Mi chiamo Sonia. Io e la mia collega Adele lavoriamo come cameriere in un alberghetto fuori città. Siamo entrambe separate. Vedere Adele tutti i giorni mi suscitò, pian piano, strane voglie finchè, un bel giorno, mi decisi a provarci con lei. Ricordo che stava fumando una sigaretta fuori ed io la invitai a rientrare nella struttura. Dopodichè l'approccio fu diretto. La portai nella prima stanza che trovai a tiro e, sopra il letto, le leccai accuratamente la figa fino a farla venire. Fu stupendo e, probabilmente, pian piano, lei si sarebbe decisa a ricambiare le attenzioni ma, sfortunatamente, la porta si aprì e comparve una nuova cliente. Quando ci vide mezze nude nel letto rimase mezza sconvolta ed io le chiesi addirittura di raggiungerci. La poverina non vedeva l'ora di togliersi dall'imbarazzo. Disse che avrebbe richiesto un'altra stanza e che non avrebbe aperto bocca su di noi. Da quel giorno, fu sicuramente più bello ed appagante svolgere questo lavoro di merda. Eh si, ogni tanto gliela do una leccatina ad Adele e sono convinta che, prima o poi, pure lei si deciderà a ricambiare.
giovedì 8 gennaio 2026
Cameriere complici
L'imponente figura paterna
mercoledì 7 gennaio 2026
Delizie materne
Mi chiamo Wendy. Vi confesso che mia madre Marika mi è sempre piaciuta ma un possibile approcciò con lei restò una fantasia finchè mio padre stava a casa. Ma quando lui la mollò, per scappare con un'altra più giovane, intravidi una possibilità. Marika si mise in testa di andare a comprare dei prodotti erotici al sexy shop per autosoddisfarsi. E' così imbranata che non è nemmeno capace di usarli. Fu in quel momento che intervenni io e la portai sulla strada della perdizione, fistandola adeguatamente con le mani. Marika era sconvolta per la mia discutibile iniziativa incestuosa ma godette come una porca sbrodolando dappertutto. Fu solo l'inizio perchè le insegnai a strofinare le fiche e poi finimmo pure a 69. Secondo lei è inconcepile ciò che è accaduto ma se ne farà presto una ragione.
Lesbicando per caso
Mi chiamo Vania. Non sono immune al fascino femminile. Tuttavia, mi sono fatta la mia miglior amica, Brunella, quasi per caso. Dovevamo prepararci per uscire ma, mentre sistemavo i capelli, mi accorsi che lei si stava sditalinando. In pratica, la beccai. Lei si giustificò dicendo di aver rotto da poco col ragazzo ed così pensai bene di approfittare della situazione per continuarle io il ditalino. Solo che poi, dopo averci preso gusto, ci misi pure la lingua. Brunella non si aspettava certo una cosa del genere ma godette di brutto. E dopo ci godemmo pure un bel 69. Alla fine, me la leccò da sotto e così arrivai anch'io beatamente all'orgasmo.
Il mio ragazzo approcciato dal maturo nel w.c.
Mi chiamo Minnie. Alfredo, il mio ragazzo, ci metteva tempo ad uscire dal bagno del locale. Quando andai a controllare nel bagno degli uomini, lo trovai con i pantaloni mezzi calati ed un maschio maturo che gli stava esplorando il sedere con le dita. Naturalmente, dopo ci mise pure il cazzo. Osservai la scena in silenzio. Quando il mio ragazzo uscì da lì gli chiesi come mai avesse impiegato tanto e lui arrossì senza rispondere.
Sedotta dalle nipoti
Sono Zara, un'insegnante. Le mie nipoti, Irina e Silvia erano a conoscenza del fatto che intrattenevo una relazione con un giovane studente. Sostanzialmente mi ricattarono. Se non fossi stata disponibile con loro, avrebbero spifferato la verità al Preside. Cedetti alle loro avances, a casa mia. Non mi leccarono soltanto le tette e la figa ma mi fecero arrivare all'orgasmo grazie ad un giocattolo erotico vibrante. Credo che sia stata una delle esperienze più porche mai avute. Inoltre, il gioco continuò fin quando non interruppi la relazione con lo studente.
Strofinata fatale
lunedì 5 gennaio 2026
Immobiliarista viziosa
Da un ragazzo a una ragazza
Sono Adele. Avrei dovuto capire subito di non poter instaurare una relazione seria con un ragazzino. Ennio era molto legato agli amici, fin troppo. Il patatrac accade a casa di amici comuni. Lui e i suoi fidati amichetti ebbero la sfacciataggine di imboscarsi nella camera da letto dei proprietari e di dar vita a un triangolo gay bollentissimo dove il mio ragazzo prese ben due cazzi nel culo contemporaneamente. Lo trovai proprio così quando lo beccai in sandwich tra quei due. Fu un vero shock. E dovetti fare miracoli in modo che i proprietari non si accorgessero di nulla. Feci arieggiare subito la stanza dopo quel mare di sborra che era uscito, finito, in gran parte, sul culo del mio ragazzo. Ero distrutta ma quella troietta della mia amica Marica seppe come consolarmi coinvolgendomi in una lesbicata da paura che non mi sarei mai lontanamente immaginata. Bhè, forse con i ragazzi non ho successo ma con le ragazze di sicuro!
Mai dire mai
Mi chiamo Elena. Non mi aspettavo che due miei spasimanti provassero attrazione l'uno per l'altro. Ne venne fuori un triangolo che mi fece considerare l'affinità tra sessi uguali. Pensai subito a Miranda, la mia amica bionda con due tettone e, alla fine, mi ritrovai coinvolta in una lesbicata da paura in cui, oltre a ciucciarle le tettone, le leccai pure la figa, non solo, ma poi fui anche caldamente ricambiata.
Parrucchiera a domicilio
Mi chiamo Evelina. Mia madre Sara è una lesbicona incallita. Per lei ogni occasione è buona per sedurre ragazze. Ricordo quando arrivò Erica, la parrucchiera a domicilio. Mentre io cercavo di spiegarle il modello di capelli che volevo, Sara si mise ad interagire con la parrucchiera che, a sua volta, la ricambiò. Quelle troie vennero entrambe e, solo dopo che ebbero goduto, io potetti sistemare i capelli.
venerdì 2 gennaio 2026
Il mio ragazzo con il tuo
Vi sono mai capitate cose strane? A me si! Mi chiamo Assunta. Era evidente quanto il mio ragazzo, Corrado, e quello della mia amica Wanda, di nome Alfonso, fossero complici. Mi aspettavo che interagissero tra loro in segreto, invece scelsero di mostrarsi proprio davanti a noi ragazze. Io e Wanda decidemmo di non ostacolarli, anzi, li incitammo a proseguire. Il bacio gay fu solo l'inizio, dopo ci fu un'interminabile serie di pompini. Quando Corrado decise di inculare Alfonso a candela, devo ammettere che per noi donne fu devastante ma anche estremamente eccitante. Come fu trasgressivo ed eccitante vederli darsi la sborra in faccia a vicenda al culmine del piacere. Bhè, dopo quell'esperienza, non potevano più essere i nostri fidanzati però ci bagnammo le fiche a vederli giocare tra loro da gran finocchi.
Assunta subito!
Godo a essere sedotta
Mi chiamo Miriam. Mi sono resa conto di avere un punto debole. Quando con me ci provano, finisco per cedere. Iniziò tutto con le mie amiche lesbiche. Quell'invito ad un negozio lussuoso, un giorno che era vuoto, permise a quelle due di provarci con la sottoscritta e di riuscirci. Stavamo provando la lingerie quando cominciò un inaspettato triangolo durante il quale me la leccarono senza pietà. Credevo di aver trovato un confidente e un alleato in mio fratello Raimondo, solo che lui pensò bene di ricattarmi, di raccontare a mia madre della lesbicata, qualora non gliel'avessi data. E così lo spompinai e poi cominciammo a scopare. Che gran cazzo mio fratello! Me lo fece sentire tutto. E presi tanta sborra in faccia. Lui avrebbe voluto continuare, avere altre occasioni ma io dissi di no. Lui concesse di lasciarmi in pace solo se l'avessi aiutato a scopare con nostra madre. Mia madre mi beccò con il seme in faccia, capì che avevo appena scopato con Raimondo. Le dissi che ha un gran cazzo e che fantasticava pure su di lei. Mia madre Nora restò piacevolmente lusingata a riguardo. Le consigliai di farsi trovare spogliata offrendo così un assist d'oro a mio fratello. Raimondo arrivò gagliardo e se la trombò di santa ragione. La signora Nora apprezzò l'uccello del figlio e ricevette una ricca schizzata in bocca. Visto che rimanevano spesso da soli in casa, Raimondo la castigò diverse altre volte. Ogni tanto tornava da me, gli dicevo di no, in base agli accordi, ma poi finivo per cedere. So di essere debole e a lui piace troppo "abbeverarsi" da due fonti. Non è mica stupido, ormai sa che gliela diamo entrambe. E le amiche? Bhe', mi concedo anche a loro, naturalmente. So di essere troia, magari ho preso proprio da mia madre!




















