martedì 4 agosto 2026

La postina affezionata

Il postino suona sempre due volte. In questo caso, sarebbe più opportuno dire: "La postina castiga sempre due volte!". Mi chiamo Emanuela. Sono una ragazza che ama le donne e, per lavoro, consegno la posta. Avevo adocchiato da tempo quell'abitazione dove vivevano una mia coetanea, di nome Anna e sua madre Amalia. Numerose volte mi ero recata lì a recapitare la posta. La ragazza mi piaceva parecchio, una tipa un pò altolocata ma molto sensuale e interessante. Decisi di farmi avanti, approfittando dell'assenza della madre. L'approccio fu insolito ma efficace. Consegnai dei fiori con una lettera ad Anna, senza aggiungere altro. La giovincella pensò subito che glieli mandava qualche suo ex. Poi, però, lesse il biglietto di accompagnamento che chiariva che erano da parte di "Manu". Anna affermò di non aver mai frequentato nessuno con quel diminutivo, nè con il nome esteso Manuel o Emanuele. A quel punto, specificai che i fiori li avevo presi io per lei, dal momento che Manu stava per Emanuela. Anna cadde dalle nuvole. Apprezzò il gesto ma precisò di essere attratta dai maschietti, per cui non vedeva un senso in quell'iniziativa. Vista l'avversione apparente per il lesbo percepita, cercai di convincerla blandamente a parole spiegando che, se non si ha esperienza diretta di una certa situazione, non si può affermare con certezza se quella tal cosa possa piacere o meno. Dopodichè, passai ai fatti, baciandola in bocca. L'astinenza sessuale di Anna, che non andava da un pò coi ragazzi, giocò decisamente a mio favore per cui lei si sciolse e finì per leccarmi le tette e la figa. L'appetito vien mangiando! Ci prese sempre più gusto ed io beneficiai di un ricco e appagante orgasmo. Poi, venne il mio turno. Gliela leccai partendo dal basso, e lì le addentai pure un pò il clitoride, oltre a slinguazzare. Completai il servizio mentre se ne stava mezza distesa sul letto, accarezzandosi il seno per il piacere che provava. La bella Anna arrivò all'orgasmo. Sublimai il tutto con un caldo bacio. Proprio in quel frangente, però, tornò la signora Amalia all'improvviso. La donna restò a dir poco sorpresa e turbata dalla vicenda. Al momento, agì d'istinto. Invece di subire esclusivamente le lamentele e il disappunto della signora, passai furbescamente al contrattacco. Con la scusa di voler chiarire la situazione, avanzai dei complimenti nei confronti della donna matura separata che, evidentemente, da tempo non riceveva apprezzamenti da parte degli uomini. Anna non credette alle sue orecchie e ai suoi occhi, vedendo che ci stavo provando pure con la madre. Il discorso con la signora si prolungò in modo intrigante: la convinsi a mostrarsi, ad esporre la sua bellezza senza timori. Mi ritrovai la bella mora in tacchi, autoreggenti e tettone al vento che tentava maldestramente di nascondere con le mani. La voglia, combinata con l'astinenza sessuale, prevalse, come spesso avviene, su ogni cosa. La donna tolse prima le mutande. Poi, le suggerì, con tono deciso, di restare completamente nuda. A quel punto, per me concludere fu semplice come battere un calcio di rigore a porta vuota. Le leccai la fica dal basso senza tregua (sotto lo sguardo basito e attento di Anna), fino a portarla ad un profondissimo ed appagante amplesso. Bhè, quel giorno fui proprio fortunata, lo ammetto, visto che, in quella casa, riuscì a farmi sia la madre che la figlia: una doppietta memorabile!               




































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