sabato 30 settembre 2023

In trasferta con la collega intraprendente

Mi chiamo Sara (quella a destra nella prima foto, per intenderci). Lavoro per conto di una grossa Azienda che si occupa di pubblicità. Può accadere che il Capo, periodicamente, mi invii in trasferta per presenziare eventi nel settore dell'advertising di una certa rilevanza. Di solito, in queste circostanze, faccio coppia fissa con Miranda, una ragazza tranquilla che conosco da tempo. Combinazione volle che, alla fine dell'estate, Miranda si ammalò proprio in concomitanza della settimana dedicata all'ADV, uno dei maggiori eventi, a livello nazionale, riguardanti la pubblicità. Il direttore decise così di affiancarmi una nuova segretaria, giunta da poco in ditta, di nome Jessica. La conoscevo appena e, inizialmente, mi seccò un pò andare in trasferta con una semisconosciuta. Ma gli ordini del sig. Smith non si discutono e dovetti accettare l'incarico mio malgrado senza immaginare minimamente a quali situazioni sarei andata incontro. Il viaggio per raggiungere la destinazione fu abbastanza lungo e stressante. Quando arrivammo in Hotel, non vedevo l'ora di stendermi un pò sul letto. In realtà, non riposai affatto! Stavamo in camera da pochi minuti quando, all'improvviso, sentì la mano di Jessica accarezzarmi il culo sotto la lunga gonna che portavo. Mi sembrò davvero pazzesco che lei potesse avere un atteggiamento del genere. Inoltre, dato il caldo, in quel giorno, non tenevo nemmeno le mutandine. Questo favorì la ragazza che mi accarezzò le natiche concedendosi la licenza di baciarle pure. Disse che quello era il posto ideale per un relax, per trasgredire, per vivere momenti di piacere alternativo lontano dallo stress lavorativo. Con disinvoltura, mi leccò il buco del culo. Non ero convinta ma non sono certo di legno, i suoi modi finirono per scaldarmi, per coinvolgermi. Spiegò di non essere lesbica e di avere il ragazzo. In realtà, anch'io stavo con un uomo. Jessica mi parve la porca giusta con cui provare nuove sensazioni. Ispirata, le leccai i capezzoli. Il ghiaccio ormai si era rotto! Ci baciammo, mentre mi sgrillettava la fica da dietro. Ci sdraiammo. Le leccai nuovamente i capezzoli. Poi, ingolosita dalla situazione, mi fiondai sulla passera quasi come a volerla mangiare. Per me si trattava del primo rapporto lesbo. In seguito scoprì che lei, invece, era una veterana del genere. Seppur inesperta, leccai la fregna come una matta e lei, ad un certo punto, arrivò all'orgasmo. Poi mi tolse le scarpe con calma e maliziosa puttaneria prima di fiondarsi sulla mia vagina. Apprezzò la passera "boscosa" e la leccò con dedizione ed esperienza procurandomi un amplesso inebriante. Mi propose il bis ed io accettai. Alla fine, andammo avanti per tutta la notte e gli orgasmi non si contarono. La mattina seguente, la prima dell'Evento, eravamo sfinite. Per recarci lì senza riscuotere dubbi nei presenti, dovemmo utilizzare entrambe le lenti da sole per nascondere le evidenti occhiaie. Questa vicenda andò avanti allo stesso modo per tutta la settimana. Quando salimmo sul treno di ritorno, russammo per tutta la durata del viaggio. Al momento della relazione da sottoporre al Capo, avevamo in mano solo una pagina bianca. Non seguimmo una beneamata minchia dell'evento perchè, ogni volta che gli imprenditori designati inanellavano discorsi, dormivamo puntualmente sulle sedie. Per fortuna ho un amico che lavora in una azienda concorrente della nostra al quale chiesi la cortesia di sintetizzare quello di cui si era parlato all'Evento, su uno stile di copia copiella. E così riuscimmo a portare al Capo un report valido. Bhè, le trasferte di lavoro rimangono tali soltanto con Miranda mentre con Jessica sono ideali per fottere!


Verde Speranza

Sabato in verde speranza, speranza per voi di continuare a guardare la mia passera: a volte basta un click perchè i sogni si realizzino...








venerdì 29 settembre 2023

Strip e ditalini in lingerie bianca

Quando la voglia prende è difficile controllarsi. Osservami mentre provoco in raffinata lingerie bianca, stile "sposa monella", mostrando le tettone, il sedere e la fica per concludere con un ditalino a fica bagnata dove infilo dentro anche un bel dito... 


giovedì 28 settembre 2023

Suore senza vocazione

Non c'è peggior errore di seguire una strada che non è consona alla propria indole. Mi chiamo Jelena. Pensavo che diventare una suora di clausura fosse la mia vocazione ma mi sbagliavo. Ci provai con tutta me stessa, soprattutto per rendere felici i miei genitori, ma il richiamo dei piaceri della carne era troppo forte per poter resistere. Nel Monastero regnava una quiete solo apparente. Come possono tante belle ragazze giovani rinunciare ai migliori anni della propria vita? Chissà! Da molti mesi, ormai, bollivo dentro, desideravo fortemente ricevere attenzioni intime. Manifestai a suor Maria, la madre Superiora, il tormento del mio animo. Anche lei viveva un'esistenza turbolenta, sentiva dentro il fuoco, ma cercò ugualmente di ricondurmi alla ragione, in modo da evitare il peccato. Ma io fui sfacciata le chiesi di venire in camera mia quella notte stessa. Per paura non lo fece ma andai io da lei! Bastò un gioco complice di sguardi per capire che volevamo la stessa cosa: il sesso! Fui io a deliziare lei per prima, cominciando a baciare le sue mutandine, poi, finalmente, la stuzzicai con la lingua nella vagina. Maria godette dopo pochi minuti e provò un orgasmo decisamente intenso. Fu pronta a ricambiare leccando prima i capezzoli, poi le mie mutandine, con calma. Ebbe solo un attimo di esitazione ma io sottolineai di voler andare avanti fino in fondo. A quel punto Maria mi slinguazzò dolcemente e a lungo la fichetta. Gioivo e godevo come una matta. Prese dal siparietto, ci rendemmo astento conto che fosse giunta l'alba. La visita del Supervisore Ecclesiastico, un brutto burocrate al servizio dei potenti della Chiesa, fece gelare il sangue nelle vene alla povera Maria. Ovviamente, quel bastardo, avrebbe riferito negativamente sulla situazione nel Monastero a chi di dovere. Me ne fregai altamente e dissi che poteva andare a farsi fottere, mentre pensavo piuttosto ad assaporare un sublime orgasmo desiderato a lungo. A quel finocchio non si rizzò nemmeno l'uccello nel vedere due ragazze così carine interagire. Il Monastero fu chiuso per insubordinazione e gravi atti libidinosi. Poco importa, ora io e Maria siamo donne libere di amare chi vogliamo, quando vogliamo e come vogliamo.


Eva Spanish Job

Oggi vi delizierò con una sega spagnola a tette incremate: godetevi lo spettacolo porcellini!


mercoledì 27 settembre 2023

Focose compagne di cella

Determinati ambienti, come le carceri, costringono le persone a vivere in cattività. In tali circostanze, è più facile che i soggetti detenuti assumano dei comportamenti che magari non terrebbero al di fuori. Ciò vale per gli uomini e, naturalmente, anche per le donne. Mi chiamo Mina. Finì in carcere perchè il mio ex compagno spacciava stupefacenti. Quando lo beccarono, purtroppo ero presente anch'io, e così mi portarono dentro senza troppi indugi. Avrei dovuto scontare un certo periodo di detenzione e la cosa mi spaventava. Fui condotta in una cella dove c'era già un'altra ragazza, una biondina di nome Heather. Era tardi per cui, dopo le classiche raccomandazioni della poliziotta, ci mettemmo subito a letto. L'agitazione mi permeava tutta, essendo la prima notte in prigione. Ad un tratto mi alzai e notai che Heather, con gli occhi chiusi, si stava masturbando. Arrivai troppo vicino a lei per cui la ragazza, sentendosi evidentemente minacciata, mi afferrò la gola. La tranquillizzai subito precisando di non avere cattive intenzioni. Da una possibile lite, passammo in un secondo ad un approccio sessuale, o meglio, fu lei ad abbassarmi le mutande con palpata di culo incorporata. Disse che il cazzo potevamo scordarcelo chissà per quanto tempo e che avremmo dovuto lavorare di fantasia, ovvero intendercela tra donne! Non ci impiegò molto a convincermi, dal momento che leccava divinamente la patata. Mi sciolsi praticamente subito pur non avendo la minima esperienza in rapporti del genere. Ricambiai, ovviamente, poi ci baciammo in bocca con passione mentre lei mi sditalinava. Tutte quelle sensazioni furono per me del tutto nuove ma tremendamente piacevoli. Continuò a leccarmi la fica anche se non raggiunsi subito l'amplesso. All'orgasmo ci arrivò prima lei, mentre la slinguazzavo perbene sopra il lettino. Ammirai le sue fessure, fui quasi tentata di ripassarle pure il culo ma per le varianti avremmo avuto tanto tempo a disposizione. Anche lei contemplò i miei fori intimi, dopodichè, all'improvviso, mi tormentò con un dito nella passera senza tregua finchè esplosi di sublime piacere. La povera Heather dovrà scontare una pena ben più lunga della mia dato che è accusata di omicidio ma, in quegli anni in cui fummo compagne di cella, io sentì molto meno il peso della galera, alleggerito da meravigliose notti di sesso: proverbiali leccate reciproche di fica, culo e tette senza freni. E credo che quei momenti idilliaci resteranno per sempre anche nella sua memoria. Per ora non mi resta che andare a trovarla e infonderle coraggio: prima o poi uscirà pure lei!                 



Il porcone maturo ama l'amante giovane di lei

Mi chiamo Lia. Sono una donna matura. Quando instaurai una relazione con Mario, un tipo benestante, poco attraente, pensai essenzialmente al suo cospicuo conto bancario. Non immaginavo che, dopo pochi mesi, mi confidasse di provare attrazione per i maschi, soprattutto quelli giovani. La sorpresa iniziale si trasformò in abitudine, in routine: con Mario non scopai più e decisi di guardarmi intorno. Scorsi un giovane affascinante di nome Matteo e fu con lui che iniziai una nuova storia. Tecnicamente abitavo a casa di Mario ma, nella pratica, scopavo col giovanotto. Ad un certo punto, il riccone, sbirciando sul mio cellulare, si accorse che incontravo un altro. Al principio non disse nulla, poi manifestò il desiderio di conoscere Matteo. Nonostante io e Mario non avessimo più una vita sessuale, temetti comunque che potesse litigare con il ragazzo per motivi di affetto, magari di possesso, non so. Ma ero totalmente fuori strada! Mario voleva conoscere Matteo esclusivamente per interessi sessuali! Avvisai Matteo che non si tirò indietro a questa conoscenza. Lo invitai a casa e così ci ritrovammo tutti e tre in cucina a prendere il caffè. Ma, poco dopo, Mario suggerì di recarci in camera da letto e, una volta lì, partì subito alla carica leccando il pisello del ragazzo. Se proprio ci teneva tanto allora che lo facesse bene: col culo premetti la testa del maschio maturo affinchè inboccasse perbene la fava del giovane. Notai che, tutto ciò, a Matteo non dispiaceva affatto. Saltai sul cazzo del ragazzo che mi impalò a candela. Mario, intanto, massaggiava i testicoli del giovanotto avallando pretese come passare tempo con Matteo. In tal modo non avrebbe posto alcun ostacolo alla nostra "relazione clandestina". Mario riprese a spompinare Matteo. Quest'ultimo mi scopò un pò a pecorina. Dopo di ciò, a pecorina si mise Mario, voglioso di prendere l'uccello! Matteo era in tiro e apprezzò le chiappe tondeggianti di Mario per cui decise di affondare il colpo, ovvero di incularselo. Ma la scopata anale durò solo pochi secondi perchè Matteo, troppo eccitato, finì per godere schizzando abbondantemente di sborra le natiche del maturo. Bhè, dopo un incontro del genere, credo proprio che Mario desideri ripetere l'esperienza. Ben venga! Spero solo che, pian piano, non mi soffi l'amante!


martedì 26 settembre 2023

Ipodotato irrecuperabile

Mi chiamo Antonio. Con le donne ho sempre avuto difficoltà a causa del mio pene di ridotte dimensioni. Inoltre, quando riesco ad eccitarmi, vengo poco e anche piuttosto in fretta. Da giovane, quando portavo fidanzate negli Hotel, vivevo puntuali figure di merda dal momento che non riuscivo a soddisfarle e, di solito, venivo ampiamente umiliato (frocio e cazzo moscio sono solo alcune degli insulti che dovevo sorbirmi). Con il matrimonio credevo di aver risolto il problema , dal momento che Emma, mia moglie, sembrava non badare a questi inconvenienti. Ma purtroppo fingeva solo di star bene, le mancava uno stallone e così, alla fine, cominciò a prendere regolarmente il cazzo da uomini ben più dotati del sottoscritto. Sostanzialmente mi dedicavo alla visione di materiale pornografico ma non ne potevo più di stare solo e così presi un appuntamento con la dottoressa Lara. Credevo che almeno lei mi potesse venire incontro in qualche modo. Quando vide il mio misero uccello rimase colpita in senso negativo. Le chiesi di aiutarmi e lei si spogliò mostrandosi in lingerie nel tentativo estremo di sbloccare qualche impeto animale nel sottoscritto. Ammirai il suo gran culo ma bastarono pochi colpi di mano affinchè eiaculassi come un ragazzino inesperto. Insistendo, chiesi a Lara se ci fosse un modo per avvicinarmi alle donne ma lei fu categorica, disse che non avrei mai potuto soddisfarle perbene. Dopo di ciò prospettò l'unica reale possibilità che mi restava per un contatto intimo ravvicinato: prenderlo nel culo! Al momento pensai che parlò in questo modo perchè assillata dalle mie innumerevoli domande. Oltre il danno la beffa: dovetti pagare la parcella di ben 200 euro senza ottenere una reale soluzione. Sinceramente, col passare del tempo, comincio seriamente a credere che lei non abbia tutti i torti: uno sfigato come me cosa altro potrebbe fare se non prenderlo reiteratamente nel sedere?      



Studentessa sexy per professore arrapato

Mi chiamo Elisabetta. A Scuola non sono mai stata un'aquila, nè aprivo i libri per studiare. Con questi presupposti, andavo direttamente incontro ad una bocciatura sicura. Roger Palmer, il professore d'Inglese, aveva una notevole influenza sui colleghi. Un suo giudizio positivo, avrebbe cambiato l'esito della stagione scolastica. Roger aveva la fama di "Don Giovanni", seduttore delle studentesse, anche se, apparentemente, non sembrava, dati i suoi modi pacati e gentili. Le sue "vittime" preferite erano ovviamente le studentesse in difficoltà come la sottoscritta. Quando, un giorno, si avvicinò e mi disse: "Elisabetta, forse è il caso che tu mi venga a trovare per delle ripetizioni, la situazione è piuttosto seria e rischi di perdere l'anno", non potetti che accettare quella insolita proposta. A parte che gli studenti non possono ricevere ripetizioni dagli insegnanti titolari ma poi recarsi a casa sua appariva davvero strano. Ad ogni modo, nel primo pomeriggio bussai alla porta dell'abitazione di Palmer che viveva solo. All'inizio sembrò che volesse davvero aiutarmi negli studi, poco dopo, però, uscì fuori la "belva" che albergava in lui. Capì chiaramente che, per un'asina come me, non vi era altro modo di raggiungere la promozione se non cedendo sessualmente. Mi ritrovai in breve col jeans abbassato, le tette scoperte e le sue mani addosso. Provai anche a frenarlo, spiegando di essere fidanzata, ma lui, ovviamente, se ne fregò altamente. Mi carezzava le cosce e tra le cosce, dando baci sul viso. Gli propinai un bel bocchino, poi lui si stese sopra di me e iniziò a trapanarmi con l'uccello nella patata. Allargai le cosce e gli permisi di fare i suoi comodi. Ma non fu una violenza, godevo lasciandomi sbattere come una mignotta. In più avrei salvato anche l'anno scolastico. Roger non si accontentò, mi girò a pecorina e continuò a stantuffare senza pietà: era proprio uno stallone quel prof, nettamente meglio di quel cazzetto moscio del mio fidanzatino mezzo frocio dell'epoca. Poi lo cavalcai: il pisello entrò nella figa praticamente fino alle palle: godetti come una maiala fino a venire. Poi Robert, al culmine del piacere, mi schizzò copiosamente la sborra bollente in bocca. L'assaporai e la ingoiai tutta. Salvai l'anno alla grande. I miei genitori si chiesero a lungo come mai gli insegnanti fossero divenuti d'improvviso così ben disposti nei confronti della sottoscritta. Di certo non potevano mai immaginare, neanche lontanamente, che, per passare per una brava studentessa, avessi concesso la bocca e la figa al professore più autorevole!      


lunedì 25 settembre 2023

In bianco con Eva

 Una ventata di allegria con la vostra Eva vestita di bianco...


Il Capo si diletta con le segretarie

Mi chiamo Vanessa. Io e la mia collega, Anna, siamo due segretarie d'azienda che lavorano nell'ufficio del dr. Ugo De Santis. In realtà, il Capo preferisce i piaceri della vita rispetto a sgobbare. Per questo motivo, almeno un paio di volte a settimana, si avvale dei "servigi" che vanno oltre le normali competenze di noi segretarie. Detto in termini più crudi: ci scopa entrambe! Al Capo piace leccare la fica, farsi fare succulenti pompini e, dulcis in fundo, trombare! Questi amorevoli siparietti, sono puntualmente interrotti dalle telefonate dei clienti imbufaliti che sbraitano per fissare un appuntamento. Ma a Ugo tutto ciò non interessa, specie quando è assorto in pratiche ben più gradevoli di quelle a carattere lavorativo. Come si concludono i "break" in ufficio? Bhè, con abbondanti sborrate nelle bocche di noi ragazze, mi sembra ovvio! Dopotutto, siamo una squadra, no?      


sabato 23 settembre 2023

Una sorella favolosa

Mi chiamo Jerry. Questo episodio si riferisce ad alcuni anni fa. Adesso sono cresciuto ma allora ero un ragazzino un pò impacciato che guardava siti porno su internet dalla mattina alla sera. Katia, mia sorella, è una donna sexy. Già allora si poteva notare quanto fosse sexy. Non vi nascondo che, spesso, la spiavo nuda mentre stava nel bagno: che celestiale visione! Potevo farlo indisturbato perchè i miei, proprietari di un negozio di alimentari, stavano fuori casa per diverse ore. Ma, a furia di spiare, ci si può far scoprire! Andò proprio così quella mattina, quando Katia si spogliò per fare la doccia. Si accorse della mia presenza ma io rimasi in silenzio sfruttando il riparo del muro. Dopo poco, però, Katia mi beccò. Temevo che mi schiaffeggiasse, come miimo. In realtà, si incazzò, però si mise sopra di me e cominciò a fare un discorso. Si rese conto che non avevo mai approcciato intimamente con una ragazza, conosceva le mie abitudini conclamate di pipparolo del web, per intenderci. Non so se fu presa da una nota di bontà, di pietà, o semplicemente è zoccola come la gran parte delle donne. Fatto sta che mi leccò divinamente il cazzo. Non potevo crederci! Che colpo di fortuna! Non solo! Dopo di ciò, si mise sopra di me a candela. Ormai avevo il pisello di marmo e scivolò meravigliosamente nella sua accogliente fichetta. Katia apprezzò la mia "dotazione". Gasato, la presi a pecorina e poi a missionaria. Che sballo! La scopai con foga al punto che venne. E poi godetti io, spruzzandole in faccia a fiume. Fantastico! Non avemmo nemmeno il tempo di rilassarci perchè, all'improvviso, la porta di casa si aprì. Sentì le voci dei miei genitori. Katia, ancora sporca di sborra, si fiondò sotto la doccia e mi suggerì di rivestirmi in fretta. Per fortuna i miei non si accorsero di nulla. Attualmente ho una fidanzata e lei, di qualche anno più grande di me, è sposata. Ma quella scopata adolescenziale incestuosa rimane memorabile.        


Una sorpresa per l'amica

Mi chiamo Mayla. Runa è la mia migliore amica. Non sapeva della mia passione per le donne. Di solito mi ammorbava con i suoi problemi inerenti il fidanzato di turno. Fu proprio quel pomeriggio, quando uno dei tanti le diede buca, che venne a trovarmi e che tutto ebbe inizio. Ce ne stavamo sul divano con lei che si sfogava. Ad un tratto io cominciai a spogliarmi dicendo di avere caldo. Da lì, approcciai con lei, le misi le mani addosso. Lei ipotizzò che fosse uno scherzo, glielo lasciai credere. Le spiegai che era meglio spogliarsi per far colpo con i ragazzi su internet. A quel punto ebbi un'occasione d'oro per leccarle la figa e non me la lasciai certamente sfuggire. A quel punto, Runa non poteva più equivocare sul mio orientamento, decisamente indirizzato verso le donne. "Ammorbidita" e sedotta a colpi di lingua, la coinvolsi in una pregevole strofinata di passere. Poi, tirai fuori il pezzo forte: lo strap-on! Glielo feci succhiare prima di "spararglielo" a pecorina nella figa e poi a candela. Trapanata a quel modo, Runa se ne venne beatamente. Poi, finalmente, come speravo, si dedicò al mio piacere: leccate di capezzoli con ditalino e dita in sorca. E così raggiunsi l'orgasmo anch'io, tirando un placido sospiro di sollievo. Ci baciammo in bocca con passione a sugellare quel pomeriggio da incorniciare.     



venerdì 22 settembre 2023

Ammucchiata con le colleghe dell'ufficio

Siamo tre colleghe d'ufficio, io mi chiamo Mary (la bionda senza lenti), poi c'è Sara (la bionda con le lenti) ed infine Mara, la mora. Cosa ci accomuna oltre al lavoro? Direi due cose: il fatto che siamo tutte separate e la voglia di sesso. Ultimamente, non ne potevamo proprio più di sgobbare solo tra le cartoffie. Ci voleva un sano momento di relax. Fu così che comprammo due bottiglie di whisky con l'intento di sballarci. L'idea era quella di divertirsi tra donne (non più giovanissime). Cominciai a buttare giù una mezza bottiglia per sciogliermi, dato che non avevo esperienze saffiche. A quanto pare, le mie amiche un pochino si. Poi, però, Sara pensò bene di coinvolgere un nostro giovane collega maschio, Walter. Lui non si aspettava che lo andassimo a stuzzicare e ci tenne a precisare di preferire le ragazze. Ma tre maialone in calore come noi, e in forte astinenza, sanno come intrigare un maschio. Cominciammo io e la mora ad usare la lingua sulla cappella. Poi subentrò Sara, di gran carriera, ad afferrare in bocca l'uccello come un saporito wurstel. Palpate di qua, palpate di là, il gioco proseguì con Walter che leccava la fica di Sara e io e Mara il suo cazzo. Fui io per prima a prendere l'uccello a candela. Poi toccò a Mara farsi sbattere sul divanetto. Intanto, sull'altro, Sara mi masturbava con un toy vibrante. Ricambiai con quest'ultima passandole il giocattolo sulla passera. All'improvviso arrivò Mara che, appena trombata da Walter, si mise a leccarmi la figa. Ero già piuttosto eccitata e bastarono pochi colpi della sua lingua per arrivare all'orgasmo, il primo raggiunto con una donna. Non mi sentì di usare la lingua su di lei, essendo alle prime armi con le femmine, e così utilizzai il gingillo per farla godere. Intanto Sara, sbattuta a dovere dal buon Walter, venne a sua volta. Non ci restò che bere la sborra che il giovane ci schizzò in bocca, in preda ad un focoso amplesso. Fu proprio una bella esperienza di gruppo, non c'è che dire. Prima o poi, imparerò a leccare anche la fica alle mie splendide amiche.       


Oltre l'aspetto fisico

Mi chiamo Michela. Sono carina esteticamente e i ragazzi non mi mancano. Ad essere onesta, a Scuola, ho trombato con parecchi coetanei e anche con alcuni professori. Ma la mia mente è perversa e ho un debole per le signore mature, quelle non proprio avvenenti, quelle meno desiderate dagli uomini. Lara, la mia vicina, è una tipa del genere: non tanto bella e un pò in carne. Decisa a raggiungere lo scopo, la frequentai con costanza. Andavo a trovarla spesso con la speranza di creare una complicità, con l'intento che si aprisse nei miei confronti. Compresi subito la sua astinenza sessuale e ne approfittai per sedurla. Arrapata com'era, le sarebbe andata bene anche una donna. Le parve insolito che la corteggiassi ma, alla fine, ci stette. Ci spogliammo e ci baciammo. Le leccai i capezzoli. Aveva belle tettone la signora! Poi Lara allargò le gambe ed io assaggiai la sua passerona calda e morbida, trascurata da troppo tempo e bisognosa di attenzioni. Leccai e succhiai a più non posso, facendola sussultare di piacere. La signora, estasiata, mi venne splendidamente in bocca! Poi fu lei a prendersi cura di me tra baci, leccate di capezzoli e di fica. Ma ciò che mi portò beatamente all'orgasmo fu sicuramente la lingua che fece saettare con passione nel mio culo. Non so se Lara si è pentita di quel magnifico pomeriggio di sesso al femminile ma, ad istinto, credo che proprio che non le dispiacerà ricevere altre visite, in futuro. Dopotutto, certi feeling vanno oltre l'aspetto fisico.