Sfatare i tabù può portare ad assaporare il vero gusto del piacere trasgressivo. Tre amiche annoiate decidono di provare a divertirsi tra loro e i risultati appaiono davvero apprezzabili. Ci vuole poco a sconfinare la sfera della semplice amicizia rendendo il rapporto più simile a un "friends with benefits". Dopo i focosi baci iniziali, per rompere il ghiaccio, si prosegue con le leccate di fica. La bionda se la fa leccare dalla moretta più giovane e intanto la lecca alla mora più adulta. Alla fine, la ragazza si becca lingua in culo e dita in fica dalla bionda mentre limona con l'altra brunetta. Il risultato è che tutte e tre raggiungono l'orgasmo.
venerdì 27 febbraio 2026
Friends with benefits
Meglio l'incesto della depressione
Triangolo con gli zii
giovedì 26 febbraio 2026
Gioia del padre
Mi chiamo Gioia. Comimnciò tutto dalla poca virilità del mio ragazzo. Dopo i preliminari, prometteva sfaceli ma, alla fine, eiaculava precocemente senza arrivare a metterlo minimamente nella fica. Fu lì che mi venne in mente di soddisfarmi con mio padre Alfio. Lui avrebbe compreso di sicuro le esigenze della figlia. Ci andai a letto all'insaputa di mia madre e fu bellissimo. Leccava benissimo la fica e il suo cazzone duro mi appagò davvero. Confidai l'episodio increscioso a mia zia Clelia ma lei disse che non potevamo fare un torto del genere a mia madre Giulia. Del resto, loro due sono sorelle. Ma conosco il punto debole di mia zia, sono le donne. Così decisi di concedermi per ottenere il suo silenzio. Devo ammettere che fu piuttosto piacevole andare a letto con Clelia, con le donne è una gran porca ma io non sono certo da meno. Così posso stare tranquilla e andare a letto con mio padre. Ogni tanto devo darla anche a mia zia, per tenerla buona, ma non è affatto una pratica spiacevole.
mercoledì 25 febbraio 2026
Complicità indecente tra madri perverse
Mi Chiamo Teresa. Tutto cominciò con mio figlio Paolo che non riusciva a trovare le ragazze. Era così eccitato che, un giorno, mentre stavamo in cucina, decise di provarci con la sottoscritta. Mi baciò in bocca ed io mi lasciai trasportare. Dovevo recarmi al lavoro ma non ci andai. Glielo smanettai, poi lui mi penetrò con foga a pecorina. Non mi sembrava vero. Mi ero negata a colleghi adulti d'ufficio per poi darla a mio figlio. Continuò a scoparmi a missionaria. Poi a cavalcioni, su una sedia della cucina. Bella troia nuda in tacchi che mi facevo sbattere come una zoccola. Gli leccai la cappella, prima di prendere un'altra sublime dose di cazzo. Paolo non si contenne, mi schizzò copiosamente nella vagina mentre stavamo all'impiedi. E dopo ci baciammo con passione. Ero sconvolta ed eccitata al tempo stesso. Ne parlai con una giovane amica di nome Giovanna. Mi disse che sbagliavo, che dovevo consultare una specialista. Intanto mi venne voglia e la spogliai. Finimmo per fare sesso. Oltre a leccarcele, ci stuzzicammo pure accuratamente con il dildo. Ce ne venimmo entrambe, ovviamente. Ma decisi di andare comunque dalla psicologa. Le perversioni mi divoravano ma non potevo farne a meno. Conobbi Magda, la terapista. Quando le raccontai la storia incestuosa lei mi disse di smettere tale pratica. Tuttavia, notai invidia e malizia nel suo sguardo. Capì che predicava bene e razzolava male. Mi offrì del vino rosso, lo bevemmo insieme. Cominciai a provocarla, intuendo che ci sarebbe stata. Dopo il preambolo preliminare iniziale, ci ritrovammo nude e riuscì agevolmente a leccarle perbene la patata sul divano mentre lei di tanto in tanto rispondeva con le dita nella mia fica. La feci venire a furia di leccate. Poi, lei ricambiò di lingua e di dildo. Mi fece godere. Anche io le diedi una ripassata col dildo, dopodiché avallai la mia proposta indecente. Le chiesi se le sarebbe piaciuto andare col figlio ed emulare le mie gesta. All'inizio, ipocritamente, nego' di avere questo desiderio, poi lo ammise ma si domandava come tutto ciò potesse avvenire. Le illustrai il mio piano. Avrei agganciato il figlio. Una volta portato in albergo, gli avrei proposto un gioco erotico bendandolo. Al momento opportuno sarebbe saltata fuori lei, pronta ad interagire con l'ignaro ragazzo. Magda, adornata dalle autoreggenti, cominciò a sbocchinare da paura il figlio bendato, baciandogli pure le palle. Mauro, il giovanotto, era in estasi, dispensava apprezzamenti pensando che fossi io a praticargli il servizietto e non la madre. Infoiato, lo mise nella figa materna ma non mancò certo di piazzarglielo pure nel culo. Magda godeva alternando al piacere qualche smorfia di dolore ad accogliere il grosso randello tra le chiappe. Lui le disse che si trattava della migliore chiavata della sua vita. A sentire quelle parole mi si sbrodolo' la passera, anche perché ricollegai subito l'esperienza analoga avuta con mio figlio. Magda andava su e giù come una puttana in calore. Tolsi la benda a Mauro proprio nel finale, quando lui le aveva già piazzato l'uccello tra le labbra, pronto a eiaculare. Troppo tardi per tirarsi indietro! Sconvolto, spruzzo' a fiume nella bocca materna che accolse tutto il caldo seme. Sfogai l'eccitazione penetrandomi col dildo. Mauro ci dette delle malate e scappò via. Magda mi ringraziò per averla aiutata. La rassicurai spiegando che il figlio, prima o poi, l'avrebbe cercata per replicare. E infatti, qualche tempo dopo, il ragazzo cerco' di nuove le grazie materne. Quando vado a trovarla parliamo dei rapporti intimi coi nostri figli e poi lesbichiamo. Non è riuscita a curarmi affatto, anzi, sono io che ho reso pervertita e troia pure lei. Ma credo che le stia bene così.
martedì 24 febbraio 2026
I sussulti della modella
Mi chiamo Alessandra, sono una modella. A peggiorare la mia opinione sugli uomini contribuì un massaggiatore, Walter. E pensare che, all'inizio, sembrava molto gentile e professionale. Eseguì un buon massaggio solo che, a un certo punto, cominciò a farmi un discorso sulle esigenze degli uomini. In poche parole, spiegò che non mi avrebbe fatto pagare la seduta in cambio di attenzioni. Voleva una sega. Pur poco convinta, decisi di essere disponibile, anche perchè non mi sembrava una richiesta impossibiile. Lo masturbai ma lui disse di aver bisogno di qualcosa di meglio e mi fece intendere che avrei dovuto usare la bocca per soddisfarlo meglio. Finì in ginocchio a spompinare e quel porco mi schizzò pure in bocca. Lo raccontai alla mia amica e collega Monica durante uno shooting fotografico. Ma lei è una ciucciacazzi d'elite, comprese che quel tizio aveva un pò calcato la mano ma non ritenne l'episodio così grave. Al termine del servizio, le esternai il mio amore per le donne, oltre che per lei, naturalmente. Nonostante andasse abitualmente con gli uomini, affermò che non avrebbe mai scontentato una cara amica e così ci rilassammo insieme sul letto. Me le leccò prima lei e venni piuttosto presto e intensamente. Poi ricambiai e mi dedicai a lei. Dovetti impegnarmi un pò ma, alla fine, riuscì a farla godere profondamente.
lunedì 23 febbraio 2026
Infedeltà patologica della casalinga
Mi chiamo Mara. In genere, la domenica, alcuni colleghi di mio marito venivano a pranzo da noi. Si trattava di 4 o 5 uomini arrapati che mi desideravano ma io potevo offrire solo da mangiare, data la presenza del mio coniuge, Armando. Tempo dopo, decisi di invitare a casa uno di loro, Elio, il più carino, quando non c'era mio marito. Naturalmente mi feci trovare in tacchi e autoreggenti, pronta per essere scopata. Ci volle poco perchè Elio si fiondasse a leccarmi la passera, dopo alcune toccatine. Ed io ricambiai con un succulento pompino. Dopodichè, gli leccai pure il buco del culo e il cazzo da dietro. Successivamente, iniziammo a scopare. Lo presi in tutte le posizioni, ma univocamente nel culo. Era bellissimo sentire il suo cazzo che mi penetrava tutta. In una situazione di tale intimità, Elio mi ribadì di quanto fossero eccitati lui e i suoi amici quando venivano a pranzo la domenica, fantasticando di scoparmi. Gli risposi che ci avrei pensato io, se non ci fosse stato mio marito. Elio, mentre stava quasi per venire, mi confidò che lui e i colleghi, quando andavano via da casa mia, si sfogavano tra di loro. Penso che quella confessione bollente amplificò l'orgasmo di entrambi. Mi schizzò copiosamente nel buco del culo. Elio, in quel frangente, non se la sentì di descrivere i dettagli intimi dei rapporti coi colleghi, anche se credo che in seguito intenda farlo. Quello che intuì è che di sicuro non si limitavano ad un blando scambio di seghe. A mia nipote Enrica raccontai della scopata con Elio. La intrigai talmente che riuscì a coinvolgerla in una focosa lesbicata a base di baci, leccate di fica, dildo, e colossali reciproche pisciate sui seni nella vasca da bagno.
Soft con lei hard con lui
Mi chiamo Chiara. Volevo vederci chiaro nel rapporto con il mio ragazzo Piero. Da mesi preferiva leccarmi solo la fica invece di scopare. E così, un giorno, durante la solita pratica orale, cercai di farlo aprire. Mi disse di non essere geloso dei ragazzi che mi giravano attorno ma che quasi gli piaceva. Unendo i puntini, come si suol dire, mi resi conto che desiderava prendere un bel cazzo. Quando mi fece arrivare con la lingua, contattai subito uno dei miei amici, uno bisex che potesse fare "compagnia" a Piero. Quando arrivò l'ospite, Piero stava ancora sul letto sdraiato, in mutande, pronto a farsi inculare.
Una distinta signora matura
Mi chiamo Marika. Sono una donna matura, proprietaria di un negozio di abbigliamento. Per tre quarti della vita, sono stata una tipa tranquilla con un matrimonio normale, senza trasgressioni, senza eccessi. Non pensavo che le semplici avances di una ragazza, Daniela, potessero accendere la mia libidine occulta. Daniela veniva spesso nel mio negozio e mi sorrideva di continuo. Non immaginavo che si spingesse oltre al punto da venirmi a cercare a casa. Quando la feci entrare, mi riempì di complimenti come mai nessuno aveva fatto. Era decisa a sedurmi e ci riuscì. Dopo apprezzamenti sulle mie gambe, toccate di culo, scattò il bacio, bello, improvviso, irrefrenabile, carico di passione. Poi ci fu uno scambio di leccate di tette, prima lei, poi io ricambiai. E dopo finì per leccarmi assiduamente la fica, aiutandosi anche con le dita. Poco dopo, mi mise a pecora e lì mi diede una ripassata favolosa col dildo.Che ne era della donna vecchio stampo, tutta d'un pezzo? In pochi minuti divenni una indicibile troia che aveva solo voglia di farsi sfondare perbene. L'orgasmo arrivò sontuoso e poi ci baciammo intensamente. In quel frangente, tornò mio marito e ci beccò così, sul fatto. Mi chiese da quando mi piacessero le ragazze e io gli risposi... da quel momento. Adesso mi sento una vera porca, grazie a Daniela. E' stata così carina da lasciarmi il dildo, in modo che ne possa fare uso anche autonomamente...
venerdì 20 febbraio 2026
Target Squirt
Sono Sonia. Dopo la separazione ero nettamente in crisi. Mia figlia Loredana mi consigliò di conoscere Vera, una sua compagna di classe particolarmente affine alle donne mature. Ero scettica, data la mia esperienza esclusiva con gli uomini, ma andai a trovarla per pura curiosità. La ragazza mi seppe mettere a mio agio. Da quel che diceva, mi resi conto che era una sciupafemmine di donne mature. In poche parole, si era fatta praticamente tutta la Scuola, in tal senso: madri di compagni, professoresse e perfino la Preside. Da un lato volevo scappare via ma dall'altro quella tipa mi incuriosiva. Le ci volle poco per leccarmi la fica ed io già mi cominciai a sciogliere, anche se non sapevo cosa mi attendesse dopo. Cominciò ad usare dita e lingua dappertutto, poi prese lo strapon e mi castigò a pecorina, sia nella fica che nel culo e pure a cavalcioni. Dopodichè, mi mise a pecorina e continuò a rovistarmi con le dita. Mi sentì di esplodere e cominciai a squirtare come mai mi era capitato. Mi sentì una vera puttana nelle sue mani e sbrodolavo all'impazzata. Ad un certo punto, mi tremarono le gambe, ormai avevo goduto fino all'inverosimile. Si complimentò per il fatto che avessi indossato le autoreggenti ed i tacchi che mi fece tenere rigorosamente fino alla fine e mi ricordò di indossarli anche la volta seguente che ci saremmo viste. Quell'esperienza mi travolse, ero praticamente cotta di quella ragazza ma mia figlia mi ricordò di non cercare una storia esclusiva perchè sarei stata riempita di corna. Anche le mie amiche cercarono di mettermi in guardia. In realtà, quando andai a trovarle, non mi aspettavo che due conclamate succhiacazzi come loro si decidessero a spanarmi col dildo dentro la cucina avallando apprezzamenti sul mio culo. Con loro non squirtai, ma devo dire che stetti proprio bene. Forse mi aiuteranno a dimenticare Vera, anche se sogno ancora di farmi mettere a pecorina da lei e rovistare in ogni angolo delle mie fessure.
Trasgressioni di donne separate
giovedì 19 febbraio 2026
Vicine incontenibili
Mi chiamo Eva. All'inizio, francamente, la mia vicina, Marica, mi risultava un pò antipatica. Un pò perchè è più sexy di me e un altro pò perchè riscuoteva maggior successo con gli uomini. Ma quella sorta di rivalità si trasformò ben presto in passione, complicità ed attrazione. Quando capì che ci stava, mi lasciai leccare la figa. Marica lo fece con impegno ma si vedeva che la sorca non era il suo articolo preferito. Quando mi accinsi a ricambiare, la feci letteralmente impazzire. Le procurai un orgasmo profondo. Poi la baciai a lungo. E, in seguito, le diedi un'altra focosa ripassata da dietro, dove le slinguazzai e succhai la fica e pure il culo. Marica urlò di piacere in preda all'amplesso intensissimo. Poi, mi disse che, per un pò, non voleva aver a che fare coi suoi spasimanti. Ne incontrai due al posto suo, due che chiesero notizie di lei. Rimasi sul vago, affermando che era stregata da un amante sconosciuto. I tizi, non potendo accedere a lei, ci provarono con me ma io non sono la seconda scelta di nessuno e tantomeno un coperchio per cui gli consigliai di improvvisare qualcosa per conto loro. All'inizio sbottarono con parolacce ma io affermai che il divano era comodo e mi allontanai. Quando tornai, dopo pochi minuti, scoprì, con sorpresa, che si stavano facendo una bella chiavata. Mi sgrillettai un pò la fica mentre uno riempiva di sborra il culo dell'altro che, a sua volta, bagnava di seme il pavimento. Quando lo raccontai a Marica si fece un sacco di risate e si sorprese che io non gliel'avevo data a quei due. Bhè, adesso le mie attenzioni sono tutte per lei, dopotutto sono io l'amante misteriosa, no?
Una vita disordinata
Mi chiamo Mary. Il rapporto con Alberto, il mio ragazzo, era cambiato da tempo. Mi ero accorta della sua passione per gli uomini, anche se credevo che si trattasse solo di fantasie. Del resto, avevo trovato centinaia di foto di uomini nudi sul suo portatile. Lui amava soprattutto quelli pelosi come il suo miglior amico Gabriele. Solo che Gabriele era sposato con Sandra. Anche la loro storia non andava bene. A quanto pare, negli ultimi mesi, Gabriele si era incuriosito non poco ai maschi, intrigato da quelli che frequentavano la palestra dove abitualmente si recava. Per Alberto l'occasione dei problemi matrimoniali del best friend era troppo ghiotta per farsela sfuggire. Invitò a casa Gabriele con l'intento di fotterlo sfruttando la scusa dell'amico comprensivo capace di confortare. Io li spiai dal buco della serratura. Gabriele finì subito in ginocchio a spompinare con gusto. Poi i due si misero a 69. Gabriele succhiava il cazzo e intanto si faceva leccare palle, cazzo e culo dal mio perverso compagno. Per Alberto non fu difficile metterlo nel culo dell'amico. Aveva sempre sognato di sfondare un maschione peloso. Gabriele si fece scopare a pecorina, a missionaria e a candela e, a dire il vero, sembrava addirittura innamorato del mio ragazzo. Probabilmente, l'immenso piacere di prenderlo nel culo lo aveva mandato fuori di testa. Gabriele venne ricevendo una sega e intanto si fece schizzare nel sedere. Devo ammettere che fu una chiavata davvero passionale. Entrai nella stanza quando Alberto rimase da solo, ancora col cazzo intriso di sborra. Aveva capito che sapevo tutto. Mi chiese di parlare con Sandra per cercare di indorarle la pillola credendo che sarebbe stato meglio se la situazione gliel'avesse spiegata una donna. Quando raccontai a Sandra del rapporto tra Gabriele e il mio ragazzo, lei cadde dalle nuvole. Credeva Gabriele un macho, non un orso peloso che ama prenderlo in bocca e pure nel culo. Cercai di calmarla ma era troppo agitata, mezza sconvolta, chiaramente. Capì che ci sarebbe stato solo un modo per confortarla al meglio: il sesso! Le nostre lingue si toccarono tra loro piacevolmente, in un bacio Lesbo complice, poi le leccai il seno, in seguito il buco del culo e la figa dal basso. Quella sera Sandra godette parecchio e arrivò come una vera maiala. Rimasi compiaciuta di averle dato tanto piacere. Restai Ancor più soddisfatta quando lei affermò di voler ricambiare. Le mie cosce si allargarono lentamente per ricevere le deliziose attenzioni offerte dalla sua lingua bollente. Mi ci voleva un appagante amplesso, dopotutto. Che dire: mentre I maschietti si dilettavano con cazzi e sborra, le ragazze non stavano certo a guardare... Ma il quadro si complicò. Mia sorella minore Irma, lesbica incallita, rinsavì quando seppe che ero stata con una donna, ossia Sandra. A quel punto, si fece avanti e mi coinvolse in una ricca lesbicata tra sorelle dopo prima leccò lei e poi ricambiai io. In realtà giocammo pure con un dildo, che lei aveva rimediato su internet. Io glielo infilai un pò ma lei me lo ficcò dentro la passera molto di più. Quel pomeriggio sarei dovuta uscire con Sandra ma rimasi a giocare con Irma. Certo, non mi aspettavo che Irma azzardasse tanto al punto di provarci con nostra madre Amalia. Le due lesbicarono pesantemente, a quanto pare. Quando rientrai a casa le trovai abbracciate ed entrambe d'accordo a provare un triangolo lesbo incestuoso. Bhè, come potevo rifiutarmi? Mi spogliai e le raggiunsi sul lettone. Ma questa è un'altra storia...
mercoledì 18 febbraio 2026
Il cazzo dell'amante per il mio ragazzo
Mi chiamo Emy. Harry, il mio ragazzo, non è geloso per cui pensai bene di organizzare un triangolo col mio amante, Jacob. In quella circostanza scoprì la passione di Harry per il cazzo. Mentre scopavo con Jacob, Harry non perse occasione per succhiare la fava, ogni volta che gli capitava a tiro. Quando arrivò il momento dell'eiaculazione, suggerì a Jacob di venire in bocca ad Harry. Jacob fu entusiasta dell'idea. D'altra parte, Harry fu felice di accogliere la sborra calda e di berla. Sono fortunata, non tutti i fidanzati ed amanti vanno così d'accordo...
martedì 17 febbraio 2026
Le avances dall'amica del cuore
Mi chiamo Mirella. Clelia era la mia amica del cuore. Apparivamo come due verginelle in calore ancora in attesa di ricevere il cazzo. Quel giorno stavo facendo il bagno nella vasca mentre lei si lavava i denti. Non potevo certo immaginare che si avvicinasse alla sottoscritta e mi infilasse un dito in bocca suggerendo di succhiarlo. Poi mi baciò. Le piacevo? Stava eccitata? Non si sa! Mi chiese se avessi avuto piacere ad essere raggiunta in vasca. Poi si tolse le mutandine. Dopo di ciò, entrò in acqua e mi baciò. Capì che voleva leccarmela. Aprì le gambe sul bordo della vasca e lasciai che la sua lingua mi esplorasse. Ci dette dentro pure con le dita. Si mise dietro e me ne infilò due dentro. Grondai come una fontana, in preda all'orgasmo. Poi, si stese nella vasca ed io leccai lei. Mi piaceva vederla godere. Ad un tratto, si alzò in piedi per ricevere le ultime leccate e arrivare all'amplesso. Ci baciammo intensamente a lungo, dopo essere venute. Oggi siamo due donne sposate ma ricordiamo sempre quell'esperienza indimenticabile. Per entrambe la prima volta fu tra girls, a quanto pare, e chissà che non capiti di riviverla, anche adesso che siamo, ormai, due ladies adulte.
lunedì 16 febbraio 2026
Madri comprensive
Mi chiamo Claudio. Nella mia classe siamo in 30, tutti maschi. Approcciare con le poche ragazze presenti nelle altre sezioni è pressocchè impossibile, dato che non sono nè piacenti, nè simpatiche. Molti di loro mi dicevano: "Beato te che hai quella gnocca di tua madre in casa". Adriana è davvero una gran figa. Quando vidi che i miei compagni iniziarono a soddisfarsi tra di loro, per mancanza di "materia prima", decisi di prendere in seria considerazione l'ipotesi di provarci. Non fu nemmeno difficile riuscirci. Bastò qualche toccatina in camera da letto per ammorbidirla. In più, descrivendole la situazione a Scuola, non avrebbe mai permesso che mi fossi abbassato a prendere l'uccello. E così, un pomeriggio, facemmo i fuochi d'artificio nel lettone. Dopo un bel pompino, le leccai le tette e poi la figa. Dopodichè la trombai in svariate posizioni, dalle 2 del pomeriggio fino alle 6, prima di sborrarle copiosamente sopra la patata. Fu davvero un'esperienza esaltante che proseguì con cadenza giornaliera, approfittando dell'assenza di mio padre. Bhè, il mio miglior amico, Jimmy, fu altrettanto fortunato a ricevere le attenzione dalla madre Maura, non proprio una venere ma una tipa comunque scopabile. E lui si fece fare prima un bel pompino e poi la scopò. Soltanto che soffre di eiaculazione precoce per cui non se la fottette troppo a lungo. Insomma, io e lui abbiamo delle madrei davvero comprensive che capiscono le necessità dei figli, le altre sono troppo egoiste per concedersi e preferiscono che i loro ragazzi lo prendano nel culo, oltre che in bocca, ovviamente.
I tormenti saffici della casalinga
Mi chiamo Heather. Conducevo una vita tranquilla, assieme a mio marito Renato, un capo cantiere. La fase trasgressiva cominciò quando una giovane vicina, Mia, iniziò a corteggiarmi. Non ero troppo convinta, anche se le donne mi incuriosivano da sempre. Lei riuscì a sedurmi. Esercitava un grande fascino nei miei confronti. Non solo ci baciammo ma mi leccò anche la figa e i piedi ed io ebbi un bollente orgasmo. Non mi sentì di ricambiare ma ormai ero entrata nel mondo saffico, dal quale difficilmente sarei più uscita. Mia pretese che non mi concedessi più a mio marito e così lui, alla fine, per sfogare, cedette alla avances di un suo giovane operaio. Renato scopava l'operaio ed io mi vedevo con Mia. Poi Mia sparì ed io raccontai a Simona, la mia migliore amica, tutta la storia e, in tale occasione, lei manifestò di essere attratta da me. E così, andai a letto anche con Simona. Per la prima volta, dopo essere stata accuratamente leccata, fui in grado di ricambiare. E mi superai quando, tempo dopo, la invitai a pranzo. Dopo averla stuzzicata con la scarpa, pensai bene di usare il mattarello nella sua passera e, nel contempo, le infilai un plug anale nel culo. Alla fine gliela leccai anche e lei esplose letteralmente di piacere. Infondo non sono così egoista, mi piace molto ricevere, è vero, ma anche dispensare piacere. Dopo pranzo, però, pretesi da Simona di essere slinguazzata perbene.
venerdì 13 febbraio 2026
Prima colazione da porcelle
Dicono che la prima colazione sia il pasto più importante della giornata. Non so se sia vero, ma una cosa è certa, per me fu il più trasgressivo. Mi chiamo Susy. Amalia, la mia amica mora, aveva dormito da me. Il giorno seguente ci accingevamo a fare colazione ma lei cominciò a stuzzicarmi come non aveva mai fatto prima e pose anche una mano tra le mie gambe. Tra una parola e l'altra, ridendo e scherzando, ci ritrovammo mezze spogliate e lei mi leccò all'altezza dell'ombelico. La situazione stava davvero per degenerare. Mi pose le palline di cereali quasi vicino alla fica e le leccò. Poi, fece colare il latte sulla mia pancia. Il liquido scese fino alle parti intime e a quel punto lei si mise a leccare la figa. Le piaceva assaporarla al gusto di latte. La porcellina mi fece venire. Visto che era stata così monella, non avrei mai potuto non ricambiare, così gliela leccai prima al naturale, poi presi il latte al cioccolato, facendolo scorrere nei pressi della vagina, dopodichè gliela leccai perbene al sapore di cacao fino a sentirla venire. Disse che era stata una colazione sublime. Intanto la sditalinai da dietro sentendola godere ancora.
La preziosa guida materna
Mi chiamo Daniela. Di solito mi lamentavo con mia madre Laura quando i ragazzi mi mollavano. Un giorno, in giardino, lei mi disse che non avevo abbastanza carattere. Poi, tirò fuori un dildo ed io mi ci avventai sopra. Volevo tenerlo per me come strumento di consolazione ma Laura decise che mi avrebbe guidata come in una sorta di tutorial. Mi suggerì di ciucciarlo perbene, insalivandolo a dovere, poi me lo passò tra i seni, in seguito lo sfregò sul clitoride e, infine, lo piazzò con decisione nella vulva. Mi sentì davvero di impazzire dall'eccitazione. Inoltre, mai mi sarei aspettata che, a quel punto, avrebbe aggiunto anche la lingua. E così godetti come una matta ed ebbi un orgasmo pazzesco. Però! Mica male il tutorial della mamma!
Soft trio
Mi chiamo Magda. Sono una donna sposata. Io e le mie due amiche bionde, Caterina e Viviana, eravamo solite scambiarci confidenze sedute sul divano. Io sono impegnata mentre loro non andavano da parecchio con un uomo. Forse da questo avrei dovuto intuire che il loro orientamento stava decisamente cambiando. A furia di parlare, prima una e poi l'altra, ammisero di provare pulsioni per soggetti dello stesso sesso. Mi ritrovai, da presunta etero, in mezzo a due lesbiche. Ci coccolavamo, ci toccavamo il sedere ma non immaginavo che quel gioco si sarebbe spinto un pò oltre. Me ne accorsi quando Caterina mi frugò la passera mentre stavo a pecorina. Non nascondo che mi eccitai. Caterina prese la palla al balzo e, poco dopo, si inginocchiò per leccarmela mentre Viviana, che intanto mi accarezzava le tette, la incitava a farlo. Caterina si fermò solo nel momento in cui arrivai all'orgasmo. Fu bellissimo e imbarazzante al tempo stesso. Viviana, prossimamente, si è "prenotata" per leccarmela. Se l'ho concesso ad una, sarebbe sgarbato non permetterlo anche all'altra, vi pare?
Io mia madre e la sua collega
Gli orgasmi della sarta
Il relax delle hostess
La vita delle Hostess di volo può essere pesante. Sali e scendi dagli aerei, ore e ore trascorse all'impiedi a servire i passeggeri e, perchè, no prendendosi anche qualche mano in culo dai più monelli. Ma, quando si scende a terra, si può trovare finalmente un pò di meritato relax. Queste due impiegate della Compagnia di Volo, giunte in Albergo, decidono di divertirsi tra di loro e vanno avanti per tutta la notte.
Amorevole vicina
Mi chiamo Vera. Non credevo di riscuotere tanto interesse nella mia giovane vicina di nome Paola. Un giorno venne a dichiararmi il suo amore ed io mi trovai un pò in difficoltà, oltre che in imbarazzo. Non solo ho un compagno ma con le donne non ero mai stata, sinceramente. Paola però aveva dei bei modi, mi disse che senza provare non si può sapere se qualcosa piaccia o meno. E così, lentamente, ci spogliammo e cominciammo ad interagire intimamente sopra al divano. Mi leccò la fica e non fu spiacevole affatto. Ci baciammo. Poi, di mia iniziativa le leccai i piedi. Non so come mi venne, probabilmente sono un pò feticista. La masturbai con le dita mentre ce ne stavamo una di fianco all'altra sul divano. Godette parecchio. Ci baciammo ancora, poi, lei mi suggerì di metterci a 69. E lì ci appagammo a vicenda. Lei mi stuzzicava con le dita e io con la lingua e ce ne venimmo tutte e due. Paoletta viene a trovarmi tutti i pomeriggi e non solo per fare quattro chiacchiere.
Un viaggio inaspettato
Mi chiamo Marina. Sono impiegata in un'Agenzia di viaggi. Mi capita spesso di ricevere avances da uomini ma non mi era mai capitato di essere attenzionata da una femmina. Quella giovane cliente, mia coetanea, non voleva spendere troppo per viaggiare. In realtà, da come mi guardava, capì presto che desiderava altri tipi di servizi. Le donne non mi sono mai dispiaciute per cui pensai di stare al gioco. Ci baciammo, poi io le fistai la figa. Lei mi leccò il buco del culo, oltre ad infilare le dita nella fregna. Eravamo entrambe belle bagnate. Le reciproche attenzioni combinate di lingua e dita proseguirono inesorabili. Fu prima lei a raggiungere l'orgasmo, poi io la seguì a ruota sbrodolando a fiume, inondandole tutta la mano. Alla fine ci baciammo di nuovo compiaciute. E' proprio vero, i viaggi gratuiti sono i migliori!
martedì 10 febbraio 2026
Una donna inquieta
Mi chiamo Elvira. Probabilmente, fino ad un certo punto della vita, ero stata una donna abbastanza tranquilla finchè, all'improvviso, si scatenò il mio lato oscuro. Mio marito Oreste mi trascurava, inoltre litigavo di continuo con mia figlia Fiorella. Sapevo che a mia figlia piacciono le femmine, infatti sta con una ragazza di nome Barbara. Pensai che, se l'avessi portata su un linguaggio che lei ben conosce, ossia quello sessuale, finalmente ci saremmo capite. Iniziai a giocare con una fragola, me la passai sulla lingua, poi la feci leccare a lei. L'atmosfera si scaldò parecchio, i nostri corpi erano vicini e le palpate non mancarono, dopodichè arrivarono i baci. Ci spogliammo piuttosto rapidamente rimanendo completamente nude. Dopo di ciò, feci godere mia figlia con dita e lingua e lei, naturalmente, ricambiò. Poi, si mise sorpa di me, sul divano e io la strusciavo sopra di me tenendola per il culo in modo che le nostre passere si strofinassero. Arrivarono altri bollentissimi orgasmi compleati dai nostri estenuanti baci. Il tempo era volato: dalle 9 del mattino, si erano già fatte le due del pomeriggio. Nei giorni seguenti, Fiorella provò a spiegare a Barbara l'accaduto. La ragazza si risentì ma poi accettò di essere cornuta poichè troppo innamorata di mia figlia. Scopando con mio marito, gli rivelai che avevo chiarito i dissapori con Fiorella ma non scesi nei dettagli. Intanto presi il suo bel cazzone duro in bocca e nella fica, con tanto di sborrata copiosa sulla pancia. E' bello trascorrere il tempo con mia figlia ma, quando non c'è (per lo studio o perchè va dalla ragazza) io ho sempe voglia e devo pur trovare l'appagamento. Così, pensai bene di invitare a casa due colleghe troie dell'ufficio che, solitamente, sono bramose di cazzo. Le feci intendere che necessitavo di attenzioni e loro mi leccarono in tandem i buchi, la bionda il culo e la rossa la fica. Provai un piacere immenso e sbrodolai come una porca, sotto i loro colpi incessanti di lingua. E dopo se la leccarono tra di loro e vennero come due maiale. Le amiche dell'ufficio sono indispensabili, quando mia figlia non c'è, in modo che la mia passera venga regolarmente soddisfatta. Lo so, sono una donna inquieta.
lunedì 9 febbraio 2026
Bollenti trasgressioni nel bagno del locale
Seducendo la commessa
Mi chiamo Amanda. La mia fantasia erotica è sempre stata quella di sedurre una commessa. Non mi importava granchè degli articoli di quel negozio di abbigliamento, volevo solo "insidiare" Katrina, l'avvenente dipendente. Chiesi aiuto per misurare un capo fino a trovarmi a tu per tu con lei nel camerino. Scattò un bacio. Dopo di ciò mi accarezzò il seno ed io gliele leccai. Katrina si preoccupava di perdere il posto di lavoro ma io la convinsi a spalancare le cosce e a farsela leccare. E così la slinguazzai perbene fino a portarla all'orgasmo. E' così che me la sono fatta!
La Clinica della vergogna
Mi chiamo Rosaria. La Clinica Victoris non godeva di una buona fama, o meglio, si sentivano voci insistenti sulle pratiche scorrette dei medici. Ciò nonostante, la struttura poteva vantare del miglior tasso di fertilità del paese. Ci si rivolgevano tutte le donne incapaci di restare incinte con i loro partner. Mi avvalsi anch'io dei servizi della clinica e devo dire che restai notevolmente soddisfatta. Il dottore si portò dietro la sua assistente. Vi lascio immaginare che tipo di visita mi riservarono. Da brava donna disinibita, trovai estremamente piacevole interagire con entrambi. Il dottore leccava la fica mentre la sua assistente si occupava dei miei capezzoli, poi però venne a baciarmi. Io e lei finimmo a 69 favorendo l'erezione dell'uomo. Leccai perfino il culo del medico mentre lei lo spompinava. Poi, lui mi chiavò a candela mentre lei mi baciava. Dopo fu lei a essere scopata a pecorina, mentre mi leccava la fica. Dopo di ciò, la leccai io a lei mentre il medico me lo infilava dentro al culo. La sua sborra annaffiò il mio sedere. Bhè, fu un'esperienza indimenticabile, senza contare che restai pure incinta. Anche le mie amiche e conoscente sperimentarono i servizi della Clinica. Vennero tutte castigate senza pietà e restarono pure loro incinte ma non beneficiarono dell'esperienza a tre che vissi io. E' vergognoso il modo con cui le donne vengono abitualmente trapanate in quella Clinica, eppure continuano ad andarci! Altro che cure e terapie, lì dentro si usa il sistema naturale del cazzo nella figa e, il più delle volte, riesce. Bhè, certo, i partner delle donne che si recano lì sono dei gran cornuti ma, infondo, se lo meritano, se non riescono a ingravidare le compagne.
venerdì 6 febbraio 2026
Un gioco da ragazzi
Mi chiamo Alessio. Forse restavamo troppo tempo da soli io ed il mio amico Fabio e, alla lunga, la curiosità di interagire intimamente tra di noi venne fuori prepotentemente. Fui io per primo a leccargli e succhiargli il cazzo. Poi, lui ricambiò e, alla fine, me lo piazzò dentro al culo mentre facevamo pure un bel lingua a lingua. Fu un'inculata dolce, che divenne più intensa quando passammo a candela. Mi piaceva essere riempito da lui. Me lo mise dentro anche a pecorina e a missionaria. E, a quel punto, eiaculai copiosamente mentre mi segavo. Intanto, sentì il seme scorrere nel mio culo, segno che pure lui stava venendo. Durante gli orgasmi, ci fu un nuovo lingua a lingua interminabile. Quella fu solo la prima di una serie di esperienze che continuarono per tutto il periodo scolastico all'insaputa dei miei genitori.
giovedì 5 febbraio 2026
Una pensione da sogno
Mi chiamo Katia. Per sbrigare una commissione fuori città alloggiai in una pensione di provincia. Contavo di restare due o tre giorni al massimo ma la situazione mi spinse a soggiornare per più tempo. Tutto merito della proprietaria, Amalia, una bruna alta e piuttosto avvenente che portava le lenti. Fu proprio lei, appena arrivai, a spiegare che il thè sarebbe stato servito in camera poco dopo. In realtà, presa dall'eccitazione, pensai a trastullarmi col giocattolo erotico appena entrai nella stanza e persi del tutto la cognizione del tempo. Amalia spuntò all'improvviso col vassoio in mano e l'imbarazzo fu totale, compresa la figura di merda. Stizzita la pregai di uscire fuori ma poi, maliziosamente, chiesi scusa sperando che tornasse. Amalia prese la palla al balzo, non solo tornò indietro ma afferrò il toy per piazzarmelo nella figa! Di solito lo usavo da sola, non mi era mai capitato che qualcun altro, tantomeno una donna mezza sconosciuta, si prendesse tale confidenza. Sulle ali dell'eccitazione, tuttavia, le toccai le tette, rifatte ma bene. Lei continuò a masturbarmi con l'oggetto e si prese anche la licenza di mettermi la lingua in bocca. Mi sentivo troia, non avevo mai fatto certe cose con persone del mio sesso. Amalia continuò a masturbarmi col dispositivo elettronico vibrante fino all'orgasmo. Poi, me la piazzò in faccia, mentre stavo distesa sul letto. Pretendeva di essere leccata ma io mi facevo qualche problema, essendo nuova a certe pratica. Ma, alla fine, le misi la lingua nella spacca per il suo piacere. Lei ricambiò leccandomi natiche e fica. Introiata dalla situazione, presi la teiera e versai il liquido ancora un pò caldo sulle sue tette e le leccai. Poi le bagnai pure il culo e la fica e le leccai il culo. Alla fine, ci baciammo soddisfatte. I giorni passarono in fretta ma la situazione mi piaceva troppo per non prolungare il soggiorno fino ad un mese. Vi lascio immaginare le porcate che facemmo durante quel periodo. Vi basti pensare che, non paga della routine giornaliera, la notte la facevo dormire assieme a me. Dormire, si fa per dire!
Un regalo inaspettato
Mi chiamo Eliana. Sono una ragazza a cui piacciono le donne. Non sapevo come provarci con la mia bella vicina matura, Silvia. Così decisi di regalarle un fallo. Lo aprì davanti a me e rimase un pò sorpresa. Ne approfittai per saltarle addosso e leccarle abbondantemente la figa, prima di farle provare il regalo. Bhè, la stantuffai perbene fino a farla arrivare all'orgasmo. Naturalmente sono disposta a farglielo ogni volta che desidera, ora che abbiamo rotto il ghiaccio.
Sfigata ma non troppo
Mi chiamo Lory. I ragazzi snobbavano la mia amica Enrica, non la ritenevano abbastanza sexy. Così pensai di poterla consolare io. Quel giorno, a casa sua, i genitori non c'erano e si presentò l'occasione adatta per finire insieme in camera da letto. Di sicuro la resi felice tra leccate di fica, ditalini e una strofinata pazzesca...
mercoledì 4 febbraio 2026
Da metterlo a prenderlo è un attimo
Mi chiamo Vanessa. Mio marito Rocco aveva il vizio delle donne. Mi nascondeva le scappatelle finchè, ad un certo punto, instaurò una relazione con Oriana, una donna più giovane di me. Lo scontro con l'altra fu tremendo, cercai in tutti i modi di tenermi il marito ma, alla fine, vinse lei. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non il marito che si mette con un'altra donna. Non mi aspettavo che, dopo tutte le parolacce che ci eravamo scambiate, Oriana mi invitasse a casa sua mostrando apprezzamenti nei miei confronti. Insomma, da nemiche acerrime, ci trasformammo in amanti focose. Eh si, perchè lei volle che le leccassi la figa e, naturalmente, dopo ricambiò. Sul proliferare di questo amore saffico, irruppe all'improvviso, sulla scena, Adele, una mezza sconosciuta. Venni a sapere che pure lei andava a letto con il mio ex marito. Ma Adele sembrava fortemente incuriosita dalla relazione tra me e Oriana e la sua curiosità la portò a cambiare sponda, dal momento che la coinvolgemmo in un bollente triangolo erotico. E intanto Rocco, per la sua irrefrenabile ingordigia, aveva perso tre donne, tre pedine dal suo scacchiere. Evidentemente stava proprio alla canna del gas, dal momento che lo sorpresi mentre un trans in autoreggenti se lo stava pesantemente inculando! Bhè, io lo avevo avvertito, in tempi non sospetti, che, a tirare troppo la corda, si finisce male. Ora è tremendamente confuso, dal momento che, più che metterlo, è decisamente costretto a prenderlo!
La parrucchiera soddisfa al meglio le clienti
martedì 3 febbraio 2026
Mollala!
Mi chiamo Paolo. Mia madre Cinzia non sopportava la storia che intrattenevo con una ragazza di nome Erica. Non si può dire che Cinzia avesse tutti i torti, dal momento che Erica mi faceva tribolare parecchio. Tuttavia, non ero disposto a mollarla, anche se mia madre me lo ripeteva in continuazione. E, in realtà, non l'avrei mai lasciata, solo che mia madre era disposta a tutto affinchè agissi in tal senso. La fine della relazione avrebbe inevitabilmente lasciato un vuoto dentro di me ma Cinzia si offrì di colmarlo sessualmente. Arrapato come stavo, non avrei mai potuto sprecare un'occasione simile. Quando le nostre lingue si unirono focosamente, capì che me la sarei portata a letto. Le succhiai le tette e le slinguazzai la figa, prima che mi facesse un grandioso pompino. Dopodichè la castigai in svariate posizioni, fino a schizzarle un mare di sborra in bocca che lei bevve golosamente. Proprio in quel momento, sopraggiunse Erica che assistette alla scena indegna. Le due si scambiarono vivissimi complimenti reciproci. Sapevo che non avrei mai più rivisto Erica ma le attenzioni materne mi bastavano eccome!
La mia amica all'improvviso
Mi chiamo Erika. Tra me e Irene non era mai accaduto nulla di particolare di intimo ma un giorno si presentò gagliarda nel mio ufficio in tacchi autoreggenti e reggicalze e mi palpò il culo mentre stavo a telefono. Poi mi suggerì di leccarle le tette. Capì che stava gasata e stetti al gioco. Dopo averle leccato il seno, spalancò le cosce e me la mise in faccia. Insomma, voleva essere slinguazzata ed io l'accontentai dandoci dentro di lingua. Poi, venne il suo turno, ammirò il mio sedere, mi leccò il buco del culo e mi morse un orecchio. Io replicai leccandole l'ano a mia volta. Posso dire che quel giorno raggiungemmo entrambe l'orgasmo e, da quel momento in poi, il nostro rapporto di pura e semplice amicizia si trasformò in un legame assai più torbido.
Mia madre non è una Santa!
Mi chiamo Luigi. Consideravo, erroneamente, mia madre Cristiana una santa. Eppure gli amici me lo dicevano che, alla fine, le donne non lo sono quasi mai. Capisco che avesse delle esigenze da soddisfare, dopo la separazione ma non pensavo di trovarla in camera da letto a squirtare dopo essersi stuzzicata la passera con un giocattolo erotico. Colava a fiume ed io entrai senza bussare. Sapeva benissimo di quanto fossi arrapato e, alla fine, tra baci e toccatine, si ritrovò a farmi un bel pompino. A quel punto, me la scopai a pecorina, a missionaria e a cavalcioni. Poi lei leccai la figa, lei mi succhiò di nuovo il cazzo e le schizzai sulle tette. E così persi la verginità, proprio con mia madre. Katia, la ragazza con cui avevo un mezzo flirt lo venne a sapere e maturò un'opinione negativa sul sottoscritto. Credo che preferisca di gran dilettarsi tra le leccate di fica con Amelia, la sua miglior amica.
lunedì 2 febbraio 2026
Sesso senza femmine
Mi chiamo Mariella. Il sig. Franco era un caro amico di mio marito. Apprezzavo la gentilezza con cui spiegava i compiti a mio figlio ma non immaginavo che sarebbe andato ben oltre. Di solito non origlio dietro le porte chiuse ma, quando sentì dire a Franco che il sesso si può fare senza donne, mi incuriosì e puntai direttamente il buco della serratura. Cosa vidi? Bhè, prima Franco che smanettava l'uccello di mio figlio Dario, poi Dario che fece un pompino all'uomo e, in seguito, Franco che ricambiò il lavoretto di bocca. Come se non bastasse, Franco se lo fece mettere nel culo da mio figlio ed entrambi eiacularono felicemente. Si può fare il sesso senza donne? A giudicare da quei due monelli, credo proprio di si!
Mamma e zia
Mi chiamo Flavia. Inizialmente ero ossessionata da mia zia Caterina. Forse mi intrigava il fatto che da giovane avesse avuto centinaia di uomini. Ad ogni modo, decisi di andarla a trovare. Non stava da sola, quella sera, con lei c'era un gruppo di amiche. Me ne fregai altamente della presenza di altre persone e ci provai con lei davanti a tutti. Devo dire che mi andò bene perchè, oltre a farmi leccare, riuscì a mia volta a leccarle il culo e la figa. E le donne presenti apprezzarono il siparietto. Non riuscì a tenere il segreto, tra l'altro le notizie volano. Lo spifferai a mia madre Flora. Forse fu proprio la gelosia di Flora che mi diede una possibilità di riuscita anche con mia madre. Voleva farsi ammirare e sentirsi dire di essere più giovane e bella della sorella, il che è vero. Mi masturbai mentre l'ammiravo. Quando fu tutta nuda, la masturbai con lingua e dita. Naturalmente, le piacque, anche se non voleva ammetterlo apertamente. La sera stessa, mi recai nella sua camera da letto, pronta per trascorrerci la notte. Dopo qualche ritrosia iniziale, mia madre fu pronta a farsela leccare in lungo e in largo. E mia zia Caterina? Dicono che, in mia assenza, se la faccia con due giovani sorelle parrucchiere molto porche.


















































