mercoledì 2 aprile 2025

Il marito voglioso di mia sorella

Mi chiamo Nadia. Mia sorella Tania sposò Giacomo ma lui non è mai stato realmente innamorato di lei. Tania è fissata col lavoro e ha sempre messo in secondo piano le esigenze del marito. Giacomo mi guardava con estremo interesse ed io cercavo di fare finta di nulla. Un bel giorno, restai a dormire a casa loro. La mattina seguente, Tania si affrettò per correre al lavoro pregandomi di pensare al marito, casomai avesse bisogno di qualcosa. Quella mattina, Giacomo cominciò a menarselo appena mi vide. Era da tempo che mi desiderava. Volevo solo aiutarlo a star meglio con una sega, niente di più. Glielo smanettai, lui intanto mi riempiva di complimenti. A un certo punto si mise sopra di me per godersi di più la sega, o almeno così credevo. In realtà voleva solo trovare il momento adatto per spogliarmi e buttarmelo prontamente nella figa. Scopammo sul lettone focosamente. Quando I tempi si allungano, I rischi aumentano. Non ci rendemmo conto che Tania era tornata a casa. Sentì le mie urla di piacere dal corridoio e mi trovò piena di sborra in faccia, quella che lui mi aveva appena schizzato. Lui rimase in silenzio mentre tra me e lei nacque una lite furibonda. Me ne disse di tutti i colori ed io risposi che trascurava il marito. Per un po' non ci parlammo. Poi, io mi presi totalmente la colpa dell'accaduto. Dissi di essermi invaghita di lui, mentre le cose stavano esattamente al contrario, e lo feci solo per cercare di salvare il loro matrimonio. Insomma, lui volle chiavarmi a tutti i costi ma io passai per puttana, più di quanto realmente non sia. Una puttana pentita per riconquistare l'amore perduto della sorella. Dopo tanto tempo, io e Tania abbiamo finalmente fatto pace ma quello stronzo di Giacomo continua a desiderarmi e a inviarmi messaggi espliciti da una SIM segreta.



Lesbichette alle prime esperienze

Mi chiamo Matilde. Da studentessa ero spesso vogliosa ma mia madre non mi permetteva di studiare in compagnia di ragazzi e così mi toccava andare tutti i giorni a casa della mia migliore amica Rosalba. Anche lei aveva lo stesso problema. Sua madre, ancora più intransigente della mia, non le permetteva la frequentazione di ragazzi, timorosa che la mettessero incinta. Quel giorno, Rosalba mi guardava in modo strano, mi sorrise e poi chiusa la porta della stanza a chiave. Mentre studiavamo, fece riferimento alla possibilità di sfogare la libidine tra donne. Ero scettica ma, come si suol dire, la fame fa uscire il lupo dal bosco. Iniziò a toccarmi il seno da dietro e mi eccitai. Disse che ci avrebbe pensato lei e mi leccò un pò la figa sul letto. Io però non fui in grado di ricambiarla, avevo ritrosia a leccare la patata e così lei suggerì di metterci una di fianco all'altra e di sditalinarci a vicenda. Quei meravigliosi tocchi reciproci portarono entrambe all'orgasmo. Subito dopo bussò alla porta sua madre, turbata perchè stavamo da oltre due ore chiuse lì dentro. Rosalba la tranquillizzò affermando che avevamo bisogno di concentrazione per studiare.


Sensi di colpa fatali

Mi chiamo Diana. Mi piacciono gli uomini ma anche le donne. Forse fu proprio questa mia passione per le femmine a decretare la fine del mio matrimonio. Non sono una santa ma tutto si complicò quando ebbi un rapporto occasionale con Miriam, una ragazza che lavorava al Centro per l'impiego. Quel giorno ero particolarmente vogliosa e lei rispose al richiamo del sesso. Limonammo, ce le leccammo, usammo i dildo e lei mi scopò pure con lo strap-on. Quando mio figlio Claudio mi parlò delle sue difficoltà amorose, menzionando un'operatrice del Centro del lavoro, capì subito che si trattava di Miriam. Lei lo mollò, dato che con me aveva valorizzato la passione per le donne. Mi sentivo tremendamente in colpa e non avevo il coraggio di raccontare la verità a mio figlio. Ne parlai con le mie amiche, quando ci scambiammo i regali di Natale. Anche loro sono separate. Quando ci riuniamo, beviamo champagne e facciamo le zoccole. Quel giorno c'era anche la nipote di una di loro, una carina ma un pò mascolina alla quale piace scoparsi le donne più grandi (lo ficcò dentro a me e ad un'altra). Sostanzialmente, ci regalammo dildo e roba intima a vicenda. In quell'atmosfera torbida, spiegai il mio problema alle amiche e loro, perversamente, suggerirono che avrei potuto scopare con mio figlio per risolvere i suoi problemi di solitudine, nonchè di mancanza di passera. Non diedi troppo peso a quelle affermazioni, buttate in mezzo così, nel pieno di una sbronza collettiva colossale, senza immaginare che potessero contenere un fondo di sottile verità. Ero sempre stata contraria a certe pulsioni. Riprendevo mio figlio quando mi spiava nuda in bagno, ritenendo sbagliati certi atteggiamenti. Ma quei sensi di colpa, sapere che ero stata io la causa della sua relazione con Miriam, mi rese più fragile e anche più puttana. Gli dissi che volevo aiutarlo e lui mi tolse subito la maglia e mi leccò i capezzoli. Capì di aver innescato un meccanismo infernale. Mi chiese solo un pompino ma sapevo che non si sarebbe mai accontentato. Dopo poche succhiate, stavamo già scopando praticamente in tutte le posizioni. Lui stesso si domandava come mai ci fossi stata così agevolmente ed io mi sentì di vuotare il sacco e dire la verità. Ammisi di essere stata con Miriam. Lui non si incazzò tanto ma sostenne che dovevo rimediare io alle sue mancanze. Ci facemmo davvero una bella chiavata e lui mi sborrò copiosamente in faccia. Mi sentì davvero una sgualdrina. Ma lui era dannatamente carico, voleva godere ancora. Riprendemmo a scopare. Stavolta me lo mise pure dentro al culo, voleva possedermi totalmente. Godetti come una troia, ben conscia di quanto fosse sbagliata quella situazione. Mi venne sul collo, poi pretese che facessimo la doccia insieme. L'acqua calda e il sapone non avrebbero certo lavato i miei peccati. Spero sempre che trovi una ragazza e dimentichi di soddisfare la propria madre ma per ora non c'è nessun altra e a concedergli i buchi sono sempre e solo io!     


martedì 1 aprile 2025

L'imprenditrice di successo

Mi chiamo Miranda, sono un'imprenditrice di successo. Gestisco un'agenzia di modelle e una casa discografica, tra le varie attività. Le mie giornate si svolgono quasi interamente tra le donne, che amo particolarmente. Bhè, ad esempio c'è Sara, la fotografa bionda, una tipa molto affascinante. Quando mi porta a vedere i suoi scatti lesbo, di solito mi si bagna sempre la figa. Ricordo ancora con piacere quel giorno in cui venne in Ufficio quando c'era pure Matilde, la segretaria (una delle tante che ho). Guardando le foto hot, finì ben presto con Sara sul divano a limonare e Matilde si fiondò subito a leccare la patata della bionda. Eh si! La bionda ricambiò adeguatamente, slinguazzando la segretaria che, a sua volta, la leccava a me. Io e Sara venimmo, ma come lasciare insoddisfatta la povera Matilde. Io e la bionda provvedemmo in tandem a soddisfarla facendo saettare contemporaneamente le lingue calde nella vagina. Dopo quell'incontro, Sara mi chiese la cortesia di attenzionare il cugino, tale Lucio Labbri, chitarrista. Incontrai Lucio alla casa discografica. Mi sembrò un giovane simpatico, fissato con le chitarre. Non potevo immaginare che fosse gay! Quando cominciai a succhiargli il cazzo, era ormai troppo tardi per fermarsi e poi la fica mi prodeva troppo. Gli feci un grandioso pompino e il povero giovanotto, in forte imbarazzo, eiaculò copiosamente nella mia bocca da maiala. Bhè, fu gratificamente sapere che ero l'unica donna ad avergli dato piacere intimo nel corso della sua vita. Gli dissi che avrei ascoltato le registrazioni dei brani. Sembrava in gamba quel tipo e poi non avrei mai rifilato una scortesia a Sara. Decisi di stipulare un contratto. Naturalmente, io sono l'unica donna e sua manager che può fargli pompini, sia ben inteso. Come dicevo ho svariate segretarie. Anche Giulietta è molto carina, volevo che mi dimostrasse la sua totale devozione e così le dissi di spogliarsi in ufficio e leccarmela. Sorprendentemente, quella troia ci sapeva proprio fare, leccava a meraviglia. E poi finimmo pure a 69, baci e ditalini reciproci. Non posso proprio pretendere nulla di più da lei. Del resto, non scelgo mica le segretarie per le loro capacità tecniche sul lavoro, si arrangiano tutte, più o meno, tra fotocopie, centralino e office. Eh no, le scelgo per le loro abilità linguistiche. LE lingue? Nooo! Che cosa avete capito, che importa dell'inglese, del francese etc..., mi interessano le loro abilità innate di leccapatate!


Il supporto pieno della madre

Mi chiamo Valeria. Con i ragazzi non mi sentivo molto sicura per cui chiesi consigli a mia madre Caterina. Volevo far colpo su Daniele ma non lo vedevo completamente preso dalla sottoscritta. Mia madre mi spiegò che dovevo essere più sexy, disinibita, più puttana e brava ai fornelli, insomma, per conquistare un uomo. In cucina, mia madre testò la mia sfacciataggine chiedendo di essere leccata. Mi inginocchiai e lo feci. Mi piacevano le sensazioni torbide che trasmetteva. Mentre inviavo dei selfie a Daniele, lui mi chiese pure le foto nude di mia madre e lei disse che potevo inviarle. Invitai Daniele a casa il giorno seguente. Mentre stavo per cominciare l'intimità con lui, piombò mia madre in camera da letto. Prese la mia mano e la portò sul cazzo del ragazzo per mostrare come dovevo segarlo. La presenza di Caterina mi imbarazzava, ma mi eccitava al tempo stesso. Con l'incoraggiamento materno, presi a sbocchinare Daniele ma, a un certo punto, glielo succhiò lei! Ero incredula nel vedere mia madre che spompinava Daniele ma lo trovai eccitantissimo e lui godeva come non mai. Daniele mi leccò la figa, poi cominciò a scoparmi. Era stupendo cavalcare. Arrivai all'orgasmo mentre mia madre mi leccava sapientemente il buco del culo. Daniele era durissimo e deciso a fottersi pure la mia bella genitrice. Se la ingroppò da dietro con il mio stupore. Poi continuarono a cavalcioni, poi di nuovo da dietro e infine a missionaria. Nel frattempo, ove possibile, leccavo e toccavo la figa di lei che cercava di ricambiare. Le stantuffate di Daniele, a ritmo incalzante, fecero arrivare Caterina. Lui stava per scoppiare. Gli passai la lingua lungo l'asta, poi prese a smanettarselo da solo come un pazzo finchè ci sborrò in bocca. Chiaramente, con un zozzo precedente del genere, il triangolo si ripetette più e più volte. Caterina è così troia che se lo fece piazzare perfino nel culo! E ho detto tutto! Bhè, ho sempre pensato che lei è la sua preferita però poco importa, in fin dei conti. Sò solo che in tre chiaviamo e godiamo come pazzi. Naturalmente a cucinare ci pensa Caterina, visto che io sono negata. Ma, almeno nel sesso, sto facendo progressi!       


Le attenzioni dalla persona giusta

Mi chiamo Ada. Sono attratta dalle donne e ho buona confidenza dialogativa con gli uomini. Un conoscente, di nome Gervaso, mi confidò di essere intrigato dagli uomini. Probabilmente non avrei fatto nulla, se lui fosse stato single, ma siccome era fidanzato con Ilenia, una grandissima gnocca, leggermente più giovane di me, pensai bene di avere tra le mani l'occasione di trarre vantaggio dalla situazione. Invitai a casa Gervaso, promettendogli di presentargli un aitante maschio di colore. Delko arrivò poco dopo. Gervaso era imbarazzato ma curioso di succhiare il cazzo dell'uomo che non attendeva altro. Dopo il succulento pompino preliminare, Delko chiavò il culetto di Gervaso alla pecorina, a missionaria e in altre svariate posizioni che lo portarono ad eiaculare copiosamente nella bocca del passivo. La trombata si svolse interamente nella cucina. Durante il loro approccio, ne approfittai per scattare delle foto ed inviarle beffardamente alla povera Ilenia. Alcuni giorni dopo, quando venne a trovarmi, le chiesi se avesse visionato le foto. Rispose di essere sconvolta e di non riuscire a spiegarsi come fosse accaduto. Inoltre, si chiedeva perchè io non avessi fermato quel rapporto. Risposi che quei due erano troppo presi dalla passione. Ovviamente, non avrei interrotto o ostacolato quella scopata in alcun modo, dato che girava a mio favore. Dissi ad Ilenia che l'avrei consolata io. Ci trovavamo nel bagno, quando le accarezzai il culo riempendola di complimenti. Poco dopo, leccai la passera da dietro finchè lei se ne venne. Precisò di nona spettarsi le mie avances ma, intrigata dalla situazione, mi leccò la figa alla grande mentre me ne stavo appoggiata a cosce aperte su un mobiletto. Raggiusi anch'io l'orgasmo, bello profondo. Dopodichè, presi a sgrillettare lei con le mani, procurandole ulteriore piacere. Bhè, adesso io e Ilenia abbiamo approfondito bene la conoscenza, mentre Delko continua a castigare Gervaso. A ciascuno il suo!


lunedì 31 marzo 2025

Cattivi pagatori

Mi chiamo Santino. Lavoro per conto di Don Carmelo, un uomo senza troppi scrupoli. Chiedere dei prestiti e non restituire le somme, comporta sempre un rischio, specialmente se si ha a che fare con persone di mal affare. Don Carmelo si mise in testa di punire i "ritardatari" dei pagamenti in modo singolare, non con lesioni fisiche ma in maniera più umiliante, inculandoli. Andavo io a ricordare a queste persone di onorare gli impegni presi. Tra i vari, ne ricordo due, il primo Don Franco il ferramenta, un tipo coi baffetti. Anche quel giorno, disse di non avere disponibilità di liquidità. E allora gli dissi di inginocchiarsi e mi fece un bel pompino. A cazzo duro, glielo misi nel culo a pecorina. Urlava di dolore ma godeva nel contempo. Quando gli schizzai sul corpo, mi sorrise addirittura. A Don Peppe, l'imprenditore edile, lo impalai a candela, ricordo che gli schizzai dentro. Questo non bastò a cambiare i loro atteggiamenti. Don Carmelo mi suggerì di mandare un segnale più forte e inculare pure le rispettive consorti. La moglie di Franco, Bianca, era una gran bella cavalla bionda. Me lo feci leccare, poi la inculai a pecorina, a candela e a missionaria. Soffriva e godeva, la zoccola, proprio come il marito. Le sborrai copiosamente in bocca, poi il seme colò pure sulle tettone. La moglie di Peppe era più snob, una bella troiona in autoreggenti. Le strappai le mutandine e le ficcai un bel dito nel culo come antipasto. Mi fece una pompa, prima che la inculassi a candela. Poi, le schizzai tra le tette e in bocca. Bhè, sembra che queste persone subiscano l'umiliazione, senza mettere mano al portafoglio. Inculai più e più volte sia i mariti che le mogli. Il loro disappunto iniziale, si trsformò sempre più in piacere sfrenato. Attendevano quasi con ansia che arrivassi per riempire i loro buchi. A me sarebbe potuta anche andare bene, ma non certo al sig. Carmelo, che non vedeva mai rientrare i propri soldi. Capì che intendeva passare al metodo classico, minacce con armi da fuoco. Non potevo permettere che arrivasse a tanto. Li inculai tutti e 4 un'ultima volta, poi suggerì loro di fuggire, per non farsi trovare. Infondo, non sono così cattivo, vi pare?       


venerdì 28 marzo 2025

Profondi piaceri anali

Mi chiamo Marika. Forse devo al mio ex ragazzo Mirko il merito di essermi sciolta alla grande sul piano sessuale. Accecata dall'amore, non vedevo la sua scarsa inclinazione verso le donne. In più, ci si mise di mezzo un tipo strano, detto il "Santone" che stregò letteralmente Mirko. Insomma, stava sempre dietro a quell'uomo. Dai suoi amici più stretti, seppi che il Santone si sbatteva il mio ragazzo e lo faceva godere talmente tanto che quest'ultimo arrivava all'orgasmo direttamente con la penetrazione. Sconvolta, consultai un terapeuta, il dr. Carlo, che mi convinse che non dovevo interferire in quella situazione. Il suo fascino mi portò ad avere con lui un bollentissimo rapporto intimo in cui quell'uomo mi ruppe letteralmente il culo. Estasiata, lo feci spruzzare sulle mie tettone. Gasata dalla situazione, andai a trovare gli amici stretti del mio ragazzo ed ebbi con loro un focoso approccio in doppia penetrazione, beccandomi poi la loro copiosa sborra in faccia. Bhè, dopo queste esperienze, cominciai a comprendere molto meglio le esigenze del mio ragazzo, la sua voglia di farsi sfondare il culo perchè, quando ho provato il rapporto anale, sono venuta pure io! 



Torbida manipolatrice

Mi chiamo Miriam. Frequentavo Aldo, un uomo ricco che si era da poco lasciato con la moglie. Nonostante l'uso diffuso di lingerie sexy e tacchi, mi resi conto di non attrarlo al massimo. Alla fine, mi rivelò di essere attratto dalla bella e giovane figlia bionda, di nome Monica. Sul momento rimasi sconcertata ma, riflettendo, pensai che "aiutarlo" con la figlia mi avrebbe portato benefici. La spiammo mentre stava nella vasca da bagno. Le andai a parlare io, con la scusa di porgerle la tovaglia e intanto la stimolai con una leccatina di capezzoli. Le dissi che il padre voleva parlarle. Quando giungemmo in camera da letto, l'uomo ci aspettava nudo. Fu facile spingere la ragazza a fargli un succulento pompino. Poi, lui si mise a leccare la fica della figlia mentre io gli succhiavo il cazzo. Poco dopo, i due cominciarono a scopare a candela, poi di fianco. L'uomo era riuscito nell'intento con la mia complicità e a me non dispiaceva affatto. Inoltre, la figlia, che inizialmente mi odiava, si mostrò molto più dolce nei miei confronti. Le leccai la topa, prima che il padre se la montasse a cavalcioni. Il momento era estasiante, lui arrivò all'orgasmo mentre sditalinavo lei. Proprio in quel frangente, piombò in casa, a sorpresa, Serena, la moglie di Aldo. A quanto pare, aveva nostalgia del marito, dopo essersi lasciata col suo spasimante. Era difficile giustificare la situazione in cui ci beccò ma io spiegai che lui cercava un ricongiungimento con la figlia, in attesa del ritorno della moglie, mai dimenticata. Lo feci per aiutare lui e per i miei comodi, ovviamente. Litigi, denunce e robe varie, avrebbero solo dilpidato i capitali di famiglia e lui mi avrebbe ringraziato adeguatamente. Serena capì che mi sarei fatta da parte, mi vide quasi come un'amica, al punto che fui complice della ritrovata passione tra moglie e marito. Lei lo spompinò, lui le leccò la figa, mentre io la tenevo allargata e poi i due scoparono come ai vecchi tempi. La sega finale di Serena lo fece sborrare e gli schizzi giunsero fin sulle mie autoreggenti. Aldo e Serena, in qualche modo, si ritrovarono ma lui, di nascosto, gradiva sempre castigare la figlia. A quel punto, mi occupai io del fidanzato della ragazza, Davide, che era rimasto a corto di passera. Andai direttamente a casa sua, gli spiegai che Monica saltava sul cazzo paterno e così me lo scopai io. Gli feci un bel pompino, poi mi leccò la fica e dopo cominciammo a trombare. Avevo qualche dubbio a instaurare una relazione con una donna più grande ma di sicuro gli piaceva la mia patata. Eh si, la gradiva tanto che mi schizzò abbondantemente sulle tettone. Con le generose elargizioni di Aldo, e il cazzo di Davide non posso proprio lamentarmi. E pensare che credono che io sia altruista.



giovedì 27 marzo 2025

Le otturazioni profonde del dentista

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

Le segretarie vogliose dell'Ufficio

Mi chiamo Nadeen. Sono la meno sexy delle segretarie dell'Ufficio, nel senso che Vanessa è uno schianto e piace di sicuro anche alle donne. Un giorno mi disse di avvertire pruriti intimi. Io capì che era un modo per mostrare la sua voglia e così mi offrì di accompagnarla in bagno. Una volta lì, spalancò le cosce e io gliela leccai perbene. Spostai le mutandine e la slinguazzai fino all'orgasmo. Credevo di aver trovato un'amica speciale ma ci rimasi un pò male quando, poco dopo, la trovai mentre si lasciava palpeggiare dal Capo. Osservai nascosta in disparte. Lei spompinò e poi si fece scopare. Intanto loro due non mi dipingevano tanto bene, lui mi dava della lesbica del cazzo e lei negava l'episodio della toilette. Ero incazzata ma decisi di interrompere i loro approcci. Al Capo non diede fastidio, anzi, si ricredette sù di me e gli leccai il cazzo. Poi, lui mi leccò la fica da dietro. Successivamente, la leccò a lei, mentre io slinguazzavo i capezzoli di Vanessa. Continuai a leccarli mentre lui se la scopava. E proseguì a fotterla mentre mi leccava la figa. Ad un certo punto, lui venne e le sborrò tra i buchi. Io ripulì Vanessa con la lingua e le passai lo sperma in bocca. Bhè, non immaginavo che la situazione degenerasse fino a quel punto. Ero già emozionata per l'episodio della toilette ma non credevo che la giornata proseguisse con un triangolo.



mercoledì 26 marzo 2025

Matura sedotta totalmente da due ragazze

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

Da solo col collega d'Ufficio

Quel giorno in ufficio c'era un solo cliente che andò via subito. Restai da solo con il mio collega e pensai di provarci. In modo quasi autoritario, gli chiesi di farmi una pompa e lui ubbidì. Dopodichè lo inculai sopra la sedia del computer, glielo misi tutto dentro, sia a candela che a pecorina. Poi ci stendemmo a terra e continuammo. Mentre lo inculavo, gli feci una sega e lui se ne venne, dopodichè gli schizzai sul corpo. Fu bellissimo, si trattava della prima volta per entrambi. Tuttavia, i nostri colleghi, un maschio e una femmina, ci sorpresero intrisi di sborra. Chissà che cosa avranno pensato, magari si sono pure arrapati.


Dipendenze proibite

Mi chiamo Tania. Faccio parte di una società che si occupa di problemi di dipendenza, nella fattispecie quelli dell'alcol. Un giorno si presentarono 5 ragazzi ma il tutor, Massimo, non era presente. Li feci accomodare in modo che potessero raccontarsi a vicenda le loro esperienze anche senza una guida vera e propria. Sorprendentemente, i ragazzi, invece di dialogare, si spogliarono dando vita ad un'orgetta gay. Dal buco della serratura, spiai le loro gesta. E' incerdibile come quei tipi simpatizzassero immediatamente. Tra pompini e inculate, schizzarono in 4 sul corpo dell'altro. Quando aprì la porta stavano ancora a coccolarsi. Quei tipi erano desiderosi di conoscere il tutor. Avvertì l'altra segretaria, Paola, di cercare di indorare la pillola a Massimo in modo che si occupasse dei ragazzi e intanto mandai lì uno di loro di nome Daniele. Paola cercò di spiegare la situazione a Massimo che si mostrò contrario ad interagire con i ragazzi. Paola andò avanti a fare sesso col tutor tra pompini e 69. Quando l'uomo schizzò, Daniele ne approfittò per leccare il culo al tutor e incularselo. Arrivai anch'io a vedere Massimo che si faceva sbattere inveendo contro di noi segretarie. Ma intanto lo prese pesantemente nel culo e di conseguenza si sciolse e accettò di mescolarsi ai ragazzi. Bhè, cambiò che le orge le facevano in 6 anzichè in 5 e soprattutto i ragazzi restarono a beneficio delle entrate della società. Bhè, io e Paola siamo uguali, di fronte agli affari, non guardiamo in faccia nessuno e il tutor dovette farsene una ragione.    


L'avvocato scorretto

Mi chiamo Mike. Non sono uno stinco di santo. Per sbarcare il lunario, mi arrangiavo con furtarelli e rapine ma un giorno la polizia mi beccò e finì dietro le sbarre. Quando la detenzione si protrae troppo a lungo, i problemi possono aumentare. Wanda, la mia compagna, incaricò un avvocato di nome Jude per tirarmi fuori ma lui si comportò in modo scorretto. Dentro il carcere, i giorni sembravano interminabili ma il mio compagno di cella li rese più piacevoli. Mi offrì subito il suo cazzo dentro al culo ed io accettai. La notte me lo metteva nel sedere e godevamo come pazzi estasiati dalle sborrate. Naturalmente, speravo sempre di uscire e non sapevo che, intanto, l'avvocato, più che cercare di tirarmi fuori, pensava a fottere Wanda. Insomma, le fece credere che la mia situazione era peggiore di quella reale per potersela spupazzare con calma e gli raccontò pure che io avevo un amichetto. A quel punto, Wanda si sentì totalmente libera di farsi trombare in ogni dove. Quando uscirò di qui, di sicuro non troverò Wanda ad aspettarmi, questo è sicuro.