonio. Mi spiegò che il problema richiedeva più tempo del previsto per essere risolto. Risposi che non avevo fretta, che poteva fare con comodo. Notai un gonfiore tra le sue gambe, nella tuta. Mi avvicinai al tipo e accarezzai il punto nevralgico. Domandai se l'erezione fosse dovuta alla sottoscritta. Replicò che gli capitavano così, spontaneamente, che io non c'entravo. Non ero nel suo target essendo una donna matura e, oltretutto, una cliente. Non mi arresi di certo. Mi chianai, lo tirai fuori dalla tuta e, inginocchiata, lo presi in bocca. A furia di spompinare, lui cominciò ad eccitarsi, ancor di più quando, da gran troia, iniziai a leccargli accuratamente le palle. Glielo presi tra le tette, dopodichè cominciammo splendidamente a scopare. Trombammo a missionaria, a candela e di fianco per buona parte della mattinata. Desideravo portarlo all'orgasmo oralmente e così passai la lingua sulla sua cappella, prima di imboccare con gusto il pene. Ma la lieta sorpresa giunse quando lui affermò che potevamo venircene insieme e cominciò a sgrillettare la passera infilando ad alternanza il dito dentro mentre io glielo smanettavo. Mi piacque tanto che la mia fica esplose di piacere. Solo pochi istanti dopo, il suo bel cazzo eiaculò copiosamente sul mio seno. Fu un'esperienza appagante per entrambi. Il ragazzo era talmente sfinito, dopo la lunga maratona, che non riuscì ad occuparsi del lavoro. Al Capo disse che non poteva proseguire per la mancanza di alcuni componenti (che invece già aveva ma che finse di acquistare in seguito). L'impianto lo riparò alcuni giorni dopo e, stavolta, io non lo disturbai mentre sostituiva gli elementi bruciati. Posso sempre far saltare qualche presa in modo da rivederlo e assaporare nuovamente il suo cazzo!
giovedì 20 agosto 2026
Coinquiline complici
In tre nella vasca
Sono Giulia. Verso la fine di quella vacanza estiva, accadde un episodio particolare. Mi trovavo nella vasca da bagno. Simone, il mio ragazzo, tornò dalla spiaggia in compagnia del suo amico Mariano. Entrarono insieme nella toilette dove io, ovviamente ero nuda in acqua. Tra i due c'era complicità, evidentemente. Simone espose il pensiero dell'amico il quale sosteneva che ero troppo bella per stare con un uomo solo. Mariano prese la palla al balzo affermando che certe gioie vanno condivise. Notai la loro eccitazione. Mariano provò a giustificarla spiegando che era dovuta all'acqua calda del mare, io replicai che, probabilmente, andava attribuita a qualche avvenente donna in topless, presente in spiaggia. Si proposero in maniera audace, ma io pensai che poteva essere l'occasione buona per godermi due cazzi senza sensi di colpa. E così cominciai a smanettarli entrambi. Leccai il pisello al mio ragazzo. Poi, lui mi ingroppò, mentre segavo il manico dell'altro. Baciai e segai Mariano, mentre Simone mi penetrava in figa da dietro. Mi sedetti a cavalcioni sulla minchia di Mariano e intanto sbocchinavo Simone. E poi ci fu il clou, la doppia penetrazione. Simone me lo piazzò nel culo mentre Mariano mi spanava la fica. Poi, lo presi nel culo dall'amico del mio ragazzo mentre Simone, eccitatissimo, si segava osservando la scena. Simone cominciò ad eiaculare sulla mia lingua mentre il suo amico mi venne in faccia. Alla fine svuotai completamente i coglioni di entrambi accarezzandoli con le mani.
mercoledì 19 agosto 2026
Il fidanzato feticista non la soddisfa
Mi chiamo Erica. Mia madre Sara ha sempre criticato i ragazzi che frequentavo, compreso l'ultimo, Raul, con cui andai a convivere. Alla lunga, tuttavia, sono costretta a darle ragione. Se volete scoprire perchè, leggete il racconto.
Falso amico
Il mio nome è Susan. Non sono esattamente una madre modello, ho diversi scheletri nell'armadio: se volete conoscerne alcuni, accomodatevi pure!
martedì 18 agosto 2026
Un segreto tenuto nascosto per anni
giovedì 13 agosto 2026
Massaggi più approfonditi
Mi chiamo Sandy. Non avrei mai creduto di vivere un'esperienza trasgressiva con le mie amiche. Mi piacevano i ragazzi, anche se in quel periodo non ero fidanzata. Notai un notevole feeling tra Marica e Indy la riccia. Un giorno, mi trovavo insieme a loro a casa di Marica. Guardavamo la TV. Poi, io andai in bagno. Quando tornai non stavano più in salotto. Le ritrovai in camera da letto. Marica, stesa a pancia sotto, senza vestiti, si stava facendo massaggiare da Indy (in lingerie) sopra il lettone. Quando chiesi cosa stessero combinando, chiarirono che si trattava di un semplice massaggio. Mi parve curioso vedere la disinvoltura con cui interagivano e Marica col culetto di fuori. Le due, maliziosamente, chiesero se volessi provare a farmi massaggiare ma io, inizialmente, risposi di no. Avevo addosso una maglia e una gonna jeans. Loro, con abilità, mi trascinarono sul letto e, in tandem, mi tolsero i vestiti, non solo la maglia ma pure la gonna. Mi fecero posizionare a pancia sotto. Indy si mise sopra di me, poggiando il sedere verso il fondo della mia schiena mentre Marica, dall'altro lato, mi massaggiava polpacci e piedi. Sembrava effettivamente piacevole al punto che, con una sorta di battuta, affermai che potevano aprirsi un Centro Massaggi. Chiaramente, ero ignara delle loro reali intenzioni seduttorie. Dissero che avrei potuto vivere un'esperienza magica, che saremmo passate allo step successivo ma io, ingenua, continuavo a non capire. Mi resi conto della situazione solo quando Indy cominciò a leccarmi minuziosamente tra le cosce. I freni inibitori calarono di colpo. Nel frattempo, Marica ne approfittò per baciarmi. Forse a freddo mi sarebbe dispiaciuto ma, nell'eccitazione, accolsi la sua lingua e limonammo. Mi ritrovai a slinguazzare la fica di Indy dal basso. In principio ero scettica ma poi ci provai sempre più gusto. Intanto, Marica leccava la mia. Indy ebbe un orgasmo intenso. Fu emozionante vederla venire e osservarle durante un bacio. La chicca finale, la classica ciliegina sulla torta, arrivò quando Marica, infoiata, pose le sue cosce tra le mie per guidarmi in una proverbiale strofinata tra passere (il tutto mentre Indy le succhiava i capezzoli). Mi scopò con foga e, alla fine, ce ne venimmo tutte e due, sotto lo sguardo compiaciuto di Indy. Quella fu la volta indimenticabile in cui le mie amiche mi fecero scoprire il sesso lesbo, iniziandomi ai piaceri ad esso connessi.
mercoledì 12 agosto 2026
La commessa del sexy shop
Mi chiamo Michela. In quel periodo ero particolarmente euforica e così decisi, per la prima volta, di trasgredire recandomi in un sexy shop. Incuriosita, afferrai un piccolo articolo e, dopo aver sbottonato il jeans, cominciai a darmi piacere. La procace commesa mora se ne accorse (in seguito seppi che si chiamava Morena). Invece di incazzarsi perchè stavo usando un prodotto in vendita, si avvicinò lentamente, mi baciò e mi accarezzò il sedere. Poi ripetette il gesto anche da dietro. Seppure non fossi mai stata con una donna prima d'allora, mi sentì presa da una scarica di adrenalina pazzesca. La donna usò su di me quell'articolo, mentre stavo a pecorina col jeans abbassato, spingendolo dolcemente nella fregna che cominciò a colare di brutto. Dopo avermi tolto del tutto l'indumento, continuò a masturbarmi con l'oggetto finchè arrivai all'orgasmo. Accesa dal desiderio, accarezzai, baciai e succhiai le sue splendide tettone. Poi, spostai la mano tra le sue gambe. Mi chiese ce avessi intenzione di fare e io risposi concretamente con i fatti, piazziandole, con vigore, l'indice e il medio della mano sinistra nella bernarda. E' vero che ci sono i giocattoli ma le dita funzionano ancora alla grande. Continuai a deliziarla alla pecorina finchè la sua fregna cominciò a colare abbondantemente in preda all'orgasmo. Non mi sono mai più recata in un sexy shop, dopo quella volta, ma riconosco che con la commessa fu un'esperienza davvero indimenticabile.
martedì 11 agosto 2026
Seduzione con sexy toys
Mi chiamo Monica. Sono una donna attraente, che non passa inosservata. Per questo motivo, non ho mai avuto difficoltà a trovare uomini con cui divertirmi. Ma, alle volte, nella vita, accadono situazioni strane, insolite. Conoscevo Grazia da parecchio, non potevo certo immaginare che quella biondina avesse una cotta per la sottoscritta. Ci provò mentre stavamo a casa sua. A nulla valse dirle che vado dietro agli uomini. Grazia sembrava determinata. Affermò che, ogni tanto, ci vuole una variazione dall'ordinario. Mi baciò sul viso, adorò le mie tettone. Ben presto mi ritrovai a cosce spalancate sul divano, con lei che mi leccava la figa con ardore e precisione. Finì per cedere al piacere. La ragazza, non contenta abbastanza, rincarò la dose tirando fuori un giocattolo erotico particolare, vibrante, chiamato hitachi. Con quello mi stuzzicò il clitoride ed io godetti parecchio. Contraccambiai le attenzioni usando l'oggetto sulle labbra bagnate della sua patata. Poi proseguì a darle piacere con la lingua. Immaginavo che lo desiderasse più di ogni altra cosa. Presa dalla trasgressione, afferrai un dildo bluastro che tengo nella borsa (e che talvolta uso per stemperare la tensione) per penetrarla a lungo con quello. Forse è più grezzo del suo ma vi assicuro che risulta altrettanto efficace. Glielo sparai nella fregna portandola al piacere profondo. Fu però sua l'ultima parola, con un dildo classico che le servì per penetrarmi adeguatamente alla pecorina, offrendomi l'ennesimo amplesso della giornata. Dopo quell'esperienza, cercai di evitare Grazia e risposi vagamente ai suoi insistenti messaggi che miravano a rivederci. Nonostante la situazione mi fosse piaciuta, non volevo che diventasse la norma. Ma si sa che, il destino, è il peggior nemico dell'uomo, e anche della donna. Dopo diversi mesi, mi recai in un Centro Massaggi ma tutti i massaggiatori uomini erano impegnati. Comparve una donna, tale Carmen, col viso provocante che spiegò di essere disponibile. E così accettai. Già dall'inizio, notai qualcosa di strano, dal momento che si spogliò anche lei, oltre a me, sostenendo che lo faceva per mettere il cliente a proprio agio e che tra massaggiatore e utente non deve sussistere distanza per trovare l'intesa. L'intesa o, se preferite, l'armonia, furono le sue mani che accarezzavano dappertutto, principalmente fianchi e seni, ma che non disdegnarono di arrivare a sfiorare pure la vagina. Probabilmente, la spinsi io ad osare così tanto, raccontandole di amare gli uomini ma che, in una circostanza remota, avevo ceduto alla "corte" di un'amica. Probabilmente, ciò la fece sentire autorizzata a provarci. Alla fine, mi ritrovai a pecorina, con questa donna dietro di me, praticamente un'estranea, che mi scopava senza pietà la fregna con un dildo. Le sue infilate si protrassero per tutta la restante durata del massaggio. La porca mi stuzzicava anche verbalmente e godette quando riuscì a farmi ammettere di essere una troia. Sbrodolai in preda all'orgasmo come una puttana, alla scadenza dell'ora del massaggio.
lunedì 10 agosto 2026
Tutti matti per il massaggiatore estroso
Questa storia riguarda una comunità che viene leggermente sconvolta dall'arrivo di un imprenditore/massaggiatore pimpante di mezza età che, una volta aperto un Centro Benessere nel cuore della cittadina, riesce, con i suoi modi e metodi raffinati, a sedurre la maggior parte dei soggetti maschili presenti in zona, scatenando lo stupore, il disappunto e lo sconcerto da parte delle residenti. Queste ultime, infatti, vedono, molto di frequente, i propri partner cedere inevitabilmente alle lusinghe e alle attenzioni dell'esperto "conquistatore".
Comportamenti poco idonei
Mi chiamo Luca. Ciò che ho fatto è sicuramente discutibile e criticabile ma, alle volte, sono proprio le situazioni più torbide ad offrire maggiori emozioni e soddisfazioni.
venerdì 7 agosto 2026
Adattabile ai compromessi
Mi chiamo Claudia, sono una ragazza lesbica. Come studentessa, nonchè cameriera part time, non è che navigo nell'oro. Mi riesce difficile perfino regolare in tempo l'importo del fitto. Ma, nella vita, bisogna essere estrose ed avere delle idee per risolvere i problemi.
Un amore fuori dall'ordinario
A volte certe situazioni è meglio che restino segrete perchè potrebbero risultare troppo compromettenti...
Le passioni segrete del mio compagno
Mi chiamo Rosy. Forse fui fin troppo ingenua a non capire subito i vizi del mio ragazzo, Paul. E pensare che trovavo perfino positivo il suo interesse smodato per la palestra e la forma fisica. Già avrei dovuto mangiare la foglia quando iniziò a mostrarmi foto di uomini con pettorali e addominali scolpiti. Ma pensavo rappresentassero semplicemente un modello di ispirazione a cui lui voleva giungere, come, del resto, lasciò intendere. La mattina, di solito, lavoro in ufficio. I sospetti su Paul iniziarono quando, un giorno, mi ritirai a casa verso l'ora di pranzo e avvertì un odore forte di maschio. Lui spiegò di essersi allenato e che, di lì a poco, sarebbe andato sotto la doccia. Restai dubbiosa perchè conosco bene la sua essenza e la percepì, in quella circostanza, mescolata a quella di un altro soggetto maschile. Ma lasciai stare. Passarono alcuni giorni. Dovevo andare in fondo alla situazione, e così presi un permesso di qualche giorno in ufficio. Fingevo di uscire ma poi rientravo dopo poco per tenerlo sotto controllo. I primi due giorni, non accadde nulla. Ma, il terzo giorno, ebbi la sorpresa. Lo beccai mentre interagiva in gruppo con altri tre uomini, presumibilmente conoscenti della palestra. Erano tutti nudi e "giocavano" sul divano con passione tra: pompini, baci, leccate di culo. Mi adirai, in un primo momento, poi decisi di trarre piacere dalla situazione. E così, a loro insaputa, mi spogliai e tirai fuori un giocattolino erotico per stimolare la figa mentre i quattro si davano da fare. Il culmine arrivò quando il mio ragazzo, ed un altro bel tipo coi capelli legati, che chiamerò "codino", si misero a leccare e succhiare insieme la fava di un terzo elemento (che chiamerò fortunello) che, a sua volta, spompinava il quarto. Quando il "fortunello" schizzò copiosamente, stuzzicato dai colpi di lingua degli altri due, arrivai anch'io all'orgasmo. Godetti intensamente mentre i porcellini Paul e "codino" gustavano la sborra calda dell'amico. Il fortunello, naturalmente, accolse, poco dopo, il seme del quarto elemento del gruppo. In quella circostanza giocarono in quel modo "soft", tra virgolette. Ma sono più che certa che il mio compagno lo prende, abbondantemente, pure nel culo.
mercoledì 5 agosto 2026
Inutili gelosie
Mi chiamo Claudia. Ammetto di essere gelosa in modo ossessivo nei confronti di mio marito Carlo. Quella donna bionda, di nome Vanessa, che si aggirava nell'ufficio del mio coniuge, mi turbava decisamente. Con lui aprì l'argomento perfino nell'intimità. Non sopportavo minimamente l'idea che lei potesse, in qualche modo, provarci e sedurlo. Nel contempo, però, provavo qualcosa di eccitante, di morboso, in questa vicenda, senza riuscire a darmi una spiegazione precisa. Decisi di affrontare quella donna, pronta a cantargliene quattro, come si suol dire, ma mi trovai di fronte ad uno scenario completamente diverso e imprevedibile. L'obiettivo di Vanessa non era mio marito ma la sottoscritta! Caddi davvero dalle nuvole. Mi sentì frastornata e lusingata. Ma, onestamente, non le credetti al 100%. Pensai che, per verificare appieno che mi stesse raccontando la verità, l'unico modo fosse starci. Era la prima volta che mi rapportavo ad una donna. Leccai il suo corpo notevole, dai seni alla figa e ci provai sempre più gusto. Usai pure le dita, conducendola gradualmente all'orgasmo profondo. Poi fu lei a mostrarmi quanto fosse brava ed esperta con le donne, non mollandomi nemmeno un secondo, tra attenzioni dispensate con la lingua e le dita. Ero sua e le regalai i miei sughetti intimi che lei accolse golosamente in bocca. Mio marito ci sorprese abbracciate e si stupì della mia gelosia, che era culminata, invece, in un rapporto lesbo tra signore. In parte si incazzò ma, dall'altro lato, si eccitò e si segò con l'intento di schizzarmi sul sedere. Eiaculò sotto lo sguardo divertito della bionda...
martedì 4 agosto 2026
La postina affezionata
Il postino suona sempre due volte. In questo caso, sarebbe più opportuno dire: "La postina castiga sempre due volte!". Mi chiamo Emanuela. Sono una ragazza che ama le donne e, per lavoro, consegno la posta. Avevo adocchiato da tempo quell'abitazione dove vivevano una mia coetanea, di nome Anna e sua madre Amalia. Numerose volte mi ero recata lì a recapitare la posta. La ragazza mi piaceva parecchio, una tipa un pò altolocata ma molto sensuale e interessante. Decisi di farmi avanti, approfittando dell'assenza della madre. L'approccio fu insolito ma efficace. Consegnai dei fiori con una lettera ad Anna, senza aggiungere altro. La giovincella pensò subito che glieli mandava qualche suo ex. Poi, però, lesse il biglietto di accompagnamento che chiariva che erano da parte di "Manu". Anna affermò di non aver mai frequentato nessuno con quel diminutivo, nè con il nome esteso Manuel o Emanuele. A quel punto, specificai che i fiori li avevo presi io per lei, dal momento che Manu stava per Emanuela. Anna cadde dalle nuvole. Apprezzò il gesto ma precisò di essere attratta dai maschietti, per cui non vedeva un senso in quell'iniziativa. Vista l'avversione apparente per il lesbo percepita, cercai di convincerla blandamente a parole spiegando che, se non si ha esperienza diretta di una certa situazione, non si può affermare con certezza se quella tal cosa possa piacere o meno. Dopodichè, passai ai fatti, baciandola in bocca. L'astinenza sessuale di Anna, che non andava da un pò coi ragazzi, giocò decisamente a mio favore per cui lei si sciolse e finì per leccarmi le tette e la figa. L'appetito vien mangiando! Ci prese sempre più gusto ed io beneficiai di un ricco e appagante orgasmo. Poi, venne il mio turno. Gliela leccai partendo dal basso, e lì le addentai pure un pò il clitoride, oltre a slinguazzare. Completai il servizio mentre se ne stava mezza distesa sul letto, accarezzandosi il seno per il piacere che provava. La bella Anna arrivò all'orgasmo. Sublimai il tutto con un caldo bacio. Proprio in quel frangente, però, tornò la signora Amalia all'improvviso. La donna restò a dir poco sorpresa e turbata dalla vicenda. Al momento, agì d'istinto. Invece di subire esclusivamente le lamentele e il disappunto della signora, passai furbescamente al contrattacco. Con la scusa di voler chiarire la situazione, avanzai dei complimenti nei confronti della donna matura separata che, evidentemente, da tempo non riceveva apprezzamenti da parte degli uomini. Anna non credette alle sue orecchie e ai suoi occhi, vedendo che ci stavo provando pure con la madre. Il discorso con la signora si prolungò in modo intrigante: la convinsi a mostrarsi, ad esporre la sua bellezza senza timori. Mi ritrovai la bella mora in tacchi, autoreggenti e tettone al vento che tentava maldestramente di nascondere con le mani. La voglia, combinata con l'astinenza sessuale, prevalse, come spesso avviene, su ogni cosa. La donna tolse prima le mutande. Poi, le suggerì, con tono deciso, di restare completamente nuda. A quel punto, per me concludere fu semplice come battere un calcio di rigore a porta vuota. Le leccai la fica dal basso senza tregua (sotto lo sguardo basito e attento di Anna), fino a portarla ad un profondissimo ed appagante amplesso. Bhè, quel giorno fui proprio fortunata, lo ammetto, visto che, in quella casa, riuscì a farmi sia la madre che la figlia: una doppietta memorabile!


























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