Mi chiamo Mara. A pensarci bene ho sempre avuto un debole per mia sorella Dora. Fin da piccole, da adolescenti, gli uomini rivolgevano più attenzioni a lei che a me. Eh si, Dora, la bionda alla Marilyn. Ero invidiosa di Dora ma, sotto sotto, mi piaceva. Poi io andai a lavorare presso una ditta come segretaria, lei si spostò fuori città per studiare all'Università e ci perdemmo di vista. Ci sentivamo ogni tanto con qualche sms ma niente di più. Qualche anno dopo mi disse di avere una relazione con un tizio mentre io scopavo ogni tanto quà e là con vari ragazzi. La svolta si ebbe quando ricevetti una sua telefonata improvvisa. Era a pezzi, in lacrime, dato che il tipo l'aveva lasciata. Passò qualche mese ed io mi spostai ad abitare in un appartamento da sola. Fu a quel punto che invitai Dora da me per consolarla. Era bella come sempre, forse di più, anche se depressa. Durante la cena esternò tutta la frustrazione per la sua storia ormai conclusa, asserendo addirittura di volerla fare finita con la vita. Le diedi un calmante ed andammo a dormire. Il giorno dopo entrai nella stanza dove aveva dormito. La trovai che si stava provando un vestito rosso, aveva leggermente le tette di fuori e le autoreggenti, oltre ai tacchi. Fu a quel punto che pensai seriamente di voler far sesso con lei. Dopo averle spiegato quanto tenessi a lei ed aver capito che era vogliosa almeno quanto me, decisi di scoprire le tette offrendole alla sua calda lingua. Dora, più che mai in astinenza, si fiondò sui miei capezzoli leccandoli amorevolmente. Poi mi spinse sul letto e limonammo da paura. Se aveva qualche timore o dubbio, per il fatto che siamo sorelle ed entrambe donne, si sciolse del tutto quando le leccai intensamente la figa. Poi fu lei a leccare la mia, mandandomi in estasi. Ci frugammo le passere, prima lei sù di me, poi io sù di lei. Un'amorevole scopata tra donne che ci fece esplodere di piacere saffico. Il 69 conclusivo fu la ciliegina sulla torta nonchè il raggiungimento del contemporaneo splendido duplice amplesso. Da quel momento Dora restò a casa mia e divenne la mia amante segreta. Quando rientro da lavoro la trovo puntualmente tutta calda a letto pronta a raggiungere il piacere con i giochi saffico-incestuosi. Ai nostri genitori dico che vive con me e che è fidanzata con un uomo. Infondo chi sospetterebbe mai di una bollente tresca tra sorelle?
lunedì 18 febbraio 2019
Sorelle ritrovate
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giovedì 7 febbraio 2019
Io e Giuliana
Mi chiamo Laura. Conosco Giuliana da alcuni anni. Siamo diventate amiche in fretta condividendo la passione per lo shopping. Penso che siamo entrambe belle ragazze ma con caratteri un pò diversi. Quando usciamo per comprare la lingerie gli uomini ci guardano solo che io stò più sulle mie, anche perchè sono fidanzata, mentre lei è più aggressiva. Questo suo atteggiamento spesso fà scappare gli uomini. Ma concentriamoci sul periodo in cui tra di noi si creò una complicità morbosa. La mattina il mio uomo non c'è e lei veniva spesso a trovarmi. Un giorno, mentre prendevamo il caffè mi disse:"Senti Laura, perchè non mi racconti cosa fai col tuo compagno a letto, infondo siamo donne e amiche no? Mica c'è problema?". Non mi aspettavo una richiesta simile, le risposi:"Bhè, ma sono cose private, forse non è il caso, ma perchè vuoi saperlo?". Giuliana rispose:"Senti Laura stò in astinenza, così almeno mi emoziono un pò...". All'inizio non ero molto convinta ma poi mi lasciai andare a raccontare quello che facevo a letto con lui con tanto di dettagli. Giuliana sembrava gradire molto quelle confidenze e me lo dimostrava passandosi spesso la lingua sulle labbra. Pensavo che più o meno rimanessimo a quel livello, ma il gioco andò sempre più avanti. Un giorno si presentò a casa in tacchi alti, con una minigonna mozzafiato e un rossetto color rosso sgargiante. Le chiesi:"Scusa Giuly ti devi scopare qualcuno?" e lei rispose:"Ma no no figurati...". Mi chiese di raccontare ancora i dettagli intimi del mio rapporto ed io lo feci. Stavamo sedute una di fronte all'altra. Man mano che raccontavo la vidi sempre più eccitata finchè, a un tratto, con disinvoltura, chiese:"Ti spiace?", pochi istanti dopo si alzò la minigonna, si calò le mutandine e, a gambe aperte, cominciò a toccarsi davanti a me dicendo:"continua, non ti fermare". Proseguì il racconto con difficoltà imbarazzata da ciò che lei faceva davanti ai miei occhi. La situazione mi imbarazzava molto ma nel contempo mi eccitava. Alla fine del racconto aumentò il ritmo del ditalino e se ne venne davanti a me urlando di piacere. Poi mi diede un bacio sul viso, si ricompose, disse:"Grazie cara, e andò via". Controllando nelle mutandine mi accorsi di essere bagnata e la cosa mi sconvolse e mi intrigò. La sera, mentre scopavo col mio compagno ripensavo a lei che si toccava. In qualche modo quella donna mi aveva turbata, ma la situazione avrebbe degenerato ben oltre di lì a poco. Passò circa una settimana, durante la quale lei non si fece proprio sentire. Poi, all'improvviso, una mattina, bussò alla porta. Le chiesi:"Come và tutto bene? Vuoi sentire ancora racconti?". Lei mi guardò e disse:"No no, tranquilla, oggi no". Stavamo parlando del più e del meno quando lei mi mise le mani addosso, scoprendo il mio seno. Ormai i racconti non le bastavano più, voleva fare sesso e aveva scelto me, una donna. Era così vogliosa che non potetti respingerla. In men che non si dica mi mise la lingua in bocca con passione. Poi mi leccò anche i capezzoli. Pian piano mi stava seducendo e probabilmente quel gioco piaceva anche a me. Mi ritroviai stesa sotto di lei a limonare e cominciai a perdere il controllo. Mi invitò ad accarezzarle le tette, ero eccitata e sotto choc al tempo stesso. Poi mi disse chiaramente di volere la mia patata. Si avventò sulla fregna ed io spalancai le cosce ed accolsi la sua lingua inarrestabile carica di desiderio represso. Leccava alla grande e mi fece davvero godere. E così finimmo a 69 a slinguazzarcele a vicenda, io stavo sotto e lei sopra. A quel punto il fatto che eravamo due donne non mi frenava più, volevo solo godere e far godere. Dopo esser venuta volevo che anche lei raggiungesse l'orgasmo e così gliela leccai freneticamente e, mentre era sul punto di venire, le piazziai anche la lingua nel culo. Fu così che la portai splendidamente all'amplesso. Devo ringraziare Giuliana per avermi indirizzata verso un nuovo modo di godere. Adesso quando viene a trovarmi non c'è più bisogno che le racconti le storie: dopo il solito caffè andiamo direttamente a letto!
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martedì 5 febbraio 2019
La bocca del conoscente sul mio pene
Mi chiamo Gianni. Con Simona convivevo, tutto procedeva a gonfie vele e facevamo delle gran belle scopate. Poi, un giorno, lei si ingelosì perchè scoprì che chattavo con un'altra e se ne andò via sbattendo la porta. L'ansia mi prese, non sapevo proprio con chi sfogare l'eccitazione dopo oltre 15 giorni di astinenza. Tra l'altro quella con cui chattavo non era disponibile ad incontri per cui restai fregato, come si suol dire, da ambo le parti. Un giorno, per distrarmi, invitai un conoscente a casa per vedere una partita di calcio. In realtà non mi resi conto che questo tizio, di nome Paolo, era più interessato a me che alla partita. Quando gli raccontai di Simona lui sorrise e mi disse:"Tranquillo, ci sono anche altri modi per divertirsi". Risposi:"Scusa, ma quali altri modi?". Lui suggerì:"Tu chiudi gli occhi e lo scoprirai". I misteri mi hanno sempre affascinato e così feci come lui diceva. In men che non si dica mi ritrovai con la patta sbottonata e la sua bocca sul mio cazzo! Aprì gli occhi di scatto e dissi:"Paolo, ma che stai facendo?", lui sorrise e spiegò:"Non sò questa Simona quanto ci sapesse fare ma ti assicuro che la mia bocca non è da meno" e riprese a leccare e succhiare il cazzo con disinvoltura. In realtà non pensavo che Paolo fosse gay e la cosa mi faceva un pò schifo, a freddo, ma non di certo a caldo! Il mio cazzo era desideroso di attenzioni e quella bocca, seppur maschile, mi stava letteralmente facendo impazzire di piacere. Eravamo sul più bello quando Simona, tutta sexy, credendo di fare una sorpresa, irruppe nella casa. Accidenti! mi ero dimenticato che aveva ancora una copia delle chiavi dell'abitazione. Nel corridoio la sentì proferire sensualmente queste parole:"Il mio donnaiolo vuol farsi perdonare?". Ma quando giunse nella stanza, e mi trovò col cazzo in bocca a Paolo, il suo sguardo divenne dapprima di ghiaccio, poi esclamò:"Ma bene! Dopo appena due settimane ti trovo già con un'altra persona... e nemmeno di sesso femminile! Da presunto don Giovanni a finocchio! Che svolta!" e, con tono adirato e sarcastico, aggiunse:"Già che ci sei, perchè non glielo metti pure nel culo! Vedrai che ti piace...". A quel punto mi prese il panico e mi si ammosciò il cazzo. Avrei potuto ricucire lo strappo con Simona e invece l'avevo appena persa definitivamente. Ma Paolo sembrava immune al trambusto della situazione e suggerì:"Forse dovresti seguire il consiglio di quella donna...". Dopodichè si spogliò e si mise a pecora sul divano. A guardare quel culo il cazzo mi si fece di nuovo duro e pensai che, infondo, un buco vale l'altro. E così ingroppai Paolo, glielo ficcai tutto dentro e sfogai così la voglia repressa. Simona osservò un pò l'inizio di quella scopata commentando che io e lui stavamo bene insieme. Poi girò i tacchi, sbattette la porta e se ne andò. Dopo una prolungata stantuffata, gli inondai l'ano di sborra ed anche lui se ne venne. Finalmente mi sentì rilassato e non pensai più a Simona. Ci rivestimmo e Paolo, prima di andar via mi disse:"Dovremmo guardarle più spesso le partite insieme, non credi?", gli risposi sorridente:"Molto volentieri".
lunedì 4 febbraio 2019
Il collega sposato
Mi chiamo Marco. Non sono mai stato particolarmente incline sessualmente verso le donne preferendo nettamente gli uomini. Qualche tempo fa lavoravo in azienda e presi una cotta per un aiutante collega sposato di nome Giulio. Eravamo amici, lui sapeva della mia omosessualità ma, ovviamente, non ci sarebbe mai stato essendo donnaiolo di natura. Oltre alla bella moglie Claudia, se la faceva con un'altra. Ma un bel giorno la Dea bendata mi sorrise. Giulio mi telefonò, notai subito la sua aria ansiosa e preoccupata. Mi disse:"Ascolta Marco, credo che stavolta Claudia abbia capito che ho un'altra, devi aiutarmi!", risposi:"Non capisco, in che modo?". Giulio spiegò:"Ti piaccio no? E allora devi venire a letto con me, è la tua occasione. Preferisco un rapporto gay alle urla di mia moglie se mi trova con un'altra". Perplesso chiesi:"Scusa ma comunque ti troverebbe con un'altra persona no?". Mi rispose:"Si, certo, ma lei è ossessionata dalla gelosia verso le donne, infatti una volta mi disse...accetterei di più se lo fai con un uomo...". Le perplessità rimasero ma non era il caso di lasciarsi sfuggire la ghiotta, forse irripetibile occasione. Mi recai da Giulio, ci spogliammo e cominciai a stuzzicarlo con le mani. La moglie arrivò di lì a poco e ci trovò, come si suol dire, con le mani in pasta. Claudia restò parecchio sorpresa, non si aspettava certo di trovare il marito con un ragazzo ma, alla fine, considerò la situazione un male minore, l'importante per lei era che non ci fossero di mezzo altre donne. E così decise di "farci compagnia" in quel gioco tra maschietti. Imboccai il cazzo di Giulio sotto lo sguardo attento di Claudia. Eh si, Claudia me lo lasciò succhiare perbene e a lungo. A quanto pare ci stava prendendo gusto anche lei. La signora si mise a leccare il culo del marito e io quello della signora. Poi fu Giulio ad imboccare il mio cazzo, trasmettendomi enorme piacere, davanti alla donna incuriosita. E arrivò il fatidico momento della trombata: lui steso ed io sopra a candela. Ero in estasi, avevo sognato a lungo di essere scopato da lui. Ma anche lei ci mise del suo ciucciandomi l'uccello. In quel momento godetti davvero parecchio. Continuò ad ingropparmi a pecorina ma lei spalancò le cosce per essere leccata ed io non potetti certo rifiutare di slinguazzare la bernarda della dama. Poi però ripresi in bocca il mio articolo preferito, il cazzo di lui. Intanto Claudia mi osservava con eccitazione. Poi all'improvviso disse che voleva darmela. Ero talmente eccitato che andava bene anche la fica in quel momento e così me la scopai facendola godere anche parecchio. Mentre lei spompinava lui, io e Giulio ci unimmo in un favoloso lingua a lingua carico di passione. Fu il preludio agli amplessi. Schizzai in faccia a Claudia mentre Giulio mi riempiva di sborra in viso e sul petto. Dopo quel triangolo Giulio mi guarda con occhi diversi e in ufficio, di tanto in tanto, gli faccio dei bei bocchini e mi faccio scopare volentieri sulla scrivania. Intanto Claudia mi invia dei messaggi bollenti, dice che le piaccio, che l'ho emozionata. Sono lusingato ma la mia priorità è il cazzo e ora che Giulio me lo dà me lo tengo ben stretto...
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mercoledì 23 gennaio 2019
Il mio ex preferiva gli uomini
La ragazza bionda della foto sono io, Lorena. Voglio raccontarvi della relazione con il mio ultimo fidanzato. Conobbi Leo grazie all'autostop. Per alcuni mesi le cose andarono bene. Scopavamo piuttosto di frequente e lui sembrava molto preso da me. Poi, però, iniziai a notare qualcosa che non andava. Trascorreva quasi tutto il tempo a casa del suo collega, nonchè miglior amico, Livio sostenendo di farlo per motivi di lavoro. Questa situazione non mi convinceva così decisi di confidarmi con una mia amica brasiliana, Renata, che legge anche le carte. Le raccontai la situazione, lei mi guardò, mescolò le carte e poi disse:"Possibile che non lo capisci? Il tuo ragazzo vuole andare a letto con l'amico. Mi esce chiaro!". Lì per lì mi venne da ridere e risposi:"Ma dai, è assurdo! Sei sicura? E poi scusa, anche volendo, ma che fanno due uomini?". Renata mi guardò e sorrise spiegando:"Ma come sei ingenua! Non lo sai che oggi è diffusissimo, è trendy! Che fanno? Te lo dico io che fanno: si succhiano il cazzo, se lo mettono in culo, ecco che fanno, sei contenta?". Restai un pò frastornata, le risposi:"Secondo me ti sbagli". Mi rispose:"Vedrai se mi sbaglio!" mentre me ne andavo. Renata mi aveva ormai messo la pulce nell'orecchio e generato il lecito dubbio. Per me non era possibile una cosa del genere, forse perchè non avevo mai considerato realmente il raggiungimento del piacere tra uomini. Ancor meno lo pensavo del mio ragazzo: perchè andare da un uomo piuttosto che farlo con una ragazza sexy come me? Dovevo fugare i dubbi e così iniziai ad indagare. Chiesi a Leo:"Scusa ma dovete lavorare ancora per molto tu e Livio?". Lui mi rispose:"Credo proprio di si, anzi, mi sà che dormo da lui per un pò così ci troviamo subito pronti al mattino. Mi ha dato perfino una copia delle sue chiavi di casa per agevolarmi". Risposi:"Pensa un pò! Ma che amico!". Tutto ciò aumentò i miei sospetti ma approfittai per copiare a mia volta quella chiave prima che lui se ne andasse. Aspettai qualche giorno, poi decisi di introdurmi a tarda sera furtivamente nell'abitazione di Livio in modo da spiare quel che facevano e scoprì la verità. Appena mi introdussi nel corridoio sentì ansimare dalla camera da letto. Mi avvicinai e, attraverso la porta socchiusa, scorsi loro due nudi intenti a fare sesso. La mia amica aveva proprio ragione! Ma volevo osservarlo con i miei occhi e lo vidi eccome! Leo, il mio ragazzo, era praticamente la donna. Oltre a succhiare il cazzo, se lo faceva mettere anche nel culo. Da un lato rimasi sconvolta a guardare ciò che facevano, dall'altro lato, per una sorta di libidine inconscia mi piaceva osservare. Rabbia, desiderio e frustrazione si mescolarono torbidamente nel mio cervello. Vedere Leo schizzato nel culo dall'altro fu assistere all'apice della porcata e ammetto di essermi pure bagnata. Si baciavano in bocca come due fidanzatini, non ci potevo credere. Forse avrei accettato tutto ma la cosa che mi fece più male fu quando Leo, durante il rapporto, ammise di non eccitarsi con me. Fu così che, presa dalla rabbia, spalancai la porta e, alzando la voce esordì così:"Non ti faccio rizzare l'uccello vero? Eh certo perchè al signorino piace prenderlo nel culo! Sapete che vi dico? Siete due stronzi oltre che froci". Sbattetti la porta e andai via. Si, lo sò, mi pento di averlo fatto, fu un momento di rabbia. Dopotutto loro stanno bene così. Le sfuriate servono davvero a poco dato che Livio mi ha inviato pure una denuncia per violazione di domicilio. Solo grazie alla mediazione di Leo, l'ha poi ritirata. E' proprio vero, le carte di Renata non sbagliano mai!
lunedì 14 gennaio 2019
Farcita a doppio insieme al mio amico
Mi chiamo David. Diego è il mio migliore amico. Ci conosciamo dalle scuole medie. Gli voglio bene e penso che difficilmente direi di no a qualsiasi sua richiesta. Lo scorso anno mi fidanzai con Giulia, una gran gnocca mora. Diego invece era single e si invaghì pazzamente di Giulia. Stavo con lei da un paio di mesi quando Diego mi chiese apertamente:"Dai David fammela scopare mi piace troppo". Gli sorrisi e risposi:"Guarda, per me non ci sarebbero problemi ma io non sono Giulia. Vai da lei e chiediglielo se hai le palle...". Mi disse:"Ma no, come cazzo faccio!!!". Stufo della sua ossessione e del fatto che mi martellava di continuo per averla, gli proposi:"Facciamo così, esci con noi, magari gli sei simpatico e te la dà...". Iniziammo ad uscire in tre per andare a mangiare la pizza, un panino o per vedere un film al cinema. Infondo a Giulia Diego era simpatico. Tuttavia, quando le spiegai che da lei voleva più dell'amicizia, essendone follemente invaghito, Giulia mi guardò in modo strano e commentò:"Ma dico, ti sembra normale che dovrei andare a letto con il tuo miglior amico per tirarlo su di morale? Fammi capire sto insieme a te o a lui! Ah! Questa poi! Non gliela darò mai!". Lasciai stare e riportai a Diego ciò che mi aveva detto Giulia precisando:"Mi sà che proprio non vuole mio caro...". A quel punto Diego spiegò:"Tranquillo David, ho un'idea! Se Maometto non và alla montagna allora sarà la montagna a venire da Maometto!". Risposi:"Cos'hai in mente? Che diavolo pensi di fare?". Mi propose:"Allora David, tu devi solo farmi nascondere a casa tua mentre fai l'amore con lei. Ma ti dico io in che posizione: tu steso sul divano che le scopi la figa e lei sopra di te. Così io arriverò furtivamente e le scoperò il culo. Vedrai ce la faremo insieme, sarà stupendo". L'idea mi sembrò un pò pazza e ardita, sul momento, ma mi convinse, gli riposi:"Va bene grande stratega, facciamo come dici tu, spero solo che non ci mandi entrambi affanculo come dovrebbe...". Il momento topico arrivò. Diego era nascosto, come d'accordo, nel cesso. Avevo da poco iniziato a penetrare Giulia nella fica. L'atmosfera era molto piacevole ma fu interrotta da qualche rumore che insospettì Giulia. Pensai tra me e me:"Quel coglione potrebbe stare più attento accidenti!" E mi veniva quasi da ridere, ma non potevo farlo davanti a Giulia. Anzi dovevo sostenere la parte e lo feci dicendo che magari era stato il gatto. All'improvviso Diego arrivò tutto nudo alle spalle di Giulia e con disinvoltura puntò il culo col suo cazzo duro e glielo piazzò dentro. La "povera" e ignara Giulia ebbe un sussulto e si rese presto conto che l'altro era Diego, il mio temerario amico. Giulia fece un pò di storie ma alla fine prendere due cazzi insieme che la riempivano tutta le piaceva eccome. Diego si tolse anche la soddisfazione di prenderla un pò in giro dopo il suo chiaro rifiuto di alcuni giorni prima dicendole:"Bhè, Giulia, visto che eri così ostinata a non darmi la fica ho pensato di prendere il tuo bel culo, sono uno che si accontenta infondo...". Giulia in quel frangente avrebbe voluto ammazzarlo e gli rispose"Stronzo!", poi aggiunse:"Siete due maiali, degni amici". Ma io proseguì:"Degni amici anche di scopate!" e poi fu solo silenzio e godimento con i nostri cazzi che la massaggiavano tutta e il suo viso stravolto dal piacere. Fu proprio una splendida doppia cavalcata di piacere e alla fine omaggiammo la signorina con abbondanti schizzi di sborra, una buona dose le farcì amorevolmente il culo e la fica. Il resto dello sperma glielo demmo in bocca e sulle tette. Fù davvero fantastico, spero proprio che l'esperienza si possa ripetere quanto prima...
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giovedì 10 gennaio 2019
Vicini viziosi
Mi chiamo Dario. Ero sposato con Sonia ma, dopo 10 anni di matrimonio, scoprì che se la intendeva con un altro. La separazione fu inevitabile. Fu così che conobbi Dino, un uomo che abitava nel mio palazzo. In breve diventammo amici e iniziammo a confidarci. Uscivamo spesso insieme, andavamo nei locali e chiacchieravamo davanti ad una birra. Dino aveva una storia simile alla mia soltanto che si era separato dalla moglie da molto più tempo rispetto a me. Si parlava di tante cose, di lavoro, della vita e poi, naturalmente, i discorsi vertevano anche sul sesso. Forse, complice la delusione avuta, notai subito che non gli piaceva tanto parlare di altre donne esattamente come a me. Una sera, dopo un paio di birre, gli chiesi:"C'è una trasgressione che faresti, qualcosa che non hai mai potuto realizzare finora?". Lui arrossì un pò, poi rispose:"Sai, è una cosa un pò strana: vorrei provare con un uomo ma entrambi vestiti da donna". Gli risposi:"Accidenti, ma è la mia stessa fantasia! E mi è venuta proprio dopo la separazione!". Lui replicò:"No, io lo penso da tempo, fin da prima del matrimonio addirittura...". Allora io gli risposi:"Bhè, dovremmo proprio provarla che ne dici?". Lui scoppiò a ridere e poi disse:"Chi? Io e te! Ma dai! Se ci conosciamo da pochissimo...". Io replicai:"Bhè, però usciamo quasi tutte le sere e, a dire il vero, tu mi piaci! Lui restò in imbarazzo qualche secondo, poi rispose:"Bhè, onestamente anche tu mi piaci, mi trovo bene con te... ma non sò se anche in quel senso". Passarono un pò di giorni, l'argomento scottante fu accantonato per un pò. Poi io lo ripresi, dicendogli:"Senti, ma tu ti sei già vestito da donna?". Lui mi rispose:"Si, qualche volta mi piace essere Diana la mora". Riposi:"Wow! Io potrei essere Daria la bionda!". Un giorno, sempre più intrigato dalla situazione, bussai alla sua porta e gli chiesi:"Senti, che ne dici se per gioco ci vestissimo insieme, giusto per vedere come stiamo...". Lui sorrise e disse:"Ok, dai, vieni accomodati". Avevo già comprato alcuni indumenti e le scarpe col tacco che tenevo in una busta. Pian piano ci vestimmo, lui mi diede una mano dato che era più esperto. Dario e Dino scomparvero per un pò per lasciare spazio a Diana e Daria, due belle troie in tacchi calze e reggicalze. Ci guardavamo e l'atmosfera diventava sempre più intrigante. Del resto entrambi avevamo quel sogno proibito nel cassetto. Bastò iniziare un pò a stuzzicarsi lingua a lingua che iniziarono dei bei brividi di piacere. Era proprio piacevole baciarsi, al punto che ci prendemmo sempre più gusto stesi sul suo divano letto. Solo che non ci conoscevamo ancora bene intimamente. Dino (o Diana) mi fece capire che si sarebbe lasciato penetrare e così io andai dietro di lui accarezzandogli le natiche. Ma mi resi conto di non essere predisposto per quello dato che non riuscivo davvero ad avere l'erezione in tale frangente. E così riprendemmo a giocare, a coccolarci. Notai il suo cazzo bello duro, molto più imponente del mio tra l'altro. A quel punto ci rendemmo entrambi conto di chi avrebbe fatto il maschio. Glielo accarezzai, glielo segai un pò e riprendemmo a baciarci con passione. Poi ci fu un momento estasiante quando finimmo meravigliosamente a 69. Glielo succhiai con dedizione mentre lui leccava la punta del mio. Continuai a succhiare ed anche lui lo prese in bocca. Lui ha proprio un bel cazzo ma dice che il mio è molto piacevole da leccare e così me lo leccò un altro pò portandomi all'eccitazione profonda. A quel punto non esitai a mettermi a pecorina offrendogli il mio buco del culo vergine. E lui non si fece certo pregare ed entrò col suo randello piazzandolo totalmente dentro di me. Provai dolore e piacere insieme. Mano mano che me lo spanava a suon di colpi di cazzo, il piacere superò nettamente il dolore ed andai in estasi mentre mi scopava tenendomi per i fianchi. Non volevo altro che essere fottuto da lui e lui lo fece per un tempo interminabile finchè sentì esplodere il suo liquido caldo e copioso dentro di me. In quel frangente lui allungò una mano da dietro smanettando il mio cazzo che esplose a fiume all'istante. Dopo gli orgasmi respiravamo entrambi affannosamente ed eravamo appagati e felici. Adesso continuiamo ad andare a bere nei locali ma... Diana e Daria sono sempre pronte a saltar fuori per placare dolcemente le nostre torbide voglie sessuali...
mercoledì 9 gennaio 2019
Coinquilina trans
Mi chiamo Lia. Giada è la mia coinquilina. Siamo entrambe studentesse. In realtà non sapevo molto di lei, ci incontravamo poco prese dalle lezioni all'Università. Ma un pomeriggio eravamo tutte e due a casa ed io avevo una gran voglia di fare sesso. Seduta sul divano, me la stavo sgrillettando nervosamente sopra le mutandine dato che un ragazzo mi aveva appena dato buca. All'improvviso comparve Giada che carpì al volo il mio stato di eccitazione. Con totale disinvoltura mi piazzò la lingua in bocca. Non mi andava tanto l'idea di farlo tra donne ma ero così vogliosa che accolsi quel bacio come un disperato nel deserto gradirebbe una bottiglia d'acqua fresca. Ma ecco che arrivò inaspettato il mitico colpo di scena: Giada, in realtà, non è esattamente una donna e rivelò in quel frangente la sua vera natura. Eh già, lei è un trans e mi mostrò il suo cazzo. Per un attimo mi sentì spaesata, davvero non me l'aspettavo una cosa del genere ma quel pisello mi sembrò fantastico quando lo presi delicatamente in mano. Incitata da Giada le leccai le tette mentre mi sditalinava un pò. Poi ebbi un momento di dubbio, di perplessità, non ero tanto sicura di voler continuare. Ma lei mi mise davanti quell'uccello domandando spudoratamente:"Sei sicura che non ti và?". A quel punto, spinta dall'astinenza sessuale, lo presi in bocca, lo succhiai e lo leccai mentre Giada mi accarezzava i capelli con dolcezza. Poi fu lei a slinguazzare la fichetta depilata e umida facendomi sciogliere del tutto. A quel punto fui pronta per ricevere il randello dritto nella fregna ormai bella bagnata. Mi adagiai soavemente sul divano mentre lei mi stantuffava meravigliosamente a pecorina: cavolo se ci sapeva fare! Mi scopava e mi accarezzava le tette conducendomi lentamente al piacere più inebriante. Continuai ad assaporare il gusto sublime della goduria mentre me lo dava tutto dentro a candela e poi a missionaria. Mi scopò a fondo alternando ritmi lenti ad improvvise accelerazioni. Ad un certo punto esplosi e venni stupendamente mentre lei, prossima all'orgasmo, sfilò languidamente il cazzo dalla fica sborrando pochi istanti dopo lo sperma bollente sulla mia coscia. Mmmm! Come mi fece godere e sentire porca! E' proprio bello avere una coinquilina così e sapere che, quando i ragazzi vengono meno, c'è lei a consolarmi con il suo instancabile randello.
venerdì 4 gennaio 2019
Lo zampino dell'amica
Mi chiamo Nadia. Conobbi per caso Fulvio ad una sagra e ne nacque una bella e intensa amicizia. Poi però ci perdemmo di vista per un pò. Intanto io fui assunta come segretaria di un'importante azienda. Dal momento che la davo regolarmente al direttore, Rossini, quest'ultimo mi concedeva abbastanza poteri decisionali nella conduzione del lavoro. Per questo motivo, quando Fulvio si presentò al colloquio per l'assunzione io feci in modo che venisse preso. Naturalmente lui mi ringraziò. Gli voglio proprio bene ed è un vero gentleman dato che con me non ci ha mai lontanamente provato. Bhè, forse io credevo che fosse un gentleman ma poi mi resi conto che in realtà aveva un'orientamento sessuale differente dallo standard. Ne ebbi la conferma quando mi disse di essersi seriamente invaghito di un altro dipendente, Rogerio, un bel fusto. Naturalmente quest'ultimo, da buon etero convinto, non se lo filava. Mi dispiaceva vedere il mio amico soffrire e così, dati i miei ampi poteri, inventai una sorta di convocazione in modo che, col mio zampino, i due potessero avere un approccio. Feci accomodare entrambi nel mio ufficio e gli spiegai che dovevano prestarsi ad un test particolare ordinato dal direttore: dimostrare di essere disposti a tutto, anche ad accettare le situazioni più difficili. Fu cosi che li feci spogliare armeggiando un pò con i loro cazzi. La prima parte del test era un bacio tra di loro. Fu a quel punto che Fulvio finalmente capì che tutto ciò lo stavo facendo esclusivamente per lui. Rogerio naturalmente trovava difficoltà ma iniziò a cedere nel momento in cui dissi a Fulvio di spompinarlo. Quando poi li feci mettere uno sopra l'altro per dar vita ad un eccitantissimo 69 al maschile (con Fulvio sopra e l'altro sotto), Rogerio si lasciò andare del tutto al piacere. A quel punto fu facile farli scopare splendidamente a candela col mio amichetto che si prendeva il randello dell'altro tutto dentro al culo. Fulvio non nascondeva per nulla il godimento e viveva l'esperienza in modo passionale il che innescò dei leciti dubbi in Rogerio riguardo all'omosessualità del mio tenero amico. Non sciolsi questo interrogativo finchè Rogerio non godette schizzando abbondantemente in bocca a Fulvio. A quel punto dissi a Rogerio la verità e gli imposi di mettersi con Fulvio altrimenti, dati i miei poteri, avrebbe perso il lavoro. E così mi assicurai che il mio amico del cuore ricevesse regolari dosi di cazzo ed altrettante di sperma anche senza la mia presenza. E intanto io continuavo a farmi sfondare la fregna e il culo da quel porco del direttore. Vale la pena però di darla perchè... è bello il potere!!!
giovedì 3 gennaio 2019
La vedova consolabile
Mi chiamo Valerio. Giacomo era il mio migliore amico, purtroppo perì improvvisamente a causa di un brutto incidente d'auto. La sua donna, Martina, è proprio un gran pezzo di femmina. Mi è sempre piaciuta, lo ammetto. Inoltre lei alimentava le mie fantasie erotiche dato che è nata per provocare. Incurante perfino della gelosia di Giacomo, sfoggiava sempre look provocanti. Ricevere gli sguardi interessati degli uomini era per lei una botta di vita, come forse per la maggior parte delle donne sexy, sempre in cerca di conferme. Martina è stata sempre un bocconcino prelibato ma mi sono sempre trattenuto dal provarci con lei per via dell'amicizia storica con il buon vecchio Giacomo, pace all'anima sua. Ma a volte la vita ti indica qualcosa, ti dà dei segnali che è difficile ignorare. Era trascorso un mesetto circa dai funerali quando all'improvviso me la ritrovai seduta sullo sgabello di una birreria con un look altamente seducente: indossava una gonna nera corta che lasciava tranquillamente vedere le balze delle autoreggenti e, come se non bastava, calzava delle scarpe rosse col tacco provocantissime da far rizzare il cazzo a chiunque. Compresi subito che il suo lutto era da intendersi di brevissima durata e che cercava chiaramente di essere corteggiata da un uomo. Conciata così sexy avrebbe di sicuro trovato qualcuno che se la sarebbe fatta senza troppi scrupoli. E allora pensai bene che magari potevo essere io il fortunato. Ma si, meglio il caro Valerio che un completo estraneo! Ad ogni modo la salutai, lei mi sorrise. Chiesi di potermi sedere al suo fianco offrendole da bere e Martina rispose di si. Le chiesi come stava, disse:"Così così, non al meglio, dopotutto eravamo insieme da un bel pò...". Da un lato era un pò triste ma dall'altro le leggevo palesemente in viso la voglia di far sesso. E allora le suggerì che doveva farsi forza, che la vita continua, insomma le solite cose che si dicono in queste circostanze. E poi iniziai ad accarezzarle le splendide cosce adornate dalle autoreggenti. Martina si sorprese un pò della mia audacia ma mi lasciò fare. Anzi, per la verità le allargò proprio le cosce ed io gliele baciai minuziosamente. In men che non si dica l'avevo bella e spogliata ed anch'io non avevo più i vestiti. Iniziai ad accarezzarle la figa infilando poi le dita dentro. Le piaceva ma mi ricordò che Giacomo era deceduto da poco. Non sapendo come convincerla a proseguire quel piacevolissimo approccio, mi venne fuori un'idea. Le dissi che Giacomo sarebbe stato contento che la sua donna fosse stata con il suo miglior amico. A quanto pare Martina restò affascinata da ciò e mi spompinò. Il cazzo era diventato ormai durissimo, pronto a cercare le sue carni intime. E cosi la ingroppai a candela, poi a missionaria, di lato e, dulcis in fundo, da dietro. La scopai praticamente in tutte le posizioni. Fu davvero delizioso quando se ne venne dolcemente a pecorina. Ma io ero ancora carico. E così ci pensò lei a farmi godere mostrandomi le sue doti eccelse di gran pompinara. Mi succhiò divinamente il cazzo, con assoluta dedizione, finchè le schizzai copiosamente in bocca. Lei accolse il nettare bollente gustandolo a fondo e in quel momento raggiunsi davvero l'apice del piacere toccando il cielo con un dito e compresi perfettamente quanto fosse splendidamente troia... I giorni seguenti mi disse che non se la sentiva di avere una nuova relazione ma l'importante è che, di tanto in tanto, si fà dare una bella bottarella da brava vedova consolabile... Active Search Results
domenica 23 dicembre 2018
Quando la zia ci fece giocare
Mi chiamo Rosalba (mini nera, scarpe bianche). Ho una sorella di nome Giuliana. Nostra madre Teresa ci ha imposto, fin da piccole, un'educazione severa. Insomma, mai troppo scosciate e scollate per uscire con rientri a casa entro le 23. Io e Giuly siamo due biondine niente male e sappiamo di piacere ai ragazzi. Tuttavia, per paura degli incazzamenti di mamma, avevamo sempre limitato le uscite e dato meno confidenza possibile, compreso rilasciare numeri di telefono, proprio per evitare discussioni a casa. Siamo insoddisfatte dunque? Bhè, magari non proprio, perchè alle volte le situazioni evolvono in modo del tutto imprevisto. Mamma ha una sorella di nome Rosaria, nostra zia. Di lei abbiamo saputo sempre poco, non la vedevamo quasi mai e non sapevamo nemmeno che tipo di vita conducesse. Finchè, un bel giorno, zia Rosaria si presentò sotto casa e bussò alla porta proprio quando mamma stava fuori per lavoro. Mi colpì subito la scia di profumo che emanava nonchè il look: minigonna dai colori sgarcianti, calze autoreggenti e scarpe abbinate alla gonna. Una bella donna, indubbiamente, ma con un outfit quasi da mignotta di lusso. Va bhè, lasciamo perdere. Si accomodò su un divano, io e mia sorella stavamo sedute su quello di fronte. Bevemmo un drink, dialogammo un pò, e lei cifece i complimenti per come eravamo carine. Mia sorella ricambiò particolarmente sottolineando il look della zia e spiegando che a noi non era concesso vestire in modo così provocante. Rosaria aveva le idee chiaro, oltre ad un fascino da vendere. Si avvicinò a mia sorella facendole apprezzamenti sempre più decisi. Giuly non solo li gradì ma lasciò che la zia, dichiaratasi lesbica senza mezzi termini, ma si lasciò palpare e baciare dalla nostra parente. Inizialmente provai un forte imbarazzo e avrei voluto che la smettessero. Poi, quando la zia aprì spudoratamente le cosce, permettendo a mia sorella di leccare, mi resi conto che avevamo abbondantemente passato il limite. La zia è una gra troia, non mi voleva certo solo come spettatrice imbarazzata e piagnucolona, e così trovò il modo di coinvolgermi. E lo fece nel modo più subdolo, con la complicità di mia sorella. Ci spinse una verso l'altra in modo che ci baciassimo. In passato non era mai accaduto nulla tra me e Giuly ma in quel momento mia sorella sembrava davvero presa e mi baciò con passione inimmaginabile. Non potetti tirarmi indietro e corrisposi il bacio. Ero ancora scettica ma la zia era convincente con il suo modo di parlare. E così io e Giuly finimmo per leccare una tetta a testa di donna Rosaria. La zia spalancò le cosce mentre limonava arditamente con Giuly e mi offrì la sua figa calda e umida da leccare. Un pò titubante iniziai ad assaporare la prima passera della mia vita che tra l'altro aveva un sapore davvero gradevole. A quel punto mi ero eccitata anch'io. Incoraggiata dalla zia, continuai a leccare la fregna matura. Poi fui io a leccare il culo della zia, sgrillettandole la fica, mentre quest'ultima slinguazzava con ardore la patatina di mia sorella. A quel punto mia sorella si mise a leccare zia Rosaria che intanto si divertiva a slinguazzare la mia fregna. Il piacere che provai fu cosi forte da venirle copiosamente in bocca. Poi mi misi sotto mia sorella, le aprì bene le chiappi e le leccai la passera fradicia di umori mentre la zia, più troia che mai, si dedicò al buco del culo di Giuly. Anche Giuly tremò e venne ma ormai gli orgasmi non si contavano più. Leccata da mia sorella, e con gli immancabili commenti di Rosaria che mi stava vicino, godetti ancora in bocca a Giuly. Sfinite da quel triangolo focoso, ci rendemmo conto che il tempo era volato. Zia Rosaria si rivestì in fretta e andò via salutandoci al volo. Aveva decisamente timore di incontrare mia madre ormai prossima a rientrare a casa dal lavoro. Quando mamma Teresa tornò le raccontammo che zia Rosaria era stata a casa per una visita. Mia madre, ignara dell'accaduto, chiese ingenuamente:"E' andato tutto bene con vostra zia?". Risposi:"Oh si, benissimo, abbiamo parlato per tutto il tempo, è proprio una tipa simpatica, prodiga di consigli, soprattutto è disponibile, molto disponibile!". Giuly faceva fatica a trattenere le risate mentre la mamma rispose:"Ah, mi fà davvero piacere...". A questo punto spero proprio che zia Rosaria venga a trovarci più spesso!
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Sedotta da mia figlia
Un saluto affettuoso da Mara, la mamma di Eleonora. Come abbiamo visto precedentemente, beccai mia figlia a masturbarsi con i tacchi. Tutta la notte ripensai a quella scena. Alcuni giorni dopo si ripresentò la stessa situazione. Lei si diede da fare nuovamente con quel gioco solitario. Stavolta però non fui così scaltra a spiare in incognito e lei si accorse della mia presenza proprio appena raggiunto l'orgasmo. Sentitasi "violata" nell'intimità mi diede della bigotta repressa. Risposi d'istinto che la porcella era lei. Ma poi tra noi tornò rapidamente il sereno. Del resto sapevo che stava nervosa per via della fine della relazione col suo ex. Iniziammo a dialogare e lei mi confidò che, in passato, aveva avuto esperienze anche con qualche ragazza. Questa confidenza, unita a ciò che le avevo visto fare poco prima, mi turbò di brutto. Ammetto che fui percorsa da brividi di torbido piacere. Lei ovviamente se ne accorse e ne approfittò per approcciare. Finimmo per baciarci e quella fu la scintilla per avviare un pomeriggio incestuoso tra donne. Eravamo nude, calde ed eccitate. Lei si dimostrò a suo agio nel leccarmi amorevolmente la figa, data la sua esperienza. A quel punto abbandonai del tutto e di colpo lo status di madre bigotta, che mi aveva contraddistinto fino ad allora, e cercai di ricambiare le sue attenzioni. Assaporai le sue intime carni mentre stava messa a pecorina. Poi lei si girò mostrando la sua fica giovane e pelosetta nel suo pieno splendore. Rimasi a contemplarla qualche secondo pronta a gustarla ancora, ma fu lei a condurre il gioco, ad insegnarmi, di fatto, come si scopa tra donne. Eh si, ignoravo cosa fosse la forbice, ma la mia amata "maestrina" me lo spiegò con un'applicazione pratica: si muoveva sopra di me con ardore e le nostre passere, frugandosi tra loro, ci trasmettevano inebrianti sensazioni di piacere. La vidi tremare tutta e mi resi conto chiaramente che aveva raggiunto l'orgasmo in quel modo. Ma io non ero ancora del tutto appagata. Ci pensò Ely a portarmi all'amplesso. Mi leccò prima la fica mentre stavo stesa a pancia sopra, poi proseguì slinguazzandomi il culetto a pecorina per interminabili minuti. Fu cosi che raggiunsi il punto massimo del piacere venendo intensamente. L'allieva dette una bella lezione all'adulta e, senza dubbio, entrambe godettero parecchio. Che dire, per tutta la vita ho sempre cercato l'uomo adatto per una relazione e non è mai andata bene, vuoi vedere che l'amante ideale è proprio mia figlia?
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martedì 18 dicembre 2018
Amore tra rivali
Sono Sara, potete ammirarmi bene nei primi tre scatti. Bella gnocca, non è vero? Sono molto corteggiata dagli uomini, lo ammetto. Oggi però voglio parlarvi di una situazione in particolare. Conobbi Silvio per caso in un bar e Sandro, un mese più tardi, alla fermata dell'autobus. Entrambi erano interessati a me ma, all'inizio, nessuno dei due sapeva dell'altro. Quando accettai, in amicizia, un invito per mangiare la pizza con Silvio accadde un imprevisto e cioè che incrociammo Sandro all'uscita dal locale. Ebbene, tra i due furono subito scintille. Le solite cose che succedono: chi sei tu, chi non sei... Tentai di mettere pace invano. Silvio iniziò a dire all'altro:"Scordatela è mia..." e cose del genere. Ma Sandro gli rispose per le rime, asserendo:"Col cazzo! E' tutto da vedere!". In realtà erano entrambi simpatici ma non amavo nè ero particolarmente attratta da nessuno dei due. Questo tormentone della disputa amorosa tra i due si prolungò per mesi. Ognuno chiedeva quante volte e per quanto tempo mi ero vista con l'altro. La situazione cominciò a diventare insopportabile, decisi di dare il benservito ad entrambi anche come amici affinchè le polemiche e gli scontri terminassero. Ma, proprio mentre stavo per farlo, Silviò mi telefonò dicendo che loro due volevano parlarmi. Incuriosita li feci venire a casa mia. Dopo aver bevuto un drink accaddero degli eventi del tutto inaspettati. I due ragazzi dissero chiaramente di non voler più fare la guerra per ottenermi. Da un lato tirai un sospiro di sollievo (almeno non ci sarebbero stati spargimenti di sangue ahaha, scherzo!). Dicono che l'odio e l'amore sono separati da una linea molto sottile. Devo riconoscere che è vero. La loro competizione, i loro dissapori, pian piano si trasformarono. Probabilmente credevano di amare me, ma sotto sotto, il tenero c'era tra boys, solo che io non me ne ero mai accorta e, forse, nemmeno loro. Fatto stà che, dopo quella dichiarazione di pace, ne seguì un pompino che Silvio praticò a Sandro senza troppi convenevoli. Sono una ragazza di mondo ma restai davvero sorpresa, e perchè no, intrigata, da ciò che stava succedendo. Sò bene che, anche alle mie amiche più troie, non è mai capitato di osservare da vicino due uomini che si succhiano il cazzo a turno e che scopano. Invece è proprio quello che vidi e, ad esser sincera, nell'eccitazione, mi feci anche leccare la fica. Io stavo vicino ai due, a stretto contatto, ma erano loro gli "interpreti" principali. Succhiate di cazzo e inculate praticate con grande passione furono gli ingredienti basilari con Silvio che si rivelò il passivo tra i due, quello che se lo fece mettere nel culo, per intenderci. E, alla fine, dopo reciproche e bollenti succhiate di cazzo, arrivarono le sborrate, copiose per entrambi. Nella fattispecie Sandro schizzò sul corpo dell'altro che si lasciò inondare dalla colata calda di seme. Fu il momento topico di quella grandissima porcata tra maschi dai risvolti romantici. Eh si, perchè quei due si piacevano davvero, non solo per il sesso. Ed io fui l'inconsapevole cupida, la musa ispiratrice, che spinse l'uno dritto tra le braccia dell'altro.
una superfiga
due amorevoli nemici
venerdì 14 dicembre 2018
Mia figlia usa i tacchi non solo per camminare
Il mio nome è Mara. A volte mi chiedo: dove ho sbagliato con mia figlia Eleonora? Partiamo da lontano. Sono separata da mio marito ed ho un compagno con cui non intrattengo un rapporto soddisfacente. Mia figlia Eleonora è davvero una bella ragazza, una bionda che salta all'occhio, ma è ribelle di natura. Credevo che avesse trovato il suo equilibrio quando si fidanzò con un tizio di nome Giacomo ma, ad un tratto, lui decise di lasciarla. A quanto pare frequentava un'altra ragazza, forse meno bella di Eleonora, ma mentalmente meno instabile. E così mia figlia attraversò un periodo di depressione, finchè un giorno assistetti ad una scena hot, difficile da gestire per una mamma. Eleonora ha sempre parlato a voce alta, ricordo bene quando da bambina, per attirare l'attenzione dei maschietti, faceva le telecronache delle partite di calcio. Eh si, è una tipa estrosa, vivace, molto più di me. Un giorno la vidi tutta nuda in salotto, aveva soltanto le scarpe col tacco ai piedi. Incuriosita decisi di spiarla. Pian piano mi resi conto che il suo intento era quello di usare il tacco della scarpa per masturbarsi fino al raggiungimento dell'amplesso. Non solo guardai ciò che fece ma sentì pure tutti i suoi commenti espressi a voce alta, inclusi quelli su di me, non molto positivi. Per lei sono una bigotta, incapace di fare cose del genere. Dopo averla osservata venire entrai in salotto sostenendo la parte della mamma severa, le dissi:"Vergognati di queste zozzerie! Rivestiti!". Ma, quando mi ritrovai la sera da sola nel letto, ripensai a ciò che avevo visto fare a mia figlia con tanta disinvoltura e provai un senso di torbido piacere manifestato dall'umidità nella mia vagina. Sto cominciando a pensare che forse, dopotutto, io e lei siamo meno diverse da quel che sembra e che, probabilmente, ho io da imparare qualcosa da lei per essere meno bigotta. Chissà... Vedremo!
La giornata erotica di Cinzia
Mi chiamo Cinzia. Sono una donna sposata di indole piuttosto tranquilla, o almeno così credevo. Tuttavia, con la complicità di alcuni eventi inaspettati, ho scoperto, col tempo, una parte di me che mai avrei immaginato potesse venir fuori. Questo cambiamento avvenne quasi per caso. Non mi sono mai sentita bella anche se, per alcune persone, lo sono. Tutto ebbe inizio a causa di un contrattempo. L'utilitaria, con la quale di solito esco, era in revisione dal meccanico. Proprio quella mattina Rosaria, amica di vecchia data, mi voleva a casa sua per chiacchierare. Ispirata da una vena diversa dal solito mi preparai un pò più figa del solito (gonna nera un pò sopra il ginocchio, tacchi alti, camicetta scollata, trucco e rossetto) e scesi di casa recandomi al bar per fare colazione. La giornata ebbe subito un inizio interessante dal momento che il barista, solitamente avaro di complimenti, esclamò senza mezzi termini: "Signora, oggi è davvero una gran gnocca!". Conoscendolo da una vita risposi semplicemente con un grazie e accennai un sorriso. Consumai il cappuccino. Uscì dal locale e mi avviai alla fermata dell'autobus. In meno di mezzora giunsi a casa di Rosaria. Stava in vestaglia, sotto non potetti fare a meno di notare le autoreggenti. Ci sedemmo sul divano e iniziammo a conversare davanti ad un buon caffè. Anche lei, come il barista, fu prodiga di complimenti, affermò:"Amore, ma stai una favola!". Da ciò che disse dopo mi resi subito conto che la sua vita di coppia non andava bene e che il marito la trascurava. Rosaria si lasciò sfuggire che il coniuge aveva in realtà problemi di erezione. Continuammo a dialogare ma la vedevo sempre più eccitata, probabilmente da tempo inappagata intimamente. Ad un tratto la sua mano audace mi accarezzò una gamba e mi disse:"Quanto vorrei un corpo caldo con cui godere". La mia amica non aveva mai parlato in questi termini, segno evidente che stava davvero male, in astinenza sessuale. Quasi per far coraggio a sè stessa tirò fuori le tette ed esclamò:"Guarda come stanno ancora sù, non sono mica da buttare, ma a lui non gli si alza nemmeno con queste...". Insistette, mi prese una mano e la spostò sulla sua tetta commentando:"Toccala! Non è bella?". Compresi bene che Rosaria non stava più nella pelle, avrebbe fatto sesso pure con una donna per appagarsi, nella fattispecie con me. Decisi di parlarle in modo chiaro per frenare i suoi bollenti spiriti:"Ehm, Rosy, si vede che hai voglia ma io non sono lesbica, non me la sento di stare con una donna...". Il volto di Rosaria si dipinse di delusione, mi disse:"Ti prego non te ne andare, non lasciarmi da sola...". Non sapevo proprio cosa fare: da un lato avrei voluto aiutarla, ma come forzare la mia natura verso qualcosa per cui non sono predisposta? Mi alzai in piedi e, in modo deciso esclamai:"Dai Rosy, adesso non sei in te, è meglio che vada via". Stavo andando verso la porta quando la sentì piangere e commentare:"Ti prego, non mollarmi anche tu...". Ritornai verso di lei e l'abbracciai, esclamai:"Dai, siamo amiche da tanto tempo, non piangere". L'abbracciai e lei mi strinse fortissimo. Le diedi un bacio in bocca per tranquillizzarla. Tornammo sul divano, parlammo un altro pò, lei era ancora intenzionata a fare sesso ma io non volevo lesbicare, però nemmeno deluderla. Uscì fuori una parte autoritaria di me, le strappai le mutande e la feci mettere a pecorina dicendole:"Vuoi godere? Allora facciamo a modo mio!". Rosaria annuì con la testa. Afferrai una spazzola che stava sopra il tavolino e l'affondai senza pietà dentro la sua figa già abbondantemente umida di desiderio. Affondai nella sua intimità a ritmi sempre più incalzanti sentendola ansimare a più non posso. Pur non essendo lesbica provai un perverso piacere nell'osservare che ciò che le stavo praticando la faceva godere in quel modo. Non le diedi tregua poi a un tratto rallentai volutamente per riprendere il ritmo poco dopo e portarla pienamente all'amplesso: lei se ne venne intensamente, il suo viso era sconvolto dal piacere. Quando tirai fuori la spazzola, il manico era zuppo di liquido figale. Lo avvicinai alla sua bocca e le intimai di leccare, le dissi:"Lecca il tuo nettare, troia!". Pur non toccandola direttamente nemmeno con un dito l'avevo resa ben felice. Dopo che si riprese dall'orgasmo, rimettendosi le mutande, esclamò:"Grazie cara, è stato fantastico!". Risposi:"Di nulla gioia". Poi, un pò preoccupata mi chiese:"Non è che questo intacca la nostra amicizia?". Risposi:"Tranquilla, è tutto a posto". Le diedi un bacio in bocca (che sapeva ancora della sua fica) e la salutai. Mi incamminai verso la fermata del pulman per tornare a casa ripensando a ciò che era accaduto avvertendo una certa umidità tra le cosce. Il tempo era trascorso velocemente, si stava facendo quasi sera. Ma la giornata non era ancora terminata, il clou sarebbe accaduto di lì a poco. Salì sull'autobus, timbrai il biglietto e mi piazzai in prossimità della porta centrale mantenendomi alla sbarra con la mano destra. Sull'autobus, semivuoto, c'era un uomo distinto in giacca e cravatta, di bell'aspetto, seduto in fondo. In men che non si dica me lo ritrovai alle spalle. Feci un passo avanti per creare una distanza ma lui si accostò nuovamente tenendomi per i fianchi. Il suo profumo era inebriante così come il suo cazzo che sentivo indurirsi sempre più sul mio culo. Mi sussurrò all'orecchio:"Stà buona che piace anche a te". Da un lato avrei voluto ribellarmi ma mi piaceva quel contatto. Lui si strofinò senza pudore sul mio culo leccandomi il collo. La figa, già intrigata dalle voglie saffiche della mia amica, cominciò a bagnarsi di brutto. Ansimava il tizio, finchè lo sentì raggiungere l'orgasmo mentre mi afferrava con vigore una tetta. Il liquido copioso passò attraverso il pantalone macchiando in abbondanza anche la mia gonna all'altezza del culo. Evidentemente non pago della sborrata allungò una mano sotto la gonna raggiungendo le mie mutandine. Mi sussurrò all'orecchio mordendolo:"Sei bagnata come una troia in calore..." e mi sditalinò con foga la fregna. Bastò veramente poco affinchè raggiungessi anch'io l'amplesso intensissimo. Mi sentì davvero appagata e troia come non lo ero mai stata. Sempre standomi alle spalle, sfilò il dito dalla figa e me lo porse in bocca affinchè io lo leccassi. Mi tremavano le gambe per l'emozione, l'imbarazzo e la goduta. Dovetti tornare rapidamente in me dato che la fermata di casa si avvicinava. Mentre scendevo mi diede una pacca sul culo, quel zozzone. Arrivai a casa ripensando al siparietto con la mia amica e soprattutto a quel gran maialone che mi aveva fatto godere come una porca. Ero ancora infoiata e vogliosa. Mi stesi sul letto tutta nuda e cominciai a toccarmi nuovamente pensando a quell'uomo che a stento avevo visto in faccia. Mentre stavo lì a trastullarmi sentì la porta di casa aprirsi all'improvviso: era mio marito che rientrava da lavoro. Arrivò in camera da letto e mi trovò in quel modo. Si gasò e si spogliò rapidamente saltandomi letteralmente addosso: non aspettavo altro che un'altra dose di sesso per chiudere in bellezza quella memorabile giornata. Mi chiavò a pecorina e di lato, intanto pensavo libidinosamente all'uomo dell'autobus. Godetti e venni mentre mi schizzava abbondantemente nella fregna. Euforica gli morsi pure una spalla. Lui mi guardò e disse:"Cavolo, come sei eccitata oggi, ma che hai fatto?". Risposi: "Niente sono solo andata a trovare la mia migliore amica...". Sorrise e replicò:"Bhè, discorsi tra donne ti hanno accesa magari, dovresti andarla a trovare più spesso...". Sorrisi e risposi:"Mmm forse dovrei andare più spesso a piedi e prendere l'autobus, rispetto all'auto fà di sicuro molto più bene alla salute!!!".
prima l'amica...
poi l'uomo dell'autobus...
e infine il dessert col marito....








































