mercoledì 9 dicembre 2020

La calda amica di mia figlia

Mi chiamo Dolores. Premetto che sono sempre stata eterosessuale. Non concepivo i rapporti fisici tra persone di sesso uguale. Ma Nadine, l'amica di mia figlia Ambra, mi fece ricredere del tutto. In realtà Nadine mi aveva sempre guardata con interesse ma forse io non ci facevo troppo caso. L'occasione con lei capitò dopo la mia separazione. Le continue infedeltà coniugali di mio marito, che si sbatteva donne molto più giovani di me, portarono inevitabilmente alla rottura del matrimonio. La bella Nadine si pesentò una sera a casa all'improvviso. Ero sola dato che mia figlia stava fuori col ragazzo. Le offrì un drink e lei gradì. Non sembrava volersi intrattenere poco. Disse che mi avrebbe consolato dalla separazione. Man mano che ci stavo a contatto mi resi sempre più conto che lei era interessata a me. Al principio mi sembrò impossibile dato che una così potrebbe avere un sacco di uomini facilmente. Ma quando ricevetti la sua lingua audace in bocca ebbi la certezza che fosse una grandissima lesbicona. Complice l'alcol, ebbe gioco facile a stendermi sul divano e a baciarmi leccandomi anche il viso. Quando iniziò a leccarmi le tette caddi definitivamente in suo potere e con ciò tutti i miei tabù. Mi leccavo le labbra dall'eccitazione. Poco dopo Nadine usò la lingua nella fessura figale portandomi al settimo Cielo. Provai un orgasmo profondissimo. Proprio in quel momento sopraggiunse inaspettatamente mia figlia e mi sorprese a gambe aperte mentre Nadine assaporava ancora i miei umori. L'imbarazzo fu a dir poco enorme. Ma Nadine non temeva nulla, anzi, si rivolse ad Ambra in modo sfacciato dicendole: "Vedi, tua mamma ha già provato il piacere dell'alltra sponda, perchè non ti unisci a noi?" e la tirò per una mano... A quel punto ci ritrovammo a fare porcate saffiche in tre tutta la notte. Non sò proprio dove le trova certe amiche mia figlia ma Nadine è proprio una forza della natura...



Se manca il cazzo c'è l'amica

Mi chiamo Adriana. Io e la mia migliore amica, Marta, avevamo conosciuto due tipi in un bar. Pensai bene di invitarli a casa mia in modo che io e lei potessimo scopare comodamente con loro. Marta arrivò puntuale all'appuntamento ma quegli uomini ci dettero buca tramite uno squallido sms. Marta era molto carica ed anche io ma senza maschi non avremmo potuto scopare, o almeno così pensavo. Tra i discorsi ed un caffè notai che lei era sempre più vogliosa finchè fece un chiaro riferimento al sesso tra donne. A dire il vero una cosa del genere mi aveva sempre fatto schifo soltanto all'idea. Ma la mia amica era particolarmente calda e troia. Senza alcun pudore mi piazzò la lingua in bocca ed io fui colta da un brivido di eccitazione. Quando al bacio seguirono le sue dita che si fecero strada tra le mie gambe, persi del tutto il controllo e la lasciai fare. Sditalinava e leccava i miei capezzoli. Ormai ero in estasi profonda. Spalancai le cosce e lei mi leccò la figa perbene conducendomi piacevolmente all'orgasmo. Poi fu il mio turno di ricambiare quelle attenzioni ed assaggiai anche io la prugna leccandola fino all'amplesso. Il giorno dopo quei tipi si rifecero vivi dando la loro disponibilità e mi dissero: "Possiamo venire?". Gli risposi: "No, non è il caso, a venire ci abbiamo già pensato io e la mia amica..." 

milf


venerdì 4 dicembre 2020

Le gran tettone di Brunella

Mi chiamo Jenny. Era impossibile non essere invidiosa della mia amica Brunella, una moretta con due tettone da sballo. Con quelle bombe attirava tutti i ragazzi e a me non restava nessuno che mi corteggiasse. Iniziai ad odiarla un pò ma un giorno, trovandomi faccia a faccia con lei, la situazione prese una piega del tutto inaspettata. Con le mie tettine striminzite non avrei mai potuto competere con lei. Ma Brunella non si comportò affatto da stronza, anzi, ci tenne a sottolineare che non mi avrebbe lasciata in disparte per pensare solo ai ragazzi. Fatto stà che ci ritrovammo a parlare mezze nude in camera da letto ed io rimasi estasiata dalle sue amabili tettone. Ci baciammo. Poi non resistetti alla tentazione e gliele succhiai. Lei mi fece stendere sul letto. Mentre adoravo le sue tettone massaggiandole e succhiandole, lei mi fece un prolungato ditalino ed io alla fine me ne venni intensamente. Poi Brunella aprì le gambe e la ricambiai con la lingua. Era visibilmente eccitata, dopo avermi vista venire, e ci vollero poche suadenti leccate di fregna per condurla all'amplesso e sentire i suoi sapori intimi in bocca. Brunella, che gran tettona che sei! mmm! 

bionde

La mia bella nipotina

Mi chiamo Sandra. Sono una donna single bisex. Erica la mia nipotina è molto carina. Inizialmente mi chiedeva consigli sui i ragazzi con cui usciva. Ma mi resi ben presto conto che con gli uomini era pressocchè frigida. Provai invece a baciarla io e le risvegliai di colpo il desiderio. Proseguimmo e ce la leccammo a vicenda tutto il giorno. Mia sorella, ovvero sua madre, non avrebbe mai sospettato una relazione sessuale tra zia e nipote e così, ogni volta che Erica veniva a trovarmi, ci trastullavamo insieme piacevolmente...

saffiche

giovedì 3 dicembre 2020

Marito trav per l'amante di lei

Mi chiamo Amedeo. Ho sposato Mia, una bellissima mora, cinque anni fa. I primi anni furono normali, trombavamo regolarmente. Poi iniziai a diventare feticista. Di mia moglie mi eccitavano le scarpe, le gambe, i piedi. Ormai non la scopavo più, lei mi faceva venire con la bocca ma soprattutto con i piedi. Da feticista a feticista gay il passo fu breve e lei a un certo punto si trovò l'amante. Era normale che una donna così sexy volesse fottere ed io non ero più in grado di accontentarla. Donald scopava Mia e devo ammettere che lui mi piaceva moltissimo. Sapevo che era etero per cui non ci credevo più di tanto in un eventuale approccio tra maschi. Ma fu proprio Mia ad aprirmi un varco di speranza con lui. Un giorno torani a casa dopo il lavoro. Trovai Mia sul divano in lingerie e tacchi. Donald l'aveva appena scopata. Mia odorava tutta di uomo e mi venne voglia di interagire con lei. Sempre nello stesso modo, naturalmente: baciando le sue gambe, leccando i tacchi, facendomi segare coi piedi. Poi Mia ci aggiungeva anche la bocca. Durante quel siparietto, Mia ebbe una grande idea: disse che probabilmente sarei piaciuto a Donald se mi fossi vestito da donna. Avrei fatto di tutto per prendere il cazzo di quell'uomo e così lasciai che Mia mi aiutasse a 'diventare donna'. Mia lo aveva fatto per tirarmi sù di morale dato che ero un pò giù ma quando incontrai Donald l'attrazione erotica tra di noi fu esplosiva. Succhiai il suo cazzo e me lo presi tutto nel culo per ben due volte. Eh si, perchè dopo che mi venne in bocca copiosamente ci fu anche una seconda scopata. Mia rimase sconvolta, non credeva di assistere ad un incontro così passionale e soprattutto che il suo amante fosse tendenzialmente frocio proprio come il marito. Lo sò che rimase delusa ma non lo ammise mai ed esorcizzò il tutto masturbandosi la fregna. Eh già, perchè in qualche modo si era eccitata pure lei guardandoci fare sesso. Donald è proprio il mio tipo ideale, me lo tengo ben stretto, e penso proprio che Mia non abbia difficoltà a trovarsi uno stallone, stavolta tutto per lei.  

calze a rete


Modelle monelle

Mi chiamo Sara. Sono una modella. Parte del mio successo lo devo alla disponibilità che ho avuto nei confronti di uomini ricchi che contano nel mio campo. Nella disponibilità rientra andare a certi festini a base di orge e canne. Megan, la mia bella collega, si presta egualmente a questo genere di situazioni ma non sapevo che, in realtà, con gli uomini finge perchè non si eccita più di tanto. Scoprì il suo orientamento saffico quando decise di restare da sola con me appena ultimato un servizio fotografico. Di solito preferisco il cazzo ma con lei mi godetti un favoloso 69 contornato da bollenti orgasmi raggiunti a colpi di lingua nella fregna, il tutto condito con lingua a lingua passionali. Megan è lesbica, ma che resti un segreto! 

belle fiche

mercoledì 2 dicembre 2020

Amiche mature del cuore

Mi chiamo Viviana. Conobbi Miranda alle scuole medie e da lì non ci siamo più perse di vista. Si tratta di un'amicizia di lunga data, si può dire che siamo invecchiate insieme. Ci sposammo perfino nello stesso periodo. Eravamo felici con i rispettivi mariti. Ma poi le cose cambiano. Nonostante non più 20enni siamo ancora due belle donne ma non per i nostri coniugi, pronti a correre dietro alle 18enni. Attraversammo una crisi coniugale parallela. In pratica entrambe non scopavamo più. Spesso mi lamentavo con Miranda e lei rispondeva che dovevo trovarmi un ragazzo che mi scopava ma poi non lo faceva nemmeno lei. Un giorno mi telefonò e disse: "Dai, vieni a trovarmi, ho un'idea carina". In pratica voleva che ci vestissimo in modo sexy con tanto di calze, tacchi, reggicalze per vedere quanto fossimo ancora fighe. Devo ammettere che era una bella sensazione starcene abbracciate sul letto. Miranda cominciò a parlare di sesso, a chiedermi da quanto non lo facessi. Sembrava più eccitata del solito e finì per darmi baci sulla pancia. Proseguì poi con apprezzamenti e baci sul mio culo. Mi sembrava un gioco e mi sembrò quasi naturale ricambiare gli apprezzamenti leccandole un pò le natiche. Ma Miranda era davvero focosa, non voleva qualcosa di soft, mi spinse sul letto. Poco dopo mi ritrovai a gambe aperte con lei che mi leccava la passera. Mi sembrò surreale, del resto non avevo mai fatto sesso con una donna prima di allora. Il fatto che poi fosse lei rendeva tutto ancor più incredibile. Ma godevo, eccome se godevo. Miranda mi offrì il suo corpo caldo, voglioso, leccai anche io la sua patata. Era bello vederla godere, ci alternavamo con le leccate. Finchè finimmo a 69. Io ero già venuta almeno un paio di volte durante quei giochetti mentre lei stava sul punto di esplodere. Si sedette sul mio viso ed io la leccai fino a farla sbrodolare tutta nella mia bocca. Quel giorno fummo davvero intime e naturalmente fu solo l'inizio della nostra amorevole relazione saffica.     

calde

martedì 1 dicembre 2020

La moglie incinta e il marito finocchio

Mi chiamo Wanda. Mio marito Leonardo è un bel ragazzo ma dall'aria un pò ambigua. Un suo amico, Carlo, gli stava sempre appiccicato. Era quasi inevitabile che, prima o poi, tra di loro nascesse un flirt. Forse mancava solo un pretesto, l'occasione adatta. La 'scusa buona' arrivò quando Leonardo mi mise incinta. Dopo qualche mese di gravidanza cominciò a dire che non se la sentiva di farlo. All'inizio credetti che fosse solo un suo disagio. Ma mi dovetti ricredere di colpo quando si portò a casa il suo amichetto. Credeva che io non ci fossi ma assistetti a tutto il loro siparietto sessuale. Pompini, baci, leccate di culo e, dulcis in fundo, Leonardo che lo prese nel culo. Devo ammettere che fu anche eccitante ma la voglia di ricambiargli le corna era troppo forte. E così mi ricordai di Leandro, un tipo che mi era sempre gironzolato intorno con la speranza di rimediare una scopata da me mai concessa. Ma ora era giunto il suo momento di gloria. Ero pronta a dargli tutto, bocca culo e figa, come in effetti feci. Ma Leandro era curioso, voleva sapere come mai avevo cambiato idea di colpo rendendomi così disponibile. Mentre facevamo sesso mi resi conto che il fatto che mio marito avesse l'amichetto lo eccitava parecchio. Dopo splendide trombate nel culo e nella fica mi schizzò stupendamente nel secondo canale. Ma mi resi conto che moriva dalla voglia di conoscere mio marito. Il risultato fu che il duetto divenne un trio di monelli per la gioia di Leonardo che si trastullava con i cazzi degli altri due. Questa storia proseguì ben oltre la gravidanza e così decisi di affidarmi al mitico 'amico delle signore' che non viene mai meno, un grosso cazzo finto che mi fa godere come una porca. Che si fottano pure tra di loro che io ho il mio 'amicone' personale.  

gay

giovedì 26 novembre 2020

Interazione tra pazienti

Mi chiamo Irina, faccio la psicologa. Essendo una bella donna con due gran tettone preferisco curare i pazienti con il sesso piuttosto che con gli psicofarmaci. Tuttavia non sono sempre e solo io al centro dell'attenzione e delle loro fantasie erotiche. Conoscendoli intimamente mi rendo spesso conto che molti di questi, sotto sotto, desiderano il cazzo. Ne ricordo due in particolare che, con la mia complicità, finirono per stare amorevolmente tra loro. Conoscevo già Mark e ci scopavo da un pò. Incontrai Stefano in seguito, proprio in un giorno in cui avevo appena finito di far sesso con Mark. Stefano si rivelò subito molto curioso, inoltre sentì odore di uomo e di seme provenire inebriante dal mio corpo. Decisi di appagare la curiosità di Stefano mostrandogli quattro foto in cui facevo sesso con Mark. Gli apprezzamenti di Stefano verso l'altro non tardarono ad arrivare rivelando la sua spiccata bisessualità e così pensai di dirlo subito a Mark. Quest'ultimo si sentì lusingato sapendo di piacere all'altro e così feci in modo che i due si incontrassero. Li osservai mentre approcciavano intimamente tra baci, carezze e pompini. Mark chiamava Stefano 'Stefania' e lo inculò a dovere a pecorina davanti ai miei occhi. Non vi nascondo che mi scorreva parecchio liquido dalla fica al pensiero di essere stata io l'artefice di quell'incontro, di aver fatto scopare tra loro i miei pazienti oltre a scoparci io. Stefano era così eccitato che eiaculò soltanto prendendolo nel culo e poi fu riempito di liquido caldo dal maschio che lo castigava ingroppandolo con foga. L'odore doppio di sborra nella stanza era davvero molto intenso e sembrò proprio che i pazienti avessero gradito parecchio la cura al punto che accolsero con gioia la mia 'prescrizione' di continuarla ancora a lungo.

psicologa sexy

mercoledì 25 novembre 2020

Le mansioni extra di Vanessa

Sono Vanessa e faccio la segretaria. Da tempo cercavo il modo di aumentare lo stipendio ma il capo, il signor Martin Evans, sembrava essere poco interessato a me. Inizialmente pensavo che non mi calcolasse avendo già chissà quale giro di donne. Ma poi scoprì, sbirciando sul suo computer, foto di giovani uomini sexy. Da lì realizzai subito che Martin era gay. Ecco perchè pareva insensibile al richiamo del mio corpo. Martin non mi avrebbe mai scopata ma forse mi avrebbe aumentato lo stesso lo stipendio se fossi stata una gran porca. Aspettai che fossimo da soli in ufficio e poi lasciai che si avvicinasse a me inventando una scusa. A quel punto andai dritta a sbottonargli i pantaloni e gli propinai un bel bocchino. Naturalmente non se l'aspettava e si affannò a spiegare di essere omosessuale. Il cazzo però indurì quel tanto che mi permise di controllare la situazione. Lo feci mettere a pecora sul tavolo dell'ufficio e gli calai pantaloni e mutande. Gli leccai il buco del culo infilandoci prima un dito e poi due. Ormai il vecchio Martin era in mio potere. Gli piaceva troppo tenere qualcosa dentro al culo. Continuai a leccargli l'ano. Poi si stese e lo sbocchinai mentre gli infilavo due dita nel culo. A quel punto Martin capitolò ed io avanzai la mia richiesta che fu accolta immediatamente. Proseguendo incessantemente con pompino e dita in culo, Martin schizzò abbondantemente nella mia bocca. Gli tenni le dita nel sedere finchè non spruzzò tutto lo sperma che aveva in corpo. Dopo quella volta il capo attende con ansia le 'mansioni straordinarie' della segretaria.     

dita in culo

martedì 13 ottobre 2020

Chi trova un'amica trova un tesoro

Mi chiamo Lara. Sara è la mia migliore amica anche se in quel periodo ci eravamo un pò perse di vista. Lei era fidanzata con Mark mentre io stavo con Bob, un industriale solo per soldi. Purtroppo però feci male i conti. A Bob le donne non piacevano, mi teneva con sè solo per la facciata ma questo non rappresentava un problema. Lo divenne quando scoprì che lo prendeva nel culo dal nipote al quale aveva promesso tutti i suoi beni. Li colsi in flagrante mentre fottevano senza pudore in una sorta di rapporto omosessuale incestuoso. Quel maiale, dopo aver scopato, si fece sborrare in faccia, perfino sulle lenti, come la peggiore delle troie. Ero decisamente sconvolta e non sapevo cosa fare. Decisi di contattare Sara, l'amica del cuore, per ricevere conforto. Quest'ultima disse che il giorno dopo ci sarebbe stata una festa e che potevo passare a farle visita. Una volta lì incrociai il suo ragazzo, Mark. Gli dissi che avevo bisogno di parlare con Sara di un mio problema personale. Mark alla fine acconsentì, e ci ritrovammo finalmente da sole appartate in una stanza della casa. Non sò esattamente cosa accadde. Ero furiosa ma Sara sembrava volermi confortare ad ogni costo. Del resto siamo amiche da tanti anni. Restai sorpresa quando, quasi per gioco, mi mostrò la figa sostenendo di avere 'solo' quella come conforto. Lo accolsi come un invito pur non essendo mai stata fisicamente con una donna prima di quel momento. La monella Indossava anche le autoreggenti. Presa da un raptus di eccitazione le saltai addosso, la baciai, le leccai i capezzoli infilandole le dita nella figa sugosa. Sara non si tirò affatto indietro, accolse con gusto quelle attenzioni. Un pò le slinguazzavo la fica, un altro pò le raccontavo ciò che avevo visto. Leccai con tale foga che la feci venire intensamente assaporando i suoi liquidi intimi. Poi fui io a godere, messa a candela con la fessura sulla sua bocca. Mi leccò divinamente portandomi ad un favoloso orgasmo. Non si trattava solo di sesso, pensammo entrambe ad una storia saffica. Proprio sul più bello però, mentre assaporavo ancora il gusto pieno dell'amplesso, sentì la voce del suo ragazzo fuori la porta che chiedeva se stessimo bene. Ci vestimmo in fretta e furia e tornammo alla festa come se niente fosse successo. Nei giorni seguenti fu difficile tenere a freno la voglia di rivedersi e la passione. Alla fine il ragazzo se ne accorse e la mollò. Non poteva farmi regalo migliore! L'eredità l'ho persa ma ho trovato l'amore.

incesto

Cara Sonia

Sono Rosaria, dove eravamo rimasti? Dunque: Adele sarebbe stata la mia salvezza. E' una giovane troietta con cui mi diverto spesso. Sarebbe stato il mio asso nella manica per far capitolare Sonia. Io e Adele ci recammo all'ufficio dove lavorava Sonia. La madre di Francesco cedette piuttosto presto e finimmo in una favolosa lesbicata a tre. Finalmente potetti leccare la fica di quella troia (per l'occasione in autoreggenti) mentre giocava con Adele. Anche Adele la leccò e se la strofinò perbene. Mi sgrillettai guardandole fino a godere. A un certo punto io e Adele le leccammo la fica in due facendola letteralmente esplodere di piacere. Quando Sonia era ormai già venuta pensai a far sbrodolare quella puttanella di Adele a colpi di lingua. Quando rivelai a Sonia di aver scopato col figlio si sbiancò in volto ma alla fine le avevo fatto solo del bene. Francesco era stato promosso e lei si era tolta le 'ragnatele' dalla fica.  

saffiche


Ripetizioni sexy

Mi chiamo Rosaria. Di pomeriggio dò ripetizioni a ragazzi che hanno problemi a scuola. Ricordo bene Francesco, quel moretto segaiolo invaghito di me. Ma prima di parlare di lui bisognerebbe accennare alla madre, Sonia. La conobbi per caso alla fermata dell'autobus e mi piacque da subito: una bella donna tettona e sexy. Ci feci subito un pensiero dato che mi raccontò di essere separata ma, quando mi accorsi che in quel momento non ricambiava a dovere le mie attenzioni, lasciai temporaneamente perdere. Tuttavia non ci perdemmo di vista dal momento che mi chiese di aiutare il figlio con alcune materie. Francesco era in condizioni pietose, non studiava per nulla e trascorreva la maggior parte del tempo a farsi le seghe su internet. Notai ben presto che anch'io facevo parte del suo immaginario erotico. Del resto, il modo di vestire, le minigonne, i tacchi, le camicette scollate, invogliano certi pensieri. Arrivò un giorno in cui il ragazzo ammise ciò che avevo sempre supposto: zero interesse per lo studio e tanto per la pornografia. Fui tentata di fargli un pompino ma poi preferì tenerlo sulla corda. Andai in camera a spogliarmi sicura che lui spiasse e poi entrasse voglioso e così fu. Era gasatissimo e me lo mise subito dentro a pecorina ma la troppa eccitazione comportò una eiaculazione precoce. Mi schizzò tutta la figa. Si dispiacque per ciò e non si dava pace e così decisi di rincuorarlo. Lo segai e tornò duro, pronto per entrare nuovamente nella figa. Essendo la seconda volta resistette un pò di più e riuscì a stantuffare piuttosto bene. Poi ci pensai io a farlo schizzare, stavolta con le mani. Mi bagnò tutta la pancia di seme. Euforico per la scopata promise di studiare di più e così fu. Col pensiero della figa i suoi voti a scuola migliorarono sensibilmente ed io lo premiavo ogni volta con una trombata. Il ragazzo fu promosso ed io non vedevo l'ora di ricevere un adeguato ringraziamento da Sonia. Purtroppo mi disse solo: "Bravissima! Complimenti! Non sò come hai fatto con quella testa di rapa di mio figlio...". Troppo poco, volevo lei! E così La frequentai assiduamente finchè mi confidò di avere maturato un interesse per il sesso uguale. Il mio viso si illuminò al pensiero di potermela fare. Mi sentì come sul dischetto del rigore a porta vuota ma fui gelata dalle sue precisazioni successive. Desiderava conoscere una ragazza più giovane. Che nervi! Ma non tutto era perduto, sapevo quale carta giocare.

sesso


mercoledì 7 ottobre 2020

Camionista per coppia

Salve a tutti, il mio nome è Vanessa. Enrico, il mio ragazzo, non ha certo l'aria di un macho ma non avrei mai pensato che, sotto sotto, gli piacessero gli uomini, almeno certi uomini. Probabilmente dentro di sè ci aveva sempre pensato solo che gli mancava l'occasione adatta per realizzare questa fantasia a lungo repressa. E' proprio vero che il destino è il peggior nemico dell'uomo, o forse amico, dipende dai punti di vista. Ma veniamo alla storia. Durante la nostra vacanza negli Stati Uniti, ci venne in mente di girovagare verso il deserto dell'Arizona. Fittammo un'auto a noleggio e raccomandai a Enrico di controllare il veicolo dal punto di vista meccanico per non andare incontro a brutte sorprese. Enrico disse che era tutto apposto ma, dopo un'oretta, iniziò ad uscire il fumo dall'auto. Che nervi! Stavamo in una strada sperduta. Dato che il cellulare non prendeva, non ci restò altro da fare che sperare in un improbabile autostop. Trascorsero un paio d'ore poi finalmente passò un camion con a bordo un macho muscoloso con barba da duro e cappello. Pensai che fossimo salvi, che ci avrebbe dato un passaggio ma Harry non era così gentleman da offrire uno strappo senza pretendere nulla in cambio. Capì subito che voleva sesso e fui pronta a darglielo ma, con grande sorpresa, il tizio pretese di vedere le parti intime del mio ragazzo oltre naturalmente alle mie mentre se lo smanettava un pò. Il tipo risalì sul camion e ci fissò come per dire... "...E ora fate quello che cazzo vi pare, se non ci state rimanete qui...". Lo stronzo senza scrupoli, visti i nosti silenzi, stava per rimettere in moto e così io lo anticipai fiondandomi con la bocca sulla sua cappella. Un bocchino ti salva la vita a volte. Leccai la sua cappella ma intanto il porco intimò a Enrico di tirar fuori l'uccello e glielo succhiò. Mi ritrovai a pecora dentro il camion mentre lo sconosciuto slinguazzava le mie parti intime. Io intanto spompinavo Enrico. Il mio ragazzo non sembrò affatto a disagio a ciucciare l'uccello di quell'uomo con il quale scambiò anche un bacio piuttosto intenso. Io ed Enrico finimmo per leccare insieme la cappella di Harry. Poi mi feci scopare da Enrico mentre succhiavo la mazza di Harry, dopodichè facemmo lo stesso all'inverso (Harry mi scopava e io leccavo Enrico). Le porcate proseguirono con una sorta di trenino a candela dove il mio ragazzo lo prendeva dietro e, a sua volta, lo infilava nella fica. Nelle fasi concitate del triangolo non mi soffermai troppo sul fatto che il mio ragazzo era incline al cazzo. Me ne resi perfettamente conto e di colpo quando lo vidi farsi sbattere a pecorina da Harry come una troietta in calore. Enrico mi leccò la fica mentre lo prendeva nel culo senza pudore. Mi faceva un pò strano vedere il mio ragazzo sbattuto a quel modo come un frocetto. Ma mi resi conto che gli piaceva proprio e così incitai quel porco del camionista a farselo fino in fondo. Quando Harry arrivò all'orgasmo schizzò in faccia ad entrambi copiosamente. Quel giorno io ed Enrico toccammo veramente il fondo però, alla fine, quel maialone del camionista ci salvò dal deserto. Quando scendemmo dal camion Harry ci allungò un bigliettino con scritto il suo numero di telefono e aggiunse: "Se volete chiamatemi così qualche volta la ripassata vengo a darvela a domicilio...".

triangolo

lunedì 5 ottobre 2020

La massaggiatrice sedotta

Sono Sara, lavoro in un centro massaggi. Conosco tante persone ogni giorno, maschi eccitati che allungano immancabilmente le mani e anche belle donne e ragazze che farebbero girare la testa a chiunque. Ho sempre cercato di essere seria, riservata, di non dare troppa confidenza alla clientela ma ci fu un giorno in cui l'etica professionale andò proprio a farsi benedire. Le clienti erano due ragazze molto carine, un pò più giovani di me, Alma, biondina, ed Eleonora. Prima di conoscerle avevo avuto esperienze intime solo con uomini anche se non nascondo alcune fantasie segrete su donne. Infondo tutti hanno fantasie, spesso si pensa che certe cose non accadranno mai. Ma Alma ed Eleonora erano due vere troiette. Provocavano molto bene a parole e devo dire che, all'inizio, credetti che volessero solo stuzzicarmi verbalmente. Ma quando Alma si mise ad accarezzare con insistenza il seno dell'amica, facendo seguire un bacio, compresi che non stavano affatto scherzando. Le osservai e fui percorsa da brividi. L'occasione da sempre sognata era finalmente giunta. Mi ritrovai in balia delle loro instancabili lingue. Eleonora mi leccava la figa mentre Alma mi slinguazzava con maestria il buco del culo. Avvolta in quel vortice di piacere libidinoso, provai un orgasmo bollentissimo e profondo. Leccai la fica della bionda mentre Eleonora si occupava della mia. Alma venne deliziosamente mentre Eleonora, incollata con la lingua alla mia figa, mi portò al secondo estasiante orgasmo. Quelle due i massaggi li preferivano a colpi di lingue, come sostenne la stessa Alma, ed io mi ritrovai coinvolta in un triangolo saffico libidinoso degno di un film porno. Quelle due troie assatanate mi sfinirono e ricevetti pure l'umiliazione finale. Quando si rivestirono, infatti, Alma prese i soldi e me li tirò letteralmente in faccia esclamando: "Come massaggiatrice non vali un granchè ma come zoccola te li sei senz'altro guadagnati...". Restai senza parole ma inebriata da quell'esperienza decisamente hot.         

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