mercoledì 13 settembre 2023

In tre con l'amica lesbica

Mi chiamo Elena. Ho un ragazzo di nome Pietro e un'amica lesbica di nome Serena. Con Pietro scopo regolarmente ma Serena mi gira sempre intorno maliziosamente. Un giorno ero in intimità con il mio ragazzo e, a sorpresa, lui cominciò a parlare di Serena e del fatto che avrei potuto starci con lei. Mi sembrò un'idea assurda e poi non intendevo illuderla visto che le mie preferenze sono per gli uomini. Ma mi resi conto che tutto ciò lo avrebbe eccitato. Ero convinta che fossimo da soli in casa ma, all'improvviso, comparve Serena che, evidentemente, non era andata via dopo l'arrivo di Pietro. E così lei si avvicinò, mentre io e lui stavamo scopando, e mi piazzò le tette in bocca. Non potetti che leccarle e mi eccitai di brutto. Ma mi spinsi ben oltre: mentre Pietro mi scopava, feci il mio primo incontro ravvicinato con la patata e la leccai con foga per la gioia di Serena. Continuai a leccarle il seno e asditalinarla mentre Pietro, supereccitato, mi trapanava a candela. Anche lei mi leccò la figa, mentre prendevo il cazzo. Dopodichè, mi arrivò un torrente di sborra in faccia che colò lungo il corpo, il tutto sotto lo sguardo di entrambi e i commenti di lei. Bhè, ho la sensazione che Serena si autoinviterà spesso alle nostre scopate di coppia e non sò se esserne felice o meno.  


Doppio coming out tra migliori amiche

Mi chiamo Giulia. Nella vita, quello che molti temono, durante un approccio, è ricevere il famoso due di picche. A nessuno piace essere rifiutati e, per tale motivo, si tende a frenare. Inanellavo storielle con ragazzi senza troppo entusiasmo. Contavo, tuttavia, sulla vicinanza di Chiara, la mia migliore amica e compagna di classe. Per via dello studio, trascorrevamo parecchio tempo insieme, e notavo che mi guardava con interesse. E' davvero carina e anche a me lei piaceva ma temevo di rovinare l'amicizia. L'occasione giusta arrivò per merito suo. Un pomeriggio si era fatto tardi e pioveva e così lei mi invitò a restare a dormire. Ci mettemmo nello stesso letto e la notte trascorse tranquilla. Ma, all'alba del giorno seguente, Chiara cominciò ad accarezzarmi coinvolgendomi in un bacio appassionato. I genitori erano usciti di casa presto per cui ci trovavamo in quel soffice lettone da sole. Fu lì che scoprimmo di avere parecchio in comune, soprattutto l'interesse inequivocabile per la passera. Adorai le sue splendide tette, ben più vistose delle mie. Le leccai la fica e anche lei volle ricambiare. A quel punto ci mettemmo comodamente a 69, lei stava sopra ed io sotto. Raggiungemmo entrambe l'orgasmo, naturalmente. Quella mattina posso affermare che, a colazione, degustammo, senza dubbio, succo di figa!   


Più che amici

A volte ci si rende conto che con l'amico preferito non si possono soltanto guardare dei bei porno ma anche interagire in modo decisamente più piacevole. E' proprio ciò che accade a questi ragazzi che dai baci e seghe arrivano addirittura a scopare...


Colazione incestuosa

La coppietta "anomala" prosegue imperterrita il rapporto incestuoso. Lei adora vestirsi sexy per il figlio e poi spogliarsi lentamente per farlo eccitare. Di solito la loro "colazione" avviene in questo modo, con lei superfiga che assaggia la panna montata di lui.


domenica 10 settembre 2023

Fecondazione immorale

Questa storia riguarda una gran porcata familiare. Mi chiamo Elio. Mia madre Marina è separata. Tempo fa frequentava un nuovo compagno di nome Walter, un tipo rozzo e pure un po' geloso di me, a dire il vero (magari a ragione eheh). Ad ogni modo, Lui cercò in tutti i modi di metterla incinta per avere un figlio ma senza successo. Marina mi parlava spesso di questa situazione con dispiacere specificando che ormai si erano quasi arresi. A quel punto le proposi una perversa quanto discutibile alternativa. In realtà, avrebbe potuto rendere felice Walter grazie all'intervento del sottoscritto. Naturalmente, all'inizio, le sembrò un'idea folle. Mi rispose: "Un incintamento incestuoso, roba da pervertiti!". Ma la loro relazione era giunta a un punto morto. Dovetti stare dietro parecchio a Marina, praticamente corteggiarla, finché, ad un certo punto, cominciò a cedere. Le ripetevo che si trattava di una giusta causa. Alla fine me la portai a letto. Lo facevamo di nascosto, quando Walter non c'era. Lei non uscì subito incinta per cui la scopai più volte. Le venivo sempre dentro copiosamente. Un bel giorno si ritrovò incinta. Disse che potevamo fermarci ma lui, seppur felice, non se la trombava in quelle condizioni. Allora ci pensai di nuovo io a mantenere vivo il suo desiderio. La ingroppai pure nel culo mentre stava col pancione. Ormai questa vicenda porca piaceva troppo anche a lei per rinunciarvi. Un giorno, però, Walter ci sorprese durante l'intimità, nel bel mezzo di una fottuta. Si rese conto che il figlio in grembo non era il suo ma il frutto di un bollente incesto. Ci diede giustamente dei maiali pervertiti e scappò via sconvolto. Era proprio ciò che desideravo, in fin dei conti, l'esclusiva con lei. Continuai a scoparla a piacimento di giorno e di notte. Condividevamo lo stesso letto come una coppia qualsiasi. Poi la convinsi anche ad abortire. Il legame di sangue troppo stretto avrebbe potuto comportare problemi di salute nel nascituro. Fingiamo di essere entrambi single ma dentro casa, all'oscuro di amici e conoscenti, sfoghiamo le nostre perverse voglie libidinose. Il sesso avviene almeno tre volte al giorno, a partire dalla colazione.

un compagno incapace di fecondare e di soddisfarla realmente



mercoledì 6 settembre 2023

Penetrando il figlio dell'amica

Mi chiamo Aldo. Colette era la mia miglior amica. Dopo la sua separazione mi chiedeva sempre consigli sui nuovi partner che frequentava. Mi faceva piacere aiutarla. In realtà, non sono nemmeno geloso di lei perché, sessualmente, preferisco di gran lunga i maschi alle femmine (a lei non l'ho mai confidato). Sinceramente avevo messo gli occhi sul suo giovane figlio, Alessandro. Con la scusa delle quattro chiacchiere, dell'amicizia, chiedevo alla madre informazioni su di lui. Seppi che era single e che non aveva mai avuto esperienze con le ragazze. A quel punto cominciò a venirmi l'acquolina in bocca ma avevo bisogno di un'occasione, una chance valida. Una sera pioveva a dirotto e Colette, per evitare che mi bagnassi uscendo dall'abitazione, mi invitò a dormire a casa sua nella camera degli ospiti. Era la volta buona per approcciare con il figlio. Aspettai che lei andasse a dormire per poter entrare indisturbato in camera del ragazzo. Dormiva, lo accarezzai sul corpo invitandolo a fare silenzio. Lo baciai in bocca, lui ci stette. Mi misi con lui sotto le lenzuola e lo ingroppai a missionaria, poi a pecorina, il tutto nell'oscurità. Ad un certo punto lo sentì venire mentre eiaculavo copiosamente nel suo sedere. Dopo di ciò tornai nella camera degli ospiti e, appagato, riposai serenamente fino al mattino. Salutai Colette e andai via. Il giorno seguente Colette mi telefono' e disse: "Sai, Aldo, sono preoccupata per mio figlio, ho trovato il suo letto intriso di seme. Non va con le ragazze e si masturba. Non potresti parlargli tu e fargli capire che è sbagliato?". Risposi: "Ma certo, tu restante fuori, sono discorsi tra uomini". E così, quando Colette usciva, io restavo da solo col figlio per "aiutarlo". Non aspettavo altro per potermelo ripassare più e più volte. Ad un certo punto dissi a Colette: "Credo che tuo figlio abbia capito che masturbarsi non va bene ma per essere sicuri è meglio che gli stia vicino ancora un po', sai, per sicurezza". Colette si fidava ciecamente ma un giorno, per caso, ci beccò insieme a scopare. Adirata mi disse: "Ti credevo un amico, non un porco pervertito!". Le risposi: "È il risultato che conta, volevi che tuo figlio non si masturbasse e, in effetti, non lo fa piu' perché lo prende divinamente in bocca e pure nel culo!". Persi l'amica e pure il figlio ma, per fortuna, prima che ciò accadesse, lo avevo già ingroppato svariate volte.


Grosso calibro per amiche mature

Mi chiamo Giada. Io e Loredana siamo amiche da tempo. Io ero sposata e lei single. Dopo la mia separazione ci incontrammo più spesso. Mi faceva piacere la sua compagnia e non disdegno le donne ma notai che si stava legando a me in modo un tantino morboso. Adorando troppo il cazzo, non intendevo diventare lesbica e così pensai di scuotere anche lei cercando giovani compagnie maschili su Internet. Il profilo di un ragazzo molto dotato, su un sito di incontri, attirò la mia attenzione. Quel tipo aveva un pene mostruoso, davvero grosso, il palo adatto a castigare pesantemente entrambe. Ma sul web si incorre facilmente in fregature per cui volli verificare di persona. Convinsi Lory a recarci a casa del tipo. Il profilo internet corrispondeva alla realtà. Kenny era un superdotato. Ci sbattette la sua Alabarda in faccia come biglietto da visita. Io e Loredana ci scaldammo tra noi a suon di baci e toccatine. Naturalmente lui apprezzò molto la complicità tra femmine e ci incitò al punto che Lory mi lecco' deliziosamente la fica. La mia amica non aspettava altro naturalmente. Ma fu solo l'antipasto, l'anteprima ad un piatto ben più ricco in cui quel bastone di carne infernale si fece strada nelle nostre vagine e, a fatica, anche nei nostri culi per spanarli. Il godimento fu sfrenato, prolungato, gli orgasmi profondi. A suggellare quel triangolo paradisiaco, non mancò una sborrata copiosissima che inondò i nostri volti di caldo sperma. Bhe, dopo questa esperienza travolgente, ci sono buone probabilità che a Loredana sia tornata prepotentemente la voglia di cazzo.



giovedì 31 agosto 2023

Mamma tuttofare

Mi chiamo Rosanna. Per un uomo, in teoria, nella vita, l'unica fica intoccabile tassativamente dovrebbe essere quella della madre. Ovviamente anche zie, sorelle e cugine andrebbero tenute alla larga. Ma ci sono sempre le eccezioni. Probabilmente non sarei arrivata a questo punto se mio figlio Mario non si fosse confidato con la sottoscritta. Manifestò tutto il suo malessere ammettendo di non trovarsi a proprio agio con le ragazze che frequentava. Cercai di confortarlo ma sembrava senza speranza al punto che era deciso ad andare con gli uomini, pur di provare vere emozioni. Non potevo permettere una cosa del genere anche eprchè mio marito non lo avrebbe mai accettato. Non riuscivo a dormire per la tensione, nonostante mi fossi masturbata la sera prima. Fu in quel frangente che mi venne in mente un'idea assurda quanto sporca: andare io con lui, percorrere la via del peccato più torbido. Era l'alba. Entrai nella sua camera da letto, alzai le lenzuola e, senza troppo intercedere, cominciai a succhiargli avidamente il cazzo. Mario non se l'aspettava ma di certo non rifiutò la ghiotta occasione. Mi leccò la figa, poi iniziammo a fottere a candela. Mi succhiava i piedi mentre scopavamo, so che adora questa pratica. Eccitato all'inverosimile, me lo piazzò con forza pure dentro al culo e, a quel punto, mi sentì una sgualdrina come poche, lo ammetto. Ma il giovanotto pretese di raggiungere l'orgasmo con un lavoretto pedestre. Lo segai così finchè non giunse all'eiaculazione profonda bagnando i miei piedi di sperma. Credo che quel giorno lui le emozioni forti le abbia provate e, naturalmente, pure io. Adesso si sente più sicuro e ne sono felice. Ma l'appetito vien mangiando ed io vado spesso a "trovarlo" prima della colazione. C'è il rischio che mio marito ci scopra. Bhè, in tal caso negherò tutto asserendo che mio figlio è gay. Come sempre, scelgo il male minore.    



La puttana del Bed and Breakfast

Mi chiamo Marco. Con mia moglie Sara non andavo molto d'accordo per cui ci separammo dopo appena un anno di matrimonio. In seguito, aprì un bed&breakfast in una zona isolata di campagna. Avevo una scarsa clientela e così decisi di ricorrere all'aiuto di qualche esperto di marketing. Trovai l'annuncio di una signora di nome Monica. Quando arrivò nella struttura, mi colpì il suo look particolarmente sexy con tanto di minigonna e autoreggenti. Ci sedemmo a computer, sembrava una tipa seria e competente. Non potetti distogliere lo sguardo dalle sue cosce, con la coda dell'occhio ovviamente. Ad un certo punto si allontanò per andare alla toilette. Mi prese la voglia di una sega, pensando alle sue cosce e così, molto rischiosamente, tirai fuori l'uccello e mi toccai. Speravo di venire prima che lei tornasse. Mi si gelò il sangue quando me la ritrovai vicino. Credetti di subire una figura di merda clamorosa ma, fortunatamente, Monica non si scompose, anzi, disse che ci avrebbe pensato lei al mio piacere usando la bocca. Non mi sembrò vero di beneficiare di tali pregevoli attenzioni piuttosto che un sontuoso due di picche. Dopo di ciò la chiavai a pecorina, a candela, a missionaria, in tutte le posizioni e pure dentro al culo. Ma Monica aveva ben altro per la testa: disse che si sarebbe occupata lei di far decollare l'attività scopando con i clienti. Pensai che fosse un'idea folle anche se notevolmente perversa e intrigante. Eccitato le schizzai sulla fregna. Monica mantenne la parola. Diventammo soci al 50%. Lei sapeva come "accogliere" i clienti, mostrava loro la camera e poi iniziava a spompinare e loro, eccitati, la trombavano nella figa e pure nel culo. E poi si faceva sborrare in bocca. In tal modo la clientela aumentò notevolmente. Le persone soddisfatte portavano amici che lo dicevano ad altri amici, il passaparola, in sostanza. Ma aumentarono anche i vizi, naturalmente. A qualcuno piaceva darmi del cornuto e si eccitava a scopare con lei davanti al sottoscritto. Divenni una sorta di cuckold che si segava osservando lei scopare. Tali situazioni libidinose ci resero ricchi. Monica ha davvero il pallino degli affari e, per avere successo, non ha bisogno nemmeno di usare il computer!  



mercoledì 30 agosto 2023

Maialate in tre nella casa dei sogni


Mi chiamo Erica. Da premettere che Gianni, il mio ragazzo, è un maialotto come molti uomini mentre io ero un pochino più frenata e pure gelosetta. Ad ogni modo, in quel periodo, cercavamo la casa dei sogni, il nido d'amore dove andare a convivere. Ci affidammo ad una società immobiliare rappresentata dalla signora Cinzia, un'affascinante donna matura. Più volte Gianni mi aveva proposto di fare sesso in tre con qualche suo amico o amica ma io non me la sentivo. Quando Cinzia ci portò in giro per la casa, io e Gianni ci innamorammo di quell'abitazione e la comprammo. In quel frangente, forse anche per la gioia, mi venne voglia di "battezzare" la casa e fare sesso con lui. Cinzia, intanto, si era allontanata. Per la verità, credevamo che fosse andata via all'improvviso magari per assolvere altri impegni urgenti per conto della società, chissà. In realtà ci stava solo spiando in disparte e ascoltò il discorso del mio ragazzo sul sesso a tre in cui menzionava anche lei. Quando Cinzia comparve, temetti una figura di merda invece, quella porca navigata, corse subito a leccarmi le tette! Prese in mano il cazzo del mio ragazzo e mi invitò a succhiarlo. Gianni non stava più nella pelle: non gli sarebbe capitata facilmente un'occasione simile, di "spolparsi" due donne insieme. Scopai a candela con Gianni mentre lei, più porca che mai, mi leccava l'orecchio. Poi mi diede il cambio e si beccò la mazza a candela mentre le elccavo il seno. Mi piaceva la situazione, lo ammetto, ma la gelosia e le insicurezze mi accompagnavano sempre. Del resto, non mi sentivo troppo all'altezza a competere con una donna così affascinante ed esperta che chissà quanti uomini si era trombata nella vita. Gianni la chiavò perbene, poi spostò l'uccello nella mia passera. Ad un certo punto ci ritrovammo una sopra l'altra, lei stava sopra di me. Potevo sentire il suo seno caldo che strusciava sulla mia schiena. Intanto mi leccava il viso, il tutto mentre quel porco di Gianni mi sfondava la sorca. Lei cercò di rassicurarmi, di fugare le mie incertezze. Disse che dovevo svegliarmi se volevo tenermi il ragazzo e aveva proprio ragione. Ad un certo punto, Gianni, estasiato dalla visione delle nostre fessure, schizzò a fiume inondandole entrambe. Lì mi sentì davvero libera e troia e gli urlai che doveva allagarci le intimità di sborra. Finalmente ebbi l'approvazione di Cinzia che sottolineò che quella era la strada giusta. Dopo quella volta, mi sentì diversa e decisi di restare amica di Nunzia che vedevo come una mentore. Qualche volta ci vedevamo anche quando Gianni non c'era per parlare e lesbicare piacevolmente. Poi, lo facevamo anche in tre, per la gioia del mio compagno. Cinzia è abbastanza soddisfatta di me, dice che mi sono sciolta parecchio. PErò dice che, qualche volta, dovrei scopare anche con altri uomini. L'idea mi stuzzica ma, mi raccomando, non ditelo a Gianni!       



Avventura infuocata con la moglie del Capo

Mi chiamo Giorgio. Ho sempre ammirato Claudio, il mio datore di lavoro. E' un grande imprenditore, un tipo di mezza età che passa, in breve tempo da una ragazza all'altra grazie al suo carisma e ai soldi che possiede. Non conoscevo Viviana, la moglie. Un giorno, Claudio, evidentemente stufo del matrimonio, mi chiese di portare i documenti del divorzio alla consorte. Viviana è una donna di gran classe, la trovai tutta sexy in lingerie e tacchi. Naturalmente, si lamentò dell'atteggiamento del marito. Mi trovai tra due fuochi, non sapevo cosa dire, cosa fare. Cercai di calmarla ma era decisamente inviperita nei confronti del coniuge infedele. Quando Viviana mi chiese di slacciarle le scarpe, intuì subito che cercava di coinvolgermi sessualmente. Ero un pò frenato, inizialmente. Avevo paura che, in qualche modo, il marito venisse a sapere di una mia tresca con la moglie e per me sarebbe stata davvero la fine, ovvero: licenziamento immediato! Ma lei mi convinse che potevamo stare tranquilli. Di fronte a quel pezzo di femmina, mi lasciai andare. Con lei feci tutto, ma proprio tutto! Dalle succhiate di piedi alle leccate di capezzoli, di fica, beneficiai dei suoi meravigliosi pompini, dopodichè finimmo magistralmente a 69 prima di intraprendere una chiavata da sogno. Godetti a sbatterla nella figa ma ancor più quando glielo infilai dritto dentro al culo. Che meraviglia! Fu proprio con il rapporto anale che raggiunsi il piacere. Ma lei pretese che le venissi in bocca. Eiaculai divinamente mentre lei mi massaggiava soavemente le palle. Svuotai completamente i coglioni. Non mi aspettavo che, alla fine, quella porca assatanata, mi passasse lo sperma nella bocca con un proverbiale lingua a lingua. Mi sentì davvero porco e sporco ma, di sicuro, quella giornata me la godetti appieno e pure lei. Fu Un'autentica botta di vita! Ma questa non è una storia a lieto fine. Nonostante le pratiche di divorzio, in corso d'opera, la coppia sfaldata continuava con le discussioni in cui ognuno accusava l'altro. Lui le disse che preferiva le ragazze e lei, inviperita, rispose che non era stata a guardare, che si era scopata pure lei una persona giovane, un ragazzo e purtroppo, nella rabbia, fece il mio nome. Tra le qualità di Claudio non c'è il perdono, lo considerò uno smacco e si vendicò immediatamente. Fui licenziato e persi il lavoro finendo miseramente per strada. Cercai aiuto da Viviana ma lei spiegò di non potermi mantenere. E così ricominciai da zero, come un morto di fame. Adesso non sono più in una grande azienda, faccio il pizzaiolo e va più che bene. Ho pagato un prezzo alto ma ricorderò sempre con piacere quel memorabile pomeriggio trascorso con quella porca della signora Viviana.       


Sbirra preda della psicologa

Mi chiamo Amanda, ho conseguito la laurea in psicologia. In realtà non sono una terapista professionale, dal momento che approfitto delle situazioni di difficoltà delle persone, prevalentemente di sesso femminile, per ottenerle fisicamente. Ma veniamo al caso specifico di Emily la sbirra. La ragazza fu costretta dal Comandante a seguire delle sedute di psicoterapia. La donna, in abiti borghesi, uccise un malvivente che stava tentando di violentarla in un parcheggio. Sebbene si fosse palesata la legittima difesa, Emily rimase sconvolta da quello spiacevole episodio ed il Capo della Polizia, in accordo col Procuratore, decise che la sbirra avrebbe avuto bisogno di un pò di tempo prima di rientrare attivamente in servizio per strada. La sbattettero in ufficio con l'obbligo delle sedute. Emily si sentì come punita, retrocessa ingiustamente ed approcciò con la sottoscritta in modo aggressivo. Fortunatamente so come gestire certe situazioni delicate con le donne traendone il massimo piacere. Emily avrebbe fatto di tutto per ottenere subito l'idoneità e tornare in servizio e lo fece. Sostanzialmente si prostituì. Ciò nonostante doveva attendere lo stesso. Una polpetta così gustosa me la sarei goduta piuttosto a lungo e non certo nello spazio di un paio di sedute. Guardate un pò...


Lavoretti di bocca in tandem

Mi chiamo Mirko. Questa storia risale a tanti anni fa e accadde poco prima del Natale. Andavo avanti a seghe e sognavo le attenzioni erotiche delle mie due splendide cuginette, Monica e Manuela. In realtà non mi filavano per nulla e, già allora, scopavano con uomini più grandi. Avevo ormai perso le speranze ma, due giorni prima del Natale, un mitico 23 dicembre, rimasi da solo a casa con loro per un'oretta. Gli altri familiari erano usciti per gli ultimi acquisti. Non mi sarei mai immaginato che, stando sul divano tutti e tre, quelle maialine cominciassero a lavorare magnificamente di bocca e di lingua. Credetti di sognare mentre mi spompinavano con gusto in due. Dissero che quello rappresentava il loro regalo... e che regalo! Me le sarei scopate volentieri tutte e due ma fu impossibile. Le loro lingue calde e vorticose mi portarono precocemente all'amplesso. Schizzai copiosamente in bocca ad entrambe. Mantre assaporavo la venuta chiesi a loro di baciarsi e le maialine non vennero meno alla richiesta. Vederle limonare col mio seme, come in una sorta di film porno, mentre il cazzo continuava lentamente a sbrodolare, rappresentò uno stato di pura estasi. Peccato che quello fu l'unico episodio bollente con le cuginette. Adesso sono due magnifiche donne adulte sposate. Qualche volta, quando ci vediamo, ricordo loro di quel Natale magico e di solito mi rispondono all'unisono: "Mirko, smettila di vivere nel passato, eravamo ragazzine... E poi si sa che, di solito, ti svezzano sempre le cugine!".   


Omostorie di campagna

Mi chiamo Valeria. Vivo in campagna ma studio all'Università. I miei cugini, Gino e Gianni, invece, sono rimasti qui stabilmente a badare agli animali. Un bel giorno, non mi sorprese vederli alle prese con un atto orale nel fienile, dal momento che della fica non ne avevano mai sentito lontanamente l'odore. Uno di loro, Gino, ebbe un attimo di euforia e pensò di spingerlo nella passera ma è difficile quando si è finocchi nell'indole. Il cazzo si ammosciò clamorosamente. Ma ci pensò l'altro, Gianni, a tenerlo vivo con un accurato lavoro di bocca. Durante il pompino, limonai con Gino. Dopotutto mi piace fare un pò la troia. A quel punto, quel pompinaro di Gianni attendeva solo un bagno di crema. Lo stronzetto temeva di tenere la bocca aperta e così, parte dell'eiaculazione, colò sul suo petto. Ma ci pensai io affinchè, il resto della sperma, finisse in bocca a Gianni. Fu la loro prima esperienza della quale si vergognavano a causa delle nostre famiglie retrograde. Sparsi in giro la voce che erano assetati di figa in modo che vivessero la loro storiella in pace, comodamente dentro il fienile, all'oscuro di tutti, tranne che della sottoscritta.  



martedì 29 agosto 2023

Vendetta per amore

Mi chiamo Elena. Io e Nunzia siamo due modelle. Avevamo una storia, tempo fa, ma poi lei decise di lasciarmi per un uomo. Non accettai mai questa decisione. Indagai, scoprì chi fosse il tipo e riuscì a sedurlo. Lo scopai con lo scopo di farlo vedere a lei... Povero Giovanni, lo usai soltanto per arrivare a Nunzia, la mia amata. Una strategia sporca e vendicativa che però diede i suoi buoni frutti. Quando Nunzia mi vide con lui, si arrabbiò ma, alla fine, mi propose finalmente di tornare insieme. E Giovanni? Bhè, a lui ho consigliato di incularsi un uomo, visto che gli piace tanto il lato B. Io ne sò qualcosa, dato che mi fa ancora male il sedere. Ma un pò di dolore passa, diciamo che è stato il prezzo necessario per raggiungere la felicità di coppia con lei.