lunedì 2 marzo 2026

Lesbian lunch

Mi chiamo Melissa. Ero a pranzo con un collega di lavoro, neanche troppo carino. A un certo punto, un'avvenente bionda, cominciò a provocarlo ed io andai su tutte le furie, non fosse stato altro che per una questione di educazione. Ero decisa a litigare di brutto con quella tipa. La seguì nei bagni ma lei disse di chiudere la porta spiegando che potevamo divertirci e, nel frattempo, mi succhiò sensualmente il dito. Dinanzi ad una donna così sexy, pensai che fosse giunto il momento d provare a lesbicare. Natalie si appoggiò sul lavandino. Le calai le mutandine e cominciai a leccarla con gusto da dietro, inginocchiandomi. Riuscì a farla venire. Natalie ricambiò, mi leccò sia le tette che la fica. Le dissi che volevo il suo numero, mentre facevamo le troie a 69. Dopo di ciò, le piazzai il dildo nella fica armeggiandolo dentro e fuori fino a farla venire per la seconda volta. Mi misi a pecorina per ricevere l'oggetto a mia volta, mentre mi sgrillettava il clitoride. Arivvai anch'io pienamente all'orgasmo.


Rovinafamiglie

Mi chiamo Elly. I miei genitori sono separati. Mia madre Wanda scappò con un gruppo di pseudoamici di mal affare che andavano avanti con furti ed altri giri loschi. Mio padre Gustavo non riuscì ad accompagnarsi con altre signore, ossessionato dal mito di Wanda, la gran donna. Certo, non potevo immaginare che Corrado, il mio ragazzo, avrebbe portato ulteriore scompiglio. Il ragazzo non aveva grande interesse per la sottoscritta ma piuttosto per mio padre! Si mise in testa che lo avrebbe consolato, che se lo sarebbe portato a letto ma io non gli credetti pensando che stesse semplicemente scherzando per osservare la mia reazione. Ma, pochi giorni dopo, Corrado mi dimostrò di essere serissimo perchè approcciò mio padre e riuscì a sedurlo completamente. Li spiai. Era incredibile vedere un uomo adulto che spompina un ragazzo e viceversa. Non finì certo lì, al sesso orale, perchè Corrado si chiavò mio padre perbene e a lungo, in svariate posizioni, tra cui a missionaria e a pecorina. Fu shoccante osservare mio padre che riceveva un fiume di sborra in bocca e che poi veniva a sua volta. Dopo aver scopato, sembrano entrambi decisamente appagati e si ripromisero di dare un seguito a quella esperienza. Turbata, mi confidai con un'amica ma non mi aspettavo che mi avrebbe consolata coinvolgendomi in una intensissima lesbicata. Mi ripeteva che ogni lasciata è persa e così ci stetti. Oltre ai baci, ci leccammo le fiche a vicenda finendo a strusciarcele ma anche a 69. Fun un godimento pazzesco e prolungato. E poi, dal momento che di mestiere sono una guarda carceraria, beccai mia madre in cella. LA aggiornai della situazione, la trattai anche male dandole della rovinafamiglia e attribuendole la colpa d'aver reso mio padre gay. Volevo punirla e lo feci sessualmente. Non avrebbe mai potuto dirmi di no, dal momento che trovai una bustina di roba nelle sue mutande. La fistai con le dita e la feci godere come una puttana, quello che è. Con lei c'è un rapporto di amore/acredine, per quanto accaduto, ma come zoccola non è niente male. Forse la perdonerò, a furia di piazzarle dita nella patata, mentre se ne sta in piedi in autoreggenti a godere come una porca.