martedì 27 giugno 2017

Torbide emozioni allo strip club

Mi chiamo Renato. Quella che stò per narrare è una delle più grandi porcate sessuali che mi sia mai capitata nella vita. Ho tre cari amici con cui regolarmente uscivo e che tuttora frequento assiduamente. Insieme andavamo dappertutto: pub, ristoranti, discoteche, cinema oppure semplicemente restavamo a guardare film porno o le partite a casa. C'era un feeling stupendo tra noi, un affiatamento incredibile, ci sentivamo liberi e non vincolati come spesso accade quando si intraprendono relazioni con donne. Non vi nascondo che durante i porno lo tiravamo fuori e ce lo menavamo di brutto in compagnia fino a venire. Si, in compagnia, ma ognuno per conto proprio anche se le sbirciate intime reciproche dei piselli in erezione aumentavano notevolmente l'eccitazione. Atmosfera calda, godute, ma nessuno di noi aveva mai avuto il coraggio di interagire, di tentare l'approccio diretto. Forse ognuno lo avrebbe voluto, ma stando solo tra maschi, senza la presenza di una donna, sarebbe stata troppo devastante come trasgressione, non eravamo ancora pronti a tutto ciò. Tuttavia, una serata a dir poco particolare, rese tale sogno proibito collettivo realtà. Decidemmo di far visita ad uno strip club. Stranamente c'eravamo solo noi come clienti nel locale, il che rese l'atmosfera decisamente più intima. Tre splendide ragazze in sexy lingerie con tanto di tacchi e autoreggenti mostrarono i loro corpi sensuali avvinghiate al mitico palo della lapdance (splendida la prima ragazza in tacchi rossi). L'eccitazione cominciò a farsi sentire in modo insistente. Tuttavia, avevamo già sborsato parecchio per entrare lì e un privato con quelle veneri ci sarebbe costato un botto, soldi che in realtà non avevamo. Incapace di contenere il desiderio tirai fuori il cazzo. Restai sorpreso del modo in cui gli amici mi guardarono. Era già successo tra noi, a casa, ma ora, sotto gli sguardi curiosi delle ragazze, i loro occhi sembravano ancor più carichi di eccitazione. Quasi a voler proseguire quel gioco provocatorio, mi avviai verso il palo della lapdance mostrando con orgoglio l'arnese. Paolo, uno degli amici, sembrò non resistere a quel gesto seduttorio e si avventò con decisione sul mio uccello leccandolo e succhiandolo con gusto, prima dolcemente, poi con maggior vigore. Intanto mi accorsi che anche Franco e Luigi si stavano dilettando allo stesso modo con il secondo intento a spompinare con dedizione il primo. Cosa stava accadendo? Sapevamo bene di non avere il budget per le donne ma come mai ci eravamo spinti fino a quel punto, fino a superare il limite? In quel momento ebbi la conferma che infondo avevamo sempre desiderato quelle "varianti" e che le ragazze erano state solo un bel pretesto per superare quel torbido ed eccitante limite che frena persone di sesso uguale (in tal caso uomini) a condividere i piaceri dell'eros. Le spogliarelliste, piuttosto sorprese, ma anche divertite dalla situazione ed eccitate non poco, ci lasciarono trasgredire senza problemi condendo l'atmosfera con commenti e provocazioni libidinose che ebbero come effetto quello di aumentare ancor di più l'eccitazione di noi quattro, casomai ce ne fosse stato ancora bisogno. Quei caldi bocchini al maschile, propinati senza pudore, in modo dolce e sfacciato, accanto alle spogliarelliste, resero la serata davvero porca oltre ogni immaginazione. Proprio quando pensavamo ormai di dover godere solo tra amici, fino alla fine, si delineò un piacevole finale a sorpresa, una sorta di ciliegina sulla torta. Le ragazze, forse sentitesi un pò messe da parte e al tempo stesso intrigate dal nostro insolito atteggiamento "fai da te", che non le riteneva basilari ai fini del raggiungimento del piacere, decisero di farci conoscere gratis le loro calde boccucce profumate intrise di rossetto. Mentre sucavo la minchia di Franco, la biondina che si era esibita all'inizio, mi succhiò l'uccello con maestria accogliendo il bianco e denso frutto dell'orgasmo nella sua bocca. Proprio in quel frangente Franco mi deliziò con la sua crema calda e saporita. Intanto le altre due ragazze si presero amorevolmente cura dei cazzi degli altri due amici, Luigi e Paolo, bevendone avidamente il succo dopo succulenti spompinamenti. Niente male per una serata intensa di piacere vissuta tra maschietti. Bhè, oserei aggiungere, condita delicatamente dal tocco femminile. E alla fine champagne per tutti. Che ne dite? Vi è piaciuto il racconto? Bhè, dopo quella volta, grazie all'esperienza maturata in compagnia di quelle ragazze, siamo diventati ancora piu intimi e disinibiti tra noi e adesso, durante i filmetti osè e le partite ce lo succhiamo perbene a vicenda e, in confidenza, pian piano sono arrivate anche le inculate...


lunedì 26 giugno 2017

Caldi cuginetti in vasca da bagno

Mi chiamo Mary. Sono una ragazza di mentalità aperta ma non mi aspettavo certo di vivere una situazione molto particolare come quella che capitò l'estate scorsa. Nei visi e nei comportamenti di Jenny ed Claudio, i miei cugini, avevo sempre notato qualcosa di insolito ma non pensavo che le cose potessero prendere una certa piega. Quel giorno faceva un gran caldo, i miei erano fuori città. Avevo telefonato a Claudio in modo che lui e Jenny venissero a casa con uno scopo preciso: sorvegliare l'abitazione. Siccome mi dovevo allontanare per alcune ore, volevo che ci fosse qualcuno in casa, non si sà mai con i ladruncoli in giro nei periodi estivi. Uscì verso le 9, completai le mie commissioni e rientrai verso mezzogiorno, dopo circa 3 ore. In casa c'era un gran silenzio. Gira e rigira aprì la porta del bagno e li trovai nella vasca abbracciati in inequivocabili atteggiamenti. Fu allora che realizzai di avere due cugini gay. Pur essendo molto disinibita non avevo mai visto dal vivo effusioni tra due maschietti. In principio restai un pò disorientata ma poi prevalse la mia indole da zoccola innata e così decisi che sarei stata la loro complice. Imboccai il cazzo di Claudio per un pò, poi, curiosa, cominciai a far loro qulache domandina. Alla fine si confidarono spiegando di aver scambiato il primo bacio in un cinema, alcuni mesi prima. La situazione si fece sempre più intrigante. Claudio era stato lasciato dalla ragazza gradendo in seguito le attenzioni di Jenny. Claudio ce l'aveva bello duro e lo mise in culo a Jenny. Non potei che assistere alla loro scopata, prima a pecorina, poi a candela stando nella vasca. Godevano di brutto ed anch'io, ormai turbata ed eccitata, cominciai decisamente a perdere il controllo: ciucciai il pisello di Jenny mentre Claudio lo inculava pebene. Quei maialini ci dettero davvero dentro al punto che la mia figa cominciò a gocciolare di brutto rendendo il ditalino inevitabile. Jenny fu il primo a godere schizzando sul mio seno. Limonai con Claudio mentre Jenny lo spompinò assiduamente fino all'orgasmo. Una marea di sborra schizzò in bocca a Jenny mentre raggiungevo a mia volta l'amplesso. Mentre i due piccioncini si baciavano intensamente, paghi di quelle gran porcate appena vissute, mi dilettai a ripulire a fondo con la lingua il cazzo ormai moscio di Claudio. Tutto ciò che accadde deve restare un segreto. Naturalmente, quando rimango sola a casa, li invito a fare il bagno nella vasca e sono disponibile se gradiscono compagnia femminile.            


mercoledì 7 giugno 2017

Accavallando le gambe

La seduzione è fatta di tanti preziosi ingredienti: voci, sguardi, movenze sexy, trasparenze, profumi, sono solo alcuni di essi. Tra questi non possono certo mancare le mitiche gambe accavallate. Ecco dieci belle signorine in tacchi che, consapevolmente o meno, seducono accavallando le loro sensuali gambe: guardare per credere!


lunedì 29 maggio 2017

Il direttore di mia moglie

Mi chiamo Giorgio. Se devo essere sincero per buona parte della vita ho rincorso le donne, fino a sposare Elisa, quella gran gnocca di mia moglie. Non sono mai stato troppo geloso di lei, anche se in effetti è un bel pezzo da 90, una donna guardata e desiderata da molti. Ma veniamo a ciò che accadde un pò di tempo fa. Da alcuni anni lei svolgeva il lavoro di segretaria presso una nota azienda. Quando c'erano problemi vari, direttori incazzati, ed altre noie, lei aveva sempre risolto tutto a suon di pompini e scopate e me lo aveva pure raccontato! Da un direttore all'altro lei aveva sempre cavalcato l'onda del piacere come antidoto ad ogni genere di complicazione lavorativa che potesse insorgere. Ma con Wilfred la musica cambiò eccome! Si trattava di un tipo piuttosto severo che, a un certo punto, iniziò a licenziare a raffica quegli impiegati secondo lui poco idonei. Elisa, come al solito, provò ad offrire la gnocca per addolcirlo ma non vi fu alcun risultato. Perchè? Bhè, semplice, Wilfred amava gli uomini. Neanche la più bella donna del mondo avrebbe potuto corromperlo. Il problema è che mia moglie non voleva certo perdere l'ottimo stipendio e, non sapendo come risolvere la questione, scaricò a me la patata bollente. Si, avete capito proprio bene! Avrei dovuto stare io col direttore, visto che le donne non lo ispiravano affatto. In tal modo Elisa sarebbe stata "raccomandata" mantenendo il posto. Donne e uomini etero convinti furono licenziati in tronco. Rimasero ben pochi impiegati, tutti dell'altra sponda. Ricordo bene quando me lo chiese: se ne stava tutta sexy in lingerie e tacchi sul letto ed io avevo una gran voglia di scoparla. Ma proprio sul più bello ecco la doccia fredda di quella proposta malsana, tremendamente torbida, che all'inizio ritenni quasi uno scherzo. Ma Elisa non scherzava affatto e aveva le sue buone ragioni, 2000 euro al mese di buone ragioni, per l'esattezza. Le dissi di si in modo poco convinto, mi sembrò davvero una gran porcata solo a pensarci. Ovviamente lei pretese le prove di ciò che avrei fatto. Invitò il direttore a casa nostra, gli disse:"Direttore Wlifred, mio marito sarebbe lieto di conoscerla" e lui naturalmente accettò all'istante. Lei si nascose, spiando attraverso il buco della serratura lasciando a me l'iniziativa. Ad esser sincero partì con l'idea di accettare questa proposta, a dir poco indecente, solo per salvare il posto di lavoro a mia moglie, e dunque per il benessere economico di entrambi essendo io disoccupato. Ma devo ammettere che Wilfred era un bel tipo, muscoloso, palestrato e con la sicurezza di chi detiene il bastone del comando. E non è solo un modo di dire dato che il bastone di Wilfred era notevole. Mi salutò astento, inizialmente, e pretese subito che gli propinassi un bel bocchino. Non avevo mai leccato e succhiato il cazzo prima di allora e pensai che, se l'avessi messa sul piano fin troppo scontato dello schifo, avrei rovinato tutto già in partenza. E così cercai di rilassarmi e iniziai a leccare e succhiare quel palo duro e voglioso di attenzioni. Pian piano ci presi gusto, l'idea di provare sensazioni spiacevoli si diradò sempre più nel cervello lasciando spazio al piacere puro. Lo succhiai con gusto e dedizione tanto da non sembrare affatto un etero alle prime armi e lo deliziai enormemente. Tuttavia sapevo bene che un semplice bocchino non sarebbe bastato. Salì su di lui e lasciai che il suo cazzo durissimo mi impalasse. Fu un pò doloroso inizialmente, fortuna che mia moglie previdente, poco prima, mi aveva cosparso l'ano di gel. In tal modo l'entrata del pisello nel mio culo vergine fu decisamente addolcita al punto che poco dopo iniziai a provare solo piacere. Quel maialone mi chiavò in tutti i modi, pure a pecora, mi sfondò letteralmente il culo! Dopo una buona mezzora finì a missionaria. Godevo enormemente prendendolo in culo e menandomi il cazzo nella frenesia di una calda sega. Wilfred venne: la sensazione della sua sborra nel mio culo fu davvero unica ed inebriante. Mi eccitai tanto da smanettarmi velocemente e venni copiosamente a mia volta. Fu davvero stupendo farlo con quelo tipo, molto diverso dal siparietto schifoso che avevo erroneamente ipotizzato. Mia moglie aveva osservato tutta la scena nel frattempo e, siccome non è una stupida, si rese conto che infondo non mi era affatto dispiaciuto scopare con un uomo ma io non alimentai le sue giuste sensazioni, le lasciai credere di essermi soltanto sacrificato per la causa. Naturalmente il direttore, per confermarle il posto, non si limitò ad una "prestazione" una tantum ma pretese delle attenzioni piuttosto frequenti da me. In altre parole mi tocca spompinare e prenderlo nel culo almeno un paio di volte a settimana e, detto tra noi, ci godo da matti! Ovviamente a mia moglie lascio credere che è una sofferenza cedere ogni volta al direttore...

una proposta molto indecente...

giovedì 25 maggio 2017

Compleanno bisex

Mi chiamo Marta (la bionda). Conoscevo Elena, una brunetta sexy, e Davide, il suo ragazzo muscoloso, ormai da alcuni anni. Io e il mio boyfriend, Federico eravamo soliti uscire con loro. Si trattava di un rapporto amichevole tra due coppie. Quando ci si vede spesso e si stà a contatto ravvicinato può accadere che si manifestino delle soffuse pulsioni erotiche tra i componenti del gruppetto, in tal caso composto da 4 persone. Elena è molto carina, mi resi subito conto di piacerle e questa simpatia era da me più che corrisposta. Ma la cosa più particolare che notai fu il modo in cui Federico, il mio ragazzo, guardava Davide. Effettivamente Davide ha proprio un bel fisico, è un maschione, ma mi suonava strano questo interesse da parte sua che è uomo. Ad ogni modo si può dire che per molto tempo non accadde nulla di particolare. Ci comportavamo come semplici amici che vanno al cinema, a mangiare la pizza, a ballare, ma niente di più. Fu però in occasione di un compleanno di Davide che le cose cambiarono radicalmente tra noi quattro. Davide, che aveva da poco ottenuto un buon lavoro, sembrava davvero euforico e voglioso di festeggiare il compleanno nel migliore dei modi. Ci invitò nella sua splendida villetta con giardino tirò fuori due bottiglie di champagne. L'alcol cominciò a sciogliere un pò tutti, per primo Davide che asserì di voler condividere qualcosa di bello con tutti. Ma cosa? Nessuno avrebbe mai immaginato che si trattava del suo cazzo! Lo tirò fuori con disinvoltura, la sua ragazza glielo succhiò. Incuriosita ed eccitata lo toccai anch'io. Ma sia io che Elena restammo stupite quando il mio ragazzo lo prese in bocca! In quel momento realizzai che le mie supposizioni erano vere. Al mio ragazzo piaceva Davide! Non si poteva stare a fare certe cose fuori al giardino, i vicini avrebbero potuto vederci. Ecco perchè fu opportuno spostarci dentro casa. Fu lì che quel maialone di Davide si mise a sbocchinare il pisello di Federico. Dunque non era solo Federico ad essere intrigato dal cazzo. A quel punto il clima di porcate era nell'aria. Bastò uno sguardo tra me ed Elena per capire che quei due volevano scopare tra loro. Da brave troie assecondammo i loro desideri. Mentre Davide inculava Federico sul divano io gli propinai un succulento bocchino. Poi i due maialoni proseguirono la fottuta a candela e a me venne voglia di sedermi su Federico in modo da impalarmi sul suo cazzo reso ancor più duro dall'inculata. Che goduria! Una bella trombata a tre con Elena e Federico che mi leccavano un capezzolo a testa. Poi Davide si mise a chiavare la sua donna a candela per un pò. Dopodichè Federico me lo mise dentro la fica a pecorina mentre leccava il pisello di Davide. Intanto io leccavo le tette di Elena. Stando così a un certo punto sentì Federico godere e spruzzare: una colata di sperma allagò il mio culo e venni per l'eccitazione. Federico si concentrò con la bocca sul cazzo duro di Davide, ormai prossimo all'orgasmo. La sborra schizzò copiosa in bocca al mio ragazzo che, incitato in modo zozzo da quella troiona di Elena, la bevve tutta. E così la maialata fu completa. Da allora non siamo solo semplici amici noi quattro e, a dirla tutta, non c'è nemmeno bisogno dello champagne per stimolare regolarmente porcate di gruppo...                 


mercoledì 17 maggio 2017

La mia miglior nemica

Sono una ragazza mora di nome Eleonora. Insieme a Marika, una sensuale biondina, conducevamo un talk show molto seguito. In realtà il successo in tv arrivò soprattutto grazie a lei. La sua parlantina, il modo di porsi davanti alla telecamera che la rende un misto tra santa e puttana, innalzò pian piano gli indici di ascolto portandoli alle stelle. Questo è ciò che accadeva davanti al pubblico. Ma com'era Marika dietro le quinte? Io che sono stata la sua collega per alcuni anni posso saperlo meglio di chiunque altro. Ebbene, Marika era la classica stronza montata. Mi trattava male, come se io fossi stata una comparsa, una conduttrice di serie B, mentre lei era la stella, la prima donna indiscussa. Era affascinante, lo ammetto, ma a volte l'avrei presa a schiaffi per punire la sua indomita superbia. Tra di noi c'era una tensione sottile che si tagliava con il coltello. Mi trattenevo dal picchiarla solo per il buon esito del programma. Perfino gli addetti ai lavori se ne accorgevano di questa acredine soffusa. Una volta un tecnico delle luci arrivò ad esclamare:"Cazzo ragazze, dovreste volervi più bene, sembrate Prost e Senna ai tempi della McLAren, forse peggio...". Ad entrambe scappò un sorriso ironico, in quella circostanza. Il tempo passava e il successo in tv si confermava, ma non riuscivo più a sopportare la sua arroganza da stronza perfettina ingrata. Ecco, ci siamo capiti. Ma un giorno accadde l'imprevisto, una situazione davvero molto hot. Quel pomeriggio la truccatrice era malata e così restammo da sole nel camerino prima di una diretta. Come al solito lei sparò fuori qualche cattiveria. Cercai di far finta di nulla e le passai il rossetto sulle labbra. All'improvviso accadde l'incredibile. Cominciò a riconoscere di esser stata una stronza nei miei confronti. A quel punto i risentimenti accumulati per mesi verso di lei sparirono di colpo lasciando spazio a cose diverse. La osservai da vicino, restai turbata dal suo sex appeal, dal suo fascino. Senza più provare rancore verso di lei, diventò all'improvviso il mio oggetto dei desideri. Non riuscì a trattenere il desiderio e le piazzai un dito tra le gambe. Aveva il pantacollant ma lo sentì ugualmente. Restò ovviamente sorpresa dal mio atteggiamento. Non controllai le mie pulsioni erotiche verso di lei: la girai contro il muro e le palpai il sedere con decisione. A quel punto stimolai la sua curiosità, l'impulso della sfida a livello sessuale. Mi calò i pantacollant a metà gambe e iniziò a leccarmi il culo mentre me ne stavo a pecorina. Provai enormi brividi di piacere. Le allargai le gambe e la leccai sul pantacollant. Glielo strappai tra le gambe e afferrai con foga il suo clitoride in bocca, poi lo leccai furiosamente fino a farla venire. Lei aveva goduto ma io ero ancora infoiata. Le tolsi il pantacollant del tutto e poi mi piazzai sopra di lei portando la figa all'altezza della sua bocca. La invitai con decisione a leccare e le diedi anche della troia nel contempo. Lei mi leccò con passione senza batter ciglio. Dominare una che tendenzialmente aveva sempre cercato di dominarmi raddoppiò il mio piacere. Cambiammo posizione. Mi stesi, allargai le gambe e lasciai che lei continuasse a slinguazzarmi perbene la fica. Finalmente assaporai il gusto intenso dell'orgasmo. Ci rivestimmo in fretta e furia. Mancavano pochissimi minuti alla diretta. Marika, ormai completamente rilassata, sembrava un'altra, non aveva nemmeno la forza di spiccicare due parole ed io altrettanto. La diretta quel giorno fu un vero flop. Il direttore, a fine trasmissione, ci riprese entrambe sentenziando:"Ma che cazzo combinate, sembrate due zombie! Un'altra figura di merda così e vi caccio entrambe!". Marika mi sorrideva ed io ricambiavo i sorrisi. Le chiesi:"Sei incazzata per la trasmissione?", lei mi guardò e disse:"Sai Eleonora, dovrei ringraziarti. Mi hai fatto capire che nella vita non esiste solo il successo. Farlo con te è stato davvero stupendo, non sono mai stata così bene sai...". Sorrisi e le risposi:"Marika, anche per me è stato bello", dopodichè la baciai. Poi le presi la mano e le sussurrai:"Vuoi venire da me?". Lei emozionata rispose di si. Andammo a casa mia, ci piazzammo a letto e lo facemmo per tutta la notte. E così per tutto il resto della settimana. Nemmeno 10 giorni dopo il direttore ci licenziò perchè il programma perse colpi a causa nostra. Ormai non eravamo più le stesse ma qualcosa di meglio, avevamo scoperto di colpo l'amore e la passione tra donne e del programma e della tv ormai poco ce ne importava...


venerdì 12 maggio 2017

Gay per caso

Il mio nome è Davide. Non avrei mai immaginato di provare determinate sensazioni ma alle volte nella vita certe situazioni accadono quasi per caso, inaspettatamente. Nella fattispecie, questo è ciò che successe l'estate scorsa. Mi accingo a raccontare la storia sperando di non scandalizzarvi troppo. Dal momento che la ragazza mi aveva mollato decisi di recarmi in vacanza in Grecia per un mese in compagnia di un amico, Luigi. L'obiettivo era quello di rimorchiare donne e divertirsi. Un sano rilassamento all'insegna della lussuria sfrenata senza inutili coinvolgimenti amorosi. Tutto magnifico, sulla carta, ma all'atto pratico, venimmo clamorosamente meno nell'intento di conquistare donzelle. Dopo una settimana di serate in discoteca non beccammo nemmeno una ragazza restando così in astinenza sessuale. La notte, in hotel, dormivamo nello stesso letto dal momento che avevamo preso una matrimoniale per stare in compagnia invece di due camere singole. Dormire con un amico in teoria non avrebbe dovuto comportare nessun problema. Prima di addormentarci parlavamo del più e del meno, e delle donne che non riuscivamo a sedurre. Fu proprio l'ottava notte che accadde qualcosa di davvero particolare, una situazione che chiunque avrebbe vergogna a raccontare, compreso il sottoscritto. Avevo preso sonno e dormivo profondamente, erano all'incirca le sei del mattino quando iniziai ad avertire un senso di piacere in tutto il corpo. Non mi resi subito conto di ciò che stava accadendo dal momento che stavo tra veglia e sonno. Quando ripresi i sensi mi resi conto di non avere più i boxer, non solo, e che quel porcello di Luigi mi stava segando! D'istinto gli dissi:"Accidenti Luigi, ma che diavolo combini?", lui sorrise e rispose:"Ho pensato che in qualche modo il problema del sesso andava risolto, non ti pare?". Intanto la sua mano non si  fermò affatto e continuò piuttosto a segare lentamente e piacevolmente. Gli dissi:"Diamine, tu sei pazzo! Siamo due maschi!", anche se in realtà provavo piacere. Lui con sicurezza rispose:"E che fà che siamo maschi, meglio di niente no?". Poi, con sensualità e decisione si chinò e mi baciò in bocca. Tentai di scansarlo un paio di volte ma lui cercò con decisione la mia lingua dicendo:"E dai che ci divertiamo...". Finimmo a slinguazzarci. Inizialmente ero teso ma, complice la sega, iniziai a rilassarmi provando un piacere indescrivibile. Ma Luigi fece di più. Vedendo che bene o male ci stavo, si spostò sopra di me continuando a baciarmi. La sega si interruppe ma i nostri corpi nudi erano piacevolmente a contatto e così i nostri sessi. Spostò la lingua sui miei capezzoli, poi disse:"Hai visto com'è eccitante?". Non gli risposi ma lo lasciai fare. Mille pensieri affollarono la mia mente. Pensai:"Ma non gli piacevano le ragazze? E' gay? O è solo eccitato?". Luigi scese ancora più giù e imboccò il mio pisello ormai duro. A quel punto andai proprio in estasi, lo ammetto. Succhiava il cazzo e leccava la cappella alla grande trasmettendomi brividi di piacere. Mi eccitai talmente che accarezzai i suoi capelli e spinsi la testa contro il mio sesso sperando che non si fermasse. Mi slinguazzò cazzo e palle, leccava veramente in modo stupendo, il che mi fece supporre che non fosse alla prima esperienza o che, in alternativa, lo desiderasse tanto e da parecchio. I suoi giri di lingua sulla cappella mi fecero gemere di piacere, leccava il pisello divinamente, anche meglio della mia ex. Con quel bocchino da paura non potetti che godere a dismisura e venire copiosamente spruzzando nella sua bocca che accolse amorevolmente i miei caldi getti di sperma. Il porco commentò:"Mmmm davvero deliziosa la tua sborra, prova, assaggiala anche tu..." e mi baciò al sapore di seme. Fu davvero una gran porcata ma eccitantissima. Naturalmente lui era ancora eccitato e mi chiese di ricambiare ma io non me la sentì e gli dissi di no. E così lui sentenziò:"Bene, allora mi darai il tuo culetto troietta!". Risposi:"No, questo no! E' troppo!". Ma lui mi girò a pecorina e mi zittì con un:"Silenzio puttana, voglio romperti il culo adesso!". Il suo tono mi turbava eccitandomi al tempo stesso. Non ebbi troppo tempo per riflettere prima che lui, a cazzo duro, entrasse dritto nel mio culo. Esclamai:"Oddio che stiamo facendo!". Ma lui iniziò a stantuffare e a chiavarmi a ritmo sempre crescente esclamando:"Mmm che culetto! Meglio di quello di una ragazza!". Mi fece un pò male dato che non lo avevo mai preso indietro però pian piano il piacere superò ogni forma di dolore. Mi scopava e mi masaggiava i capezzoli quel maialino ed io andai nuovamente in erezione. Me lo infilò dentro proprio tutto e mi scopò a lungo fino a venire riempendomi il culo di sborra caldissima e densa. Provai una sensazione unica, sentì lo sperma scorrere dentro e vibrai di piacere. Intanto lui da dietro mi segò velocemente facendomi sborrare nuovamente. Si accasciò sul mio corpo e mi baciò. La stanza odorava intensamente di sborra. Il tempo era volato, si erano fatte addirittura le 9! Stavamo ancora avvinghiati quando la cameriera entrò nella stanza a sorpresa per effettuare le pulizie. Resasi conto che lo avevamo appena fatto tra maschi gridò:"Wow! Italiani froci!" e, scandalizzata, corse via sbattendo la porta. Da quel momento la vacanza divenne per noi davvero meravigliosa dato che continuammo a fare questi giochi tutte le notti per circa 20 giorni. Naturalmente altre cameriere, più o meno scandalizzate, ci beccarono in intimità. Quando tornammo a casa e i nostri amici chiesero come era andata la vacanza, e soprattutto il resoconto sulle conquiste di donne, lui rispose mentendo:"Bhè, mare, discoteca e sesso a volontà!". Naturalmente non specificò che il sesso lo avevamo fatto tra di noi e non certo con le donne, ma trattasi di piccoli dettagli, giusto? ihihih.


giovedì 11 maggio 2017

Il mio ragazzo ossessionato dall'amico

Mi chiamo Gilda. Con Manuel, il mio ragazzo, eravamo arrivati al terzo anno di fidanzamento. Ma fu a quel punto che la situazione assunse una piega imprevista. Al lavoro conobbe un biondino di nome Eric. Tra i due nacque subito un'intesa notevole. Manuel non faceva altro che parlare del suo nuovo amico e di tutti gli interessi comuni che avevano: dallo sport, ai videogiochi, ad altre cose. Manuel arrivò al punto da invitarlo ad uscire anche quando c'ero io e ciò non una volta sola, ma praticamente sempre! Ovunque andassimo, cinema, ristoranti, discoteche, ormai non uscivamo più come una normale coppia ma sempre e solo in 3. Al principio pensai che la loro fosse solo una bella e intensa amicizia ma, in realtà, ad un certo punto si rivelò assai più intima di quanto si potesse mai immaginare. Notai nel mio boyfriend un cambiamento, lo vedevo sempre più coinvolto da quest'amico. Finchè un bel giorno Manuel non riuscì più a tenere dentro le sue emozioni e si confidò con me, mi disse:"Senti cara Gilda, credo che ti incazzerai ma ho da dirti una cosa importante. Vedi, frequentando Eric mi sono reso conto che non mi basta che esca con noi...". Risposi perplessa:"Mmmm che cosa intendi dire, cosa vorresti fare?". Lui arrossì e rispose:"Bhè, vedi io avrei lo stimolo di conoscerlo anche fisicamente...". Basita risposi:"Cosa? Ho capito bene? Per caso te lo vuoi fare? Sei diventato frocio per caso? E lui? Lo è altrettanto?". Lui si fece serio e precisò:"Non sò cosa stia accadendo ma sò che ho questa pulsione e vorrei davvero viverla". Sul momento ero furibonda e dissi di non voler più affrontare l'argomento ma poi ci pensai sù. Se si fosse invaghito di una donna avrei potuto combattere ad armi pari, più o meno, ma come competere con un uomo? Essendo innamorata pensai bene di assecondare il suo desiderio. In realtà non sapevo nemmeno bene quando e come sarebbe accaduto un duetto tra i due. L'occasione giusta arrivò ad una festa piuttosto noiosa. Eric naturalmente era con noi. Ad un certo punto Manuel ed Eric sparirono dalle parti della toilette. Aspettai alcuni minuti e li raggiunsi nei bagni degli uomini. Erano già nudi e si stavano baciando dolcemente. Evidentemente Eric non era particolarmente incline alle donne, il mio ragazzo, d'altra parte, la propensione la stava manifestando sempre più verso il suo stesso sesso. Mi spogliai anch'io sperando di scuoterli in qualche modo ma Eric commentò solo:"Carina la tua ragazza". Mi avvicinai a loro, presi in mano il cazzo di Eric e lo porsi a Manuel precisando:"Bhè, dai, togliamoci il pensiero...". Eric commentò:"Però! Sportiva la tua ragazza!". Ero incazzata nera ma non volevo privare Manuel di questo torbido piacere. Il mio ragazzo non vedeva l'ora di provare il gusto dell'uccello. Si avventò sulla mazza leccando la cappella dell'amico come un pompinaro provetto! "Che gran bocchinaro!", pensai. Pochi minuti di suadenti leccate ed Eric schizzò a fiume. Ebbi un brivido caldo, un misto di sensazione tra piacere e porcata che comunque lubrificò a dovere la mia figa vogliosa. La sborra continuava a schizzare copiosa mentre Manuel la leccava tutta avidamente. Pensai che fosse finita lì con un chinotto ma Manuel mi chiese:"Cara, adesso ti spiace aspettarci fuori?". Compresi al volo che aveva intenzione di provare il rapporto completo e non se la sentiva di farlo davanti a me e così, sfoderando un sorriso un pò ipocrita, gli risposi:"Ma certo tesoro, fai con comodo...". Mi rivestì spiandoli però dal mitico buco della serratura. Era proprio come pensavo: Manuel, eccitatissimo, voleva farsi l'amichetto. Aspettai solo pochi secondi affinchè Manuel euforico glielo mise nel culo ad Eric, alla pecorina, esclamando: "Dai troia sei mia!". Un rantolo di gelosia mi percorse tutta, superato però di gran lunga dall'eccitazione incontrollabile. Mentre Manuel sfondava il culo all'amico, mi tirai un ditalino da paura e venni intensamente. Manuel si chiavò l'amico perbene e, in preda a un focoso orgasmo, gli sborrò copiosamente nel culo. I due, paghi degli orgasmi, si baciarono felici. Quando finalmente si rivestirono ed uscirono dal bagno domandai al mio ragazzo:"Ti sei tolto lo sfizio adesso?" e lui rispose:"Oh si, eccome! Grazie cara per la complicità". Risposi, con un sorriso falso simile al precedente:"Ma figurati amore, per così poco". Adesso il buon Manuel, viziosetto, si divide tra i miei buchi e quello dell'amico. Ho perso l'esclusiva, lo ammetto, ma almeno, finchè và avanti così, il pericolo che flirti con altre donne è decisamente scongiurato.              


martedì 2 maggio 2017

Le terapie anomale della psicologa

Mi chiamo Genny. A 25 anni, a differenza dei miei amici, non avevo praticamente esperienze sessuali con le donne. Preoccupato della situazione decisi di rivolgermi ad una psicologa. La giovane dottoressa bruna di nome Rosaria era davvero affascinante. Ci vollero quattro sedute affinchè mi dicesse chiaramente che ciò che si poneva come ostacolo tra me e le ragazze non era soltanto la timidezza ma qualcosa di molto più particolare. Rosaria analizzò il mio subconscio e si rese ben presto conto che gli uomini mi attiravano. In realtà, durante una seduta, le spiegai che non avevo mai incontrato il tipo adatto per tentare un approccio diretto. La psicologa sosteneva che avrei dovuto lasciar libero il mio essere di esprimersi, di esternare pienamente le emozioni e le pulsioni lasciando così alle spalle stati negativi quali repressione e depressione. In realtà non comprendevo del tutto le idee di Rosaria, ma lei aveva già in mente un disegno ben preciso da realizzare. Un giorno mi disse di togliere le mutande per lasciar respirare le zone intime, poi mi mostrò i suoi piedi, si sfilò i sandali col tacco e pretese:"Sù leccami i piedi giovanotto!". Mille pensieri si affollarono nel cervello, credetti ingenuamente che si fosse in qualche modo innamorata di me: figuriamoci! Ad ogni modo ipotizzai che si trattasse di un modo per testare il mio interesse verso le donne. Leccai i suoi piedi e, al tempo stesso, chiesi conferma riguardo a ciò che avevo supposto. La smentita secca arrivò perentoria in quanto lei precisò che con le donne non c'erano speranze. Ma allora perchè lo faceva? Evidentemente era solo un modo per distrarmi da ciò che sarebbe accaduto pochi istanti dopo. Delle mani forti mi accarezzarono il sedere dilatando le natiche. Una voce maschile decisa commentò:"Bel buchetto!". Caddi davvero dalle nuvole ma Rosaria fu pronta a spiegare rapidamente la situazione, disse:"Caro Genny, tu desideri stare con un uomo, ne hai un pò timore naturalmente, ma sotto sotto lo desideri. Ebbene, un altro mio paziente, Sammy, ha desideri compatibili con i tuoi. Lui vuole tanto riempire un buco maschile. E dunque, che dire, Dio li fà e Rosy li accoppia!". In  quel momento fu tutto chiaro, si trattava di una maniera anomala per "curare" due pazienti con spiccate tendenze omosessuali semplicemente facendoli accoppiare tra di loro! Hai capito che gran troia la dottoressa! Ad ogni modo era ormai troppo tardi per tirarsi indietro! Le mani di Sammy mi tenevano saldamente i fianchi mentre il suo cazzo durissimo entrava deciso nel mio culo! Me lo infilò dentro proprio tutto ed io andai letteralmente in estasi. Mi pompò il culo a dovere realizzando il mio sogno proibito. Rosaria rideva come una matta, si divertiva mentre Sammy mi sfondava l'ano. Il ritmo dei colpi divenne sempre più veloce finchè lui godette. Tirò fuori il cazzo e spruzzò copiosamente sulle mie natiche. Una sensazione di profonda estasi che proseguì con la mia frenetica sega e culminò con l'amplesso. Eaiculai copiosamente sul pavimento mentre il buco del culo mi pulsava ancora. Rosaria compiaciuta esclamò:"Mmm, proprio un'ottima seduta, direi che siete entrambi sulla via della guarigione". Dopo averlo rifatto un paio di volte davanti a lei io e Sammy decidemmo di proseguire l'esperienza in privato risparmiando così la parcella della psicologa...             


lunedì 24 aprile 2017

Il piacere torbido del guardone partecipe

Mi chiamo Eddie. In 5 anni di matrimonio Manuela, mia moglie e segretaria, era sempre stata una donna seria e fedele. La monotonia di una vita fin troppo tranquilla cominciò a stufarmi. Fu così che un giorno, all'improvviso, durante una pausa in ufficio, le feci un'insolita richiesta. Le proposi:"Hey Manu, voglio rilassarmi un pò, perchè non fai un bello strip?". Prima di allora non le avevo mai chiesto cose simili, nemmeno a casa. Manu sorrise, poi rispose:"Che c'è ti sei svegliato eccitato?". Le risposi:"Mmmm non lo sò, si, probabile". Manuela chiuse la porta a chiave, poi mi dedicò un simpatico "private strip". Man mano che si spogliava le suggerivo le pose da assumere. Vederla in quel modo, così sexy, mi fece riflettere a lungo. Le dissi:"Hey Manu sei davvero sexy, credo che piaceresti a molti uomini...". Lei rispose:"Ma figurati...". Insistetti su quella linea e, provocandola, le chiesi a bruciapelo:"Dì la verità, te lo faresti un altro?". Lei imbarazzatissima rispose:"Tu sei matto! Non sono il tipo di donna da fare queste cose, mi conosci, sono una tranquilla casa e famiglia...". Ma ormai quest'idea mi ossessionava, volevo vederla con altri e così cominciai lentamente ad instillare questo folle pensiero nella sua mente. Alludevo a rapporti extracoinugali praticamente ogni giorno. In più, con scuse varie (stanchezza, mal di testa), le negavo la scopata quotidiana. Manuela cominciò ad impazzire dall'astinenza sessuale. La spiai mentre si toccava furiosamente in bagno ma sapevo bene che non sarebbe durata a lungo a ditalini. Desiderava ardentemente essere sfondata e prima o poi avrebbe ceduto. Bisognava soltanto trovare la persona adatta per iniziare. Individuai nel suo medico, un giovane uomo aitante, la persona giusta per iniziare gli adulteri. Le dissi:"Cara, dovresti andare più spesso dal medico, la salute è importante..." e aggiunsi:"...e poi mi sembra anche un uomo attraente". Lei un pò sorridente rispose:"Ma che vai a pensare, guarda che è solo per la salute, comunque ci vado, ok". Ormai Manuela stava cambiando. Si tinse anche i capelli neri, sembrava ringiovanita di 7-8 anni. Non ci volle molto affinchè il medico se la facesse. Dopo un pò di volte che lui se la sbattette, Manuela confessò ciò che io avevo già intuito. Raccontò di averlo preso anche nel culo, e di aver ricevuto tanta sborra calda in bocca e che le era piaciuto da morire. Spiegò anche di sentirsi in colpa ma io la esortai a proseguire, le dissi che si trattava di una specie di terapia di coppia. Manuela, da mogliettina modello tutta casa e chiesa, si trasformò in breve in un troione senza freni. Dopo il medico la diede anche ad altri. La mia amata Manuela divenne una gran puttanella. La sera tornava sempre tardi e odorava di sborra. Ma non mi bastava! A un tratto le dissi:"La terapia deve raggiungere un nuovo livello cara". Lei perplessa mi guardò e chiese:"Che intendi dire?" ed io risposi:"A questo punto voglio guardare mentre scopi!". Lei arrossì e rispose:"Cosa? Mi hai già spinta tra le braccia di altri, e non dico che non mi sia piaciuto, ma ora pure il guardone vuoi fare?". Risposi:"Certo, adesso voglio divertirmi anch'io un pò...". Manuela ci pensò sù, poi rispose:"...e va bene, se ci tieni tanto, convincerò qualcuno ad avere uno spettatore mentre lo facciamo". Manuela portava gli uomini a casa, ci faceva sesso in mia presenza. Guardavo ciò che facevano e mi masturbavo. Le godute erano intense e le sborrate copiose. Lei mi guardava stupita in quei momenti, per metà eccitata e per l'altra metà schifata. Eravamo giunti ad un punto torbido ma lo sarebbe stato ancora di più. Per un pò continuai a fare lo spettatore segaiolo, il guardone delle sue trombate. Poi, un giorno, decisi di far parte del gioco. Manu stava trombando con un affascinante giovanotto di nome Manolo. Approfittai di un momento che l'uccello uscì fuori dalla fessura figale e, stanco delle sole seghe, affidai la cappella dell'ospite alle cure premurose della mia lingua e della mia bocca. Si, avete capito proprio bene: propinai un succulento bocchino a quel tipo davanti a mia moglie. Manuela non credeva ai suoi occhi, non pensava che arrivassi a tanto, pur di godere, pur di provare nuove esaltanti emozioni. Il cazzo di Manolo si fece durissimo, segno che gli stavo dando enorme piacere. Proseguì a sbocchinare fino a sentire gli schizzi caldi e copiosi di Manolo nella bocca. Ero in estasi mentre Manuela, intenta a sditalinarsi, mi sussurrò all'orecchio:"Puttana!" prima di venire a sua volta. Il piacere di quel torbido triangolo fu cosi intenso che il mio cazzo ejaculò da solo innaffiando di sborra le tette di Manuela. La stanza odorava di sesso e sborra, Manuela, estasiata e sconvolta, continuò a ripetere varie volte:"Porci! Maiali!" ma quella volta toccai davvero il cielo con un dito come mai era accaduto prima durante il nostro matrimonio. Per quanto possa sembrare strano, subire consapevolmente le corna, dalla moglie o dalla compagna, è una situazione perversa alla quale molti uomini aspirano.              

La moglie sexy

domenica 16 aprile 2017

Al cugino della mia ragazza piace la mazza

Mi chiamo Enrico, ho 39 anni. La mia ragazza, Angela, ne ha 30. Lei è davvero sexy e disinibita, non ci si può certo lamentare di una così. Tuttavia, negli ultimi mesi della nostra relazione, avevo fantasie insolite. Alla soglia dei 40 mi chiedevo cosa si provasse a stare con una persona dello stesso sesso. Lo accennai a lei che sorrise ma il discorso a riguardo fu brevemente dimenticato e archiviato quasi come proposto in tono scherzoso. Ma il caso riportò la questione prepotentemente alla ribalta. Angela è molto legata ad un cugino di nome Max appena 19enne. Il ragazzo aveva difficoltà a riuscire con le ragazze. Più di una gli diede impietosamente picche innalzando la sua delusione che in breve divenne depressione. Una sera Angela invitò a cena da noi Max. Non sò se accade perchè avevamo bevuto tutti un goccio in più o semplicemente perchè Angela è particolarmente troia quando vuole esserlo, stà di fatto che a un certo punto chiese al cugino:"Allora come và con queste ragazze?". Max rispose:"Guarda, non ne parliamo, mi snobbano sempre dannazione". Angela sorridendo rispose:"Bhè, magari ti può consolare Enrico, sai una volta mi ha confidato di desiderare un'esperienza al maschile". A quel punto arrossì paurosamente e spiegai:"Ma no, figurati, lo dissi giusto per scherzare". In realtà questo discorso mi diede brividi di profondo piacere poichè riportò nel mio cervello quelle fantasie che credevo ormai diventate irrealizzabili. Cercai di rompere il ghiaccio con Max, gli dissi:"Tranquillo non stare in ansia per le ragazze, vedrai che prima o poi qualcuna ci stà". Mi rispose:"Sei proprio un amico". Mentre stavamo parlando a distanza ravvicinata arrivò lo zampino di Angela che avvicinò tra loro la mia testa e quella di Massimo e sentenziò:"Ma dai baciatevi!". Ci ritrovammo con le labbra contro, fu quasi naturale aprire la bocca in modo che le lingue si incontrassero sugellando uno splendido bacio. Max teneva gli occhi chiusi mentre limonavamo piacevolmente. L'eccitazione cominciò a salire di brutto mentre in sottofondo si sentì la voce beffarda di Angela esclamare"Bravi!". Durante il bacio ci carezzammo a vicenda sopra i pantaloni. Sentì il suo uccello crescere ed anche il mio indurirsi parecchio. Glielo tirai fuori e iniziai a leccargli minuziosamente la cappella. Angela non poteva credere ai suoi occhi e ci incitava a proseguire il siparietto. Max ricambiò le attenzioni orali. La sua lingua calda batteva splendidamente sulla cappella regalandomi brividi di piacere. A quel punto Angela mi baciò, poi bacio anche il cugino in bocca. Mi eccitai ancora di più a guardarli e notai il grande piacere di lui nell'interagire con la bella cugina. Il ghiaccio era stato rotto e strarotto e non vedevo l'ora di rompere il culo a quel ragazzo. Angela, premurosa gli ammorbidì il culo con un pò di crema idratante in modo da facilitare le cose. Lo misi a pecora ed entrai nel suo buco sverginandolo a dovere. Gli infilai tutto il cazzo dentro e lo feci gemere di piacere mentre lei si spogliò e si toccò mentre fottevamo tra maschietti. Mentre inculavo il cugino lei, troia, glielo prese in bocca con passione spompinando a meraviglia. Il buon max, inculato e spompato, non resistette e schizzò copiosamente in bocca a lei. La troia venne a baciarmi in modo che assaggiassi lo sperma di lui. Lo gustai e proseguì ad incularlo. Avevo voglia di godere, aumentai il ritmo fino a schizzargli copiosamente dentro al culo. Quando sfilai il cazzo lo sperma colò dal culo del ragazzo e lei, in preda a un focoso ditalino, commentò:"Ohhhh siii troie!" e se ne venne intensamente. Da allora Max nemmeno le cerca più le ragazze, sà bene dove ricercare il piacere, sà bene dove trovare la sua dose quotidiana di cazzo!


mercoledì 12 aprile 2017

La vicina scroccona

Il mio nome è Alessia (la ragazza bionda). Questo racconto necessita di una prefazione. In primo luogo parliamo della sottoscritta. Abito da sola in un monolocale posto al secondo piano di un palazzo piuttosto fatiscente. Per vivere mi arrangio dando ripetizioni di inglese agli studenti. Con gli uomini ho avuto varie storie, poche importanti. Proprio in quelle che contavano mi hanno sempre cornificata. E dunque, contrariamente ai sogni di mia madre, il matrimonio non è mai arrivato. Dopo le innumerevoli delusioni amorose cominciai a guardare l'orizzonte sotto una prospettiva diversa fino a considerare possibili le relazioni, non soltanto amichevoli, con persone del mio stesso sesso, ovvero le donne. Rimorchiai alcune signore mature, molto più grandi di me, per lo più casalinghe deluse all'ultima spiaggia. Con loro sperimentai l'ebrezza del sesso al femminile: puro e semplice sfogo senza particolari coinvolgimenti sentimentali. Una vita piuttosto monotona, tutto sommato, se ad un certo punto non fosse entrata in gioco Mirella. Molto spesso gli incontri più interessanti avvengono per puro caso. Mirella si trasferì in fitto in un appartamentino posto proprio sotto il mio, ossia al primo piano dello stabile. E' difficile non notare una brunetta così bella, alta e sexy. Ricordo molto bene il giorno in cui la conobbi, mi disse sorridendo:"Piacere, io sono una nuova inquilina, Mirella". Spesso bussava alla mia porta per chiedere qualcosa mentre stavo dando ripetizioni agli studenti. Una volta le mancava il sale, una volta lo zucchero, una volta il bagnoschiuma. Diciamo la verità, Mirella rompeva parecchio i coglioni. Tuttavia risultava difficile dirle di no, dopo aver visto i suoi bei sorrisetti, in più non intendevo essere acida con una nuova arrivata del condominio. Ma poi le richieste aumentarono, mi chiedeva i passaggi in auto. Lo faceva con naturalezza, del tipo:"Hey, mica ti dispiace darmi uno strappo in farmacia?". Mirella iniziò a diventare martellante, mi chiedevo come facesse a non rendersi conto di quanto effettivamente rompesse. Un giorno mi chiese di accompagnarla all'appuntamento con uno dei suoi tanti spasimanti. Stizzita le risposi:"Ma non poteva venirti a prendere lui?". Lei spiegò:"No, no, lo conosco appena, ci voglio parlare un pò prima di salire in auto con lui...". Aspettammo un pò ma il tipo non si presentò all'appuntamento, le diede buca (e ciò risulterà determinante) e così non ci restò altro da fare che tornare indietro. A quel punto ne approfittai per sfogare un pò la rabbia accumulata e gliene dissi quattro a Mirella. Le feci notare che era un egoista, un'approfittatrice opportunista. Tuttavia più la guardavo e più mi piaceva. Pensai sempre più a lei sessualmente. Allungai una mano sulle sue cosce, le carezzai, poi proposi un drink da me. Mirella mostrò un'espressione perplessa e preoccupata, del resto come darle torto: prima la mia incazzatura, poi la mano sulle gambe e infine l'invito a bere un drink... Ad ogni modo rientrammo a casa. Parcheggiai l'auto e salimmo da me al secondo piano. Si rese conto di aver esagerato con le richieste, troppo continue, e così esclamò:"Credo proprio di aver bisogno di bere un drink bello forte". Non mi dispiaceva affatto, così si sarebbe lasciata andare di più:le offrì un whisky. Appena ebbe finito di bere proposi:"Sù mandane giù un altro!", poi presi anch'io un bicchierino e lo riempì col Glen Grant. Le tensioni cominciarono ad allentarsi, ridevamo come due cretine ma io ero un pò più lucida di lei. Alzarle il vestito fu quasi naturale. Ebbe un sussulto quando le palpai il culo con decisione. Era scettica su ciò che stava accadendo ma, complice l'alcol, più tendente a rilassarsi che a reagire. In men che non si dica le feci aprire le gambe e le leccai stupendamente la patata. Poi mi misi dietro di lei che ancora faceva obiezioni. Sapevo bene che non era mai stata con una donna. Le slinguazzai le natiche. Mirella disse che mi assecondava quasi per scusarsi dell'accaduto (e cioè di esser stata una scroccona compulsiva) ma poi, presa dall'eccitazione incalzante e incontrollabile, e resasi conto che volevo sesso senza mezzi termini, ammise chiaramente che ci sarebbe stata ad un gioco da troie. Se ne stava bella nuda a pecorina mentre le slinguazzavo la passera e fu così che rapidamente raggiunse l'orgasmo. Poi fu pronta a leccare la sua prima fica, a ricambiarmi e lo fece così bene che le venni magnificamente in bocca. Leccandole il collo la sgrillettai a dovere conducendola per la seconda volta al culmine del piacere: la bella Mirella se ne venne ancora, sotto il mio sguardo compiaciuto. La brunetta, ormai pienamente coinvolta nel gioco saffico, non disdegnò affatto di leccarmela ancora da dietro minuziosamente. Le sue calde slinguazzate mi portarono a godere nuovamente e intensamente regalandole ancora caldi sughi figali in bocca. Fu davvero un modo estasiante di fare pace. Dopo quella volta Mirella non è cambiata per nulla, continua puntualmente a chiedere favori, ma  ha imparato molto bene a sdebitarsi concedendomi spesso la sua amorevole topa...  


venerdì 7 aprile 2017

Colazione da Jessica

Sono sempre io la vostra amata Jessica. Spero che abbiate gradito la prima parte del racconto in cui Marika cornifica il marito e io lo consolo. Ebbene, eravamo arrivati al momento del confronto tra me e lei. Si incazzò non poco per l'accaduto. Passarono dei giorni dopodichè, sbollita in parte la rabbia, Marika mi fece chiamare nel suo ufficio e disse:"Dunque Jessica la questione che si è venuta a creare è un pò incresciosa dal momento che lavoriamo tutti nello stesso edificio. Sarebbe il caso che io e te ci chiarissimo, ma non qui". A quel punto chiesi:"E dove?", rispose:"Facciamo a casa tua domani mattina alle 9". Replicai:"Ma è orario di lavoro come si fà?". Lei ribattè decisa:"Tranquilla, vorrà dire che arriveremo più tardi in ufficio, questo chiarimento è necessario...". E così, il mattino seguente, aspettai a casa la moglie del mio capo. Arrivò puntuale sgargiante su delle scarpe bianche con i tacchi. Anch'io ero vestita provocante col mio vestitino bianco e nero e le scarpe col tacco di colore nero. Data l'ora da colazione le offrì il caffè dopodichè ci sedemmo in cucina a parlare. A un certo punto mi disse:"Mi dai da pensare sai? Forse ho trovato una che è stronza almeno quanto me e dunque alla mia altezza...". Insomma mi aggredì un pò ma il tono non era più come quello della prima volta in ufficio, come se qualcosa di me l'affascinasse e non poco! In effetti anche lei palesava un incredibile sex appeal. In parole povere a un certo punto disse che era inutile che litigassimo per le vicende inerenti il marito, stupido che tra noi ci fosse astio. Percepì tutta la sua eccitazione nonchè la voglia immensa di trasgredire, del resto la mia non era da meno. Come due fidanzati che prima litigano e poi fanno la pace, tra me e lei andò più o meno così. Del resto le donne non mi sono mai dispiaciute, specie se così sexy come lei. Partì in quarta, mi risucchiò letteralmente la lingua e a quel punto compresi bene come sarebbe andata a finire quella mattinata. Le dissi apertamente quel che pensavo di lei, nel bene e nel male, una stronza affascinante, dopodichè la palpai sopra le mutandine nere. In men che non si dica si sdraio sul ripiano della cucina e allargò le gambe. Era un chiarissimo invito a leccare la passera. Trascorsero solo pochi secondi prima che le facessi sentire la mia lingua calda nella topa. Ebbe un primo rapido amplesso, poi passò lei a condurre il gioco: leccava molto bene, godetti anch'io alla svelta: 1 a 1!. Dopo di ciò iniziai a dedicarmi più approfonditamente al suo piacere tormentandola con la lingua e con le dita. Ansimava come una maiala mentre la sua fica sbrodolosa si apriva meravigliosamente al piacere. Quella porca ebbe altri due intensi e splendidi orgasmi. Poi fu lei a dedicarsi a me. Fu a quel punto che compresi quanto fosse brava a leccare la bernarda dato che mi procurò un altro paio di orgasmi particolarmente intensi: 3 a 3! Il suo bacio finale con cui si mescolarono a meraviglia i sapori delle fiche fu un'autentica libidine erotica. Sconvolte dal godimento profondo facemmo fatica a ricomporci. Guardai l'orologio e mi accorsi che era quasi mezzogiorno! Mi disse:"Tranquilla con la mia auto faremo in un attimo". In realtà non mi importava nemmeno più di fare tardi visto che avevo passato una mattinata stupenda. Mentre guidava si voltò e disse:"Allora, abbiamo chiarito? E' tutto a posto bella? Fine dei rancori?". Risposi:"Cazzo se lo è!". Da quel giorno nell'edificio facciamo finta di non calcolarci. Di tanto in tanto consolo il marito e lei continua a tenersi il segretario. Ma ci scambiamo i messaggini e, almeno un paio di volte al mese, lei fa volentieri "colazione da me" e quelle volte in ufficio naturalmente arriviamo tardi.         


martedì 4 aprile 2017

Tra moglie e marito metti la segretaria

Mi chiamo Jessica, faccio la segretaria. Il mio capo si chiama Thomas. In realtà, pur essendo simpatico, come uomo non mi attraeva granchè e poi era anche sposato. La situazione cambiò nel momento in cui i rapporti tra lui e la moglie Marika (la bionda tettona delle prime 8 foto) divennero tesi. Thomas, non sapendo con chi confidarsi decise di farlo con me. Diventai quasi la sua psicologa. Mi disse che la moglie non gliela dava più, era convinto che lei avesse un altro. Naturalmente cercai di distoglierlo da certe idee, gli spiegai:"Ma no, sei tu che ti fai i film, vedrai che poi le passerà". Ma lui insisteva sostenendo:"Si, figurati, è una parola! Gnocca com'è trova subito un uomo schioccando semplicemente le dita". In realtà percepivo le sue ansie e soprattutto il fatto che vedeva in me una persona amica, ma non solo. Sapevo di piacergli parecchio e che in quel momento lui era vulnerabile ma non per questo volevo dargliela. Ho i miei principi:"Troia volentieri, ma non con gli uomini sposati". Ma il caso è il peggior nemico o amico dell'uomo, si sà. Marika dirigeva un reparto nello stesso stabile dov'eravamo io e Thomas. Anche lei aveva un collaboratore, un segretario maschio. Curiosa di sapere cosa stesse combinando Marika in quel periodo, mi recai nei pressi di quell'ufficio e, spiando dal mitico buco della serratura scorsi la dirigente che baciava proprio Ron, il suo segretario. Naturalmente non si fermarono al bacio, quella gran troia si mise a sbocchinarlo spudoratamente con leccata di palle incorporata. Poi lei aprì le cosce e lui si mise a slinguazzarla con passione. La donna, appoggiata alla scrivania, lasciò poi che lui la trombasse perbene stando dietro di lei. L'adultero siparietto si concluse con una copiosa sborrata dell'aitante segretario in bocca alla bella Marika. Lo sperma schizzò anche sulle sue tettone. Ebbi un brivido di piacere e mi riscoprì particolarmente umida dopo aver visto quelle scene di sesso al punto che dovetti sgrillettarmi con foga la passera fino a venire. Tutto molto eccitante penserete voi, vero? Già, non fosse stato altro che per i discorsi che avevo udito mentre quei due si divertivano alle spalle del povero Thomas. Nella fattispecie lei ci godeva a dare del cornuto e dello sfigato al marito mentre fotteva con l'amante, in più aggiunse che una come me non gliel'avrebbe mai data. Bhè, a quel punto pensai che per una volta i miei principi potessero andare al diavolo. Marika mi era diventata di colpo antipatica e Thomas meritava un riscatto, se la moglie aveva deciso di comportarsi da mignotta stronza e cornificarlo in quel modo, sarei stata io a fargli vivere un momento di gloria, dopotutto è sempre il mio capo, quello che paga regolarmente lo stipendio... E così il giorno seguente andai da Thomas con un'aria molto più da puttana rispetto al solito e lo provocai esibendo le tettone. Thomas non credette ai propri occhi naturalmente e si fiondò a leccare i capezzoli. Divaricai amorevolmente le cosce sulla scrivania in modo che mi slinguazzasse perbene la patata dopodichè lo sbocchinai un pò stando a 4 zampe sulla scrivania. Il cazzo di Thomas divenne di marmo e cominciò scoparmi focosamente sul tavolo tenendomi una gamba sollevata. Non gli sembrava vero tutto ciò, Thomas percepì qualcosa di strano ed io spifferai il segreto di quella troia della moglie che fotteva col segretario. Lui andò su tutte le furie ma io seppi calmarlo. Lo rassicurai spiegandogli che aveva me e iniziai a cavalcare la sua asta. Trombare a candela fu un vero sballo e godemmo entrambi tantissimo. Lasciai anche che mi penetrasse nel culo. Del resto la troia mi piace farla bene, non a metà. Proseguì ad incularmi a pecorina alternandosi tra culo e vagina. Godette tanto che mi preannunciò un aumento di stipendio. Poi concluse la trombata nella fregna a missionaria. Mi sbrodolai tutta venendo intensamente. Lui fece appena in tempo a sfilare il cazzo dalla fica per schizzarmi copiosamente in faccia. Il liquido abbondante mi scorse anche sulle tettone. A quel punto scappai via nuda, avevo un'idea in mente. Lui mi urlò:"Fermati, dove diavolo vai senza vestiti?", ma io non lo ascoltai e puntai dritto all'ufficio di Marika. Fortunatamente stava da sola in quel momento. Le dissi che la sborra in faccia era del marito aggiungendo che lui aveva requisiti da stallone... Queste parole la mandarono su tutte le furie naturalmente. Lei che si era sempre sentita superiore al partner, che lo aveva cornificato per giunta, adesso veniva contraccambiata con la stessa moneta. Provai un'immensa soddisfazione nell'osservare la faccia, ormai divenuta verde dalla rabbia, di quella vipera arrogante. Non vi nascondo che per un attimo pensai di calmarla a modo mio, non sò se rendo l'idea, ma questa, cari miei, è un'altra storia...       

la moglie adultera...

lunedì 20 marzo 2017

La signora altolocata

Mi chiamo Elvira. Il mio si potrebbe definire un racconto anomalo nella vita di una donna quasi normale. Mio marito, dedito come sempre al gioco e all'alcol, non contribuiva di certo alle entrate familiari ed io, con lo stipendiuccio da impiegata privata pagato in ritardo avevo grosse difficoltà a sbarcare il lunario. Spesso mi aggiravo nei pressi delle abitazioni delle persone ricche del quartiere sognando di poter stare al posto loro. Fu proprio lì che un giorno mi capitò un'esperienza incredibile. Stavo osservando un cancello semichiuso quando notai per terra delle banconote di grosso taglio. Cercando di non invadere la proprietà privata mi chinai ed allungai la mano per tentare di raccoglierle. Ma ecco che, sul più bello, sentì un dolore cane. Era il tacco di una tizia che mi calpestò la mano. La vergogna nella circostanza fu enorme. La giovane signora, di bell'aspetto e dall'aria risoluta, mi spinse con forza dentro casa sua. Cominciò ad ironizzare sul fatto che mi ero comportata da ladruncola, del resto come darle torto? Tirò fuori altri soldi dalle mutande, in quel frangente notai le sue autoreggenti. Mi spinse ad odorare tra le sue cosce: mi premette la testa con decisione e così fui costretta ad avvicinare il viso alle sue mutande e ad annusarle sentendo un odore misto tra fica e danaro che mi sconvolse un pò. La signora (in seguito seppi che si chiamava Tina) si bagnò gli indumenti in modo che si evidenziassero i seni, poi fece lo stesso con me. La monella ripeteva di aver voglia di giocare. Non pensavo affatto che a un tratto mi sollevasse la gonna con decisione e mi masturbasse con un gingillo che mai avevo visto prima. Disse che si chiamava hitachi. Con quella diavoleria persi pian piano i sensi, soprattutto ogni freno inibitorio. Non ero mai stata a cosce aperte davanti ad una donna ma il piacere che provavo era così sconvolgente da rendermi una vera troia consenziente senza limiti. Ad un certo punto volevo solo che continuasse, desideravo che mi facesse godere fino all'orgasmo quella maiala. Solo ad un passo dall'amplesso la stronza rivelò che i soldi a terra erano un trucco per rimorchiare donne, date le sue spiccate tendenze saffiche. Provai un senso di rabbia per esser stata presa in giro ma godevo talmente tanto che il piacere prese il sopravvento e così mi sbrodolai totalmente e mi persi nella lussuria venendo intensamente. Mentre assaporavo ancora il piacere mi disse:"T'è piaciuto puttana? Bhè, adesso che ci conosciamo se vuoi rifarlo bussa semplicemente alla porta, non userò più alcun trucco". Le risposi:"Può giurarci che busserò!". E così, da allora, suono quel campanello almeno un paio di volte a settimana!