giovedì 5 marzo 2026

Madri improbabili

Mi chiamo Irina. Amalia è la mia miglior amica. Insieme abbiamo molto in comune, come per esempio aver distrutto i nostri rispettivi matrimoni. Abbiamo entrambe tradito in modo seriale fino a determinare la rottura dei legami. Io ho un figlio, Paolo e pure lei, Massimo. Amalia criticava l'eccessivo consumo di materiale per adulti da parte del figlio. Quando mi trovai a casa loro finimmo per interagire in un triangolo. Al ragazzo piacevamo entrambe ed era molto carico. Durante i preliminari leccò sopra le mie mutandine e anche su quelle di Amalia, poi passò ai reggiseni. Il clima era piuttosto rovente. Sbocchinammo entrambe, e con gran gusto! Io fui chiavata per prima. Probabilmente, Amalia non se la sentiva tanto, dato il legame di parentela. Ma quando le dissi che ne valeva la pena, si alsciò andare e il figlio non aspettava altro per trombarsela. Amalia fu scopata a candela, a cavalcioni, di fianco, e perfino alla pecorina. Massimo le schizzò sulle tette e io leccai da lì il seme. Dopo di ciò Amalia mi incitò ad emularla. Non ero convinta ma, quando andai a casa, finsi di aver dimenticato l'accappatoio, in modo che Paolo mi guardasse nuda sotto la doccia. E dopo ci ritrovammo sul letto. Lo stimolai con un pompino, poi lui mi leccò la fica, prima di fottermi adeguatamente. Mi sborrò a fiume sulle tette. Estasiata, lo raccontai ad Amalia. A quel punto eravamo due nuovo similmente pervertite. Bhè, non siamo certo un buon esempio di mogli ma diamo tutto per i figli, proprio tutto!   



















































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