lunedì 7 settembre 2026

Il sogno proibito del mio ex ragazzo

Sono Laura. Ero innamorata di Gino, un simpatico biondino con cui convivevo. Forse proprio questo mio trasporto mi impediva di valutare la relazione di coppia con obiettività. Insomma, a letto non era uno stallone ma mi piaceva lo stesso stare con lui. Finchè, un giorno, il ragazzo espresse il desiderio di confidarsi e ammise di essere più portato verso il genere maschile, rispetto a quello femminile, mettiamola così. Al momento rimasi spiazzata ma poi pensai che, come coppia, potevamo condividere certe fantasie erotiche insieme. Gli chiesi chi o cosa lo ispirasse maggiormente e lui indicò una preferenza per gli uomini di colore. In quell'occasione ci masturbammo entrambi, uno di fronte all'altra, godendo e venendo intensamente. Pensai che quella fantasia si potesse anche realizzare. L'occasione arrivò di sera nel parco, quando incrociammo un uomo avvenente che stava facendo stretching su una panchina prima di correre per i sentieri della boscaglia. Lo fermammo e attaccamo bottone invitandolo a casa nostra. L'uomo, di nome Norman, rimase un pò sorpreso di questo strano approccio ma accettò di buon grado. Una volta giunti nell'abitazione, bevemmo qualcosa insieme e il clima divenne subito caldo. Evidentemente, Gino covava da mesi questo desiderio nascosto per cui si fiondò sul pene dell'ospite prendendolo in bocca con passione. Un pò lo ciucciai anch'io ma lasciai maggiormente l'iniziativa al mio compagno che sembrava non volesse mai finire di spompinare. Norman, seppur amante delle donne, apprezzò quelle attenzioni tanto è vero che il suo pene divenne sempre più duro. Porto sempre le calze col reggicalze sotto il pantalone e non disdegno mai di mettere i tacchi. Mi misi così a pecorina, offrendo entrambi i buchi. Gino fece lo stesso, giacendo accanto alla sottoscritta. Norman, probabilmente intrigato a mille dal lavoro impeccabile di bocca di Gino, eseguito con maestria fino a porchi istanti prima, si fiondò direttamente sul mio ragazzo, infilandogli il pene dentro al culo, dopodichè cominciò a stantuffare con foga. Accanto a loro, osservavo con libidine il mio boyfriend che si lasciava sfondare il culo dallo sconosciuto, realizzando così il suo sogno proibito da tempo coltivato. La pecorina si trasformò in trenino, sempre a pecorina, con Gino che continuava a prenderlo nel culo ma che, nel frattempo, leccava il mio. Poi, mi girai pancia sopra. Gino mi leccò la figa mentre Norman, imperterrito, proseguiva a incularlo. Continuarono a scopare di fianco, con intensità. Io ciucciavo il pisello di Gino che andò letteralmente in estasi. Il ritmo degli affondi, piazzati nel sedere, aumentò vertiginosamente finchè il mio compagno mi spruzzò in bocca in preda ad un bollente orgasmo. Norman provò ad "assaggiare" pure la mia fica ficcandomi l'uccello nella patata ma giusto per pochi minuti. Appena il cazzo scivolò casualmente fuori, venne raccolo prontamente dalla bocca del mio lui che non vedeva l'ora di tornare a spompinare. Dopo di ciò, io e il mio ragazzo ci inginocchiammo per leccare insieme la cappella di quell'uomo fino al raggiungimento dell'eiaculazione. La sborra fioccò in bocca ad entrambi ponendo fine a quella notte di trasgressione. Con quell'esperienza, che in find dei conti piacque anche alla sottoscritta, credevo di aver reso felice il mio partner. E difatti lui mi ringraziò per averlo aiutato a realizzare il suo sogno proibito. Solo che aggiunse di essere troppo preso da Norman e di voler iniziare una storia con lui chiudendo quella con me. D'istinto reagì affermando: "Ma che cazzo!" e Gino spiegò che il pisello era proprio l'elemento cardine che lo proiettava inevitabilmente verso l'altra sponda, nella fattispecie, in direzione di quell'intrigante e aitante uomo di colore... Morale della favola? A essere disponibili e altruisti ci si rimette sempre...








 
E così dalla teoria si passa alla pratica...






























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