Mi chiamo Simona. Mia madre Serena si innamorò di un altro uomo ed io rimasi a casa da sola con mio padre Ugo. Cercai di essere una brava casalinga: lavavo, cucinavo, stiravo. Insomma, sgobbavo per aiutarlo in modo che lui fosse fiero di me. Ma sono carina e lui desiderava il sesso. Provai a sostituirmi a mia madre anche nella sfera intima. A Ugo non parve vero di ricevere certe attenzioni. Facevo pompini ovunque: in cucina, sul letto, perfino nella vasca da bagno. E poi mi facevo scopare nella fica ma anche nel culo. Mi prendevo delle notevoli schizzate di sborra addosso. Sapevo che questa situazione non era tanto normale. Mentre le mie amiche frequentavano coetanei, io mi preoccupavo dell'appagamento di mio padre. Più che la figlia, entravo nel ruolo della casalinga puttana. Dana, una vicina saffica, se ne accorse. Per non lasciarle spifferare tutto in giro, lasciai che mi sditalinasse e che mi leccasse culo e fica. Ma quella vipera, a un certo punto, per umiliarmi, andò a raccontare lo stesso dell'incesto a mia madre! Pensavo che Serena mi demolisse, invece fu comprensiva come mai mi sarei aspettata. Mi elogio' per aver cercato di rendere felice mio padre. Le confidai che non riuscivo a reggere il peso della situazione. Infondo sono solo una ragazza, non una donna navigata. Finì per fare l'amore con mia madre e fu davvero stupendo. Serena dice che posso andare a trovarla quando voglio. Bhe', in verità, amo entrambi i miei genitori ma a mio padre non dico che vado a trovare Serena. Le mie uscite le giustifico dicendo che vado a casa di un'amica. Spero che mio padre non incontri mai un'altra e che Serena molli il compagno (anche se la vedo difficile) in modo che possa avere i genitori in esclusiva tutti per me.
martedì 10 marzo 2026
Doppiamente incestuosa
lunedì 9 marzo 2026
Dilemma Anale
Mi chiamo Adriana. Molti uomini hanno la fissa del rapporto anale, l'irrefrenabile e irrinunciabile desiderio di metterlo nel culo. E questa cerchia comprende mio marito Giorgio. Nelle fasi iniziali del matrimonio, lo avevo sempre assecondato pur di renderlo felice, nonostante provassi più dolore che piacere nel ricevere il randello dietro. Quando cominciai a rifiutarmi, lui divenne furioso, oltre che insoddisfatto e minacciò più volte di lasciarmi. Improvvisamente, si avvicinò notevolmente al figlio di una mia conoscente, tale Livio. Riuscì a sedurre il ragazzo per ottenere ciò che più desiderava, un rapporto anale completo. Naturalmente, prima ci furono i preliminari tra di loro e poi il piatto forte, con la sfondata di culo. Inizialmente restai sconvolta dalla situazione, mi sentì delusa, tradita e umiliata come donna. Ma mi resi conto ben presto che la presenza di Livio rappresentava un elemento positivo per il mio matrimonio. Giorgio mi scopava la figa e poi, in altri giorni, appagava del tutto le sue voglie violando il sedere del giovanotto. Tutto sommato la vita procedeva a gonfie vele ma, quando la madre del ragazzo, venne a sapere della tresca tra il figlio e mio marito, storse ovviamente il naso. Dovetti per forza andarci a parlare per cercare di spiegare e calmarla. Non volevo che quell'equilibrio ritrovato si spezzasse. Gloria me ne disse di tutti i colori, che come donna non valevo nulla, che non avevo dignità e che, per soddisfare i vizi torbidi di mio marito, assecondavo uno schifo simile rendendo, inevitabilmente, il figlio sempre più ricchione. Ascoltai il suo giusto sfogo e pensai che, l'unico modo per farla ragionare, fosse approcciarla fisicamente in modo da rilassarla. Non avevo mai fatto sesso con una donna pur provando una certa curiosità in merito. Inoltre, amo le sfide e quella poteva essere un'occasione interessante. Diventare amica, ovvero amica di sesso, avrebbe fatto allentarle la pressione sul rapporto tra Giorgio e il figlio. A Gloria piaceva essere stuzzicata. Dopo i baci e le leccate di capezzoli, le leccai pure la figa mandandola in estasi. Ma in serbo per lei avevo pure una trombata con lo strap-on che lei non disdegnò di accettare. Ma la mia vera predisposizione è verso il pisello. Quando Gloria mi parlò di Hector, il giovane figo che frequentava dopo la separazione dal marito, feci subito un pensierino. Hector, al pari di Giorgio, adorava i rapporti anali ma con un giovane così rampante avrei concesso tutto. Dopo i preliminari, mi scopò la figa, poi pretese il culo. Il suo cazzo era ben più grosso di quello di mio marito ma, con un tipo del genere, l'adrenalina erotica era superiore a qualsiasi cosa. Mi lasciai spanare il culo da quel missile, il tutto davanti alla povera Gloria che ci rimase davvero male. Di sicuro fu traumetizzante vedere il compagno spanarmi, riversando, infine, sulle fessure, litri di sperma. Non volevo lasciarla così scontenta e demoralizzata così pensai di farle leccare il seme dalle mie fessure. Gloria non si rifiutò, desiderava un contatto con la sottoscritta, con quell'amica sincera che avrebbe voluto, ma che, in realtà, si era rivelata piuttosto egoista e sfrontata. Bhè, Gloria ha capito di essere portata per le donne ed io non voglio abbandonarla. Tuttavia, il cazzo di Hector me lo becco tutto io, pure nel culo!
venerdì 6 marzo 2026
Il mio progressivo percorso saffico
Mi chiamo Alma. Scoprì l'universo femminile quasi per caso, o meglio, per l'infedeltà del mio partner. Jerry mi diede appuntamento in Hotel. Quando arrivai, mi stesi sul letto ma non immaginavo che lui stesse in bagno a fottersi un'altra donna, più grande di me, di nome Sandra. Il porco portava avanti due relazioni. Quando uscì dalla toilette, riuscì a scopare anche me, sebbene quel profumo da donna che teneva addosso mi insospettì. Lui disse che, ultimamente, ogni tanto li metteva. Pensai che gli piacessero gli uomini ma ero fuori strada e, comunque lo avrei tollerato di più rispetto ad amanti donne. Dopo avermi scopata e schizzata sulla pancia, vidi l'altra comparire dal bagno. Aveva assistito a tutta la scena, la spiona. All'inizio ci prendemmo a parolacce. Poi capì di piacerle. Disse che era inutile farsi la guerra, e su questo aveva ragione. Aggiunse che dovevo calmarmi e che ci avrebbe pensato lei. Un pò mi lusingavano le sue attenzioni, un pò ero sconvolta. Fatto sta che finì per farmi leccare la fica da lei, che si aiutò pure con un dildo per farmi godere, mentre quel porco si segava guardandoci. La donna mi lasciò il suo numero, voleva che ci rivedessimo. Intanto io mi rivestì e mandai lui al Diavolo uscendo dalla stanza. Raccontai la storia a due mie amiche bionde, Barbara e Simona. Credevo fossero sincere, disinteressate. Ma il massaggio che mi proposero era solo per ottenermi fisicamente e ci riuscirono. Mi ritrovai una che mi baciava e l'altra che me la leccava. Per il piacere che provavo, ci stetti. Naturalmente si diedero il cambio in modo che anche l'altra mi leccasse. E Poi mi portarono all'amplesso con un ditalino. Simona si strusciò sopra di me, mentre Barbara pretese che gliela leccassi. Non sono una provetta leccatrice di patate ma un pò gliela leccai. Alla fine, Barbara mi limonò mentre Simona sentenziava che ormai dovevo cambiare sponda. Frequentandole, persi totalmente il desiderio di conoscere uomini. Sandra mi ricontattò e, ogni tanto, me la faccio leccare anche da lei. Mi ripete spesso che abbiamo fatto un affare a liberarci di Jerry e non posso darle torto. Sandra è simpatica ma non voglio presentarle Barbara e Simona, ho paura che si possano verificare gelosia. Per ora preferisco tenere le amicizie separate.
Una cameriera per amica
Mi chiamo Diana. Il mio compagno, ultimamente, non mi dava soddisfazione. Quando alloggiammo in Albergo ero pronta a risvegliare la passione ma lui si addormentò come un coglione. Così, indossate le cuffie per sentire la musica, cominciai, in piena notte, ad occhi chiusi, a masturbarmi con un toy. In tuto questo, non mi accorsi che, nel frattempo, era entrata Rosa, una delle cameriere. Quando la vidi andai su tutte le furie e minacciai di rivolgermi alla Direzione. Ma lei mi supplicò di non farlo. Approfittando del fatto che il mio compagno si era allontanato per andare a bere al bar, pensai che potesse appagare lei le mie voglie. Così la spinsi sul letto e cominciai a leccargliela. Rosa sospirò e godette profondamente, incredula di poter ricevere un trattamento del genere, dopo il mio sfogo rabbioso. Le leccai pure il buco del culo e poi ce le strofinammo focosamente. Mentre mi stava leccando dal basso, tornò il mio compagno che ebbe una reazione furiosa, nel vedere la scena. Ma io decisi di allontanarlo e di tenere lei per il resto della notte.
L'amica giusta
Sono Sonia. Quel periodo avevo una gran voglia di scopare, tanto per cambiare. Vestita di rosso, mi misi anche le calze e il reggicalze nella speranza di beccare qualcuno. Esternai la mia voglia alla mia amica Marta. Saremmo dovute uscire a rimorchiare uomini ma lei disse che potevamo pure restare a casa. E aggiunse che, due amiche troie, possono eventualmente fare a meno degli uomini. A quel punto capì che voleva lesbicare. Solitamente mi piace il cazzo ma mi parve una buona occasione, considerando che è una gran bella donna. Così le leccai le tette, la fistai, le leccai la fica e, dulcis in fundo, la spanai col dildo fino al suo orgasmo. Ma Marta non è egoista, seppe ricambiare alla grande. Dopo avermi leccata perbene, pure nel culo, mi spanò con un fallo fino all'amplesso. Bhè, che grande amica!
Le cameriere fannullone dell'Hotel
giovedì 5 marzo 2026
Madri improbabili
Mi chiamo Irina. Amalia è la mia miglior amica. Insieme abbiamo molto in comune, come per esempio aver distrutto i nostri rispettivi matrimoni. Abbiamo entrambe tradito in modo seriale fino a determinare la rottura dei legami. Io ho un figlio, Paolo e pure lei, Massimo. Amalia criticava l'eccessivo consumo di materiale per adulti da parte del figlio. Quando mi trovai a casa loro finimmo per interagire in un triangolo. Al ragazzo piacevamo entrambe ed era molto carico. Durante i preliminari leccò sopra le mie mutandine e anche su quelle di Amalia, poi passò ai reggiseni. Il clima era piuttosto rovente. Sbocchinammo entrambe, e con gran gusto! Io fui chiavata per prima. Probabilmente, Amalia non se la sentiva tanto, dato il legame di parentela. Ma quando le dissi che ne valeva la pena, si alsciò andare e il figlio non aspettava altro per trombarsela. Amalia fu scopata a candela, a cavalcioni, di fianco, e perfino alla pecorina. Massimo le schizzò sulle tette e io leccai da lì il seme. Dopo di ciò Amalia mi incitò ad emularla. Non ero convinta ma, quando andai a casa, finsi di aver dimenticato l'accappatoio, in modo che Paolo mi guardasse nuda sotto la doccia. E dopo ci ritrovammo sul letto. Lo stimolai con un pompino, poi lui mi leccò la fica, prima di fottermi adeguatamente. Mi sborrò a fiume sulle tette. Estasiata, lo raccontai ad Amalia. A quel punto eravamo due nuovo similmente pervertite. Bhè, non siamo certo un buon esempio di mogli ma diamo tutto per i figli, proprio tutto!
Fisting lesson
Mi chiamo Giada. Il mio ragazzo e mio fratello si preoccupavano che potessi fare brutti incontri con uomini ad una Convention lavorativa. Mio fratello rassicurò il mio fidanzato che, dopo l'evento, avrei dormito con una collega, Sandra. La bionda sembrava una tipa tranquilla, anche se apparve subito interessata alla sottoscritta. Si propose in modo dolce per cui, nonostante la mancanza di esperienza intima con donne, mi lasciai sedurre. I preliminari furono relativamente soft con baci, leccate di capezzoli, fino ad intense leccate di fica. La parte hard arrivò quando lei decise di esplorarmi prima con 4 dita e poi infilando l'intera mano nella vagina. Divenni un lago, nessuno mi aveva mai fatto una roba del genere. Iniziò a missionaria per poi proseguire alla pecorina. Venni a ripetizione con fiumi di liquido. Sandra, con delle pause, andò avanti così per tutta la notte. La mattina seguente non avevo nemmeno la forza di alzarmi dal letto e dovetti fingere con mio fratello e col mio ragazzo che non era accaduto nulla di particolare. Bhè, ad ogni modo, non feci un brutto incontro ma devastante sicuramente si: fu un'autentica lezione di fisting!
mercoledì 4 marzo 2026
I vizi torbidi di mio marito
Mi chiamo Ilenia. Si sa che i matrimoni, alla lunga, possono stancare, anche nell'intimità. Ma mio marito Enrico sa bene come rinnovare l'interesse e il desiderio erotico. Divenne un'abitudine consolidata quella di farmi portare a casa ragazzi che mi scopassero. Le prime volte rimase solo a guardare ma poi volle entrare nel gioco. Gli piace guardare mentre mi scopano ma non disdegna di succhiare e segare i cazzi dei giovanotti di turno finchè non sborrano copiosamente. Enrico adora improvvisarsi una sorta di master mascherato che sembra solo uno a cui piace concedere la moglie agli altri ma in cambio adora spolpare a fondo la fava dell'ospite fino all'uscita del nettare prelibato.
Il mio ragazzo effemminato
Mi chiamo Erica. A Luca, il mio ragazzo, i maschi non sono mai dispiaciuti. Era da un pò che volevo coinvolgerlo in un gioco a 3. Quando vide le foto del mio amico Walter e le apprezzò, capì di aver trovato la persona giusta. Accadde d'inverno, in un posto isolato, innevato. In quella casetta abbandonata saremmo stati al sicuro, lontani da occhi indiscreti. A turno, io e Luca, inginocchiati, cominciammo a spompinare Walter. A Walter piaceva osservare e segarsi mentre Luca me la leccava da dietro. Walter mi chiavò a pecora. Poi, io e Luca riprendemmo a succhiare il cazzo di Walter, lui la cappella e io le palle. Continuai un altro pò da sola. Poi, Luca espresse la sua fantasia di farsi venire sul sedere. Abbassai bene pantaloni e mutande di Luca, in modo che Walter potesse annaffiargli perbene le natiche. Dopo poco, lo sperma annaffiò le chiappe di Luca. Quando raccontai l'esperienza alla mia amica Marica, finimmo per lesbicare.
Posseduta egregiamente dal figlio
Mi chiamo Marcel. Forse a molti piacerebbe farlo con la propria madre e a molti altri no, di sicuro è una questione di gusti e di tabù, eventualmente da sfatare. Ho sempre avuto un debole per mia madre Viviana ma me ne accorsi maggiormente quando andai a fare un viaggio in Grecia. Lì non mancò la figa, di ogni genere. Tuttavia, non vedevo l'ora di tornare a casa, Mia madre mi mancava terribilmente. In realtà notai che era curiosa e, soprattutto, gelosa. Volle guardare i volti delle ragazze con cui ero stato. A vederla in autoreggenti mi si rizzò il cazzo, dovetti segarmi da sopra al jeans senza farmene accorgere e sborrai. Qualche giorno dopo riprendemmo l'argomento, le spiegai che avevo bisogno di una vera donna e lei pensò che parlassi di mia zia (sua sorella). Invece, mi riferivo proprio a Viviana. Lei rimase lusingata dei miei apprezzamenti e mi baciò d'istinto. Sapevo che saremmo giunti ad un punto di non ritorno. Portava i collant bianchi quel giorno. La baciavo e l'accarezzavo tra le cosce. Pian piano la spogliai e lei, rimasta nuda, mi fece un bellissimo pompino. Io le leccai la figa e poi cominciammo a scopare a pecorina proseguendo a candela e a cavalcioni. Non vedevo l'ora di schizzarle in bocca e lo feci senza alcuna pietà riempendola di caldo sperma che lei assaporò interamente prima di mandarlo giù.
Dal triangolo alla lesbicata
Mi chiamo Anna. Qualche tempo fa frequentavo due uomini maturi e scopavamo a tre. In realtà, mi resi conto che, tra questi due, sussisteva una certa attrazione reciproca che riuscivano a malapena a nascondere. Un giorno, li trovai stesi sul letto uno di fianco all'altro e capì che per loro era giunto il momento di provare la trasgressione al maschile. Così li incitai e li lasciai da soli. Raccontai tutto ad un'amica ma lei mi condusse in una proverbiale lesbicata dove ce le leccammo a turno.
lunedì 2 marzo 2026
Lesbian lunch
Mi chiamo Melissa. Ero a pranzo con un collega di lavoro, neanche troppo carino. A un certo punto, un'avvenente bionda, cominciò a provocarlo ed io andai su tutte le furie, non fosse stato altro che per una questione di educazione. Ero decisa a litigare di brutto con quella tipa. La seguì nei bagni ma lei disse di chiudere la porta spiegando che potevamo divertirci e, nel frattempo, mi succhiò sensualmente il dito. Dinanzi ad una donna così sexy, pensai che fosse giunto il momento d provare a lesbicare. Natalie si appoggiò sul lavandino. Le calai le mutandine e cominciai a leccarla con gusto da dietro, inginocchiandomi. Riuscì a farla venire. Natalie ricambiò, mi leccò sia le tette che la fica. Le dissi che volevo il suo numero, mentre facevamo le troie a 69. Dopo di ciò, le piazzai il dildo nella fica armeggiandolo dentro e fuori fino a farla venire per la seconda volta. Mi misi a pecorina per ricevere l'oggetto a mia volta, mentre mi sgrillettava il clitoride. Arivvai anch'io pienamente all'orgasmo.
Rovinafamiglie
Mi chiamo Elly. I miei genitori sono separati. Mia madre Wanda scappò con un gruppo di pseudoamici di mal affare che andavano avanti con furti ed altri giri loschi. Mio padre Gustavo non riuscì ad accompagnarsi con altre signore, ossessionato dal mito di Wanda, la gran donna. Certo, non potevo immaginare che Corrado, il mio ragazzo, avrebbe portato ulteriore scompiglio. Il ragazzo non aveva grande interesse per la sottoscritta ma piuttosto per mio padre! Si mise in testa che lo avrebbe consolato, che se lo sarebbe portato a letto ma io non gli credetti pensando che stesse semplicemente scherzando per osservare la mia reazione. Ma, pochi giorni dopo, Corrado mi dimostrò di essere serissimo perchè approcciò mio padre e riuscì a sedurlo completamente. Li spiai. Era incredibile vedere un uomo adulto che spompina un ragazzo e viceversa. Non finì certo lì, al sesso orale, perchè Corrado si chiavò mio padre perbene e a lungo, in svariate posizioni, tra cui a missionaria e a pecorina. Fu shoccante osservare mio padre che riceveva un fiume di sborra in bocca e che poi veniva a sua volta. Dopo aver scopato, sembrano entrambi decisamente appagati e si ripromisero di dare un seguito a quella esperienza. Turbata, mi confidai con un'amica ma non mi aspettavo che mi avrebbe consolata coinvolgendomi in una intensissima lesbicata. Mi ripeteva che ogni lasciata è persa e così ci stetti. Oltre ai baci, ci leccammo le fiche a vicenda finendo a strusciarcele ma anche a 69. Fun un godimento pazzesco e prolungato. E poi, dal momento che di mestiere sono una guarda carceraria, beccai mia madre in cella. LA aggiornai della situazione, la trattai anche male dandole della rovinafamiglia e attribuendole la colpa d'aver reso mio padre gay. Volevo punirla e lo feci sessualmente. Non avrebbe mai potuto dirmi di no, dal momento che trovai una bustina di roba nelle sue mutande. La fistai con le dita e la feci godere come una puttana, quello che è. Con lei c'è un rapporto di amore/acredine, per quanto accaduto, ma come zoccola non è niente male. Forse la perdonerò, a furia di piazzarle dita nella patata, mentre se ne sta in piedi in autoreggenti a godere come una porca.




























