Mi chiamo Daniela e sono impiegata d'azienda. Il capo un bel giorno mi affiancò lavorativamente a Greg, un biondino timido. Era un tipino gentile ed educato ma in breve tempo mi accorsi delle sue stranezze. In ufficio girano un bel pò di ragazze sexy in minigonna, compresa la sottoscritta naturalmente, ma lui non si degnava di uno sguardo nè di un complimento verso nessuna. Pensai si trattasse solo di timidezza alchè un giorno, rimasti soli in ufficio, gli misi la fica davanti. Lui mi rispose solo:"Oh Daniela ma cosa fai...". Lo guardai tra le gambe non notando alcun gonfiore nel pantalone, Greg era clamorosamente moscio! Infondo mi era simpatico ma con le donne stava messo molto male direi. E così gli dissi chiaramente:"Senti sono una tipa moderna, e sono tua amica, ma se ti piacciono gli uomini e vuoi che aiuti devi dirmelo...". Mi rispose:"Si, è vero, e mi vergogno tanto, inoltre non sono mai stato con un uomo". Per prima cosa cercai di tutelarlo in ufficio con le colleghe che come me avevano intuito le tendenze di Greg. Dissi ad ognuna:"Basta pettegolezzi lui è uomo solo con me, sono la sua ragazza...". Poi mi ricordai di uno spasimante, Leo, che una volta mi aveva confidato che non gli sarebbe dispiaciuta un'esperienza omosessuale. Ci recammo da Leo e così Greg, spinto da me, succhiò il suo primo gustoso cazzo. Dopodichè lo prese nel culo perdendo la verginità. Leo se lo fece a pecora e pure a candela per lungo tempo mentre io mi sditalinavo la fregna. Poi, infoiata, decisi anch'io di prendere un pò di cazzo da Leo. Le fottute in fregna furono intervallate di atnto in tanto dalle succhiate vogliose di Greg, avido di cazzo. Gli schizzi di Leo finirono un pò sulla figa ma in gran parte nella bocca di Greg che accolse per la prima volta, tra le sue labbra, il caldo e denso getto della sborra. I due si erano piaciuti e dunque di sicuro avremmo ripetuto l'esperienza...
lunedì 7 maggio 2018
La mia amata cugina
Mi chiamo Gina. Miranda è mia cugina. Spesso mi capitava di trovarla a masturbarsi spudoratamente davanti a film porno. Le dissi più di una volta di smetterla, ma lei se ne fregava altamente. Finchè un giorno accadde l'imponderabile. Come al solito la beccai mentre si sditalinava e, in quell'occasione, mi rivelò di essere lesbica. Caddi un pò dalle nuvole dinanzi a tale esternazione, ma fui colta anche da una certa eccitazione quando lei cominciò inaspettatamente a palpeggiarmi. Tra un ditalino e una leccata di capezzoli persi decisamente il controllo e finì per leccarglieli anche io. Mi ritrovai distesa sul letto a cosce aperte mentre lei mi rovistava la fregna ormai bagnata con la lingua. Pensai che fosse una gran porcata ma non ebbi molto tempo per riflettere dato che me ne venni beatamente. Me la ritrovai addosso che mi baciava e sentì un fuoco libidinoso dentro. Mi venne quasi naturale ricambiare le attenzioni ricevute leccandole a mia volta la passera mentre lei se ne stava beatamente sul letto a cosce spalancate. Assaporai il suo dolce orgasmo. Bhè adesso i film porno li guardiamo insieme e rigorosamente lesbo, prima di imitare le gesta delle protagoniste...
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giovedì 12 aprile 2018
Gay group, giochetti al maschile
Mi chiamo Corrado. Non vi nascondo che ho sempre ammirato la bellezza estetica femminile, ma non mi sono mai sentito a mio agio con le donne. Tuttavia non pensavo che la mia vita prendesse una certa piega. Cominciò tutto quasi per gioco. Mi trovavo in auto con un amico, dopo aver mangiato insieme un panino in un pub. Vittorio, riferendosi ad una sua conoscente, mi confidò:"Accidenti, quella troia di Teresa vuole 40 euro per un pompino!". Già da tempo mi intrigavano gli uomini, così venne quasi naturale rispondere con la frase:"Che ne dici se te ne faccio uno io per dieci?". Vittorio sorrise pensando si trattasse di uno scherzo. Ma io rincarai la dose:"...è sempre una bella bocca calda, fidati ti piacerà...". Vittorio era titubante, aveva voglia ma timore di farlo in quel modo. E così gli suggerì:"Andiamo in un luogo appartato, vedrai che così sarà più facile...". Giungemmo in una zona poco illuminata. Gli sbottonai il jeans, tirai giù la zip e tirai fuori l'uccello dalle mutande. Non era molto duro, anche per l'agitazione, l'imbarazzo. Ma io, lavorando lentamente a colpi di lingua sulla cappella, lo feci diventare duro e poi iniziai a succhiarlo aumentando progressivamente il ritmo della pompa. Non ci volle molto affinchè l'amico eiaculasse nella mia bocca. Commentò:"Cazzo che chinotto! Te li sei proprio meritati!" allungandomi i 10 euro. Sarebbe dovuto restare un segreto ma Vittorio ne parlò con altri amici suoi e mi propose:"Senti, ci sono dei ragazzi che sarebbero interessati a te...". La cosa mi intrigò ed accettai. Tipi timidi, delusi, in difficoltà o lasciati dalle donne, o tipi in cerca di emozioni nuove, si rivolgevano puntualmente a me. Li facevo godere con le mani e con la bocca, sapevo come soddisfarli... a suon di bocchini! Ma poi qualcuno iniziò a desiderare di più, mi disse esplicitamente:"Sei proprio bravo a succhiare ma vorrei tanto godere in un buco...". E così cominciai a prenderlo anche nel culo, eh si, ad offrire il pertugio anale. Del resto i ragazzi avevano voglia di scopare. Diventai la loro bella puttanella disponibile, iniziai a soddisfarli anche in gruppo, prima due per volta, poi tre... Cavolo, arrivai a giocare anche con quattro o cinque insieme, pensate un pò. Facevamo tante belle porcate in gruppo incluse le doppie penetrazioni naturalmente e tutto ciò senza alcun bisogno di ragazze. La scusa delle partite era perfetta per ritrovarsi e dopo ci davamo da fare. Questo andazzo, col tempo, complicò parecchio i rapporti di alcuni membri del gruppo con le rispettive "amichette" e/o "fidanzatine" che scoprirono definitivamente il segreto e andarono a spifferarlo, molto malignamente, alle mamme di molti dei ragazzi, sputtanandoli totalmente. Bhè, le cattivelle vendicative non tralasciarono certo di raccontare tutto alla mia bella genitrice con prevedibili conseguenze... Fui costretto a scappare di casa e ad andare a vivere altrove, ma state pur certi che ricomincerò, con nuovi amici, lo stesso gioco...
la svolta gay di Corrado
mercoledì 28 marzo 2018
Le pratiche d'ufficio col mio ex
Mi chiamo Paola. Io e Giulio, il mio ex, lavoravamo nello stesso edificio, lui come impiegato, io come segretaria, per due diversi datori di lavoro. Ci incontravamo poco perchè ognuno era impegnato a smaltire i propri compiti. Da un pò di tempo notai un comportamento strano di Giulio. Fuori dal lavoro diceva sempre di essere stanco e ormai non ci incontravamo quasi più. A seguito delle mie insistenti pressioni, per sapere cosa non andasse, rispose:"Domani mattina vieni nel mio ufficio, il capo è fuori questi giorni, devo dirti una cosa importante". Incuriosita mi recai nel suo ufficio ma più che parlare mi mostrò qualcosa. Si trovava in compagnia di Mirko, il collega, e prese a baciarlo proprio davanti a me! Poi iniziò a spiegare che, da un pò di tempo, tra loro c'era in pratica una storia di sesso fatta di pompini e non solo! Probabilmente a raccontarlo soltanto per lui sarebbe stato ancora più difficile, e così mi mostrò praticamente ciò che di sconcio facevano nelle pause lavorative. Lo osservai mentre si faceva sbocchinare da Mirko, ricambiandolo poco dopo. Mai mi sarei aspettata una situazione così oscena: il mio ragazzo frocio! Ma stesso quell'aria di porcate fece prevalere in me la troiaggine in luogo del nervosismo. Accompagnai dapprima con lo sguardo le loro zozzerie rendendomi poi anche partecipe. Mirko se lo fece mettere nel culo e mi leccò la fica mentre Giulio lo inculava. Credevo che fosse Giulio il "macho" tra i due ma mi sbagliavo! A quel frocetto del mio boyfriend piaceva eccome prenderlo indietro e il suo dolce amichetto non tardò certo ad esaudire le sue voglie inculandolo di brutto! Addolcì la loro scopata sbocchinando Giulio. Ma ancora una sorpresina mi attendeva all'orizzonte: Giulio volel che Mirko, mai stato con una donna, andasse in fica ed io lo accontentai. Ma "l'inzuppata" durò ben poco perchè quel porcellino del mio boyfriend, avido di cazzo, si fiondò sull'uccello del collega succhiandolo fino a ricevere la crema in bocca e venendo a sua volta per l'eccitazione. Di fronte ad una scena simile mi smenazzai rapidamente per trovare, a mia volta, l'orgasmo e dunque il sollievo. Naturalmente mollai Giulio subito dopo, ma quella zozzeria di gruppo fu davvero divertente...
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sabato 17 marzo 2018
Impiegati monelli
Il mio nome è Vera. Sono direttrice di un'importante azienda commerciale. Ho un incarico di responsabilità, secondo solo a quello del proprietario. Anche come donna non sono più una ragazzina nè una verginella ormai. Ma nella vita si presentano spesso situazioni nuove, sorprendenti e inattese. Insomma, per farla breve, come potevo immaginare di trovare, nel bel mezzo di una mattinata, due dei miei migliori impiegati, scambiarsi reciproche effusioni? Si, avete capito bene, due uomini! Forse credevano di essere soli in ufficio ma io li sorpresi sul fatto mentre uno era intento a succhiare con gusto l'uccello dell'altro. E pensare che il moretto, Carlo, mi era sempre piaciuto. Non gliel'avevo mai data proprio per evitare casini in ufficio. Vederlo interagire con una persona del suo sesso mi fece passare completamente l'idea di una eventuale relazione di coppia seria. All'inizio mi incazzai non poco con quei due, aevvo una paura fottuta che nel mentre entrasse il proprietario e ci cacciasse tuttie tre fuori dall'azienda con un bel calcio nel culo. E quei due incoscienti invece di riporre gli arnesi, di vergognarsi, per di più davanti ad una donna, loro superiore per giunta, cosa fecero? Mi invitarono a giocare! E io più incosciente e troia di loro colsi la palla al balzo. Mi fiondai sull'uccello di Gaetano, succhiandolo, mentre il moretto se lo inculava sulla scrivania. Baciai Carlo al sapore di cazzo di Gaetano, mentre l'inculata procedeva inarrestabile. Poi li osservai scopare a candela approfittando di quella visione per sditalinarmi la figa ormai bagnata. Pensai bene di aprire meglio le gambe consentendo a Gaetano di leccarmela perbene mentre si faceva inchiappettare dal moretto. Raggiunsi così un appagante orgasmo. Loro due continuarono a scopare focosamente. Gaetano se ne venne ricevendo la sborrata di Carlo dritta nel culo. Che gran porcata! Per fortuna quel giorno il proprietario non venne in ufficio, meno male, salvi per un pelo!
Quando la terapia non basta
Mi chiamo Luciana (o Lucy, se preferite). Quello che stò per raccontarvi ha davvero dell'incredibile. Dopo pochi mesi di matrimonio con Federico, cominciarono i primi problemi nell'intimità. Per chiarire meglio il concetto, è come se lui preferisse accontentarsi del sesso orale. Bastava succhiarglielo un pò per farlo eiaculare rapidamente. Le prime volte ci passai sopra, infondo poteva essere anche intrigante per un pò, ma poi, questa strana tendenza di non portare mai il cazzo nella fica (che reclamava invano!) diventò un inconveniente spinoso. Dopo essermi appagata varie volte con dildo e vibratori vari, in sostituzione di una penetrazione naturale, lo convinsi ad andare dallo psicologo. Ma questa idea si rivelò tutt'altro che felice. Passò del tempo e, nell'intimità, succedeva sempre la stessa cosa: eiaculazione orale precoce e mai in fica. Avvolta dai pensieri decisi di indagare rovistando nel suo computer. La prima anomalia fu trovare foto di modelli uomini in una cartella un pò nascosta. Pensai subito che volesse fare lo spavaldo mostrando tali scatti a qualche puttanella conosciuta sul web. Ma, in seguito ad una ricerca più approfondita, trovai un documento scioccante, una sorta di diario molto intimo che cito testualmente: "Con mia moglie Luciana sono giunto ad un punto morto nell'intimità: è molto bella ma non riesco ad eccitarmi realmente". Poi lessi altre frasi con date successive: "Oggi mia moglie mi ha convinto ad andare dallo psicologo ma non sò se risolverò il problema...". Ed infine quella più scottante:"Lo psicologo è davvero un gran figo, con lui mi sono aperto completamente. In preda ad un'eccitazione che non avevo mai provato prima, gli ho succhiato il cazzo e poi ho lasciato che lui violasse la mia intimità più profonda, la verginità anale. Se penso che ho preso il suo caldo e copioso 'miele bianco' in faccia e in bocca, ho ancora i brividi per l'eccitazione". A questo punto, piuttosto sconvolta, ebbi la prova schiacciante che mio marito era gay e che se la faceva con lo psicoterapeuta. All'inizio feci finta di nulla, continuai a farlo godere con la bocca come al solito, come se fossi ignara della situazione. Poi però decisi di punirlo, quantomeno per non aver detto la verità. Mentre stavamo sul letto lo segai solo un pò, poi, con disinvoltura, gli infilai un dito nel culo dopo averlo inumidito in bocca. Notando il suo improvviso stupore misto ad eccitazione gli sussurrai all'orecchio mordendoglielo:"Mmm, qualcosa si muove, non sarai mica diventato frocio?". Diventò rosso dalla vergogna. Continuai a ricamarci sopra, gli dissi:"Mmmm bhè, come darti torto, conosco solo di visat quel dottore, è un bel figo, e avrà sicuramente un bel cazzo e te lo avrà fatto conoscere approfonditamente, sia in bocca che nel culo, vero tesoro?". A quel punto lui balbettò e cercò di smentire, rispose:"No, cara ma che dici, è un bravo professionista, con lui mi sono aperto", risposi:"Ah si? Magari lui ti ha aperto e perbene!". Lo presi per i fianchi, lo misi a pecorina e presi il mio dildo infilandoglielo nel culo con energia e muovendolo dentro e fuori e intanto gli dicevo:"Bhè, se non sei capace di adempiere ai tuoi doveri coniugali, sarò io a prendere il tuo buco, troia!" e lo scopai così, tra la rabbia e una vena di eccitazione. Miagolò come una gatta in calore e il suo amplesso lasciò ampie tracce sulle lenzuola. Non contenta presi lo strap-on e gli detti un'altra ripassata a pecorina, con lui che implorava pietà. Bhè, non sò perchè mi comportai così, tra rabbia, delusione, e una bella dose di eccitazione perversa. Posso dire che, dopo quella follia sessuale, mi sentì davvero soddisfatta. Naturalmente dopo ci separammo, niente di personale, ma la mia fica ha bisogno di un cazzo davvero duro come quello appagante del mio attuale compagno. Tuttavia, la sottomissione dell'ex maritino, è un'esperienza che resterà sempre custodita tra i miei ricordi più porcellini...
Lui gode subito di bocca...
martedì 6 marzo 2018
Grazie dottoressa!
Mi chiamo Miranda. A un certo punto della vita, con un matrimonio alle spalle, una separazione e numerose avventure da single, cominciai, pian piano, a non avere più grande interesse verso gli uomini. Nessuno degli spasimanti riusciva ormai più a sedurmi, ad "accendermi" realmente a livello sessuale. Fu così che, in piena confusione mentale, decisi di ricorrere ad un aiuto psicologico. Sfogliando sull'elenco trovai un cognome che mi colpì, "Belletti", e così decisi di chiamare. Mi rispose una voce femminile, il che mi tranquillizzò. Con una donna sarebbe stato senz'altro più facile confidarsi. Premetto che, fino a quel momento, non avevo mai considerato le persone del mio stesso sesso eroticamente attraenti. Tuttavia, già dalla prima seduta, mi resi conto che la psicologa, di nome Arcadia, era, oggettivamente, un'affascinante e sensuale mora. Arcadia non era soltanto bella ma anche intelligente e preparata. Seduta dopo seduta cercò di comprendere le mie difficoltà ma, al tempo stesso, si generò una sottile e velata carica erotica tra noi. Lentamente entrammo in buona confidenza dialogativa. Grazie alle sue domande mirate, arrivai a scendere nei minimi dettagli dei rapporti che avevo avuto in passato e, quando lo facevo, lei si leccava puntualmente le labbra. Non sapevo esattamente cosa stessimo facendo ma la situazione mi intrigava particolarmente. Arrivai al punto di gradire oltremodo quelle sedute, pur non avendo risolto, in sostanza, il mio problema di fondo. Mi ero ormai quasi arresa quando inaspettatamente, un pomeriggio, la dottoressa Arcadia decise di risolvere a modo suo la situazione con una terapia del tutto particolare. Ero stesa sul classico lettino del terapeuta. Cominciò a parlarmi di sesso alternativo, ero confusa ma intrigata, le rispondevo a malapena ad occhi chiusi. All'improvviso lei si avvicinò furtivamente e mi accarezzò lentamente una gamba. Provai un brivido di piacere, lo ammetto. Poco dopo mi ritrovai la sua lingua in bocca. Fui colta da mille sensazioni, pensai perfino di sognare ma era tutto vero, stavamo slinguazzando! Non avevo mai baciato una donna in vita mia. Arcadia, con fare audace, si mise addirittura a cavalcioni sù di me! Mi strapazzò un pò i capezzoli e a quel punto cominciai a sentirmi vogliosa e bagnata come non capitava da molto tempo. Mi mostrò il suo bel seno incitandomi a leccarle i capezzoli. Lo feci con cura e provai un desiderio ormai sempre più crescente. Arcadia mi spogliò con disinvoltura, poi tolse i suoi indumenti. In pratica rimanemmo entrambe solo con i tacchi e le mutandine. La dottoressa allargò le mie gambe e cominciò a saettare la sua lingua calda nella figa ormai bagnatissima. Godetti come una matta, poi lei volle fare il cambio. Ero un pò titubante ma lei mi spinse la testa contro la figa e così mi ritrovai il suo frutto caldo e umido in bocca. Leccai da principiante ma mi venne abbastanza bene e naturale. Nella stanza cominciai a sentire un odore forte di sesso e di essenza delle nostre fiche vogliose che mi penetrò nel cervello. Sempre su quel lettino della perdizione, la dottoressa mi fece mettere a pecorina. In quella posizione si diede da fare a leccare la fica minuziosamente e a lungo. Godetti profondamente e venni intensamente nella sua bocca. Ma non finì certo lì! Arcadia, carica e vogliosa, si mise sopra di me in modo che le nostre passere andassero a contatto. A quel punto iniziò a muoversi affinchè le stesse si strofinassero tra loro: una frugata pazzesca che culminò in un mio nuovo formidabile orgasmo. Dai tremori mi accorsi che se ne venne anche lei. In pratica avevo fatto sesso con la psicologa e mi era piaciuto da matti. Ma lei, con molta diplomazia, disse che faceva parte della terapia e sembrò quasi voler far intendere che le sedute erano terminate. Ma io le dissi chiaramente di aver ancora bisogno di aiuto e così la "terapia" proseguì. Se precedentemente ero confusa, dopo sapevo bene cosa volevo: far sesso con lei. Diventò una specie di droga, di ossessione, non potevo più fare a meno di lei. Parlavamo sempre meno e facevamo puntualmente sesso, ogni dannatissima volta. Quasi ci godevo a pagarla come si fà con le puttane, o forse la puttana ero io, o forse lo eravamo entrambe, chi lo sà. Ma questo bel duetto erotico al femminile era destinato a finire miseramente. Avrei dovuto aspettarmi sorprese da una donna così bella ed intrigante. Quando la vidi in dolci atteggiamenti con un uomo (un cliente venuto allo studio prima di me) andai su tutte le furie dalla gelosia. Aspettai che il tizio andasse via, mi avvicinai a lei e la schiaffeggiai due volte dandole esplicitamente della puttana e corsi via sconvolta da quella dimora. Bhè, l'incazzatura poi passa, si sà, ma, per merito di Arcadia, ho riscoperto le emozioni erotiche: grazie dottoressa, mi hai proprio guarita!
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venerdì 2 marzo 2018
Turbato dal collega d'ufficio
Devo senz'altro a Roland la colpa o il merito (secondo i punti di vista) di un mutamento sostanziale delle mie tendenze sessuali. Ma chi è costui? Roland è un mio collega di lavoro. E' sempre stato molto bravo a chiudere buoni contratti con clienti importanti al punto che mi chiedevo come facesse ad avere tanto successo e un giorno scoprì la scottante verità. Ci trovavamo in ufficio, avevo finito il mio turno di lavoro e stavo andando via quando mi confidò:"Caro Marco, se concludo positivamente con questo cliente è fatta, è milionario! Ho appuntamento qui tra pochi minuti, ho bisogno semplicemente di restare da solo con lui per cercare la massima concentrazione...". Risposi:"Ok, Roland, io vado via, in bocca al lupo". Preso dalla curiosità uscì dalla porta e attesi l'arrivo del cliente, un tizio di nome Xavier. Avendo le chiavi, rientrai poco dopo negli uffici dell'azienda. Arrivai ansioso dietro la porta della stanza di Roland e spiai dal buco della serratura ciò che accadeva. Dopo un breve discorso inerente il lavoro, Roland preparò il caffè. I due lo bevvero. Poi, in modo del tutto inatteso, Roland cominciò a manifestare effusioni un pò troppo intime verso l'altro, che comunque non si tirò affatto indietro... In men che non si dica, il grosso uccello del cliente finì dritto nella bocca di Roland! Non credetti ai miei occhi! Il caro collega ci diede dentro alla grande a succhiare l'uccello di quell'uomo che, dopo alcuni minuti, se ne venne gemendo di piacere. Il cliente schizzò copiosamente in bocca al mio collega monello che accolse languidamente la crema. Sconvolto ed emozionato dalla scena gay hard appena osservata, corsi via dal luogo di lavoro e rientrai a casa tra mille pensieri. Non immaginavo che quella situazione mi avrebbe cambiato la vita. Rosa, la mia signora, notando un'aria strana in me, chiese ignara:"Caro, tutto bene?". Risposi:"Si, certo, un pò di problemi al lavoro, niente di grave". Ma quelle immagini non riuscivo proprio a dimenticarle. Pensavo:"Roland lo ha fatto solo per i quattrini o gli piacciono davvero gli uomini? E come è possibile che l'altro ci sia stato in modo quasi naturale... Sono due maiali!". La scena continuava a passarmi nella mente, mi faceva schifo e mi eccitava al tempo stesso. Come era possibile tutto ciò? Una vita trascorsa da etero, sposato per giunta, e ora questi pensieri mi frullavano tempestosi nel cervello, sconvolgendo totalmente la mente. Non riuscì a tenere dentro il segreto e così, dopo cena, provai a confidare l'accaduto a mia moglie durante l'intimità. Mi aspettavo una scenata ma Rosa fu mia complice, comprese le mie esigenze e addirittura mi aiutò a realizzare un sogno proibito: quello di farlo proprio con il mio amico-collega. Se siete curiosi guardate pure le immagini e la seconda parte del racconto scritta a margine delle foto...
Turbamenti in ufficio...
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mercoledì 21 febbraio 2018
L'ultima scopata di Paul con la ex
L'ultima memorabile trombata di Paul con la ex. Dopodichè lei lo lascerà, ma lui, superato un periodo di depressione di alcuni mesi, troverà ampio conforto tra le amorevoli braccia della sorella carnale.
Mora ingorda
La bella mora fà parte del giro di puttanelle dell'ex boyfriend di Vanessa. Lei è proprio un'inguaribile ingorda: le piace godersi anche due cazzi per volta con relativa sborrata doppia in bocca. Che gran troiona! Povera Vanessa! Ma è proprio nel momento della difficoltà che si vede chi ti vuol bene veramente, in tal caso il fratello di Vanessa.
I pompini succulenti della bionda
La biondina pompinara, una delle troiette dell'ex fidanzato di Vanessa. Le piace tanto fare goduriosi bocchini e prendere lo sperma caldo e copioso in bocca...
Dalla ex alla sorella la vita è più bella
Salve, mi chiamo Paul. Faccio una piccola premessa. Mia sorella Vanessa è una gran gnocca. Fin da piccolo la spiavo puntualmente quando si recava in bagno per godermi la vista delle sue grazie sparandomi appaganti seghe. Probabilmente lei, alle volte, se ne accorgeva, ma faceva finta di nulla. Poi gli anni passarono rapidamente, si dovrebbe crescere e maturare, ma non sempre è così. Credevo di aver finalmente trovato l'equilibrio con Lorella, una gran bella fica conosciuta in un night club, ma non fu così. Dopo un'ultima esuberante scopata, infatti, la tipa mi dette il benservito. Eh si, frequentava già un altro da un pò, la troiona. Entrai in depressione profonda e ci restai per almeno 3 mesi. Poi, combinazione della vita volle che la mamma, nel corso di una telefonata, mi riferì:"Lo sai, anche quella poverina di tua sorella si è lasciata col partner". A quel punto mi si accese una lampadina d'improvviso. Non la vedevo da parecchio e così decisi di andare a trovarla. Era in splendida forma, con le solite tettone in bella vista, tuttavia anche lei stava vivendo una fase di depressione, esattamente come il sottoscritto. Davanti ad un buon caffè ci confidammo raccontando le rispettive storie di corna subite. Anche lei, infatti, era stata tradita dal suo ex donnaiolo. Con la vicinanza di mia sorella scordai ben presto i dispiaceri causati da Lorella. Se Vany mi eccitava da ragazzino, figuriamoci dopo, divenuta più donna, più sexy, più appetibile in tutti i sensi. Mentre stavamo dialogando Vanessa si alzò di scatto come innervosita, prese delle foto e me le mostrò. Negli scatti compariva una biondina pepata che succhiava il cazzo di un uomo ricevendo in bocca copiosi getti di sborra. Vanessa commentò:"Vedi la biondina? Si chiama Marika, è una delle sue troiette!". Poi ne prese della altre dove c'era una bruna sexy che "mungeva" ben due cazzi. Vanessa spiegò:"Quest'altra puttana se la fà insieme al suo amico...". Cercai di calmarla. Poi dissi: "Bhè, visto che stiamo guardando foto, adesso ti mostro la mia ex. Amavo nascondere fotocamere che scattano automaticamente. Guarda, questa è l'ultima volta che l'ho scopata, alcuni mesi fa, prima che mi lasciasse definitivamente...". Vanessa guardo le foto, poi commentò:"Però! Davvero una bella fica, non c'è che dire". Poi fece qualche secondo di silenzio. A quel punto le chiesi:"Che c'è Vanessa, tutto bene?". Lei rispose:"Si, stavo pensando ad una cosa stupida, meglio tenerla per me...". La pregai di parlare e lei esternò il suo pensiero:"Bhè, è stata proprio una stupida a lasciarti, si vede che le piaceva mentre la scopavi, inoltre da donna devo ammettere che hai proprio un gran bel cazzo!". Quelle parole furono musica per le mie orecchie: mi sentì d'improvviso gratificato. Sapevo che Vanessa l'aveva detto senza un secondo fine, lei è stata sempre così, sincera. Ma io colsi la palla al balzo per corteggiarla in qualche modo, le risposi:"Grazie delle belle parole, purtroppo ha fatto la sua scelta e ha escluso me dalla sua vita. Ma anche il tuo ex ha perso una donna preziosa. Sei così bella, simpatica, e poi sono sicuro che quelle cose le sai fare molto meglio di quelle puttanelle improvvisate...". Notai gli occhi di Vanessa accendersi di colpo. Rispose:"Wow sai proprio farmi sentire bene tu, peccato che non ci siamo visti per molto tempo a causa delle nostre rispettive e sofferte relazioni...". Esclamai:"Già un vero peccato!". Vanessa tornò propositiva e positiva sul futuro, disse che era stato solo un brutto periodo ma che, prima o poi, avremmo incontrato le persone giuste. Io invece mi mostrai più negativo (lo feci anche apposta a dire il vero), dissi che ci voleva una come Vanessa per star bene. Poi, incapace di contenere l'eccitazione, feci apprezzamenti sul suo inebriante corpo. Lei gradì e confermò di sapere che, in passato, la spiavo nel bagno mentre faceva i bisogni o la doccia. A quel punto, preso dall'eccitazione oltre ogni limite, alzai il suo vestito con decisione e iniziai a leccarle la figa con foga. Non se l'aspettava la sorellina. Pure lei vogliosa finì per tenere le cosce aperte. Le giurai di accontentarmi solo di quello, una leccatina di passera, ma evidentemente mentivo. Ormai sù di giri, le piazzai il cazzo durissimo in bocca mentendo nuovamente. Le dissi infatti che mi sarei fermato dopo un bel bocchino. Vanessa leccò il pene, poi lo sbocchinò con dedizione mandandomi in estasi. Ormai era troppo tardi per fare marcia indietro. Eravamo entrambi nudi. La trascinai sul mio cazzo in piena erezione e la scopai intensamente a candela. Il piacere inebriante assorbì completamente Vanessa che cedette ai sensi di colpa e si lasciò scopare a più non posso. Gasatissimo continuai a farmela in tutti i modi, a pecora, a missionaria, e glielo sbattetti perfino nel culo mentre la bella si sditalinava. Aumentai al massimo le stantuffate dentro il suo culetto e la vidi venire. Io godetti pochi istanti dopo a mia volta, schizzandole copiosamente in bocca e sulle belle tettone. Dopo quegli orgasmi ci sentimmo entrambi molto rilassati. Dopo aver rimesso i vestiti Vanessa, tornata in sè, disse:"Oh cavolo, l'abbiam fatta davvero grossa!". Quando la salutai e andai via da casa sua, mi sentì davvero appagato anche se particolarmente porco. In seguito sentì mia madre telefonicamente, disse:"Vanessa mi ha detto che sei andato a trovarla di recente, mi fà piacere. Sai che la sento già meglio psicologicamente rispetto a prima. Mi sà che devi ritornarci, ha bisogno del tuo conforto...". Risposi:"Già, sembra anche a me una buona idea, la sorellina ha bisogno della mia vicinanza adesso...". Tra me e me pensai..."...ed anche del mio cazzo...". Mi ripresentai tempo dopo da Vanessa che restò sorpresa nel rivedermi. Mia sorella precisò:"Guarda che è stato un momento di debolezza eh, io devo trovare un uomo e tu una donna...". Restai da lei a cena, la corteggiai e stavolta fu ancora più bello perchè restai a ehm... "dormire nel suo letto". La scopai per tutta la notte facendola impazzire di piacere. All'inizio trovammo un compromesso, le dissi:"Facciamo così, ti stò vicino finchè non trovi un uomo...". Lei sembrò tranquillizzarsi. Diventò quasi una droga, andai a trovarla sempre più spesso, da una volta a settimana arrivai ad andarci un giorno si e uno no, scopavamo incestuosamente alla grande. Ma non mi andava tanto a genio la sua idea di dover cercare per forza altre persone quando infondo stavamo così bene tra noi. Ci misi sempre più passione nel prenderla finchè una notte, in intimità, scopandola con foga le chiesi:"Dillo che sei la mia ragazza troia, dillo!!!" e lei finalmente rispose:"Si, sono la tua ragazza porco! Fottimi allo sfinimento!!!!". E da allora Vanessa non ha cercato più altri uomini, si becca puntualmente... il randello di quel porco pervertito del fratello, che sarei io... E così la storia incestuosa si è perpetrata nel tempo, torbida e passionale, sulla scia della trasgressione profonda...
mercoledì 7 febbraio 2018
La dedizione del coach
Mi chiamo Daniela. Con Paolo pensavo di aver trovato il mio equilibrio nell'ambito del rapporto di coppia. Ma non immaginavo di certo che lui avesse un segreto tanto bollente, uno scheletro nell'armadio che scoprì soltanto dopo il matrimonio. Paolo ama lo sport, soprattutto il calcio, ed è allenatore di una squadretta giovanile dentro le cui fila militano ragazzi di 18/20 anni. Sono gelosa per natura, ma cosa avrei potuto temere da dei ragazzi? Nulla, in teoria. Eh già, perchè il mio "nemico" per eccellenza erano state sempre le donne. Facevo attenzione alle sue conoscenti, perfino alle mie amiche, credendole capaci di tirare qualche colpo basso. Ma la vita è strana, è imprevedibile per certi versi. Talvolta le situazioni prendono pieghe inaspettate, inimmaginabili oserei dire. Ci misi un pò a capirlo ma alla fine mi resi conto che, diciamo così, la dedizione che mio marito metteva nel lavoro andava ben oltre i limiti. Insomma, lui teneva ai suoi allievi, specie ad alcuni, in modo quasi morboso, maniacale e, dulcis in fundo, sessuale! Al principio credetti alle sue banali scuse del tipo:"Ad alcuni giovani promettenti dò lezioni a domicilio, sai non vorrei che fallissero i loro obiettivi". Anche volendo credergli, dovetti dar retta al mio fiuto, all'odore intenso di sperma che si sentiva quando uno di quei giovincelli andava via al termine della "lezione". Alcuni venivano a casa per un periodo, poi i volti cambiavano, si ripassava qualcun altro il porcellino. E poi? Bhè, poi arrivò il "grande amore" se così vogliamo dire. Con Eddy le lezioni si intensificarono addirittura, ben tre volte a settimana! Evidentemente tra i due si sviluppò un'attrazione sessuale reciproca irrinunciabile, quasi come una droga. La situazione mi faceva schifo da un lato, ma probabilmente sono anch'io una perversa, una malata, tanto da spiarli. Ero curiosa di vedere cosa facevano, cosa gli dava in più di me quel ragazzino. Nel guardarli la sensazione di schifo si mescolava torbidamente al piacere. Più o meno facevano sempre le stesse cose, al ragazzo piaceva tanto prenderlo nel culo e a mio marito darglielo. E alla fine Paolo gli sborrava sempre in bocca. Una scena schifosa, vergognosa da osservare per una donna, per una moglie per giunta. Tradita, cornuta, e neppure per via di donne! Però non ho mai capito perchè, ogni volta che spio quei due porcelli, mi ritrovo inevitabilmente con la figa bagnata e sono costretta a sditalinarmi di brutto. Mio marito ai ragazzi dà i consigli, è vero, ma ci aggiunge anche una bella dose di randello! E di sicuro quest'ultimo lo apprezzano più dei consigli...
lunedì 5 febbraio 2018
Affari molto sporchi
Mi chiamo Sara. Non sono una brava ragazza, lo ammetto. Ho bazzicato spesso e volentieri ambienti criminali. Sessualmente parlando mi è sempre piaciuto il cazzo ma ho un segreto da raccontare che forse a qualcuno piacerà. In quel periodo commerciavamo la roba. Stavo con un tipo. Tenevamo le sostanze proibite nascoste in un'abitazione fuori città. Tutto sembrava filare liscio finchè, un giorno, mi ritrovai da sola nell'abitazione. Lui, sentendo puzza di sbirri in arrivo se l'era squagliata anzitempo lasciandomi nei casini. Fortunatamente in casa venne a "farmi visita" soltanto una poliziotta dei reparti speciali e non tutta la squadra. Fui beccata con le mani nel sacco e, dato il quantitativo piuttosto elevato di materiale stupefacente, pensai di esser veramente fottuta! Ma Amber, la subdola poliziotta, aveva un punto debole che decisi di sfruttare a mio favore. Dopo le prime discussioni mi resi ben presto conto che la "signorina" amava le donne. Non mi ero mai sognata nella vita di far sesso con una donna ma in quel momento dovetti riconsiderare certe convinzioni. La lingua audace di quella porca mi accarezzò il collo, poi passò ad un capezzolo mentre allungava la mano nelle parti molto calde, ovvero tra le mie gambe. La situazione mi stuzzicò ma non mi sarei concessa per nulla, eh no! Ci sarei stata al gioco ma solo se lei avesse chiuso un occhio sulle mie losche faccende. Sapeva di rischiare grosso ma era troppo arrapata all'idea di far sesso con me. Cedette al compromesso scottante ed io lasciai che mi leccasse la figa. Le sue dita veloci non smettevano di tormentarmi il clitoride. Non contenta spinse il dito medio dentro la passera. Eccitata a mille venni inondandole il dito di sugo di fica. Ma avevamo appen iniziato! Infoiata dalla situazione afferrai quella porca da dietro massaggiandole con cura le tette e facendole sentire la lingua sul collo. Sentì il suo corpo fremere di piacere, era mia ormai, dovevo e volevo farmela. Iniziai a leccarla sulle mutandine di pelle. Poi le allargai perbene le cosce e osservai la sua fichetta. Non era niente male, lo ammetto. Incominciai a fantasticare sulla sua vita, a pensare ai colleghi a cazzo duro che avrebbero voluto farsela, sfondarla tutta e ai quali lei, da donna maschiaccio, si era negata. Ma a quanto pare con le donne la musica cambiava. Eh si, perchè lei era pronta a concedersi. Affondai con la lingua nella sua vagina. Che sensazione curiosa fu per una che aveva preso in bocca fino a quel momento soltanto cazzi. La titubanza durò ben poco, iniziai a provare un sottile, torbido e delicato piacere nel vederla godere e così mi impegnai a fondo affinchè lei raggiungesse l'amplesso. La lecchai anche da dietro e, dulcis in fundo, con lei messa a candela sulla mia bocca. La tormentai con la lingua finchè lei esplose di piacere innaffiandomi le labbra e la bocca del suo liquido intimo: che sensazione inebriante bere quel liquido sentendo il suo corpo ancora ansimante per l'amplesso. Confesso che in quel momento pensai di essermi persa qualcosa nella vita, a livello sessuale. Dopo esserci divertite Amber era ancora titubante riguardo alle mie faccende tutt'altro che nobili. E così le promisi che mi sarei messa con lei in cambio del silenzio assoluto. Mi rispose:"Sei proprio una stronza faccia tosta!" e mi baciò con passione come per dire di aver accettato. E così insieme facemmo sparire la roba disperdendola attraverso lo scarico del w.c. Ai superiori propose una quadro della sottoscritta quasi da innocente verginella: risultai totalmente estranea ai fatti. Quasi ogni giorno Amber viene da me per farsela leccare a fondo ed io naturalmente, da brava puttanella, non mi sottraggo a questo compito, tutt'altro che spiacevole...
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lunedì 22 gennaio 2018
Dalla discordia alle effusioni
Mi chiamo Paola. Conobbi Steve per caso, ad una noiosissima mostra di quadri di amici comuni. Intuì subito di piacergli. Anche lui non mi dispiaceva e così arrivammo rapidamente a scopare. Steve, reduce da una delusione amorosa, sembrò davvero rinvigorito dalla mia presenza nella sua vita. Ben presto me lo infilò pure nel culo ed io, entusiasta, lo lasciai fare. Insomma ci mettemmo insieme e tutto filò liscio per un pò. La relazione andò bene fin quando una mia confidenza lo turbò. Gli raccontai di Rodrigo, il mio miglior amico, peraltro gay. Conoscevo Rodrigo da anni, molto prima dell'incontro con Steve. Essendo loro due persone speciali per me, provai a farli andare d'accordo ma sembravano incompatibili come l'acqua e il fuoco. Rodrigo, pur gay, era geloso di me. Da miglior amica onnipresente, disponibile alle uscite, ero venuta un pò meno per frequentare Steve. Quest'ultimo, dal canto suo, non sopportava le scenate da checca isterica di Rodrigo. Nelle poche uscite a tre che c'erano state avevano litigato di continuo senza mai trovare un punto d'incontro (anche se Rodrigo mi aveva confidato che Steve non gli era affatto indifferente dal punto di vista fisico). Forse fu anche questa confessione a trasmettermi un impulso particolare, fatto stà che, un bel giorno, decisi di mettermi d'impegno affinchè tra i due scattasse quantomeno la pace senza peraltro prevedere di riuscirci fin troppo bene alimentando uno scenario particolare che và oltre ogni più fervida immaginazione. Per stemperare quell'acredine di fondo pensai bene di invitarli da me a chiacchierare bevendo un buon bicchiere di vino rosso. La discordia di fondo si manifestò anche in quell'occasione ma io la stemperai parecchio ammettendo pubblicamente che loro due erano (e sono tutt'ora) le persone più importanti della mia vita. A quel punto, complice il vino, che anch'io avevo bevuto, mi inginocchiai tirando fuori i loro cazzi e prendendomene amorevolmente cura con bocca e mani. Una "manovra azzardata" che però favorì l'approccio inatteso di Rodrigo con Steve. I due si baciarono con mia grande sorpresa e piacere. Intanto i cazzi si erano induriti un bel pò al punto che mi fu facile far frugare tra loro le cappelle. Tutto ciò aumentò ancor di più il livello di libidine del momento. Rodrigò si inginocchiò e con naturalezza imboccò la fava di Steve! Il mio ragazzo andò letteralmente in estasi e si sciolse definitivamente al punto che lo invogliai a leccare insieme a me il pisello di Rodrigo. Si muoveva timidamente ma già stava prendendo confidenza con il cazzo. A quel punto ci fu un momento davvero trasgressivo, forse un qualcosa che tutti e tre avevamo in mente in qualche modo. Mi sedetti sul cazzo del mio best friend lasciando che mi scopasse. Tra di noi c'era sempre stata una profonda amicizia ma, da donna un pò porcella, avevo sempre desiderato di prendere, almeno una volta il cazzo del mio amichetto. A quanto pare anche a lui non dispiaceva darmelo e, ancor più insolito, Steve si eccitò enormemente guardandomi scopare con il mio miglio amico, per giunta gay. Le sensazioni goderecce si mescolarono in un tourbillon di trasgressioni fisiche e mentali. Mentre Steve mi montava a pecorina, succhiai avidamente il cazzo duro di Rodrigo. Ma poi fu lo stesso Steve, continuando a chiavare la fregna, a "darmi il cambio" spompinando l'uccello di Rodrigo. In quel frangente io venni intensamente. Il clou delle porcate era nell'aria e si profilò quando Rodrigo si adagiò a candela sulla mazza dura del mio uomo. Io condì quell'impalata "man to man" con un lavoretto di bocca al pisello del mio amico. Inaspettatamente Rodrigo, evidentemente versatile, pensò bene di sverginare il culetto del mio boyfriend e lo trapanò a fondo. L'idea era troppo eccitante per impedirne l'attuazione pratica, non mi opposi di certo. E così Rodrigo entrò alla grande nel culo di Steve mentre quest'ultimo era "occupato" con me a 69. I due maschietti tornarono alla posizione precedente della candela con Rodrigo inculato da Steve. Pochi colpi decisi bastarono affinchè il mio amichetto del cuore sborrasse all'impazzata mentre prendeva nel sedere il seme copioso del mio lui, a sua volta giunto perentoriamente all'orgasmo. Potrete immaginare che, da quella volta, passiamo delle splendide giornate in tre...






































