martedì 11 agosto 2026

Seduzione con sexy toys

Mi chiamo Monica. Sono una donna attraente, che non passa inosservata. Per questo motivo, non ho mai avuto difficoltà a trovare uomini con cui divertirmi. Ma, alle volte, nella vita, accadono situazioni strane, insolite. Conoscevo Grazia da parecchio, non potevo certo immaginare che quella biondina avesse una cotta per la sottoscritta. Ci provò mentre stavamo a casa sua. A nulla valse dirle che vado dietro agli uomini. Grazia sembrava determinata. Affermò che, ogni tanto, ci vuole una variazione dall'ordinario. Mi baciò sul viso, adorò le mie tettone. Ben presto mi ritrovai a cosce spalancate sul divano, con lei che mi leccava la figa con ardore e precisione. Finì per cedere al piacere. La ragazza, non contenta abbastanza, rincarò la dose tirando fuori un giocattolo erotico particolare, vibrante, chiamato hitachi. Con quello mi stuzzicò il clitoride ed io godetti parecchio. Contraccambiai le attenzioni usando l'oggetto sulle labbra bagnate della sua patata. Poi proseguì a darle piacere con la lingua. Immaginavo che lo desiderasse più di ogni altra cosa. Presa dalla trasgressione, afferrai un dildo bluastro che tengo nella borsa (e che talvolta uso per stemperare la tensione) per penetrarla a lungo con quello. Forse è più grezzo del suo ma vi assicuro che risulta altrettanto efficace. Glielo sparai nella fregna portandola al piacere profondo. Fu però sua l'ultima parola, con un dildo classico che le servì per penetrarmi adeguatamente alla pecorina, offrendomi l'ennesimo amplesso della giornata. Dopo quell'esperienza, cercai di evitare Grazia e risposi vagamente ai suoi insistenti messaggi che miravano a rivederci. Nonostante la situazione mi fosse piaciuta, non volevo che diventasse la norma. Ma si sa che, il destino, è il peggior nemico dell'uomo, e anche della donna. Dopo diversi mesi, mi recai in un Centro Massaggi ma tutti i massaggiatori uomini erano impegnati. Comparve una donna, tale Carmen, col viso provocante che spiegò di essere disponibile. E così accettai. Già dall'inizio, notai qualcosa di strano, dal momento che si spogliò anche lei, oltre a me, sostenendo che lo faceva per mettere il cliente a proprio agio e che tra massaggiatore e utente non deve sussistere distanza per trovare l'intesa. L'intesa o, se preferite, l'armonia, furono le sue mani che accarezzavano dappertutto, principalmente fianchi e seni, ma che non disdegnarono di arrivare a sfiorare pure la vagina. Probabilmente, la spinsi io ad osare così tanto, raccontandole di amare gli uomini ma che, in una circostanza remota, avevo ceduto alla "corte" di un'amica. Probabilmente, ciò la fece sentire autorizzata a provarci. Alla fine, mi ritrovai a pecorina, con questa donna dietro di me, praticamente un'estranea, che mi scopava senza pietà la fregna con un dildo. Le sue infilate si protrassero per tutta la restante durata del massaggio. La porca mi stuzzicava anche verbalmente e godette quando riuscì a farmi ammettere di essere una troia. Sbrodolai in preda all'orgasmo come una puttana, alla scadenza dell'ora del massaggio.                 




























 

Qualche tempo dopo, in un centro massaggi...





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