martedì 31 maggio 2022

La bionda con l'amico dotato del fidanzato

Mi chiamo Michelle. Non avevo la minima idea di ciò che frullasse in testa al mio ragazzo, Gianmarco. Già da un pò mi parlava bene del suo amico Walter. Quando me lo ritrovai davanti all'improvviso, pensai che Gianmarco avesse organizzato una scopata in tre. Effettivamente, Walter era proprio un bel manzo! Iniziai a succhiargli il notevole cazzo che si ritrovava tra le gambe. Dopo di ciò, l'uomo mi fottette a candela. Mi resi conto che non si trattava di una cosa a tre ma piuttosto di sesso tra me e Walter. Gianmarco mi aveva praticamente offerta all'amico per ingraziarselo. In parole povere, Gianmarco era innamorato di Walter e sperava di far colpo su di lui usando me. Un pò mi risentì di essere stata considerata come un oggetto ma, in realtà, mi godetti quel cazzo favoloso che mi trapanò in tutte le posizioni, di fianco, a pecorina. Ad un certo punto mi ritrovai tra le mani perfino il pacco gonfio di Gianmarco, eccitato a mille dall'amico. Continuai a cavalcare percependo quasi una nota d'intesa tra i due uomini. Walter alla fine si sbottonò e spiegò che di certi argomenti delicati, come può essere l'attrazione omosessuale, avrebbe preferito parlarne in privato con Gianmarco. Intanto Walter godette, la sua sborra calda mi bagnò le labbra della figa. Mi rivestì e finsi di andar via. Ma la curiosità di vedere cosa sarebbe successo tra quei due era troppa. Lasciai il chewing gum sulla serratura della porta di casa di Gianmarco per poter rientrare. Origliai dietro la porta e spiai in camera da letto. Walter ringraziò l'amico per il regalo. Gianmarco, di slancio, trovò finalmente il coraggio di baciare l'amico e gli sussurrò: "Tranquillo, ora siamo soli, Michelle è andata via". Walter ci stette, i due limonarono. Pensai a quanto fossero porci ma mi eccitava. Gianmarco disse all'amico: "Anche se hai goduto, te lo faccio rialzare.." e cominciò a sbocchinare. Provai un brivido di piacere torbido e allagai le mutandine. Quello con cui, fino a poco prima, credevo di avere una relazione e il suo amico, con cui avevo appena scopato, adesso se la intendevano! D'istinto, entrai nella stanza mentre stavano scopando ed urlai:"Froci!" Walter chiese sorridendo: "Non eri andata via?" e continuò ad inculare Gianmarco con foga fino a riempirgli il culo di sborra. Pensai: "Cavolo! Questo è vero amore!". Chiusi la porta e, stavolta, lasciai davvero l'appartamento.       

figa

La cameriera sedotta dall'assistente di volo

Salve a tutti, mi chiamo Mary. Faccio la cameriera in un Hotel vicino all'aereoporto. Non sono una verginella, ed è capitato che abbia fatto sesso con dei clienti maschi. Ma mai e poi mai mi sarei sognata di stare con una donna. Quel giorno stavo sistemando una camera quando, all'improvviso, vidi comparire davanti a me un'assistente di volo bionda molto carina di nome Nadine. Era giunta lì di mattina proprio mentre stavo finendo di riordinare la stanza. Mi accorsì subito che era calda, tanto è vero che piazzò una mano nelle mie mutandine senza troppi complimenti. Quel ditalino mi accese e, ancora di più, la sua lingua audace sui miei capezzoli e nella figa. Mi sfilò le mutande, mi baciò e finimmo beatamente a 69. Aveva con sè anche un oggetto con cui giocammo riempendoci a vicenda le intimità. Le leccai il culo, la figa, ed usai quel giocattolo nella sua patata. Nonostante la scarsa esperienza di genre, riuscì a soddisfarla egregiamente. Quando poi lei mi infilò quell'oggetto nel culo, muovendolo sapientemente dentro e fuori, andai proprio in estasi e venni intensamente. Dopo di ciò finimmo sotto la doccia a baciarci e palparci a più non posso. Fortunatamente nessun collega sarebbe venuto in quella camera per tutta la mattina per cui potemmo godercela fino in fondo. Spero tanto che Nadine torni a soggiornare in Hotel, prima o poi. Sapete com'è? Mi fa proprio volare!         

cameriera

Ognuno la propria madre

Un saluto da Floriana. Come avete letto, scopai con Jacopo, il figlio della mia amica e lei col mio. Dopo quella porcata, non sentì Lorena per un pò. Sapevo che il figlio ci provava con lei. Intanto Riccardo mi dava il tormento. Veniva tutti i giorni in ufficio sperando che gliela dessi.  Un giorno, stufa, sperai di tenerlo buono con un pompino ma lui ne approfittò per chiavarmi di santa ragione. Mi sfondò a pecorina, a candela e, durante la scopata, mi raccontò che Jacopo si era fatto da poco la madre Lorena. A quel punto pensai che io e lei fossimo davvero due troie, incapaci di resistere ai piaceri della carne perfino quando c'erano i nostri figli in causa. Presi tanta sborra in bocca e Riccardo mi avvisò che la notte sarebbe venuto a trovarmi per un'altra ripassata. Da quel giorno mi sbatte di continuo, giorno e notte e sono sicura che la stessa sorte è toccata anche a Lorena. Bhè, abbiamo fallito col matrimonio ma, in compenso, abbiamo partorito due figli che sanno come rendere felici le proprie madri...

troie

Scambio di madri

Mi chiamo Floriana, sono bionda. Lorena è la mia migliore amica. Il nostro percorso di vita è stato simile: entrambe separate ed entrambe con un figlio, il mio Riccardo, il suo Jacopo. I nostri figli non andavano dietro alle ragazze ma stavano spesso in nostra compagnia. Più volte Lorena mi aveva confidato di essere spiata in bagno dal figlio. A me accadeva la stessa cosa. I ragazzi ci desideravano, evidentemente, ma l'incesto è un tabù difficile da abbattere. Jacopo, un bel giorno, arrivò a casa euforico con una bottiglia di vino. Tanta gioia derivava dal fatto di aver trovato un nuovo lavoro. Lui e Riccardo salirono al piano di sopra a confabulare ed io rimasi giù a parlare con Lorena. Quando i due ritornarono, tirarono fuori una proposta incredibile. Per evitare di commettere incesto, volevano scopare ognuno con la madre dell'altro. All'inizio sembrò quasi un gioco, una battuta per ridere. Ma quei due facevano sul serio. Suo figlio mi toccò le tette e il mio accarezzò quelle di Lorena. L'atmosfera si surriscaldò. Alla fine pensammo di tenerli buoni con un pompino ma, in realtà, facemmo peggio dal momento che i due ragazzi ci chiavarono di brutto. Era una situazione talmente eccitante che Lorena si lasciò andare e mi palpò anche le tettone. Godevamo come due porche ma, intanto, i ragazzi continuavano ad esprimere il desiderio di incestare. Intanto ci vennero sulle tette al culmine di inebrianti seghe spagnole.         

madri troie

sabato 28 maggio 2022

L'idraulico risolve anche le perdite della signora

Mi chiamo Salvatore. Di mestiere faccio l'idraulico. Non è facile, bisogna sistemare i guasti nelle case delle persone e le chiamate da gestire sono continue. Ma, di questi tempi, non ci si può certo lamentare per eccesso di lavoro! Talvolta le giornate sono noiose, stancanti, ma altre volte invece, ci si diverte. Con la signora Mara è sempre uno sballo! Ricordo ancora con piacere la prima volta che mi contattò per risolvere una perdita al lavandino della cucina. Mi stesi sotto il lavello ma fui presto distratto da lei che si alzò il vestito in modo provocante. E' ovvio che, a quel punto, non potetti più lavorare! Le leccai la figa, poi lei mi succhiò divinamente il cazzo. La scopai a pecorina, a candela... alla signora piaceva parecchio fottere. Ricordo che avevo il cazzo durissimo! La trombai anche a missionaria. Dati gli splendidi momenti di felicità che mi regalò, pensai addirittura di non farle pagare il conto. Ma lei ci tenne a puntualizzare di voler assolutamente pagare per sviare eventuali sospetti del marito. Non solo lo rendeva cornuto con tutti gli artigiani che venivano a casa ma, in più, sganciava lui i soldi delle fatture! In altre parole, era come se, in qualche modo, il marito pagasse gli uomini con cui la consorte scopava. Insomma, quella porca di Mara lo incornettava coi fiocchi! Tale torbida situazione, congiuntamente alla prolungata trombata, mi eccitò talmente che finì per godere intensamente e riempire di sborra la bocca e il corpo della signora. Ovviamente la donna gradì notevolmente quel fiume di sborra in faccia e colse l'occasione per sottolinare quanto le piacessero i ragazzi focosi come me, sempre a cazzo duro, pronti a soddisfare appieno le sue incontenibili voglie da porca.      

sesso

mercoledì 25 maggio 2022

La calda direttrice del carcere femminile

Mi chiamo Miriam. Un periodo ero a corto di soldi e così, insieme ad altre tre persone poco raccomandabili, presi parte ad una rapina in banca. Purtroppo andò male e ci scappò pure il morto. Non fui io a sparare all'impiegato che restò secco sul colpo ma le mie impronte si trovavano ovunque. Inoltre gli altri componenti della gang riuscirono a fuggire ed io, purtroppo, no. Mi attendevano anni di galera. L'inizio fu drammatico. Delle detenute, che stavano lì già da tempo, cercarono di violentarmi. Non amo le forzature brute e poi, prima dell'arresto, avevo solo provato cazzi di ogni tipo e dimensione. Riuscì a difendermi in qualche modo e a prendere tempo in modo tale che arrivassero le guardie. Però questo mi costò l'isolamento. Fu a quel punto che conobbi Wendy, la direttrice di colore del carcere, rigorosamente in tacchi alti. Si trattava di una bellissima donna con modi autoritari. Rimasi da sola con lei in cella. Mi fece spogliare. Voleva perquisirmi ma capì subito che desiderava ben altro. Mentre stavo faccia al muro le sue dita entrarono audacemente nella mia figa. Le piacevano le donne. Se avessi voluto soggiornare meglio in carcere, avrei dovuto sottostare ai desideri erotici della direttrice Wendy che spalancò le gambe, mostrò la fica, esigendo di essere leccata. Mi trovai a disagio, lo ammetto, ma cosa potevo fare se non cedere? E così, mio malgrado, le leccai la figa. Si vedeva che non ero troppo convinta ma lei mi seppe coinvolgere. Mi spanò la figa con le sue lunghe dita spingendomi la testa contro il suo splendido seno in modo che leccassi i capezzoli. Voleva sentirsi dire di piacere a me ma io non riuscì ad essere convincente. Tuttavia, quando mi prospettò un'alternativa in cui sarei finita in balia di quelle scalmanate delle compagne di cella, trovai il modo di essere il più carina possibile con lei e leccai la passera con dedizione. Finimmo in una posizione da 69 sul lettino di quella lurida cella. Lei stava sopra e desiderava ardentemente venire. Quando sentì le sue natiche lisce e stupende tra le mani, trovai la giusta ispirazione per leccare al meglio la vagina e condurla all'orgasmo. La sentì vibrare tutta nel bel mezzo del profondo amplesso. Sarebbe venuta a cercarmi ogni giorno, forse anche più volte al giorno. Ma pensai che, infondo, non mi sarebbe dispiaciuto affatto. Nessuno avrebbe potuto ridurre significativamente la mia condanna, ma almeno avrei tenuto a lungo tra le braccia un corpo caldo voglioso di godere.        

figa

Senza più tabù

Dopo l'umiliazione delle corna, ricevute praticamente in diretta, ero un pò sconvolta e non pensavo affatto che, interagire in un certo modo coi clienti, potesse risollevare in qualche modo il mio morale. Oltretutto si trattava di persone non giovanissime ed io, in generale, ho sempre avuto dei problemi con la differenza di età. Un giorno dovetti occuparmi di un certo Paul, un americano. Pensai subito che fosse il solito stronzo che ci prova con le ragazze carine. Ma, durante il massaggio, mi resi conto di piacergli parecchio al punto da notare la sua evidente erezione. Aveva proprio un bel cazzo quel tipo. Inoltre mi riempiva di complimenti. E così d'istinto lo spompinai con gusto. Succhiai quel bel cazzone duro. Ma lui, all'improvviso, afferrò una mia gamba e mi trascinò con sè sul lettino in modo che stessimo a 69. A quel punto sentì che con le mani allargava le mie natiche, dopodichè iniziò a slinguazzare sapientemente la patata ormai bagnata. Intanto io, in preda all'estasi, continuai a sbocchinare di gran carriera. Quella lingua mi fece impazzire e venni profondamente nella sua bocca. Ma lui non aveva ancora raggiunto l'orgasmo per cui continuai a spompinare senza sosta finchè lui godette schizzando la sborra calda e abbondante nella mia bocca. Da quel momento persi ogni freno inibitorio, assaporai un nuovo e inebriante risveglio ormonale e sessuale. Iniziai a fottere con la maggior parte dei clienti senza più crearmi alcun tipo di condizionamento. Perfino Wanda mi fece i complimenti. Grazie a quel modo di fare da gran puttana, i clienti aumentarono sempre di più e tornavano sempre più spesso al Centro, pur di divertirsi con la sottoscritta. Che Wanda si tenga pure quello stronzetto di Leo. Probabilmente i maturi rappresentano la mia migliore forma di appagamento erotico e non i ragazzi. Leggi la prima parte        

69

Corna in diretta

Mi chiamo Valery. Quando fui assunta da Wanda, nel suo centro massaggi, ebbi un'esplosione di gioia. Con le difficoltà che ci sono a trovare lavoro, non potevo che essere entusiasta. I turbamenti iniziarono quando Leo, il mio ragazzo, cominciò a diventare troppo premuroso nei confronti della donna. Con una scusa qualsiasi, tipo salutare me, veniva al centro e intratteneva la bella matura Wanda con lunghi discorsi. La doccia gelata arrivò quando, un bel giorno, lo beccai in una stanza del centro mentre scopava Wanda con incredibile foga. Specie all'inizio, restai a dir poco shoccata. Non concepivo affatto di essere tradita e tantomeno che lui si sbattesse una donna molto più grande che poteva essere sua madre. Wanda era pure sposata ma Leo la desiderava al punto da volere addirittura una storia con lei. La donna sembrava gradire particolarmente quelle attenzioni. Non potevo credere ai miei occhi quando la donna, in preda al desiderio sfrenato, gli concesse perfino il culo. Continuarono a scopare davanti ai miei occhi. Pur disapprovando quella situazione assurda, rimasi colpita dalla chimica che esisteva tra quei due. La mia rabbia iniziale si mescolò al piacere di assistere a quella trombata pazzesca. Quando lui raggiunse l'orgasmoe le schizzò copiosamente in bocca e sulle tette, provai un brivido di eccitazione e sentì scorrere umori tra le cosce e notai una macchia sul pantalone che indossavo. Wanda affermò che avrei potuto distrarmi coi clienti.     

scopata anale

martedì 24 maggio 2022

La gran figa della mia migliore amica

Mi chiamo Tommaso. Credo nell'amicizia ma, quando la si intrattiene con una bella ragazza come Elena, diventa difficile che possa restare tale. Ma partiamo dal principio. Elena si fidanzò con Franchino, il mio miglior amico. Io e lei, frequentando la stessa Università, diventammo assidui compagni di studio. Stavo benissimo accanto a lei: studiavamo, dialogavamo. Probabilmente, quel rapporto puro si sarebbe conservato a lungo se non fosse accaduto un imprevisto. Un giorno, mentre lei stava in toilette, sbirciai nel suo portatile e notai, con grande sorpresa, decine di foto di un uomo nudo dotato, presumibilmente uno straniero. Lei si accorse subito che avevo curiosato e, di conseguenza, tra di noi ci fu un confronto un pò teso. Le rimproverai di cornificare Franchino ma lei disse che a letto non era un granchè, che anche le donne hanno le loro esigenze, e così via. Tenerla così vicina, mi procurò un'erezione e lei se ne accorse. Poggiò la mano sul pantalone, proprio lì. Mi resi conto che voleva scopare. Iniziammo a spogliarci, le leccai il seno ed ero già durissimo. L'avevo desiderata per mesi e ritenuta intoccabile per via del legame con il mio amico ma quelle 'sorpresine' sul pc mi aprirono gli occhi. Altro che principessina, Elena era una bella troia! Mi sbocchinò alla grande, dopodichè le leccai abbondantemente la figa. Finalmente glielo infilai dentro a pecorina. La zoccola lo voleva proprio tutto il cazzo ed io glielo diedi con estremo piacere. La scopai anche a missionaria. Poi lei tornò a sbocchinare prima di cavalcare nuovamente sul mio cazzo. Si masturbò freneticamente la fica e venne mentre la impalavo a candela. Poco dopo godetti anch'io spruzzandole la crema calda sulla pancia, un pò sotto al seno. Fu davvero una trombata memorabile e, ovviamente, ne sarebbero seguite altre.     

sesso

lunedì 23 maggio 2022

L'aitante figlio del vedovo

Katia è il mio nome. Sono una donna matura ancora piacente. Non vado fiera dei miei comportamenti. Grazie all'avvenenza fisica ho sempre sedotto ricchi vedovi anziani sfruttando i loro soldi. Spesso si trattava di persone sole e malandate che si accontentavano di uno spogliarello e, al limite, una sega. Anche Alfonso sembrava sulla stessa linea, un tipo poco dotato peraltro. Ma nella vita accadono sempre imprevisti. Non immaginavo affatto che avesse un bel figlio giovane e caliente di nome Simone. Il ragazzo era sveglio. Venne a trovarmi e, senza troppi convenevoli, disse ciò che pensava della sottoscritta: una troia approfittatrice, in sostanza. Come dargli torto? Nonostante ciò, il ragazzo sembrava ben disposto nei miei confronti. Mi resi conto di piacergli parecchio e, onestamente, questa pulsione era corrisposta. Mi baciò in bocca con passione. Quando mi spogliai, lui puntò subito il buco del mio culo! Lo leccò, poi ci infilò un dito dentro. Il porco non perse tempo. Dopo di ciò, spinse il suo grosso cazzo duro nel mio ano. Mi sentì davvero una gran troia ma adoro prenderlo dietro. Simone aveva corso troppo, desideravo assaggiare il suo cazzo e così sbocchinai quell'uccello favoloso per un pò. Il ragazzo gradì la pompa. Mi eccitava quella situazione. Di solito spolpo solo i patrimoni degli anziani ma trombare pure con il ragazzo aumentava decisamente la libidine. Sarei riuscita lo stesso ad impossessarmi dei soldi tenendo buono Simone con il sesso. Il ragazzo strofinò il cazzo sulla mia natica, gli piacevano i giochini. Poi mi masturbò la fica con le dita mentre io gli succhiavo splendidamente le palle. A quel punto me lo spinse nuovamente nel culo! Pare che l'anale piaccia parecchio ad entrambi! Fu così che si svuotò i coglioni, riempendo il mio buco del culo di sperma. Soddisfatto si rivestì e andò via. Poco dopo arrivò Alfonso, ignaro della situazione. Gli raccontai che Simone era stato da me e che non nutriva alcun rancore nei miei confronti per aver, in qualche modo, rimpiazzato la madre. Alfonso mi chiese cosa ne pensassi del ragazzo. Non potevo certo dire che ci avevo scopato e che aveva un cazzo favoloso. E così, mentre lo segavo, esclamai solo che era simpatico e dotato di un gran carisma. Alfonso, all'oscuro della verità, fu così contento che si rilassò e sborrò poco dopo sulla mia mano. Bhè, il padre non ha certo il cazzo del figlio e basta davvero poco per farlo godere...       

bionda

Autostop con Miranda

Mi chiamo Fabio. Pur essendo un uomo dotato e di bell'aspetto, non sono affatto uno sciupafemmine. Ma, anche ad una persona tranquilla come me, possono capitare bollenti avventure. Stavo per sposarmi con Claudia. Lei era carina ma poco motivata nel sesso. In più la famiglia le stava decisamente addosso. Quelle scopate senza entusiasmo e la mancanza di sesso orale, non tenevano il mio umore al meglio. Ci voleva una botta di vita, una donna caliente che mi trasmettesse entusiasmo. Credo che la maggior parte degli uomini gradirebbe un'avventura con Miranda. Ma veniamo a quel fatidico giorno. Stavo percorrendo un tratto di strada un pò isolato quando notai una vettura ferma con una ragazza all'interno. Non ebbi nemmeno il tempo di scendere dall'auto e chiedere alla donna se avesse bisogno di aiuto che mi ritrovai con la cerniera del pantalone abbassata e l'uccello direttamente in bocca alla 'famelica' signorina. Sbocchinava da paura. Ebbi solo il tempo di spiegarle che stavo per sposarmi. Ovviamente a Miranda importava poco, voleva solo una bella dose di cazzo. Come rifiutare una proposta così succulenta? Dopo l'estenuante lavoro di bocca, infilai il cazzo nella sua morbida e accogliente figa. Mi stesi e lei salì a cavalcioni sopra di me. Ero durissimo quando espresse il desiderio di prenderlo nel culo. Di bene in meglio, pensai. Chissà quanti cazzi l'avevano esplorata! Miranda era accogliente anche nel secondo canale. Glielo infilai dentro tutto facendola sollazzare di piacere e venire. Poi godetti a mia volta sborrandole in bocca e sulle tette (non grandi ma ben fatte). Inutile dire che non fui capace di riparare la sua auto e così caricai lei sulla mia per offrirle un passaggio. Durante il tragitto, Miranda, ancora in vena di porcate, riportò il pene in erezione e mi spompinò mentre stavo guidando. Nei pressi della sua abitazione le schizzai in bocca svuotando definitivamente i coglioni. Lei sorrise e disse: "Bravo, bella venuta". Poi Aggiunse: "Non sposare la donna sbagliata, il matrimonio è la tomba del sesso!". Tirò fuori un pennarello e scrisse il suo numero di telefono sulla mia mano. Poi concluse: "Di solito sono molto impegnata ma tu prova, non si sà mai, per un bel cazzone duro posso sempre liberarmi..."        

p

domenica 22 maggio 2022

Classe maschile

Mi chiamo Carla. Sono una insegnante bisex di inglese. Una delle mie classi era composta soltanto da maschi. Gli studenti, tutti carini, manifestarono, col passare dei mesi, evidenti sintomi di astinenza da sesso. Mi guardavano come fossi una Dea e alcuni di loro, opportunamente nascosti agli ultimi banchi, si scambiavano carezze intime da sopra ai pantaloni. Insomma, in poche parole, io avevo già capito l'andazzo da un po'. Un bel giorno Claudia, la madre di uno di loro, scoprì il proprio figlio in compagnia di altri tre ragazzi, nel bel mezzo di un bollente menage a quattro. Quando venne a raccontarmelo, sperando che io potessi tenere a freno l'eventuale scandalo che sarebbe venuto fuori negli ambiti familiari e in quello scolastico, non restai affatto sorpresa. Mi aspettavo una situazione del genere, d'altra parte questi ragazzi avrebbero dovuto sfogare in qualche modo. Avrei messo tutto a tacere ma esigevo qualcosa in cambio. Lorena, la figlia di Claudia, era proprio un bel bocconcino. Suggerì a quest'ultima di mandare la figlia a casa mia il giorno seguente. La donna si rese perfettamente conto della sorta di ricatto a sfondo sessuale imposto con malizia e di sicuro non pensò tanto bene di me in quel momento. Ma aveva poca scelta per salvare il figlio maschio dallo scandalo che, a breve, l'avrebbe travolto. Intanto andai a far visita a quel viscidone del Preside e lo scopai perbene per assicurarmi che non desse credito alle voci sui ragazzi. Poi mi rilassai in attesa che arrivasse quella gran gnocca bionda di Lorena. Ero pronta a sedurla e a godermela fino in fondo. Non fu affatto facile creare la giusta chimica con una ragazza teoricamente etero e pure fidanzata. Ma due elementi giocarono a mio favore: ciò che rappresentavo, ossia una persona in grado di aiutare il fratello e poi le mie arti da seduttrice. Stabilì subito un contatto con lei, la palpai, la massaggiai. Alla fine, quando le palpai sapientemente le tette, si eccitò come una matta e perse ogni freno inibitorio. Mi leccò i capezzoli, le palpai il culo energicamente. Ormai ci stava! A turno ci leccammo la figa. Presa dalla foga, e forte dell'esperienza di genere, riuscì a farla venire leccandole con gusto la patata. Volevo soddisfarmi appieno e così la coinvolsi in una bollente strofinata di fiche in cui guidavo io il gioco e i movimenti. La frugata insistita tra bernarde mi portò ad un'ardente orgasmo che assaporai fino in fondo mentre lei mi succhiava i capezzoli.   

Un pomeriggio, dopo Scuola, quattro studenti non trovano di meglio da fare che sfogare tra loro l'eccitazione... 

amici

venerdì 20 maggio 2022

Uomo avvisato mezzo salvato

Mi chiamo Luca. Marina, un'affascinante donna matura, è un delle mie insegnanti. A Scuola correva voce che le piacesse essere corteggiata dai suoi allievi. Ovviamente prestava attenzione a tutti ma solo a quelli che la colpivano. Quando cominciai a notare che mi sorrideva più del solito, capì che potevo provarci. Non fu difficile, mi invitò a casa sua. Quello che non sapevo era che avesse un marito e pure piuttosto particolare. La trovai in lingerie. Mi spiegò che il marito si trovava in casa ma non c'era da preoccuparsi. Disse che stava in compagnia di amici. Raccomandando di far silenzio, Marina mi portò a spiarli e così lì trovai nel bel mezzo di un'orgia gay con almeno 6 persone di cui 4 di loro scopavano tutti insieme! Giacomo, il marito, omosessuale passivo, ne prendeva due insieme. Quello che stava sopra, poi, lo prendeva a sua volta nel culo da un altro maschio di colore. Non avevo mai visto roba simile. Restai davvero colpito ma non si può certo dire che mi facesse schifo dal momento che, complice la vicinanza di Marina, ebbi un'erezione pazzesca. Ci allontanammo e tornammo in camera sua. Non facevo altro che pensare a quell'ammucchiata assurda che avevo visto. Domandai a lei come riuscisse a convivere con un uomo del genere. Mi rispose che le situazioni cambiano e che, infondo, era una porca anche lei, sempre a caccia di ragazzi. Mi succhiò divinamente il cazzo, le palle. Poi me la scopai alla grande. Aveva una fica morbida e accogliente. Chissà quanti ne aveva presi! Sul più bello, mentre mi cavalcava, le proposi di tornare a spiare il marito e i suoi amici. Alla porca l'dea piacque ma mi raccomandò nuovamente di non urlare. Mi sbocchinò mentre il marito stava alle prese con due di loro: prendeva un cazzo in culo succhiando l'altro. Il mio pene divenen di marmo. Inculai Marina con gusto. La troia ovviamente ci stette e si lasciò sfondare dietro. Intanto quel porcello del marito stava cavalcando da solo il cazzo del nero! Andai proprio in estasi profonda, non potevo più trattenermi: sborrai a fiume inondando il buco del culo e le natiche di Marina. Ma ahimè, urlai tutto il piacere dell'orgasmo e quegli uomini mi sentirono. Cominciarono a scherzare, a dire a lei: "Ah, questo zuccherino volevi nascondercelo, tenerlo tutto per te?" Marina poteva fare ben poco, di certo non mettersi contro 6 uomini. Quello che rappresentava solo una curiosità, divenne realtà. Finì in un'ammucchiata simile a quella che avevo visto prima insieme a lei: la scopata a quattro. Stavolta il marito guardava compiaciuto la scena fumando una sigaretta mentre due suoi amici mi possedevano contemporaneamente. Quello che stava sopra, come da copione, lo prendeva dietro dal nero. La trombata di gruppo si protrasse molto a lungo. Ad un tratto sentì colate di sperma pervadermi l'ano e gli uomini messi su di me calmare la loro foga. Marina a quel punto mi raccolse e mi portò sotto la doccia. Una volta rivestito mi disse: "Bhè, magari avresti voluto solo farti me però il gioco si è prolungato...". Le risposi: "Cavolo che giornata! Ehm, Marina forse la prossima volta è meglio che andiamo da soli in albergo. Se torno di nuovo a casa tua, và a finire che divento frocio sul serio...". Marina sorrise e rispose: "Magari già lo sei! Ah e comunque studia, mi raccomando, non vorrei che lo prendessi nel culo anche da me, in senso figurato, ovviamente!".               

figa


giovedì 19 maggio 2022

Dominati dalla sconosciuta parte due

Dopo i giochini con Phil, mi sentivo sempre più gasata. Raggiunsi casa di Pierre. Con lui percepì di poter osare ancor di più. Tirai fuori lo strap-on dildo e glielo ficcai dritto nel culo! Non protestò più di tanto. Si lasciò esplorare il culo a fondo segno che da tempo nutriva certi desideri mai realizzati. Non contenta, proseguì infilandogli due dita nel culo molto a lungo. Godeva da matti ed era in piena erezione. Gasata, lo spompinai anche un pò continuando poi ad usare solo la mano. Per l'eccitazione di vederlo in quello stato, avevo un lago tra le cosce. Come accaduto poco prima con l'amico, Pierre iniziò ad eiaculare abbondantemente allagando pian piano la mia mano che non arrestò il suo movimento finchè il cazzo non fu completamente svuotato. E così quella sera me li feci tutti e due, da dominatrice ovviamente! Leggi la prima parte.           

strap-on dildo

Dominati dalla sconosciuta parte uno

Mi chiamo Silvana. Nonostante la mia avvenenza fisica possa ingannare, sono una ragazza decisamente poco femminile, o meglio, mi comporto, spesso e volentieri da maschiaccio. Sono una testa calda, lo ammetto, spesso mi ritrovo nei casini. Rubacchio in giro nei negozi, ogni tanto sniffo e, alle volte, picchio qualcuno. Non ho un target definito ma, in genere, non sopporto le commesse troppo snob e gli uomini che ci provano in modo eccessivamente audace. Di conseguenza, in tali casi, tiro pugni e calci senza pensarci su più di tanto. Sono finita dentro varie volte proprio per tutte queste ragioni. L'ultima per lesioni aggravate ad una stronza che aveva parcheggiato male l'auto. In galera stempero la tensione sditalinando qualche compagna che coinvolgo anche in reciproche leccate di fica. Però, in realtà, non sono lesbica. Mi piacciono gli uomini ma adoro dominarli sottometterli, renderli le mie troie. Quella sera ero appena uscita di prigione e avevo voglia di divertirmi. Lasciai perdere i soliti bulli in discoteca per evitare di finire subito dietro le sbarre. Al bar del locale notai due tipi abbastanza riservati, uno un pò più giovane dell'altro. Mi avvicinai e loro mi offrirono da bere. Non ci provarono in modo sfacciato per cui restai intrigata e chiesi di andare a fare un giro in auto insieme a loro. Dopo di ciò accompagnammo a casa quello più giovane, Pierre, e restai in compagnia dell'altro, di nome Phil. Viveva solo per cui andammo a casa sua. Bevemmo un drink. Poi prese piede la mia vena perversa da dominatrice. Lo spogliai, lo legai e lo bendai spiegando che si trattava di un eccitante gioco erotico. Era nelle mie mani, potevo fargli ciò che volevo. Tranquilli, non sono un'assassina ma a letto gli uomini diventano le mie troie. Gli succhiai le palle, poi morsi la cappella. Phil non si aspettava una dominatrice ma non poteva più sottrarsi ormai. Con tanto di reggicalze rosso, calze nere e scarpe coi tacchi, anch'esse nere, lo cavalcai con decisione. Ero io che mi facevo lui e non il contrario. Mi eccitava renderlo l'oggetto del mio piacere e dominare il suo. Per aumentare il godimento, presi anche un giocattolo erotico che frugava il clitoride mentre prendevo il cazzo nella figa. Arrivai all'orgasmo. Poi incominciai a smanettare il suo pene. Lo feci venire con le mani mentre gli raccontavo che mi sarei fatta anche il suo amico. Phil si preoccupò. Temeva che ci sarei andata giù troppo pesante con lui. Intuì che tra quei maschietti c'era del tenero, qualcosa di latente che l'uno non riusciva a confessare all'altro e viceversa. Ad ogni modo il cazzo continuò a schizzare liberamente inondando la mia mano. Gli svuotai completamente i coglioni dopodichè andai via e mi diressi verso l'abitazione di Pierre.             

dominatrice