venerdì 16 gennaio 2026

La zia in trasferta la madre in casa

Mi chiamo Erica. Per una lesbichetta incallita come me, ottenere fisicamente sia mia zia che mia madre, fu come vincere al lotto. Ma andiamo con ordine. Non conoscevo di persona zia Dora, la sorella maggiore di mia madre Luisa. Fu proprio la mia genitrice a suggerirmi di andare a trovare Dora, che abitava negli Stati Uniti, per consolarla dopo la morte del marito. In realtà, mi bastò un giorno e mezzo per portarmela a letto. Feci leva sul fatto che non andava più con gli uomini, per non screditare la memoria del marito ma comunque le voglie le aveva. Insomma, le feci capire che tra donne era più un'amicizia, un conforto. Con questa pseudoscusa, riuscì a farmela. Aveva delle gran tette e una bella fica che mi premunì di leccare. Ma il bello fu quando le infilai dentro tutta la mano. La sua vagina era accogliente. La spanai perbene e, alla fine, aggiunsi anche la lingua a solleticare il culetto per garantirle un orgasmo da paura. Anche lei fu brava a ricambiare, leccandomi prima la patatina e poi l'ano. Per un mesetto, mi sollazzai con la zia: lunghe passeggiate in riva al mare e altrettante lunghe fottute. Poi, tornai a casa. Non raccontai a mia madre subito la verità, solo che non riuscivo a tenere dentro questo segreto. Quando decisi di rivelarlo, entrai in camera di mia madre senza bussare e la trovai in lingerie mentre si stava masturbando. Considerando che Luisa è una strafiga, non mi parve vero di avere un'occasione con lei. Prima tirai fuori la verità, lasciandola un pò shocccata. Poi, ci tenni a precisare che lei era molto più bella (oltre che più giovane) della zia. Luisa si rese conto che la desideravo e aprì le gambe. Non persi certo l'opportunità di slinguazzare pure lei. Quando mio padre rientrò a casa non si accorse di nulla. Bhè, ogni tanto parto per l'America e mi diverto ma so bene che, quando torno, c'è una bella signora bionda pronta ad accogliermi a braccia aperte, oltre che a cosce aperte, si intende.     





















 
un mesetto dopo...








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