lunedì 15 luglio 2019

Deliziose aperture mature

Chi è intrigato solo dalle fiche giovani dovrebbe ricredersi ammirando le aperture mature di questa sensuale signora bionda...

Abile coi piedi

Sono Luana, la mora delle foto. Pur essendo sposata mi capita di ricevere sguardi in giro, di raccogliere consensi, di essere corteggiata da vari uomini. Modestamente sono una bella donna e sò che tutto ciò fà parte del gioco. Tra gli spasimanti più accaniti ne ricordo uno in particolare di nome Luigi. Non si può certo dire che fosse brutto, un bell'uomo tutto sommato, anche dotato. Ma non permetto a nessuno, marito a parte, di entrare nella mia fica. Ci provai in tutti i modi a distoglierlo, a farlo desistere dall'idea di ottenermi fisicamente ma lui sembrava ossessionato. Mi dispiaceva di rispondergli bruscamente ma non ero intenzionata a dargliela, a far entrare il suo cazzo nella vagina. Insistette per vedermi. Un giorno ero sola a casa, mio marito era infatti fuori città per lavoro. Bussò alla porta. Lo accolsi in vestaglia, poi la tolsi quasi come provocazione mostrando la lingerie nera con tanto di reggicalze. Gli dissi:"Ti turbo così tanto?" e aggiunsi: "Guarda, sono una donna come le altre". Rimase esterefatto con la bava alla bocca commentando:"Mamma! Che figa!". Gli accennai un sorriso. Poi spiegai:"Posso solo offrirti un drink e poi te ne vai ok?". Mi rispose:" Va bene!", con il sudore che gli scorreva dalla fronte. Bevemmo il drink e intanto ammetto di aver mosso le gambe un pò da troia in quel frangente. Tenerlo sulla corda era un sottile piacere. Mi consegnò praticamente il cazzo in mano, già bello duro. Mi spogliai per stare più comoda mentre lo segavo lentamente. Lui era già partito per la tangente ormai, convinto che gliel'avrei data senza batter ciglio. Mi accarezzava i piedi mentre lo segavo. Ciò mi fece capire al volo quanto lo eccitassero. Così presi l'iniziativa afferrando il suo cazzo tra le dita dei miei piedini. Lui sembrò sorpreso e scettico ma si lasciò masturbare il cazzo dai miei abili ed esperti piedini. Un delicato e inebriante massaggio sexy che alternava l'uso di piante e dita per portarlo gradualmente in estasi. Il suo sogno di andare nella fica si infranse clamorosamente quando il suo cazzo, trastullato dai movimenti, esplose in un autentico fiume di sborra calda che intrise i miei piedi. Mi resi conto che con quell'amplesso "pedestre" aveva goduto davvero tanto e aveva vissuto il suo momento di gloria. Ripresosi dall'orgasmo si rivestì in fretta, mi dette della troia viziosa e andò via sbattendo la porta. Dopo quel giorno non lo rividi mai più. Il maschione capì bene che oltre quel "gioco soft" non sarei andata e che affondare il suo cazzone nella passera sarebbe rimasto per sempre un sogno. Lo riconosco, sono proprio una troia capricciosa!       


giovedì 11 luglio 2019

Il cazzo di mio cugino per me e il mio compagno

Mi chiamo Marika. Come vedete sono una femmina che non passa inosservata. Uso sempre i tacchi, ho un gran culo e due grosse tette che, solitamente, mandano gli uomini in estasi. Sono tendenzialmente una porca anche se, dopo aver conosciuto Corrado, un uomo barbuto dal cuore tenero, mi ero calmata. Per un certo periodo di tempo vissi la classica storia d'amore esclusiva avendo soltanto con lui rapporti intimi. Ma due elementi concomitanti avrebbero cambiato ben presto questo splendido quanto instabile equilibrio. Il mio giovane cugino Filippo è stato sempre un pò marpione e "malatuccio". Il biondino mi spiava nel bagno quando facevo la doccia, mi guardava con insistenza le tette e, spesso, tirava fuori pesanti battutacce a sfondo sessuale. Sò che non è cattivo e dunque ho sempre lasciato correre considerando che, non avendo la ragazza, i suoi ormoni girano a mille. Negli ultimi tempi però, pare che la sua fissa per me fosse diventata un'ossessione sempre più difficile da controllare. Quando mi chinavo per pulire in cucina ne approfittava sistematicamente per palpare vigorosamente il mio culo. Una volta perse totalmente il controllo: mi ritrovai una mano sul culo ed un'altra che mi strizzava con decisione le tette! Per un attimo ebbi un sussulto di piacere, dato che non sono di legno, ma trovai la forza per girarmi di scatto e reagire mollandogli un sonoro ceffone accompagnato da queste parole:"Giovanotto, adesso non ti sembra di esagerare?". Filippo si mortificò un pò, ci rimase male, ed anch'io, dopotutto. Chiese scusa e sparì per un pò dalla circolazione. In ogni caso non potevo certo dargliela vinta. Probabilmente non ci sarei mai stata con lui. Accadde tuttavia una situazione che cambiò radicalmente il corso degli eventi. Negli ultimi tempi il mio sex appeal sembrava non avere troppo riscontro in Corrado. Un paio di volte lasciai perdere pensando che fosse semplicemente stanco o preoccupato per il lavoro. Ma la sua insensibilità al mio corpo proseguì ancora per settimane ed allora decisi di giungere ad un chiarimento con lui. Gli chiesi:"Ma che hai, non ti piaccio più?". Corrado non rispondeva, si fece rosso in volto per la vergogna, poi ammise:"Mi spiace cara ma... credo di essere attratto dai ragazzi più giovani di me...". Caddi dalle nuvole ma cercai di capire i suoi desideri. Infondo era stato sincero. Dunque la nostra intimità di coppia richiedeva un menage a 3 per riprendere entusiasmo, con l'inserimento di una terza persona. Ma chi poteva essere questa persona? Fu allora che mi venne in mente Filippo, il caro cuginetto. Sapevo che sarebbe stato difficile farlo interagire con il mio lui. Tuttavia feci leva sul fatto che era pazzo di me. Lo invitai a casa dicendo di essere da sola ma con me c'era Corrado. Lo accogliemmo con un buon drink, poi ci sedemmo tutti e tre sul divano. Lo provocai e lui si eccitò subito alla vista delle mie tettone. Naturalmente era un pò frenato dalla presenza di Corrado. Per allentare la tensione gli propinai una bella sega. Corrado ne approfittò per accostarsi a lui con la bocca e gli fece un bel pompino. Filippo era sconvolto ma ormai troppo eccitato per tirarsi indietro. Sbocchinai Corrado che intanto segava mio cugino. Avevamo rotto il ghiaccio ormai. Coinvolsi maggiormente nel gioco il cugino biondino invitandolo a leccare il cazzo di Corrado insieme a me. Non si negò a quei torbidi piaceri aspirando alla mia fica. Ormai erano entrambi nuda ed io quasi. Filippo impalò Corrado sul divano a candela mentre io sbocchinavo il mio compagno rotto in culo. La scopata proseguì anche in altre deliziose posizioni. Filippo stuzzicava Corrado sul fatto che non era abbastanza virile con me. Così quest'ultimo, in un momento di orgoglio, mi scopò a missionaria. Con Filippo dietro di lui che gli accarezzava il culo, Corrado intostò il cazzo nella figa come non avveniva da molto tempo. Poi fu inevitabile prendere il tarello duro di Filippo. Il biondo me la sfondò a pecorina coronando così il suo sogno irrinunciabile. Devo ammettere che il suo cazzo mi piaceva parecchio. Intanto sbocchinavo Corrado. Filippo mi chiavò a ritmo sempre più veloce ed io venni intensamente. Poi anche loro raggiunsero il piacere schizzandomi a fiumi sulle tettone. Un bacio con la lingua tra i due rappresentò la ciliegina sulla torta di quel torbido pomeriggio di porcate.                  


lunedì 8 luglio 2019

Amorevolmente in tre

Mi chiamo Camilla. Quando ero ancora adolescente fui iniziata al sesso da mio cugino Bruno (più grande di me). Sono sempre stata una ragazza facile all'eccitazione e molto curiosa. Devo riconoscere che con Bruno ebbi un grande feeling erotico. Mi faceva guardare filmetti porno e poi mi accarezzava piacevolmente tra le gambe procurandomi deliziosi orgasmi. Pian piano prendemmo sempre più confidenza. Arrivai a fargli i bocchini e lui finì per scoparmi in entrambi i buchi inondandoli di caldo seme. Dopo di ciò ebbi altri ragazzi ma l'appagamento raggiunto con Bruno, complice forse anche il legame di parentela, rimase tra i miei più bei ricordi intimi. Non pensavo assolutamente che ci sarebbe stato un secondo magico momento con lui. Dopo aver avuto alcune storielle poco significative, conobbi Guido, mio coetaneo, e ci fidanzammo. Stavo proprio bene con lui ma Guido non è esattamente il prototipo del maschio alfa. La sua delicatezza, talvolta quasi femminea, mi instillava dei dubbi in testa. Non volli approfondire ma, ad un tratto, fu lui ad aprirsi. In confidenza mi disse di essere attratto dagli uomini più grandi di lui. Sul momento mi venne quasi da ridere ma mi resi presto conto che, questo desiderio, era ben radicato in lui e necessitava solo dell'occasione adatta per venire alla luce ed essere realizzato a pieno. Così come d'incanto mi venne in mente Bruno. Era un pò che non lo sentivo, inoltre sapevo che Bruno aveva frequentato varie ragazze e non certo ragazzi. Ma l'istinto mi suggerì di tentare lo stesso e così lo chiamai. Pensai che, nella peggiore delle ipotesi, forte della sua esperienza, avrebbe potuto dare qualche buon consiglio a Guido. Il mio ragazzo non stava nella pelle all'idea di conoscere mio cugino Bruno, un intrigante maschio maturo, anche se sapeva bene di non avere la certezza di piacergli. Il fatidico momento arrivò. Ci ritrovammo tutti e tre sul divano di casa mia per le presentazioni. Guido, sedotto dal fascino di mio cugino, provò a baciarlo. Bruno ci stette e i due limonarono piacevolmente sotto i miei occhi. Il successivo godurioso bocchino propinato dal buon Guido a Bruno mi fece capire che la giornata sarebbe proseguita senz'altro in modo trasgressivo. Sbocchinai anch'io Guido, poi gli leccai il buco del culo mentre mio cugino lo spompinava. Quella leccata anale lubrificante fu il preambolo all'inculata a pecorina di Bruno a Guido che ormai era già nell'aria. Il mio ragazzo si limitava a leccarmi un pò la fica mentre il mio parente gli sverginava il culo. Mi adagiai poi su Bruno, in ricordo dei vecchi tempi, e cavalcai il suo bel cazzone duro mentre il mio ragazzo mi leccava il buco del culo. Ebbi così un primo bollente orgasmo. Successivamente mi adagiai sul pisello di Guido che mi diede qualche altra "botta". Ebbi un secondo orgasmo profondo ed appagante. Ma di lì a poco l'odore di fica sarebbe stato sovrastato da quello intenso di due qualità di sperma. Al culmine dell'eccitazione, Guido schizzò copiosamente allagando il corpo di mio cugino che venne a sua volta smanettato freneticamente da me. E così raggiunsero entrambi l'orgasmo. Il mio ragazzo realizzò la sua fantasia erotica e mio cugino, che credevo un semplice donnaiolo, mi stupì ancora una volta interagendo intimamente con una persona del suo stesso sesso (oltre che con me).                        

martedì 25 giugno 2019

Bollori tra uomini in palestra

Mi chiamo Miki. Sono un tipo abbastanza maniacale riguardo alla forma fisica e per questo motivo frequento assiduamente la palestra. Vi confesso che, col passare del tempo, in seguito anche a relazioni finite male, ho pian piano perso l'interesse verso le donne nonostante in giro ve ne siano di sexy, nondimeno in palestra. Eh si, la passione che ho per il corpo scolpito ha portato al confronto il mio con quello di altri soggetti maschili favorendo un interesse sempre più crescente di natura erotica verso persone del mio sesso. Starete pensando, un modo elegante per dire che sono gay. Ma veniamo alla storia. La primavera scorsa si iscrissero due nuovi clienti. Penserete: bhè è normale, affluisce tanta gente in queste strutture... Ebbene si, ma questi erano dei tipi davvero fuori dal comune e, per di più, di colore. Allenandoci nello stesso ambiente finimmo per fare amicizia. Loro avevano dei bei fisici ed erano sempre allegri. I loro sguardi sorridenti mi intrigavano sempre più e naturalmente li contraccambiavo. Per alcuni giorni pensai erroneamente che rimanessimo semplici amici ma un giorno vi fu la svolta. Eravamo a fine allenamento e in palestra non rimase più nessuno (almeno è ciò che credevamo). Essendo un veterano della struttura, spesso la proprietaria, di cui sono amico, mi lasciava le chiavi e la chiudevo io dopo aver effettuato un pò di allenamento extra. Ma quel giorno le cose andarono in modo decisamente diverso in quanto i due mi fecero una strana proposta sconcia ossia di continuare ad allenarci ma stando completamente nudi! Lì per lì mi sembrò assurdo ma in qualche modo la situazione, per me del tutto nuova, presentava aspetti notevolmente intriganti. Quando ci spogliammo, guardandoci l'un l'altro, un'alea di eccitazione pervase l'ambiente. In men che non si dica mi ritrovai impalato dal cazzo di uno mentre l'altro, piuttosto teneramente, mi leccava il capezzolo segandomi il cazzo nel contempo. L'eccitazione mi avvolse totalmente e cavalcai il palo stupendo di uno mentre l'altro mi "coccolava". Poi, nella classica posizione a pecorina fu quello che mi coccolava prima ad incularmi mentre spompinavo l'altro. Andammo avanti per parecchio in questo modo finchè quello che mi scopava mi sborrò sapientemente nel culo. Provai un brivido enorme di piacere che si raddoppiò quando quello che spompinavo mi schizzò a fiume in bocca. Inondato dal loro seme e pervaso dal piacere profondo eiaculai a mia volta bagnando il pavimento. Il "triello" con quei due tori da monta fu semplicemente delizioso. A quanto pare però quel giorno non eravamo soltanto in tre. Una ragazza bionda, rimasta a nostra insaputa nella palestra ad allenarsi, seminascosta dagli attrezzi, nella sala adiacente alla nostra, aveva visto tutto lo show. Come faccio a saperlo? Bhè, il giorno seguente si avvicinò sorridente sussurrandomi all'orecchio maliziosamente:"Hey bello, do you ringo?" un'evidente allusione al triangolo del giorno prima. Ovviamente restai spiazzato ma ebbi la prontezza di rispondere:"Mi raccomando: acqua in bocca!".


venerdì 21 giugno 2019

L'amica figa di mia moglie

Mi chiamo Rocco. Quello che mi accingo a raccontarvi è un classico delle corna e, a dirla tutta non ne vado nemmeno fiero. Daniela, mia moglie, non è certo una donna poco sexy: bionda, tonica, tettona, con gambe da sballo e desiderata da molti uomini quando esce di casa. Ciò nonostante ha sempre scelto di essermi fedele anche se in realtà non me lo merito affatto. Perchè? Vi spiego. Daniela aveva un'amica di nome Serena, ma non un'amica così, una migliore amica. Ricordo ancora la prima volta che venne a casa nostra per un drink e Daniela me la presentò. Una mora molto sexy, più giovane di mia moglie, che mi colpì subito. In realtà la loro amicizia, il loro affiatamento crebbe giorno dopo giorno. Serena si prestava per Daniela e viceversa, sembrava che ognuna delle due avrebbe fatto qualsiasi cosa per l'altra. Uscivano insieme a fare shopping, andavano al cinema da sole quando io ero impegnato con il lavoro. Non avrei mai voluto rovinare la loro amicizia e il mio rapporto con Daniela ma dentro di me cresceva sempre più l'interesse per la brunetta. Senza dare troppo nell'occhio iniziai a fare qualche domanda a mia moglie su di lei, del tipo:"Hey ma la tua amica è single? Si dà da fare con gli uomini?". Daniela mi rispose:"Meno male che la curiosità è donna! Ma che impiccione! Che te ne frega di quello che fà Serena, è single, è una bella ragazza, con qualcuno scoperà...". Le risposi:"Ma figurati, era giusto per sapere". Il tempo passava ed io cercavo disperatamente un'occasione per restare da solo con Serena ma lei era sempre insieme a Daniela finchè, un giorno, la Dea bendata mi sorrise inaspettatamente. Erano passate da poco le 9 del mattino quando Daniela mi disse:"Guarda oggi ho un servizio urgente da fare, non so che ora si farà...", le risposi:"Vai, vai tranquilla". Rimasi da solo e già pianificai di farmi qualche sega su internet quando all'improvviso suonò il campanello. Aprì la porta ed era Serena, più che mai in tiro. Le dissi:"E tu che ci fai qui?". Lei mi rispose:"Sono venuta a prendere Daniela a sorpresa, vorrei che mi accompagnasse a ritirare l'auto dal meccanico". Capì che il caso mi stava dando un'occasione e risposi:"Serena, mi spiace, ma Daniela non c'è, è uscita per una commissione importante. Mi sà che dal meccanico ci dovrai andare da sola, oppure magari ti accompagno io. Ma prima, perchè non entri e ti prendi una bella tazza di caffè?". Serena sorrise e si accomodò sul divano. Alla svelta le preparai il caffè. Lo bevemmo, poi cercai di renderla tranquilla, le dissi:"Che vuoi fare Serena, queste auto danno sempre problemi, ma non ti preoccupare, dopo ti accompagno io con la mia, adesso rilassati, facciamo quattro chiacchiere...". Rispose:"Sei gentile, un vero galantuomo, del resto Daniela mi parla spesso di te. E' anche un pò gelosa sai. Dice che per strada guardi sempre le altre donne ma che però le vuoi bene...". Preso alla sprovista da quelle affermazioni replicai cercando di cogliere la palla al balzo, come si suol dire:"Ma davvero? Ti ha detto proprio così? Bhè sai è bello ammirare le bellezze che circolano per il mondo". Lei sorrise e affermò:"Ah! Sei anche un poeta adesso...". Mi feci serio d'improvviso e dissi:"A volte le bellezze circolano anche dentro casa". Lei rispose:"Non capisco, che vuoi dire? Parli di Daniela? Bhè certo è una bella donna...". Risposi:"No cara, non parlo di Daniela, parlo di te. Sai non ci siamo mai conosciuti a fondo perchè sei principalmente amica di mia moglie ma... dalla prima volta che ti ho visto penso che tu sia una ragazza molto sexy". Lei arrossì e rispose:"Wuao! Ma grazie, che bel complimento". Proseguì scavando nella sua vita privata. Chiesi:"Ecco, Serena, sò che non hai il ragazzo, come sei messa con gli uomini?". Serena continuò ad arrossire e sorridendo spiegò:"Bhè, questa è una domanda intima, dove vuoi arrivare, vuoi sapere se scopo? Ovviamente sì, non sono una verginella. Faccio sesso anche se non ho incontrato ancora l'uomo dei miei sogni...". Quei discorsi mi avevano fatto eccitare tutto e la vista di lei sorridente accanto a me fecero cadere ogni freno inibitorio. Le dissi:"Senti Serena, tu mi piaci e non poco". Lei rispose:"Caspita, sono una ragazza di mondo ma sei sfacciato, e pure sposato per giunta, e pure con la mia migliore amica cazzo. Datti una controllata!". Aveva ragione ma io ero fuori di testa ormai. In men che non si dica le alzai il vestito, scostai le mutandine, ed accarezzai la sua splendida figa. La vista della passera e della balza delle autoreggenti mi fecero indurire il cazzo come il marmo. Fece qualche obiezione (tradire la migliore amica non è certo il massimo) ma la misi a tacere mostrandole il cazzo duro ed invitandola a leccarlo. Lo fece ed io mi eccitai ancor di più. Le piazzai subito l'uccello durissimo nella fregna ormai bagnata coinvolgendola nel contempo in un lingua a lingua che sapeva di troiaggine. Le detti la prima ripassata a pecora. Quella troia da dietro mi accarezzava anche le palle mentre mugulava di piacere. Poi la feci impalare a candela per una cavalcata da urlo. Altro che accompagnarla dal meccanico, me la stavo trapanando a tutto spiano! Ci baciammo anche nella posizione a candela. La sentì davvero coinvolta ed anch'io provavo immenso piacere a farmela. Le diedi le ultime botte mentre stavo di fianco prima di sborrare a fiume inondandole le natiche e la fica. Anche lei era in estasi in preda all'orgasmo. Nemmeno il tempo di assaporarlo del tutto che sentimmo implacabile il rumore della chiave nella serratura. Mia moglie era rientrata prima del previsto dalla commissione e naturalmente ci beccò nudi con lei ancora piena di seme addosso, fiotti di sperma appena eiaculato dal mio cazzo. Daniela ovviamente restò sconvolta, tradita doppiamente, dal marito e dalla migliore amica, e quella fu la fine del mio matrimonio e della loro amicizia. Sò di aver sbagliato ma ingroppare la bella Serena fu davvero un'esperienza indimenticabile...                      


giovedì 20 giugno 2019

La vicina sexy bussa alla porta

Siete da poco arrivati nella casa vacanza pronti a rilassarvi dopo un anno di intenso lavoro. Nemmeno il tempo di posare i bagagli ed ecco che qualcuno bussa alla porta, ma chi diavolo è adesso? Aprite e vi trovate di fronte una ragazza molto sexy, slanciata, con tanto di autoreggenti bianche, una vicina che vi chiede se avete per caso un pò di zucchero. Vi precipitate in cucina ma ovviamente lo zucchero non lo trovate. Tornate da lei farfugliando un: "Mi spiace signorina, sono appena arrivato, non c'è nulla in casa..." timoroso che lei resti delusa. Ma probabilmente lo zucchero era solo una scusa perchè l'esotica fanciulla inizia magistralmente a provocarvi mostrando accuratamente le sue grazie. Non ha certo bisogno dello zucchero quando è lei ad offrire il miele! Quando la tipa si siede a terra, e comincia a sditalinarsi spudoratamente, voi siete ormai al limite dell'eccitazione con il cazzo che pulsa in modo irrefrenabile dentro i pantaloni. A quel punto non vedete l'ora di tirar fuori l'uccello per infilarlo dentro quella fregna calda e sensuale... Riuscirete a scoparla a fondo o l'imbarazzo e la tensione vi bloccheranno riportandovi ad avere il cazzo clamorosamente moscio? Queste sono le situazioni che possono accadere quando... la vicina sexy bussa alla porta.  


mercoledì 5 giugno 2019

Mio adorato nipote

Mi chiamo Gianni. I genitori di Nico, mio nipote, morirono in un tragico incidente quando lui era ancora piccolo. Sono io che me ne sono preso cura fin dai suoi primi anni di vita. Soltanto dopo tempo però mi resi conto che lui aveva sviluppato un affetto per me quasi morboso. Da adolescente non manifestava grande attenzione per le ragazze e così decisi di dare una scossa alla situazione per capire se era omosessuale. In quel periodo stavo assieme ad una bella figa di nome Barbara. Pensai che far guardare qualche foto sexy di lei a Nico potesse smuoverlo un pò. Ma in realtà non successe nulla di che, commentò con un tiepido "Carina". E allora decisi di fargliela conoscere personalmente. Una donna così sexy avrebbe potuto stimolarlo bene ma le cose non andarono come mi aspettavo. Barbara capì subito che il ragazzo non si entusiasmava con le ladies e così, da complice, fece in modo che lui interagisse con me. Nico mi succhiò il cazzo mentre Barbara mi baciava. Mi sembrò strano ma godetti, vidi Nico entusiasta di farlo, non lo avrei mai scontentato. Anzi feci di più, presi a mia volta il suo uccello in bocca di lì a poco. Nico era sempre più eccitato, coinvolto e felice... Nell'euforia glielo misi nel culo a pecorina mentre lui leccava un pò lei. Poi lo impalai a candela mentre lei gli succhiava il cazzo. Mentre fottevamo dichiarò apertamente il suo amore per me e non potetti non contraccambiare rispondendo che il sentimento era reciproco. Barbarella non disse nulla ma sò che un pò le bruciò. Eravamo ormai sul punto di sborrare entrambi. Gli schizzai addosso mentre lui sborrava a sua volta copiosamente con Barbara che gli accarezzava amorevolmente le palle. Da quella volta penso di aver ceduto alle avances del mio adorato nipote e di contraccambiare in pieno i suoi sentimenti oltre ad essere diventato palesemente gay come lui. Barbara questo lo ha capito bene e non si oppone alla nostra relazione amorosa. La poverina non dice nulla quando Nico viene a trovarmi per uno "scambio di effusioni".        



lunedì 6 maggio 2019

Miranda e la sesso dipendenza

Il mio nome è Miranda. Dovrei essere una donna soddisfatta nella vita avendo un bel marito e dei figli ma in realtà non è così. La sera a letto con John, il mio coniuge, dopo due trombate non ero ancora soddisfatta. Mentre lui dormiva andavo a guardare film porno penetrandomi col dildo. Si, sono sesso dipendente lo ammetto. Per questo motivo andai in cura presso una psicologa senza raggiungere grandi risultati. Mio marito spesso era fuori casa per lavoro ed io uscivo la notte, mi recavo nei night club in cerca di avventure. Del resto una bella donna come me viene facilmente notata. Mi appartavo con qualche uomo arrapato nei cessi o in qualche angolo del locale e mi facevo scopare come una puttana. Ma in realtà non mi bastava mai. Di giorno, con la scusa del mio lavoro, mi vedevo anche con due uomini, nessuno sapeva dell'altro inizialmente. Uno era un pittore, mi dipinse nuda e poi ci facevamo delle scopate. Un altro era un uomo di colore dal quale mi facevo sbattere addirittura nel mio ufficio. Ero sempre assatanata e pronta a soddisfare le mie voglie porche di giorno e di notte. Ma ogni tanto avevo qualche rimorso. In effetti John non meritava tutto questo e così decisi di vedermi insieme con quei due, Tom il (nero) e Karl il pittore. Spiegai ai due di non voler continuare, di essere una donna sposata. All'inizio rimasero delusi ma mai avrei immaginato che, per sopperire alla mia mancanza, avrebbero fatto sesso tra di loro. Karl faceva fatica a imboccare quel cazzone nero che poi si prese soavemente pure nel culo. Quella scena torbida e perversa mi fece bagnare la figa e capire che non sarei mai guarita. Pensai bene di raccontare l'accaduto a quella stronza di Katy, la dottoressa. Non sarebbe mai riuscita a guarirmi ma almeno trovai un modo per giustificare i 100 dollari a seduta che ogni volta le sganciavo. Sapevo di piacerle ma anche che quella puttana bigotta non avrebbe mai fatto il primo passo e così fui io a spingerla sul letto e a sgrillettarle la passera coinvolgendola in una favolosa lesbicata. Una prolungata frugata di passere fece esplodere le nostre fiche in un'estasi di profondo piacere saffico. Eh si, non guarirò mai...

Miranda fotte ovunque, nei locali e a casa di vari uomini...




Due spasimanti di lei si consolano tra loro....









Miranda fotte anche con la dottoressa che la tiene in cura....





lunedì 4 marzo 2019

La calda amante di mio marito defunto

Mi chiamo Ginevra. A dire il vero non sono mai stata, storicamente, una fanatica del sesso. Sposai Giacomo e pensavo di aver trovato la felicità. Ma a un certo punto cominciai a vederlo distante. Insospettita gli controllai il telefono scoprendo le foto sexy di una bionda misteriosa. Approfondì le ricerche e appurai che si chiamava Marika. Un odio profondo crebbe giorno dopo giorno verso quella donna che, di fatto, scopava con mio marito. Poi, inaspettatamente, accadde la disgrazia: Giacomo, in viaggio per lavoro, ebbe un incidente d'auto mortale. Mi crollò il mondo addosso e non bastarono certo varie sedute di psicologia a rimettermi sù. Odiavo Marika sempre più ritenendola, ingiustamente, la causa della morte del mio amato. La conoscevo solo attraverso qualche foto, così mi prese la curiosità di seguirla per sapere di più di lei. A quanto pare non sembrava troppo turbata per la morte di Giacomo e la osservai vestita molto sexy, con immancabili calze a rete nere, accompagnata sempre da uomini diversi. "Che gran troia!" mormorai. Ci pensai sù molto finchè decisi di volerla conoscere sul serio. Un giorno mi presentai dinanzi a lei sfacciatamente e le dissi:"Ciao, io sono Ginevra, la moglie dell'uomo che ti scopavi...". Marika mi guardò perplessa, mi chiese:"Mica ce l'hai con me?". Le risposi falsamente:"Ma no figurati, è solo che vorrei conoscerti meglio, dato che ha frequentato anche te...". Mi rispose:"Ah, ho capito... sei una nostalgica, vuoi che ti dica qualcosa su di lui?". Risposi:"Qualcosa del genere, perchè non vieni da me uno di questi giorni?". Marika accettò l'invito. Dopo aver bevuto un caffè, la portai in camera da letto e la invitai a spogliarsi un pò con una scusa. Io feci lo stesso. La scusa era:"Vorrei vedere chi è più sexy di noi due...". In realtà lei lo era molto piu di me, in vita mia non mi ero mai sognata di mettere le calze a rete, tanto per dire. Avercela lì davanti mi dava delle possibilità. In un primo momento, presa dalla gelosia retroattiva, pensai di spaccarle qualche vaso in testa, ma più la guardavo e più mi intrigava. Non mi ero mai sognata di fare qualcosa con una donna ma, contravvenendo ad ogni regola e freno inibitorio, presa quasi da un raptus, le slinguazzai il collo appoggiando la mano sulle sue mutandine. Marika non era certo una novellina in fatto di sesso e sembrò accogliere di buon grado quella sorta di provocazione. Mi piazzò la lingua in bocca ed io accolsi quel bacio. A quanto pare il "buon" Giacomo le parlava di me. Sembrò quasi goderci a tirar fuori delle malignità riguardo al fatto che lui si eccitava molto di più con lei. L'avrei quasi strozzata ma cambiai decisamente idea quando cominciò a fare apprezzamenti su di me. Disse che infondo ero carina e che magari Giacomo non ci aveva saputo fare. Mi sentì rivalutata di colpo e lasciai che lei mi accarezzasse il sedere mentre stavo tutta nuda a pecorina sotto i suoi sguardi e commenti di apprezzamento. Cominciai davvero a bagnarmi e persi il controllo quando mi infilò due dita nella figa e la lingua nel culo (tra l'altro aveva il piercing che sentivo lambire le mie carni intime). La lasciai fare per un pò, poi mi alzai di scatto col desiderio di leccare la sua fica. Marika non fece difficoltà ad aprire le gambe ed io mi impegnai per farla godere. Non la mollai finchè arrivò palesemente all'orgasmo, una venuta che sublimai slinguazzandole il culo. Dopodichè fui sua. Con due dita nella patata e le leccate di clitoride col piercing raggiunsi anch'io l'estasi più profonda. Mi piacque così tanto da chiederle di metterci insieme e lei non disse di no. Chi l'avrebbe mai detto che la mia odiata nemica sarebbe diventata la mia amante? E' proprio vero che odio e amore sono sentimenti separati da un filo sottilissimo...


lunedì 18 febbraio 2019

Sorelle ritrovate

Mi chiamo Mara. A pensarci bene ho sempre avuto un debole per mia sorella Dora. Fin da piccole, da adolescenti, gli uomini rivolgevano più attenzioni a lei che a me. Eh si, Dora, la bionda alla Marilyn. Ero invidiosa di Dora ma, sotto sotto, mi piaceva. Poi io andai a lavorare presso una ditta come segretaria, lei si spostò fuori città per studiare all'Università e ci perdemmo di vista. Ci sentivamo ogni tanto con qualche sms ma niente di più. Qualche anno dopo mi disse di avere una relazione con un tizio mentre io scopavo ogni tanto quà e là con vari ragazzi. La svolta si ebbe quando ricevetti una sua telefonata improvvisa. Era a pezzi, in lacrime, dato che il tipo l'aveva lasciata. Passò qualche mese ed io mi spostai ad abitare in un appartamento da sola. Fu a quel punto che invitai Dora da me per consolarla. Era bella come sempre, forse di più, anche se depressa. Durante la cena esternò tutta la frustrazione per la sua storia ormai conclusa, asserendo addirittura di volerla fare finita con la vita. Le diedi un calmante ed andammo a dormire. Il giorno dopo entrai nella stanza dove aveva dormito. La trovai che si stava provando un vestito rosso, aveva leggermente le tette di fuori e le autoreggenti, oltre ai tacchi. Fu a quel punto che pensai seriamente di voler far sesso con lei. Dopo averle spiegato quanto tenessi a lei ed aver capito che era vogliosa almeno quanto me, decisi di scoprire le tette offrendole alla sua calda lingua. Dora, più che mai in astinenza, si fiondò sui miei capezzoli leccandoli amorevolmente. Poi mi spinse sul letto e limonammo da paura. Se aveva qualche timore o dubbio, per il fatto che siamo sorelle ed entrambe donne, si sciolse del tutto quando le leccai intensamente la figa. Poi fu lei a leccare la mia, mandandomi in estasi. Ci frugammo le passere, prima lei sù di me, poi io sù di lei. Un'amorevole scopata tra donne che ci fece esplodere di piacere saffico. Il 69 conclusivo fu la ciliegina sulla torta nonchè il raggiungimento del contemporaneo splendido duplice amplesso. Da quel momento Dora restò a casa mia e divenne la mia amante segreta. Quando rientro da lavoro la trovo puntualmente tutta calda a letto pronta a raggiungere il piacere con i giochi saffico-incestuosi. Ai nostri genitori dico che vive con me e che è fidanzata con un uomo. Infondo chi sospetterebbe mai di una bollente tresca tra sorelle?


giovedì 7 febbraio 2019

Io e Giuliana

Mi chiamo Laura. Conosco Giuliana da alcuni anni. Siamo diventate amiche in fretta condividendo la passione per lo shopping. Penso che siamo entrambe belle ragazze ma con caratteri un pò diversi. Quando usciamo per comprare la lingerie gli uomini ci guardano solo che io stò più sulle mie, anche perchè sono fidanzata, mentre lei è più aggressiva. Questo suo atteggiamento spesso fà scappare gli uomini. Ma concentriamoci sul periodo in cui tra di noi si creò una complicità morbosa. La mattina il mio uomo non c'è e lei veniva spesso a trovarmi. Un giorno, mentre prendevamo il caffè mi disse:"Senti Laura, perchè non mi racconti cosa fai col tuo compagno a letto, infondo siamo donne e amiche no? Mica c'è problema?". Non mi aspettavo una richiesta simile, le risposi:"Bhè, ma sono cose private, forse non è il caso, ma perchè vuoi saperlo?". Giuliana rispose:"Senti Laura stò in astinenza, così almeno mi emoziono un pò...". All'inizio non ero molto convinta ma poi mi lasciai andare a raccontare quello che facevo a letto con lui con tanto di dettagli. Giuliana sembrava gradire molto quelle confidenze e me lo dimostrava passandosi spesso la lingua sulle labbra. Pensavo che più o meno rimanessimo a quel livello, ma il gioco andò sempre più avanti. Un giorno si presentò a casa in tacchi alti, con una minigonna mozzafiato e un rossetto color rosso sgargiante. Le chiesi:"Scusa Giuly ti devi scopare qualcuno?" e lei rispose:"Ma no no figurati...". Mi chiese di raccontare ancora i dettagli intimi del mio rapporto ed io lo feci. Stavamo sedute una di fronte all'altra. Man mano che raccontavo la vidi sempre più eccitata finchè, a un tratto, con disinvoltura, chiese:"Ti spiace?", pochi istanti dopo si alzò la minigonna, si calò le mutandine e, a gambe aperte, cominciò a toccarsi davanti a me dicendo:"continua, non ti fermare". Proseguì il racconto con difficoltà imbarazzata da ciò che lei faceva davanti ai miei occhi. La situazione mi imbarazzava molto ma nel contempo mi eccitava. Alla fine del racconto aumentò il ritmo del ditalino e se ne venne davanti a me urlando di piacere. Poi mi diede un bacio sul viso, si ricompose, disse:"Grazie cara, e andò via". Controllando nelle mutandine mi accorsi di essere bagnata e la cosa mi sconvolse e mi intrigò. La sera, mentre scopavo col mio compagno ripensavo a lei che si toccava. In qualche modo quella donna mi aveva turbata, ma la situazione avrebbe degenerato ben oltre di lì a poco. Passò circa una settimana, durante la quale lei non si fece proprio sentire. Poi, all'improvviso, una mattina, bussò alla porta. Le chiesi:"Come và tutto bene? Vuoi sentire ancora racconti?". Lei mi guardò e disse:"No no, tranquilla, oggi no". Stavamo parlando del più e del meno quando lei mi mise le mani addosso, scoprendo il mio seno. Ormai i racconti non le bastavano più, voleva fare sesso e aveva scelto me, una donna. Era così vogliosa che non potetti respingerla. In men che non si dica mi mise la lingua in bocca con passione. Poi mi leccò anche i capezzoli. Pian piano mi stava seducendo e probabilmente quel gioco piaceva anche a me. Mi ritroviai stesa sotto di lei a limonare e cominciai a perdere il controllo. Mi invitò ad accarezzarle le tette, ero eccitata e sotto choc al tempo stesso. Poi mi disse chiaramente di volere la mia patata. Si avventò sulla fregna ed io spalancai le cosce ed accolsi la sua lingua inarrestabile carica di desiderio represso. Leccava alla grande e mi fece davvero godere. E così finimmo a 69 a slinguazzarcele a vicenda, io stavo sotto e lei sopra. A quel punto il fatto che eravamo due donne non mi frenava più, volevo solo godere e far godere. Dopo esser venuta volevo che anche lei raggiungesse l'orgasmo e così gliela leccai freneticamente e, mentre era sul punto di venire, le piazziai anche la lingua nel culo. Fu così che la portai splendidamente all'amplesso. Devo ringraziare Giuliana per avermi indirizzata verso un nuovo modo di godere. Adesso quando viene a trovarmi non c'è più bisogno che le racconti le storie: dopo il solito caffè andiamo direttamente a letto!


martedì 5 febbraio 2019

La bocca del conoscente sul mio pene

Mi chiamo Gianni. Con Simona convivevo, tutto procedeva a gonfie vele e facevamo delle gran belle scopate. Poi, un giorno, lei si ingelosì perchè scoprì che chattavo con un'altra e se ne andò via sbattendo la porta. L'ansia mi prese, non sapevo proprio con chi sfogare l'eccitazione dopo oltre 15 giorni di astinenza. Tra l'altro quella con cui chattavo non era disponibile ad incontri per cui restai fregato, come si suol dire, da ambo le parti. Un giorno, per distrarmi, invitai un conoscente a casa per vedere una partita di calcio. In realtà non mi resi conto che questo tizio, di nome Paolo, era più interessato a me che alla partita. Quando gli raccontai di Simona lui sorrise e mi disse:"Tranquillo, ci sono anche altri modi per divertirsi". Risposi:"Scusa, ma quali altri modi?". Lui suggerì:"Tu chiudi gli occhi e lo scoprirai". I misteri mi hanno sempre affascinato e così feci come lui diceva. In men che non si dica mi ritrovai con la patta sbottonata e la sua bocca sul mio cazzo! Aprì gli occhi di scatto e dissi:"Paolo, ma che stai facendo?", lui sorrise e spiegò:"Non sò questa Simona quanto ci sapesse fare ma ti assicuro che la mia bocca non è da meno" e riprese a leccare e succhiare il cazzo con disinvoltura. In realtà non pensavo che Paolo fosse gay e la cosa mi faceva un pò schifo, a freddo, ma non di certo a caldo! Il mio cazzo era desideroso di attenzioni e quella bocca, seppur maschile, mi stava letteralmente facendo impazzire di piacere. Eravamo sul più bello quando Simona, tutta sexy, credendo di fare una sorpresa, irruppe nella casa. Accidenti! mi ero dimenticato che aveva ancora una copia delle chiavi dell'abitazione. Nel corridoio la sentì proferire sensualmente queste parole:"Il mio donnaiolo vuol farsi perdonare?". Ma quando giunse nella stanza, e mi trovò col cazzo in bocca a Paolo, il suo sguardo divenne dapprima di ghiaccio, poi esclamò:"Ma bene! Dopo appena due settimane ti trovo già con un'altra persona... e nemmeno di sesso femminile! Da presunto don Giovanni a finocchio! Che svolta!" e, con tono adirato e sarcastico, aggiunse:"Già che ci sei, perchè non glielo metti pure nel culo! Vedrai che ti piace...". A quel punto mi prese il panico e mi si ammosciò il cazzo. Avrei potuto ricucire lo strappo con Simona e invece l'avevo appena persa definitivamente. Ma Paolo sembrava immune al trambusto della situazione e suggerì:"Forse dovresti seguire il consiglio di quella donna...". Dopodichè si spogliò e si mise a pecora sul divano. A guardare quel culo il cazzo mi si fece di nuovo duro e pensai che, infondo, un buco vale l'altro. E così ingroppai Paolo, glielo ficcai tutto dentro e sfogai così la voglia repressa. Simona osservò un pò l'inizio di quella scopata commentando che io e lui stavamo bene insieme. Poi girò i tacchi, sbattette la porta e se ne andò. Dopo una prolungata stantuffata, gli inondai l'ano di sborra ed anche lui se ne venne. Finalmente mi sentì rilassato e non pensai più a Simona. Ci rivestimmo e Paolo, prima di andar via mi disse:"Dovremmo guardarle più spesso le partite insieme, non credi?", gli risposi sorridente:"Molto volentieri". 


lunedì 4 febbraio 2019

Il collega sposato

Mi chiamo Marco. Non sono mai stato particolarmente incline sessualmente verso le donne preferendo nettamente gli uomini. Qualche tempo fa lavoravo in azienda e presi una cotta per un aiutante collega sposato di nome Giulio. Eravamo amici, lui sapeva della mia omosessualità ma, ovviamente, non ci sarebbe mai stato essendo donnaiolo di natura. Oltre alla bella moglie Claudia, se la faceva con un'altra. Ma un bel giorno la Dea bendata mi sorrise. Giulio mi telefonò, notai subito la sua aria ansiosa e preoccupata. Mi disse:"Ascolta Marco, credo che stavolta Claudia abbia capito che ho un'altra, devi aiutarmi!", risposi:"Non capisco, in che modo?". Giulio spiegò:"Ti piaccio no? E allora devi venire a letto con me, è la tua occasione. Preferisco un rapporto gay alle urla di mia moglie se mi trova con un'altra". Perplesso chiesi:"Scusa ma comunque ti troverebbe con un'altra persona no?". Mi rispose:"Si, certo, ma lei è ossessionata dalla gelosia verso le donne, infatti una volta mi disse...accetterei di più se lo fai con un uomo...". Le perplessità rimasero ma non era il caso di lasciarsi sfuggire la ghiotta, forse irripetibile occasione. Mi recai da Giulio, ci spogliammo e cominciai a stuzzicarlo con le mani. La moglie arrivò di lì a poco e ci trovò, come si suol dire, con le mani in pasta. Claudia restò parecchio sorpresa, non si aspettava certo di trovare il marito con un ragazzo ma, alla fine, considerò la situazione un male minore, l'importante per lei era che non ci fossero di mezzo altre donne. E così decise di "farci compagnia" in quel gioco tra maschietti. Imboccai il cazzo di Giulio sotto lo sguardo attento di Claudia. Eh si, Claudia me lo lasciò succhiare perbene e a lungo. A quanto pare ci stava prendendo gusto anche lei. La signora si mise a leccare il culo del marito e io quello della signora. Poi fu Giulio ad imboccare il mio cazzo, trasmettendomi enorme piacere, davanti alla donna incuriosita. E arrivò il fatidico momento della trombata: lui steso ed io sopra a candela. Ero in estasi, avevo sognato a lungo di essere scopato da lui. Ma anche lei ci mise del suo ciucciandomi l'uccello. In quel momento godetti davvero parecchio. Continuò ad ingropparmi a pecorina ma lei spalancò le cosce per essere leccata ed io non potetti certo rifiutare di slinguazzare la bernarda della dama. Poi però ripresi in bocca il mio articolo preferito, il cazzo di lui. Intanto Claudia mi osservava con eccitazione. Poi all'improvviso disse che voleva darmela. Ero talmente eccitato che andava bene anche la fica in quel momento e così me la scopai facendola godere anche parecchio. Mentre lei spompinava lui, io e Giulio ci unimmo in un favoloso lingua a lingua carico di passione. Fu il preludio agli amplessi. Schizzai in faccia a Claudia mentre Giulio mi riempiva di sborra in viso e sul petto. Dopo quel triangolo Giulio mi guarda con occhi diversi e in ufficio, di tanto in tanto, gli faccio dei bei bocchini e mi faccio scopare volentieri sulla scrivania. Intanto Claudia mi invia dei messaggi bollenti, dice che le piaccio, che l'ho emozionata. Sono lusingato ma la mia priorità è il cazzo e ora che Giulio me lo dà me lo tengo ben stretto...        


mercoledì 23 gennaio 2019

Il mio ex preferiva gli uomini

La ragazza bionda della foto sono io, Lorena. Voglio raccontarvi della relazione con il mio ultimo fidanzato. Conobbi Leo grazie all'autostop. Per alcuni mesi le cose andarono bene. Scopavamo piuttosto di frequente e lui sembrava molto preso da me. Poi, però, iniziai a notare qualcosa che non andava. Trascorreva quasi tutto il tempo a casa del suo collega, nonchè miglior amico, Livio sostenendo di farlo per motivi di lavoro. Questa situazione non mi convinceva così decisi di confidarmi con una mia amica brasiliana, Renata, che legge anche le carte. Le raccontai la situazione, lei mi guardò, mescolò le carte e poi disse:"Possibile che non lo capisci? Il tuo ragazzo vuole andare a letto con l'amico. Mi esce chiaro!". Lì per lì mi venne da ridere e risposi:"Ma dai, è assurdo! Sei sicura? E poi scusa, anche volendo, ma che fanno due uomini?". Renata mi guardò e sorrise spiegando:"Ma come sei ingenua! Non lo sai che oggi è diffusissimo, è trendy! Che fanno? Te lo dico io che fanno: si succhiano il cazzo, se lo mettono in culo, ecco che fanno, sei contenta?". Restai un pò frastornata, le risposi:"Secondo me ti sbagli". Mi rispose:"Vedrai se mi sbaglio!" mentre me ne andavo. Renata mi aveva ormai messo la pulce nell'orecchio e generato il lecito dubbio. Per me non era possibile una cosa del genere, forse perchè non avevo mai considerato realmente il raggiungimento del piacere tra uomini. Ancor meno lo pensavo del mio ragazzo: perchè andare da un uomo piuttosto che farlo con una ragazza sexy come me? Dovevo fugare i dubbi e così iniziai ad indagare. Chiesi a Leo:"Scusa ma dovete lavorare ancora per molto tu e Livio?". Lui mi rispose:"Credo proprio di si, anzi, mi sà che dormo da lui per un pò così ci troviamo subito pronti al mattino. Mi ha dato perfino una copia delle sue chiavi di casa per agevolarmi". Risposi:"Pensa un pò! Ma che amico!". Tutto ciò aumentò i miei sospetti ma approfittai per copiare a mia volta quella chiave prima che lui se ne andasse. Aspettai qualche giorno, poi decisi di introdurmi a tarda sera furtivamente nell'abitazione di Livio in modo da spiare quel che facevano e scoprì la verità. Appena mi introdussi nel corridoio sentì ansimare dalla camera da letto. Mi avvicinai e, attraverso la porta socchiusa, scorsi loro due nudi intenti a fare sesso. La mia amica aveva proprio ragione! Ma volevo osservarlo con i miei occhi e lo vidi eccome! Leo, il mio ragazzo, era praticamente la donna. Oltre a succhiare il cazzo, se lo faceva mettere anche nel culo. Da un lato rimasi sconvolta a guardare ciò che facevano, dall'altro lato, per una sorta di libidine inconscia mi piaceva osservare. Rabbia, desiderio e frustrazione si mescolarono torbidamente nel mio cervello. Vedere Leo schizzato nel culo dall'altro fu assistere all'apice della porcata e ammetto di essermi pure bagnata. Si baciavano in bocca come due fidanzatini, non ci potevo credere. Forse avrei accettato tutto ma la cosa che mi fece più male fu quando Leo, durante il rapporto, ammise di non eccitarsi con me. Fu così che, presa dalla rabbia, spalancai la porta e, alzando la voce esordì così:"Non ti faccio rizzare l'uccello vero? Eh certo perchè al signorino piace prenderlo nel culo! Sapete che vi dico? Siete due stronzi oltre che froci". Sbattetti la porta e andai via. Si, lo sò, mi pento di averlo fatto, fu un momento di rabbia. Dopotutto loro stanno bene così. Le sfuriate servono davvero a poco dato che Livio mi ha inviato pure una denuncia per violazione di domicilio. Solo grazie alla mediazione di Leo, l'ha poi ritirata. E' proprio vero, le carte di Renata non sbagliano mai!