Mi chiamo Flora. Il mio ragazzo è stato sempre ossessionato dal football. Di solito guardava le partite insieme ad un amico. Col tempo, mi resi conto che tra loro c'era di più. Un giorno li beccai, senza farmi vedere, in atteggiamenti intimi inequivocabili, ossia mentre si spompinavano a turno. In particolare, il mio ragazzo schizzò copiosamente in bocca all'amico dopo l'intenso sesso orale. Turbata, mi confidai con Gisella, la mia amica bionda, e le raccontai tutto. Gisella non sembrava affatto scandalizzata, anzi, mi portava a discorsi zozzi. Non immaginavo che lei puntasse ad ottenermi e così, alla fine, la situazione degenerò e ci ritrovammo piacevolmente a lesbicare come due puttanelle. Intanto, il rapporto tra i ragazzi proseguì, ed arrivarono pure a scopare. Bhè, per me è difficile accettare una cosa del genere ma con Gisella accanto sono sicura di poterlo superare. Ormai il nostro, quello tra me e lui, è diventato un legame ipocrita, di facciata, dato che poi, ci consoliamo con i rispettivi "amici speciali".
martedì 30 dicembre 2025
Amicizie speciali
Una notte tra colleghe
Mi chiamo Vanessa. Depressa per la fine della relazione che tenevo con un tipo che mi aveva mollata per la mia miglior amica, accettai l'invito a bere qualcosa a casa di Serena, la mia collega di lavoro. Dopo qualche bicchiere di vino rosso mi sballo e così Serena ne approfittò per leccarmela sul divano di casa sua (non sapevo fosse saffica!). Da lì io ricambiai e lesbicammo per tutta la notte con reciproche strofinate e leccate di piedi annesse, oltre ai baci. Del resto, non avrei potuto guidare in sicurezza con l'alcol in corpo. Il mattino seguente, Serena mi chiese se mi fosse piaciuta la notte e, naturalmente, le risposi di si. Temo che, prima o poi, mi farà qualche altro invito ma stavolta saprò già di cosa si tratta.
La rinascita
Sono Velia. Il divorzio può significare la fine ma per me rappresentò una rinascita. Non era facile tirare avanti mantenendo pure una figlia, Valentina. Quando si mise con una ragazza, Dana, mi crollò il mondo addosso. Tutte e due insistevano nel dire che avrei dovuto allargare gli orizzonti, capire gli amori al femminile. Ero presa da mille paure, dubbi, sconforto, temevo anche di perdere mia figlia per sempre. Ma un giorno mi trascinarono con loro a letto e fu un'esperienza indimenticabile. Mi preoccupavano i giudizi delle persone, però, e, per questo motivo, la situazione doveva restare segreta. In realtà, in tutta questa vicenda, trovai pure un'amica, Ivonne, la madre di Dana, che si prodigò di leccarmela accuratamente, dopo che ci incontrammo. All'inizio vedevo di cattivo occhio la frequentazione di Vale con Dana ma poi, dopo il triangolo, avevo cambiato radicalmente idea. Adesso sono davvero felice!
lunedì 29 dicembre 2025
Ispirata da un sogno
Detenuta succube della guardia
Mi chiamo Sonia. Finì in carcere per aver ucciso un uomo a coltellate ma si trattava di legittima difesa. Purtroppo, a volte, non è sempre facile dimostrare la verità. Nel frattempo, mi ritrovai in cella. La guardia, Loredana, una lesbicona incallita, mi aveva già "puntata" e capì che sarei rimasta coinvolta nei suoi giochetti erotici. Loredana non mi lasciava quasi mai sola e mi fece letteralmente cambiare orientamento sessuale. Del resto, lì dentro, quando avrei visto un uomo? I giochini li sapeva tutti lei, mi fistò a pecora, poi si fece leccare la fica. Dopodichè si fece leccare i piedi, mentre si dava piacere con un giocattolo erotico. Alla fine, volle pure la mia lingua, per godere meglio. Dopo di ciò, mi scopò a pecora. Insomma, si prese cura di me in modo approfondito, e non solo! Promise anche di farmi uscire presto di lì (scopandosi le persone che contavano) ma poi l'avrei ritrovata anche fuori. In definitiva, in cella o in libertà, lei è sempre la mia guardia.
mercoledì 24 dicembre 2025
In nome dei vecchi tempi
Poco amante del calcetto
Mi chiamo Fred. Non vado fiero di questo ma... mentre gli amici pensavano a giocare a calcetto io mi fottevo puntualmente le loro madri. E, a dire il vero, le castigai proprio tutte, belle e brutte. Naturalmente, ci sono degli inconvenienti. Spesso filava tutto liscio ma, alle volte, l'amico di turno tornava in anticipo e capitava di venire beccato. Andavano su tutte le furie, poverini! Per calmarli, lo mettevo nel culo pure a loro, l'unico metodo per farli rilassare veramente. E così, dopo qualche screzio inziale, tornavamo amici.
Destino saffico
Mi chiamo Sara. Questa torbida storia nasce dal legame morboso e subdolo tra mia madre Corinne e mia zia Angela. Dopo aver entrambe fallito in ambito matrimoniale, con conseguenti divorzi, le due divennero ancora più complice. Io non sapevo nulla di tutto ciò e non sapevo nemmeno che Angela avesse iniziato Claudia, la figlia, al lesbo col preciso ordine di sedurmi. Eh si, fu proprio con Claudia che ebbi il mio primo rapporto saffico. Claudia ci seppe fare, lo ammetto. Dopo di ciò, però, cercai di rimuovere l'accaduto ma non immaginavo certo che la mia migliore amica, Monica, con la quale andavo a ballare in discoteca, ci provasse con la sottoscritta. Dopo una nottata, andai a dormire da lei e mi accorsi che si masturbava ammirando il mio corpo. Bhè, Monica ci sapeva fare con le donne e finì per capitolare anche con lei in una lunga mattinata di estenuanti lesbicate. Bhè, credo che il mio destino sia ormai segnato!
martedì 23 dicembre 2025
La sorella disponibile della moglie
Mi chiamo Simona. Mia sorella maggiore Sara è sposata con Walter. Lui sembra un gentleman ma bramava per portarmi a letto. Ci riuscì proponendomi un posto di lavoro come segretaria nella sua Azienda. Mi sembrò di fare un torto a Sara ma il lavoro è lavoro e poi quel porco ci sapeva fare con le donne. Bhè, non immaginavo che avrei dovuto concedergli pure il culo per renderlo felice e appagato. Me lo sfondò proprio quel maiale. Mia sorella è ignara di tutto ciò, crede al suo maritino fedele e perfetto ma non sa che io continuo a concedergli i buchi, anche da segretaria. La vita non è questione di fortuna ma di culo, nel senso che, se lo dai, a qualcosa magari arrivi.
Massaggi lesbo in villetta
Mi chiamo Clara. Mi sorprese l'invito della mia amica Carmen che non vedevo da tempo ma accettai volentieri. Si era trasferita in una villetta isolata fuori città e aveva ingaggiato pure una massaggiatrice bionda, Electra. Cominciò proprio la bionda a massaggiarmi ma mi spinse subito un dito nella fica. Non me l'aspettavo, mi lamentai ma avevo intuito che quella giornata sarebbe proseguita in modo torbido. Carmen tentò di rassicurarmi e insieme continuarono il massaggio ma, di lì a poco, venni coinvolta in una proverbiale e indimenticabile lesbicata a tre dove non mancarono le leccate di fica, le strofinate e via dicendo. Arrivai all'orgasmo almeno 5 volte e Carmen mi chiese pure di rimanere lì a dormire. Accettai e la notte ci furono altri triangoli nel lettone. Bhè, Carmen e la sua amichetta sono proprio due troie ma io penso di essere stata all'altezza della situazione.
L'amica subdola della sposa
Mi chiamo Katrine. Io ed Ada siamo amiche da una vita. Vi confesso che lei mi è sempre piaciuta ma non ho mai avuto il coraggio di dirglielo, o meglio, forse l'ho rivelato nel momento sbagliato, poco prima che stesse per sposarsi. Stava provando l'abito quando tirai fuori tutto ciò che provavo per lei. Inoltre, le proposi una sorta di addio al nubilato durante il quale ne approfittai per baciarla, leccarla, toccarla e coinvolgerla in una strofinata pazzesca di passere. Sul momento Ada godette ma poi, quando tornò lucida, andò fuori di testa. Come avrebbe potuto sposarsi, dopo pochi giorni, col dubbio di sentirsi lesbica? Bhè, spero che non si sposi più. Ora che abbiamo rotto il ghiaccio, potremmo benissimo continuare con quegli splendidi giochini saffici... giusto?
Segretaria speciale
Mi chiamo Mariella. Essere la segretaria di un'importante imprenditrice è una responsabilità enorme. Angela Tavassi è una donna molto intraprendente. Non nascondo di averla sempre ammirata ma non mi sarei mai permessa di osare, di fare il primo passo. Tuttavia, ci pensò lei. Accadde quella volta in cui mi convocò a casa sua per delle pratiche, solo che mi accolse svestita. Mi imbarazzava tenerla nuda a pochi centimetri ma lei seppe togliermi subito dal disagio baciandomi. Bhè, forse il disagio lo aumentò ma fu così bello lasciarmi guidare da lei a far l'amore in una girandola di leccate di fica contornate dallo strofinamento. Provai orgasmi fortissimi e rilassarmi tra le sue braccia fu il massimo dell'appagamento.
Calda per il figlio
Mi chiamo Corrado. Con le ragazze avevo problemi e ne parlai con mia madre Cinzia. Lei disse che mi avrebbe insegnato a baciare ma da lì l'eccitazione salì e sconfinammo in un incesto bollente in cui lei, non solo mi spompinò, oltre a farsi leccare la fica, ma mi permise pure di scoparla abbondantemente in svariate posizioni. Un getto di sborra in bocca e sulle tettone completò la trasgressione. Bhè, diciamo che, dopo quella volta, ce ne furono molte altre. Ogni giorno, dopo che tornavo da scuola, dopo pranzo, la castigavo regolarmente. Bhè, la sera con mio padre dovette fingere di avere il mal di testa perchè voleva solo dormire, dopo essere stata trapanata per tutto il pomeriggio. Mio padre pensa che lei abbia un amante, non potrebbe mai arrivare a pensare che la persona che la soddisfa sono io. Mi spiace per lui ma quella bella figa me la godo io.
lunedì 22 dicembre 2025
Cavalcata incestuosa
Mi chiamo Marc. Mio padre, a un certo punto, si disinteressò completamente della famiglia. Si assentava per lunghi periodi sperperando soldi tra gioco, alcol e correndo dietro a giovani troiette. Lasciò me e mia madre Aurora da soli a fronteggiare le difficoltà del quotidiano. Lei è una gran bella donna e pativa notevolmente la mancanza di cazzo. Data la situazione, pensai bene di provvedere io e così, oltre ad andare a lavorare per non farle mancare nulla, non le feci mancare nemmeno il supporto costante del pisello. Bhè si, avete capito bene, mia madre è una gran bella tettona e succhia divinamente il cazzo. Dopo i pompini, la infilzai perbene facendola sentire di nuovo donna e, trovandomi, le diedi anche qualche botta dietro, giusto per gradire. La sborrata copiosa sul clitoride fu l'apoteosi di una meravigliosa cavalcata incestuosa. E, a dire il vero, la sua dose di minchia la riceve ogni giorno.
Lesbo intervista
Mi chiamo Dora Stevens, sono una nota attrice. Provai l'ebrezza del piacere saffico grazie ad una giovane intervistatrice gagliarda di nome Ether. Accertatasi che non fossi mai andata con le donne, ci pensò lei a mostrarmi la strada. Ero scettica a riguardo ma mi dovetti ricredere per come quella troietta mi fece godere. A quel punto non potetti che ricambiare le attenzioni in modo che entrambe fossimo appagate. Bhè, spero che il giochino sul divano non lo menzioni nell'intervista!
Sedotte dalle intervistate
Mi chiamo Carmen, sono una giornalista. Io e la mia assistente video Irene pensavamo di essere professioniste serie. Ma quando andammo ad intervistare due giovani cantanti, ormai già famose, ci lasciammo sedurre dal loro fascino. Paola e Lisa lavoravano insieme, costituivano una coppia artistica ma lo erano anche nella vita. I loro modi ci indussero ad entrare a giocare in un quartetto bollente dove assaporammo i piaceri profondi del lesbo. Le leccate furono estenuanti e alla fine ci sorbimmo anche le strofinate di passere dove le due erano campionesse nel gestirle. Fu l'occasione per stare intimamente anche con Irene, la mia collega, cosa che non mi sarei mai aspettata. Quell'intervista fu davvero calda e non credo che la dimenticherò facilmente.
La figlia calda del compagno
Sono Anna. Sentivo che Marilena, morbosamente innamorata del padre, era inizialmente gelosa della sottoscritta, la nuova compagna. Quella ragazzina, d'altra parte, mi chiese consigli sull'utilizzo dei giocattoli erotici. Poco dopo la trovai nel bagno di casa mia mentre faceva pratica con quello che uso di solito. Bhè, mi venne spontaneo aiutarla sulla strada del piacere e giunsi anche a stuzzicarla nella doccia. Poi finimmo a leccarcela a turno sul lettone. Lo strofinamento concluse quell'esperienza saffica altamente appagante per entrambe. Certo, non mi aspettavo che, alla fine, mi chiedesse un appoggio per soddisfare oralmente il padre. Bhè, organizzai un gioco erotico con bendaggio dell'uomo in modo che la ragazza potesse levarsi questo perverso desiderio. Vi lascio immaginare la faccia del tipo quando tolsi la benda che copriva gli occhi e si accorse che il lavoretto lo aveva eseguito la figlia e non io. Credo che ci vorrà del tempo perchè metabolizzi una porcata del genere ma non me la sentivo di deludere la ragazza.
La nuova cameriera
Mi chiamo Ilaria. E pensare che, di norma, sono sempre gelosa di mio marito Alfredo. Ma, quando si presentò a casa con Jasmine, quella venere della nuova cameriera, il mio orientamento etero subì una scossa di terremoto. Non potevo non desiderare una donna del genere e così, mentre lui era fuori, decisi di assaggiarla di persona e ne restai ampiamente soddisfatta. Bhè, a mio marito suggerì di prenderla di corsa a lavorare per noi.
Tutta per i figli
Mi chiamo Emilia. Con mio marito Amilcare il rapporto si era via via degradato ma vivo per i miei figli, Lorenzo e Lorena. Fu a un tratto però che il coinvolgimento con loro divenne pure sessuale. Non sono mai stata una santa ma, a volte, le situazioni nascono per caso. Quella mattina stavo rimproverando Lorena perchè lascia sempre le mutandine sparse per casa. La sculacciai ma mi resi conto che le piaceva, da lì mi accorsi che era bagnata e, sostanzialmente, la masturbai a lungo fino all'orgasmo. Nel mentre ci baciammo pure. Dopodichè, pensai bene di stuzzicare mio figlio. Insomma, volevo sapere se mi riteneva bella e gli mostrai le tettone. Questo lo fece subito scattare a leccarmele. Il passo fu breve per la sega e il pompino, dopodichè cominciammo a scopare con foga. Tra una sega spagnola e l'altra, mi schizzò copiosamente sulle tettone. E' proprio vero che, spesso, i figli danno grandi soddisfazioni.
Una biografia attendibile
Mi chiamo Sara, sono una giornalista. Scrivere la biografia di una star come Madame Jane Connelly, non fu affatto semplice. Si lamentava che non scrivessi informazioni adeguate e così decise che, solo se l'avessi vissuta intensamente, avrei potuto tirar fuori qualcosa di buono, il che equivalse a dire, andare a letto con lei. Non ero mai stata con donne ma pensai alla carriera. Bhè, alla fine, se devo essere sincera, non mi dispiacque nemmeno interagire con lei. Mi insegnò davvero dei bei giochini, come lo strofinamento di passere, oltre alle reciproche leccate. Ma, mi raccomando, questo non ditelo a mio marito!
Il curriculum non basta
Mi chiamo Myla. Pensavo che, per prendere il lavoro di segretaria aziendale, bastasse il mio invidibiale curriculum ma la direttrice, Monique, pretese ulteriori elementi integrativi non proprio professionali come la capacità di leccare la fica e la disponibilità a farsela leccare. E, per passare il test, mi sorbì pure il dildo dentro al culo, che la donna mi ficcò dentro con decisione. A mia madre raccontai che il colloquio era stato duro ma che, alla fine, mi avevano presa.
sabato 20 dicembre 2025
Spose mancate
Sono Laura. Io e l'amica Cristina ci saremmo dovute sposare nello stesso periodo ma il suo partner la mollò sul più bello per una compagna più giovane. Disperata, Cristina venne a raccontarmelo proprio quando stavo provando l'abito. Da lì nacque tutto. Non potevo vederla in quelle condizioni e d'istinto la baciai. Ciò innescò un'intensa e imprevista lesbicata dove, in sostanza, ce le leccammo a vicenda allo sfinimento godendo come matte. Questo ci diede la consapevolezza di aver trovato la felicità tra di noi.
venerdì 19 dicembre 2025
Indagata diabolica
Cameriera in un triangolo perverso
giovedì 18 dicembre 2025
Solidarietà tra vicine mature
Mi chiamo Marina. Sono una donna separata, dal momento che mio marito, negli ultimi tempi, se la faceva con una 18enne. Mi ero un pò raffreddata nei confronti degli uomini, anche se mi mancava il sesso, lo ammetto. Ci pensò la mia vicina bionda a farmi ritrovare l'entusiasmo perduto. Si chiamava Mara. Ci conoscemmo per caso tra le scale del palazzo, scambiando poche parole. Poi, io la invitai a casa per prendere il caffè e fare quattro chiacchiere. Diventammo più o meno amiche e ci confidammo. Anche lei non attraversava un periodo felice, in ambito matrimoniale, dato che il coniuge era solito andare a puttane per svagarsi. Insomma, sembrava proprio che fossimo fatte l'una per l'altra, in un certo senso. Fu Mara a portare il discorso ad un livello diverso accennando alla possibilità di interagire tra donne. Donne con donne: un territorio insidioso ma che vale la di esplorare con la persona giusta. Il cercare la mia lingua con la sua, mentre fumavo una sigaretta, mi fece capire che fosse la troia adatta per sperimentare il sesso tra femmine. Così la condussi in camera da letto e lì accadde tutto. Fu prima lei a leccare me: tette, fica e culo. Arrivai beatamente all'orgasmo. Poi ricambiai leccando la sua patata e pure il buco del culo a pecorina. Godette, ovviamente. Fu un rapporto intenso, appagante per entrambe. Ci baciammo nuovamente, alla fine, in quel lingua a lingua che sapeva di caffè e fica appena leccata, oltre che di trasgressione, naturalmente.
Seduttrice di studentesse
La tattica seduttoria della mia miglior amica
Sono Anna. La mia miglior amica, Lory, finse di sbagliare ad inviare a me una mail erotico-romantica destinata ad un ipotetico spasimante. Le parole che lessi mi turbarono ma ero convinta che fossero rivolte ad un uomo. Giorni dopo, quando ci incontrammo a casa mia, lei disse la verità e cioè che quel testo era proprio indirizzato alla sottoscritta. Ci fu un litigio perchè, inizialmente, restai delusa dal suo comportamento. Ma lei insistette per effettuare una "prova" tra donne, nonostante conoscesse il mio interesse marcato verso gli uomini. Scettica aprì le cosce ma, man mano che me la leccava, cambiai idea e cominciai a provare un piacere intenso. Continuammo a 69, poi lei mi coinvolse in una forbice estenuante. Proseguì a leccarmela finchè arrivai all'orgasmo. Bhè, è proprio vero che le cose bisogna testarle di persona invece di essere prevenuti.
mercoledì 17 dicembre 2025
Parrucchiera sedotta dalla cliente matura
Mi chiamo Marianna. Lavoro come parrucchiera in un negozio. Tutto mi sarei aspettata, tranne che di diventare l'oggetto del desiderio di una cliente matura, la signora Rosa. Di solito le facevo i capelli al negozio ma lei, un giorno, chiese il servizio a domicilio. Conoscendola, non trovai alcuna difficoltà a recarmi a casa sua ma, quando arrivai lì, trovai una persona totalmente diversa da quella che mi aspettavo. Mi accolse elegantissima, con un vestito blu, tacchi dello stesso colore e calze autoreggenti bianche. Stando da sole, fu più facile per lei confessare l'attrazione che provava per le giovani ragazze. Col suo fascino riuscì a sedurmi. Ci baciammo, mi leccò il seno, mi sgrillettò la passerina. In realtà, me la leccò anche, oltre a slinguazzare il buco del culo. Certo non mi aspettavo che, all'improvviso, mi urinasse addosso senza ritegno. Non mi era mai capitata una cosa del genere, subì un bagno di piscio colossale. Dopo di ciò, le leccai la figa e il culo e finimmo con una sforbiciata piuttosto focosa. Mi regalò una bella mancia, oltre a saldare il costo del lavoro. Quando andai via mi disse: "Per il servizio a domicilio posso sempre contare su di te?". Ovviamente le risposi di si. Vi confesso che mi sento proprio una troietta.
Tutte per lui
Mi chiamo Ada. Mio marito Marco, un imprenditore di dubbio talento, si era indebitato fino all'orlo. Rischiavamo di finire per strada. Mi disse di essere disposto a tutto per evitare una fine del genere e chiese il mio supporto. Avrei dovuto essere molto disponibile con un politico che avrebbe potuto tirarci fuori dai guai. Ma Marco pretese un servizio in grande stile, non voleva che quella persona restasse delusa. Sapevo di poter fare affidamento sulla cameriera, Sandrine, che però è più portata per le donne, agli uomini riesce a fare solo bocchini. E poi, pensai ad una giovane collega d'ufficio, Marta, anche lei in cerca di gloria e di denari. Quando Jonas, il politico influente arrivò, ci trovò tutte e tre pronte all'azione. Marco si fece subito da parte. Dopo i bocchini preliminari delle mie "collaboratrici", fu Marta a prendere per prima il cazzo e di santa ragione, poi toccò alla sottoscritta, alla padrona di casa essere sfondata perbene a pecora e a candela. Jonas era davvero un superdotato! Dopo tutte quelle trombate ebbe ancora l'estro di leccarmela mentre Marta se lo lavorava egregiamente di bocca. L'uomo pretese di venire copiosamente sul mio culo sotto lo sguardo delle altre due. Quando mi rivestì e girai per casa, trovare l'altro elemento della servitù, un cameriere messicano, con la sborra in bocca e compresi che, nel frattempo, mio marito, palesemente cornuto, aveva sfogato con lui tutta la rabbia e frustrazione accumulate. Ma il risultato è quello che conta: la collaborazione congiunta di tre fiche, tre mignotte per l'occasione, ci permise di non finire a chiedere l'elemosina grazie all'aiuto economico di Jonas.
Da un triangolo all'altro
Mi chiamo Marina. Credevo di aver trovato il tipo giusto, un ragazzo più giovane di me, di bell'aspetto, Kevin. Sentivo, tuttavia, che mi nascondeva qualcosa. Trovava difficoltà ad invitarmi a casa sua. Pensavo avesse un'altra. Poi, ad un tratto, si decise. Cominciai a spompinarlo sulle scale dell'edificio, poi entrammo nell'appartamento e lì c'era un giovanotto. Mi spiegò che si trattava del cugino Paolo, un tipo apparentemente timido, senza esperienze con le donne. All'inizio guardava, poi io decisi di coinvolgerlo dando vita ad un triangolo. Ma non pensavo che Paolo fosse segretamente innamorato del cugino che lo aveva cresciuto, dopo la morte prematura dei genitori di quest'ultimo. E così favorì la loro intesa sessuale. Presi il cazzo da entrambi ma i maschietti scoparono pure tra loro e con notevole soddisfazione reciproca. Dopo le sborrate, mi resi conto che Kevin non era il tipo adatto a me ma che, piuttosto, doveva "prendersi cura" del cugino. Mi rivestì e andai via mentre loro facevano la doccia insieme. Andai dalle mie care amiche a raccontare questa storia e, intanto, ci godemmo un bel triangolo lesbico tra signore mature. Ho sempre il pallino di trovare l'anima gemella ma, nel frattempo, l'importante è godere!
martedì 16 dicembre 2025
La badante intraprendente
Sono Cinzia, una moretta con belle tette. Ho sempre voglia di fare sesso. Sono una badante. Quel giorno ero così gasata da prendere in considerazione perfino Renato, la persona di cui mi occupavo. Restai sopresa nello scoprire che teneva proprio un bel cazzo. Invece di farlo solo mangiare lo portai a smaltire con un pò di sana "palestra". A Renato non parve vero di lasciarsi sbocchinare e di potermi chiavare a piacimento. E, alla fine, lo feci schizzare splendidamente sulle tettone. Si rammaricava di esser rimasto da solo, che nessuno si occupasse di lui, tantomeno due nipoti strafottenti. Renato voleva lasciarmi tutti i suoi soldi ed io ne fui felice. Naturalmente, dovetti affrontare quegli stronzi dei nipoti che mi diedero della puttana approfittatrice. Mi resi conto che, oltre a pensare solo ai videogiochi, erano pure poco propensi verso le donne. Gli risposi per le rime e me li tolsi davanti. Dopo avergli spiattellato in faccia che potevano farsi i bocchini a vicenda, con tanto di gesto mimato, non si fecero più vedere. Ed io, naturalmente, continuai a fottere con il sig. Renato, vita natural durante. Quando se ne andrà, sarò anche una donna ricca. Bhè, bisogna anche saperla fare la puttana, no?
Il frutto proibito
Sono Ennio. Mi rimpinzavo di video porno di ogni genere e tenevo gosse collezioni sul portatile. Sapevo che a mia madre Mariangela avrebbe dato fastidio tutto ciò ma stavo attento a non farmi beccare. Un giorno, però, la trovai sul letto mentre stava sbirciando nel computer ed andai nel panico. Ero consapevole che quell'agglomerato di schifezze l'avrebbe turbata. Ero pronto a subire una colossale figura di merda accompagnata da cazziatone. Tuttavia, quando accennai al fatto che lei non potesse capire certe cose, mi fece intendere di essere una persona di vedute aperte. Si chiedeva se questo mio atteggiamento dipendesse dalla questione che non rimediavo ragazze. Una parola tira l'altra e le palpai le tettone da dietro. Disse che mi ero messo strane idee in testa, precisò di essere mia madre nonchè in là con l'età, di non rappresentare il soggetto adatto ai iei sfoghi. Ma io me ne fregai e la baciai con passione. Le leccai il seno, la toccai tra le gambe e, non ultimo, le leccai la figa. Si sa certe cose come vanno quando si perde il controllo. Il mio cazzo finì egreiamente nella sua bocca, prima che cominciassimo a scopare. La montai stupendamente a candela, a cavalcioni, di fianco e a pecorina. Fu una scopata indimenticabile, con sborrata finale nel suo culo. Ero all'apice dell'estasi quando, inaspettatamente, rincasò mio padre e, ahimè, ci trovò così sul lettone. Mia madre inventò la scusa ridicola che mi stava disintossicando dalla visione dei contenuti per adulti ma non poteva reggere come giustificazione. Tanti uomini, in passato, avevano tentato invano di farsela ed io fui così fortunato da ottenere le sue grazie ma, al contempo, l'ira di mio padre. Bhè, giustamente, è lui che portava i soldi a casa e si trovò di fronte ad uno scempio simile. Pazienza, io e lei troveremo un altro alloggio dove potrò continuare a scoparmela indisturbato.
Da un ufficio all'altro
Sono Eva. Da un ufficio all'altro la situazione cambiò ma non poi così tanto. Nel primo ufficio il Capo era un uomo, Eric, completamente invaghito della sottoscritta. Scopavamo regolarmente. Per lui fu drammatico il mio spostamento, da parte della dirigenza, nell'ufficio di madame Miranda. Gli regalai un'ultima memorabile scopata, prima di essere sostituita. Il rimpiazzo non sarebbe stato di sicuro alla mia altezza e si vociferava che non si trattasse nemmeno di una donna! Povero Eric, destinato a masturbarsi tra le scartoffie, o al massimo a farselo ciucciare da un maschietto collaboratore di buona volontà. Ma torniamo a me. Conoscevo la fama di pervertita di Miranda, la bella biondina. Quando arrivai nella sua stanza mi fece subito vestire da cameriera per innalzare la sua eccitazione. Impiegammo poco a conoscerci più a fondo. Giocherellava con una penna sulle mutande, da lì mi avvicinai e partì il gioco erotico. La leccai prima sopra le mutande, poi le tolsi, gliele ficcai in bocca e la leccai a carne nuda, sulla patata. Miranda gemeva, sapevo che era la troia adatta per spingersi oltre e infatti, poco dopo, non ebbe nulla da ridire, se non in positivo, del getto di piscia che le riversai addosso senza ritegno. Ce le leccammo a vicenda e anche lei si prese la licenza e la confidenza di urinarmi addosso. Ma io le regalai anche una seconda copiosa dose. Tra pisciate e leccate, all'orgasmo ci arrivammo entrambe, naturalmente.
Amorevoli sorelle
Mi chiamo Iris. Mi sono sempre trovata bene a parlare con mia sorella Viviana. Quel giorno eravamo un pò seccate per i rapporti poco appaganti coi rispettivi fidanzati e guardavamo la TV sgranocchiando popo corn. Tra di noi scattò una chimica fortissima, per cui ci ritrovammo nude sul divano. Vivy mi diede una leccatina fugace, dopodichè cominciai io a farla a lei con molta più decisione e convinzione. Le strinsi pure le tettone, mentre le slinguazzavao di gusto la patata. Fu estasiante ed esaltante portare mia sorella all'orgasmo anche se io, in realtà, non ero riuscita a venire del tutto. Purtroppo ci beccò mia madre e ci riempì di insulti. Ma a me non importa, dovrà farsene una ragione quella strega di mentalità chiusa.
lunedì 15 dicembre 2025
Stregata dalla presunta rivale
Sono Magda. Ero convinta che il ragazzo con cui stavo fosse insidiato da una mora avvenente più grande di me, Claudia. Quando cercai un confronto, per capire le sue reali intenzioni, mi spiegò che ero io l'ogetto dei suoi desideri e non il ragazzo. A quel punto restai molto confusa ma la passione con cui mi desiderava mi fece capitolare e precipitare in una inimmaginabile lesbicata in cui fu dapperima lei a condurre il gioco, dall'alto della sua esperienza. Mi procurò un amplesso profondo. Non potevo non ricambiare e, con foga, le leccai e fistai la patatina in modo che godesse pure lei e rislutassimo entrambe appagate. Dopo quell'esperienza folgorante, ebbi difficoltà ad interessarmi di nuovo ai maschi.
Mia madre estroversa coi ragazzi
Mi chiamo Aurora. Sono una tipa riservata. Mia madre Veronica è l'opposto, è estroversa. Col suo lavoro da massaggiatrice, riesce a spompinare un'infinità di ragazzi, molti dei quali miei amici e conoscenti e, a dirla tutta, qualcuno se l'è pure scopato. Bhè, solitamente, il copione si ripete. Appena c'è qualche mio amico che ha problemi muscolari, lei ne approfitta per soddisfare i suoi bassi istinti e ci riesce sempre...
La signora seppe consolarmi
Mi chiamo Verdiana. Delusa dalla relazione con un uomo più grande di me che pensava solo agli affari, pensai di sfogarmi raccontando tutto ad una signora di mia conoscenza, Marisa. Mi sarebbe bastato chiacchierare e bere qualcosa insieme ma lei disse che potevamo divertirci tra donne. Non lo avevo mai fatto prima ma Marisa mi aprì un mondo nuovo: passò subito a sditalinarmi e a leccarmela ed io fui travolta in un vortice di passione con tanto di fiche strusciate dove lei, oltre ad usare le dita, tirò fuori pure un dildo per spararmelo nella patata. Bhè, gasata dalla situazione, ricambiai e, oltre a leccarle i buchi, le ficcai l'oggetto nel sedere con una certa forza e decisione. Inutile dire che, da quel pomeriggio di porcate, uscimmo entrambe appagate da bollenti orgasmi tra gentildonne.
La madre sexy del mio ragazzo
Seduzione infinita
Mi chiamo Barbara. Ne ho avuti di corteggiatori ma chi è stata capace realmente di sedurmi è stata la mia migliore amica Floriana. Mi fidavo ciecamente di lei per cui sottovalutai quegli inviti per realizzare in tandem book fotografici hobbistici. Pian piano mi rivelò le sue pulsioni verso le donne. Ammetto che la situazione mi incuriosiva ma mi frenava il rapporto etero che tenevo con un ragazzo, sebbene lei sostenesse che a lui l'intesa saffica avrebbe fatto piacere. Certo, starle a contatto probabilmente mi eccitava. La prima volta la fermai, quando eravamo già mezze nude. Ma ci fu un secondo book con strip, diciamo così. In quella circostanza ci sorprese pure il mio fidanzato ma non si arrabbiò per nulla, anzi, tolse subito il disturbo in modo che noi potessimo continuare. A quel punto, mi sentì in vena di dargliela. Mi stesi sul letto e lasciai che lei mi esplorasse a fondo. Dopo, raccontai tutti i dettagli al mio ragazzo che si eccitò come un pazzo.




















































