mercoledì 14 giugno 2023

Scopare la ladra costa caro

Subire un furto non è gradevole ma può diventarlo se il ladro è un'avvenente fanciulla. Mi chiamo Davide. Rosa, la mia compagna è spesso fuori casa di notte per lavoro. Di solito passo diverse ore a computer e mi addormento tardi. Verso le 4 sentì dei rumori in soggiorno e corsi a vedere. Notai una persona vestita di nero incappucciata. Scoprendo il passamontagna, vidi che si trattava di una donna bionda molto attraente. Minacciando una denuncia, la convinsi facilmente a cedere sessualmente. Mi fece un bel bocchino. Poi le passai pure il cazzo tra le splendide tettone. Dopo di ciò, iniziai a chiavarmela. All'inizio era un pò tesa ma poi gradì il mio pregevole randello. La spanai a pecora, a candela, si mise anche sopra di me. La sua fissa era quella collana, sperava che alla fine gliel'avrei regalata. Intanto continuai a chiavarmela di brutto ancora a pecorina, a missionaria. Poi le diedi nuovamente il cazzo in bocca. Estasiato le sborrai tra le labbra. Il seme colò anche sulle sue tettone. Quella donna mi svuotò davvero i coglioni alla grande. Fu un bel colpo di fortuna trovarsi una puttanella del genere davanti. Ma poi iniziò la sfortuna. Le regalai la collana, infondo se l'era meritata. Quando tornò la mia compagna provai a mentire ma in malo modo. Le raccontai del furto in casa ma mi lasciai stupidamente sfuggire che probabilmente si trattava di una donna. Rosa capì che raccontavo bugie anche perchè il mio cazzo, ampiamente appagato dalla nottata, non si alzava dinanzi alle sue invitanti cosce in autoreggenti. Rosa prese il dildo e mi obbligò a guardarla mentre si penetrava senza possibilità di avvicinamente. Questa sorta di punizione dura da oltre un mese. Bhè, scopare la ladra è stato bello ma ora mi tocca andare avanti a seghe chissà per quanto tempo. Come vorrei che quella bionda tornasse a farmi visita quando Rosa non c'è.   


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Una relazione a tre

Mi chiamo Marianna. Credevo che il rapporto tra me e Giacomo, il mio ragazzo, fosse tranquillo. In realtà, prese pian piano una piega piuttosto trasgressiva. Cominciò tutto in cucina. Stavo sbrigando le faccende di casa con l'aiuto di Assunta, la cameriera. Giacomo, seduto, leggeva il giornale. Io e Assunta cademmo dalle nuvole quando notammo che il mio ragazzo si stava facendo spompinare dal suo più caro amico, Giorgio. Il giornale, infatti, presentava un buco e da quel foro Giorgio ci metteva la bocca. Nell'imbarazzo generale pensai bene di congedare la cameriera e così pregai Assunta di andar via. La donna aveva già visto troppo riguardo a faccende troppo personali. La salutai pregandola di tenere la bocca chiusa su ciò che aveva visto. Poi tornai dai due uomini per fare chiarezza. Trovai solo Giacomo col cazzo di fuori. Non disse una parola. Lo spompinai e lui mi scopo' un po', poi disse che Giorgio mi aspettava in camera da letto. Pensai di poter avere risposte, invece scopai anche con lui. Poi Giacomo ci raggiunse in camera da letto e chiavammo in tre: Giacomo mi scopava a pecorina mentre succhiavo l'uccello di Giorgio. Fu a questo punto che ebbi delle spiegazioni piuttosto pratiche e dirette: Giorgio chiavo' il mio ragazzo a candela e i due ammisero di intrattenere una relazione da diversi mesi. Lasciai che si divertissero, poi accettai l'idea del trenino: Giorgio inculava Giacomo che, a sua volta, scopava me. Adesso i malintesi sono stati chiariti e intratteniamo una inebriante ed appagante relazione a tre.


martedì 13 giugno 2023

Sbirra raggirata dalla malvivente

Mi chiamo Veronica. Sono una poliziotta. La mia carriera subì una notevole battuta d'arresto a causa di uno spiacevole episodio. Arrestammo Sofia, la donna di Marengo, boss sudamericano della droga. Nella speranza che la donna rivelasse preziose informazioni riguardanti i traffici di stupefacenti, commisi la leggerezza di interrogarla da sola. L'ammanettai al tavolo, poi iniziai con le domande. Sofia ammise la relazione con Marengo, poi iniziò a provocarmi fino a baciarmi. Purtroppo non sono insensibile al fascino delle donne e finì per interagire intimamente con la malvivente. Accarezzai il suo seno, poi lei lecco' il mio. Poi la donna mi tolse la gonna e iniziò a leccarmi la figa da dietro. In breve finimmo a 69, io sopra, lei sotto. Eccitata, le strusciai la figa col capezzolo, poi usai la lingua mentre lei faceva lo stesso. Che libidine lesbicare a 69 sul tavolo degli interrogatori. Gli orgasmi si susseguivano a ritmo impressionante. Non paghe, ci baciammo sditalinandoci a vicenda per poi finire a strusciarci le passere tra loro. L'ultimo gesto risultò fatale: Sofia mi ammanettò al tavolo e mi lecco' ancora la figa. Diceva che così era più eccitante. Arrivai all'orgasmo per l'ennesima volta ma Sofia non mi liberò dalle manette e gettò lontano le chiavi. Solo allora realizzai di essere stata fottuta in tutti i sensi. La donna se la squagliò lasciandomi bloccata. Questa situazione non piacque certo al capitano che mi mandò per un anno a dirigere il traffico.


La compagna di cella

Mi chiamo Mia. Ad un certo punto della vita può capitare di prendere una strada sbagliata. Stavo scopando con un uomo che faceva uso di droghe. Durante il rapporto, il tizio ebbe un infarto e l'immediato decesso. Spaventata contattai un suo amico ma quest'ultimo minacciò di denunciarmi. Andai nel panico e d'istinto lo colpì con un vaso alla testa. Purtroppo questa persona morì ed io fui accusata di omicidio. Ormai mi ero rovinata la vita, avrei dovuto scontare anni di carcere. Fu proprio dietro le sbarre che conobbi Masha, una ragazza mulatta. All'inizio non andavamo molto d'accordo. Col passare del tempo iniziammo a dialogare. Mi mancava il sesso e lei mi fece capire che non c'era altra possibilità se non praticarlo tra di noi. Mi parve un'idea folle ma Masha aveva ragione. Mi fece scoprire il culetto. Dopo apprezzamenti vari, cominciò a leccarmi la fica da dietro. Devo ammettere che mi mancavano proprio certe attenzioni. Mi girai e lei riprese a leccarmela. Ci ritrovammo nude. Ormai eccitata, accarezzai il suo corpo, il suo seno. Lei mi leccò i capezzoli, dopodichè io le slinguazzai la passera. Era la prima volta per me con una donna, lei, invece, aveva già sperimentato. Masha voleva che fossi la sua ragazza e io dissi di si. Dopo di ciò, ci mettemmo comodamente a 69. Lei stava sopra e io sotto. In quella posizione, ci leccammo e sditalinammo a vicenda fino a raggiungere l'orgasmo. Ci prendemmo decisamente gusto, lo facevamo 4-5 volte al giorno e dappertutto, perfino sotto la doccia. Quasi mi dispiacque essere rilasciata anzitempo per uno sconto della pena. Non so davvero se mi piace ancora il cazzo, dopo tutte quelle porcate con Masha!       



lunedì 12 giugno 2023

Due clienti invadenti

Mi chiamo Nadia, sono commessa in un negozio di abbigliamento. Lavorando ho a che fare con tantissime persone ed alcune di esse sono decisamente particolari. Impossibile non menzionare quelle porcelle di Marika la bionda e Melissa. Quando il proprietario si allontana, resto da sola. Fu proprio in uno di questi frangenti che conobbi queste due donne. Melissa esordì ponendo una mano tra le mie cosce. Inoltre disse che dovevo provare anche io i vestiti. In realtà ebbi paura, erano due contro una e non mi andava di contrariarle. Fecero apprezzamenti su di me poi anche loro provarono dei vestiti. Capì subito che erano saffiche e infatti si baciarono davanti alla sottoscritta. Da amante degli uomini, mi fece anche un pò schifo vederle in certi atteggiamenti. Ad ogni modo, non si fermarono certo a quello, volevano molto di più. Pretesero che giocassi con loro ma io cercai di negarmi. Fu inutile, mi strapparono il vestito di dosso con la forza. La bionda mi prese per i capelli, ero nelle loro mani. Ad un certo punto Melissa mi leccò la figa e lì cominciai sciogliermi decisamente. La bionda mi spanò col dildo. Non mi era mai capitato di trovarmi in certe situazioni con una donna, figuriamoci con due! Inutile negarlo, godetti e venni. Leccai prima la figa di Melissa e poi quella di Marika. Ormai ci avevo preso gusto! Melissa completò l'orgasmo dell'amica col dildo. Dopo quel triangolo mi resi conto di aver goduto come una porca, quelle due mi seppero coinvolgere proprio bene. Naturalmente, ogni tanto, in orari morti, si ripresentano al negozio e finiamo puntualmente a triangolare. Non ho mai raccontato questa storia al mio ragazzo ma vi confesso che ormai attendo con ansia le visite di quelle due maiale. 


Corna reciproche

Mi chiamo Sebastian. Capita a molte coppie di avere fatasie trasgressive durante l'intimità. E' proprio ciò che accadde con mia moglie Lorena. Provavo piacere ad immaginarla scopata da altri e a lei non dispiaceva. Ma era tutto confinato alla fantasia. Non credevo che, prima o poi, qualcosa sarebbe accaduto davvero. Durante una vacanza esotica, notai Lorena decisamente disinibita, girava nuda sul terrazzo della camera dell'hotel senza alcuna vergogna. Mi bastò seguirla per accorgermi che si lasciasse corteggiare da due uomini del luogo che, in breve tempo, se la portarono a letto. La spiai mentre se la scopavano di brutto in doppia penetrazione. La troia godeva e prese tanta sborra in bocca. Questo copione si ripeteva ogni giorno. Un pò deluso dalle corna mi confidai con due simpatici ragazzi dell'hotel ma non pensavo che quei tipi mi inducessero a fare sesso. Dopo qualche drink ci ritrovammo nudi e uno dei due si mise a leccarmi il culo. Poi i maialini mi trombarono in tandem. Non avrei mai lontanamente immaginato di finire a letto con due uomini ma mi piaceva essere sfondato. Mi schizzarono copiosamente in bocca rendendomi davvero troia. Quando rientrammo a casa dissi a mia moglie che sapevo ciò che aveva fatto. Inoltre le raccontai quel che avevo combinato io. Lorena non sembrò particolarmente turbata dalla situazione, anzi, propose di ritornare in quel posto per rivivere certe inebrianti esperienze. A dire il vero, non so quanto abbiamo in comune io e mia moglie, di sicuro una cosa: la notevole passione per il cazzo!


venerdì 9 giugno 2023

Da cuckold a omosessuale

Mi chiamo Rosaria. Mio marito Ercole non è mai stato un maschio alfa. I primi anni di matrimonio scopavamo regolarmente. Poi, col passare del tempo, lui non ci trovò più gusto e così io cominciai a divertirmi per conto mio con i ragazzi. Per un pò andò avanti così. Dopo di ciò, stanca di agire di nascosto, gli rivelai i miei tradimenti. Lui non si incazzò ma chiese di essere presente mentre facevo sesso con altre persone. E così divenne una sorta di guardone che si sega osservando la moglie che scopa con sconosciuti. Questo copione andò avanti per parecchio finchè, un bel giorno, all'improvviso, lui mi disse che la situazione attuale non gli bastava, che voleva diventare partecipe. Era chiaro che avesse voglia di cazzo e così gli feci succhiare l'uccello del giovane Angelo, uno dei miei intimi amichetti. Quando il ragazzo comiciò a scoparmi, Ercole gli leccò il culo e i testicoli. Poi nuovamente il culo, mentre il ragazzo se ne stava a pecorina. A quel punto mi resi conto che desiderasse molto più di un pompino. Ercole, ormai nudo, si posizionò a pecorina. Chiesi esplicitamente al ragazzo di ingroppare mio marito. Angelo esitò un attimo, spiegando di preferire la passera, ma era eccitato all'idea di rompere il culo ad un uomo davanti a sua moglie. E così, dopo avergli esplorato l'ano con le dita, gli sbattette l'uccello duro dentro al culo. Non mi sembrava vero vedere il mio coniuge a quattro zampe spanato da un ragazzo. Angelo aumentò il ritmo della scopata, non vedeva l'ora di godere. Alla fine il giovane eiaculò intensamente tra le natiche di mio marito che urlò di piacere e venne a sua volta. La sborra calda colava copiosa dall'ano di Ercole ormai ampiamente sverginato. Quel giorno segnò il passaggio di mio marito da semplice guardone ad omosessuale conclamato. Adesso non si limita più a guardare ma prende abbondanti dosi di cazzo e sperma.    


Cucina saffica

Mi chiamo Elisa. Da un po' di tempo ospitavo spesso a pranzo Ramona, la mia vicina. Lei è del tutto incapace ai fornelli e così le garantivo un pasto mentre ci facevamo compagnia. Per mesi intrattenemmo un rapporto di amicizia finché, un giorno, notai che lei mi guardava con una certa insistenza. Mi fece anche dei complimenti, a dire il vero. Ci trovavamo in cucina quando provò a baciarmi. Le nostre bocche giunsero a pochi centimetri di distanza l'una dall'altra, potevo sentire il suo alito e lei il mio. Mi fermai d'istinto perché non sono naturalmente lesbica e dunque non abituata a limonare con donne. Tuttavia la situazione mi intrigava non poco. Ramona tornò alla carica palpandomi il sedere. Ormai avevo capito la piega che avrebbe preso la situazione per cui la incoraggiai affermando che i miei non sarebbero tornati prima di sera. Era proprio ciò che voleva sentirsi dire. Ramona, sfilate le mutandine, allargò le cosce affinché io la leccassi perbene. Lo feci a lungo fino a procurarle un intenso orgasmo. Poi fui io a divaricare le gambe sul tavolo della cucina permettendole di leccarmi la fregna. Nell'eccitazione tirai fuori un dildo ma non so se fu una buona idea. In pratica le forni' un assist perfetto per spanarmi il buco del culo. Ci godeva a sfondarmi il sedere e a vedermi in preda all'orgasmo. Dopo quell'approccio focoso per me divenne più naturale baciarla in bocca. Se Ramona continua a pranzare a casa mia corro seriamente il rischio di diventare lesbica a tutti gli effetti!


giovedì 8 giugno 2023

La compagna focosa di mio padre

Mi chiamo Alessandra. Mio padre Paolo è un bell'uomo. Dopo la morte prematura di mia madre si è sempre scopato belle donne. Probabilmente, però, nessuna di queste aveva un fascino particolare. Poi, all'improvviso, arrivò Fiorenza. Di solito mio padre si recava a casa sua dove evidentemente facevano sesso. Mi meravigliai quando, un bel giorno, Fiorenza bussò alla porta di casa. Paolo era al lavoro. Quella donna sprizzava puttaneria da tutti i pori. Rimasi a dir poco sorpresa quando si mise ad annusare le mie mutandine raccolte dal cesto dei panni da lavare. Pensai che fosse roba da malai e così cercai di sdrammatizzare chiedendole se le servissero delle mutande di ricambio. In realtà le misure nemmeno corrispondevano. Dopo di ciò feci finta di uscire e decisi di nascondermi opportunamente dietro la porta della stanza dove c'è la lavatrice per vedere lei cosa combinava. Quella troiona, parlando a voce alta, con apprezzamenti espliciti nei miei confronti, prese a masturbarsi con un giocattolo erotico. Da quel che diceva mi resi conto che le piacevano le ragazze. La lasciai fare per un pò, poi uscì da dietro alla porta e sfogai sulla donna la mia rabbia. Mi faceva incazzare che fosse piombata in casa all'improvviso per fare la troia con la sottoscritta. Colta sul fatto non sapeva come uscirne e tentava invano di arrampicarsi sugli specchi cercando impossibili giustificazioni. In un impulso di ira, mista a perversione, tolsi le mutandine e gliele feci masticare come a voler rimarcare e sottolineare le sue fantasie porche. Gliele feci anche annusare. Le diedi anche della "lesbica del cazzo" ma quella maiala mi stava facendo eccitare. E così, mentre annusava le mutande, inziai a leccarle la fica. Mi bastò poco per farla venire, dal momento che si stava già masturbando per conto proprio da un pò. Fiorenza voleva ricambiare a tutti i costi ed io ci stetti. Me la leccò divinamente, si vedeva che per lei la patata non presentava segreti. Fiorenza si stese ed io me ne stavo a cosce aperte a farmela slinguazzare perbene. Venni intensamente. Dopo di ciò bevemmo del vino rosso, dovevamo brindare al nostro incontro. I miei amici maschi dicevano sempre che, incontrando la troia giusta, ci si sballa. A quanto pare, Fiorenza era proprio la tipa adatta. Volevamo continuare quel bel rapporto ma senza destare sospetti. Fiorenza avrebbe soddisfatto regolarmente mio padre ed io sarei uscita saltuariamente col mio ragazzo. Ma la maggior parte delle ore potevamo trascorrerle tranquillamente io e lei insieme dando vita alle migliori lesbicate.


Osceni segreti familiari

Mi chiamo Miranda. Sono una donna di mentalità aperta ma mio marito Flavio non tanto, o almeno così credevo. Mi resi conto che mio figlio Alex non andava dietro alle ragazze. Piuttosto, si chiudeva in camera sua tutti i giorni l'amico Daniel fingendo di studiare. In realtà, li sorpresi in atteggiamenti inequivocabili. Feci finta di nulla ma poi ebbi la conferma del tutto spiando dal buco della serratura. Tra baci, seghe, pompini, i due finirono per avere rapporti completi con Alex che si fece sfondare perbene il culetto. Devo ammettere che guardarli insieme fu anche eccitante al punto da ritrovarmi la passera inevitabilmente bagnata. Il problema restava il padre. Quando accennai l'argomento a Flavio, andò su tutte le furie ritenendo inammissibile una situazione del genere e mi spinse a cercare di "raddrizzare" il figlio con ogni mezzo. Per questo motivo, forzai Alex a guardare centinaia di foto di ragazze nude sperando gli potessero piacere. Non sortendo alcun effetto concreto, pensai io stessa di spogliarmi davanti a lui per procurargli l'eccitazione. Davanti alla sorca, che gli sbattetti praticamente in faccia, non manifestò il minimo entusiasmo e il suo cazzo rimase clamorosamente moscio. Flavio, stupidamente, mi dette la colpa dei problemi del figlio. Gli risposi che le avevo tentate tutte ma che Alex non drizzava con la passera. A quel punto, Flavio mi dette dell'incapace e disse che avrebbe parlato lui con Alex, spiegandogli quale fosse la strada giusta. Anche in questo caso, spiai i loro discorsi dal buco della serratura. Ad un tratto, notai che Alex ebbe un'erezione da paura dialogando col padre. Poco dopo i due si baciarono e, pian piano, fecero l'amore. Ovviamente non credetti ai miei occhi. Quando Flavio uscì dalla stanza mi disse: "Tranquilla, credo che stavolta abbia capito la giusta direzione". Risposi: "Bhe, sicuramente sarai stato molto convincente". Nell'intimità con Flavio, un giorno gli dissi: "Ti piace scopare di più la figa o il culo di nostro figlio?". Sorpreso, si rese conto che io sapevo cosa accadesse tra loro. Si vergogno' ma io lo spinsi a continuare. Dopotutto, in questo modo il loro rapporto è amorevole e non conflittuale, come sembrava potesse delinearsi inizialmente. Inoltre, quando sono a letto con Flavio e parliamo di Alex lui si eccita il doppio. In realtà, sto cercando di convincere mio marito a fare entrare Alex nel nostro letto. Infondo, non c'è niente di meglio di un bel triangolo incestuoso tra le mura domestiche. Flavio sembra ancora scettico all'idea ma sono sicura che presto lo convincerò a realizzare questa porcata familiare.


mercoledì 7 giugno 2023

Le premure della collega d'ufficio

Mi chiamo Lucia. Adoro il cazzo ma voglio raccontarvi la mia unica indimenticabile esperienza lesbo. In quel periodo avevo appena troncato una relazione tossica con Gerardo. Quel tipo era decisamente instabile e donnaiolo. Sparì per un periodo poi, sotto mie insistenze, rivelò di intrattenere una relazione con un'altra donna. Lo confessò proprio mentre stavamo facendo sesso. Avevo voglia di godere per cui gli leccai il cazzo e lo presi a pecorina nonostante mi avesse cornificata. La sborrata sulla patata fu l'ultima che gli concessi. Dunque, tagliai i ponti con Gerardo ma ero vogliosa. Cinzia, la mia collega d'ufficio, propose un incontro a quattro con due amici a casa sua. Inoltre alluse anche a dell'erotismo tra noi donne. Precisai di gradire il cazzo snobbando altre varianti. Lei comprese il mio punto di vista, almeno apparentemente. Ci ritrovammo più tardi a casa sua. Io indossai un vestito nero, lei rosso e tenevamo entrambe le scarpe col tacco. Bevemmo dei drink, che di solito mi sciolgono, dopodichè lei affermò che quegli uomini non sarebbero venuti. Credetti che la serata sarebbe sfociata nella noia assoluta. Ma lei, con grande convinzione, asserì che potevamo giocare tra donne. A quel punto capì che non aveva proprio contattato quei maschi perchè voleva divertirsi da sola con la sottoscritta. In poche parole, Cinzia era lesbica e mi leccò i capezzoli. Ci baciammo, dopodichè mi leccò anche la figa. L'alcol mi aiutava a stare al gioco, infondo non sembrava poi così male! Gasata, finì anch'io a leccare la sua topa, poi lei slinguazzò di nuovo la mia e io ancora la sua. In sostanza, ci alternavamo nelle leccate provando grande piacere. Ma il momento clou della serata arrivò quando mi fece strofinare la figa con la sua in una sorta di scopata al femminile chiamata forbice di cui ignoravo l'esistenza. E così ce ne venimmo intensamente. Finimmo a baciarci assaporando quei meravigliosi orgasmi. Diciamo che mi piacque parecchio ma ho paura di cambiare sponda. Intanto Cinizia, in ufficio, torna periodicamente alla carica sostenendo di voler organizzare incontri con la presenza sicura di uomini. Naturalmente non le credo, so benissimo che tornando a casa sua non troverei di certo uomini ma la sua lingua calda pronta a perlustrarmi minuziosamente la fregna!       


martedì 6 giugno 2023

Comoda soluzione casalinga

Sono sempre io, il vostro amico Tommy. Probabilmente mi avrete invidiato, per il racconto precedente, ma nella vita tutto cambia all'improvviso. Terminati gli studi, non vidi più le tre donne. Inoltre, la fidanzata venne a sapere di quelle porcate e mi mollò all'istante. Mi ritrovai di colpo senza passera. Ero in totale panico quando ebbi un'idea tanto perversa quanto geniale, una fantasia accarezzata da tempo e che avvertì ripresentarsi impellente durante il rapporto con la Preside (solo con la dirigente mi ero confidato in tal senso, lasciandola peraltro di stucco). Avevo una bella matura a disposizione proprio davanti agli occhi, dentro casa: mia madre! Si, lo so che è una porcata, ma tutto fa brodo quando si tratta di godere. Marica non è una santarellina, anche per una così è dura stare con il figlio intimamente. Ci dovetti lavorare un po', neanche tanto, in fin dei conti, ma poi godetti del beneficio di avere la figa comodamente in casa H24, non so se mi spiego! Entrai all'improvviso nella sua camera da letto senza bussare. La trovai con tanto di sandali col tacco, calze e reggicalze. La palpai subito tra le cosce. Marica non si aspettava certo un approccio del genere. Le leccai pure i capezzoli. Chiese spiegazioni, ovviamente, io risposi che desideravo da tempo una situazione del genere e che, in quel frangente, non avevo altre donne. Le accarezzai lo stupendo culo, poi, pian piano, sfilate le mutande, passai a leccarle la patata. In pratica le proposi di separarsi da mio padre. I loro rapporti non erano buoni già da tempo. In tal modo avrei potuto scoparla a piacimento, dormirci perfino insieme. Desideravo che mi succhiasse il cazzo. Esitò un po', all'inizio, poi però imboccò la fava che si ingrossò sempre più tra le sue labbra. Ormai era fatta, mia madre ci stava! Succhiò il pene e anche le palle. Ad un certo punto, gasato, iniziai a scoparla in figa ma anche nel culo. Avevo goduto a inculare la Preside ma metterlo indietro a mia madre fu una profonda estasi. Dopo averle spanato in alternanza fica e culo le sborrai copiosamente sulle natiche. Continuai a trombarla clandestinamente finché chiese la separazione a mio padre affermando di essere innamorata di un altro. A quel punto ebbi campo libero al 100 per 100. Davanti ad altre persone fingevamo un normale rapporto tra madre e figlio ma appena stavamo da soli la castigavo. Lei ogni tanto si sente in colpa, da un lato vorrebbe che mi trovassi un'altra, per non continuare a incestare ma io proseguo a godere con lei e soprattutto dentro di lei. Adoro gustare la mela proibita dell'albero, l'unica che non andrebbe mai mangiata.







Tris di mature per lo studente

Mi chiamo Tommy. Il mio rendimento scolastico al liceo linguistico era decisamente pessimo. Avrei perso di sicuro l'anno ma, per fortuna, mi resi conto di poter fare breccia in due delle mie insegnanti, quella di inglese e l'altra di francese. In realtà, quelle troie aspettavano solo qualcuno dotato che le sfondasse perbene. Amber, l'insegnante di inglese, mi controllò nelle tasche dei pantaloni per vedere se avevo droga e la trovò. Ma intanto io le alzai la gonna. Aveva i collant, glieli tolsi e le leccai la figa. Rimase nuda, solo con i tacchi. Mi succhiò il cazzo dopodiché esitò un po': dopotutto era la mia insegnante. Ma io ero deciso a fotterla e infatti me la chiavai perbene. Le sfondai la fregna soprattutto a pecorina ma anche in altre posizioni come a candela. Venne ripetutamente ed io le schizzai figa e culo. Mi rifeci di tutta la sua severità come docente riducendola ad una puttanella che pendeva dalle mie labbra. Mi avrebbe alzato i voti senza batter ciglio. Dopo di ciò passai a lavorarmi Gina, l'insegnante di Francese. Era una tipa un po' diversa, fanatica della lingerie, un'altra zoccola pronta a farsi sfondare, se sedotta nel modo giusto. Il suo reggicalze faceva arrapare. Le leccai la figa ma anche lei era brava nel sesso orale, mi leccò divinamente cazzo e palle. Dopodichè me la chiavai sulla cattedra senza pietà in svariate posizioni e poi le schizzai nei buchi. Dopo aver castigato Gina mi assicurai la sufficienza anche nella sua materia. Tuttavia, le riviste pornografiche che portavo a scuola, erano già finite precedentemente nelle mani della Preside, la signora Giovanna. Per poterla fare franca avrei dovuto necessariamente ammorbidire anche quella donna. Infondo mi forni' lei stessa lo spunto, mostrandomi le riviste per adulti sequestrate. Parlando di sesso ci si può gasar di brutto. Riuscì a sedurla, a farla spogliare. Dopo i preliminari ero così eccitato che non mi accontentai di scoparle la figa, la chiavai perfino nel culo. Poi mi feci sbocchinare così a lungo che le doleva la mascella. Mi piaceva tenerla in pugno, comandavo io il gioco! Le schizzai in bocca un autentico fiume di sborra rendendola troia più che mai. In quel frangente mi lasciai andare ad una confidenza piuttosto delicata: ammettendo di andar matto per le mature, durante l'orgasmo, affermai che l'avrei fatto anche con mia madre. Giovanna rimase sconvolta mentre assaporava la sborra e mi diede del pervertito. È evidente che, in tali condizioni, la Preside occultò le riviste hard ed io fui pienamente riabilitato come se nulla fosse mai accaduto. Questione di toccare i tasselli giusti, in tal caso trombare le donne adatte. La mia fidanzatina non credeva ai suoi occhi osservando il miglioramento dei miei voti, non riusciva proprio a spiegarselo. Ma non scopai pure lei, ormai ampiamente cornuta. Con le ragazze mi eccito molto meno. Mi limitai a sditalinarla e a leccarle la figa. Ma lei si accorse che ero privo di entusiasmo. Suppose che avessi un'altra o che fossi addirittura gay. Le lasciai credere di essere omosessuale per non rivelare i molteplici tradimenti (in seguito però scoprì la verità). Naturalmente, per consolidare gli ottimi risultati raggiunti, continuai a chiavare quelle tre donne a scuola fino ad ottenere ufficialmente la sospirata promozione. 

lezioni di inglese


lunedì 5 giugno 2023

Scopato dall'amico di mia figlia

Mi chiamo Goffredo. Stavo attraversando un periodo di crisi con mia moglie Clara per cui non scopavamo. Nel frattempo, un ragazzo di nome Silvio sembrava voler corteggiare mia figlia Elisa. Non riuscivo a capire se Silvio avesse intenzioni serie o meno per cui chiesi consiglio ad Arnaldo, un suo amico. Quest'ultimo mi suggerì di incontrarlo da solo per parlare con calma. Lo invitai a pranzo mentre mia figlia stava all'Università. Ci trovavamo in cucina quando Silvio affermò chiaramente di non essere interessato ad Elisa ma non mi aspettavo che fosse attratto dal sottoscritto. Mi sbottonò i pantaloni segando il cazzo. Provai un grande imbarazzo ma non facevo sesso da tempo e le attenzioni di quello strano ragazzo mi colpirono. Probabilmente tra noi c'era chimica, fatto sta che mi inginocchiai e gli succhiai il pene. Non potevo credere a ciò che stavo facendo ma mi piaceva, mi sentì di nuovo vivo. Proprio in quel momento, Elisa chiamò sul cellulare di Silvio. Lui la rassicurò dicendo che stava a pranzo con me. Ormai era tardi per fermarsi. Ci ritrovammo entrambi nudi e vogliosi. Sapevo che lo avrei preso nel culo di brutto e fu proprio così che accadde! Appoggiato alla cucina, lo ricevetti a pecorina mentre lui mi raccontò che sfruttava le amicizie con le ragazze per arrivare a maschi d'ogni genere. Da quel che capì, mi resi conto che sfondava parecchi culi maschili, sia giovani che maturi. Io rappresentavo un'altra delle sue conquiste ma ero troppo eccitato per non farmi sbattere. Dopo la pecorina, continuai a prenderlo a candela, poi finimmo a terra e mi scopò di fianco. In realtà, intenti a fottere, non pranzammo nemmeno. Ad un tratto, sentì la sua sborra calda nel mio culo. Intanto, a sorpresa, prima del previsto, era rientrata Elisa e ci sorprese in quel modo. Lui, incurante della situazione, mi spompinò. Ero così eccitato che gli schizzai in bocca. Non avevo mai goduto così tanto con le donne. Intanto, assaporando l'orgasmo, udivo la voce di mia figlia, evidentemente schifata della situazione. In realtà mi avvisò che un ragazzo del genere mi avrebbe mollato in breve tempo. Mai parole furono più profetiche: Silvio scomparve dopo tre o quattro scopate. Per fortuna Elisa, consapevole dei miei nuovi gusti sessuali, si prodigò affinchè incontrassi uomini della mia età, precisamente i padri delle sue amiche in evidenti crisi matrimoniali. In effetti, con alcuni di loro, ho inanellato delle belle storielle anche se, ovviamente, aver preso un cazzo giovane, resta tra i miei più splendidi e appaganti ricordi.       


giovedì 1 giugno 2023

Ebbrezza mercenaria

Mi chiamo Viviana. Quando raccontai alla mia amica Rosa cosa avevo combinato, lei stentò a crederci. Sono una ragazza disinibita, vogliosa di porcate e di vivere nuove esperienze stimolanti. Dopo aver trombato con vari ragazzi, desideravo trasgredire ma non capitava la situazione adatta. L'occasione propizia, come spesso accade, si presentò per puro caso. Mi trovavo per strada e fui abbordata da un signore molto più grande di me. Invece di mandarlo affanculo, decisi di fargli compagnia. Sapevo che desiderava sesso e infatti, poco dopo, provò a baciarmi e limonammo nel parco. L'uomo, di nome Aldo, non perse tempo e mi condusse nella sua abitazione. Una volta giunti lì ci baciammo di nuovo e poi cominciammo a spogliarci. A bruciapelo gli sparai la richiesta di soldi: gliel'avrei data per 200 euro. Mi eccitava da matti provare il brivido di sentirsi una puttana, una che si concede dietro compenso. Aldo esitò un attimo, del resto 200 euro non sono noccioline, poi però accettò la richiesta. Gli succhiai un pò il cazzo, poi lo stesi sul letto, gli leccai i capezzoli. Ormai fremeva dal desiderio. Ci baciammo ancora, mi tolse le mutande e leccò la figa. A quel punto disse di dover usare una pillola per rinvigorire l'erezione. La prese e poco dopo mi scopò a candela. Proseguì a missionaria e a pecorina. Lo istigavo a darmi della puttana e lui ci provava gusto ad etichettarmi in quel modo. Mi sentì davvero una gran troia a farmi sbattere per soldi da uno di quella età. Aldo non durò a lungo, fu breve e intenso. L'uomo mi sborrò dolcemente in bocca ed io gustai il suo nettare caldo. E' ben noto che, come si suol dire, l'appetito vien mangiando. Più che mai gasata dalla situazione, riuscì a mettere su un bel giretto di anziani da scopare in cambio di soldi. Con 200 euro a botta mi sono pure arricchita. Bhè, ogni tanto a qualcuno il cuore non regge ma che volete fare, sono gli inconvenienti del mestiere.