sabato 31 gennaio 2026
Improvvisi cambi di orientamento
venerdì 30 gennaio 2026
Le voglie insaziabili di mio figlio
Mi chiamo Valeria. In ufficio, simpatizzavo con Alessia, una collega molto carina. Nessuna delle due era lesbica ma tra di noi sussisteva un'alchimia. In effetti, ci eravamo baciate in bocca più volte in un clima di confidenza ma senza mai andare oltre. Quando rimanevamo da sole al lavoro, di sera, ordinavamo le pizze e le birre. Dopo aver cenato, fumavamo una sigaretta e partiva un lungo limone con abbraccio... solo quello ma molto intenso. Quando la portai a casa, mio figlio Marco se ne invaghì. Voleva sapere in che rapporto stavamo io e lei, naturalmente. Un bel giorno, la situazione degenerò. In poche parole, avvenne un triangolo. Alessia era una gran porcellina, non solo le piaceva giocare con mio figlio ma godeva all'idea che io e lui interagissimo incestuosamente. A Marco non parve vero di godersi due donne insieme! Mio figlio me la leccò e poi gli feci anche un bel bocchino. Poi lui scopò lei a cavalcioni e fin qui quasi tutto normale. Ma Marco, estasiato, mise pure me a cavalcioni e mi trapanò mentre quella porca di Alessia ci incitava a continuare. Dopo, Marco trombò Alessia a pecora e lei, nel frattempo, non se la sentì di leccarmi la passera (vi confesso che le avrei lasciato assolvere volentieri il compito). In seguito, mio figlio tornò su di me a missionaria e mi diede un'altra ripassata. Stavolta Alessia se la sentì di leccarmi le tette su insistenza di Marco. Alla fine, lui sborrò felice addosso ad entrambe. Successivamente, la mia collega fu trasferita e Marco, voglioso di sesso, concentrò i suoi pensieri sulla sottoscritta ma io non ero più disposta a dargliela: una chiavata incestuosa poteva bastare. Allora lui disse che si sarebbe accontentato di leccarmela. Ed è quello che fece tutti i pomeriggi sul lettone. Dopo pranzo, iniziava a slinguazzarla fino a sfinirmi. Dopo essere venuta, lo facevo schizzare con le mani in pochi secondi perchè stava eccitatissimo dopo la lunga pratica orale a beneficio della mia vagina. Avevo paura che mio marito potesse arrabbiarsi, dato che la sera, per via della stanchezza, non ero mai disponibile sessualmente. Ma Marco, un giorno, disse che avrebbe risolto il problema. Si mise in testa di presentare un suo amico gay a mio marito in modo da farlo spompare perbene. Bhè, devo dirvi che, da un pò di tempo a questa parte, mio marito torna a casa dall'ufficio bello rilassato e non mi chiede nemmeno più di scopare. Sono sicura che l'amico di mio figlio gli fa dei bei bocchini soddisfacenti, proprio come mi ha di recente raccontato. Intanto Marco è tornato alla carica con la sottoscritta. Il giovanotto dice che, dato che il padre non è più un problema, potremmo intensificare l'attività sessuale a piacimento e scopare. Bhè, per ora gli ho concesso il 69. A volte provoco mio marito per divertirmi ma non gli si alza nemmeno con le cannonate.
Triangoli trasgressivi
giovedì 29 gennaio 2026
Gravidanza sconcia
Mi chiamo Corrado. Ero morbosamente legato a mia madre Caterina. Da sempre averi voluto provarci. L'occasione adatta si presentò quando si ritrovò incinta e mio padre la trascurava. Fu lì che mi feci avanti e la trovai disponibilissima. Dopo un pompino e una leccata di fica me la scopai perbene e a lungo, di fianco, a pecorina, a missionaria. Quando arrivai, le schizzai copiosamente sulla pancia. Poco mi importava della pseudostoriella con Kate. La biondina, quando seppe dell'incesto, si andò a consolare con la ricca amica Laura che la invitò a fare sesso dentro la Limousine, condito da champagne. In realtà mi resi conto che mi piaceva solo mia madre. Caterina mi spiegò che quei rapporti non sarebbero durati per sempre, ma solo fino al termine della gravidanza perchè poi mio padre sarebbe tornato a castigarla come di consueto. Caterina mi spiegò che avrei potuto confrontarmi con i maschi e mi presentò Walter, il figlio di una sua amica, Corinne. Praticamente, Walter mi scopò davanti alle due donne. Lo presi nel culo e mi piacque pure parecchio. In effetti, mi resi conto che la situazione faceva comodo ad entrambe le signore, a mia madre per non avere problemi con mio padre e a quella donna per aver trovato il fidanzatino per il figlio. Sapete che vi dico? Forse è meglio che io continui a prenderlo nel culo perchè, se mio padre sapesse che ho scopato con mia madre durante la gravidanza, come minimo mi toglierebbe di mezzo e poi, in fin dei conti, godo lo stesso.
Il modo per sedurre gli amici
Mi chiamo Marco. Le donne non mi sono mai piaciute, in realtà. In condizioni normali, sedurre i miei amici non era facile ma trovai il loro punto debole. Di solito, gli piaceva girare di notte per andare a guardare le prostitute, solo che poi non avevano i soldi per pagarle. Ma restavano eccitati ed io, talvolta, riuscivo a dispensare qualche pompino. Ma una notte mi andò di lusso. Beccammo Miriana con un signore e osservammo mentre lui se la scopava. Naturalmente, a me eccitò solo il culo dell'uomo mentre gli altri, ovviamente, si focalizzarono sulle grazie della donna. Fortunatamente, riuscì ad isolarmi con Mariano, uno dei miei amici più carini, e lo convinsi a venire a casa mia. Una volta nell'appartamento, la voglia mi facilitò l'approccio e finimmo piacevolmente a 69 a succhiarci gli uccelli. Lui era così caldo che mi chiavò pure ed io andai al settimo Cielo, concedendogli il buco del culo. Tra l'altro ci baciammo pure, durante il rapporto. Quando mi sborrò nel sedere andai proprio in estasi e gli venni sulla pancia. Non so se mi ricapiterà un'occasione così ghiotta ma vi assicuro fu davvero una notte magica!
Le mansioni speciali della cameriera
Mi chiamo Jasmine, sono una studentessa che arrotonda facendo la cameriera. La signora Marika mi fece chiaramente capire che avrei potuto restare lì solo se fossi stata carina con lei. E così andammo insieme nella sua camera da letto. Mi leccò le tette e la figa fino a farmi venire, Poi io ricambiai. Ci volle poco per farla godere. dato che era già molto eccitata. I miei amici sono scettici riguardo a questa situazione ma io ho bisogno di soldi. Oltretutto, non mi è neanche dispiaciuto lesbicare.
mercoledì 28 gennaio 2026
Leccandola a mia madre
Mi chiamo Anita. Mia madre Maura aveva la strana abitudine di toccarsi davanti a me. La capisco, però, dato che mio padre Antonio la trascurava da un pezzo. Raccontai alla mia migliore amica di queste singolari iniziative materne e lei, maliziosamente, mi suggerì che, qualche volta, avrei potuto usare la lingua per appagarla. Quel giorno si presentò più calda del solito in calze a rete e se la toccò seduta sul letto, dove io stavo stesa. A quel punto, d'istinto, le chiesi di raggiungermi e cominciai a leccargliela dal basso. Mia madre non se l'era mai fatta leccare da una donna ma vi garantisco che godette come una porca, anche pechè mi fermai solo quando arrivò all'orgasmo. Infondo, sapevo bene che ci sarebbe stata. Con l'astinenza le va bene qualsiasi cosa, perfino la calda lingua della figlia.
Squirt imprevisto con la ginecologa
Sono Nadia. Vi è mai capitato che la ginecologa ci abbia provato con voi? A me si! Mi sembrava strano che la visita costasse così poco e infatti la d.ssa Alba Rossi non era una tipa tanto normale. Invece di misurare il battito cardiaco nel modo tradizionale usava lo strumento all'altezza della vagina. In breve tempo mi ritrovai con Alba che mi leccava i capezzoli ed Eleonora, la sua assistente, la fica. Il gioco durò a lungo, poi si diedero il cambio sicchè Alba mi leccò la fica, inserendo anche le dita dentro e l'assistente si occupò dei capezzoli. In realtà, Alba usò pure il suo seno per masturbarmi. Ovviamente, anche loro due volevano trovare il piacere. Mi ritrovai a leccare la passera della d.ssa dal basso mentre Eleonora, sopra di me, strofinava la sua patata contro la mia. Le due donne arrivarono all'orgasmo, poi cominciarono a stuzzicarmi insieme: Alba mi sditalinava da dietro mentre Eleonora mi fistava davanti. A quel punto esplosi in uno squirt pazzesco inondando i volti di entrabe, comprese le lenti che portavano.
Signora impegnata corteggiata da una ragazza
Mi chiamo Alba. Notai che Roberta, la figlia della mia vicina, non mi toglieva gli occhi di dosso. Quando mi incontrava per le scale del palazzo mi dava sempre a parlare nonostante non ci conoscessimo bene. Un giorno la invitai a casa mia e lei si lasciò andare ad avances piuttosto dirette. Le spiegai di avere un compagno e osservai la delusione sul suo volto. Tuttavia, mi intrigava offrirle una chance. Le dissi che stavamo da sole e che il mio partner sarebbe rientrato più tardi. Questo le ridette entusiasmo, la voglia di provarci. Si affrettò a spogliarmi, poi si tolse i vestiti a sua volta. Indossavamo entrambe le autoreggenti, io quelle a rete. Sul divano le nostre lingue giocarono tra loro. Le rivelai che mi accingevo per la prima volta a baciare una femmina. Mi lecco' le tette, poi finimmo in un bollentissimo 69. Io stavo sotto, lei sopra, e ci leccavamo le passere con ardore. La stuzzicai pure col capezzolo, strusciandolo sulle sue fessure intime. In realtà me la presi con molta calma, sia perché il gioco mi piaceva, sia perché speravo che, nel frattempo, rientrasse il mio compagno. Tra le sue fantasie più proibite c'è, infatti, quella di scoparsi una lesbica. Roberta si trovò improvvisamente coinvolta in un triangolo. Al mio boyfriend non parve vero di offrire il cazzo a quella giovane ragazza, oltre che alla sottoscritta. Naturalmente, io fui l'elemento di raccordo tra i due. Quando Dario, il mio uomo, comparve sulla scena, Roberta ebbe un attimo di disagio ma ben presto finì per adeguarsi. Imboccai la fava, poi mi lasciai chiavare mentre lei mi leccava i capezzoli. La convinsi a provare la minchia. Nell'eccitazione, fu più facile che si decidesse e spompinò Dario, poi prese perfino il suo cazzo a candela e a pecorina. Dario mi diede gli ultimi colpi, prima di eiaculare copiosamente in bocca ad entrambe.
lunedì 26 gennaio 2026
In vacanza con la rivale
Sono Jessica. Non so se sia un'idea saggia andare in vacanza con la rivale (o ex rivale) in amore. Eh si, perchè Leo, aveva usato entrambe. Ci scopava a giorni alterni sperando che nessuna delle due si accorgesse dell'altra. E poi il patatrac era venuto fuori. Delusa, chiesi a Miranda di passare le vacanze insieme in un posto da sogno e lei accettò. Quando ci ritrovammo da sole, immerse nella natura, fu quasi naturale spogliarci per poi fare l'amore anche se io sono un pò più dolce, di norma. Le leccai la fica, le misi anche le dita dentro, invece lei pensò di sfondarmela con un dildo col quale mi penetrò pure il culetto. Bhè, che importa, l'essenziale è che staimo bene insieme.
Ospite a casa dell'amica
Mi chiamo Karen. Io e la mia amica rossa, Ornella, non siamo santarelline. Di cazzi ne abbiamo visti e presi fin troppi, nel corso del tempo. Ma forse si trattava solo di chiavate. Posso dire di aver fatto l'amore con lei, anche se non me lo aspettavo. Stavamo dormendo insieme, nel letto, a casa sua. I suoi genitori anziani dormivano in un'altra stanza. Quella sera nessuna delle due aveva sonno. Fui io a lanciare l'amo, dopo esserci guardate negli occhi a fondo. Ma lei lo raccolse molto bene. Mi accarezzò il seno, lo leccò. Poi passò un mano sul sedere facendomi i complimenti. Quando si bagnò le dita, capì che voleva accarezzarmi la figa e glielo lasciai fare. Ma si sa che con la lingua si gode di più. Bastò un minimo accenno al sesso orale che lei si chinò a leccarmela ed io andai in estasi. Ovviamente ricambiai. Ma volevamo qualcosa di più intenso e così finimmo magicamente a 69, io sotto, lei sopra, a leccarcele stupendamente fino all'orgasmo.
Impara l'arte e mettila da parte
Parrucchiere per uomo vizioso
Mi chiamo Bruno. Sono un parrucchiere per uomo. Nel mio salone vengono tante persone di ogni età e si finisce per chiaccherare tanto. I clienti si confidano e quindi, spesso, nasce una certa complicità. La svolta accadde quando tagliai i capelli ad un tizio poco prima dell'orario di chiusura. Di solito, dopo aver tagliato, pratico un massaggio rigenerante al collo. Quella volta notai che il cliente stava avendo un'erezione in piena regola. D'istinto, incuriosito dalla situazione, mi venne di mettere la mano tra le sue gambe e di massaggiare da sopra al pantalone. Lui gemeva con gli occhi chiusi ed io, a quel punto, calai la zip, lo tirai fuori e glielo segai perbene finché mi schizzò sulla mano. L'esperienza mi aveva eccitato moltissimo, nonostante non avessi mai interagito sessualmente con gli uomini. Un mesetto dopo, quando il cliente ritornò, dopo il taglio, praticai di nuovo il massaggio al collo e lui si eccitò come la prima volta. Però pensai di agire in modo diverso e gli dissi: "Se vuoi puoi metterti più comodo". Lo feci spogliare completamente e stendere su un lettino per i massaggi. A quel punto lo segai e lo spompinai e lui mi arrivò dolcemente in bocca. Assaporai per la prima volta la cremina maschile e ne rimasi estasiato. Mi spogliai a mia volta e lo presi da dietro, a pecorina. Me lo scopai a lungo fino ad arrivargli copiosamente dentro al culo ma, proprio nel momento topico dell'eiaculazione, entrò nel negozio la mia compagna. Sara, inizialmente, restò sconvolta. Non capiva come fossi arrivato a tali perversioni. Ma a casa ne parlammo con calma. Le spiegai che mi era venuto piuttosto naturale, spontaneo. Pian piano si convinse che, se non si trattava di donne, infondo poteva anche accettarlo. Questo mi diede lo stimolo per continuare. Riuscì a sedurre anche altri clienti, divenne un vizio irrefrenabile. Quando mi trovavo da solo con qualcuno, di qualsiasi età, ci provavo e, il più delle volte, mi andava bene. Nel quartiere si chiedevano come mai riscuotessi tanto successo con l'attività essendo, peraltro, un barbiere non eccelso. Far godere mi garantiva di averli soddisfatti pienamente e, naturalmente, pure io mi svuotavo perbene i coglioni. Che si trattasse di ragazzi o di maturi, di fidanzati, single, sposati, pensionati, l'obiettivo non cambiava affatto. Castigai anche uomini di 65-70 anni. Poi raccontavo i dettagli delle avventure alla mia compagna. All'inizio non voleva nemmeno conoscerli ma poi, pian piano, si incuriosì e divenne una bella troia complice. Si eccitava a sapere i particolari intimi delle persone che conosceva di vista e che io mi scopavo. Ma quella bigotta della madre non avrebbe mai dovuto conoscere nulla del mio vizio. Ad un certo punto, però, lo venne a sapere, dal momento che le voci in paese girano. Mia madre Anna è una donna di larghe vedute, in realtà comprese le mie esigenze, così mandai lei a discutere con la madre della mia compagna e, per fortuna, si risolse tutto con una bella lesbicata riappacificatrice tra mature. Bhe', il vizio mi costa caro, lo ammetto, dal momento che, per tener buone le tre donne (soprattutto Petra, la mamma della mia compagna), mi tocca sganciare, di tanto in tanto, soldi e regali ma, in compenso, le soddisfazioni economiche e sessuali con i clienti non mancano. Gli uomini non vengono certo al negozio perché sono un bravo barbiere ma perché li faccio godere. Proprio Petra aveva sempre qualcosa da ridire sulla mia attività e, ovviamente, sulle reiterate corna propinate alla figlia. Evidentemente soldi e regali non bastavano, ecco perchè, ultimamente, ho deciso di chiavarmela in modo da tenerla ben rilassata. E devo dire che, a letto, la madre è perfino meglio della figlia!
venerdì 23 gennaio 2026
Amiche ritrovate
Mi chiamo Elena. Io e la mia amica Carmen avevamo litigato aspramente per via di un ragazzo per cui non ci sentimmo più per mesi. Fu mia l'idea di ricontattarla. Quando Carmen venne a trovarmi bastò un abbraccio per dimenticare tutto il rancore. E da lì ci fu un bel bacio complice dal quale partì una favolosa lesbicata. Ce le leccammo a vicenda finendo pure a 69 e poi ce le strofinammo come due lesbicone navigate. Godemmo proprio tanto insieme. Bè, considerando che siamo entrambe single potremmo frequentarci assiduamente.
Diaboliche
Mi chiamo Marcella. Con mio marito Dario adottai un ragazzo filippino di nome Joaquin. Conducevo una vita tranquilla senza eccessi finchè Mia non si accostò al giovanotto. Mi innamorai subito di lei. Del resto, Mia sceglieva i ragazzi per arrivare alle madri. Joaquin era intenzionato a sposare Mia. La cosa mi dava fastidio ma Mia mi assicurò che, dopo le nozze, avremmo potuto attuare un piano diabolico per poter vivere serenamente la nostra storia lesbo. Il piano consisteva nel martellare psicologicamente i due maschietti. Sicchè io cominciai a parlare a Dario di Joaquin in modo ossessivo, anche durante l'intimità. Nel frattempo, Mia fece lo stesso con Joaquin, menzionandogli ripetutamente il padre. Insomma, col tempo, venne ad entrambi la curiosità di un rapporto omosessuale. Ma bisognava creare le condizioni adatte affinchè la trasgressione avvenisse. Così io uscì lasciandoli da soli. Dario stava riposando in camera da letto. Pregai Joaquin di portare al padre adottivo un drink. Accadde proprio quello che io e Mia volevamo. In camera da letto, Dario scopò Joaquin, venendogli nel culetto. Era fatta! L'esperienza si ripetette più e più volte. Quando uscirono allo scoperto, io appoggiai totalmente quella torbida relazione precisando che neanche Mia avrebbe avuto nulla da ridire. Figurativamente, Mia e Joaquin sono sposati ma sotto le lenzuola accade ben altro. Si tratta di un classico matrimonio di facciata, nulla più.
giovedì 22 gennaio 2026
L'amica e il ritorno del marito
Un saluto da Assia. Andai a trovare la mia amica Vera. Lei si meravigliava del fatto che pagassi così poco gli artigiani per cui fui costretta a dirle la verità, ossia che mi avvalevo dei pagamenti in natura offerti da mio figlio a quegli uomini. Le rivelai anche che spiavo mentre mio figlio interagiva con gli "ospiti". Si nnescò un clima di eccitazione, soprattutto da parte sua. Mi resi conto che aveva voglia di sfogare. Sembrava strana una cosa del genere tra due amiche che si conoscono da anni ma, infondo, alla puttaneria non c'è mai limite, giusto? E fu così che inziammo a lesbicare. Iniziò con baci, abbracci per poi dilagare. Fui io a leccarla per prima e a lungo. Non le risparmiai nemmeno il buco del culo e assistetti al suo profondo orgasmo. Poi lei ricambiò e mi condusse al piacere. Vera mi chiese di vederci più spesso, dopo la gradevolissima esperienza. Nel frattempo, venne a trovarmi il mio ex marito Gustavo, che ammise di avermi lasciata per mettersi con un uomo. Bhè, volli togliermi la soddisfazione di rompergli il culo, perlomeno. Ci entrai con tre dita, con lo strap-on, col dildo e poi gli feci un pompino finchè mi esplose in faccia. Bhè, adesso capisco da chi ha preso mio figlio ma Paride almeno mi è utile.
L'aspiraminchie
Mi chiamo Assia. E' noto che, di solito, gli artigiani sono cari e, spesso, nelle case, sono necessarie le manutenzioni. Ma, grazie a mio figlio Paride, questo problema veniva puntualmente risolto brillantemente. Effettuato il lavoro, l'artigiano di turno sparava un botto ma Paride era sempre pronto a dialogare e trovare il rimedio adeguato. A lui non importa se si trova davanti a giovani o a persone più attempate, basta che siano uomini trova il modo di coinvolgerli e farli godere. Proprio come accadde con il giovane elettricista, Rocco. Dopo aver rifatto gli impianti di casa, sparò una cifra blu, compresa tra i 3 e i 4000 euro. Non sono disposta a darla ad estranei come pagamento in natura, per quello c'è Paride. Il dialogo in salotto fu breve. Dopo pochi minuti, Paride gli stava facendo già un pompino e proseguì con la leccata di culo. I ragazzi si misero a scopare, a Paride piace tanto prenderlo nel culo. Io intanto spiavo e mi masturbavo, come al solito. Paride venne per primo. Il cazzo dell'elettricista eiaculò inondando culo e testicoli di Paride. Il resto lo prese in bocca. Credo che neanche io, casomai avessi voluto, sarei stata capace di svuotare i coglioni così a fondo. Quando l'esperienza si concluse, Rocco tornò da me annunciando di applicare un fortissimo sconto ma io sapevo già il perchè. In conseguenza di questo andazzo ho trovato un soprannome adatto a mio figlio, ossia "L'aspiraminchie" perchè lui i cazzi li svuota davvero a fondo, sia con la bocca che con il culo!
mercoledì 21 gennaio 2026
Viziosa
Mi chiamo Sonia. Sono preda del vizio. Tutto cominciò frequentando la mia amica Franca. Lei, per un periodo, si mise a ricevere uomini a casa, dietro compenso. Si dette da fare, guadagnando anche un bel pò di soldi, finchè il marito non se ne accorse scatenando un putiferio che la costrinse a smettere. Quell'esempio negativo fu per me, paradossalmente, fonte di ispirazione. Decisi di soddisfare uomini in Hotel. Proprio a Franca lo andai a raccontare. Insieme ci ubriacammo e facemmo una ricca lesbicata. Forse Franca si preoccupava che mi potesse accadere qualcosa, intrattenendo sconosciuti in Hotel. Per tale motivo lo rivelò a mio figlio Giacomo che, ormai impazzito, per via di una madre degenerata, non solo si scopò la mia amica, ma poi mi raggiunse in Hotel per castigare anche la sottoscritta. E da pervertita quale sono, posso dirvi che fu una scopata memorabile, piena di sperma. Me lo schizzò tutto in bocca, come si fa con le vere mignotte di professione. Sembra che io sia un catalizzatore di porcate.
Un aiuto torbido
Mi chiamo Jolanda. Martina, la mia migliore amica, era ossessionata dalla figlia Gisella. Stravedeva per lei, la pensava in modo morboso, perverso. Quando Gisella pensò di sposarsi, Martina andò in ansia nonchè su tutte le furie, non voleva che la ragazza si allontanasse da casa. E così venne a chiedermi aiuto. In poche parole, con la scusa che avrei dovuto insegnare a Gisella a cucinare, avrei permesso un approccio intimo tra le due. Coinvolsi Gisella in un gioco erotico bendandola, permettendo alla madre di leccarle abbondantemente la fica. Gisella rimase turbata da tutto ciò ma, a quel punto, era così eccitata che continuammo meravigliosamente a lesbicare in 3 leccandocele a vicenda. E' nel momento del bisogno che si vedono le vere amiche, giusto?
martedì 20 gennaio 2026
Provando la lingerie
Premetto che non ero mai stata con le donne. Il mio nome è Simona. Claudia mi disse di seguirla in bagno per provarci la lingerie mentre i nostri compagni aspettavano fuori, seduti in salotto. Devo ammettere che la situazione era particolarmente eccitante e Claudia, la mia migliore amica, ne approfittò per leccarmi la figa. Poi, completò il lavoro con le dita. Non mi ero mai sentita così troia. Quando uscimmo fuori, i partner erano spariti. Di sicuro avevano capito che in bagno era successo qualcosa. Ma Claudia mi suggerì che dovevamo mandarli in bianco perchè, prima o poi, in astinenza, ci avrebbero emulate. In effetti, abbiamo saputo che se lo sono succhiato a vicenda e hanno pure scopato. Adesso siamo veramente libere di vivere questa nuova relazione trasgressiva, vi pare?
Spiando la madre
Mi chiamo Mario. Avere una madre bona come Marika può risultare un problema serio. Con una ex modella in giro per casa, gli stimoli sono continui. Mio padre stava spesso fuori per lavoro e io spiavo lei mentre si faceva la doccia. Con quel corpo statuario mi dava lo spunto per dei gran segoni. Ma poi, un giorno, volli esagerare: spinto dall'eccitazione, mi feci beccare. Sostanzialmente, le presentai l'uccello duro davanti. Le chiesi di aiutarmi con una sega. Marika fece un pò di storie ma poi acconsentì. Sapevo che ben presto, eccitata pure lei, sarebbe passata al pompino. Poi, sapendo che adoro osservare, mi fece una sorta di spogliarello, forse sperando che concludessi con una masturbazione. Bhè, ne approfittai per leccarle la figa. Dopo di ciò, me la scopai, prima a pecorina, poi a missionaria. E lì le schizzai sulle tettone ma poi lo rimisi un altro pò nella figa, prima che uscisse fuori e schizzasse del tutto grazie alle sue manine. Non vado fiero di ciò che ho fatto ma di sicuro ne è valsa ampiamente la pena.
Mollata sull'altare
Mi chiamo Nadia. Quando il promesso sposo mi lasciò sull'altare stavo davvero male. Alex, una delle mie due migliori amiche, mi consolò. Stavo davvero a pezzi per cui la baciai d'istinto in cerca di conforto. Certo, non mi aspettavo che lei, poco dopo, mi leccasse pure la figa! Fu davvero strano ma mi piacque. Ero così eccitata che riuscì perfino a ricambiare, leccandola a mia volta. In tutto questo, ce le strofinammo pure, oltre a finire magicamente a 69. Quando raccontammo l'episodio a Nadine, l'altra ragazza, lei ci snobbò completamente affermando di non condividere i rapporti definiti contro natura. Giorni dopo, parlai da sola con Nadine e capì che aveva detto quelle cose solo per gelosia nei confronti di Alex. In poche parole, finì a letto anche con Nadine. Gliela leccai parecchio e pure lei mi slinguazzò un pò. Poi ce le strofinammo pure piacevolmente. Fu davvero esaltante fare sesso con la bella Nadine. In tutto ciò, Alex ci sorprese e rimase delusa. Non immaginavo che, qualche giorno dopo, Alex facesse visita a Nadine. Avevano entrambe paura di perdermi per via dei loro litigi e così si convinsero a sotterrare l'ascia di guerra. Insomma, venni a sapere che avevano lesbicato nell'ufficio di Nadine. Aspetto a momenti che mi chiedano un rapporto a tre.
Il servizio completo della cameriera
Mi chiamo Maria. E pensare che la padrona di casa dove ero stata presa come cameriera, la signora Adele, sembrava una tipa severa. Col tempo vennero fuori tutte le sue fragilità, incluso il rapporto complicato col marito che la trascurava per star dietro alle giovani segretarie sculettanti dell'ufficio. Con i mesi, Adele cambiò il suo atteggiamento nei miei confronti, passammo a darci del tu e mi mostrò in modo chiaro di aver bisogno di attenzioni. Per guadagnare tempo era perfino disposta a sbrigare con me le faccende domestiche, in modo che poi saremmo state sole, pronte a divertirci. Abitualmente non vado con le donne ma la situazione mi faceva comodo e poi lei è anche una persona attraente. Dopo i baci, fioccarono le reciproche leccate di culo, oltre a quelle di fica. Ad un certo punto, gasata, le ficcai un bel dito nel sedere, prima che ci mettessimo a sforbiciare come due maiale in calore. La mattinata la trascorrevamo così. Quando la mattina bussavo alla porta verso le 9, mi accoglieva con un sorriso smagliante, come se stesse aspettando l'amante.
lunedì 19 gennaio 2026
Cura atipica per la depressione
Mi chiamo Vanessa. Dopo la rottura con mio marito, ero caduta in depressione e non mi andava più di fare sesso. Fu mia figlia Enrica a scuotermi coinvolgendomi direttamente in una lesbicata incestuosa. Dopo il bacio, il suo ditalino focoso mi premise di lasciarmi a andare. Ricambiai il ditalino e poi mi prodigai a leccarle fica e culo. Quella trasgressione mi rimise di buon umore anche se ero conscia della gravità della situazione. Ne parlai con la mia amica Marianna, che non attendeva altro che vedermi pronta per le porcate. Dopo aver bevuto insieme una tazza di caffè scattò il bacio e da lì tutto il resto: lei leccò me ed io lei, prima di finire magicamente a 69. Per la cronaca: sono decisamente rinata e mi divido tra entrambe.
venerdì 16 gennaio 2026
La zia in trasferta la madre in casa
Mi chiamo Erica. Per una lesbichetta incallita come me, ottenere fisicamente sia mia zia che mia madre, fu come vincere al lotto. Ma andiamo con ordine. Non conoscevo di persona zia Dora, la sorella maggiore di mia madre Luisa. Fu proprio la mia genitrice a suggerirmi di andare a trovare Dora, che abitava negli Stati Uniti, per consolarla dopo la morte del marito. In realtà, mi bastò un giorno e mezzo per portarmela a letto. Feci leva sul fatto che non andava più con gli uomini, per non screditare la memoria del marito ma comunque le voglie le aveva. Insomma, le feci capire che tra donne era più un'amicizia, un conforto. Con questa pseudoscusa, riuscì a farmela. Aveva delle gran tette e una bella fica che mi premunì di leccare. Ma il bello fu quando le infilai dentro tutta la mano. La sua vagina era accogliente. La spanai perbene e, alla fine, aggiunsi anche la lingua a solleticare il culetto per garantirle un orgasmo da paura. Anche lei fu brava a ricambiare, leccandomi prima la patatina e poi l'ano. Per un mesetto, mi sollazzai con la zia: lunghe passeggiate in riva al mare e altrettante lunghe fottute. Poi, tornai a casa. Non raccontai a mia madre subito la verità, solo che non riuscivo a tenere dentro questo segreto. Quando decisi di rivelarlo, entrai in camera di mia madre senza bussare e la trovai in lingerie mentre si stava masturbando. Considerando che Luisa è una strafiga, non mi parve vero di avere un'occasione con lei. Prima tirai fuori la verità, lasciandola un pò shocccata. Poi, ci tenni a precisare che lei era molto più bella (oltre che più giovane) della zia. Luisa si rese conto che la desideravo e aprì le gambe. Non persi certo l'opportunità di slinguazzare pure lei. Quando mio padre rientrò a casa non si accorse di nulla. Bhè, ogni tanto parto per l'America e mi diverto ma so bene che, quando torno, c'è una bella signora bionda pronta ad accogliermi a braccia aperte, oltre che a cosce aperte, si intende.
Esperienze torbide di una signora matura
Mi chiamo Justine. Mio figlio Mario approfittò del mio corpo, consapevole del fatto che mio marito mi trascurava. Fu scaltro a intortarmi col regalo di una piantina, sapendo che io ci vado matta. Disse di meritare una sorta di ricompensa e mi baciò direttamente in bocca. Le sue mani si muovevano scaltre e veloci. In men che non si dica, mi stava già accarezzando e leccando il seno, poi la fica. Mi baciò ancora, stavolta io fui più disponibile, dato che l'eccitazione cresceva implacabile. Pretese un bocchino e io glielo feci. Rimasi sbalordita per il suo notevole cazzo. Dopo di ciò me lo piazzò nella fica senza troppi convenevoli. Missionaria, pecorina, cavalcioni, le posizioni le assunsi proprio tutte. E, alla fine, gradì una sega spagnola godendosi le mie poderose tettone sulle quali schizzò copiosamente, oltre a svuotarsi, per la restante parte, nella mia bocca. Se andare a letto con mio figlio fu una leggerezza enorme, un incesto in piena regola, non sbagliai certo meno a confidarmi con quella che credevo fosse la mia migliore amica, Jolanda. Non riuscivo a tenere dentro un peso del genere per cui le raccontai tutto. Lei prese la palla al balzo per sedurmi. Le chiesi, secondo lei, cosa trovasse mio figlio in me di così accattivante. Lei rispose che per capirlo dovevo spogliarmi. Mi incitò a togliere i vestiti davanti a lei, una sorta di spogliarello. Levai perfino le mutande. A quel punto, disse che potevo rilassarmi con un dildo. Onestamente, ero un pò eccitata e cominciai a giocarci un pò ma, ad un tratto, lei, che nel frattempo si era spogliata a sua volta, si avvicinò per ficcarmelo dentro con le proprie mani. Mi ritrovai a cosce aperte con lei che dvaa il ritmo muovendo l'oggetto dentro e fuori sempre più rapidamente. Non mi sono mai piaciute le donne ma, in quella circostanza, sbrodolai tutta. Ero arrabbiata per essere stata ingannata, da un lato, ma, dall'altro lato, sotto sotto, penso di essere una gran troia che ha voglia di starci.
giovedì 15 gennaio 2026
I nostri colleghi complici
mercoledì 14 gennaio 2026
Massaggio indimenticabile
Mi chiamo Paola. Precedentemente non ero così open mind. Il punto di svolta avvenne quando mi recai in un centro massaggi. Ci stava una ragazza di nome Noemi che sembrava molto brava e professionale. Soltanto che, andando avanti col massaggio, mi resi conto che le piacevano le donne. Ci furono delle ambiguità iniziali, quando mi massaggiò il culo dispensando apprezzamenti. Ma fin lì non me ne ero resa del tutto conto. Quando le dita arrivarono nella figa, compresi appieno i suoi gusti. Mi lamentai ma lei andò avanti portando prima il capezzolo sul clitoride e poi usando la lingua. A quel punto ero sua. Mi girò a pecora e lì mi dette una slinguazzata da paura fino all'orgasmo. Che massaggio indimenticabile! Inizialmente, non ne feci parola con il mio ragazzo, Stefano. Poi, riflettendo sul nostro rapporto, diventato sempre più piatto, decisi di parlargliene. Ma dovevamo stare allo stesso livello per cui, durante l'intimità, gli chiesi prima se fosse mai andato con un uomo. Dopo aver sbottato un pò, mi rispose di si. A quel punto, pensai di organizzare con un collega di Noemi, Milton e lo invitai a casa. Stefano era contrario ma poi si fece massaggiare, e non solo normalmente. Milton gli propinò una sega anche un grande pompino. Bhè, dopo quella volta fui sicura che entrambi avessimo ampliato i nostri orizzonti sessuali e dato sapore alla nostra relazione.
Triangolo con la cartomante
Mi chiamo Rossana. Avendo un partner avvenente accanto come Josh, temevo di poter essere continuamente tradita. Per questo motivo, chiesi un consulto presso una nota cartomante, Amelia. Dalle carte uscirono le donne e lei mi fece credere che fossero collegate a lui. Quando Josh mi raggiunse nell'abitazione della donna, lei affermò di poter salvare il nostro rapporto. In realtà, ci condusse in una stanza un pò oscura dove la situazione si configurò come un rapporto a tre. Scopai con lui a candela davanti a lei che mi dava dei baci e mi palpava le tette. Poi gli facemmo un pompino in tandem, dopo averlo succhiato singolarmente. Ripresi a farmi impalare a candela mentre lei si sditalinava. Ad un certo punto, Josh se la scopò a pecora, mentre lei mi leccava deliziosamente la fica. Vi confesso che ebbi un profondo orgasmo. Amelia, poco dopo, mi coinvolse in una sforbiciata da paura dove le nostre fiche si sfregarono ripetutamente cercando il sommo piacere, mentre lui, arrapatissimo, si masturbava godendo lo spettacolo. Josh, dopo di ciò, schizzò sui corpi di entrambe. Solo a quel punto, Amelia rivelò il bluff precisando di aver effettuato la veggenza su di me e non su di lui per cui le donne uscite nelle carte erano destinate a me. Bhè, dopo quell'esperienza sono di sicuro meno gelosa del partner e disposta a condividere con lui altre femmine, sempre a patto che siano belle come la cartomante.
martedì 13 gennaio 2026
L'arte di prevedere il futuro
Mi chiamo Melania. Data la mia perenne sfiga riscontrata con i ragazzi, su consiglio di un'amica, mi rivolsi ad una cartomante. Miriam sembrava una veggente professionale finchè non mi baciò all'improvviso. Ci sapeva fare ed io cedetti. Disse che la felicità l'avrei trovata con le donne, piuttosto che con gli uomini. Oltre ad un normale ditalino, mi fistò di brutto con due dita decise nella fregna. Anche io cercai di ricambiare, naturalmente. Ritrovarmi con lei sul pavimento a 69, fu l'ultima cosa che avrei immaginato che potesse accadere. Forse ha ragione lei, dovrei proprio cambiare sponda!
Pevertita totale
Mi chiamo Corinne. Devo ammettere di essere una gran pervertita. Dopo la separazione con mio marito, cominciai a fantasticare su mia figlia Daniela e riversai su un blog (dal titolo: "La ragazza di mamma") le mie pulsioni. Di queste idee ne parlai anche con la mia amica Ornella, la quale non approvava ma colse l'occasione per leccarmi la fica. Un giorno, mentre stavo smanettando sul blog in camera mia, entrò di colpo Daniela che si accorse del mio prodotto web. Pensavo che si incazzasse e non mi rivolgesse più la parola, come minimo, invece rivelò la sua passione per le donne e così, sostanzialmente, finimmo per lesbicare. Riconosco che è una porcata ma si trattava anche del mio sogno che realizzai in pieno, quasi inaspettatamente. E poi, la ciliegina sulla torta, fu l'incontro con Ornella ed altre tre sue amiche per un quintetto da paura. Credevo che fossero delle donne noiose, invece manifestarono l'interesse per un rapporto di gruppo. Vi lascio immaginare che goduria cinque donne disinibite che, dopo un'esposizione collettiva di tette, si sditalinano e leccano a vicenda tettone, fica e culo senza risparmiarsi. Gli orgasmi furono garantiti, ovviamente!
lunedì 12 gennaio 2026
Odiavo i compromessi
Un favore pagato a caro prezzo
Mi chiamo Sara. Io e il mio ragazzo, Giacomo, cercavamo disperatamente un immobile economico. L'impresa era titanica ma il suo amico Silvestro, impiegato in un'Agenzia del settore, riuscì a trovarci l'occasione giusta. Tuttavia, Silvestro è gay e pretese di essere ricambiato adeguatamente. Giacomo era titubante ma io lo convinsi che fosse la cosa giusta da fare. Mi incuriosiva vedere se il mio boyfriend avesse ceduto. In realtà, non ci volle nemmeno troppo affinchè ciucciasse il pisello duro dell'amico. Successivamente, Silvestro gli leccò il culo, mentre io spompinavo Giacomo. E, dulcis in fundo, il mio ragazzo lo prese nel culo mentre io lo sbocchinavo. Bhè, Silvestro si fece un giro nella mia passera, dopodichè, mentre eiaculava, prese la sborra di Giacomo in bocca. Quella porcata in tre cambiò decisamente il nostro rapporto. Adesso, Silvestro viene spesso a trovarci nella casetta nuova e non disdegna di inculare il mio ragazzo e pure la sottoscritta. Gli saremo eternamente grati per il favore che ci ha fatto, indubbiamente, e non possiamo fare altro che ricambiare.
Monelli in Albergo
Sono Rosy. Lavorando come cameriera in un albergo di periferia, dove si rifugiano le coppiette, ne vedo di tutti i colori. Ma è un pò insolito beccare a letto due ragazzi. Quel giorno stavo iniziando il solito giro delle pulizie. Quando aprì la porta, loro evidentemente non mi sentirono per cui rimasi in disparte a spiare e origliare. Mi resi conto che i due ragazzi in questione avevano un flirt ma temevano di essere scoperti, probabilmente a causa delle famiglie che non ammettevano certi generi di rapporti. E così si erano rifugiati in Hotel, sperando di trovare la privacy adeguata per fare sesso. Dopo reciproci bocchini preliminari, e una leccata anale, i due cominciarono a scopare. Il biondo, più muscoloso, stava a cavalcioni sull'altro ragazzo. Poi passarono alla pecorina ed infine a missionaria. L'attivo eiaculò copiosamente bagnando natiche e buco del passivo. Devo ammettere che fu eccitante osservarli, al punto che mi ritrovai pure bagnata.
venerdì 9 gennaio 2026
Mamma amante delle trasgressioni
Tiepida col ragazzo
Mi chiamo Fiona. Pur essendo fidanzata con un ragazzo, alimentavo interesse per le donne, specialmente una mia collega di lavoro bionda, Fiorenza. Stavamo riguardando delle scartoffie a casa mia quando il mio ragazzo messaggiò spiegando che sarebbe arrivato di lì a poco. Mi portò le rose ma io dissi di essere occupata e me lo tolsi di torno rapidamente in modo da restare da sola con Fiorenza. Le rose le offrì a lei prima di baciarla e condurla sul letto per leccarle la fica. Poi lei ricambiò, prima che ci esibissimo in una proverbiale sforbiciata da sogno.
giovedì 8 gennaio 2026
Lavoretti al maschile
Mi chiamo Aldo. Anche se sto con una ragazza, mi piacciono decisamente gli uomini. Attratto particolarmente da quelli grandi, mi feci succhiare il cazzo dal vicino maturo davanti alla moglie e gli schizzai copiosamente in bocca. Poi ne parlai con la mia lei, Erica. Intrigata, decise di organizzare un incontro con l'amica Paola e il suo ragazzo, Giacomo. E così, alla fine, me lo succhiò pure lui e ci facemmo delle estenuanti seghe reciproche fino a venire per la gioia delle ragazze presenti.



















































