Mi chiamo Rocco. Quello che mi accingo a raccontarvi è un classico delle corna e, a dirla tutta non ne vado nemmeno fiero. Daniela, mia moglie, non è certo una donna poco sexy: bionda, tonica, tettona, con gambe da sballo e desiderata da molti uomini quando esce di casa. Ciò nonostante ha sempre scelto di essermi fedele anche se in realtà non me lo merito affatto. Perchè? Vi spiego. Daniela aveva un'amica di nome Serena, ma non un'amica così, una migliore amica. Ricordo ancora la prima volta che venne a casa nostra per un drink e Daniela me la presentò. Una mora molto sexy, più giovane di mia moglie, che mi colpì subito. In realtà la loro amicizia, il loro affiatamento crebbe giorno dopo giorno. Serena si prestava per Daniela e viceversa, sembrava che ognuna delle due avrebbe fatto qualsiasi cosa per l'altra. Uscivano insieme a fare shopping, andavano al cinema da sole quando io ero impegnato con il lavoro. Non avrei mai voluto rovinare la loro amicizia e il mio rapporto con Daniela ma dentro di me cresceva sempre più l'interesse per la brunetta. Senza dare troppo nell'occhio iniziai a fare qualche domanda a mia moglie su di lei, del tipo:"Hey ma la tua amica è single? Si dà da fare con gli uomini?". Daniela mi rispose:"Meno male che la curiosità è donna! Ma che impiccione! Che te ne frega di quello che fà Serena, è single, è una bella ragazza, con qualcuno scoperà...". Le risposi:"Ma figurati, era giusto per sapere". Il tempo passava ed io cercavo disperatamente un'occasione per restare da solo con Serena ma lei era sempre insieme a Daniela finchè, un giorno, la Dea bendata mi sorrise inaspettatamente. Erano passate da poco le 9 del mattino quando Daniela mi disse:"Guarda oggi ho un servizio urgente da fare, non so che ora si farà...", le risposi:"Vai, vai tranquilla". Rimasi da solo e già pianificai di farmi qualche sega su internet quando all'improvviso suonò il campanello. Aprì la porta ed era Serena, più che mai in tiro. Le dissi:"E tu che ci fai qui?". Lei mi rispose:"Sono venuta a prendere Daniela a sorpresa, vorrei che mi accompagnasse a ritirare l'auto dal meccanico". Capì che il caso mi stava dando un'occasione e risposi:"Serena, mi spiace, ma Daniela non c'è, è uscita per una commissione importante. Mi sà che dal meccanico ci dovrai andare da sola, oppure magari ti accompagno io. Ma prima, perchè non entri e ti prendi una bella tazza di caffè?". Serena sorrise e si accomodò sul divano. Alla svelta le preparai il caffè. Lo bevemmo, poi cercai di renderla tranquilla, le dissi:"Che vuoi fare Serena, queste auto danno sempre problemi, ma non ti preoccupare, dopo ti accompagno io con la mia, adesso rilassati, facciamo quattro chiacchiere...". Rispose:"Sei gentile, un vero galantuomo, del resto Daniela mi parla spesso di te. E' anche un pò gelosa sai. Dice che per strada guardi sempre le altre donne ma che però le vuoi bene...". Preso alla sprovista da quelle affermazioni replicai cercando di cogliere la palla al balzo, come si suol dire:"Ma davvero? Ti ha detto proprio così? Bhè sai è bello ammirare le bellezze che circolano per il mondo". Lei sorrise e affermò:"Ah! Sei anche un poeta adesso...". Mi feci serio d'improvviso e dissi:"A volte le bellezze circolano anche dentro casa". Lei rispose:"Non capisco, che vuoi dire? Parli di Daniela? Bhè certo è una bella donna...". Risposi:"No cara, non parlo di Daniela, parlo di te. Sai non ci siamo mai conosciuti a fondo perchè sei principalmente amica di mia moglie ma... dalla prima volta che ti ho visto penso che tu sia una ragazza molto sexy". Lei arrossì e rispose:"Wuao! Ma grazie, che bel complimento". Proseguì scavando nella sua vita privata. Chiesi:"Ecco, Serena, sò che non hai il ragazzo, come sei messa con gli uomini?". Serena continuò ad arrossire e sorridendo spiegò:"Bhè, questa è una domanda intima, dove vuoi arrivare, vuoi sapere se scopo? Ovviamente sì, non sono una verginella. Faccio sesso anche se non ho incontrato ancora l'uomo dei miei sogni...". Quei discorsi mi avevano fatto eccitare tutto e la vista di lei sorridente accanto a me fecero cadere ogni freno inibitorio. Le dissi:"Senti Serena, tu mi piaci e non poco". Lei rispose:"Caspita, sono una ragazza di mondo ma sei sfacciato, e pure sposato per giunta, e pure con la mia migliore amica cazzo. Datti una controllata!". Aveva ragione ma io ero fuori di testa ormai. In men che non si dica le alzai il vestito, scostai le mutandine, ed accarezzai la sua splendida figa. La vista della passera e della balza delle autoreggenti mi fecero indurire il cazzo come il marmo. Fece qualche obiezione (tradire la migliore amica non è certo il massimo) ma la misi a tacere mostrandole il cazzo duro ed invitandola a leccarlo. Lo fece ed io mi eccitai ancor di più. Le piazzai subito l'uccello durissimo nella fregna ormai bagnata coinvolgendola nel contempo in un lingua a lingua che sapeva di troiaggine. Le detti la prima ripassata a pecora. Quella troia da dietro mi accarezzava anche le palle mentre mugulava di piacere. Poi la feci impalare a candela per una cavalcata da urlo. Altro che accompagnarla dal meccanico, me la stavo trapanando a tutto spiano! Ci baciammo anche nella posizione a candela. La sentì davvero coinvolta ed anch'io provavo immenso piacere a farmela. Le diedi le ultime botte mentre stavo di fianco prima di sborrare a fiume inondandole le natiche e la fica. Anche lei era in estasi in preda all'orgasmo. Nemmeno il tempo di assaporarlo del tutto che sentimmo implacabile il rumore della chiave nella serratura. Mia moglie era rientrata prima del previsto dalla commissione e naturalmente ci beccò nudi con lei ancora piena di seme addosso, fiotti di sperma appena eiaculato dal mio cazzo. Daniela ovviamente restò sconvolta, tradita doppiamente, dal marito e dalla migliore amica, e quella fu la fine del mio matrimonio e della loro amicizia. Sò di aver sbagliato ma ingroppare la bella Serena fu davvero un'esperienza indimenticabile...
venerdì 21 giugno 2019
giovedì 20 giugno 2019
La vicina sexy bussa alla porta
Siete da poco arrivati nella casa vacanza pronti a rilassarvi dopo un anno di intenso lavoro. Nemmeno il tempo di posare i bagagli ed ecco che qualcuno bussa alla porta, ma chi diavolo è adesso? Aprite e vi trovate di fronte una ragazza molto sexy, slanciata, con tanto di autoreggenti bianche, una vicina che vi chiede se avete per caso un pò di zucchero. Vi precipitate in cucina ma ovviamente lo zucchero non lo trovate. Tornate da lei farfugliando un: "Mi spiace signorina, sono appena arrivato, non c'è nulla in casa..." timoroso che lei resti delusa. Ma probabilmente lo zucchero era solo una scusa perchè l'esotica fanciulla inizia magistralmente a provocarvi mostrando accuratamente le sue grazie. Non ha certo bisogno dello zucchero quando è lei ad offrire il miele! Quando la tipa si siede a terra, e comincia a sditalinarsi spudoratamente, voi siete ormai al limite dell'eccitazione con il cazzo che pulsa in modo irrefrenabile dentro i pantaloni. A quel punto non vedete l'ora di tirar fuori l'uccello per infilarlo dentro quella fregna calda e sensuale... Riuscirete a scoparla a fondo o l'imbarazzo e la tensione vi bloccheranno riportandovi ad avere il cazzo clamorosamente moscio? Queste sono le situazioni che possono accadere quando... la vicina sexy bussa alla porta.
mercoledì 5 giugno 2019
Mio adorato nipote
Mi chiamo Gianni. I genitori di Nico, mio nipote, morirono in un tragico incidente quando lui era ancora piccolo. Sono io che me ne sono preso cura fin dai suoi primi anni di vita. Soltanto dopo tempo però mi resi conto che lui aveva sviluppato un affetto per me quasi morboso. Da adolescente non manifestava grande attenzione per le ragazze e così decisi di dare una scossa alla situazione per capire se era omosessuale. In quel periodo stavo assieme ad una bella figa di nome Barbara. Pensai che far guardare qualche foto sexy di lei a Nico potesse smuoverlo un pò. Ma in realtà non successe nulla di che, commentò con un tiepido "Carina". E allora decisi di fargliela conoscere personalmente. Una donna così sexy avrebbe potuto stimolarlo bene ma le cose non andarono come mi aspettavo. Barbara capì subito che il ragazzo non si entusiasmava con le ladies e così, da complice, fece in modo che lui interagisse con me. Nico mi succhiò il cazzo mentre Barbara mi baciava. Mi sembrò strano ma godetti, vidi Nico entusiasta di farlo, non lo avrei mai scontentato. Anzi feci di più, presi a mia volta il suo uccello in bocca di lì a poco. Nico era sempre più eccitato, coinvolto e felice... Nell'euforia glielo misi nel culo a pecorina mentre lui leccava un pò lei. Poi lo impalai a candela mentre lei gli succhiava il cazzo. Mentre fottevamo dichiarò apertamente il suo amore per me e non potetti non contraccambiare rispondendo che il sentimento era reciproco. Barbarella non disse nulla ma sò che un pò le bruciò. Eravamo ormai sul punto di sborrare entrambi. Gli schizzai addosso mentre lui sborrava a sua volta copiosamente con Barbara che gli accarezzava amorevolmente le palle. Da quella volta penso di aver ceduto alle avances del mio adorato nipote e di contraccambiare in pieno i suoi sentimenti oltre ad essere diventato palesemente gay come lui. Barbara questo lo ha capito bene e non si oppone alla nostra relazione amorosa. La poverina non dice nulla quando Nico viene a trovarmi per uno "scambio di effusioni".
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lunedì 6 maggio 2019
Miranda e la sesso dipendenza
Il mio nome è Miranda. Dovrei essere una donna soddisfatta nella vita avendo un bel marito e dei figli ma in realtà non è così. La sera a letto con John, il mio coniuge, dopo due trombate non ero ancora soddisfatta. Mentre lui dormiva andavo a guardare film porno penetrandomi col dildo. Si, sono sesso dipendente lo ammetto. Per questo motivo andai in cura presso una psicologa senza raggiungere grandi risultati. Mio marito spesso era fuori casa per lavoro ed io uscivo la notte, mi recavo nei night club in cerca di avventure. Del resto una bella donna come me viene facilmente notata. Mi appartavo con qualche uomo arrapato nei cessi o in qualche angolo del locale e mi facevo scopare come una puttana. Ma in realtà non mi bastava mai. Di giorno, con la scusa del mio lavoro, mi vedevo anche con due uomini, nessuno sapeva dell'altro inizialmente. Uno era un pittore, mi dipinse nuda e poi ci facevamo delle scopate. Un altro era un uomo di colore dal quale mi facevo sbattere addirittura nel mio ufficio. Ero sempre assatanata e pronta a soddisfare le mie voglie porche di giorno e di notte. Ma ogni tanto avevo qualche rimorso. In effetti John non meritava tutto questo e così decisi di vedermi insieme con quei due, Tom il (nero) e Karl il pittore. Spiegai ai due di non voler continuare, di essere una donna sposata. All'inizio rimasero delusi ma mai avrei immaginato che, per sopperire alla mia mancanza, avrebbero fatto sesso tra di loro. Karl faceva fatica a imboccare quel cazzone nero che poi si prese soavemente pure nel culo. Quella scena torbida e perversa mi fece bagnare la figa e capire che non sarei mai guarita. Pensai bene di raccontare l'accaduto a quella stronza di Katy, la dottoressa. Non sarebbe mai riuscita a guarirmi ma almeno trovai un modo per giustificare i 100 dollari a seduta che ogni volta le sganciavo. Sapevo di piacerle ma anche che quella puttana bigotta non avrebbe mai fatto il primo passo e così fui io a spingerla sul letto e a sgrillettarle la passera coinvolgendola in una favolosa lesbicata. Una prolungata frugata di passere fece esplodere le nostre fiche in un'estasi di profondo piacere saffico. Eh si, non guarirò mai...
Miranda fotte ovunque, nei locali e a casa di vari uomini...
Due spasimanti di lei si consolano tra loro....
Miranda fotte anche con la dottoressa che la tiene in cura....
lunedì 4 marzo 2019
La calda amante di mio marito defunto
Mi chiamo Ginevra. A dire il vero non sono mai stata, storicamente, una fanatica del sesso. Sposai Giacomo e pensavo di aver trovato la felicità. Ma a un certo punto cominciai a vederlo distante. Insospettita gli controllai il telefono scoprendo le foto sexy di una bionda misteriosa. Approfondì le ricerche e appurai che si chiamava Marika. Un odio profondo crebbe giorno dopo giorno verso quella donna che, di fatto, scopava con mio marito. Poi, inaspettatamente, accadde la disgrazia: Giacomo, in viaggio per lavoro, ebbe un incidente d'auto mortale. Mi crollò il mondo addosso e non bastarono certo varie sedute di psicologia a rimettermi sù. Odiavo Marika sempre più ritenendola, ingiustamente, la causa della morte del mio amato. La conoscevo solo attraverso qualche foto, così mi prese la curiosità di seguirla per sapere di più di lei. A quanto pare non sembrava troppo turbata per la morte di Giacomo e la osservai vestita molto sexy, con immancabili calze a rete nere, accompagnata sempre da uomini diversi. "Che gran troia!" mormorai. Ci pensai sù molto finchè decisi di volerla conoscere sul serio. Un giorno mi presentai dinanzi a lei sfacciatamente e le dissi:"Ciao, io sono Ginevra, la moglie dell'uomo che ti scopavi...". Marika mi guardò perplessa, mi chiese:"Mica ce l'hai con me?". Le risposi falsamente:"Ma no figurati, è solo che vorrei conoscerti meglio, dato che ha frequentato anche te...". Mi rispose:"Ah, ho capito... sei una nostalgica, vuoi che ti dica qualcosa su di lui?". Risposi:"Qualcosa del genere, perchè non vieni da me uno di questi giorni?". Marika accettò l'invito. Dopo aver bevuto un caffè, la portai in camera da letto e la invitai a spogliarsi un pò con una scusa. Io feci lo stesso. La scusa era:"Vorrei vedere chi è più sexy di noi due...". In realtà lei lo era molto piu di me, in vita mia non mi ero mai sognata di mettere le calze a rete, tanto per dire. Avercela lì davanti mi dava delle possibilità. In un primo momento, presa dalla gelosia retroattiva, pensai di spaccarle qualche vaso in testa, ma più la guardavo e più mi intrigava. Non mi ero mai sognata di fare qualcosa con una donna ma, contravvenendo ad ogni regola e freno inibitorio, presa quasi da un raptus, le slinguazzai il collo appoggiando la mano sulle sue mutandine. Marika non era certo una novellina in fatto di sesso e sembrò accogliere di buon grado quella sorta di provocazione. Mi piazzò la lingua in bocca ed io accolsi quel bacio. A quanto pare il "buon" Giacomo le parlava di me. Sembrò quasi goderci a tirar fuori delle malignità riguardo al fatto che lui si eccitava molto di più con lei. L'avrei quasi strozzata ma cambiai decisamente idea quando cominciò a fare apprezzamenti su di me. Disse che infondo ero carina e che magari Giacomo non ci aveva saputo fare. Mi sentì rivalutata di colpo e lasciai che lei mi accarezzasse il sedere mentre stavo tutta nuda a pecorina sotto i suoi sguardi e commenti di apprezzamento. Cominciai davvero a bagnarmi e persi il controllo quando mi infilò due dita nella figa e la lingua nel culo (tra l'altro aveva il piercing che sentivo lambire le mie carni intime). La lasciai fare per un pò, poi mi alzai di scatto col desiderio di leccare la sua fica. Marika non fece difficoltà ad aprire le gambe ed io mi impegnai per farla godere. Non la mollai finchè arrivò palesemente all'orgasmo, una venuta che sublimai slinguazzandole il culo. Dopodichè fui sua. Con due dita nella patata e le leccate di clitoride col piercing raggiunsi anch'io l'estasi più profonda. Mi piacque così tanto da chiederle di metterci insieme e lei non disse di no. Chi l'avrebbe mai detto che la mia odiata nemica sarebbe diventata la mia amante? E' proprio vero che odio e amore sono sentimenti separati da un filo sottilissimo...
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lunedì 18 febbraio 2019
Sorelle ritrovate
Mi chiamo Mara. A pensarci bene ho sempre avuto un debole per mia sorella Dora. Fin da piccole, da adolescenti, gli uomini rivolgevano più attenzioni a lei che a me. Eh si, Dora, la bionda alla Marilyn. Ero invidiosa di Dora ma, sotto sotto, mi piaceva. Poi io andai a lavorare presso una ditta come segretaria, lei si spostò fuori città per studiare all'Università e ci perdemmo di vista. Ci sentivamo ogni tanto con qualche sms ma niente di più. Qualche anno dopo mi disse di avere una relazione con un tizio mentre io scopavo ogni tanto quà e là con vari ragazzi. La svolta si ebbe quando ricevetti una sua telefonata improvvisa. Era a pezzi, in lacrime, dato che il tipo l'aveva lasciata. Passò qualche mese ed io mi spostai ad abitare in un appartamento da sola. Fu a quel punto che invitai Dora da me per consolarla. Era bella come sempre, forse di più, anche se depressa. Durante la cena esternò tutta la frustrazione per la sua storia ormai conclusa, asserendo addirittura di volerla fare finita con la vita. Le diedi un calmante ed andammo a dormire. Il giorno dopo entrai nella stanza dove aveva dormito. La trovai che si stava provando un vestito rosso, aveva leggermente le tette di fuori e le autoreggenti, oltre ai tacchi. Fu a quel punto che pensai seriamente di voler far sesso con lei. Dopo averle spiegato quanto tenessi a lei ed aver capito che era vogliosa almeno quanto me, decisi di scoprire le tette offrendole alla sua calda lingua. Dora, più che mai in astinenza, si fiondò sui miei capezzoli leccandoli amorevolmente. Poi mi spinse sul letto e limonammo da paura. Se aveva qualche timore o dubbio, per il fatto che siamo sorelle ed entrambe donne, si sciolse del tutto quando le leccai intensamente la figa. Poi fu lei a leccare la mia, mandandomi in estasi. Ci frugammo le passere, prima lei sù di me, poi io sù di lei. Un'amorevole scopata tra donne che ci fece esplodere di piacere saffico. Il 69 conclusivo fu la ciliegina sulla torta nonchè il raggiungimento del contemporaneo splendido duplice amplesso. Da quel momento Dora restò a casa mia e divenne la mia amante segreta. Quando rientro da lavoro la trovo puntualmente tutta calda a letto pronta a raggiungere il piacere con i giochi saffico-incestuosi. Ai nostri genitori dico che vive con me e che è fidanzata con un uomo. Infondo chi sospetterebbe mai di una bollente tresca tra sorelle?
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giovedì 7 febbraio 2019
Io e Giuliana
Mi chiamo Laura. Conosco Giuliana da alcuni anni. Siamo diventate amiche in fretta condividendo la passione per lo shopping. Penso che siamo entrambe belle ragazze ma con caratteri un pò diversi. Quando usciamo per comprare la lingerie gli uomini ci guardano solo che io stò più sulle mie, anche perchè sono fidanzata, mentre lei è più aggressiva. Questo suo atteggiamento spesso fà scappare gli uomini. Ma concentriamoci sul periodo in cui tra di noi si creò una complicità morbosa. La mattina il mio uomo non c'è e lei veniva spesso a trovarmi. Un giorno, mentre prendevamo il caffè mi disse:"Senti Laura, perchè non mi racconti cosa fai col tuo compagno a letto, infondo siamo donne e amiche no? Mica c'è problema?". Non mi aspettavo una richiesta simile, le risposi:"Bhè, ma sono cose private, forse non è il caso, ma perchè vuoi saperlo?". Giuliana rispose:"Senti Laura stò in astinenza, così almeno mi emoziono un pò...". All'inizio non ero molto convinta ma poi mi lasciai andare a raccontare quello che facevo a letto con lui con tanto di dettagli. Giuliana sembrava gradire molto quelle confidenze e me lo dimostrava passandosi spesso la lingua sulle labbra. Pensavo che più o meno rimanessimo a quel livello, ma il gioco andò sempre più avanti. Un giorno si presentò a casa in tacchi alti, con una minigonna mozzafiato e un rossetto color rosso sgargiante. Le chiesi:"Scusa Giuly ti devi scopare qualcuno?" e lei rispose:"Ma no no figurati...". Mi chiese di raccontare ancora i dettagli intimi del mio rapporto ed io lo feci. Stavamo sedute una di fronte all'altra. Man mano che raccontavo la vidi sempre più eccitata finchè, a un tratto, con disinvoltura, chiese:"Ti spiace?", pochi istanti dopo si alzò la minigonna, si calò le mutandine e, a gambe aperte, cominciò a toccarsi davanti a me dicendo:"continua, non ti fermare". Proseguì il racconto con difficoltà imbarazzata da ciò che lei faceva davanti ai miei occhi. La situazione mi imbarazzava molto ma nel contempo mi eccitava. Alla fine del racconto aumentò il ritmo del ditalino e se ne venne davanti a me urlando di piacere. Poi mi diede un bacio sul viso, si ricompose, disse:"Grazie cara, e andò via". Controllando nelle mutandine mi accorsi di essere bagnata e la cosa mi sconvolse e mi intrigò. La sera, mentre scopavo col mio compagno ripensavo a lei che si toccava. In qualche modo quella donna mi aveva turbata, ma la situazione avrebbe degenerato ben oltre di lì a poco. Passò circa una settimana, durante la quale lei non si fece proprio sentire. Poi, all'improvviso, una mattina, bussò alla porta. Le chiesi:"Come và tutto bene? Vuoi sentire ancora racconti?". Lei mi guardò e disse:"No no, tranquilla, oggi no". Stavamo parlando del più e del meno quando lei mi mise le mani addosso, scoprendo il mio seno. Ormai i racconti non le bastavano più, voleva fare sesso e aveva scelto me, una donna. Era così vogliosa che non potetti respingerla. In men che non si dica mi mise la lingua in bocca con passione. Poi mi leccò anche i capezzoli. Pian piano mi stava seducendo e probabilmente quel gioco piaceva anche a me. Mi ritroviai stesa sotto di lei a limonare e cominciai a perdere il controllo. Mi invitò ad accarezzarle le tette, ero eccitata e sotto choc al tempo stesso. Poi mi disse chiaramente di volere la mia patata. Si avventò sulla fregna ed io spalancai le cosce ed accolsi la sua lingua inarrestabile carica di desiderio represso. Leccava alla grande e mi fece davvero godere. E così finimmo a 69 a slinguazzarcele a vicenda, io stavo sotto e lei sopra. A quel punto il fatto che eravamo due donne non mi frenava più, volevo solo godere e far godere. Dopo esser venuta volevo che anche lei raggiungesse l'orgasmo e così gliela leccai freneticamente e, mentre era sul punto di venire, le piazziai anche la lingua nel culo. Fu così che la portai splendidamente all'amplesso. Devo ringraziare Giuliana per avermi indirizzata verso un nuovo modo di godere. Adesso quando viene a trovarmi non c'è più bisogno che le racconti le storie: dopo il solito caffè andiamo direttamente a letto!
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martedì 5 febbraio 2019
La bocca del conoscente sul mio pene
Mi chiamo Gianni. Con Simona convivevo, tutto procedeva a gonfie vele e facevamo delle gran belle scopate. Poi, un giorno, lei si ingelosì perchè scoprì che chattavo con un'altra e se ne andò via sbattendo la porta. L'ansia mi prese, non sapevo proprio con chi sfogare l'eccitazione dopo oltre 15 giorni di astinenza. Tra l'altro quella con cui chattavo non era disponibile ad incontri per cui restai fregato, come si suol dire, da ambo le parti. Un giorno, per distrarmi, invitai un conoscente a casa per vedere una partita di calcio. In realtà non mi resi conto che questo tizio, di nome Paolo, era più interessato a me che alla partita. Quando gli raccontai di Simona lui sorrise e mi disse:"Tranquillo, ci sono anche altri modi per divertirsi". Risposi:"Scusa, ma quali altri modi?". Lui suggerì:"Tu chiudi gli occhi e lo scoprirai". I misteri mi hanno sempre affascinato e così feci come lui diceva. In men che non si dica mi ritrovai con la patta sbottonata e la sua bocca sul mio cazzo! Aprì gli occhi di scatto e dissi:"Paolo, ma che stai facendo?", lui sorrise e spiegò:"Non sò questa Simona quanto ci sapesse fare ma ti assicuro che la mia bocca non è da meno" e riprese a leccare e succhiare il cazzo con disinvoltura. In realtà non pensavo che Paolo fosse gay e la cosa mi faceva un pò schifo, a freddo, ma non di certo a caldo! Il mio cazzo era desideroso di attenzioni e quella bocca, seppur maschile, mi stava letteralmente facendo impazzire di piacere. Eravamo sul più bello quando Simona, tutta sexy, credendo di fare una sorpresa, irruppe nella casa. Accidenti! mi ero dimenticato che aveva ancora una copia delle chiavi dell'abitazione. Nel corridoio la sentì proferire sensualmente queste parole:"Il mio donnaiolo vuol farsi perdonare?". Ma quando giunse nella stanza, e mi trovò col cazzo in bocca a Paolo, il suo sguardo divenne dapprima di ghiaccio, poi esclamò:"Ma bene! Dopo appena due settimane ti trovo già con un'altra persona... e nemmeno di sesso femminile! Da presunto don Giovanni a finocchio! Che svolta!" e, con tono adirato e sarcastico, aggiunse:"Già che ci sei, perchè non glielo metti pure nel culo! Vedrai che ti piace...". A quel punto mi prese il panico e mi si ammosciò il cazzo. Avrei potuto ricucire lo strappo con Simona e invece l'avevo appena persa definitivamente. Ma Paolo sembrava immune al trambusto della situazione e suggerì:"Forse dovresti seguire il consiglio di quella donna...". Dopodichè si spogliò e si mise a pecora sul divano. A guardare quel culo il cazzo mi si fece di nuovo duro e pensai che, infondo, un buco vale l'altro. E così ingroppai Paolo, glielo ficcai tutto dentro e sfogai così la voglia repressa. Simona osservò un pò l'inizio di quella scopata commentando che io e lui stavamo bene insieme. Poi girò i tacchi, sbattette la porta e se ne andò. Dopo una prolungata stantuffata, gli inondai l'ano di sborra ed anche lui se ne venne. Finalmente mi sentì rilassato e non pensai più a Simona. Ci rivestimmo e Paolo, prima di andar via mi disse:"Dovremmo guardarle più spesso le partite insieme, non credi?", gli risposi sorridente:"Molto volentieri".
lunedì 4 febbraio 2019
Il collega sposato
Mi chiamo Marco. Non sono mai stato particolarmente incline sessualmente verso le donne preferendo nettamente gli uomini. Qualche tempo fa lavoravo in azienda e presi una cotta per un aiutante collega sposato di nome Giulio. Eravamo amici, lui sapeva della mia omosessualità ma, ovviamente, non ci sarebbe mai stato essendo donnaiolo di natura. Oltre alla bella moglie Claudia, se la faceva con un'altra. Ma un bel giorno la Dea bendata mi sorrise. Giulio mi telefonò, notai subito la sua aria ansiosa e preoccupata. Mi disse:"Ascolta Marco, credo che stavolta Claudia abbia capito che ho un'altra, devi aiutarmi!", risposi:"Non capisco, in che modo?". Giulio spiegò:"Ti piaccio no? E allora devi venire a letto con me, è la tua occasione. Preferisco un rapporto gay alle urla di mia moglie se mi trova con un'altra". Perplesso chiesi:"Scusa ma comunque ti troverebbe con un'altra persona no?". Mi rispose:"Si, certo, ma lei è ossessionata dalla gelosia verso le donne, infatti una volta mi disse...accetterei di più se lo fai con un uomo...". Le perplessità rimasero ma non era il caso di lasciarsi sfuggire la ghiotta, forse irripetibile occasione. Mi recai da Giulio, ci spogliammo e cominciai a stuzzicarlo con le mani. La moglie arrivò di lì a poco e ci trovò, come si suol dire, con le mani in pasta. Claudia restò parecchio sorpresa, non si aspettava certo di trovare il marito con un ragazzo ma, alla fine, considerò la situazione un male minore, l'importante per lei era che non ci fossero di mezzo altre donne. E così decise di "farci compagnia" in quel gioco tra maschietti. Imboccai il cazzo di Giulio sotto lo sguardo attento di Claudia. Eh si, Claudia me lo lasciò succhiare perbene e a lungo. A quanto pare ci stava prendendo gusto anche lei. La signora si mise a leccare il culo del marito e io quello della signora. Poi fu Giulio ad imboccare il mio cazzo, trasmettendomi enorme piacere, davanti alla donna incuriosita. E arrivò il fatidico momento della trombata: lui steso ed io sopra a candela. Ero in estasi, avevo sognato a lungo di essere scopato da lui. Ma anche lei ci mise del suo ciucciandomi l'uccello. In quel momento godetti davvero parecchio. Continuò ad ingropparmi a pecorina ma lei spalancò le cosce per essere leccata ed io non potetti certo rifiutare di slinguazzare la bernarda della dama. Poi però ripresi in bocca il mio articolo preferito, il cazzo di lui. Intanto Claudia mi osservava con eccitazione. Poi all'improvviso disse che voleva darmela. Ero talmente eccitato che andava bene anche la fica in quel momento e così me la scopai facendola godere anche parecchio. Mentre lei spompinava lui, io e Giulio ci unimmo in un favoloso lingua a lingua carico di passione. Fu il preludio agli amplessi. Schizzai in faccia a Claudia mentre Giulio mi riempiva di sborra in viso e sul petto. Dopo quel triangolo Giulio mi guarda con occhi diversi e in ufficio, di tanto in tanto, gli faccio dei bei bocchini e mi faccio scopare volentieri sulla scrivania. Intanto Claudia mi invia dei messaggi bollenti, dice che le piaccio, che l'ho emozionata. Sono lusingato ma la mia priorità è il cazzo e ora che Giulio me lo dà me lo tengo ben stretto...
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mercoledì 23 gennaio 2019
Il mio ex preferiva gli uomini
La ragazza bionda della foto sono io, Lorena. Voglio raccontarvi della relazione con il mio ultimo fidanzato. Conobbi Leo grazie all'autostop. Per alcuni mesi le cose andarono bene. Scopavamo piuttosto di frequente e lui sembrava molto preso da me. Poi, però, iniziai a notare qualcosa che non andava. Trascorreva quasi tutto il tempo a casa del suo collega, nonchè miglior amico, Livio sostenendo di farlo per motivi di lavoro. Questa situazione non mi convinceva così decisi di confidarmi con una mia amica brasiliana, Renata, che legge anche le carte. Le raccontai la situazione, lei mi guardò, mescolò le carte e poi disse:"Possibile che non lo capisci? Il tuo ragazzo vuole andare a letto con l'amico. Mi esce chiaro!". Lì per lì mi venne da ridere e risposi:"Ma dai, è assurdo! Sei sicura? E poi scusa, anche volendo, ma che fanno due uomini?". Renata mi guardò e sorrise spiegando:"Ma come sei ingenua! Non lo sai che oggi è diffusissimo, è trendy! Che fanno? Te lo dico io che fanno: si succhiano il cazzo, se lo mettono in culo, ecco che fanno, sei contenta?". Restai un pò frastornata, le risposi:"Secondo me ti sbagli". Mi rispose:"Vedrai se mi sbaglio!" mentre me ne andavo. Renata mi aveva ormai messo la pulce nell'orecchio e generato il lecito dubbio. Per me non era possibile una cosa del genere, forse perchè non avevo mai considerato realmente il raggiungimento del piacere tra uomini. Ancor meno lo pensavo del mio ragazzo: perchè andare da un uomo piuttosto che farlo con una ragazza sexy come me? Dovevo fugare i dubbi e così iniziai ad indagare. Chiesi a Leo:"Scusa ma dovete lavorare ancora per molto tu e Livio?". Lui mi rispose:"Credo proprio di si, anzi, mi sà che dormo da lui per un pò così ci troviamo subito pronti al mattino. Mi ha dato perfino una copia delle sue chiavi di casa per agevolarmi". Risposi:"Pensa un pò! Ma che amico!". Tutto ciò aumentò i miei sospetti ma approfittai per copiare a mia volta quella chiave prima che lui se ne andasse. Aspettai qualche giorno, poi decisi di introdurmi a tarda sera furtivamente nell'abitazione di Livio in modo da spiare quel che facevano e scoprì la verità. Appena mi introdussi nel corridoio sentì ansimare dalla camera da letto. Mi avvicinai e, attraverso la porta socchiusa, scorsi loro due nudi intenti a fare sesso. La mia amica aveva proprio ragione! Ma volevo osservarlo con i miei occhi e lo vidi eccome! Leo, il mio ragazzo, era praticamente la donna. Oltre a succhiare il cazzo, se lo faceva mettere anche nel culo. Da un lato rimasi sconvolta a guardare ciò che facevano, dall'altro lato, per una sorta di libidine inconscia mi piaceva osservare. Rabbia, desiderio e frustrazione si mescolarono torbidamente nel mio cervello. Vedere Leo schizzato nel culo dall'altro fu assistere all'apice della porcata e ammetto di essermi pure bagnata. Si baciavano in bocca come due fidanzatini, non ci potevo credere. Forse avrei accettato tutto ma la cosa che mi fece più male fu quando Leo, durante il rapporto, ammise di non eccitarsi con me. Fu così che, presa dalla rabbia, spalancai la porta e, alzando la voce esordì così:"Non ti faccio rizzare l'uccello vero? Eh certo perchè al signorino piace prenderlo nel culo! Sapete che vi dico? Siete due stronzi oltre che froci". Sbattetti la porta e andai via. Si, lo sò, mi pento di averlo fatto, fu un momento di rabbia. Dopotutto loro stanno bene così. Le sfuriate servono davvero a poco dato che Livio mi ha inviato pure una denuncia per violazione di domicilio. Solo grazie alla mediazione di Leo, l'ha poi ritirata. E' proprio vero, le carte di Renata non sbagliano mai!
lunedì 14 gennaio 2019
Farcita a doppio insieme al mio amico
Mi chiamo David. Diego è il mio migliore amico. Ci conosciamo dalle scuole medie. Gli voglio bene e penso che difficilmente direi di no a qualsiasi sua richiesta. Lo scorso anno mi fidanzai con Giulia, una gran gnocca mora. Diego invece era single e si invaghì pazzamente di Giulia. Stavo con lei da un paio di mesi quando Diego mi chiese apertamente:"Dai David fammela scopare mi piace troppo". Gli sorrisi e risposi:"Guarda, per me non ci sarebbero problemi ma io non sono Giulia. Vai da lei e chiediglielo se hai le palle...". Mi disse:"Ma no, come cazzo faccio!!!". Stufo della sua ossessione e del fatto che mi martellava di continuo per averla, gli proposi:"Facciamo così, esci con noi, magari gli sei simpatico e te la dà...". Iniziammo ad uscire in tre per andare a mangiare la pizza, un panino o per vedere un film al cinema. Infondo a Giulia Diego era simpatico. Tuttavia, quando le spiegai che da lei voleva più dell'amicizia, essendone follemente invaghito, Giulia mi guardò in modo strano e commentò:"Ma dico, ti sembra normale che dovrei andare a letto con il tuo miglior amico per tirarlo su di morale? Fammi capire sto insieme a te o a lui! Ah! Questa poi! Non gliela darò mai!". Lasciai stare e riportai a Diego ciò che mi aveva detto Giulia precisando:"Mi sà che proprio non vuole mio caro...". A quel punto Diego spiegò:"Tranquillo David, ho un'idea! Se Maometto non và alla montagna allora sarà la montagna a venire da Maometto!". Risposi:"Cos'hai in mente? Che diavolo pensi di fare?". Mi propose:"Allora David, tu devi solo farmi nascondere a casa tua mentre fai l'amore con lei. Ma ti dico io in che posizione: tu steso sul divano che le scopi la figa e lei sopra di te. Così io arriverò furtivamente e le scoperò il culo. Vedrai ce la faremo insieme, sarà stupendo". L'idea mi sembrò un pò pazza e ardita, sul momento, ma mi convinse, gli riposi:"Va bene grande stratega, facciamo come dici tu, spero solo che non ci mandi entrambi affanculo come dovrebbe...". Il momento topico arrivò. Diego era nascosto, come d'accordo, nel cesso. Avevo da poco iniziato a penetrare Giulia nella fica. L'atmosfera era molto piacevole ma fu interrotta da qualche rumore che insospettì Giulia. Pensai tra me e me:"Quel coglione potrebbe stare più attento accidenti!" E mi veniva quasi da ridere, ma non potevo farlo davanti a Giulia. Anzi dovevo sostenere la parte e lo feci dicendo che magari era stato il gatto. All'improvviso Diego arrivò tutto nudo alle spalle di Giulia e con disinvoltura puntò il culo col suo cazzo duro e glielo piazzò dentro. La "povera" e ignara Giulia ebbe un sussulto e si rese presto conto che l'altro era Diego, il mio temerario amico. Giulia fece un pò di storie ma alla fine prendere due cazzi insieme che la riempivano tutta le piaceva eccome. Diego si tolse anche la soddisfazione di prenderla un pò in giro dopo il suo chiaro rifiuto di alcuni giorni prima dicendole:"Bhè, Giulia, visto che eri così ostinata a non darmi la fica ho pensato di prendere il tuo bel culo, sono uno che si accontenta infondo...". Giulia in quel frangente avrebbe voluto ammazzarlo e gli rispose"Stronzo!", poi aggiunse:"Siete due maiali, degni amici". Ma io proseguì:"Degni amici anche di scopate!" e poi fu solo silenzio e godimento con i nostri cazzi che la massaggiavano tutta e il suo viso stravolto dal piacere. Fu proprio una splendida doppia cavalcata di piacere e alla fine omaggiammo la signorina con abbondanti schizzi di sborra, una buona dose le farcì amorevolmente il culo e la fica. Il resto dello sperma glielo demmo in bocca e sulle tette. Fù davvero fantastico, spero proprio che l'esperienza si possa ripetere quanto prima...
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giovedì 10 gennaio 2019
Vicini viziosi
Mi chiamo Dario. Ero sposato con Sonia ma, dopo 10 anni di matrimonio, scoprì che se la intendeva con un altro. La separazione fu inevitabile. Fu così che conobbi Dino, un uomo che abitava nel mio palazzo. In breve diventammo amici e iniziammo a confidarci. Uscivamo spesso insieme, andavamo nei locali e chiacchieravamo davanti ad una birra. Dino aveva una storia simile alla mia soltanto che si era separato dalla moglie da molto più tempo rispetto a me. Si parlava di tante cose, di lavoro, della vita e poi, naturalmente, i discorsi vertevano anche sul sesso. Forse, complice la delusione avuta, notai subito che non gli piaceva tanto parlare di altre donne esattamente come a me. Una sera, dopo un paio di birre, gli chiesi:"C'è una trasgressione che faresti, qualcosa che non hai mai potuto realizzare finora?". Lui arrossì un pò, poi rispose:"Sai, è una cosa un pò strana: vorrei provare con un uomo ma entrambi vestiti da donna". Gli risposi:"Accidenti, ma è la mia stessa fantasia! E mi è venuta proprio dopo la separazione!". Lui replicò:"No, io lo penso da tempo, fin da prima del matrimonio addirittura...". Allora io gli risposi:"Bhè, dovremmo proprio provarla che ne dici?". Lui scoppiò a ridere e poi disse:"Chi? Io e te! Ma dai! Se ci conosciamo da pochissimo...". Io replicai:"Bhè, però usciamo quasi tutte le sere e, a dire il vero, tu mi piaci! Lui restò in imbarazzo qualche secondo, poi rispose:"Bhè, onestamente anche tu mi piaci, mi trovo bene con te... ma non sò se anche in quel senso". Passarono un pò di giorni, l'argomento scottante fu accantonato per un pò. Poi io lo ripresi, dicendogli:"Senti, ma tu ti sei già vestito da donna?". Lui mi rispose:"Si, qualche volta mi piace essere Diana la mora". Riposi:"Wow! Io potrei essere Daria la bionda!". Un giorno, sempre più intrigato dalla situazione, bussai alla sua porta e gli chiesi:"Senti, che ne dici se per gioco ci vestissimo insieme, giusto per vedere come stiamo...". Lui sorrise e disse:"Ok, dai, vieni accomodati". Avevo già comprato alcuni indumenti e le scarpe col tacco che tenevo in una busta. Pian piano ci vestimmo, lui mi diede una mano dato che era più esperto. Dario e Dino scomparvero per un pò per lasciare spazio a Diana e Daria, due belle troie in tacchi calze e reggicalze. Ci guardavamo e l'atmosfera diventava sempre più intrigante. Del resto entrambi avevamo quel sogno proibito nel cassetto. Bastò iniziare un pò a stuzzicarsi lingua a lingua che iniziarono dei bei brividi di piacere. Era proprio piacevole baciarsi, al punto che ci prendemmo sempre più gusto stesi sul suo divano letto. Solo che non ci conoscevamo ancora bene intimamente. Dino (o Diana) mi fece capire che si sarebbe lasciato penetrare e così io andai dietro di lui accarezzandogli le natiche. Ma mi resi conto di non essere predisposto per quello dato che non riuscivo davvero ad avere l'erezione in tale frangente. E così riprendemmo a giocare, a coccolarci. Notai il suo cazzo bello duro, molto più imponente del mio tra l'altro. A quel punto ci rendemmo entrambi conto di chi avrebbe fatto il maschio. Glielo accarezzai, glielo segai un pò e riprendemmo a baciarci con passione. Poi ci fu un momento estasiante quando finimmo meravigliosamente a 69. Glielo succhiai con dedizione mentre lui leccava la punta del mio. Continuai a succhiare ed anche lui lo prese in bocca. Lui ha proprio un bel cazzo ma dice che il mio è molto piacevole da leccare e così me lo leccò un altro pò portandomi all'eccitazione profonda. A quel punto non esitai a mettermi a pecorina offrendogli il mio buco del culo vergine. E lui non si fece certo pregare ed entrò col suo randello piazzandolo totalmente dentro di me. Provai dolore e piacere insieme. Mano mano che me lo spanava a suon di colpi di cazzo, il piacere superò nettamente il dolore ed andai in estasi mentre mi scopava tenendomi per i fianchi. Non volevo altro che essere fottuto da lui e lui lo fece per un tempo interminabile finchè sentì esplodere il suo liquido caldo e copioso dentro di me. In quel frangente lui allungò una mano da dietro smanettando il mio cazzo che esplose a fiume all'istante. Dopo gli orgasmi respiravamo entrambi affannosamente ed eravamo appagati e felici. Adesso continuiamo ad andare a bere nei locali ma... Diana e Daria sono sempre pronte a saltar fuori per placare dolcemente le nostre torbide voglie sessuali...
mercoledì 9 gennaio 2019
Coinquilina trans
Mi chiamo Lia. Giada è la mia coinquilina. Siamo entrambe studentesse. In realtà non sapevo molto di lei, ci incontravamo poco prese dalle lezioni all'Università. Ma un pomeriggio eravamo tutte e due a casa ed io avevo una gran voglia di fare sesso. Seduta sul divano, me la stavo sgrillettando nervosamente sopra le mutandine dato che un ragazzo mi aveva appena dato buca. All'improvviso comparve Giada che carpì al volo il mio stato di eccitazione. Con totale disinvoltura mi piazzò la lingua in bocca. Non mi andava tanto l'idea di farlo tra donne ma ero così vogliosa che accolsi quel bacio come un disperato nel deserto gradirebbe una bottiglia d'acqua fresca. Ma ecco che arrivò inaspettato il mitico colpo di scena: Giada, in realtà, non è esattamente una donna e rivelò in quel frangente la sua vera natura. Eh già, lei è un trans e mi mostrò il suo cazzo. Per un attimo mi sentì spaesata, davvero non me l'aspettavo una cosa del genere ma quel pisello mi sembrò fantastico quando lo presi delicatamente in mano. Incitata da Giada le leccai le tette mentre mi sditalinava un pò. Poi ebbi un momento di dubbio, di perplessità, non ero tanto sicura di voler continuare. Ma lei mi mise davanti quell'uccello domandando spudoratamente:"Sei sicura che non ti và?". A quel punto, spinta dall'astinenza sessuale, lo presi in bocca, lo succhiai e lo leccai mentre Giada mi accarezzava i capelli con dolcezza. Poi fu lei a slinguazzare la fichetta depilata e umida facendomi sciogliere del tutto. A quel punto fui pronta per ricevere il randello dritto nella fregna ormai bella bagnata. Mi adagiai soavemente sul divano mentre lei mi stantuffava meravigliosamente a pecorina: cavolo se ci sapeva fare! Mi scopava e mi accarezzava le tette conducendomi lentamente al piacere più inebriante. Continuai ad assaporare il gusto sublime della goduria mentre me lo dava tutto dentro a candela e poi a missionaria. Mi scopò a fondo alternando ritmi lenti ad improvvise accelerazioni. Ad un certo punto esplosi e venni stupendamente mentre lei, prossima all'orgasmo, sfilò languidamente il cazzo dalla fica sborrando pochi istanti dopo lo sperma bollente sulla mia coscia. Mmmm! Come mi fece godere e sentire porca! E' proprio bello avere una coinquilina così e sapere che, quando i ragazzi vengono meno, c'è lei a consolarmi con il suo instancabile randello.
venerdì 4 gennaio 2019
Lo zampino dell'amica
Mi chiamo Nadia. Conobbi per caso Fulvio ad una sagra e ne nacque una bella e intensa amicizia. Poi però ci perdemmo di vista per un pò. Intanto io fui assunta come segretaria di un'importante azienda. Dal momento che la davo regolarmente al direttore, Rossini, quest'ultimo mi concedeva abbastanza poteri decisionali nella conduzione del lavoro. Per questo motivo, quando Fulvio si presentò al colloquio per l'assunzione io feci in modo che venisse preso. Naturalmente lui mi ringraziò. Gli voglio proprio bene ed è un vero gentleman dato che con me non ci ha mai lontanamente provato. Bhè, forse io credevo che fosse un gentleman ma poi mi resi conto che in realtà aveva un'orientamento sessuale differente dallo standard. Ne ebbi la conferma quando mi disse di essersi seriamente invaghito di un altro dipendente, Rogerio, un bel fusto. Naturalmente quest'ultimo, da buon etero convinto, non se lo filava. Mi dispiaceva vedere il mio amico soffrire e così, dati i miei ampi poteri, inventai una sorta di convocazione in modo che, col mio zampino, i due potessero avere un approccio. Feci accomodare entrambi nel mio ufficio e gli spiegai che dovevano prestarsi ad un test particolare ordinato dal direttore: dimostrare di essere disposti a tutto, anche ad accettare le situazioni più difficili. Fu cosi che li feci spogliare armeggiando un pò con i loro cazzi. La prima parte del test era un bacio tra di loro. Fu a quel punto che Fulvio finalmente capì che tutto ciò lo stavo facendo esclusivamente per lui. Rogerio naturalmente trovava difficoltà ma iniziò a cedere nel momento in cui dissi a Fulvio di spompinarlo. Quando poi li feci mettere uno sopra l'altro per dar vita ad un eccitantissimo 69 al maschile (con Fulvio sopra e l'altro sotto), Rogerio si lasciò andare del tutto al piacere. A quel punto fu facile farli scopare splendidamente a candela col mio amichetto che si prendeva il randello dell'altro tutto dentro al culo. Fulvio non nascondeva per nulla il godimento e viveva l'esperienza in modo passionale il che innescò dei leciti dubbi in Rogerio riguardo all'omosessualità del mio tenero amico. Non sciolsi questo interrogativo finchè Rogerio non godette schizzando abbondantemente in bocca a Fulvio. A quel punto dissi a Rogerio la verità e gli imposi di mettersi con Fulvio altrimenti, dati i miei poteri, avrebbe perso il lavoro. E così mi assicurai che il mio amico del cuore ricevesse regolari dosi di cazzo ed altrettante di sperma anche senza la mia presenza. E intanto io continuavo a farmi sfondare la fregna e il culo da quel porco del direttore. Vale la pena però di darla perchè... è bello il potere!!!
giovedì 3 gennaio 2019
La vedova consolabile
Mi chiamo Valerio. Giacomo era il mio migliore amico, purtroppo perì improvvisamente a causa di un brutto incidente d'auto. La sua donna, Martina, è proprio un gran pezzo di femmina. Mi è sempre piaciuta, lo ammetto. Inoltre lei alimentava le mie fantasie erotiche dato che è nata per provocare. Incurante perfino della gelosia di Giacomo, sfoggiava sempre look provocanti. Ricevere gli sguardi interessati degli uomini era per lei una botta di vita, come forse per la maggior parte delle donne sexy, sempre in cerca di conferme. Martina è stata sempre un bocconcino prelibato ma mi sono sempre trattenuto dal provarci con lei per via dell'amicizia storica con il buon vecchio Giacomo, pace all'anima sua. Ma a volte la vita ti indica qualcosa, ti dà dei segnali che è difficile ignorare. Era trascorso un mesetto circa dai funerali quando all'improvviso me la ritrovai seduta sullo sgabello di una birreria con un look altamente seducente: indossava una gonna nera corta che lasciava tranquillamente vedere le balze delle autoreggenti e, come se non bastava, calzava delle scarpe rosse col tacco provocantissime da far rizzare il cazzo a chiunque. Compresi subito che il suo lutto era da intendersi di brevissima durata e che cercava chiaramente di essere corteggiata da un uomo. Conciata così sexy avrebbe di sicuro trovato qualcuno che se la sarebbe fatta senza troppi scrupoli. E allora pensai bene che magari potevo essere io il fortunato. Ma si, meglio il caro Valerio che un completo estraneo! Ad ogni modo la salutai, lei mi sorrise. Chiesi di potermi sedere al suo fianco offrendole da bere e Martina rispose di si. Le chiesi come stava, disse:"Così così, non al meglio, dopotutto eravamo insieme da un bel pò...". Da un lato era un pò triste ma dall'altro le leggevo palesemente in viso la voglia di far sesso. E allora le suggerì che doveva farsi forza, che la vita continua, insomma le solite cose che si dicono in queste circostanze. E poi iniziai ad accarezzarle le splendide cosce adornate dalle autoreggenti. Martina si sorprese un pò della mia audacia ma mi lasciò fare. Anzi, per la verità le allargò proprio le cosce ed io gliele baciai minuziosamente. In men che non si dica l'avevo bella e spogliata ed anch'io non avevo più i vestiti. Iniziai ad accarezzarle la figa infilando poi le dita dentro. Le piaceva ma mi ricordò che Giacomo era deceduto da poco. Non sapendo come convincerla a proseguire quel piacevolissimo approccio, mi venne fuori un'idea. Le dissi che Giacomo sarebbe stato contento che la sua donna fosse stata con il suo miglior amico. A quanto pare Martina restò affascinata da ciò e mi spompinò. Il cazzo era diventato ormai durissimo, pronto a cercare le sue carni intime. E cosi la ingroppai a candela, poi a missionaria, di lato e, dulcis in fundo, da dietro. La scopai praticamente in tutte le posizioni. Fu davvero delizioso quando se ne venne dolcemente a pecorina. Ma io ero ancora carico. E così ci pensò lei a farmi godere mostrandomi le sue doti eccelse di gran pompinara. Mi succhiò divinamente il cazzo, con assoluta dedizione, finchè le schizzai copiosamente in bocca. Lei accolse il nettare bollente gustandolo a fondo e in quel momento raggiunsi davvero l'apice del piacere toccando il cielo con un dito e compresi perfettamente quanto fosse splendidamente troia... I giorni seguenti mi disse che non se la sentiva di avere una nuova relazione ma l'importante è che, di tanto in tanto, si fà dare una bella bottarella da brava vedova consolabile... Active Search Results













































