venerdì 14 giugno 2024

Provando il vestito

Mi chiamo Diana. Non immaginavo che la mia amica Karen trovasse la scusa di farmi vedere come le stava un vestito rosso per provarci con la sottoscritta. Sono di mentalità aperta, anche se preferisco gli uomini. Ad ogni modo, Karen insistette affinchè mi spogliassi. La lasciai fare ma poi mi opposi restando in reggiseno e mutandine. Compresi la sua eccitazione e così cercai un compromesso: guardare insieme un porno. Ma lei era troppo gasata per accontentarsi e troppo vogliosa del mio corpo. E così mi ritrovai nuda mentre lei mi leccava con gusto la bernarda. Compresi che quel pomeriggio sarebbe andato in un certo modo e così cercai di sbollire la sua libidine acuta, rilassandola con la lingua. La sua figa calda e bollente accolse con gioia il "massaggio linguista" e sbrodolò fino all'orgasmo. Ormai eravamo pronte per una proverbiale strofinata tra passere e così godetti anch'io intensamente, mentre lei assaporò splendidamente il bis.


African Dream

Mi chiamo Marco. I rapporti tra i miei genitori erano tesi. Tutto lasciava presagire ad una fine imminente della relazione. Dopo il divorzio, mia madre Marika organizzò un viaggio in Africa con me e mia sorella Cristina. Una volta giunti in quel luogo, mia madre abbandonò ogni sorta di inibizione e si diede alla pazza gioia interagendo coi maschi locali dotati di grossi randelli. La mia genitrice lasciò che quegli uomini le spanassero perbene non soltanto la figa ma pure il buco del culo. Constatando ciò, inizialmente, mia sorella rimase sconvolta ma poi si comportò esattamente allo stesso modo e lasciò che quei neri cazzuti la penetrassero a dovere. Ed io? Bhe, Sapere di avere madre e sorella troie mi trasmetteva una certa inquietudine ma poi la curiosità prese il sopravvento. Cosa provavano quelle due maiale a farsi sfondare in quel modo? E così caddi anch'io preda della tentazione e interagì con un maschio di colore che, dopo gli eccitanti preliminari, me lo ficcò beatamente nel culo. La vacanza si concluse ma si può senz'altro affermare che certe abitudini viziose restano. Posso dire che io, mia madre e mia sorella, i cazzi neri li becchiamo spesso pure in Italia!

africa


sabato 8 giugno 2024

Divorziato inculato

Mi chiamo Lucia. Mia madre Rosalba e mio padre Fulvio non andavano molto d'accordo. Immaginavo che, prima o poi, i continui litigi, avrebbero portato ad un lento ed inesorabile distacco. Il divorzio è sicuramente un momento destabilizzante per una coppia. Se Rosalba trovò facilmente un altro uomo, Corrado, che le stesse accanto, non si può dire lo stesso di mio padre che, invece, rimase da solo, almeno per i primi tempi. Scelsi di restargli accanto perché sapevo che aveva più bisogno di affetto, rispetto a Rosalba. Eh sì, convivevo con mio padre. All'inizio la situazione andò avanti in modo tranquillo, io mi occupavo delle faccende di casa e lui si recava al lavoro. Gli suggerì di frequentare altre donne ma lui disse di aver chiuso con il gentil sesso, dato che tutte le ricordavano, in qualche modo, mia madre. A questo punto, cominciò la seconda vita di mio padre. Mi sembrò strano che invitasse a casa uomini di vario genere, compresi il macellaio e il salumiere, gente con cui non aveva mai avuto eccessiva confidenza. Affermò di intrattenersi con loro a scambiare quattro chiacchiere e, alle volte, a guardare le partite. Fui contenta, sapendo che stava in compagnia e non potevo certo immaginare quale fosse la reale situazione. Finché, un giorno, tornando in anticipo dall'Università, Entrai in casa e sentì tutto tranquillo nel corridoio. Poi, mi avvicinai alla porta socchiusa della camera da letto e riconobbi il tabaccaio che stava montando mio padre a pecora con foga sul letto. Situazioni analoghe si ripetettero con altri commercianti della zona. Insomma, mio padre lo prendeva dietro e pure parecchio! Non vi nascondo che, a furia di guardare, mi tirai pure qualche ditalino. Quella sortat di schifezze, in qualche modo mi eccitavano. In ogni caso, le voci corrono, si sa. Queste stesse persone che andavano a letto con mio padre, mi sorridevano ironicamente per strada. A volte li sentivo parlare tra di loro e affermare frasi tipo: "Da quando ha divorziato si è dato alla pazza gioia. È bello avere una puttana calda in zona col buco del culo sempre disponibile". Ormai sapevo tutto ma quelle parole mi gelarono il sangue: mio padre divenne la troia del quartiere! È evidente che a quegli uomini facesse comodo andare a sfogare le voglie a gratis. Non riuscivo a tenere questo peso dentro e così decisi di andare a parlarne con mia madre. Non si sorprese affatto, anche lei era al corrente della situazione. Mi disse: "L'ho saputo anch'io che tuo padre si fa rompere il culo dagli uomini". A quel punto esclamai: "Ora mi sento davvero sola, tu hai un uomo e sei tranquilla e papà ha i suoi discutibili giri... e a me non mi caga più nessuno!". Mi intrigò osservare Corrado mentre scopava con mia madre. Confesso che avrei desiderato il suo cazzo ma mia madre non l'avrebbe mai permesso. Ad ogni modo, Corrado affermò che mi poteva far bene conoscere sua figlia Clara. Seppur non troppo portata verso le donne, trovai la ragazza splendida. Riuscì a stabilire una chimica con lei e arrivai perfino a leccargliela un pò. Ma sul più bello, arrivò proprio Corrado e se la scopò. Ignoravo che i due intrattenessero rapporti incestuosi da anni. Quel porco mi aveva mandato apposta da lei per poi subentrare. E così si scopò anche me e mi venne nella fica. Godetti, anche se odiai essere stata presa con l'inganno. Delusa dagli uomini, mi rivolsi a Vanessa, una bionda lesbica incallita. Volevo che mi iniziasse alle vie saffiche. Per un pò funzionò ma mi ritornò presto la voglia di cazzo. Decisi di parlare apertamente a mio padre, gli dissi chiaramente che conoscevo i suoi intrallazzi, che lo spiavo da tempo, e mi venne l'idea di stargli accanto proprio mentre scopava con un tizio, il sig. Carmine. Io avrei potuto concedermi al figlio Giacomo, così saremmo stati vicini io e mio padre e, infondo anche loro due, i nostri ospiti. Mio padre lo prese nel culo e, contemporaneamente pure io lo beccai da Giacomo. Al momento delle eiaculazioni, notai un interesse latente del padre verso il figlio. Fu il momento adatto affinchè i due interagissero. Con mia grande sorpresa, Giacomo sbocchinò il padre con cura, prima di farselo mettere beatamente nel culo. Poi, i due si segarono l'uno accanto all'altro venendo assieme copiosamente. Fu eccitante vedere un rapporto intimo tra padre e figlio. Mentre li stavo osservando, irruppe con foga Corrado nell'abitazione e mi chiavò a pecorina. Non mi aspettavo di certo la sua visita. Si vede che non mi aveva dimenticata. Dopo pochi colpi, sborrò a fiume nelle mie parti intime. Bhè, non posso proprio rinunciare al cazzo ma, a quanto pare, nemmeno mio padre e i suoi amichetti...   


venerdì 7 giugno 2024

Nuove chance per zia e nipote

Mi chiamo Marta. Sono vedova. Dopo di ciò, iniziai una relazione con don Peppe. Lui era un pensionato mandrillo che aveva messo gli occhi addosso a mia nipote Martina. Quando lei e Jacopo, il suo ragazzo, vennero a casa mia, Peppe ne approfittò per provarci con lei. Gli stavo facendo un pompino ma lui andò a stuzzicarla mentre lei si stava facendo il bagno. Sembrava intenzionato ad ottenerla nonostante lì ci fosse il fidanzato (che però, in quel momento, dormiva nella camera degli ospiti). Anche Martina corrispondeva le avances del maturo. A un certo punto, uscì dalla vasca da bagno e si mise a gambe aperte per fargli osservare bene la passera mentre io spompinavo Peppe. L'uomo capì di avere una chance e corse a leccarle la fica, prima di scoparsela di santa ragione, prima a missionaria e poi a candela. Nonostante la scopata e i miei bocchini complementari, Peppe non arrivò all'orgasmo. Intanto, subentrò Jacopo, il ragazzo di Martina che, resosi conto della situazione trasgressiva, ne approfittò per piantarmi il suo cazzo tra le cosce. Peppe non si lamentò affatto, anzi, cominciò a riempire il ragazzo di complimenti, in riferimento soprattutto alla bellezza del suo viso, atteggiamento che risultò molto insolito a me e a Martina. Jacopo gradiva quei complimenti mentre mi fotteva. In pratica, i due flirtarono palesemente. Jacopo mi schizzò sulla fica. A quel punto, accadde l'incredibile. Don Peppe si mise il ragazzo sulle gambe e lo impalò a candela. Io e Martina eravamo sconvolte e assistemmo impotenti a quella insolita quanto intrigante chiavata. Finalmente, Peppe eiaculò soddisfatto nel culo del giovane. Tra i due nacque una complicità sempre maggiore per cui finirono per intrecciare una vera e propria storiella (il pensionato sapeva come accontentare Jacopo anche sul piano economico). Io e Martina restammo fregate, come si suol dire. Presa dalla disperazione, mi confidai con mio figlio. Volevo che stesse un pò vicino a Martina, in quel momento difficile, ma lui affermò chiaramente di preferire la sottoscritta. A quel punto, da vera maiala degenerata, trovai conforto nel suo cazzo e facemmo una scopata incestuosa da paura. La sua sborra mi farcì splendidamente le natiche. Così, iniziai una relazione segreta con mio figlio Paolo. Ero la sua amica, cuoca, amante e puttana e fottevamo alla grande all'oscuro della gente. E Martina? Bhè, la ragazza non volle più ricevere sorprese dagli uomini e così andò a cercare un gruppo di gay di colore e convinse alcuni di questi a fare sesso con lei. Riuscì a coinvolgere tre maschioni a darle i loro cazzoni e se li godette in tutti i buchi, prima di ricevere copiose innaffiate di sborra in faccia e in bocca. Come si suol dire, se si chiude una porta, si apre un portone.       


giovedì 6 giugno 2024

I colleghi gay di mio marito

Mi chiamo Marcella. Sono una donna sposata. Quel giorno non lo dimenticherò mai. Era il compleanno di mio marito Marco. Invitò a casa Fabio e Paolo, due colleghi gay del suo Ufficio. Sono una donna abbastanza aperta di mentalità per cui non mostrai segni di insofferenza quando vidi Paolo spompinare Fabio in cucina di gran carriera. E non mi alterai nemmeno quando notai che stavano scopando spudoratamente. So che Marco tiene molto ai suoi amici ma restai basita quando li trovai appartati in una camera della casa a fare sesso a tre. In pratica, Paolo stava in mezzo: succhiava la fava di Fabio e lo prendeva in culo da mio marito. Bhè, sono aperta ma non così tanto da ammettere che Marco si dia da fare con gli amici. In quel momento stava per venire. Scioccata, osservai Fabio e Marco sborrare copiosamente in bocca a Paolo. Poi andai via. Mio marito mi rincorse tentando di giustificarsi in malo modo. Intanto, Fabio e Paolo stavando scopando comodamente in camera da letto. D'istinto li raggiunsi, misi tacchi e autoreggenti e chiesi loro un parere riguardo al fatto che mio marito mi aveva tolto attenzione. Ipotizzai che fosse perchè non indossavo spesso le autoreggenti. Ma quei due finocchi non mi seppero rispondere adeguatamente. Anzi, forse Paolo disse la verità e cioè che, sotto sotto, mio marito è proprio un gran frocio! 



Le amiche al momento giusto

Mi chiamo Wanda. A volte, gli eventi si combinano in modo tale da portare a determinate situazioni. Le mie più care amiche sono Abigail e Simona. In quel periodo, nessuna di noi era messa bene con gli uomini. Partiamo dalla sottoscritta. Credevo che il mio rapporto con Giacomo, un uomo d'affari, funzionasse ma mi sbagliavo di grosso. Le sue confidenze improvvise giunsero come un fulmine a Ciel sereno. Stavamo seduti camera da letto quando mi raccontò di aver avuto rapporti intimi con un collega d'Ufficio. Non c'era molto da commentare se non sbattergli la porta in faccia. E pensare che volevo pure sposarmelo! E passiamo alle mie amiche, le cui vicende personali conobbi solo in seguito. Il compagno di Abigail, pensò bene di farle trovare un'altra donna nel letto, una segretaria con cui chissà da quanto tempo scopava. E la mia povera amica provò pure a trovare spazio nel triangolo interagendo anche con l'altra ragazza, ma non riuscì proprio ad accettare quel rapporto in cui il fidanzato si sarebbe sbattuto contemporaneamente lei e la segretaria. E che dire di Simona? Lei interagiva con un uomo più grande che, per la differenza di età, non si sentì più in vena di portare avanti la relazione. E così Simona lo lasciò e pensò di trovare la soluzione portandosi due neri a letto. Peccato per lei che quei due uomini erano più portati a stare tra di loro che con una donna. Un giorno, quando io e Abigail arrivammo a casa di Simona, la trovammo presa dalla visione di materiale pornografico saffico. Chiaramente ci parve strano e cercammo di chiederle spiegazioni. Ci raccontò le sue disavventure e noi esternammo le nostre. A quel punto, Simona, gran sostenitrice del sesso lesbico, coinvolse Abigail, che dopotutto non era nuova a certe pratiche, avendo già sperimentato qualcosa con quella famosa segretaria. Mi turbò vedere Simona che leccava di gran gusto il seno di Abigail. Poi però toccò a me. Quando Abigail mi baciò, cominciai a perdere i sensi. Si, quel pomeriggio facemmo l'amore tutte e tre e ammetto che fu davvero stupendo. Per la prima volta, sentivamo di poter contare l'una sull'altra e di poter dare e ricevere affetto senza limitazioni. In realtà, in quella girandola erotica, fui io ad assaporare gli orgasmi di entrambe, prima la venuta di Simona e poi quella di Abigail. Ma loro mi riservarono l'amplesso migliore: adorata intimamente da due calde lingue, quella di Simona nel culo, e quella di Abigail nella fica, esplosi letteralmente di piacere raggiungendo l'estasi profonda. Bhè, adesso siamo molto unite, come le Charlie's Angels. Bhè, non proprio, perchè quelle dei telefilm non godevano tra loro!    



Sconfitta bruciante a poker

Mi chiamo Mirella. Talvolta, nella vita, si può andare incontro a periodi di difficoltà economica. L'unica possibilità per rimediare soldi me la offrirono due pseudo amiche, quelle sadiche lesbiche incallite di Sara la mora e Martina, tramite una partita a poker in tre. Se avessi vinto, avrei risolto tutti i miei problemi finanziari. Partivo svantaggiata, essendo una contro due ma non mi restava altro che tentare la sorte. La partita a tre comincio', mentre mi offrivano roba forte da bere. Qualche mano riuscì a vincerla, all'inizio, ma poi cominciai a perdere piuttosto brutalmente. Rimaneva un'ultimo "giro", dove rischiai il tutto per tutto, ci misi dentro ogni banconota che possedevo: all in! Il tris di Re, che realizzai e mostrai alla loro attenzione, portò momenti di speranza e conforto ma il sangue mi si gelò poco dopo osservando i loro punteggi nettamente superiori: full di 10 e poker d'assi. Era finita! Ovviamente, non potevo restituire le somme perse, per cui si sentirono automaticamente in diritto di disporre del mio corpo come meglio credevano. Non posso dire che mi sentissi perfettamente a mio agio ad essere sculacciata energicamente sopra al tavolo da gioco in tacchi e autoreggenti come una mignotta. Fui costretta a leccare il seno di Sara che poi mi tenne ferma in modo tale che l'altra mi fistasse comodamente con le dita. Vi confesso che, specie in quel frangente, le odiai ma non posso negare che quella maiala di Martina mi fece arrivare di brutto. Sbrodolai a fiume mentre lei soddisfatta, mi dava della troia etero. Poi, legata mani e piedi al letto, fui costretta a leccare a lungo le loro fessure roventi, sia la fica che il culo, in modo che raggiungessero l'orgasmo. Quella sera furono clementi e mi lasciarono andare a casa sconvolta e mezza sbronza. Ma precisarono che, dato l'elevato importo del debito, avrebbero continuato ad "incassare" a lungo il risarcimento riservandosi di sfondarmi i buchi intimi a dovere. Vi confesso che, dopo due anni, sto ancora "pagando" un conto salato e si può dire che mi sia abituata a questo schifo.


mercoledì 5 giugno 2024

La candidata seduce la selezionatrice

Mi chiamo Veronica. Il mio sogno era diventare una modella. Quel giorno, al provino, si presentarono decine di ragazze. Poi, man mano, dopo essere state esaminate, andarono via. Restavo soltanto io. Non mi aspettavo di trovare una donna addetta alle valutazioni. Con la sfrontatezza e la mancanza assoluta di freni inibitori, che mi contraddistinguono, non ebbi certo timore di affrontare quella signorina dai capelli rossi che, inzialmente non dette troppe speranze per ciò che concerne intraprendere il lavoro di modella, essendo la concorrenza spietata in tale ambito. Ad ogni buon conto, capì subito di non esserle indifferente, anche se cercava di non darlo a vedere. Provai una serie di indumenti, poi, a un tratto, lei disse che con quella minigonna a quadretti stavo bene. Mi pareva una mezza cagata, onestamente, ma non volli scontentarla, anche perchè capì che il suo giudizio poteva risultare determinante nella valutazione complessiva. Rincarai la dose, alzando l'indumento e così lei scoprì che non portavo le mutandine. Marilena, in quel momento, era fin troppo incuriosita ed eccitata per respingermi e così mi incollai sapientemente alla sua fica e le presentai il biglietto da visita che preferisco, la lingua! Poi, usai anche le dita, slinguazzando il suo invitante seno. Marilena non stava più nella pelle e mi leccò la figa a sua volta. Poi, ci mettemmo a 69 ma lì leccai principalmente io, portandola quasi ad impazzire di piacere. La forbice è la pratica tra donne che prediligo. In quella specialità, riesco a fottere le femmine meglio degli uomini. Fu così che la rossa arrivò intensamente, sbrodolando come una maiala. Bhè, dopo un trattamento del genere, dovrei essere in "pole position" per quanto riguarda la carriera di modella.    


Il benestare della direttrice

Salve da Valentina. Tutto girava a gonfie vele, dal momento che stavo insieme ad Emma. Tuttavia, prima o poi, madame Claire, la direttrice del Centro, si sarebbe accorta dell'ammanco di capitale, dovuto al mancato pagamento di quelle due troie di Caterina e Katia. Se gliene avessi parlato a freddo, sarebbe andata su tutte le furie. Correva voce che fosse una nota bisex e così pensai bene di sedurla e di tirare fuori il rospo soltanto al momento giusto. Con fare da zoccola, la provocai fingendo di pulire un tavolino di vetro nel suo Ufficio. E così cadette in tentazione e finimmo per lesbicare alla grande. Mi leccò e fistò la figa ed io assaggiai quelle sue tettone da urlo. Gliela leccai con gusto e ci sditalinammo a vicenda come due maiale. Poi, finimmo in una prolungata strofinata tra sorche memorabile. Godetti davvero tantissimo e pure lei assaporò appieno il piacere. Giunte all'orgasmo, finalmente le raccontai la storia del triangolo saffico in azienda con le clienti. Claire era troppo appagata per andare su tutte le furie e, per fortuna, quella volta mi graziò. Tuttavia, se l'inconveniente si dovesse ripetere, credo che non potrò evitare il licenziamento. Dovrò stare molto attenta o, al messimo, la darò soltanto a Claire . Ma mi raccomando, non ditelo ad Emma, quella ragazza è così sensibile! 


Coincidenze fortuite

Ciao da Valentina. Raccolto il consiglio di Caterina, pensai ad un'amica di nome Emna. Quella ragazza aveva ripetuto più volte di provare dei sentimenti forti nei confronti della sottoscritta. Tutto era rimasto però a livello deciamente platonico, dato che io andavo dietro agli uomini. Inoltre, lei conviveva con un ragazzo. Combinazione volle che, proprio in quel periodo, lei decise di chiudere col fidanzato. Quando ci incontrammo, le raccontai l'episodio accaduto al Centro, il tresi, lesbo e lei mi confidò di aver rotto col ragazzo. Pensai che si fosse creata la giusta congiuntura di fattori per rendere quel rapporto fisico. Sapevo che Emma, di natura timida, diversa da quelle due, non avrebbe mai fatto il primo passo e così dovetti prendere io l'iniziativa baciandola e leccandola fino a che lei, finalmente si sciolse e fu capace di contraccambiare leccandomi con ardore la passera. Ma io avevo qualcosa di davvero stimolante in serbo per lei: dildo sul clitoride, uno più grande in vagina e lingua nel culo. Bhè, quel trattamento la mandò completamente in estasi, per non parlare della strofinata tra fighe che ne seguì. In realtà, il fidanzato, o per meglio dire, l'ex, ci beccò proprio mentre frugavamo amorevolmente le passere e di sicuro si rese conto che, in quel momento, di platonico non c'era proprio nulla! 


Insospettabili leccapatate

Mi chiamo Valentina. Lavoro come massaggiatrice in un Centro Benessere. Per anni ero stata una professionista impeccabile ma poi cedetti al fascino della lussuria e della perversione. In realtà, in quel periodo ero piuttosto nervosa per via della crisi nella relazione col mio fidanzato. Combinazione volle che, due conoscenti, due tipe incontrate per caso in un bar, mi chiesero di essere massaggiate. Le signorine non disponevano di adeguata liquidità ma la loro faccia da zoccole mi intrigò non poco e così decisi di accontentarle gratuitamente sapendo bene che, in seguito, ne avrei risposto personalmente all'esigente direttrice, Madame Claire. Nonostante il mio sesto senso, in teoria, Caterina e Katia erano due insospettabili leccapatate dal momento che ammisero chiaramente di avere entrambe un compagno. Per la precisione, affermarono di volersi rendere più toniche proprio per i rispettivi partner. Ma, quando cominciai a massaggiarle, capì subito di che stampo erano fatte. Chiesero della mia vita privata senza farsi troppi scrupoli. Gira e rigira, affermarono di aver trovato un metodo per pagarmi. Non riuscivo a capire bene ma fu tutto chiaro quando si baciarono tra di loro. Ormai, l'atmosfera era fin troppo carica per non finire in un bollentissimo triangolo saffico. Katia, la brunetta mi leccò la figa da paura, credetti quasi che me la mangiasse. Cercai di stare al passo ma quelle erano davvero due demoni a letto e questo giovò al piacere di tutte. Si vedeva che loro avevano una relazione segreta da chissà quanto tempo, dato che mostravano un feeling incredibile. Il momento più esaltante arrivò quando Caterina mi coinvolse in una strofinata di passere mentre leccavo la figa di Katia. Sbrodolai a più non posso e toccai il Cielo con un dito. Una volta rilassate, dopo gli amplessi, Caterina mi suggerì di trovare un'amica per essere felice.     


martedì 4 giugno 2024

Girandola interminabile

Ben ritrovati da Irina. In realtà, non ho solo un figlio ma anche una figlia di nome Daniela. A lei piacciono le ragazze e infatti intratteneva da un pò una relazione con una sua coetanea di nome Paola. Cercava di tenere la storiella nascosta spacciando l'amica per una semplice compagna di studi. Ma io entrai all'improvviso nella cameretta e le beccai nude. Invitai Daniela a lasciare la stanza per poter parlare con Paola. In realtà, ne approfittai per farmela e la pregai di tenere segreto ciò che era accaduto tra noi. Mio figlio, intanto si era allontanato da casa per un pò, con l'intento di vivere da solo. Quando ritornò, mi trovò impegnata con un uomo di nome Lorenzo. Avevo nostalgia del sesso con mio figlio e provai a sedurlo mentre giocava alla playstation. Naturalmente, correvamo il rischio che Lorenzo ci sorprendesse all'improvviso e così fu! Conoscendo il soggetto fumantino, la situazione sarebbe potuta faceilmente degenerare in tragedia. Per fortuna, però, intervenne mia figlia Daniela che, con il suo corpo avvenente, riuscì a distrarre Lorenzo. Bhè, questo le costò il buco del culo. Lorenzo, superdotato, le spanò totalmente il retto, mentre io e Luigi scopavamo. Tutto è bene quel che finisce bene, si potrebbe dire, salvo il fatto che Luigi non seppe tenere il segreto del flirt tra me e Paola, rivelandolo maldestramente a Daniela. Per fortuna, mia figlia si stava già orientando verso i maschi per cui l'impatto del danno fu decisamente attenuato. Paola, intanto, venne a casa, non si sa bene se in cerca di me o di Daniela. Fatto sta che trovò Daniela che trombava con Lorenzo. In più mia figlia le disse che io stavo di nuovo dietro a mio figlio. Rimase praticamente tagliata fuori. Daniela provò ad indirizzarla verso uno suo conoscente di colore, Yabo, ma lei, troppo presa dalle donne, non riuscì ad andarci a letto. Per sua fortuna, durante un ritrovo con 3 sue care amiche, riuscì a fare sesso con la più carina di queste, Mariella. Fu vero amore? Non credo, perchè Mariella ci stette principalmente per rimediare il contatto di Yabo. A Mariella andò poprio bene dato che, quando andò a trovare Yabo, lo trovò in compagnia del suo amico Kim e così colse l'occasione di prendere due grossi cazzoni neri in un colpo solo. Povera Paola, non riesce proprio a trovare l'anima gemella!



La madre disponibile col figlio

Mi chiamo Irina. Restavo spesso da sola in casa con mio figlio Luigi. Come molti giovani, lui stava sempre infuocato e si smanettava per ore davanti a svariati film porno. Cercavo di assecondare certe abitudini ma, ad un certo punto, sentì tutta la sua calda libidine nei miei confronti. Mi riempì di complimenti, disse che ero una gnocca all'altezza di quelle di internet, se non meglio. Di fronte a tanti elogi, di solito mi sciolgo e così finì per cadere preda delle sue insane voglie. Ci baciammo. Poi volle ammirarmi nuda, prima di leccarmi sapientemente la figa. Io gli feci un gran pompino, poi lasciai che mi scopasse a candela, a pecorina e a missionaria. Ricevetti un fiume di sborra calda in bocca e sulle tettone.  


lunedì 3 giugno 2024

Compleanno anomalo

Mi chiamo Viviana. L'ultimo compleanno dovrò per forza ricordarlo per la serie di avvenimenti particolari che si verificarono. Frequentavo assiduamente due amici di nome Aldo e Andrea. Insieme condividevamo gli studi Universitari e anche delle uscite. Erano di sicuro più presenti nella mia vita rispetto al fidanzato di nome Marco. Il giorno del mio compleanno, invitai Aldo e Andrea a casa mia. Si presentarono con una borsa come regalo. Apprezzai molto il gesto. Dialogammo un pò, poi consumammo della carne alla griglia accompagnata dalla birra, prima di divorare la torta. Si fece un pò tardi, così pensai di farli dormire a casa mia. Quando gli diedi la buonanotte, in provocante lingerie bianca, non si degnarono nemmeno di uno sguardo al mio outfit. Questo mi insospettì notevolmente. Lasciai passare giusto un quarto d'ora, poi, dubbiosa, decisi di spiarli dal buco della serratura. E così scoprì la verità che mi avevano nascosto a lungo. Erano entrambi nudi. Aldo, quello con gli occhiali, stava spompinando di gran gusto l'amico. Poi, li vidi impegnati in un 69 focoso. Ci rimasi un pò male, sul principio. Perchè avevano nascosto certe tendenze alla loro migliore amica? Bhè, mi rendo conto che non è facile esternare certi segreti. Con un letto matrimoniale a diposizione, potettero dare sfogo agli istinti repressi. Ho una seconda copia della chiave di quella stanza per cui, a un certo punto, decisi di aprire la porta e li colsi nel preciso istante in cui Andrea stava impalando Aldo a pecorina. Li incitai a proseguire. Volevo trarre piacere anch'io da quella situazione. Desideravo che scopassero dinanzi a me e loro non si tirarono indietro. Sul più bello, la sborrata in culo, sbrodolai anch'io. Il tempo era volato fino al mattino seguente. I due si vestirono e andarono via. Poco dopo, bussò alla porta una mia amica, di nome Elena. Mi dette gli auguri in ritardo e ne approfittò per spanarmi la figa con tutta la mano! Eh si, è proprio una gran maialina. Le raccontai dell'accaduto con Aldo e Andrea e lei mi suggerì di tacere con il boyfriend che, di sicuro, avrebbe equivocato la mia versione dei fatti. In effetti, qualche giorno dopo, venne a trovarmi il ragazzo. Con la scusa dei suoi impegni, se ne era altamente fregato sia di farmi gli auguri che il regalo. Ad ogni modo, cominciammo a fare sesso. In un rapporto di fiducia, non ci si dovrebbe nascondere nulla per cui pensai bene di raccontargli dei miei amici gay. Naturalmente, lui non ci credette, era convinto che avessimo scopato in tre. Durante tutta la scopata, mi diede della bugiarda e chiese di poter parlare con i miei amici per togliersi ogni dubbio. Odio non essere creduta e così elaborai, d'impulso, la mia vendetta. Dopo aver fatto sesso, Marco mi schizzò in faccia soddisfatto. Proprio in quel frangente, bussarono alla porta. Ovviamente erano quei due. Marco mi chiese di prendere tempo per rivestirsi ma io andai ad aprire e mandai subito gli amici da lui che lo trovarono in posizione succulenta. Andrea lo bloccò da un lato, mentre Aldo si mise a leccare il culo di Marco a pecorina. Provai un brivido di torbido piacere. Quello stronzo doveva pagare per non avermi creduta. Aldo, dopo essersi segato, lo ficcò in culo al mio ragazzo. Poi, i due amici lo presero addirittura in doppia penetrazione. Per Marco fu una punizione davvero severa prendere contemporaneamente due cazzi nel culo. Ma, in realtà, non si lamentò solo, provava decisamente piacere, il che gasava i due "attivi" a proseguire senza esitazioni. Andrea gli diede i colpi finali, prima di sborrargli copiosamente nell'ano. Anche Marco arrivò all'orgasmo ed io ne approfittai, a mia volta, per raggiungere l'appagamento sia con un dildo che con le mani. Dopo quell'esperienza, Marco non fu più lo stesso. A dire il vero, i miei amici continuano a "ripassarselo" tutt'ora. Ed io sono di nuovo single, pronta a vivere nuove e inebrianti esperienze.


sabato 1 giugno 2024

La prima ebbrezza saffica

Mi chiamo Terry. Sono sempre andata con gli uomini anche se, talvolta, immaginavo di avere rapporti saffici. Si trattava più che altro di fantasie, peraltro mai realizzate, almeno finchè non conobbi un'amica di nome Viviana. In quel periodo, frequentavo un uomo maturo piuttosto geloso di nome Marco. Fu lui a marcare l'accento sull'interesse di Viviana nei miei confronti. Me ne ero accorta anch'io ma cercavo di stemperare la questione conoscendo quanto lui fosse pusillanime. Quando me lo fece notare per l'ennesima volta, decisi di calmarlo con un glorioso pompino e poi prendendolo nel culo. Mi sborrò copiosamente in bocca e si rilassò ma non abbandonò affatto i suoi dubbi. Nei giorni seguenti, Viviana venne a trovarmi e lui mi telefonò. A quel punto mentì affermando che lei, quel pomeriggio, non stava a casa mia. Marco desiderava che ci incontrassimo subito. Con la scusa dello studio, lo rimandai alla sera o, in alternativa, al giorno successivo. Intanto, mentre parlavo a telefono, quella troietta di Viviana sfoderò un intrigante spogliarello per sedurmi. In realtà, non stavo più nella pelle. Quando chiusi la telefonata, lei mi saltò addosso sul letto e mi leccò focosamente i capezzoli. Dopodichè mi slinguazzò accuratamente la figa ed io raggiunsi un appagante orgasmo. Da neofita, cercai di ricambiare e devo ammettere che ci riuscì al meglio. Le leccai con passione la figa, poi la feci girare a pecorina e la fistai splendidamente con due dita nella topa. Viviana sbrodolò tutta. In più, le detti un'altra ripassata al clitoride con un oggettino vibrante acquistato su internet (che di solito utilizzavo per raggiungere il piacere in solitaria). Proprio sul più bello del rilassamento successivo agli amplessi, piombò in camera Marco che divenne verde dall'incazzatura vedendomi nuda sul letto con Vivy. In realtà, lui possedeva una copia delle chiavi dell'appartamento e, siccome è un tipo invadente, ne approfittò per venire a casa all'improvviso a controllare eventuali tradimenti in corso d'opera. Con due donne nude abbracciate sul letto, c'è poco da spiegare per giustificarsi. Bhè, dovette farsene, volente o nolente, una ragione, il cornuto!     

vivy